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 Sono l'amichevole Ronflex di quartiere, e fondamentalmente scrivo mosso dalle mie passioni, fra le quali rientra la scrittura stessa.
Qui su AltroMetauro mi occupo principalmente di argomenti d'attualità di Sant'Angelo in Vado e dintorni, mentre sul mio blog personale Balzar Corporation mischio argomenti d'attualità a più ampio respiro ad articoli sui miei principali interessi, fra cui spiccano senza dubbio alcuno i fumetti. Passate a darci un occhio!

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Ennesima aggressione a Sant'Angelo in Vado! Sempre i soliti noti!
Post di Ronflex del 24 dicembre 2015 in robe dell'altro mondo (Sfogliato 3775 volte)

Scusate se pubblico anche su AltroMetauro una cosa un po' particolare, ma son veramente stanco.

EDIT: siccome in passato il gestore del sito (che non c'entra nulla) ha avuto guai per colpa di un articolo, ho deciso di riscrivere il post a mente più fredda evitando i nomi. Se volete leggere la mia esternazione più indignata e precisa scaturita in un momento di rabbia, andate sulla mia pagina Facebook "David Ronflex Piccinini".

Questa notte, per l'ennesima volta, i soliti teppisti ben noti alle autorità, con un folto carico di denunce per aggressione sulle spalle, hanno picchiato mio padre Marco. Avete capito bene, per l'ennesima volta. A nulla è servita una sua denuncia precedente con tanto di testimoni: ogni giorno, comunque, questi individui ridono e scherzano in giro per il paese facendo danni. Senza alcuna conseguenza.
Coltelli, botte, vita spericolata. Ragazzini che si credono fenomeni, o forse lo sono.
Perché magicamente a nulla valgono le mille segnalazioni che son state fatte a Sant'Angelo e fuori Sant'Angelo nei loro confronti, (uno in particolare). Siam sempre punto e a capo.

Data l'oggettiva lentezza della giustizia italiana e dato che il suo aggressore e la sua banda nel tempo ci hanno riprovato e comunque lo insultano e lo seguono sempre, mio padre ha deciso di munirsi per auto-difesa di un piccolo manganello portatile retrattile e di una bottiglietta fai-da-te di peperoncino. Ha fatto bene? Ha fatto male? Non lo so. Io sono sempre contrario alle armi, ma non posso certo entrare nella testa di chi, come lui, vive nel costante terrore di essere aggredito.

Un uomo, mio padre, che lavora tutti i giorni, tutto il giorno. Un lavoro pesante, duro, onesto. Che di sera ha l'unica, a quanto pare eccessiva, pretesa di poter uscire tranquillo a fare un bicchiere in piazza senza essere circondato da queste gang di esaltati.

E niente. Altra sera, altro giro. Sempre nel Corso, non in qualche vicolo buio. Stavolta in branco. Sempre la stessa gente ben nota a tutti, più qualche new entry. E a nulla è valso il manganellino che non è manco riuscito ad utilizzare: del resto quando sei solo contro diverse persone, non c'è molto da fare. Ovviamente la prima cosa che han fatto è stata di fregarglielo, e poi l'han preso (mio padre), gettato contro il muro, poi a terra, preso a calci.

E via, nuova visitina dal dottore, nuova denuncia e domani tutto come prima... francamente, mi sono stancato. Son stanco di vedersi consumare sempre la stessa dinamica e di vedere questi delinquenti sempre a piede libero, come fossero al di sopra della legge.

Ma c'è una novità! Perché non c'è mai limite al peggio: si sono attaccati al mangenellino come pretesto per dichiararsi vittime, denunciando a loro volta mio padre. Robe dell'altro mondo. Ma la verità è semplice, e non c'è bisogno di un genio per capirla: da un lato un operaio già vittima di questi balordi, dall'altra dei ragazzi che sono protagonisti puntuali e immancabili di pressoché ogni episodio violento di Sant'Angelo. Con tanto di fior di denunce pendenti e testimonianze.

Intanto una domanda sorgerà spontanea: perché lo sfogo su Facebook? Perché questo articolo? Perché, come già detto, la giustizia italiana pare non occuparsi affatto di questa gentaglia.
Pare che in Italia l'unico modo per ottenere risultati dalla giustizia sia quello di farne un caso mediatico, di suscitare indignazione diffusa.
Ed eccoci qua.

Se volete un paese in cui si possa nuovamente uscire tranquilli senza incappare in qualche rissa, se siete stanchi di questo clima, ma soprattutto se siete i classici leoni da bar o da tastiera, quelli che condividono cose tipo "io sono Stacchio!"... è ora di palesarvi. Condividete il mio sfogo, condividete questo articolo, parlatene ovunque, fate capire a queste persone che il loro modo di fare ci ha stancati. Tutti quanti.

Da soli siamo deboli, insieme siamo forti. 


David Piccinini, Consigliere Comunale

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Sant'Angelo in Vado - Consiglio Comunale del 30 giugno 2015
Post di Ronflex del 25 giugno 2015 in Politica (Sfogliato 2481 volte)

 

 

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Sant'Angelo in Vado - Consiglio Comunale del 21 giugno 2015
Post di Ronflex del 11 giugno 2015 in Politica (Sfogliato 1597 volte)

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Mafia, un problema anche marchigiano.
Post di Ronflex del 03 novembre 2014 in analisi socio-economiche (Sfogliato 2478 volte)

Mafia. Una parola che appena letta o sentita rievoca in noi delle immagini classiche tratte dai film a tema come il celeberrimo "Il Padrino" o dalla cronaca a cavallo fra gli anni '70 e '90. 
Un fenomeno che pur da italiani riteniamo lontano, relegato a quel sud-Italia che generalmente e in maniera piuttosto sbrigativa tendiamo a considerare come l'Italia di serie B, quella così culturalmente diversa e distante dalla nostra che è normale che vi sia tutt'oggi un profondo radicamento nel territorio da parte della criminalità organizzata.
La lotta alla mafia si è intesificata nel corso degli anni, specie dopo la sollevazione popolare derivata dalle famose stragi di Via D'Amelio e Capaci del 1992, ma di pari passo è cresciuta anche la mafia stessa che, proprio come i batteri e i virus che si evolvono per aggirare gli antibiotici, si è fatta più subdola, raffinata, intangibile ma sempre più pericolosamente presente e pericolosa.
Quindi se da un lato al sud esistono ancora in maniera piuttosto diffusa fenomeni quali il pizzo e le rese dei conti fra clan in piena città, organizzazioni del calibro di Cosa Nostra e 'Ndrangheta hanno capito da tempo che i soldi, quelli veri, si fanno nei luoghi in cui circola più denaro, ovvero al nord.
E ormai non è più un mistero che diverse famiglie abbiano da tempo "colonizzato" Milano, la Lombardia, il Piemonte... la prassi è sempre la stessa: legami con politici per entrare di peso nei grossi appalti pubblici (recente è la notizia di infiltrazioni 'ndranghetiste in Expo), spaccio di droga, prostituzione, gioco d'azzardo. Omicidi? Pochi, mirati, ma ci sono, e ci son sempre stati, anche al nord. L'esempio massimo è forse quello di Bruno Caccia, magistrato di Torino assassinato dalla 'Ndrangheta nel 1983. A Torino. E sempre al nord le cosche meridionali riciclano denaro sporco tramite la costruzione e l'acquisto di immobili di grosse dimensioni, specie grandi centri commerciali (problema che affligge anche la Germania dell'Est).
Ma se al sud la mafia è una realtà conclamata, quasi istituzionalizzata, e al nord è ben presente in maniera più subdola, com'è la situazione al centro, e in particolare nelle Marche?
Ebbene, la mafia esiste anche qui.
Nel libro "Fratelli di Sangue" di Nicola Gratteri (procuratore aggiunto di Reggio Calabria) e Antonio Nicaso (giornalista specializzato in mafia) viene illustrato un quadro generale della situazione della 'Ndrangheta in Italia negli ultimi anni, e in merito alle Marche viene scritto che il porto di Ancona e l'aeroporto di Falconara sono dei passaggi-chiave con cui le cosche (soprattutto quelle calabresi) si riforniscono di droga (specie cocaina) dai mercati dell'est europeo, per poi spacciare in regione e nel resto d'Italia. Chiaramente ogni tanto vengono assestati dei colpi a queste famiglie, come l'arresto di Carmine Alvaro, della 'ndrina Alvaro, che risiedeva ad Ancona e una volta alla settimana viaggiava dal capoluogo marchigiano alla Calabria per portare avanti i traffici di droga del clan. Ma, come si suol dire, morto un Papa se ne fa un altro, e lo spaccio nelle Marche prosegue a gonfie vele.
Nel 2002 un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha scoperto infiltrazioni della ‘ndrangheta anche nella provincia di Pesaro-Urbino, dove si erano stabiliti elementi collegati alla famiglia Ursino-Macrì che gestivano il traffico di droga a tutti i livelli appoggiandosi a spacciatori sempre più piccoli, sia italiani che immigrati, in un sistema piramidale a partire dal cosiddetto pesce più grosso a quello più piccolo.
Nel gennaio di quest'anno, poi, il Procuratore Generale di Ancona Vincenzo Macrì (che solo per un buffo caso di omonimia porta lo stesso cognome della sopraccitata 'ndrina), ha segnalato come nelle Marche esistano «teste di ponte collegate a 'ndrangheta e camorra» e «aggregati associativi simili a mafia», e che ci sono «imprese impegnate in lavori sulla Quadrilatero e per l'allargamento dell'A14, facenti capo a personaggi campani collegati con la criminalità».
Ricordiamo inoltre che l'ANBSC (Agenzia Nazionale per l'amminstrazione e la destinazione del Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata), conta 20 immobili sequestrati presenti nella regione, di cui ben 11 solo nella provincia di Pesaro-Urbino.
La mafia dunque è un problema di tutti, che ci tocca da vicino anche se non abitiamo a Canicattì, perché si radica in tutti i posti in cui sente odore d'affari. E dove prosperano gli affari della criminalità organizzata, ci perdono tutti. Lo Stato, le aziende pulite, le persone comuni. Insomma, ci perdiamo noi. Ci perdiamo in termini economici, in termini di sicurezza pubblica, in termini di salute, in termini di legalità. Ma, soprattutto, se sappiamo e tacciamo, se sappiamo e non facciamo nulla, ci perdiamo in termini di dignità umana. L'omertà è il flagello che per decenni ha permesso e permette tuttora alla mafia di imperversare e fare il bello e il cattivo tempo, a tutti i livelli. Se la gente parla, se la gente non ci sta, se evita di girarsi dall'altra parte, se si indigna, la mafia non può più niente.

Reminder finale: vi ricordo che a Isola del Piano (PU) ha sede "La Fattoria della Legalità", un progetto sociale nato nel primo bene sequestrato alla mafia nelle Marche. Per info, visitate http://www.fattoriadellalegalita.it/

-L'amichevole Ronflex di quartiere

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Torna presto, amico mio. "L'UnitÓ" chiude.
Post di Ronflex del 31 luglio 2014 in Politica (Sfogliato 2319 volte)

 

Ci sono cose che a volte diamo per scontate.

Vecchie amicizie ormai consolidate, legami che consideriamo eterni. Magari le strade si separano, ma in fondo in fondo abbracciamo la consapevolezza che certi amici ci saranno sempre, per noi, nel momento del bisogno.
Ma a volte, quasi per caso, veniamo a sapere che quell'amico che davamo per scontato con cui non parlavamo più da tempo si è trasferito, è andato all'estero. Nel migliore dei casi, ovviamente.

Ed è solo allora che cominciamo a fare i conti col passato, a comprendere appieno che influenza e che portata abbia avuto quell'amicizia nella nostra vita.

La mente rievoca ricordi che non abbiamo mai veramente cancellato, ma sui quali non ci siamo mai soffermati più di tanto. Perché soffermarcisi, del resto? Quell'amico era sempre lì, ad un colpo di telefono di distanza.

Ma poi non c'è più. 

E si vive quello strano meccanismo emotivo per cui tutta una serie di ricordi felici suscitano in noi profonda tristezza, poiché abbracciamo la consapevolezza che quei momenti non si ripeteranno più.

 

A volte questi amici non sono necessariamente persone in carne ed ossa, ma può trattarsi di un oggetto caro, un animale da compagnia, un gruppo musicale che è stato la colonna sonora di una parte della nostra vita, una realtà che abbiamo vissuto con fervore e partecipazione. 

 

È questo tutto ciò che mi è venuto in mente quando son venuto a sapere della chiusura de "L'Unità", quotidiano fondato da Gramsci nell'ormai lontano 1924. Altri tempi, altre persone, altre battaglie.

Una realtà in cui misi piede timidamente solo nel 2008, all'età di 16 anni, acquistando per la prima volta personalmente un quotidiano scelto da me per me.

Non ero un novizio della lettura e della politica, sia chiaro, ma fino ad allora avevo solo usufruito a scrocco di quello che passavano gratuitamente i bar della mia zona.

Che per mia sfortuna, oltre al classico ed immancabile quotidiano locale ("La Provincia" di Como), era generalmente "La Padania". Ma questa è un'altra storia.

 

Pur ben lontana dai fasti dell'era PCI, "L'Unità" mi conquistò subito. 

Pur di stampo apertamente democratico non lesinava la puntuale critica alla propria parte politica, e questo non poteva che essere un bene in mezzo ad un marasma di "colleghi" che invece facevano del leccaculismo la propria bandiera.

La satira era viva e pungente (anche grazie al mitico Bobo di Staino), le rubriche varie ed interessanti, lo spazio dedicato ad argomenti di cui non mi importava nulla quali cronaca nera e sport erano ridotti all'osso.

 

"L'Unità" mi accompagnò per qualche anno, poi gradualmente la comprai sempre più raramente poiché ormai tramite Twitter e i vari social network, le pagine web dei quotidiani stessi, le applicazioni ANSA e lo streaming online dei canali all-news24, il concetto di quotidiano di per sé cominciò a risultare non dico vetusto, ma quanto meno più utile per approfondire che per rimanere costantemente aggiornati, sul pezzo. E da quel punto di vista iniziai a prediligere la lettura dei servizi su riviste quali "L'Espresso" o "Internazionale".

 

Ma "L'Unità" era sempre lì, in edicola, pronta ad aspettarmi ogniqualvolta sentissi la necessità di dare alla giornata una svolta nostalgica, o perché mi interessava un qualche articolo specifico, o più semplicemente per passare quell'oretta sul treno o in ospedale senza dover necessariamente tirar fuori il tablet.

 

Quando il 26 marzo di quest'anno ne acquistai una copia per via dell'allegato "Tango, Cuore e..." dedicato alla satira a fumetti che ha caratterizzato questa testata nel corso dei suoi 90 anni di vita editoriale, non mi aspettavo certo che sarebbe stata l'ultima volta che avrei rivisto quel vecchio amico, compagno (parola azzeccatissima) di mille giornate.

 

E invece così fu. Ed ora "L'Unità" non c'è più.
E in edicola non son nemmeno riuscito a reperire l'ultimo numero in uscita oggi, proprio come quando non fai in tempo ad arrivare alla stazione per porgere l'ultimo saluto ad un amico.
Ma forse è meglio così, forse un commiato sarebbe stato un qualcosa di troppo definitivo.

Meglio credere che l'amico non sia sparito del tutto, ma stia solo facendo una lunga vacanza. 

Meglio pensare che l'ultimo saluto non c'è stato perché ancora non è arrivato il momento.

 

Torna presto, amico mio.

 

 

 

 

-L'amichevole Ronflex di quartiere


 

 

Articolo pubblicato anche su: Balzar Corporation



 

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╚ Antonio Angeloni il Commissario nominato per Sant'Angelo in Vado
Post di Ronflex del 28 maggio 2014 in Politica (Sfogliato 4611 volte)

 

A seguito dell'annullamento delle elezioni comunali di Sant'Angelo in Vado è stato nominato come commissario prefettizio Antonio Angeloni, classe '61, vice-prefetto aggiunto della provincia di Pesaro-Urbino e Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana che già in passato ha ricoperto l'incarico di commissario da gennaio a giugno del 2009 presso il Comune di Cartoceto.
Il vice-prefetto gestirà l'ordinaria amministrazione del Comune di Sant'Angelo in Vado fino alla prossima tornata elettorale utile (primavera 2015, in concomitanza con le regionali).

Giannalberto Luzi, il candidato sindaco di "Coltiviamo il Futuro di Sant'Angelo in Vado" (unica lista rimasta in corsa nell'ormai conclusa competizione) che non è riuscito a raggiungere il quorum, ha dichiarato sul "Resto del Carlino che "Chi ha votato in bianco in bianco è uno sciocco".

 

 

 

L'amichevole Ronflex di quartiere

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A Sant'Angelo in Vado vince la scheda bianca: Luzi non passa il quorum, PD sbanca alle Europee
Post di Ronflex del 27 maggio 2014 in Politica (Sfogliato 2353 volte)

 

Clamorosi risultati elettorali a Sant'Angelo in Vado.
La lista civica "Coltiviamo il Futuro di Sant'Angelo in Vado" capeggiata da Giannalberto Luzi, ex presidente della Coldiretti Marche, non riesce a raggiungere il cosiddetto "secondo quorum", quello relativo ai votanti: dei 2572 elettori che si son presentati alle urne, infatti, solo il 49,35% ha deciso di dare il proprio voto all'unica lista rimasta in gioco a seguito dell'esclusione dalla corsa elettorale della diretta concorrente, "Progetto Comune con Massimo Guerra".
La lista esclusa (bocciata dalla commissione elettorale per un vizio di forma) ha promosso una campagna finalizzata al non raggiungimento del quorum tramite lo strumento della scheda lasciata in bianco senza segno alcuno, in modo da invalidare l'elezione per poter tornare ad un voto democratico fra due schieramenti contrapposti nel tempo più breve possibile (ovvero per la prossima primavera 2015, in concomitanza con le elezione regionali).
Sant'Angelo in Vado è stato l'unico comune della regione in cui il totale di schede nulle e bianche ha superato il numero dei voti validi di lista: in altri paesi che hanno vissuto un iter simile (esclusione di liste per vizi di forma con la conseguenza di un solo schieramento rimasto in campo) si è preferito puntare sul "non voto" in modo tale da impedire il raggiungimento del "primo quorum", quello relativo agli elettori aventi diritto (notevole il caso di Monterubbiano, in provincia di Fermo, in cui si son presentati alle urne solo il 34,43% degli elettori).
Ai Vadesi non resta dunque che attendere la nomina del commissario prefettizio che veicolerà questa fase di transizione nell'arco dei prossimi 11 mesi.
 Per quanto concerne le Elezioni Europee, è da segnalare la vittoria schiacciante del Partito Democratico, che ha ottenuto 1125 voti, il 48,36% del totale, seguito a ruota da Movimento 5 Stelle (17,36%) e Forza Italia (16,33%). Di seguito potete trovare le tabelle coi risultati:



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Consiglio Comunale di Sant'Angelo in Vado del 30 aprile 2014: debito fuori bilancio e lista Guerra
Post di Ronflex del 01 maggio 2014 in Politica (Sfogliato 2998 volte)

 

 

Ieri 30 aprile 2014 si è svolta a Sant'Angelo in Vado quello che sarebbe dovuta essere, sulla carta, l'ultima seduta dell'attuale Consiglio Comunale. Nonostante un nutrito ordine del giorno che comprendeva, fra le altre cose, l'aggiornamento del piano comunale di Protezione Civile e il piano di alienazione e valorizzazione degli immobili per l'anno 2014, i temi caldi sono stati ovviamente la questione dell'esclusione dalle elezioni amministrative della lista "Progetto Comune con Massimo Guerra" e quella relativa ai debiti fuori bilancio.

Per quanto riguarda le circostanze della ricusazione della lista, il Sindaco Settimio Bravi ha indetto una seduta straordinaria del Consiglio prevista per venerdì 2 maggio in cui verranno chiarite la posizione ed il ruolo dell'amministrazione e degli uffici comunali nell'annosa vicenda, seduta alla quale il capogruppo della minoranza Stefano Parri ha chiesto di poter integrare un ulteriore ordine del giorno, ricevendo un rifiuto motivato con la natura straordinaria dell'evento, straordinarietà che (secondo il Sindaco) impone una centralità dell'argomento.

Stando inoltre alle parole dell'Assessore Longhi "ogni integrazione deve essere richiesta con un certo anticipo", argomentazione a cui Parri ha celermente ribattuto evidenziando come la convocazione della seduta straordinaria fosse avvenuta in loco, con la conseguente impossibilità materiale e temporale di avanzare tale richiesta in precedenza. Il capogruppo ha domandato inoltre "come mai non sia stata convocata una seduta straordinaria anche in altre occasioni d'emergenza, come quella del debito fuori bilancio o quella del contributo quasi mancato per la risistemazione dell'asilo". L'Assessore Pompei si è quindi agganciato al discorso presumendo che l'integrazione di venerdì fosse relativa alla questione debito, bollando la faccenda come un "argomento scaduto" su cui "poteva essere benissimo chiesto un ordine del giorno tempo addietro".

Il dibattito si è via via scaldato in un botta e risposta fra le varie parti dai toni accesi: è stato evidenziato come per ben 3 anni siano state mosse più interrogazioni in merito alla vicenda ricevendo prima una risposta che negava l'esistenza dei suddetti debiti, poi una molto sommaria in data 8 febbraio 2014 in cui veniva ammesso che effettivamente qualche situazione andava sistemata, e proprio ieri è giunta nelle mani della minoranza una cartella che evidenziava definitivamente la presenza di debiti fuori bilancio nel settore Lavori Pubblici, che necessitano tuttavia ancora del tempo per essere definitivamente quantificati, certificati e coperti in qualche modo, iter che stando alle parole del Sindaco è iniziato il 14 marzo 2014.

Bravi inoltre non ha mancato di far notare come secondo lui "l'ordinamento degli enti locali prevede la possibilità di debiti fuori bilancio" (e a tal proposito consiglio la lettura integrale degli articoli dal 191 al 194 del suddetto ordinamento per verificare che le cose non sono così semplici, dato che vengono richiesti specifici criteri di urgenza dei lavori in questione) e come si senta "ferito dal sentore popolare" che lo sta additando come "ladro", chiedendosi "cosa mai abbia fatto di male in questi 29 anni nei confronti di Sant'Angelo in Vado". Il consigliere di minoranza Sacchi ha puntualizzato come nessun membro dell'opposizione abbia mai messo in dubbio l'onestà del Sindaco, e che tutte le osservazioni fatte sono state in merito a scelte politiche.

Fra gli interventi della serata anche quelli dell'Assessore Giannessi in cui ha dichiarato che secondo lui "comunque qualsiasi lavoro è stato fatto per il bene della cittadinanza", ha applaudito il lavoro della Protezione Civile e del suo ex-coordinatore Massimo Guerra (a cui succede Graziano Mezzanotti) e si è compiaciuto della rinnovata presenza giovanile nella Sala Consiliare e nella politica locale in genere.

Ha seguito poi un lungo intervento di Giovanni Gostoli, consigliere di minoranza e Segretario Provinciale del Partito Democratico, in cui viene evidenziato come "Sant'Angelo stia vivendo delle situazioni mai accadute prima (in riferimento ai due temi chiave della serata)", dichiarandosi amareggiato nel caso sia vero che i lavori eseguiti senza copertura adeguata sono avvenuti in gran parte nel 2009 durante la campagna elettorale, augurandosi che  "finalmente vi sia una reale trasparenza, mettendo più cose possibili online (in riferimento al ritardo cronico con cui vengono caricati i documenti sul sito ufficiale)", che "l'amministrazione faccia le cose per il bene del paese e non per il prestigio personale di alcuni" e facendo presente che si sarebbe aspettato una parola di più dal Segretario Comunale, ovvero qualche spiegazione in merito alla vicenda della lista Guerra, perché, ha continuato "è vero, 5 anni fa è stato il PD a seguire la presentazione della lista di allora... ma questa è una lista civica, e se una sezione di Partito è più affidabile di un Ufficio Comunale, allora forse qualcosa che non funziona nel paese c'è".

A conclusione della serata Parri ha ricordato come secondo il Codice Civile un qualsiasi bilancio deve essere redatto nel modo più chiaro e trasparente possibile: "se ciò vale per i privati, a maggior ragione vale per gli enti pubblici" ha sottolineato "e qui abbiamo un debito ammesso ma di cui non si conosce l'effettiva entità". Da qui dunque la proposta di rinviare il voto di approvazione del bilancio (che, senza contare il debito da definire, figura con un apparente attivo di 10.000 Euro) a quando la situazione sarà più chiara.

La votazione ha visto, com'era prevedibile, tutti i consiglieri di maggioranza contrari al rinvio con la minoranza favorevole, votazione che è stata immediatamente succeduta da quella di approvazione del rendiconto della gestione finanziaria per l'anno 2013 che, in maniera speculare, è stata invece accolta con la maggioranza totalmente a favore e la minoranza totalmente contraria. "Insomma" si chiede Parri "come si fa a votare un bilancio di cui non si conosce l'effettiva entità?".

 

 

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Video dell'Assemblea Pubblica per la presentazione della lista "Progetto Comune con Massimo Guerra"
Post di Ronflex del 26 aprile 2014 in Politica (Sfogliato 6922 volte)

 

 

 

 

È online il video in buona qualità della presentazione della lista avvenuta la sera del 24 aprile 2014 nel comune di Sant'Angelo in Vado, disponibile per tutti quelli che non sono potuti venire o che hanno avuto problemi con lo streaming. Buona visione!

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Streaming Youtube per l'assemblea pubblica di Progetto Comune di giovedý 24 aprile.
Post di Ronflex del 23 aprile 2014 in Politica (Sfogliato 3253 volte)

 

Domani giovedì 24 aprile alle 21:00 l'assemblea pubblica nella sala consiliare del Comune di Sant'Angelo in Vado per la presentazione dei candidati della lista "Progetto Comune con Massimo Guerra" verrà anche trasmessa in streaming sul canale Youtube ufficiale https://www.youtube.com/user/ProgettoComuneMax .
È ferma intenzione di "Progetto Comune" adoperare questa pratica anche in tutti i futuri consigli comunali, per garantire assoluta trasparenza e partecipazione della cittadinanza. 

 

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╚ online la pagina Facebook di "Progetto Comune con Massimo Guerra"
Post di Ronflex del 09 aprile 2014 in Politica (Sfogliato 2767 volte)

 

Dopo la presentazione ufficiale sul Resto del Carlino di questa domenica, la lista civica "Progetto Comune" di Massimo Guerra lancia la propria pagina Facebook, che utilizzerà per comunicare iniziative ed incontri, diffondere i programmi e divulgare i vari manifesti elettorali.
Potete seguirla a questo indirizzo: Pagina Facebook di "Progetto Comune con Massimo Guerra".

 

 

-L'amichevole Ronflex di quartiere

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Gioco d'azzardo diffuso fra i minori: una piaga di Sant'Angelo in Vado
Post di Ronflex del 06 aprile 2014 in AttualitÓ (Sfogliato 3101 volte)

 

Capita talvolta che avvengano sotto gli occhi di tutti fatti pubblicamente riconosciuti come "illegali" o comunque fuori norma, ma la cui diffusione è così ampia che nessuno ne parla e sui quali nessuno si pone alcun dilemma morale: una sorta di omertà, di finta inconsapevolezza, quell'atteggiamento del "chiudere un occhio" che da sempre caratterizza gli esseri umani in genere e gli italiani in maniera particolare.

Si giunge persino al paradosso per cui tali azioni vengono considerate normali, naturali, dei veri e propri fenomeni di costume.

Si passa dal semplice ed erroneo luogo comune secondo cui le cinture posteriori delle autovetture non vadano necessariamente allacciate a fatti più gravi come la grande diffusione della pirateria digitale (praticamente chiunque scarica con regolarità film, musica, videogiochi, fumetti, software e chi più ne ha più ne metta violando bellamente ogni normativa sul copyright) a tanto, tanto altro.

Nel caso specifico di Sant'Angelo in Vado, poi, in certi ambiti l'illegalità è praticamente la regola: esercenti che emettono senza pudore scontrini il cui totale viene "azzerato" nell'ultima riga in piccolo, negozianti che non solo forniscono materiale protetto da copyright come i videogiochi ma se li fanno pure pagare (doppio reato), larghissima diffusione di cocaina accettata con pacata serenità...

Ma se è pur vero che tali argomenti e tali comportamenti siano dibattuti e opinabili, tanto che alcuni politici addirittura li appoggiano pubblicamente (celebri le dichiarazioni pro-evasione fiscale del Silvietto nazionale o le battaglie anti-copyright di alcuni ambienti della sinistra radicale), ce ne sono altri che non possono e non devono passare sotto silenzio, poiché si entra nel delicato campo dei minorenni.
Se c'è qualcosa che mi tedia e spaventa più della sempre crescente diffusione del gioco d'azzardo in ogni forma e dimensione è il constatare con rammarico che purtroppo tale "malattia" sia ormai divenuta un'affermata consuetudine per una grande fetta di ragazzi di minore età del nostro Comune.
Questo fenomeno si è via via esteso a macchia d'olio ad un sempre maggior numero di giovani vadesi soprattutto con l'avvento dei punti di scommessa sportiva inaugurati in alcuni noti locali del paese e delle famigerate slot machine che ormai invadono tutti i bar e i tabaccai della zona.
Nel caso specifico delle scommesse il meccanismo mentale alla base del problema è semplice: tutti si credono grandi esperti di sport (calcio in primis, manco a dirlo) e vedono la scommessa non come un vero e proprio "azzardo", ma più come un investimento in virtù delle proprie capacità tattiche. Nulla di più falso, ovviamente: ogni e ripeto OGNI gioco d'azzardo che esista rispetta la regola secondo cui alla lunga il banco vince sempre, poiché in caso contrario il business non genererebbe introiti, e le scommesse sportive non fanno certo eccezione.
Ora, ognuno è libero di scialacquare i propri soldi come meglio crede. Ma i minorenni? Le normative in merito sono molto ferree e non lasciano spazio all'interpretazione: il gioco è vietato ai minori. Punto.
Dunque mi domando (e VI domando): come mai nessuno dice niente a questi ragazzi che fanno la fila per giocare la propria schedina? Come mai i gestori dei locali non rifiutano la giocata? I genitori sanno che i propri figli investono paghette varie in questo modo? Non so, ma trovo il tutto decisamente fastidioso e a dir poco angosciante. Se la dipendenza da gioco d'azzardo è riconosciuta ufficialmente come un problema sociale, come può crescere un ragazzo che ci si addentra fin dall'adolescenza (nella più completa illegalità, peraltro)?
Occorrerebbe sicuramente correre ai ripari in qualche modo e risolvere al più presto questa situazione, e lo si può fare solo e soltanto con un impegno condiviso e spezzando questo clima di indifferenza.

 

 

-L'amichevole Ronflex di quartiere.

 

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A Sant'Angelo in Vado debiti fuori bilancio comunale per 250.000 Euro
Post di Ronflex del 04 aprile 2014 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 3902 volte)

Da Il Resto del Carlino di sabato 29 marzo 2014

 

 

Immagino che molti vadesi abbiano letto questo articolo ad opera del bravissimo Andrea Angelini: vengono in sostanza riportate le parole di Stefano Parri, capo del gruppo di minoranza, che in un'assemblea aperta al pubblico ha riportato i risultati di un meticoloso lavoro dell'opposizione comunale per portare alla luce la gravissima situazione in cui versano le casse pubbliche del paese, ovvero la presenza di un enorme buco di 250.000 Euro di debiti fuori bilancio

Ebbene, è passata ben una settimana da allora e la risposta dell'amministrazione non è stato altro che un assordante silenzio.
Stanno cercando di sistemare qualche conto in vista di una risposta? Preferiscono evitare di gonfiare la notizia? L'unica cosa certa è che mai come ora la giunta uscente si ritrova in una situazione che definirei a dir poco imbarazzante.


Voglio inoltre spezzare una lancia a favore di tutti coloro che come me fanno dell'informazione una passione o un vero e proprio lavoro: ambasciator non porta pena, e in casi come questi è inutile prendersela con un giornalista che non ha fatto altro che riportare su carta delle dichiarazioni ufficiali e pubbliche. Occorrerebbe piuttosto domandarsi in prima persona se si ha sempre operato in maniera lucida, limpida, trasparente e in un'ottica di bene comune.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          -L'amichevole Ronflex di quartiere.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

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