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Informazioni e post dell'autore Giuseppe Lucarini. Altrometauro.net, Il blog dell'Alto Metauro
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MI GIOCO IL FUTURO. Il gioco d'azzardo in tempo di crisi. Urbania 11 giugno. Ore 21
Post di Giuseppe Lucarini del 04 giugno 2012 in convegni (Sfogliato 502 volte)

11 giugno, ore 21, Urbania. sala Consiglio comunale.
Il gioco d'azzardo è una vera piaga del nostro paese.La crisi e la precarietà sociale, hanno aggravato la situazione, diffondendo ancor di più il gioco proprio nei settori sociali più deboli. In tempo di crisi il ricorso alla fortuna piuttosto che ad una programmazione viene evidentemente considerato una possibile risposta alla insicurezza del futuro. Per parlarne insieme, per ragionare sulle possibili risposte, abbiamo organizzato un dibattito con alcuni esperti che sarà proiettato su web ed anche su tele2000, offrendo la possibilità di porre in anonimato, domande da casa ai relatori.
Vi prego di partecipare. Peppe Lucarini Sindaco di Urbania

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Anche Urbania ricorda Pertini. Il partigiano Presidente.
Post di Giuseppe Lucarini del 01 giugno 2012 in appuntamenti (Sfogliato 284 volte)

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Sabato 19 alle 10, Sala Volponi Urbania. FABI IL SINDACALISTA
Post di Giuseppe Lucarini del 16 maggio 2012 in appuntamenti (Sfogliato 391 volte)

Abbiamo deciso di ricordare Fabi Adamo recentemente scomparso, per far si che un periodo storico del sindacalismo, della politica e della trasformazione economica e sociale di Urbania e della valle del metauro non venga dimenticato. Così siamo partiti  da una intervista realizzata due anni fa ed abbiamo aggiunto una serie di ricordi/racconti, di altri sindacalisti, di delegati sindacali, di compagni di viaggio. Ricordiamo Fabi ma in realtà con un racconto corale a più voci raccontiamo la storia di questo territorio attraverso il sindacato rosso e la vicenda del responsabile della CGIL nell'alta valle del metauro per tanti anni. Dal 53 al 78 e poi nello SPI per molti anni ancora.

Fabi per tutti era "Fabio". Ed era un punto di riferimento, prima di tutto personale, per i servizi che offriva ai lavoratori in periodi difficili, prima che la stagione dei diritti si affermasse.

Chi parteciperà all'assemblea potrà ricevere l'opuscolo in omaggio.

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LA MADONNA DELLA NEVE DI FEDERICO BAROCCI. La tradizione - la critica. Urbania / Palazzo Ducale / 31 Marzo - 30 0ttobre
Post di Giuseppe Lucarini del 31 marzo 2012 in arte (Sfogliato 615 volte)

Palazzo Ducale di Urbania
1535 – 1612 quarto centenario della morte di Federico Barocci

La Madonna della neve di Federico Barocci
la tradizione„Ê la critica

Inaugurazione mostra
sabato 31 marzo 2012
Ore 17

Comune di Urbania Assessorato alla Cultura
Gabinetto di disegni e stampe degli Uffizi – Firenze
Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

Urbania, antica Casteldurante, si prepara ad ospitare una nuova e preziosa mostra per proseguire anche nell’anno 2012 la sua tradizione più che decennale di esposizioni e di studi ospitati nel prestigioso Palazzo Ducale.

E’ in occasione del quarto centenario della morte di Federico Barocci (1535 – 1612) che il Comune di Urbania, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Gabinetto di disegni e stampe degli Uffizi di Firenze e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, organizza la mostra “La Madonna della neve di Federico Barocci. La tradizione, la critica” dedicandola al genio di uno dei maestri la cui fama fu pari, nel corso del Cinquecento, a quella di Raffaello e Michelangelo, di Tiziano e Correggio.

L’esposizione, che prenderà avvio sabato 31 marzo alle ore 17 all’interno della Rassegna Primavera Arte, è ricca di stimoli e di suggestioni e nasce dall’intento di valorizzare l’opera “Madonna della neve” (Olio su tela, cm 175x113), conservata nella Chiesa dell’Ospedale di Urbania e per sottolineare lo speciale rapporto di committenza tra il duca Francesco Maria II della Rovere, mecenate e protettore del pittore urbinate dalla raffinata pittura cromatica e vena sentimentale e dal carattere melanconico, schivo e insofferente.

La mostra di Urbania propone insieme al famoso dipinto, noto anche come La Vergine col bambino, una selezione di disegni e schizzi preparatori strettamente collegati alla Madonna della neve, prestati dal Gabinetto delle Stampe degli Uffizi di Firenze (tra i quali gli Studio per la Vergine col Bambino, Studio per il Bambino, Studio di nudo per la Vergine) arricchita da altre opere e disegni provenienti da collezioni private (tra queste la maiolica dell’artista Ippolito Rombaldoni del 1660, prima incisione della Madonnella delle nubi) e del Museo Diocesano e di Palazzo Ducale, dove l’ultimo duca Francesco Maria II Della Rovere amava vivere.
Federico Barocci esordì a Roma tra il 1561 ed il 1563 con gli affreschi del Casino di Pio IV in Vaticano, per poi rifugiarsi precipitosamente ad Urbino, ove si chiuse in un ipocondriaco isolamento. Pittore religioso per eccellenza, la sua opera è una perfetta interpretazione della Controriforma. In linea con lo spirito cristiano e caritatevole che pervade, nella II metà del 1500, gran parte del territorio marchigiano (anche grazie alla diffusione dei nuovi Ordini Religiosi), Barocci non rappresenta in modo aulico i fasti della Chiesa, ma tocca direttamente l’animo dei fedeli, suscitando una commozione tale che diviene devozione. Creando un legame affettivo ed emozionale fra lo spettatore ed i protagonisti dell’evento sacro rappresentato, dà alla devozione un carattere quotidiano e personale, creando una fusione fra paesaggio ideale e reale, che col tempo si caricherà sempre più di riferimenti simbolici ed autobiografici. La peculiarità della sua pittura consiste soprattutto nell’aver elaborato, in modo personale, il cromatismo veneziano ed il patetismo correggesco. Dal punto di vista stilistico, realizza opere di straordinaria comunicativa, grazie all’accurata resa prospettica, alla sapiente composizione, alle studiate sequenze cromatiche, alla raffinata scelta di gesti e fisionomie, al forte dinamismo.
Le circostanze che portarono alla commissione della Madonna delle neve non sono note né documentate e ciò ha generato una certa aura di mistero intorno all’origine di quest’opera che ha sempre richiamato a sé l’attenzione degli storici. Una prima menzione del dipinto è presente nei documenti della chiesa del Santissimo Crocifisso di Urbania dopo il 1636 anche se, tuttavia, il nome del pittore non viene citato. La Chiesa in questione fu edificata nel 1619, per volere del duca Francesco Maria II della Rovere, dai Cherici Regolari Minori, un ordine di francescani detti caracciolini, tra quali il duca scelse il suo confessore. Ai padri fu concesso di erigere questo tempio sulle rovine di una precedente chiesa benedettina dedicata a Santa Maria della neve e da molto tempo in stato di abbandono. La mancanza di documentazione sugli spostamenti della Madonna della neve suggerisce che, secondo il volere del duca, il dipinto sia passato dalla bottega dell’artista a uno dei padri caracciolini, il quale alcuni anni dopo lo fece trasportare nella chiesa dei Cherici Minori oggi detta dell’Ospedale per ornare appunto l’altare de La Madonna della neve.
Anche se non è possibile del tutto far luce sulle vicende che hanno portato la Madonna della neve sull’altare della Chiesa dell’Ospedale di Urbania, altrettanto non può dirsi per l’attribuzione di quest’opera, che si rivela nei colori e nella composizione degna del miglior Federico Barocci.

L’allestimento della mostra a Palazzo Ducale è a cura degli architetti Gabriele Muccioli e Teresa Ferri. La mostra resterà aperta fino il 31 ottobre 2012.

Insieme alla mostra sarà possibile visitare il complesso architettonico di Palazzo Ducale progettato da Francesco Di Giorgio Martini nel 1470 con la committenza dei Montefeltro quindi dei Della Rovere, e successivamente completato dal geniale architetto Girolamo Genga.
Tra i tesori da scoprire al suo interno, le collezioni e la biblioteca con 40.000 volumi preziosi, dipinti, raccolte di ceramiche e terrecotte, le incisioni come la stampa del Trionfo di Carlo V ; una Commedia di Dante Alighieri edita nel 1491; un volume del 1528 del Cortegiano di Baldassar Castiglione; i Sonetti di Torquato Tasso del 1583 e il Testamento dell’ultimo Duca di Urbino Francesco Maria II Della Rovere, morto a Casteldurante nel 1631 e ancora collezioni di grafica del ‘900 ei due famosi globi di inestimabile valore del 1541 e 1551, del fiammingo Gerhard Kremer detto Mercatore, inventore del sistema moderno delle carte nautiche.
Visitare il museo permette di scoprire, lungo un percorso di grande effetto, tutto il palazzo, dalle torri con la panoramica loggia sul fiume Metauro fino alla rampa elicoidale che collega i suggestivi sotterranei, sede del Museo di Storia dell’agricoltura.

Palazzo Ducale
Orario: 10.00-12.30 / 15.00-18.00 – Chiuso il lunedì
Ingresso biglietti: intero 4 euro/ ridotto 2 euro

Info
Palazzo Ducale – Biblioteca Comunale e Museo Civico,
Museo di Storia dell’agricoltura e artigianato
Corso Vittorio Emanuele, 23 – Urbania
Tel.: 0722/313151
Museo@marcheweb.com
info@museopartecipati.it

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UN TERREMOTO BIANCO: ma con più danni dell’ultimo terremoto.
Post di Giuseppe Lucarini del 06 marzo 2012 in Attualità (Sfogliato 420 volte)

Ad Urbania si fanno i conti ……

E’ stato un vero terremoto. Molto più dell’ultimo terremoto
.
Un terremoto bianco, candido, ma molto distruttivo.

Due sono state le principali emergenze. All’inizio, gli alberi, le piante, le strade.
Nella seconda fase, dopo la tormenta di venerdì 10, i tetti. La paura per il tetto del palazzo ducale e poi il crollo del tetto della chiesa del SS.Crocifisso, seguita dai crolli di tetti nelle attività agricole ed industriali e nelle case private.
A tratti la paura si è diffusa, con le innumerevoli chiamate per le verifiche.
Dobbiamo ringraziare che il dopo neve è stato ottimo. La neve si è sciolta molto lentamente quasi tutta assorbita dalla terra arida, il fiume si è ingrossato normalmente. Ed infine l’acqua di ieri ed oggi, ha tolto un po’ di polvere e di materiali dalla strada.
Ma il dopo neve sono soprattutto le cifre. E le cifre dei danni sono spaventose:

I danni alle attività:
Sono stati segnalati 57 danni alle attività commerciali, 42 a quelle produttive, 24 a quella gricole. Non abbiamo la stimma del danno. Ma si fa presto a fare i conti.
In 20 casi veri e propri crolli. Sono 20 le ordinanze di inagibilità ad altrettanti edifici. 5 quelli privati con il tetto crollato.
Le chiese sono ancora in fase di verifica. Ma se contiamo il crollo della Chiesa dell’Ospedale, i problemi al palazzo Ducale ed alla chiesa di san francesco siamo ad una spesa presumibile di 1.165.000.
Per il patrimonio pubblico per fortuna i danni agli impianti sportivi ed alle scuole nonne hanno pregiudicato l’attività.ma bisognadire che siamo stati molto previdenti.
175.000 euro è costato lo spazzamento della neve, ma i danni al patrimonio pubblico, fra patrimonio arboreo, segnaletica,asfalti, illuminazione pubblica, è stato calcolato in 520.000 euro.

Un piccolo esercito
Sono stati impegnati stabilmente 8 mezzi e nell’emergenza almeno 15, per circa 2.200 ore e 1500 km.
Per fortuna i mezzi dell’esercito, le turbine della protezione civile, l’intervento di vigili del fuoco, volontari ecc. ecc.
Un calcolo dell’ufficio tecnico misura in m3 2400 la neve trasportata per un peso di 1600 tonnellate.

Per fortuna nessun ferito grave e nessuna vittima.
Non so se la madonna della Neve ci ha protetti. Ma sicuramente rimarrà il simbolo di questa buona sorte. Ma la madonna del Barrocci non ha potuto evitare la mazzata per i conti pubblici e per l’economia locale già provata dalla crisi.

I conti hanno una coda lunghissima.
Speriamo nell’aiuto della regione per i beni culturali, dell’Europa e dello stato.
Ma quanto tempo ci vorrà?
Il nostro paese deve dotarsi di una metodologia nazionale. I danni di eventi di questo genere non possono caricarsi sui territori colpiti.
Non si vogliono tasse. E’ giusto. Ma o si accantonano risorse pubbliche, oppure si ricorre massicciamente al sistema assicurativo, come pare avvenga in altri paesi.
Qualcosa bisogna fare.

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E SOTTO LA NEVE CHE SI SCIOGLIE. l'altra metà dei danni .......
Post di Giuseppe Lucarini del 22 febbraio 2012 in Attualità (Sfogliato 874 volte)

Anche qui in Urbania come in tutti i Comuni stiamo facendo la contabilità dei danni della neve. Ci saranno ancora sorprese. Durante le nevicate non sempre sono stati scritti atti. Avanti e … Pedalare. L’obiettivo era liberare il più possibile strade e piazze.
La lunghissima nevicata ha avuto due emergenze. Nella prima oltre alle strade gli alberi a rischio. Nella seconda il rischio si è trasferito sui tetti. E quindi ordinanze, verifiche, sopralluoghi e l’emergenza dei tetti storici.
Abbiamo fatto una botta di conti ma le cifre più o meno sono già chiare. Abbiamo speso solo di spazzamento almeno 120.000 euro. Poi ci sono le alberature, il gasolio, le spese di ospitalità, il sale, i mezzi rotti ecc. ecc. gli straordinari ….
Diciamo che arrivare ai 200.000 euro è fortemente probabile.
Dieci volte una nevicata normale. La cifra che spendiamo normalmente in un anno mezzo due anni di manutenzione generale del patrimonio, si è liquefatta in 15 giorni.
E siamo a metà della spesa. Sparendo la neve arriveranno altri danni. Le strade soprattutto. Le buche si allargheranno per forza. E poi le alberature. Rami da rimuovere, alberi da tagliare. Buche da chiudere, marciapiedi e panchine da ripristinare. Senza considerare i danni ai privati. Abbiamo emesso per ora una decina di ordinanze. Sono crollati tetti di abitazioni e di aziende storiche. Sono crollati fienili, stalle, manufatti.
Senza danni a persone ed animali per fortuna.
E poi i danni al patrimonio storico. Che non sono stati ancora quantificati. La chiesa dell’Ospedale ( il ss.mo Crocefisso) innanzitutto con il tetto crollato. Il tetto che è rimasto deve prima essere rimosso e poi ricostruito. Le opere d’arte per fortuna sono state salvate senza danni eccessivi. Non ringrazierò mai abbastanza i Vigili del Fuoco che le hanno salvate a proprio rischio dimostrando grande sensibilità.
Il tetto della Chiesa di San Francesco ha dei problemi seri. Nelle travi che vanno sostituite. Ed anche nel campanile.
Ed il palazzo Ducale. Siamo riusciti a salvarlo grazie all’intervento dei militari del genio di Bologna, e due squadre del soccorso alpino ….. Ma le infiltrazioni sono tante. Ed è urgente un intervento. Sarebbe sufficiente sollecitare i fondi dell’8 X1000 oppure altri fondi regionali per operazioni straordinarie.
per non parlare degli incredibili danni alle attività ecnomiche.
Insomma non abbiamo soldi per pagare i danni già fatti, non abbiamo i soldi per pagare i danni che emergeranno subito dopo, non abbiamo i soldi per garantire la normale manutenzione e nemmeno la straordinaria per il nostro patrimonio.
E poi c’è il problema del patto di stabilità. Anche se li avessimo non saremmo in grado di spenderli.
Spero che in questo stranissimo paese, dove facciamo a gara a complicarci la vita si riesca almeno nell’emergenza a fare qualche passo in avanti.
E’ STATA ABOLITA LA TASSA SULLA DISGRAZIA. E’ giusto.
Ma c’è un principio che è alla base del Patto di cittadinanza. Che non tocchi solo ai territori colpiti pagarsi le proprie disgrazie. In questi momenti si misura la solidità di uno stato e del principio di solidarietà che deve reggerlo.

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EMERGENZA. Ma riguarda Urbania ovviamente.
Post di Giuseppe Lucarini del 05 febbraio 2012 in emergenze (Sfogliato 346 volte)

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EMERGENZA NEVE....
Post di Giuseppe Lucarini del 04 febbraio 2012 in aiuto (Sfogliato 841 volte)

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LA LUCE E IL TEMPO Nella storia del Palazzo Comunale diUrbania
Post di Giuseppe Lucarini del 18 dicembre 2011 in informazioni utili (Sfogliato 549 volte)

I TORCIERI E L’ANTICO OROLOGIO DELLA TORRE
La cerimonia dell’inaugurazione del restauro della facciata del Palazzo Comunale di Urbania, non poteva non aprirsi con l’accensione degli antichi torcieri e chiudersi con la mostra dell’antico Orologio della Torre che per 166 anni ha segnato il tempo della città.
E’ stato Feliciano Pierini ad accenderli, nella piazza appositamente oscurata. Nipote del Pierini che era preposto a tale compito alla fine dell’800, ed esecutore del restauro delle due interessanti testimonianze della storia del palazzo e della città. Uno sovrastato dall’aquila dei Montefeltro, l’altro leggerissimo con le foglie di quercia in omaggio ai Duchi Della Rovere, unica fioca fonte di luce nella Casteldurante notturna di allora , cosi si chiamava Urbania prima del 1636.
Poi la cerimonia è proseguita con l’accensione della nuova suggestiva illuminazione del Palazzo, a mettere in evidenza il bellissimo restauro eseguito dalla ditta CBR di Bigini di Urbino, che ha trasformato, il Municipio quasi in palazzo signorile. E’stato l’assessore della cultura Lombardelli ad illustrare il significato dei simboli in pietra di un Palazzo costruito fra il 1543 ed il 1557 su progetto dell’architetto Gerolamo Genga, che segnano il passaggio dal dominio dei Duchi Della Rovere allo stato della chiesa, ed il cambio del nome in Urbania in onore al Papa Urbano VII della famigliaBarberini.
La cerimonia si è conclusa con la visita alla mostra sulla Macchina Oraria eseguita nel 1814 dal Vadese Antonio Podrini, (presente il nipote Cristiano avvocato che ha promosso il restauro) che per 166 anni ha segnato il tempo della città di Urbania.
Il sindaco ha ringraziato le autorità presenti Comuni del territorio provincia e soprattutto l’onorevole Vannucci interessatosi del finanziamento dei lavori.

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UN NATALE DIVERSO ...... Possiamo permettercelo.
Post di Giuseppe Lucarini del 14 dicembre 2011 in aiuto (Sfogliato 516 volte)

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BUONE FESTE A TUTTI. Meno luci e più solidarietà.
Post di Giuseppe Lucarini del 10 dicembre 2011 in appuntamenti (Sfogliato 728 volte)

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ES URBANIA RICORDA IL CARABINIERE GIORGIONI. Deceduto in azione per la sicurezza di noi tutti ....
Post di Giuseppe Lucarini del 07 novembre 2011 in comunicazioni (Sfogliato 452 volte)

Il mio intervento ieri mattina alla manifestazione per la festa delle Forze Armate alla presenza della vedova

"Il 22 luglio del 2004 nel piccolo bar trattoria «Ciccioni» a Pereto di S.Agata Feltria, la proprietaria, insospettita da un avventore che aveva chiesto di telefonare, avvisa i Carabinieri.
L’appuntato scelto Alessandro Giorgioni, di pattuglia sul posto interviene e chiede documenti e generalità. Il sospettato finge di uscire ed a freddo e a tradimento colpisce il carabiniere con due colpi d’arma da fuoco, il primo al collo e il secondo al cuore".
E’ il racconto arido di un fatto di cronaca, come ne avvengono tanti ogni giorno nel mondo. Di quei fatti che ti sembrano lontani, astratti quasi, fino a quando non succedono vicino a casa tua, nella tua provincia o nella tua città.
Ti senti coinvolto direttamente, perché muore un ragazzo con la divisa, uno dei tanti che incroci ogni giorno, nel paese, sulle strade, ci diventi pure amico. Persone con le quali condividi la vita di tutti i giorni, fatta di interessi, passioni, tempo libero.
Volevamo ad Urbania in questa giornata delle forze armate ricordare un caso concreto…. Ho invece riscoperto una vicenda emblematica, su cui riflettere insieme.
L’omicida infatti era un pericoloso latitante, Luciano Liboni detto il lupo, colpevole di tante aggressioni e rapine.
Dopo l’omicidio iniziò infatti una caccia all’uomo, se ne occuparono i giornali, si diffuse anche il panico fino a pochi giorni dopo, il 31 luglio, alla sua cattura, morente in seguito ad una sparatoria nel centro di Roma.
La vicenda divenne infatti un “caso” nazionale. Emblematico il film di Cavagna con licenza “molto poetica” ed un approccio sociologico di maniera: tutto rivolto all’esame della vita difficile del criminale, del rapporto sofferto con la famiglia, il figlio ecc. ecc.
Con addirittura una poesia finale rivolta al Liboni. Per non parlare di qualche infelicissimo plauso anonimo sui muri di Pesaro e Roma. I testi così cretini che non li voglio ricordare.
Non è la prima volta che accade che sulla storia di un criminale si crei curiosità morbosa quasi trasformandolo in eroe maledetto.
Mi ha colpito ad esempio come sia stato facile trovare notizie sul Liboni. Ci fa riflettere come possa accadere che di fatto si giustifichi il male. Ognuno ha una vita, fatta anche di difficoltà. Imparare a leggerle è importante per prevenire fenomeni sociali. Ma la strada della criminalità è sempre il frutto di una propria autonoma decisione, di cui è giusto rispondere.
L’ambiente aiuta a capire ma non giustifica, non toglie le proprie responsabilità.
Ed invece la sobrietà della cronaca sulla scomparsa del Giorgioni. Semplice, coincisa. Anche la motivazione sulla medaglia d’oro. Difficile trovare ambientazioni.
Giorgioni era semplicemente un carabiniere nell’espletamento del suo dovere. L’arma ne sa parlare con dignità. Come si conviene. Ed allo stesso modo la famiglia.

Forse meritava un film anche il Giorgioni uomo?
Un ragazzo di 36 anni, originario di Grosseto credo, dove vive la famiglia, un fratello carabiniere, il padre ed anche il nonno. Aveva messo su famiglia a Novafeltria, una bella famiglia con una giovane moglie che aveva conosciuto in quel luogo ed un figlio di 6 anni. Un ragazzo come tanti, Avrebbe potuto fare molti altri mestieri ma questa era stata la sua scelta.
Sarebbe fin troppo facile citare Pasolini sui poliziotti figli di poveri …., Più facile dire che si trattava di un ragazzo che aveva scelto per vocazione di mettere in gioco la propria vita per difendere la sicurezza delle altre persone, indossando una divisa, correndo il rischio.
Una persona normale, con affetti, amicizie, il rispetto di una piccola località, che ti chiama a dissipare questioni, a risolvere col buon senso problemi, a fare da paciere a volte, non solo a far rispettare la legge, ma qualcosa di più, a promuovere la cultura della legalità e della convivenza civile.
A volte, per fortuna non spesso, la ferocia criminale può anche sfiorare un paesino, e allora quello che è solo nelle probabilità diventa reale. Non ti aspetti a S.Agata, un paese bello da togliere il fiato, di incontrare tanta ferocia, slealtà, freddezza criminale. Sembrano cose lontane, da capitale, da film. Sai che è nei conti ma non ti aspetti possa accadere.
Ecco quest’anno la giornata delle forze armate, vogliamo rivolgerla a queste persone normali.
Forze armate …. di Pace questo scriviamo sempre nei nostri manifesti, perché ci piace ricordare che nel nostro paese le forze armate per Costituzione devono difendere la pace. Perché il ricordo delle vittime, spesso innocenti ed inconsapevoli delle guerre, non devono far dimenticare che la guerra non si deve fare.
Ma quest’anno abbiamo voluto aggiungere la parola sicurezza. Che significa pace civile, quotidiana, convivenza.
Vogliamo ricordare che ci è consentito di vivere in sicurezza, non solo per le nostre scelte, per i nostri comportamenti, ma anche grazie a tante persone normali come noi, che ogni giorno, in divisa, controllano il nostro territorio. Anche quando può non piacerci personalmente, sono li a ricordarci con la loro divisa, che ci sono regole da rispettare, limiti da non superare. Queste persone normali, qualche volta hanno avuto l’onore di qualche serie televisiva.
Ma poche volte si approfondiscono i loro sacrifici, le tensioni, i tormenti, la consapevolezza che con il proprio lavoro si mettono a rischio insieme alla propria vita anche i propri affetti.
Fanno parte della nostra vita anche quando non li vediamo ….. E danno un contributo di sangue al paese, ogni anno.
Anche a queste divise dobbiamo un paese più autorevole. Dove il rispetto della legge non sia solo la prerogativa dei più deboli, ma anche dei potenti, impasto di senso pubblico, di solidarietà collettiva, di dignità, nei piccoli come nei grandi comportamenti.
Soprattutto in un momento come questo nel quale tanto diffusa è l’insicurezza per il futuro, delle famiglie, dei giovani che non trovano lavoro, diventa importante la legalità come senso di appartenenza ad uno stato di tutte le persone, ricchi e poveri, come diritto e come dovere nel rispetto delle leggi. Parlare di più di questi eroi quotidiani farebbe un gran bene a tutti, soprattutto ai nostri ragazzi ……..

L’appuntato scelto Alessandro Giorgiani venne insignito di medaglia d’oro al valore dei Carabinieri: «Addetto a stazione distaccata, recatosi durante un servizio isolato presso un esercizio pubblico della giurisdizione per identificare una persona sospetta, poi rivelatasi un pericoloso latitante, veniva da questi proditoriamente aggredito e, nonostante la coraggiosa reazione, fatto segno da due colpi di pistola che lo attingevano mortalmente. Fulgido esempio di elette virtù militari ed altissimo senso del dovere, spinti fino all'estremo sacrificio».

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LA CITTA' DEL METAURO .... per anticipare il futuro.
Post di Giuseppe Lucarini del 27 ottobre 2011 in associazionismo (Sfogliato 952 volte)

La finanziaria prevede alcuni obblighi sull’associazione dei servizi comunali, per i comuni sotto i 5000.
Certo si tratta di una norma pasticciata. Comprende anche stupidaggini come il taglio i consiglieri e le giunte, con risparmi risibili. Ad Urbania ad esempio dalle prossimi elezioni, saremo 10 consiglieri. Poco più di una famiglia.Succede così quando le riforme si fanno troppo in fretta e senza un vero confronto.
Ma per quanto mi riguarda LA SCELTA DELL’ASSOCIAZIONE È SACROSANTA. Una delle poche da condividere.
Il Comune di Urbania è un comune sopra i 7000, non abbiamo obblighi. Ma siamo pronti a stare su qualsiasi tavolo, disponibili a discutere su tutto.
Ad esempio i servizi organizzati  dalla Comunità Montana(22), funzionano benissimo. Dove invece non ci muoviamo insieme, come sul fiume ad esempio, i problemi non vengono affrontati bene.
Si può, si deve parlare insieme anche di ragioneria, anagrafe, personale, lavori pubblici, e sociale. Ed anche di turismo cultura e sport anche se non è previsto dalla legge. Da Fermignano a Borgopace sono 22.000 abitanti circa. L'equivalente di una città. Che ha i suoi quartieri, le sue piazze, le aree produttive, servizi sociali, sportivi, culturali, pe ril tempo libero.
Le persone, i giovani, sono già abituati a vivere insieme. In mezz’ora si arriva da Fermignano a Lamoli. Si diventa amici ormai e si esce alla sera muovendosi tranquillamente da un punto all’altro. L’economia è integrata e la viabilità anche. Cosa impedisce di partire per davvero? Di mettere tutto, o quasi tutto, in rete?
Ormai solo la volontà. Qualcosa si è fatto. Ma si può fare molto di più. E la comunità montana può ricevere nuova linfa diventando di fatto, di fatto ripeto, una unione comunale. Allargando poi, su alcuni servizi anche ad altri comuni fuori territorio che lo richiedano.
Non importa quale sia la sede di ogni singolo servizio. Le sedi si possono alternare non devono affatto essere centralizzate, siamo nell’era del computer.
Con il tempo si possono unire i servizi anche con Urbino. Ma il must della difficoltà e delle possibilità è qui ed è qui che dobbiamo cominciare prima. E’ notorio che il comune di Londra non esiste più fisicamente. Si va in internet per prendere certificati. E noi possiamo diventare un grande comune digitale della val metauro.
Una città servizi che sia poi capace di fare strategia con Urbino, con la città ducale, nostro naturale interlocutore e l’intero entroterra.
Ma dobbiamo andare più in fretta. Muoverci subito non perché lo dice la legge, non perché ce lo consiglia la crisi, ma soprattutto per cominciare a costruire il futuro. Un futuro dove i più forti saranno quelli che saranno capaci di fare squadra, nel pubblico come nel privato.

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IL REGIO DECRETO .... IL FARO E .......
Post di Giuseppe Lucarini del 20 settembre 2011 in burocrazia (Sfogliato 521 volte)

E ...... l'Italia che non cambia.

Arriva in agosto una lettera.
Accipicchia è il ministero delle finanze non si scherza. C’è un debito nei confronti dello stato ...... Lieve momento di terrore. Poi guardi la scadennza il 31 dicembre. Meno male, per fortuna c’è tempo. Cerchi freneticamente la cifra. E scopri che si tratta di 15,83 euro. Quasi quasi, vorresti comunicare al ministero il compiacimento per questa solerzia. Se fanno su tutto così….. E subito dopo riguardi all’oggetto e vedi che si tratta di manutenzione e illuminazione dei fari e fanali del porto di Fano…..
Quest’Italia proprio non vuole cambiare …. La mia testa torna indietro. Ad un’articolo che avevo fatto più di dieci anni fa. Anche allora mi aveva colpito la cosa. Allora credo si trattasse di circa 10.000 lire. Ma si sa c’è stato l’euro.
E faccio fare una ricerchina. Si tratta di un Regio Decreto dell’11 ottobre 1888. N.5280, modificato dal regio Decreto del 09 maggio 1909 n.343 per contribuire al mantenimento dei fari e fanali nei porti di 2^ categoria.
E allora mi sono chiesto: che fine ha fatto il più volte annunciato sfoltimento legislativo? Che fine ha fatto la modernizzazione dello stato?. C'è un ministro incaricato o mi sbaglio?
Quanto costa in un momento come questo richiedere ai comuni un contributo finanziario così ridicolo? Alla fine si tratterà di qualche centinaio di euro.
Ed infine che c’azzecca il Comune di Urbania con il porto di Fano, visto che non abbiamo in ormeggio ne yacht ne barche di qualsiasi genere?.
Ovviamente non ce la prendiamo con chi deve applicare queste norme che ammiriamo invece per la solerzia e la precisione.

Mi piacerebbe che un parlamentare assumesse l'iniziativa di far cancellare questa norma. Un sassolino solo simbolico. Chissà mai che non serva a dare l'esempio.....

"E' chiaro che non me la prendo con l'uffico provinciale, che invece dimostra notevole solerzia nellì'applicare le leggi.
Me la prendo con chi lascia in piedi norme così assurde che alla fine costano di più di quanti benefici creano.
Me la prendo con chi addirittura in finanziaria impone ai comuni di fare riunioni alla sera in quanto suppone siano meno costose. A Roma forse. Da noi tutti partecipano a fine lavoro
e non usufruiscono di permessi ed al pomeriggio abbiamo i funzionari al lavoro e poi .....  lascia in piedi norme che costano di più dei soldi che danno.

Probabilmente il decreto è pensato per la fine 800 quando ancora era in piedi un'aconomia della pesca, quando i fiumi avevano unì'incidenza sul funzionamento dei porti.
Quando i fari rappresentavano la vita o la morte deli lavoratori del mare.

Quante norme di questo genere ci sono ancora in piedi in Italia?" E' un paese che scrive le leggi sopra le leggi.

Per capirne una sui motorini una volta ho dovuto leggerne quattro con tutti i rimandi. Troppo semplice cazmcellare quella precedente. Magari poi diventa troppo chiara per i cittadini.
La modernizzazione e lo sfoltimento legislativo è una delle promesse più disattese degli ultimi 15 anni.

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IL SANTO DA VICINO. Il bronzo di San Cristoforo in Mostra 1.4 settembre atrio Teatro Bramante
Post di Giuseppe Lucarini del 30 agosto 2011 in appuntamenti (Sfogliato 513 volte)

Per quattro giorni sarà possibile ammirarlo.Poi tornerà dove è stato per 141 anni, in alto nella colonna a proteggere la città ed i viaggiatori di passaggio.

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IL COMPLEANNO DI URBANIA. SONO 727 ANNI IL 1° SETTEMBRE.
Post di Giuseppe Lucarini del 27 agosto 2011 in appuntamenti (Sfogliato 476 volte)

Poche le città che hanno la possibilità di poter festeggiare il compleanno.

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LA FIERA DI NOTTE. San Cristoforo. Urbania 24 luglio.
Post di Giuseppe Lucarini del 22 luglio 2011 in appuntamenti (Sfogliato 1556 volte)

E la tradizione della fiera di San cristoforo, incontra la tradizione della ceramica.

Il 24 luglio, la tradizionale Fiera di San Cristoforo dedicata al patrono di Urbania, ora in fase di restauro, si sposta di notte. BY NIGHT, per incrociare il popolo della notte e per consentire a chi vuole andare al mare di poter tornare in tempo utile per lo shopping pre/vacanze. E DI NOTTE SI INCONTRA CON LA TRADIZIONE DELLA CERAMICA. "CERAMICA IN FIERA" è infatti la rappresentazione dell’artigianato ceramico di Urbania. Una delle eccellenze delle Marche.
Le botteghe saranno aperte con la presenza degli artisti. Alcune esposizionI si terranno nel palazzo Ducale, altre nell’ingresso della Piazza del Mercato organizzate dall’associazione degli amici della ceramica. In Piazza del Mercato, Cottura delle ceramiche con un tradizionale forno a legna. Al mattino secondo le tecniche più tradizionali si accenderà il forno ed alla sera le ceramiche decorate da maestri locali saranno tirate fuori ed esposte al pubblico.La cottura con forno a legna è uno spettacolo unico. La rappresentazione più pura ed autentica della tradizione.E PER FINIRE …… LA CULTURA: se qualcuno vorrà approfittarne: apertura dei musei e delle cantine del palazzo Ducale fino alle 24. Nel cortile del Palazzo Ducale alle 21 tradizionale concerto della Banda cittadina e ….. premiazione dei 100 nella maturità.

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RIMOZIONE TETTO IN AMIANTO. Un'altro obiettivo raggiunto
Post di Giuseppe Lucarini del 15 luglio 2011 in ecologia (Sfogliato 645 volte)

Un'altro obiettivo raggiunto. Rimosso il tetto in amianto dal Ristorante La Taverna. Per iniziativa dei gestori in seguito all'appalto. Che prevedeva la rimozione come obbligo.  Siamo molto soddisfatti ovviamente. In un modo o l'altro gli obiettivi si posso raggiungere se c'è la volontà.

Sindaco Giuseppe Lucarini      

Assessore all'ambiente Giulio Venturi

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LE CHIAVI DEL SANTO. Urbania. Inizia il restauro del monumento di San Cristoforo.
Post di Giuseppe Lucarini del 30 giugno 2011 in comunicazioni (Sfogliato 889 volte)

Finalmente. Oggi è partito il cantiere del monumento di San Cristoforo della città di Urbania.Il monumento molto suggestivo, collocato Nella Piazza a cui da il nome, in visione prospetticarispetto alla valle del metauro è stato costruito dagli urbaniesi attorno al 1880. In memoria del santo patrono e di due eventi luttuosi della città: il terremoto a fine 700 e la peste che aveva colpito un quartiere a metà 800. Questo è il primo restauro vero dalla sua inagurazione. Oggi simbolicamente, sono state prelevate le chiavi della città e collocate il luogo sicuro. Saranno ricollocate nelle mani del santo a fine restauro.

 

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UN MP3 ed il Centro Storico diventa un Museo all'aria aperta.
Post di Giuseppe Lucarini del 16 giugno 2011 in comunicazioni (Sfogliato 763 volte)

URBANIA ORIGINALE INIZIATIVA.
Ritiri un MP3 e visiti i monumenti principali della città.

Il centro storico di Urbania come un museo o una mostra all’aria aperta:
Da quest’estate, precisamente il 1° luglio quando arrivi ad Urbania, l’antica Casteldurante delle ceramiche, ti rechi all’ufficio turistico e ti vengono consegnate degli MP3, con le cuffie e puoi girare il centro storico con una voce che ti spiega i monumenti della città.
Come in una mostra o in un museo. Ma è all’aria aperta.
Presentato ieri a Pesaro nel cortile della Provincia di fronte al Camper Turistico del Comune di Urbania alla presenza di Matteo Ricci, la nuova originale iniziativa di quest’estate. Il progetto ASCOLTA LA CITTA’.
Il progetto è molto semplice. Un cartello, quando arrivi ai piedi dai parcheggi ti indica l’iniziativa, l’itinerario e l’ufficio turistico. Nell’ufficio oltre alle informazioni ed ai materiali in stampa, lasciando il documento, puoi ritirare anche un mp3 con le cuffie ed una cartina con l’itinerario.
I monumenti che sono nell’itinerario saranno contrassegnati da una ceramica che riportata il logo dell’iniziativa con un numerino corrispondente.
Una passeggiata per ascoltare il racconto della Città, una visita all’aria aperta.
Erano presenti il Sindaco, gli Assessori alla Cultura e al Turismo e la Responsabile dell’Ufficio Turismo.
All’inizio le audio guide saranno in Italiano da 1° agosto anche in inglese.

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Commento di Anonimo del 06/06/2013 12.40.55
bella questa (commento sopra) se, sem sfigheti!! ...
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