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 | Mi occupo di ambiente dal 1979, dalla mia prima iscrizione all'Argonauta di Fano poi al WWF. Oggi qui ricopro il ruolo di Coordinatore regionale delle Guardie Giurate del WWF Marche e quello politico di consigliere regionale dell'associazione.
La mia professione è quella di docente della scuola media, insegno Educazione Tecnica e mi sono specializzato nella didattica dell'ecologia, delle energie rinnovabili, della prevenzione e sicurezza.
Sono stato per 40 anni educatore scout AGESCI nella quale ho rivestito il ruolo di Capo Gruppo che ho lasciato lo scorso anno, in occasione appunto del 40ennale di fondazione.
Sono iscritto all'Albo dei Periti industriali dal 1980 ed in quello dei giornalisti pubblicisti dal 2002. Sono collaboratore editoriale della Rivista "ECO" di Torino, del settimanale "Il Nuovo Amico", di " Gaia Energie rinnovabili" di Mestre, con oltre 400 articoli scritti in tema didattico, ambientale, sindacale, culturale.
Ho fatto parte della commissione edilizia di Urbania, di Belforte all'Isauro e di PIandimeleto ove sono tuttora presente per la seconda volta. |  | peppedini |  | http://www.educambiente.it |
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Custodire il creato, per coltivare la pacePost di Peppe Dini del 05 settembre 2010 in ecologia (Sfogliato 31 volte)
Messaggio per la 5ª Giornata per la salvaguardia del creato
(1° settembre 2010)
Custodire il creato, per coltivare la pace
La giornata del creato di quest’anno, non poteva essere distante dal messaggio della giornata mondiale per la pace di gennaio 2010, intitolato, "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato", proposto da Benedetto 16°.
I vescovi nel mettere in evidenza la prospettiva biblica dell’abbondanza dei doni della terra offerti dal Creatore, sottolineano che la Pace non può esistere senza giustizia e cioè senza l’equa distribuzione delle risorse naturali.
Benedetto 16° ha segnalato più volte, le difficoltà che i poveri hanno oggi nell’accesso alle risorse ambientali, soprattutto quelle più indispensabili: l’acqua, gli alimenti, l’energia.
Lo sfruttamento eccessivo cui è sottoposto tutto l’ambiente naturale, spesso determinano situazioni di degrado, arrivando a minacciare la vita stessa degli abitanti. Si pensi anche alle recenti catastrofi naturali, causate ormai con certezza, dai cambiamenti climatici.
Occorre sottolineare la maggior parte delle risorse ambientali ed energetiche sempre con più evidenza, partono dai paesi poveri per sostenere l’economia dei paesi industrializzati.
“L’incetta delle risorse naturali, che in molti casi si trovano proprio nei Paesi poveri, genera sfruttamento e frequenti conflitti tra le Nazioni e al loro interno” (B. 16° La carità nella verità).
“Pace, giustizia e cura della terra possono crescere solo insieme e la minaccia a una di esse si riflette anche sulle altre.”
Abbiamo il dovere di consegnare la terra ai nostri discendenti, in modo che la possano degnamente abitarla; ma per questo è necessario una vera “conversione ecologica”. Non si può parlare di bene comune senza considerare l’ambiente, né di rispetto dei diritti fondamentali senza la necessità di vivere in un ambiente sano. Tutto questo però necessita cambiamenti morali radicali: stili di vita più orientati al risparmio, evitando consumi superflui, privilegiando le energie rinnovabili. Tutto ciò significa costruire la pace nella giustizia e ognuno di noi può farlo prendendosi la sua parte di responsabilità nella gestione del creato, nel cercare di fare quello che può, direttamente nella sua vita quotidiana.
Per attivare questo e dargli la giusta consistenza, basta partire dall’ammirazione estasiata delle bellezze naturali che incontriamo, dalla varietà delle creature che ci circondano, per scoprirci i doni che Dio ci ha dato e nei quali si manifesta.
Questa essenza spirituale può alimentarsi dalla tradizione cristiana a partire dalla Eucaristia , nella quale ringraziamo il Padre, per quei frutti della terra che si trasformano per noi, in pane di vita e bevanda di salvezza
Il messaggio termina con l’accenno all’incontro Ecumenico nel 2011 a Kingston in Giamaica, dedicato alla Pace attraverso la tutela ambientale e la consapevolezza che Dio “tramite il creato, si prende cura di noi”.
Tutto il mese di settembre è dedicato alle riflessioni e iniziative in merito al tema proposto.
Giuseppe Dini
Ecco il link diretto per accedere a tutti i sussidi:
http://www.chiesacattolica.it/unpsl/siti_di_uffici_e_servizi/ufficio_problemi_sociali_e_lavoro/00012166_5__Giornata.html
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Eolico ad ApecchioPost di Peppe Dini del 04 settembre 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 141 volte)Interessante iniziativa ad Apecchio per quanto riguarda l'eolico. Va ricordato che in questo comune sono previsti ben 4 impianti eolici. Vedete il sito della Regione Marche:
http://www.regione.marche.it/Home/Struttureorganizzative/AmbienteePaesaggio/VIA/tabid/864/ctl/master_results/mid/3949/Provincia/41/Settore/18/Istat/41002/Tipo/1/Default.aspx
Se cliccate sotto "Procedimento Via" vi appaiono i dati degli impianti.
Vi ricordo che come WWF avevamo fatto richiesta, nei giusti tempi, della conferenza di servizio prevista dalla L.R 7/2004 e che questa non è stata effettuata. Il procedimento, se impugnato, rischia per questo, di saltare tutto. Non hanno neanche risposto.
Questa è la democrazia partecipativa di chi si dipinge democratico.
Qualcuno disse che la comunicazione era stata diffusa; sì attraverso il Messaggero di Pesaro che nessuno da noi acquista!
Ecco il testo del volantino.
Peppe Dini
CIRCOLO “NERONE”
APECCHIO
INDIPENDENTE, SOCIALE, TERRITORIALE
348.0058169
INVITO
Con la seguente si invita a partecipare all'incontro-dibattito che si terrà Giovedì 16 settembre 2010 ore 21 presso il Teatro Perugini di Apecchio dal titolo “ EOLICO; PARLIAMONE ”
L'incontro servirà ad informare e creare un dibattito
(fin ora assente) riguardo agli impianti eolici che si intendono costruire nel nostro territorio comunale.
Sono stati invitati il Sindaco, la Giunta, tutti i consiglieri comunali, le ditte costruttrici, il comitato “Eolico Trasparente”, associazioni ambientaliste, amministratori dei comuni limitrofi, proprietari dei terreni interessati.
TUTTI I CITTADINI POSSONO PARTECIPARE ALL'ASSEMBLEA.
Auspicandoci una Vostra cordiale e proficua partecipazione, porgiamo distinti saluti
Giacomo Rossi
Circolo “Nerone”

Monteleone Foggia: impianto realizzato nel 1993
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Prelievi di acqua pubblica in ProvinciaPost di Peppe Dini del 31 agosto 2010 in appuntamenti (Sfogliato 184 volte)Solo ieri ho avuto questa informazione . La inserisco qui nella speranza che qualcuno ci possa essere.
Peppe Dini
il Dirigente del Servizio Suolo - Attività estrattive - Acque Pubbliche - Servizi Pubblici Locali,
della Provincia di Pesaro - Urbino
L'INCONTRO SI TERRA' MARTEDI' 31 AGOSTO 2010
alle ore 16.30
PRESSO
i locali dell'Amministrazione Provinciale (sala dei Gruppi Consiliari "G. Angelini"),
All'incontro saranno presenti anche gli Assessori provinciali
Renato Claudio Minardi e Massimo Galuzzi.
il Dirigente del Servizio
4.2. Suolo - Attività estrattive - Acque Pubbliche - Servizi Pubblici
Locali, ha convocato un apposito incontro per il giorno 31 agosto alle ore
16.30 presso i locali dell'Amministrazione Provinciale (sala dei Gruppi
Consiliari "G. Angelini"), per discutere la tematica relativa alle denunce
di regolarizzazione dei prelievi di acqua pubblica. All'incontro saranno
presenti anche gli Assessori provinciali Renato Claudio Minardi e Massimo
Galuzzi.
PROVINCIA DI PESARO E URBINO
Servizio 4.2. Suolo, Attività estrattive, Acque Pubbliche, Servizi Pubblici Locali
Dr. Agr. Fabrizio Furlani
Via Gramsci, 7 - Pesaro
tel. 0721/359716 - fax 0721/31623
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Cava OrsaiolaPost di Peppe Dini del 29 agosto 2010 in ecologia (Sfogliato 268 volte)Mi hanno scritto:
"vi risulta alcuna notizia su questa eventuale proposta di cava di scaglia rossa in zona Orsaiola?
Nella Tavola 7 (datata Aprile 2010) compare questa nuova possibile sito SAA006.
Sito che poi scompare come per magia nella carta di maggior dettaglio(Tav 7AIII). Vi allego entrambe le tavole.
Per l'eventuale sito SAA006 non potranno giustificare la proposta definendolo un sito gia' compromesso (ovvero con presenza di vecchia cava in loco).
Da notare che il sito non e' stato scelto a caso: la valle in questione e' una penisola privata all'interno del demanio di Monte Montiego.
Scusate se esagero ma: tra il piano eolico sui crinali e il piano cave sulle vallate io vedo un piano ben strutturato per aggredire la magnifica anticlinale che va da Mte Montiego al Mte Romualdo (quest'ultimo, se il piano di esenzione dai vincoli verra' rispettato, verra' ridotto un vero colabrodo)."
Credo che è tempo ormai di utilizzare gli strumenti di quella che definisco "Democrazia Partecipativa". Converrete com me, che non possiamo dare tutti i compiti ad uno soltanto. E' tempo di impegnarci tutti nella gestione comune del nostro territorio.
Come fare? Prima di tutto occorre chiederei i documenti dove ci sono ed il comune dove si effettua il Progetto, è quello che generalmente ha tutti gli atti; poi ci sono gli uffici provinciali e regionali. Occorre chiamere in causa direttamente i Responsabili dei procedimenti, accedere agli atti e fare le nostre autorevoli (anche da semplici cittadini) osservazioni. Se non rispondono e non ci danno quanto richiesto occorre insistere e se necessario fare i giusti ricorsi. Tenete presente che se in un progetto qualsiasi manca il coinvolgimento degli interessati, privati, confinanti, portatori di interessi diffusi, e collettivi, tutto il meccanismo rischia pesantemente di esssere quantomeno ridiscusso.
Ora se qualcuno ha queste necessità, sono disponibile ad aiutarlo in merito; le diverse nomee che mi hanno attribuito, "Quello della 241" più recentemente "Cittadino inquisitore", "Difensore dei diritti dei cittadini", hanno qualche ragione!
Ora grazie a questo interessante sito, utilizzato anche da tanti politici, che però invito a mantenere aggiornati e a norma, i rispettivi siti comunali (albo pretorio informatico, PEC, Documentazione dei vari progetti) speriamo di avere qualche risposta. Il Sindaco di Urbania , così solerte all'uso informatico, ci risponderà sicuramente e potrà non solo darci ragguagli, ma anche metterci a disposizione tutti i documenti del caso.
Vi allego le mappe.
Un saluto a tutti. Peppe Dini


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Un prof. cattolico nella scuola pubblicaPost di Peppe Dini del 26 agosto 2010 in scuola (Sfogliato 219 volte)Sempre più spesso il settimanale diocesano "Il Nuovo Amico" sostiene nelle sue pagine la scuola privata come scelta particolare dei genitori verso i loro figli. Ciò non solo è una forma di segregazione dalla società in cui viviamo, ma mette in difficoltà gli stessi docenti credenti che lavorano nella scuola pubblica. Per questo ho risposto alla redazione di Pesaro che commentava una lettera di un genitore preoccupato. Ovviamente la settimana successiva si parlava di scuola famigliare , ma del mio scritto, nessuna traccia. Inserisco qui tutti gli interventi per aprire una riflessione in merito.
Pagina Aperta Lettere, Interventi, Testimonianze
11 luglio 2010 IL NUOVO AMICO
Un cattolico e le scuole cattoliche
Sono un cattolico di 39 anni, sposato con 2 figli. I miei bambini frequentano da qualche anno 2 diverse scuole private cattoliche. Io e mia moglie abbiamo scelto queste scuole sia per la vicinanza al luogo dove abitiamo, sia perché riteniamo che i valori CRISTIANI siano fondamentali per i nostri figli.
Fino ad ora posso affermare di essere soddisfatto di queste scuole, i miei figli stanno ricevendo tanto, dal punto di vista didattico/educativo.
Ora il problema è che si avvicinano scelte importanti: fra un anno il mio secondo figlio inizierà le elementari; fra 2 anni la mia prima figlia andrà alle medie. Penso che la scelta di una scuola sia importante, perché è l’ambiente dove i
nostri figli trascorrono la maggior parte del loro tempo, dove si formano come persone, dove cresce la loro capacità di affrontare il mondo. E’ per questo che mi capita spesso di parlare con quelli che dentro la scuola ci lavorano, e ogni volta apprendo che la scuola pubblica si sta impoverendo, che i tagli imposti dall’alto si ripercuotono pesantemente sulla vita degli studenti, e ogni volta provo un senso di sconforto, perché non investire, anzi tagliare, sulla
scuola significa tagliare sul futuro della nostra società. A questo punto la tentazione di continuare a mandare i miei figli nelle scuole private cattoliche è molto forte, ma mi sorge un DUBBIO: è giusto che noi cattolici ci ISOLIAMO dal resto della società facendo andare i nostri figli nelle scuole private cattoliche (che non sono alla portata di tutti, ma solo delle famiglie benestanti), ignorando quello che succede nelle scuole pubbliche? Possiamo ignorare che la maggior parte delle famiglie non può permettersi di mandare i propri figli nelle scuole private e deve per forza accontentarsi
di quelle pubbliche, che stanno andando allo sfacelo?
In tutto questo, che insegnamento ci dà il Vangelo? Che siamo tutti figli di Dio, fatti a Sua immagine e somiglianza … e quindi perché i bambini non dovrebbero avere TUTTI il diritto ad un’istruzione adeguata, indipendentemente dal loro ceto sociale, dal loro appartenere o meno a una famiglia benestante?
E’ ora che noi cattolici usciamo dalla comodità dei “salotti buoni” delle scuole private e indossiamo l’elmetto, per
affrontare la giusta battaglia a favore della istruzione pubblica, che in questo momento è in grave pericolo.
Gilberto Ugolini
Gent.mo sig. Ugolini, la scuola libera, cattolica o meno, esercita una funzione di supplenza nei riguardi della scuola statale (alleggerendone i costi) ed impone una utile concorrenza. I genitori della scuola libera sono eroici, dal punto di vista contributivo, infatti pagano le tasse come tutti ed in più la retta scolastica della loro scuola. Per questo motivo non ci “isoliamo dal resto della società” e le scuole private non sono un “salotto buono” ma luoghi dove ci si impegna, si lavora e si studia per avere una miglior preparazione a beneficio di quella società che lei cita.
Possiamo anche essere d’accordo sul fatto di “indossare l’elmetto ed affrontare la giusta battaglia” ma se permette cerchiamo di farlo noi adulti e lasciamo tranquilli i bambini in un ambiente sicuro e protetto. Ci permetta invece di dissentire dal fatto che i tagli, pur dolorosi in alcuni casi, portino la scuola statale allo sfacelo. Questo fa parte di una certa propaganda sindacale che cura interessi non sempre limpidi.
Per la redazione di Pesaro
Alvaro Coli
Un prof. cattolico nella scuola pubblica.
Carissimo Alvaro rispondo al tuo intervento sulla scuola. Ci conosciamo sia come colleghi di disciplina, che di sindacato e quindi permettimi una certa franchezza. Non pensi che tutto questo inneggiare alla scuola privata metta in difficoltà i colleghi credenti, che nella scuola pubblica svolgono degnamente la loro professione? Fra l’altro rappresentano una bella maggioranza o no? La scuola pubblica intanto raggiunge tutti quei luoghi remoti dove la scuola privata non va, essendo questa il più delle volte riservata a pochi. Non è così vero che nella scuola pubblica non si faccia vera educazione: basta leggere i contenuti dello stesso premio giornalistico che la vostra testata propone a tutti gli istituti. Inoltre in questi anni di lavoro ho incontrato colleghi “laici” che mi hanno arricchito, difeso, sostenuto, con una solidarietà disinteressata, degna di un vero credente. Conosco direttamente colleghi invece, provenienti dalle scuole paritarie anche cattoliche, dove sono stati sfruttati, mal pagati, assunti con contratti capestro, quando c’erano.
Ora credo che tutto questo insistere sulle scuole cattoliche, non faccia altro che crescere quel fondamentalismo esacerbato, oggi poco opportuno, proposto da alcune aree cattoliche: eppure la regola evangelica annuncia “Vi ho fatto agnelli in mezzo ai lupi” per crescere prima interiormente ed poi essere più vicini alle problematiche di tutti, non alle nostre.
La conclusione poi, spero sia solo legata alla tua assenza dalla scuola ormai da diverso tempo. E’ evidente che i tagli di scure che colpiscono l’istruzione, non permettono più, ad esempio il tempo prolungato nella Primaria, per la prima e seconda classe: leggi i dati del nostro sindacato o se vuoi essere più distaccato i dati delle riviste specializzate. Tutte le scuole sono a credito di cassa dal ministero, almeno da tre anni e per il prossimo, non ci saranno i finanziamenti per coprire i progetti, le attività funzionali, le supplenze temporanee. Per ultimo la manovra economica, colpisce gli insegnanti col blocco degli stipendi per tre anni, arrivando a gravare complessivamente fino all’11 % (dati Tuttoscuola), più elevata di quella operata agli alti dirigenti, mentre la casta politica si autoprotegge e tesse trame anche con parte della struttura ecclesiastica.
Giuseppe Dini
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Lettura per le vacanze 2Post di Peppe Dini del 15 agosto 2010 in formazione (Sfogliato 226 volte)
ENERGIA PER L’ASTRONAVE TERRA
Nicola Armaroli è ricercatore sulla fotoreattività presso il CNR di Bologna, Vincenzo Balzani è professore di chimica presso l’università di Bologna.
Dal considerare un valore “risparmiare acqua e riparare un paio di scarpe”, si passa all’analisi dei consumi indotti dalla pubblicità (consiglio la visione dell’animazione The Story of the stuff), si arriva alla considerazione che un qualsiasi aumento del PIL, implica un aumento del consumo delle risorse. Questa è la premessa del libro.
Gli autori si applicano nella definizione di energia, negli scienziati che hanno determinato le leggi affini, nelle unità di misura, negli scambi di energie e nelle fonti, nei principi che la regolano, per spiegarci, cos’è l’energia.
Dagli schiavi al carbone, dalla macchina di Watt alla turbina, dal risparmio a Farady ai black-out, dai pony-express alla posta elettronica, dalla polvere da sparo all’atomica, il tutto per spiegare l’energia e le sue leggi, concludendo il capitolo con tre gravi problemi legati all’uso del petrolio: energia destinata ad esaurirsi, l’uso causa danni alla salute, la sua diversa produzione sul pianeta crea tensioni politiche e guerre.
Quanta energia sprechiamo? Una domanda che gli autori analizzano in dettaglio. La prima vera bomba energetica, fu l’inizio della produzione di fertilizzanti dall’ammoniaca avvenuta nel 1913 da parte di Haber e Bosch. La richiesta di primizie fuori stagione, l’inquinamento luminoso, la scelta dei mezzi di trasporto, sono tutti analizzati con precisione e dettaglio.
Quali danni produce questo consumo indiscriminato di petrolio? Quello più evidente è il surriscaldamento del pianeta, contro i quali si cercano accordi non sempre in maniera convinta. Senza nascondere i danni prodotti dalle polveri sottili, dalle piogge acide, danni che nessuna ditta, industria energetica paga per intero, ma solo un decimo alla collettività.
E l’atomo? Gli incidenti avvenuti ai reattori, hanno dimostrato che non rispettano certamente i confini delle nazioni e sono capaci di lasciare una eredità scomoda. I conti poi non tornano mai dato che ci si dimentica dei consumi di carburante tradizionale usati per l’estrazione, il trasporto, la raffinazione del minerale, dei costi destinati allo smantellamento della centrale a fine ciclo. Si sfata il mito della Francia esportatrice di energia elettrica da nucleare: è lei che è costretta a vendere a basso costo l’elettricità notturna prodotta in surplus.
Non può certamente mancare capitoli dedicati alle energie rinnovabili: il primo al sole e al suo attuale diversificato sfruttamento, il secondo dedicato all’acqua, alla Terra e all’aria: “più che venti forti servono venti costanti in intensità e direzione con velocità ottimale intorno ai 7 m/sec”.
Siamo di fronte ad un bivio: “difesa ad oltranza dei nostri stili di vita ad altissima intensità energetica dei paesi ricchi” dall’altra “cambiamento radicale dello stile di vita imposto dalle necessità dei vincoli fisici, ma anche accettato come scelta etica”.
Questo testo ha vinto il premio letterario Galileo 2009 per la divulgazione scientifica, la cui commissione è composta prevalentemente da studenti.
Nicola Armaroli Vincenzo Balzani “Energia per l’astronave Terra” ed. Zanichelli Bologna 2009
€ 11,50
Giuseppe Dini
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Lettura per le vacanzePost di Peppe Dini del 10 agosto 2010 in formazione (Sfogliato 261 volte)
MOLTITUDINE INARRESTABILE
Paul Hawken attualmente alla guida di società che si occupano della ricerca e sviluppo di tecnologie ispirate alla natura, ecologista, imprenditore e giornalista è l’autore di questo libro. Numerosi i riconoscimenti ricevuti per questa sua attività.
In questo libro si occupa di una grande moltitudine di persone, il più grande movimento, di cui nessuno se ne accorto, ma eppure presente: studenti, nonne, adolescenti, membri di tribù, uomini d’affari, architetti, insegnanti, professori in pensione, genitori occupati, persone molto informate che avevano tanto da dire. 30.000 organizzazioni ambientaliste, oltre quelle che si battono per la giustizia sociale, per i diritti degli indigeni, per la sostenibilità ecologica, a sostegno delle donne e dell’infanzia, l’abolizionismo, per i diritti civili, per la sicurezza alimentare. In sostanza alla fine diventano 100.000 tutte raccolte in un data base mondiale, cui poter fare riferimento: Natural Capital Institute, che fa capo allo stesso autore.
Molte persone esterne lo considerano privo di forza, ma ciò non arresta la sua crescita. Il libro appunto come mette in evidenza il sottotitolo, vuol descrivere “Come è nato il più grande movimento del mondo e perché nessuno se ne è accorto”.
Una critica al capitalismo globale emerge dal libro: le merci sembrano essere diventate più importanti delle persone e vengono trattate meglio. Ecco che quindi il libro analizza un movimento che portando avanti tecnologie innovative, brillanti, tende a portare le persone al centro del mondo e dell’esistenza “ E’ fatto di immaginazione e organizzazione. Implica una coraggiosa difesa dei diritti umani. Promuove l’innovazione incentrata sulla vita quotidiana: l’esigenza di imparare, di prendersi cura degli altri, di preparare il cibo, di crescere bambini, di viaggiare e svolgere un lavoro soddisfacente.”
Non può certo mancare un attento esame alla nascita dei gruppi protezionistici ambientali, mossi dalla distruzione delle imponenti sequoie americane di cui la più vecchia abbattuta aveva oltre 2500 anni.
La storia di Rachel Carson che nonostante malata portò avanti sino alla fine la sua lotta contro le multinazionali dei pesticidi, messi in correlazione col cancro. Fu denigrata fino alla sua morte, ma il suo Libro “ Primavera silenziosa” ebbe effetti molto importanti nella formazione di molti cittadini e nella messa al bando diverse sostanze contenenti idrocarburi clorurati, quali il DDT.
Anche la difesa degli ultimi popoli indigeni è lotta contro la perdita di diversità. Il loro rapporto con la natura va oltre ai sensi che normalmente usiamo ed i loro linguaggi seppure apparentemente poveri di idiomi si rivelano, ad una attenta analisi, ricchi di sfumature impensate.
Interessante il paragone di tutti questi gruppi, difensori di valori veri, al sistema immunitario, i cui anticorpi si attivano ogni qualvolta che la nostra salute viene messa in pericolo.
La lettura del libro seppure inizialmente faticosa appare alla fine, in tutta la sua massima proposizione: far capire l’importanza di questo grande movimento.
“E’ indubbio che il movimento ambientalista risulti fondamentale per la nostra sopravvivenza. La nostra casa sta letteralmente bruciando ed è logico che gli ambientalisti si aspettino che il movimento per la giustizia sociale si unisca a loro. L’unico modo in cui riusciremo a spegnere l’incendio è unirci al movimento per la giustizia sociale e curare le nostre ferite, perché, alla fine, esiste un solo movimento. Forti di questa crescente consapevolezza, possiamo affrontare i pericoli. La nostra guida sarà un’intelligenza che ogni secondo crea miracoli e vive grazie ad un movimento senza nome.”
Notevole il glossario finale che conta ben 120 pagine.
Giuseppe Dini
“Moltitudine inarrestabile” di Paul Hawken ed. Ambiente Milano 2009 22 €
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una passeggiata sotto le stellePost di Peppe Dini del 06 agosto 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 245 volte)
Suggestiva iniziativa svoltasi ieri a Sant'Angelo in Vado.
Una passeggiata all'interno della foresta demaniale di monte Vicino durante le ore notturne. 175 iscritti più altri aggiuntisi alla partenza; circa 200 persone che si sono avviate all'interno della strada demaniale alle ore 21.00.
Una scia di persone esultanti, quasi elettrizzate, si è snodato lungo tutto il percorso, reso ancor più particolare dalla scia blulicante di tantissime torce elettriche accese. Dagli adulti con bastoni da passeggio, ai bambini in carrozzella, sul particolare zaino e perfino in carrettino trainato dal papà, tutti a godere dello spettacolo naturale notturno.
A metà percorso, è stato organizzato un punto di ristoro, con pizza, dolci e bevande per tutti; organizzazione ineccepibile con ambulanza CRI e Protezione Civile Locale.
All'arrivo sulla Piobbichese, la fine del percorso è stata allietata da una serie di fuochi d'artifico spettacolari.
Durante il tragitto, nonostante qualche nuvola e le interruzioni, è stato possibile identificare nel cielo stellato le costellazioni più importanti.
Bravi a chi ha organizzato.
Vi metto la mappa del percorso.

Da più parti, mi è stato chiesto di avere maggiori informazioni sul cielo stellato; vi metto qui due link:
http://it.wikibooks.org/wiki/Osservare_il_cielo/Costellazioni_estive
www.stellarium.org.
Il primo, sono serie di informazioni tratte dall'enciclopedia digitale di wikipedia.
Il secondo è un portale, da dove è possibile scaricare un programma open source (gratuito) anche in Italiano , che permette di esplorare virtualmente il cielo in ogni momento.
Grazie a tutti della magnifica serata.
Peppe Dini
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Per l’acqua potabile sì, ma…Post di Peppe Dini del 31 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 432 volte)
La diga realizzata recentemente e già sfondata dall'uumento di portata causato dalle piogge del 29 luglio.
Per l’acqua potabile sì, ma…
Questi giorni il caldo ha fatto sentire il suo effetto , anche ai nostri rubinetti. La diminuzione della portata d’acqua potabile in alcune zone cittadine ha fatto scattare l’ordinanza di limitazione d’uso ed il solito scadente intervento stagionale in località Bersaglio. Essendo diminuite le portate di Ca’ Alessandro, di Magnavacca ove si versa anche la ridotta quantità di acqua proveniente dal Nerone ed in parte anche dal Burano, soggetto ai recenti scarichi, non si trova di meglio che intervenire innalzando la solita “diga” sul Metauro. Per aumentare il livello della falda fluviale all’interno dei pozzi, non si è pensato che al solito rimedio a suon di trattori e ruspe. Il risultato scadente e mediocre è possibile poi vederlo sul posto.

Quali interventi? Quali autorizzazioni?
Quello che però viene evidente, è che l’acqua del fiume è quella che alimenta i pozzi quasi direttamente, data l’esigua distanza fluviale e la formazione di canalicoli diretti prodotti dalla forza aspirante delle pompe di sollevamento, quando il corso idrico ha la sua più bassa portata ed la sua più alta di concentrazione di inquinanti. Inoltre a Mercatello sul S. Antonio che fornisce l’acqua dei rubinetti ed a Urbania il fiume viene classificato A3, cioè significa che deve essere potabilizzato, mentre da noi il tutto si risolve con sovradosaggi di varechina.
Tutto questo dimostra la scarsa lungimiranza dei gestori e dei nostri amministratori, il sindaco ha dirette responsabilità sanitarie locali, per quanto riguarda la conduzione di questo bene prezioso che è l’acqua; mentre si proibisce di innaffiare gli orti con l’acqua del rubinetto, il campo sportivo è giornalmente irrigato; non si è provveduto ad alcun controllo sui pozzi privati che incidono sulla falda freatica che va da via Galassia a via papa Clemente 14° (sono denunciati, hanno il contatore, presentano la denuncia annuale dei consumi, sono inseriti direttamente nella rete idrica interna) e che sicuramente va ad alimentare i pozzi del Bersaglio.

Cancelli aperti , reti abbattute
Poco importa se a monte c’è uno scarico fognario, risolto qualche giorno fa, grazie a questo sito, poco importa se l’area che deve essere per legge opportunamente limitata da recinzione, ha spesso il cancelli aperti e la rete abbattuta, mai ripristinata. E se qualche malintenzionato volesse buttare qualcosa sui pozzi?

Pozzi davvero raggiungibili !!!
Tutto questo avviene mentre i gestori stanno facendosi in quattro, per dire che l’acqua del rubinetto è meglio della minerale perché è più controllata; ricordo che 8 potabilizzatori su 10 nelle Marche, sono nella nostra provincia, che si approvvigiona per l’80 % dai fiumi. “ Che fai Peppe , il tifo per le multinazionali dell’acqua minerale. Butti a monte tutto il nostro impegno per quella pubblica”, mi sono sentito dire dai mie amici ambientalisti. Sì, è vero occorre battersi per far ritornare l’acqua pubblica, per questo ho contribuito per il referendum promosso da “Acqua bene comune”, ma occorre battersi per soluzioni che siano davvero migliori.
Negli anni ’90, Sant’Angelo in Vado, guadagnava circa 350 milioni di vecchie lire all’anno, dalla conduzione del settore idrico. Oggi con il gestore e le tariffe aumentate, non credo che questi siano rispesi per i miglioramenti ed i recenti fatti lo dimostrano.
Definisco la conduzione dell’acqua potabile “funambolica” per far capire la difficoltà nel garantire sempre più maggiori consumi, catturando, captando tutto quello che la natura mette a disposizione in maniera diversa nelle varie stagioni, aggiungendo poi tutti i limiti delle tecnologie, pompe, tubazioni, perdite, ecc.
Va detto che nei 62 parametri previsti ( http://www.educambiente.it/Ambiente/acquapotabile.htm ) ci sono rimasti 3 organolettici: “Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite”. Colore, odore, sapore devono essere “Accettabili per i consumatori e senza variazioni anomale”. Ditemi voi come si fa a dire che un’acqua è potabile quando al rubinetto è marrone o quando è percepibile un qualsiasi odore, anche di cloro che deve essere: “Al livello più basso possibile, senza compromettere la disinfezione stessa.”
“Ma la si può lasciare in una brocca aperta nel frigo per eliminare il sapore di cloro”, dicono ; non basta, perché il rischio è la formazione di composti tossici.
Questo è quanto scrive la dott.sa Anna Maria Fabbri sul sito del dipartimento di Prevenzione dell’ASUR 2 di Urbino rinvenibile su http://www.asurzona2.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=14049
“Naturalmente le acque di origine superficiale subiscono una serie di trattamenti che le rendono assolutamente sicure e prive di batteri o sostanze tossiche, ma hanno un grosso problema: il gusto! Può capitare infatti che siano fresche e limpide, ma imbevibili, per il peggioramento delle caratteristiche organolettiche a causa dei trattamenti impiegati più o meno spinti, che ne modificano spesso il sapore e l’odore.
In ogni caso l’acqua di rubinetto sia di origine superficiale che sotterranea, deve risultare all’utilizzo batteriologicamente pura. Il cloro viene solitamente aggiunto all'acqua potabile non solo per eliminare l’eventuale contaminazione batterica presente alla captazione, ma anche per impedire lo sviluppo batterico durante il trasporto attraverso le reti idriche più o meno lunghe e ramificate.
Proprio a causa del passaggio attraverso le tubature, non si può escludere la possibilità di infiltrazioni dall’esterno a causa di rotture, o il rilascio di frammenti di incrostazioni a causa della vetustà di alcune reti idriche. Il cloro purtroppo, combinandosi con le sostanze organiche, presenti in particolare nelle acque di origine superficiale, provoca la formazione di vari sottoprodotti tossici e indesiderabili, e pur nel rispetto dei limiti imposti dalla legge, conferisce all'acqua potabile un sapore a volte sgradevole o comunque peggiore rispetto alle acque minerali.”
Non possiamo certo pensare di risolvere il tutto, buttandoci sull’acquisto delle acque minerali, le quali soffrono gli stessi rischi di inquinamento delle acque potabili, con in più quelli derivanti dal materiale delle bottiglie. Dobbiamo ritornare ad una gestione pubblica dell’acqua del rubinetto (perché nel nostro comune non se ne mai parlato?) e orientarci per il doppio approvvigionamento, anche attraverso fontanelle separate debatterizzate, non col cloro, ma con lampade a ultravioletti; la vecchia legge Galli tanto declamata per altri motivi, già conteneva la fornitura duale e il vecchio decreto sugli apparecchi domestici di trattamento dell’acqua del 1990, prevedeva per le nuove ristrutturazioni la linea di acqua tecnologica e la linea potabile.
Infine, è importante che chiediamo di vedere le analisi della nostra acqua potabile, se non altro per non perdere i nostri diritti di cittadini, proprio su un bene prezioso e importante come l’acqua.
Sant’Angelo in Vado 31.07.2010
Peppe Dini
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Altro scarico fluvialePost di Peppe Dini del 25 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 231 volte)
(foto di Romana Romani , del primo scarico)
Ecco qua la notizia del secondo inquinamento tra Smirra e Cagli sul Burano di giovedì scorso
Vi metto il link così avrete modo di vedere le foto direttamente:
http://www.facebook.com/album.php?aid=54491&id=1658372224
Mi ha telefonato un mio collega giornalista che chiedeva informazioni della ditta.
Quello che è certo ormai, la responsabilità di una lavanderia industriale. E' stato individuato il collettore di scarico, da dove usciva un liquido giallastro con forte odore di cloro, pozze col caratteristico odore di varechina, il tutto finiva su un fossato laterale per poi raggiungere il Burano. Quando hanno notato la polizia provinciale, dallo scarico è arrivata una notevole e continua massa d'acqua dolce.
Ricordo che al momento dell'apertura della ditta, come ambientalisti facemmo ricorso alla concessione di presa
dell'acqua in subalveo, che nella relazione del loro ingegnere era prevista di 5,6 litri/sec.
In fase finale, la ditta ne chiedeva ed ha ottenuto ben 21 litri/sec, adducendo che nel riutilizzo si sarebbe notevolmente arricchita di sali: assurdità da noi contestata a momento, ma che l'allora l'ingegnere Catturani del Genio civile non considerò.
Ecco ora a che cosa serve tutta quell'acqua: a diluire gli scarichi, come da noi più volte sostenuto; cosa assolutamente vietata dalla legge.
Chi va nelle fabbriche e valuta le manomissioni agli impianti come in questo caso o a leggere i contatori di misura, per verificare quanto prelevano? Se superassero i quantitativi complessivi scatterebbe il reato di furto!
Considerate che alla Centrale idroelettrica sul Burano ex Burel, in comune di Cagli , ma vicinissima ad Acqualagna c'è la presa del potabilizzatore di Pole che fornisce l'acqua a Urbino, Fermignano, Urbania e Sant'Angelo in Vado; che il Burano
si aggiunge al Candigliano e quindi al Metauro e che le acque del lago di San Lazzaro, immediatamente sucessivo alla confluenza, sono utilizzate per il potabilizzatore di Saltara per Pesaro e Fano.
Cosa vogliamo fare?
Intanto chiedere ai nostri amministratori di costituirsi parte civile in caso di procedimento penale nei confronti dei trasgressori, tutti i sindaci dei comuni interessati, la Provincia a volte restia, l'Aato, le associazioni ambientaliste e dei consumatori. Ne va della nostra stessa salute, basta vedere cosa succede ai pesci.
Inoltre credo, che con tutti gli scarichi fluviali di questi ultimi periodi, Il taglio dissennato di alberi a Bocca Trabaria, lo scandalo ex Amga di Pesaro, la questione Carrara di Fano, rischiamo di far avere alla Regione Marche una sanzione dalla UE, per la mancata tutela ecologica del nostro territorio provinciale.
Peppe Dini
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Grazie AltrometauroPost di Peppe Dini del 19 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 207 volte)Grazie Altrometauro.net.
Grazie a questo blog di discussioni varie, siamo riusciti (uso il plurale perchè il merito è più ampio) ad avere dei risultati.
A Sant'Angelo in Vado, il collettore dei Bensi, che scaricava la sua acqua marcia a monte dei pozzi di prelievo dell'acqua potabile, è stato riparato, dalla piena di questo inverno. Speriamo che in attesa dell'inverno prossimo sia rinforzato.

Vediamo se riusciamo a fare qualcosa di più per quella zona delicata.
Puntualmente spesso, molto spesso, il cancello dei pozzi di acqua potabile del Bersaglio, rimane aperto; la rete verso la Chiusa è stata abbattuta dalla piena di qualche anno fa senza essere ripristinata. Tale zona viene definita a "tutela assoluta" e deve essere sempre tutta recintata e chiusa. Un ex assessore mi confidava che tanto ha fatto per questo , ma non c'è mai riuscito. C'è chi dice che la responsabilità è di chi va ad accendere le pompe per il campo sportivo, chi ha bisogno per accedere agli orti abusivi più a valle, resta il fatto che anche alla mattina di domenica, alle 7,30 è così...

Grazie anonimo (Ett...) per la tua proposta.
Una canzone di Dalla di 30 anni fa diceva: " Ma che mondo sarà ha bisogno di chamare Superman... Ha l'aspetto di un motore ma non va..."
Se noi tutti ci impegnnassimo, vincendo le nostre umane ritrosie, non avremmo bisogno di super eroi, ma ognuno di noi lo può già essere.
Quanti saranno passati su quel ponte e hanno visto...
Non è questione di spigolature ne' di mettersi in mostra; si tratta semplicemente di mettersi in condizioni di tutelare, di tenere pulita la nostra casa più ampia, che è l'ambiente dove viviamo, per difendere prima di tutto il resto, la nostra salute e quella dei nostri figli.
Peppe Dini
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Scarico fluviale a Sant'Angelo in VadoPost di Peppe Dini del 14 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 239 volte)Fiumi, collettori di scarichi o fornitori d’acqua?
Ennesimo scarico fluviale e conseguente moria di pesci. E’ accaduto lunedì a Sant’angelo in Vado nei pressi dell’area denominata la Chiusa, per via della presa del mulino. Nel pomeriggio, il gorgo sul fiume risultava nero, maleodorante; c’era la presenza del personale di Marche Multiservizi al lavoro sul collettore fognario. Numerosi ciottoli nella tubazione, l’hanno otturata, con il conseguente riversamento sul fiume. Ma occorre dire che siamo su impianti realizzati con fondi FIO negli anni ’80 e richiederebbero una vera e propria manutenzione, così come dimostrano i vari rattoppi effettuati sul collettore davanti alla paratoia del mulino. Più a monte, la piena di quest’anno, ha divelto parte della tubazione di raccolta delle acqua di scarico dell’insediamento dei Bensi, col conseguente scarico dei liquami. Il fatto è che in quella zona ci sono i pozzi di prelievo delle acque potabili utilizzati soprattutto nel periodo estivo, acque prelevate tal quali senza alcun trattamento se non la clorazione, proprio nel periodo in cui diminuisce la portata fluviale ed aumenta la concentrazione degli inquinanti.
Siamo alle solite: dobbiamo decidere se il fiume deve servire per il trasporto degli scarichi o per l’uso potabile e le due cose insieme certamente non vanno d’accordo. Di questo se ne parlato anche all’ultimo incontro della consulta utenti dell’Aato, dove è stato richiesto proprio di essere più efficaci contro chi inquina magari chiedendo la costituzione di parte civile sia del consorzio che delle associazioni presenti. Dato che le pene per danno ambientale sono difficili da dimostrare ed esigue, almeno chi fa versamenti anomali, dovrà pagare qualcosa in più.
Inoltre moltissimi comuni, non hanno comunicato ai proprietari confinanti con le captazioni delle acque potabili superficiali e non, i limiti a cui sono soggette le aree intorno per 200 metri di raggio, fra cui emerge il divieto di uso dei diserbanti. Una tutela in più per le acque destinate al consumo umano. Eppure basta guardare intorno alle prese, proprio questi giorni di mietiture ed accorgersi che nessuna infestante è presente, segno dei diversi trattamenti effettuati.
Mentre si effettuano giustamente campagne massicce per invitare ad usare le acque dei rubinetti, ci si dimentica di dire che nelle Marche esistono dieci potabilizzatori per il trattamento di acque superficiali, di cui otto solo nella provincia di Pesaro, che l’acqua potabile della nostra provincia per l’80% proviene dai fiumi. Tutti i parametri previsti rientrano nella disposizione di legge, ma l’acqua al rubinetto deve essere anche incolore, inodore, insapore.
Una soluzione ci sarebbe; tentare ciò che vecchie norme già prevedevano: un approvvigionamento duale, che di fatto tutti già facciamo acquistando le bottiglie di minerale. L’utilizzo dell’acquedotto romano a Pesaro potrebbe fornire delle fontanelle cittadine per acqua potabile da bere, così come l’acqua dei pozzi esenti da nitrati a Fano, le acque delle Cesane per Urbino; per l’entroterra si potrebbe intervenire nelle varie sorgenti, mettendo un debatterizzatore a ultravioletti alimentato autonomamente da celle fotovoltaiche. L’altra acqua, quella “supertrattata”, potrebbe essere usata tranquillamente per tutti gli altri usi.
Sant’Angelo in Vado 13.07.2010
Giuseppe Dini



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Rifiuti Carrara di FanoPost di Peppe Dini del 14 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 439 volte)Uno scandalo che viene sottaciuto da tempo per non sconvolgere, le attuali maggioranze politiche. Provincia e Regione non si sono costituite parte civile. Peppe Dini
Tratto dal sito di ANPANA MARCHE
Mercoledì 23 Giugno 2010
“Arcobaleno”, Fano e Barchi vogliono i danni
Traffico illecito rifiuti, presentata domanda di costituzione di parte civile
Ieri udienza preliminare: 109 le richieste di rinvio a giudizio al vaglio del Gup

di ELISABETTA ROSSI
PESARO – Danni alla salute di uomini e animali, all’ambiente, ma anche danno all’immagine. E in effetti non è stato un bel biglietto da visita quello che per mesi ha fatto parlare del territorio di Pesaro, anzi, delle Marche, come della “pattumiera” del Nord. Per questa e per tutte le altre voci di danno, ieri mattina, Comuni ed enti vari hanno presentato domanda di costituzione di parte civile nell’udienza preliminare del maxi processo sul traffico illecito di rifiuti, scoperto nel 2003 con l’operazione “Arcobaleno” condotta dai carabinieri del Noe di Ancona e dalla Procura di Pesaro e che aveva portato al sequestro dell’ex cava Solazzi a Carrara di Fano e ad accertamenti nelle discariche di Monteschiantello e di Barchi, comunitaria. Si tratta dei comuni di Fano e Barchi, della Comunità montana del Metauro (zona E), dell’Associazione consumatori e utenti (onlus che ha sede a Milano con dislocazioni regionali, tra cui quella delle Marche), dell’Anpana (associazione protezione animali e ambiente), del Comitato di Schieppe di Orciano e di quello intercomunale per la tutela dell’ambiente e della salute.
Si è dunque aperto ieri, il processo “grandi numeri” che vanta ben 109 imputati, 36 faldoni di inchiesta, 40mila tonnellate di rifiuti scaricati illecitamente nel Pesarese per un volume d’affari stimato sui 5 milioni di euro. Dei 109 in odore di processo, tra cui diversi personaggi di spicco della Provincia dell’epoca, ne erano presenti solo 5 all’udienza preliminare. In compenso c’era una nutrita falange di avvocati, circa una cinquantina, molti di Pesaro, ma molti altri provenienti dai Fori del Nord, per accogliere i quali è stato necessario aprire l’aula della Corte d’Assise. In 4 ore di udienza, il gup Raffaele Cormio è riuscito a trattare solo le questioni preliminari, rinviando poi al prossimo 28 ottobre. Nessuna decisione sulle richieste di rinvio a giudizio formulate dal pm Massimo Di Patria con accuse che vanno dall’associazione a delinquere alla truffa aggravata, dall’abuso di ufficio al falso, passando per l’avvelenamento colposo di acque (reato, quest’ultimo, già prescritto). A mettere un primo freno al processo, giusto un paio di omesse notifiche dell’avviso di conclusioni delle indagini, una di fissazione dell’udienza e un legittimo impedimento.
L’apice del caos nell’aula c’è stato al momento delle costituzioni di parte civile presentate per Fano dall’avvocato Nicolò Marcello, per Barchi e l’associazione consumatori dall’avvocato Raffaela Mazzi, per i comitati dall’avvocato Andrea Monsagrati, per l’Anpana dal legale Paolo Seri e per la Comunità Montana dall’avvocato Andrea Cassiani. Tra i difensori degli imputati c’è infatti chi è già pronto, alla prossima udienza, a fare opposizione. Qualcuno, fuori dall’aula, ha anche sottolineato l’assenza, tra le costituzioni di parte civile, di Provincia e Regione. Tra gli imputati pesaresi, era presente il geologo Massimo Rondina. Assente invece, tra i tanti mancanti, l’ex presidente del Cda dell’Aset, Renzo Rovinelli.
CORRIERE ADRIATICO
Sette enti ora chiedono i danni
Aperta l’udienza preliminare, non si presenta il comitato di Carrara. Ecco i 109 imputati
Fano Udienza preliminare, ieri mattina, per i 109 imputati dell’inchiesta Arcobaleno, il traffico illecito di rifiuti provenienti dal Nord, smaltiti illegalmente nelle discariche della provincia.
I soggetti che chiedono un risarcimento per i danni relativi alle proprie finalità sociali sono i Comuni di Fano e di Barchi, l’Associazione consumatori e utenti, il Citas di Barchi, il comitato Pro Schieppe, la Comunità montana del Metauro, l’Associazione nazionale per la protezione di animali, natura e ambiente (Anpana). Nessuna richiesta di costituzione da parte della Regione pur essendo l’unico ente, insieme alla Comunità montana, a essere stato avvisato come soggetto offeso. Non si è fatto vivo neanche il comitato di Carrara Ridateci la vita presieduto da Piergiorgio Giorgini, che pure aveva lamentato anche danni alla salute. L’udienza è stata rinviata al 28 ottobre.
I 109 imputati sono accusati, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata, falso, avvelenamento delle acque, corruzione, solo su 45 di loro pende l’accusa di associazione per delinquere. Tra i nomi noti quelli di Renzo Rovinelli, ex consigliere comunale Pd, e di Sandro De Rosa, direttore di Monteschiantello. Di seguito gli altri nomi: Fabio Anniballi, Giuliano Anullo, Maurizio Bacchiocchi, Libero Barilli, Luigino Bergamin, Simonetta Bigaran, Alessandra Boldrini, Paolo Bonacina, Bruno Benedetti, Mario Carlo Borsani, Davide Brambilla, Roberto Casarin, Stefania Casti, Ieres Comelato, Giancarlo Dusi, Stefano Ferri, Marco Frignani, Gianni Giommi, Paolo Lorenzo Gennari, Laura Guizzardi, Francesco Graziano, Tiziano Lando, Simona Luchetti, Marco Matteazzi, Francesco Marchesin, Zefferino Maritan, Amato Monti, Giandomenico Pierluigi Murari, Cosima Sassanelli, Paolo Oliva, Giuliana Priori, Ermiliano Rocco, Rosaro Scardino, Marilena Spadoni, Claudio Sturmigh, Matteo Tombari, Diego Tecce, Andrea Trevisan, Adriano Vivan, Angelo Farinelli, Giovanni Liotta, Gianni Solari, Leonello De Marzi, Vito Palumbo, Marco Pedrin, Emanuele Melandri, Claudio Perini, Giorgio Pietropaolo, Fernando Di Bartolomeo, Mauro Laghi, Damiano Luongo, Guido Sabbatini, Onorio Turchi, Felice Caporaletti, Roberto Ranieri,
Gianluca Margutti, Massimiliano Codini, Gianluigi Camilli, Paolo Giovanni Santo Canu, Fabrizio Gamboni, Danilo Orazi, Mauro Manini, Giampaolo Massalungo, Davide Prandini, Luca Guglielmi, Stefano Cordioli, Massimo Dal Santo, Andrea Cibin, Stefano Rossetto, Valentino Furlan, Cristian Lamon, Luigi Properzi, Alfredo Diversi, Ernesto Riccoboni, Fulvio Cominassi, Giuliana Bufarini, Giordano Bufarini, Massimo Rondina, Gianluca Mariotti, Gianni Costantini, Otello Vincenzetti, Renato Testalunga, Lorenzo Grasso, Michele Peroni, Stefano Morelli, Flavio Garbin, Sergio Matteazzi, Walter De Nard, Giovanni Muffato, Dariano Bolzonella, Ennio Francescato, Luca Fardin, Fabrizio Riosa, Paolo Trabacchin, Lodovico Carraro, Fabio Celeghin, Erika Benedetti, Claudio Baldelli, Mario Pandolfi, Maria Grazia Mungiello, Giovanni Baù, Francesco Baù, Olivo Contarin, Valentino Salmi, Sergio Secchiaroli, Filippo Bartocetti, Pierluigi Patregnani.
“I colpevoli siano condannati”
Fano Sono due i comitati che aderiscono al coordinamento delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano, che sono entrati nel processo dell’inchiesta Arcobaleno per chiedere un risarcimento danni ai 109 imputati. Si tratta del Citas, il Comitato intercomunale per la tutela dell’ambiente e della salute di Barchi, e il Comitato Pro Schieppe di Orciano, mentre il comitato dei residenti di Carrara Ridateci la vita non ha chiesto di costituirsi come parte civile. “Il nostro obiettivo è fare chiarezza su questa vicenda – fa sapere Alfredo Sadori del coordinamento dei comitati – bisogna che le responsabilità vengano accertate e si arrivi ad una condanna dei colpevoli”. Gli avvocati difensori dei 109 imputati potranno ora opporsi all’ammissione di enti e associazioni come parte civile, presentando delle obiezioni. Per difetto di notifiche stralciata sola la posizione di quattro imputati.
f.g. ,
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Pesaro Viale della Liberazione: parcheggio al posto di alberiPost di Peppe Dini del 06 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 137 volte)A Pesaro si vuol realizzare un parcheggio al posto della strada alberata lungo viale della Liberazione. A poco valgono le dimostranze dei cittadini e degli ambientalisti. Seppure Pesaro abbia superato a volte i limiti degli inquinati aerosol, è preferito ancora l'abbattimento delle piante. Ecco la stima in euro del valore di un albero per l'attivita specifica che svolge.
UN ALBERO VALE UN TESORO (valore annuale)
Produzione di ossigeno Euro 29.000
Riduzione dell’inquinamento dell’aria Euro 57.000
Controllo dell’erosione Euro 29.000
Riciclaggio di sostanze nocive Euro 34.000
Totale Euro 149.000
Se la nuova legge regionale di fatto è stata resa più morbida dalla passata legislatura, non è possibile usarla nei centri abitati, è pur vero che rimangono ancora due articoli del codice penale, per dare il giusto peso a questi aspetti: l’articolo 734 distruzione di bellezze naturali e il 635 danneggiamento di cose mobili e immobili pubbliche.
Vi propongo la riflessione di un carissimo amico.
Peppe Dini
"Certamente ci verrà detto che era indispensabile, necessario, inevitabile, certamente l’azione è legale oltre dubbio, certamente l’interesse collettivo e le ragioni superiori depongono a favore dell’ennesimo sacrificio, ma nessuno potrà negare che a rimetterci, siano, sempre sempre sempre, gli alberi, le aiuole, gli spazi verdi, gli animali….
Un naturalista piange dal cuore quando vede un albero di quelle dimensioni abbattuto, per una serie di ragioni che vanno da quelle più crudamente utilitaristiche a quelle della poesia….
Un grande albero è una grande chioma. Quindi ricambio dei gas atmosferici, abbattimento delle polveri, minore irraggiamento del suolo quindi effetto climatizzante, assorbimento delle onde sonore quindi silenzia mento dei rumori urbani…
Anche il meno sensibile alla bellezza di un albero si dovrebbe convincere che è suo interesse averne tanti, e tanto grandi.
Per un animo più sensibile ci sono le relazioni con la bellezza, la tranquilla nobiltà di chi cresce senza darlo a vedere, senza schiamazzo, senza chiedere, fino alla particolare gioia di riconoscere nelle foglie e nelle cortecce la specie di appartenenza, di comprendere il valore di un diametro, che nel caso di un leccio, racconta di molte decine di anni per giungere a poche decine di centimetri. Per un naturalista poi c’è il mondo di esseri che trova rifugio, nutrimento e nascita tra le fronde di un grande albero….
Per un conteggio arido ma reale c’è la considerazione che alcuni di noi non avranno il tempo per rivedere un albero con 30-40 cm di diametro, perché non saranno più in vita…
La città sta sacrificando le sue parti migliori per il feticcio su ruote, quegli autoveicoli, dall’auto ai camion che spostano in questo paese acqua siciliana alla val d’aosta ed acqua trentina in calabria….mentre si parla di effetto serra si tagliano alberi per lasciar passare meglio veicoli produttori di gas serra, mentre si dedica quest’ anno alla biodiversità, la natura è solo un impiccio facilmente eliminabile…..che follia, che ipocrisia, che scala di valori anti biologica.
Altri alberi dovranno essere sacrificati, altri elementi naturali dovranno cedere alla necessità di costruire, di guidare, di fare cose che oggi sembrano utilissime…ma noi avremo sempre bisogno di alberi, mentre forse la “civiltà” dell’auto tramonterà, pur se oggi si preferisce il gas di scarico alle fronde dei lecci…."
Andrea

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Peter PanPost di Peppe Dini del 05 luglio 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 123 volte)
PETER PAN il musical a Sant’Angelo in Vado
Nuovo spettacolo della compagnia teatrale “La Sgrigna” di Sant’Angelo in Vado; “Peter Pan” è il musical che il gruppo vadese presenterà nel teatro Zuccari, tutti i giorni da giovedì 8 a domenica 11 luglio.
La “Sgrigna” arricchita di nuovi elementi, presenta questa ultima sfida; una fatica particolare dato che la maggior parte dei protagonisti, dilettanti, sono impegnati negli esami di maturità e universitari. Se poi si aggiunge il cambio di sede che la compagnia ha dovuto effettuare proprio questi mesi, è stata una vera e propria impresa.
Tutti volontari, con esigue risorse disponibili, si sono impegnati per lo spettacolo che ha richiesto diverso tempo per le realizzazioni scenografiche, coreografiche e musicali. Grazie alla disponibilità di privati che hanno messo a disposizione spazi, mezzi e materiali, si sono potute realizzare le varie scene: dalla Londra vittoriana, al vascello di Capitan Uncino, alla tana dei ragazzi dell’Isola Che non c’è.
Avremo modo di vedere un Peter Pan volante, una piccola fatina luminosa e “schizzosa”, il cane Nana che recita con i ragazzi, la nave dei pirati ricostruita in tutta la tolda e nei minimi dettagli.
Aspettiamoci danze allegre, animate e colorate, accompagnate dalle conosciute musiche di Bennato. Se dovessero esserci qualche problema, ricordiamoci che sono attori dilettanti, anche se ormai sono diverse le rappresentazioni eseguite. Ricordiamo Pinocchio, Madre Teresa, Cenerentola, Forza Venite Gente.
Concludo riportando un loro intervento in Facebook: “Crediamo in quello che ci contraddistingue sia l’anima, lo spirito, la passione, la gioia, lo sguardo, il sorriso, i sogni… l’essere quello che siamo e come lo manifestiamo… tutto questo ci contraddistingue…e potranno passare anni, decenni, millenni, ma quello che abbiamo non si può imitare e non si può neanche fermare, non si può cambiare o copiare … ma si ha dentro!” Buon spettacolo a tutti.
Sant’Angelo in Vado 05.07.2010
Giuseppe Dini
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Trasparenza amministrativa digitalePost di Peppe Dini del 13 giugno 2010 in ecologia (Sfogliato 228 volte)Noto con piacere che questo spazio web è molto frequentato anche da politici amministratori. Vedo spesso comunicazioni ufficiali o meno che appaiono con grande risalto. Credo però che sia importante che i siti delle proprie amministraziani siano la vera finestrra aperta ai rispettivi cittadini , dove riportare tutte le informazioni del proprio comune. Solo così fra l'altro si rende il proprio sito vivace e vedibile. Ora è necessario che questi siti ufficiali siano completi anche di tutto quanto le norme chiedono in fatto di trasparenza amministrativa. Vi metto qui un mio articolo che ho diffuso e resto a disposizione per qualsiasi informazione.
Peppe Dini
TRASPARENZA AMMINISTRATIVA ELETTRONICA
A luglio entrerà in vigore per tutte le amministrazioni pubbliche, l’obbligo di dotarsi dell’albo pretorio informatico. E’ la conseguenza della voluta digitalizzazione di tutti i comparti, da parte del Ministro Brunetta, che attraverso il Codice dell’Ammistrazione Digitale del 2005 aveva previsto anche questa innovazione.
Contenuti simili erano inseriti anche nella legge sulla trasparenza amministrativa, che attraverso le sue modifiche prevede, ad esempio, che i progetti presentati dai privati alle conferenze dei servizi, devono essere riportati anche su supporto digitale.
Altra innovazione prevista da Ministro, è che entro il 30 giugno 2009 tutti gli uffici pubblici dovevano dotarsi di Posta Elettronica Certificata PEC. Oggi, in epoca di computer e internet, la posta elettronica, e-mail, come viene chiamata, è un modo veloce per comunicare. La PEC ha lo stesso ruolo, solo che garantisce la spedizione, la consegna e la firma del messaggio informatico.
La giusta conseguenza è che essa ha valore di una raccomandata postale, se scritta ad un semplice indirizzo elettronico, se scritta ad un’altra PEC, è una raccomandata con ricevuta di ritorno, oggi tutte col relativo valore legale.
E’ giusto quindi che gli amministratori si adeguino a queste disposizioni, per garantire la trasparenza degli atti ai propri cittadini; molti ne parlano, ma diversi ancora non riescono ad adeguarsi a quanto chiede la normativa.
Fra l’altro la regione Marche ha messo a disposizione da qualche anno la Posta Raffaello, distribuita gratuitamente anche ai cittadini che la richiedevano; essa garantisce la certificazione digitale della propria firma e al tempo stesso è anche PEC. La maggior parte delle amministrazioni locali ha questo servizio regionale che diventa sempre più diffuso. Nessuno però si è accorto che ha un grosso limite; è capace di ricevere tutte e-mail certificate e non, ma risponde solo allo stesso indirizzo provider (gestore del servizio) “emarche.it”. Ciò significa che chi ha questo servizio non può rispondere, al momento, ai sevizi PEC di altri gestori. Ho scritto e comunicato questo alla Regione Marche, ma non ho avuto risposte.
Anche i professionisti e le nuove imprese, nel giro di tre anni, dovranno dotarsi di posta elettronica certificata. Perciò anche i gestori di servizi pubblici, sono parificati alle amministrazioni e devono avere la PEC. Non solo, dato che è possibile chiedere loro l’accesso agli atti amministrativi relativi al servizio prestato (art.23 L. 241/90), deve essere possibile avere in chiaro sul sito e sulle loro comunicazioni, i responsabili dei procedimenti cui potersi rivolgersi. L’epoca dell’anonimato dove sigle importanti nascondono i funzionari addetti, è finita da tempo: non si può comunicare ufficialmente con l’agenzia call-center senza avere i loro dati precisi, o inviare le proprie rimostranze semplicemente ad un numero fax, né tanto meno avere solo una scritta illeggibile, sotto la sigla Telecom, Opitel, GeRi, Equitalia, Enel, Hera, MarcheMultiservizi, ASET, soprattutto negli atti di contenzioso.
Quindi nei loro bellissimi siti, dovranno riportare anche i nominativi dei responsabili, cui poterci rivolgere.
Vediamone qualche applicazione. Il mio comune ha quattro poste certificate “emarche.it”, relative agli uffici, ma non sono riportate sul proprio sito; sono però disponibili gli indirizzi elettronici classici dei vari responsabili e una serie di link a siti diversi fra cui il blog del vicesindaco; stessa cosa presso il Servizio di Prevenzione dell’Asur di Urbino, dove è possibile trovare gli indirizzi dei vari responsabili, ma non la posta certificata, che però figura sul sito generale dell’Asur Marche. Tutti gli sportelli dei servizi per le unità produttive dei comuni consorziati, SUAP, sono muniti di posta certificata. Difficile reperire invece i riferimenti del servizio sanità pubblica dell’azienda ospedaliera di Fano. Lo stesso servizio di Pesaro ha la PEC certificata a volte non funzionante. Sul sito della Prefettura non è possibile trovare la PEC. La Camera del Commercio di Pesaro l’ha in bella evidenza. I diversi gestori dei servizi pubblici acque e rifiuti, trasporti, della nostra provincia, nei loro siti, rimandano le comunicazioni ad un generico indirizzo elettronico. Per un navigatore di internet è possibile constatare direttamente queste mie affermazioni anche su altri spazi web pubblici.
Ho informato di tutto questo l’Autorità Garante delle comunicazioni ed il Ministro Brunetta attraverso le loro PEC. Invito i cittadini a sollecitare, anche attraverso le associazioni dei consumatori, sia i gestori dei servizi che gli enti pubblici, affinché si muniscano di tali strumenti di trasparenza amministrativa per i cittadini. Basta scrivere in PEC, fare le proprie richieste chiedendo di conoscere il nominativo del responsabile del procedimento; se non arriva risposta, dopo 30 giorni, si riscrive diffidando e dando un tempo massimo, aggiungendo il rischio per il funzionario, di “rifiuto di atti d’ufficio” e inviando all’indirizzo PEC della Procura.
Stiamo semplicemente difendendo i nostri sacri diritti.
Sant’Angelo in Vado 11.06.2010
Giuseppe Dini
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Per ringraziare Post di Peppe Dini del 05 giugno 2010 in auguri (Sfogliato 371 volte)
Nei momenti bui della vita, una "pacca sulle spalle" fa sempre piacere.
Grazie a tutto il Raggruppamento GEV.
Peppe Dini
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Il Raggruppamento GEV dal Papa con la Protezione CivilePost di Peppe Dini del 14 marzo 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 553 volte)

Bertolaso nel suo intervento dal maxischermo

7000 Operatori della Protezione Civile presenti . La delegazione del Raggruppamento GEV in primo piano.
Raggruppamento Gev di Pesaro Urbino con la Protezione Civile in udienza dal Papa.
Il 6 marzo il Papa nel salone Paolo 6° ha incontrato la Protezione Civile ed i suo capo Guido Bertolaso. Il sottosegretario di fronte a settemila volontari, ha ringraziato il Santo Padre per il sostegno che mostra verso il volontariato, “pietra miliare di questa nazione”. Benedetto 16° ha sollecitato i rappresentanti della Protezione Civile a proseguire in questa opera e poi ha impartito la solenne Benedizione.
Il Raggruppamento GEV di Pesaro Urbino, presente in Vaticano con una propria delegazione, non è nuovo ad interventi nel settore del soccorso e dell'assistenza: hanno partecipato all'Agorà di Loreto, così pure all'operazione “Codice Rosso” in Ancona, ma anche nel terremoto in Abruzzo, dove hanno portato aiuto alle popolazioni in difficoltà.
Più difficile è riconoscere loro, da parte dell'Amministrazione Provinciale preposta, la vigilanza ambientale del territorio. Per oltre 800 servizi effettuati nel 2009, sono stati assegnati come rimborsi spese solo 30 euro, una irrisorietà poco onorifica per l'istituzione stessa.
D'altra parte, due loro guardie, portate ingiustamente in tribunale, poi assolte in formula piena, a 5 mesi di distanza, devono riavere ancora il loro decreto operativo.
Il raggruppamento GEV comunque ringrazia di cuore i numerosi cittadini che lo sostengono, anche con le diverse segnalazioni sul territorio: segno di fiducia e apprezzamento per il servizio di vigilanza effettuato, motivo e forza per continuare ad espletarlo.
Giuseppe Dini
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La scuola media di Fermignano si apre al territorio e si "Illumina di meno"Post di Peppe Dini del 14 febbraio 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 391 volte)LA SCUOLA DI FERMIGNANO SI “ILLUMINA DI MENO”
La scuola media di Fermignano ha aderito all'iniziativa della trasmissione Rai Caterpillar, “M'illumino di meno”, dedicata al risparmio energetico.
Per questa occasione, venerdì 19 e sabato 20 febbraio, saranno esposti cartelloni ideati dagli studenti, strumenti e apparecchiature di laboratorio, saranno presentate sperimentazioni sulle energie rinnovabili, di cui la nostra scuola ha ormai un'esperienza accreditata.
Questa iniziativa è rivolta alle famiglie, consumatrici di energia; ci saranno perciò, due laboratori aperti (di scienze e tecnica), in cui saranno presentate delle esperienze sulle varie forme energetiche e sul loro risparmio.
Una sorta di scuola aperta da far visitare agli allievi, genitori ed interessati. Per l'occasione sarà montata una mostra della Legambiente, sempre sulle energie del futuro.
Infine per chi è interessato si proietteranno al pomeriggio, due films: il primo è “Una scomoda verità” di Al Gore per venerdì alle 15.30; in un certo senso il film può essere terrificante, perchè ci fa rendere conto, che le nostre azioni costituiscono un minaccia globale al clima.
Il sabato invece, alla stessa ora, sarà possibile vedere secondo film è “The age of stupid” (L'era degli stupidi), realizzato da Greenpeace e WWF, definito coraggioso, estremamente provocante, creativo, avvincente e intrigante; già sulla locandina pone un importante domanda “Perchè non abbiamo cercato di salvarci quando ne avevamo l'opportunità?”.
Il consiglio che proponiamo a tutti, è di venire a questa iniziativa, interessante ma non pesante , importante affinché possiamo sapere, cosa fare per aiutare il mondo.
Fermignano, 12.02.2010
Bartolucci Agnese classe 3 D

Venerdi 19 febbraio ore 15,30

Sabato 20 febbraio 15,30
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THE AGE OF STUPIDPost di Peppe Dini del 11 febbraio 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 264 volte)Il WWF Marche organizza a Sant'Angelo in Vado
per domenica 21 febbraio 2010 alle ore 15,30
presso la sala comunale di S.Caterina di Alessandria (delle bastarde),
la proiezione INEDITA del Film
THE AGE OF STUPID
(L’era degli stupidi) 1 ora e 30’.
Il film sarà anticipato dall’animazione,
“La storia delle cose” 22’.

Peppe Dini
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