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Ambito territoriale di Urbino e del Montefeltro (corrispondente al territorio di 29 comuni, compresi nelle ex comunità montane di Cagli, Mercatale, Urbania, Urbino).
12 uffici: Acqualagna, Apecchio, Cagli, Cà Gallo di Montecalvo in Foglia, Cantiano, Fermignano, Fratte di Sassofeltrio, Gallo di Petriano, Mercatale, Sant'Angelo in Vado, Urbania, Urbino |  | massimogalli [AT] cnapesaro.com |  | http://www.cnapesaro.com |
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A Sant’Angelo in Vado è nato il jeans per motociclistiPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 02 agosto 2010 in informazioni utili (Sfogliato 216 volte)I pantaloni made in Marche sono già un must tra i centauri
Protezioni in kevlar per i capi realizzati artigianalmente nel cuore della ex jeans-valley
SANT’ANGELO IN VADO - Un jeans tecnico studiato appositamente per i motociclisti e per la loro sicurezza sta spopolando tra gli appassionati delle due ruote. L’innovativo prodotto, realizzato a Sant’Angelo in Vado in provincia di Pesaro - poco lontano dal cuore dell’ex jeans-valley - nasce dall’idea di un giovane e intraprendente imprenditore del tessile-abbigliamento, erede di una storica jeanseria della zona con una grande passione per le moto: Andrea Sassi.
Si tratta di un jeans non solo bello a vedersi ma dotato di “tecnologia”. Progettato al computer il pantalone, con inserti e protezioni in kevlar, cerca di coniugare design, materiali e sicurezza. La linea di jeans di Sassi, nata appena qualche mese fa, è già diventata un vero e proprio “must” tra i centauri. Presente in 54 negozi specialistici in tutta Italia, la linea “PROmo jeans” è già in distribuzione in 54 negozi ed è commercializzata grazie ad una rete di 9 agenti. Si tratta di un prodotto “full made in Italy” realizzato artigianalmente nei laboratori di Sant’Angelo in Vado.
“L’idea - racconta lo stesso Andrea Sassi - mi è venuta nel marzo 2009 nel pieno della crisi del settore. Appassionato motociclista da anni ho deciso quasi per scherzo di realizzarmi un jeans per andare in moto, qualcosa di particolare, qualcosa di unico che avrebbe dovuto attirare l'attenzione degli amici e dei "colleghi" motociclisti. Ben presto questa semplice idea si è trasformata nella ricerca di qualcosa di più grande: perché non realizzare un capo bello, alla moda, ma anche sicuro e protettivo?" E’ così da solo, con le mie sole forze, con l'aiuto di un computer e di internet, mi sono messo alla ricerca di notizie e informazioni sui materiali e tecnologie adatte alla protezione di un motociclista. Ho imparato in poche settimane cosa è il kevlar, come si trova in commercio, quali sono le sue caratteristiche ed ho iniziato a studiare come poterlo utilizzare in un jeans. Fino ad allora sapevo solo che era materiale utilizzato per realizzare i giubbotti antiproiettile! Ho iniziato così a studiare tutte le possibili varianti e difficoltà annesse alla lavorazione del kevlar, al suo utilizzo abbinato al denim. All'inizio ero io che trattavo il kevlar con dei prodotti particolari, spalmando resine, intrugli, liquidi, facendo prove e controprove fino quando ho trovato finalmente una soluzione soddisfacente”.
Dopo aver fatto eseguire delle prove di resistenza all'abrasione da laboratori certificati in questo settore sui materiali e sul kevlar, Andrea Sassi all’inizio di quest’anno ha vinto la sua scommessa. Il jeans in kevlar così trattato e lavorato ha superato le prove di protezione all'abrasione, superando egregiamente i test e le normative di riferimento.
Il jeans della PROmo si è rivelato ben presto una vera e propria rivelazione tra il popolo delle due ruote. “La gente che lo ha visto - racconta Sassi rimane tutt'ora straordinariamente colpita dalla qualità del prodotto, dei materiali, dalla vestibilità, dal livello tecnico e dall'immagine alla moda del pantalone da motociclista”.
I primi ordinativi "importanti" della PROmo sono arrivati a Marzo 2010 e da lì in poi è stato un continuo susseguirsi di commesse e riassortimenti.
“La cosa più che positiva - dice Moreno Bordoni, responsabile di CNA FederModa, associazione alla quale Sassi è associato da anni - è che tutto è stato pensato realizzato e confezionato a Sant’Angelo in Vado in maniera assolutamente artigianale. Questo rappresenta per noi la migliore promozione del territorio, della nostra manualità, della professionalità, della qualità delle lavorazioni: insomma il vero made in Italy”
Il marchio ha anche un sito internet www.promojeans.it sul quale si possono trovare tutte le informazioni tecniche e non solo del prodotto, i vari modelli e varianti e i punti vendita.
La PROmo di Andrea Sassi sponsorizza anche un team di moto Stuntriding, e un team di quad acrobatico, entrambi vestono un prodotto specifico della linea PROmo realizzato per loro. E' già in fase di progettazione la nuova collezione che sarà ampliata e verrà presentata a partire dal mese di ottobre 2010.
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Insediamento artigianale e di servizio in località Pontedazzo di CantianoPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 08 marzo 2010 in informazioni utili (Sfogliato 186 volte) 
L'insediamento, promosso dal COPROI struttura consortile della CNA, è ubicato in comune di Cantiano, in zona PIP loc. Pontedazzo ed è visibile e raggiungibile direttamente dalla adiacente superstrada Fano-Roma.
E' composto da n. 3 strutture attualmente parzialmente completate ed in parte già assegnate ed occupate.
Le superfici libere sono le seguenti:
- Uffici di mq 450 circa situati al piano 1° dell'edificio n. 1;
- Laboratorio di mq 1600 circa costituito dall'intero edificio n. 2;
- Laboratorio di mq 700 circa costituito dal completamento dell'edificio n. 3
- mq 6000 circa di area cortiliva ad uso verde/deposito.
Le superfici indicate sono eventualmente e facilmente frazionabili; allo scopo i sottoservizi sono stati già tutti predisposti.
Le opere di urbanizzazione esterne sono completamente eseguite.
Le attività insediabili sono molteplici e contemplano tutte le categorie - artigianali, industriali, commerciali e di servizio - in quanto non vi sono vincoli urbanistici di destinazione, di proprietà etc.
Per informazioni: Falconi Luciano 3487009505 o presso gli uffici CNA di Acqualagna (0721/798411) o di Cagli (0721/782833)
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Il settore moda con l’acqua alla gola: “Stiamo morendo nell’indifferenza generale” Post di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 27 febbraio 2010 in analisi socio-economiche (Sfogliato 303 volte) Grido d’allarme del titolare della LF Group e presidente di CNA Moda sulla crisi che coinvolge il settore e sulla chiusura di decine e decine di aziende
“Stiamo morendo nell’indifferenza generale”. E’ lo sfogo di Michele Ferrato, imprenditore urbinate e presidente del settore tessile-abbigliamento della CNA che denuncia l’"assordante" silenzio che circonda la chiusura di decine e decine di aziende del settore moda in provincia di Pesaro, in particolare nel Montefeltro e nella ex Jeans valley. “Non siamo alla frutta - dice con un punta di sarcasmo Ferrato – ma già al caffè. Nella nostra provincia sembra che esistano solo i grandi mobilieri, i cantieri nautici ed i colossi della meccanica. Quando qualcuno di loro minaccia la chiusura o chiede la cassa integrazione, ecco grandi titoli sui giornali, servizi in televisione, interventi delle istituzioni. E noi? Di noi, piccole e medie aziende del tessile e abbigliamento del territorio nessuno parla. Eppure continuiamo a chiudere a decine senza avere alcun aiuto, solidarietà, insomma senza che nessuno si occupi di noi. Nonostante i lodevoli sforzi della Regione Marche e della Provincia di Pesaro che si sono molto adoperate per aiutare le imprese, occorre fare di più”.
Michele Ferrato, titolare della LF Group di Canavaccio di Urbino, azienda nata nel 1979 e che produce pelletteria ed accessori e che ha lavorato per grandi marchi come Versace, Armani (e che recentemente ha acquisito il brand Tonino Lamborghini), denuncia la mancanza di prospettive per un settore che un tempo era il fiore all’occhiello di questa provincia. “Non fosse bastata in questi anni la concorrenza dei paesi asiatici, oggi dobbiamo fare i conti con il lavoro nero a casa nostra. Molto spesso si tratta di comunità di cinesi che lavorano conto terzi per aziende dai pochi scrupoli. Gente che lavora in nero in spregio ad ogni regola ed in condizioni disumane e che, oltre a sottrarre lavoro alle nostre aziende, alimenta il mercato della contraffazione”.
La rabbia di Ferrato e di molti colleghi imprenditori è palpabile: “Noi facciamo di tutto per resistere e per mantenere aperte le nostre aziende, per non mandare a casa i nostri dipendenti. Ma concretamente, chi fa qualcosa per noi? In questi anni non siamo rimasti con le mani in mano. Abbiamo investito nelle nostre aziende, realizzato campionari, puntato sulla commercializzazione, acquisito brand; eppure oggi siamo tutti ad un passo nel baratro, senza contare molti dei nostri colleghi che ci sono già finiti. E il Governo, cosa ha fatto al di là degli annunci? Non abbiamo visto alcuna riduzione fiscale, né Irap ridotta o abolita, né alcuna delle tante misure annunciate”. E Le banche? Devono aiutarci invece di restringere i cordoni della borsa. Insomma occorre che si faccia realmente qualcosa e presto per salvare decine e decine di aziende di questo comparto che nella nostra provincia rischia altrimenti di sparire”.
Nei prossimi giorni una delegazione di imprenditori chiederà un incontro al presidente della Provincia, Matteo Ricci e dei comuni a più alta concentrazione di aziende del settore (Urbino, Urbania, Fermignano e Fossombrone).
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Attuazione del PIANO CASA ad Urbino - Incontro con Carlo GiovanniniPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 09 febbraio 2010 in informazioni utili (Sfogliato 384 volte)
Sono tante le domande che stanno pervenendo ai Comuni della provincia da parte di cittadini e tecnici in ordine al Piano casa e agli interventi ad esso connessi con particolare riferimento alla possibilità di aumentare la superficie abitativa degli immobili del 20%. In base ad un mini sondaggio effettuato dalla CNA, i Comuni che hanno ricevuto in percentuale il maggior numero di richieste sono quelli della costa ed in particolare Pesaro, Fano, Marotta-Mondolfo e Gabicce.
Numerose le richieste anche a Fossombrone, Cagli e Urbania. Si tratta in particolare di richieste dei cittadini che chiedono quali interventi poter effettuare nelle proprie abitazioni e di tecnici relativamente all'applicazione dei regolamenti.
Secondo una stima della CNA, in provincia di Pesaro e Urbino, entro la primavera-inizio estate, potrebbero aprire almeno 1.600 cantieri per un totale di interventi pari ad oltre 50milioni di euro. Una bella iniezione di ossigeno per il sistema delle imprese del comparto edilizia ed impiantistica della provincia. Grazie
infatti all'approvazione del Piano Casa sarà dato il via ad una serie di interventi di ampliamento, straordinaria manutenzione, demolizione e ricostruzione sia di edifici civili ma anche di edifici non residenziali.
Le stime fatte dall'Unione costruzioni della CNA di Pesaro e Urbino, riguardano un territorio sul quale insistono almeno 200mila abitazioni di cui oltre la metà costruite prima degli anni Sessanta. Considerando che le imprese del settore sono oltre 6mila, i calcoli della CNA riguardano gli interventi che il Piano casa potrà mettere in moto ed in particolare quelli relativi alla demolizione, ampliamento e ricostruzione di unità abitative e non pari ad una media di 25-30mila euro a lavoro.
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Rifiuti, in arrivo aumenti per le impresePost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 03 febbraio 2010 in tutela del territorio (Sfogliato 330 volte)Un nuovo decreto introduce il Sistri, sistema informatico per lo smaltimento dei residui di lavorazione
"Con le nuove procedure migliaia di artigiani e imprese della provincia saranno obbligate a dotarsi di complessi supporti informatici per gestire i rifiuti con un notevole aumento dei costi".
Questo il commento della CNA al Decreto del Ministero dell'Ambiente dello scorso dicembre.
Il Decreto prevede la sostituzione delle attuali procedure cartacee per la gestione dei rifiuti con un sistema informatico denominato Sistri.
"La Cna, pur condividendo l'obiettivo di favorire una maggiore trasparenza sul flusso dei rifiuti, è contraria ai contenuti del provvedimento che determineranno un pesante aggravio di costi in tutte le imprese coinvolte nella filiera, ribaltandosi anche sui prezzi finali".
"Non si condividono - prosegue Anna Maria Riccioli, Responsabile dell'ufficio ambientale della Cna provinciale - i tempi eccessivamente ristretti con cui si prevede l'operatività del sistema".
Le imprese obbligate alle nuove disposizioni in materia informatica sono divise in due gruppi.
Del primo gruppo fanno parte: produttori iniziali di rifiuti pericolosi e non pericolosi con oltre 50 dipendenti; commercianti e intermediari di rifiuti; consorzi per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti; imprese che raccolgono e trasportano rifiuti speciali; imprese che effettuano il recupero o lo smaltimento dei rifiuti; soggetti coinvolti nel trasporto intermodale dei rifiuti.
Le scadenze per queste imprese sono: iscrizione al Sistri entro il 28/02/2010 e avvio nuova gestione dal 13/07/2010.
Del secondo gruppo fanno parte invece: produttori iniziali di rifiuti pericolosi fino a 50 dipendenti e le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da attività artigianali; industriali e di trattamento rifiuti tra 50 e 11 dipendenti.
Le scadenze per tutte queste altre imprese sono: iscrizione al Sistri ad iniziare dal 13/02/2010 entro il 30/03/2010 e avvio nuova gestione dal 12/08/2010.
Per tutti gli altri soggetti l'iscrizione al SISTRI è invece volontaria e può avvenire dal 12/08/2010.
Per maggiori informazioni: Cna Ufficio Ambiente 0721426141.
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Urbino 2, ora è anche emergenza sanitaria Post di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 29 gennaio 2010 in analisi socio-economiche (Sfogliato 335 volte)La Cna favorevole a politiche di integrazione culturale e socio-economica degli stranieri residenti per una migliore crescita del territorio
Lo stato di degrado in cui versa il quartiere di Urbino 2 sta diventando una vera e propria emergenza, non solo dal punto di vista della sicurezza e dell'ordine pubblico ma anche e soprattutto da quello igienico-sanitario. Le abitazioni occupate dagli stranieri residenti nel quartiere, nella maggior parte dei casi, non sono a norma e spesso sprovvisti dei più elementari servizi igienici. Questo è uno degli aspetti più preoccupanti relativamente alla vivibilità dell'area emerso dall'incontro tenutosi nei giorni scorsi tra una delegazione della CNA ed il Comune di Petriano.
Nel corso della riunione - alla quale erano presenti per la CNA il responsabile di ambito territoriale Massimo Galli e il presidente della sezione di Urbino Lorenzo Santi, e per il Comune di Petriano il sindaco Giammarco Cecconi ed alcuni esponenti della giunta e del consiglio comunale - sono stati elencati alcuni numeri.
L'incidenza della popolazione straniera nel comune di Petriano sul totale dei residenti, secondo i dati riportati dall'Istat, è del 19% (555 stranieri residenti su 2894 residenti totali), quasi il doppio rispetto al dato medio provinciale che è dell'8,6% (32954 stranieri residenti su un totale di 381.730). Ma nel quartiere di Urbino 2 gli stranieri residenti sono il 100% con un continuo ricambio dai comuni limitrofi (Montelabbate, Sant'Angelo in Lizzola, Colbordolo).
La bassa qualità degli immobili, in relazione al materiale usato per l'edificazione e all'utilizzo di scarse tecnologie per la limitazione della condensa nelle pareti, ha generato progressivamente l'abbandono degli stessi da parte dei proprietari e dei residenti e l'ingresso di popolazione extracomunitaria attirata dai bassi canoni di affitto.
Per una completa riqualificazione dell'area e per favorire l'integrazione socio-culturale, secondo la CNA, è sicuramente necessario ristabilire una situazione di normale legalità in ordine alle tre problematiche principali: la sicurezza - dato che alcuni addetti ai servizi pubblici manifestano difficoltà e timore al punto da rifiutare di svolgere le proprie mansioni - il problema igienico sanitario, poiché chi vi abita ha diritto a locali sani ed igienicamente a norma, e ristabilire il diritto dei proprietari di disporre dei propri beni.
"Come associazione rappresentante gli interessi delle imprese - afferma Lorenzo Santi, presidente CNA sezione Urbino - riteniamo che porre attenzione ad azioni sociali rivolte all'attuazione di politiche che favoriscano l'integrazione culturale e socio-economica degli stranieri residenti sia fondamentale per una crescita più sana del territorio".
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Crisi, c’è anche chi prova a sfidarla - Nell’ex jeans valley nasce No trip for catsPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 24 gennaio 2010 in progetti (Sfogliato 576 volte)La storia di tre giovani imprenditori che affrontano la difficile congiuntura con il loro marchio di abbigliamento e scommettono su Urbania

Nell’annus horribilis per l’economia c’è anche chi ha il coraggio di investire e la voglia di crederci. E’ il caso di tre giovani imprenditori di Urbania che nel territorio che fu definito come la famosa “Jeans Valley” ora tentano di far decollare la propria attività. Già il nome è di per sé singolare. La No trip for cats, tradotto letteralmente “Non c’è trippa per gatti”, è un marchio di abbigliamento nato dall' idea dei tre imprenditori durantini (Enrico Carnevali 30 anni, Maurizio Arcangeli 41 e Dante Saudelli 30 anni) che, per sfuggire alla crisi si sono coraggiosamente gettati a capofitto in un settore tra quelli più in crisi della provincia: quello del tessile-abbigliamento.
Come? “Anzitutto - dicono Carnevali, Arcangeli e Saudelli - prendendo il toro per le corna e affrontando le difficoltà con gli investimenti necessari all’avvio dell’attività. Poi facendo un’attenta analisi di marketing; una sorta di campagna d’ascolto dove abbiamo parlato con tantissime persone chiedendo consigli ad esperti, imprenditori locali del settore, reti distributive, autorità, manager “
“In questi incontri - raccontano i tre imprenditori che hanno deciso di associarsi a CNA - abbiamo capito che questo settore è tra i più difficili e complessi e che le cose da fare sono molte. Alcuni ci hanno preso per matti perché la situazione economica locale e nazionale è a terra. Ma noi non molliamo ed anzi crediamo che un altro futuro sia possibile. Certo, se ci facciamo travolgere dagli eventi, se ci fermiamo tutti la situazione non migliorerà, anzi peggiorerà. Ricordiamo ancora oggi, anche perché non è passato poi così tanto tempo, quando Urbania era conosciuta come la Valle del jeans e come era fiorente questa zona. Sappiamo bene quanto è stato importante per tutte le famiglie di questo territorio avere un’attività così fiorente che ha fatto progredire tutti economicamente. Ora però vediamo che nessuno ci crede più; chi è riuscito a resistere ha paura e chi vorrebbe fare non lo fa perché troppo rischioso!”
“In questa zona - raccontano ancora i tre imprenditori - abbiamo tutto quello che ci serve per produrre abbigliamento: macchinari, esperienza, professionalità, competenze. Siamo uno dei pochi comuni che ha una scuola di moda con ragazzi che studiano per diventare qualcuno in questo campo”
E’ per questo che nasce “No trip for cats"non c'è trippa per gatti, modo di dire di chi non ha voglia di arrendersi. “La nostra idea è quella di usare tutti strumenti e risorse “urbaniesi” per poter dare ai nostri clienti una sicurezza di qualità al 100% garantendo che tutto venga fatto ad Urbania dalla progettazione, la confezione, al web, l'amministrazione, la distribuzione creando così un marchio di qualità ma di questo vi parleremo prossimamente”.
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La grave crisi economica nel pesarese: le previsioni ora confermate anche dai datiPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 05 gennaio 2010 in analisi socio-economiche (Sfogliato 602 volte)Secondo gli indicatori va peggio che nel resto delle province della regione. Numeri in rosso per ordinativi, esportazioni e accesso al credito
Continuano a chiudere imprese, le esportazioni crollano, diminuiscono ordinativi e posti di lavoro, aumentano le sofferenze delle imprese nei confronti del sistema bancario, cresce il ricorso alla cassa integrazione, cala la fiducia degli imprenditori nel futuro. Il quadro economico in provincia di Pesaro e Urbino relativo al secondo semestre 2009, considerato ormai da tutti gli analisti come l’anno più buio degli ultimi decenni, risulta caratterizzato da una forte negatività.
Le previsioni che la CNA di Pesaro e Urbino aveva ipotizzato già qualche mese fa si stanno purtroppo realizzando anche sulla scorta dei dati, non ancora definitivi, relativi al secondo semestre dell’anno e presentati nel corso della conferenza stampa di fine anno dell’associazione. Si diceva del mese di dicembre come punto più basso della crisi, dove solitamente si sommano le chiusure delle attività all’Albo delle imprese. Una sommatoria che spesso accomuna cessazioni naturali di attività, variazioni, e aziende che invece, a causa del perdurare della crisi, chiudono per difficoltà.
Quest’anno, dopo anni di continua crescita, il saldo tra mortalità e nascita di imprese è negativo, seppure in ragione di 78 imprese e comunque si delinea già ora come uno dei peggiori a livello regionale perché le cessazioni, per la prima volta, superano le iscrizioni. E non pare che questo inarrestabile trend negativo sia destinato a cambiare rotta, almeno nei primissimi mesi dell’anno. Del resto gli ordinativi continuano a stagnare se non addirittura a crollare compresi in una forbice che oscilla tra un 20 fino ad arrivare a punte del 50-60% in meno.
I settori della provincia più in difficoltà risultano essere quelli della meccanica, della nautica, dei mobili e arredamento, del tessile-abbigliamento, delle costruzioni e dei trasporti. Dati che del resto vengono confermati anche dalle esportazioni.
In provincia di Pesaro e Urbino, infatti la diminuzione delle esportazioni è ancora più marcata del dato regionale. Rispetto al 2008, nei primi tre trimestri del 2009 le esportazioni dei mobili sono calate del 32,8% e del 32,6% quelle dei prodotti in legno. Giù anche il dato relativo alla nautica (la seconda per importanza nelle esportazioni dopo i mobili) con un 13,7% in meno. Sorprendentemente negativo il dato sulla meccanica e sulle macchine per la formatura di metalli e altre macchine utensili (la terza voce per importanza tra le esportazioni pesaresi) con un pesantissimo -61,7%. Calano oltre la media anche le esportazioni di altre macchine di impiego generale (-32,8%) ed in generale tutta la manifattura pesarese. In affanno anche il settore del costruzioni dell’edilizia e dell’impiantistica che aspetta segnali di ripresa con l’attuazione del piano casa e con forti investimenti nel settore dell’energia verde.
In questo quadro piuttosto sconsolante, continuano ad aumentare i licenziamenti, il ricorso alla mobilità e agli ammortizzatori sociali. Le ore di cassa integrazione sono aumentate del 7-800% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Mentre il grado di difficoltà aumenta ancora di più per le piccole e piccolissime imprese che non possono fare ricorso agli ammortizzatori sociali.
Tutto questo mentre aumentano le insolvenze dei clienti e l’accesso al credito. Oltre il 61 per cento delle imprese con più di 10 addetti si trova infatti ad affrontare una o più situazioni di difficoltà. I problemi maggiormente segnalati sono l’insolvenza dei clienti (43,5%), le difficoltà di accesso al credito bancario (60,5%). Mentre il 39% delle imprese dichiara di avere problemi nella commercializzazione dei prodotti.
Questo il quadro poco edificante relativo al 2009. La CNA di Pesaro e Urbino, associazione che raggruppa oltre 6mila imprese nella provincia e prima organizzazione per numero di aziende aderenti, in questi mesi ha più volte sottolineato la gravità di questa situazione sottolineando come questa crisi, i cui effetti sono evidenti, non sia affatto conclusa. Certo non mancano dei segnali di ripresa, sparsi un po’ a macchia di leopardo, ma si tratta di piccoli e brevi sussulti in un quadro generale ancora fortemente negativo. Sbaglia chi guarda troppo pessimisticamente al futuro ma anche chi, irresponsabilmente, afferma che il peggio è alle spalle. In questa situazione occorre lavorare ed aumentare l’impegno in favore di una ripresa che sia caratterizzata da prospettive di lunga durata e da una maggiore programmazione. La CNA di Pesaro e Urbino ha da tempo suggerito alcune soluzioni anche a livello territoriale come ad esempio la creazione di liste comunali di imprese che possano lavorare ad appalti pubblici con importi inferiori ai 500mila euro, la costituzione di una rete di imprese specializzate in green economy ed energie alternative, la creazione di network tra imprese che lavorino nel campo dell’internazionalizzazione.
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Parco eolico, la Cna favorevole alla realizzazione ma occorre cercare un punto di equilibrio tra le ragioni dei favorevoli e quelle dei contrariPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 26 dicembre 2009 in energia (Sfogliato 1224 volte)La CNA è favorevole alla realizzazione di un parco eolico tra i comuni di Urbania e Piobbico purché questo sia ambientalmente sostenibile e possa essere realizzato in base ad un progetto che possa essere il punto di equilibrio tra le ragioni dei favorevoli e quelle dei contrari.
Il tema del referendum, e più in generale il dibattito in corso in tema di energie alternative, sta alzando il livello di attenzione non solo sul tema ambientale ma anche relativamente ai molti interessi economici che ruotano attorno agli incentivi statali legati alla produzione del kwh.
Per questo secondo la CNA vi sono questioni nelle ragioni del SI alla realizzazione dell’impianto e altrettante in quelle del NO a cui bisogna prestare attenzione.
Ad esempio il SI’ all’eolico non è incondizionato. Se di fronte ai problemi del surriscaldamento globale il reperimento di risorse energetiche rinnovabili e risparmio energetico si pongono come alternativa di uno sviluppo sostenibile, appare necessario avere garanzie in merito alla verifica dei vincoli ambientali e di tutela esistenti. Secondo la CNA deve essere verificata in loco la collocazione di ciascuna delle pale e occorre che ne venga ridotto complessivamente il numero. Non solo. La dimensione delle pale non deve superare la misura minima indicata dalla ditta (66 metri più elica) ed occorre che le comunità sulle quali il parco eolico insiste, devono essere adeguatamente ed economicamente compensate. CNA ritiene inoltre doveroso che si favorisca il più possibile l’impiego delle imprese del territorio per i lavori riguardanti la realizzazione delle infrastrutture necessarie alla realizzazione dell’impianto e per la successiva manutenzione dello stesso”.
Nelle ragioni del NO, valutando che comunque la compatibilità ambientale dovrà essere accertata, c’è comunque secondo la CNA, il tentativo di individuare altre possibilità legate alle energie alternative: dal fotovoltaico all’idroelettrico che in maniera più diretta coinvolgono le nostre imprese.
Secondo la CNA dunque il tema delle ricadute economiche sia dirette (quantificabili nell’ordine di oltre 5 milioni di euro per ciascun comune), sia indirette (legate alle compensazioni per i due comuni che possono a loro volta generare un indotto economico), è di evidente importanza. La CNA ritiene infatti che la destinazione di tali compensazioni riguardo ad interventi in tematiche ambientali legate al risparmio energetico (illuminazione pubblica, edifici scolastici, comunali, etc.) rappresenterebbe possibilità di lavoro concreto per le imprese del territorio.
La CNA auspica tuttavia che le valutazioni di alcune obiezioni sollevate da chi sostiene le ragioni del “NO” e le valutazioni da parte di chi sostiene le ragioni del “SI” possano convergere e favorire la definizione di un progetto concretamente e ambientalmente sostenibile.
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Ad Emanuela Bartolucci, di Acqualagna, il premio Valore Donna InternationalPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 19 dicembre 2009 in personaggi (Sfogliato 391 volte)Assegnato alla titolare di Acqualagna tartufi il riconoscimento della Camera di Commercio per le imprese che promuovono i prodotti italiani nel mondo

Emanuela Bartolucci imprenditrice del settore agroalimentare ha ricevuto venerdì 18 dicembre, nel Salone del Collegio mercantile della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino, il premio Valore Donna International.
La Bartolucci, associata con la sua impresa alla CNA, dirige da anni Acqualagna Tartufi, azienda leader nel mondo della lavorazione del tartufo fornitrice dei più esclusivi ristoranti e negozi di tutto il mondo. Il brand dell’azienda, nata da un’esperienza trentennale nel settore della raccolta e commercializzazione della preziosa trifola, è cresciuto grazie alla professionalità di Emanuela Bartolucci. Acqualagna tartufi è infatti oggi un marchio prestigioso indice di qualità dei prodotti e di grande professionalità.
Il premio Valore donna International, giunto alla sua terza edizione, è stato istituito dal Comitato Impresa Donna della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino e promuove una duplice iniziativa in favore delle imprese della provincia.
Oltre all’attribuzione del premio, che consiste nella consegna di un riconoscimento simbolico a 6 imprenditrici che hanno saputo validamente promuovere le loro imprese all’estero, si è svolto anche un seminario dal titolo Guerrilla Marketing: marketing relazionale e operativo in tempi di crisi, sulle tematiche del marketing e comunicazione attraverso il quale si potranno apprendere i principi per organizzare campagne marketing efficaci a costi contenuti, valorizzando le diversità.
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Restauratori delle Marche a rischio di estinzione: un convegno regionale ad UrbinoPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 12 dicembre 2009 in eventi - iniziative (Sfogliato 837 volte)Si discute del nuovo decreto ministeriale che regolamenta la professione.
Centinaia di artigiani della regione potrebbero presto chiudere bottega
URBINO - Sono più di 1.000 nelle Marche. Hanno lavorato per anni nelle botteghe di famiglia, nelle piccole imprese, in proprio. Hanno restaurato chiese, dipinti, affreschi, libri, strumenti musicali, arazzi, gioielli. Hanno frequentato scuole di specializzazione riconosciute dalla Regione, corsi universitari e sono in possesso di diplomi che oggi valgono carta straccia.
Sono i restauratori, detentori di un sapere antico, spesso tramandato da generazione in generazione, il più delle volte acquisito sul campo, frutto di anni di esperienza, di pazienza, di precisione.
Oggi oltre il 90% di loro rischia di sparire, di chiudere bottega, di non vedere riconosciuti anni di lavoro in un settore delicatissimo. E quanto potrebbe accadere con l'approvazione del decreto ministeriale, promosso dai Beni culturali, che regolamenta le modalità per essere qualificati "restauratori culturali". L’iter di riconoscimento della qualifica di restauratore è diventato infatti un percorso ad ostacoli che rischia di mettere fuori mercato molte imprese del restauro delle Marche. La denuncia arriva da CNA Artigianato Artistico e Tradizionale preoccupata per le sorti delle imprese artigiane interessate dalle nuove norme che regolamentano l’accesso alla professione e che determinano il riconoscimento delle qualifiche degli operatori del restauro già in attività. Scadrà il prossimo 31 dicembre la domanda di riconoscimento della professione di restauratore.
La CNA punta il dito contro la nuova legge che, varata con otto anni di ritardo, ritiene utili per il riconoscimento della qualifica solo i requisiti maturati prima del 2001. “In sostanza - spiega la Cna - chi ha operato in questi otto anni è come se non esistesse dato che la sua esperienza non vale per la nuova legge. I requisiti ritenuti necessari dalla nuova legge, sono sostanzialmente impossibili da recuperare per gli artigiani e per i lavoratori del settore”.
L'associazione è fortemente preoccupata per il futuro di molte imprese che operano nel restauro o che fanno del restauro un importante elemento della propria attività perché le nuove norme pretendono di disciplinare in modo generalizzato e retroattivo una situazione precedente al 2001. Un intervento che CNA giudica tardivo e che serve a produrre solo un’ingiusta espulsione dal mercato di tantissimi operatori (molto dei quali giovani), che hanno maturato in questi anni un bagaglio di competenze professionali altamente qualificate.
“Oltre a ciò – affermano i responsabili dell’Unione CNA Artistico - per la presentazione della documentazione richiesta, molti giovani imprenditori del restauro sono già in difficoltà in quanto, negli anni precedenti il 2001, si trovavano ad operare con un rapporto di lavoro dipendente. La normativa riconosce questa possibilità ma rende la vita impossibile a chi, forte di un percorso formativo coerente e sano, vuole continuare ad impegnarsi nel campo del restauro”.
Per non parlare poi della questione relativa alla prova di idoneità prevista dal regolamento che apre scenari a dir poco inquietanti per le modalità di svolgimento.
Sul tema della nuova regolamentazione per l'acquisizione della qualifica di restauratore, la CNA ha organizzato un convegno regionale dal titolo Restauratori a rischio di estinzione, che si terrà ad LUNEDI' 14 dicembre nell'Aula Magna della Facoltà di sociologia dell'Università degli studi di URBINO in via Saffi 15 con inizio alle ore 15.
All'iniziativa, che sarà aperta da Luciana Nataloni, responsabile dell'Artigianato Artistico della CNA di Pesaro e Urbino, parteciperanno il Rettore dell'Università di Urbino, Stefano Pivato, l'onorevole Massimo Vannucci, parlamentare, firmatario della mozione Realacci sulla modifica del regolamento della qualifica di restauratore e la restauratrice Federica Papi. Seguirà il dibattito e le conclusioni di Emilio Berionni, responsabile Artigianato Artistico della CNA delle Marche.
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Acqualagna: Marche Eccellenti, premio alle migliori imprese della regionePost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 09 dicembre 2009 in analisi socio-economiche (Sfogliato 588 volte)Partecipano il presidente della Provincia Matteo Ricci, l’assessore regionale all’Industria e Artigianato Fabio Badiali, il presidente nazionale della Cna Ivan Malavasi, l’economista Enzo Rullani il presidente di Banca Marche, Ambrosini e il direttore di Banca Popolare di Ancona, Luciano Goffi

Il meglio della piccola e media imprenditoria artigiana delle Marche sarà premiato venerdì 11 dicembre alle ore 18 al ristorante “La Ginestra” di Acqualagna (Pesaro Urbino). L’iniziativa, organizzata dalla CNA, prevede la consegna di un riconoscimento a dieci aziende innovative che si sono particolarmente distinte tra le trenta imprese inserite nel Repertorio delle imprese eccellenti. Quelle in particolare che, nell’anno che si sta per concludere, hanno ottenuto le migliori performance aziendali grazie all’adozione di pratiche manageriali innovative. Sono queste le “Marche eccellenti”, che garantiscono sviluppo e competitività all’intero sistema produttivo di piccole e medie imprese.
Il programma della serata prevede alle ore 18 i saluti del presidente Provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci, del presidente della CNA Marche Renato Picciaiola e del direttore di CNA Innovazione dell’Emilia Romagna Fabio Giovannini. Seguirà un dibattito al quale parteciperanno l’Assessore regionale all’Industria e Artigianato Fabio Badiali, il presidente nazionale CNA Ivan Malavasi, il presidente di Banca Marche, Michele Ambrosini, il direttore generale della Banca Popolare di Ancona Luciano Goffi ed Enzo Rullani economista e docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Rai Luca Pagliari. Verranno poi presentate le 30 imprese con prassi eccellenti a cui seguirà il “Best Practice Award”, con la premiazione delle dieci migliori imprese 2009 che si sono particolarmente distinte per l’introduzione di prassi innovative per le risorse umane, la produzione, servizio e logistica, la relazione con clienti e fornitori, la ricerca e sviluppo, la strategia. Una sorta di “Grammy Awards” al lavoro con due menzioni speciali che saranno conferite dalla Cna per i “Giovani Imprenditori” e l’ ”Impresa Donna”.
Quest’anno i bandi regionali per il sostegno alla ricerca e innovazione, hanno visto la presentazione di 1.665 progetti di cui 799, pari al 47 per cento, da parte di imprese artigiane. Tra questi, 405 hanno riguardato gli investimenti tecnologici, 142 la ricerca e sviluppo e 128 l’innovazione tecnologica ambientale e la sicurezza.
Alle aziende del “repertorio regionale delle imprese eccellenti” ed a tutte quelle che vogliono puntare sulle migliori prassi innovative come modalità di lavoro e di sviluppo produttivo, la Cna ha deciso di affiancare una propria struttura. Ecco perché ha costituito il Centro “Cna Innovazione”, deputato proprio a valorizzare le imprese eccellenti ed i casi di successo, ricercare le migliori pratiche di innovazione e favorirne la replicabilità nel sistema produttivo regionale.
Rientra in questa strategia la realizzazione del “Repertorio regionale delle imprese con Prassi eccellenti”, che ha visto il coinvolgimento di 200 imprese su tutto il territorio regionale, con lo scopo di promuovere l’innovazione gestionale delle piccole e medie imprese.
Tra le aziende selezionate vi è una presenza particolarmente importante di imprese della meccanica, impiantistica, autotrasporto, edilizia, mobile.
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Tavolo tecnico promosso dalla CNA e dai Sindaci della Comunità Montana di CagliPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 06 dicembre 2009 in bandi pubblici (Sfogliato 247 volte)Un tavolo tecnico con i sindaci del territorio ed i responsabili degli uffici tecnici in sede di Comunità Montana del Catria e Nerone per l’esame di una bozza di delibera di consiglio di recepimento della legge regionale sul Piano Casa omogenea nei 5 comuni appartenenti alla Comunità Montana.
La proposta, scaturita dall’incontro tra i sindaci della Comunità Montana del Catria e del Nerone ed una delegazione della CNA composta da Massimo Galli, responsabile CNA ambito Urbino, Anita Sorcinelli, presidente CNA sezione Cagli, Fausto Baldarelli, responsabile provinciale dell’Unione Costruzione Impiantisti, e Fabio Vernarecci, del direttivo provinciale Unione CNA Costruzioni, ha poi trovato immediata applicazione nella definizione delle delibere già approvate dai comuni stessi entro il termine del 30 novembre.
La legge regionale sul Piano Casa recepisce, in tema di appalti pubblici all’art.8, una delle principali istanze che la CNA ha proposto negli incontri effettuati in tutta la provincia con le amministrazioni comunali. 
Ovvero che per i bandi di appalti di lavori pubblici al di sotto della soglia comunitaria dei 500mila euro sia prevista la pubblicazione del bando all’albo pretorio del comune cercando di coinvolgere direttamente le imprese del territorio.
La richiesta di CNA ora è quella di allargare il tavolo tecnico al fine di avviare un confronto che possa portare alla definizione di una bozza d’intesa per l’istituzione di un Albo di imprese del territorio che, avendone i requisiti, possano essere invitate alle gare di appalto dei lavori pubblici.
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Eolico ad Urbania: le ragioni del si e quelle del no trovino un punto di convergenzaPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 28 novembre 2009 in energia (Sfogliato 1819 volte)Incontro con gli imprenditori della CNA sull’ipotesi di installazione delle pale in località Monte dei Torrini e Monte Picchio
URBANIA- “Favorevoli, contrari? Decidano i cittadini e comunque le ragioni del sì e quelle del no trovino un punto di convergenza”. La Cna, sulla questione legata all’installazione di un impianto eolico nel territorio dei comuni di Urbania-Piobbico, ritiene che la scelta di una consultazione referendaria sia utile alla definizione di una questione che sta dividendo l’opinione pubblica e le istituzioni. E’ quanto è emerso nel corso della riunione organizzata dalla CNA con gli imprenditori sulla questione delle energie alternative. Iniziativa alla quale l’associazione ha invitato il professor Giuseppe Dini, coordinatore regionale delle guardie giurate del Wwf, e l’ingegner Sisto Merolla, consigliere di amministrazione della Mtre srl, per un confronto sul tema dell’energia eolica durante la presidenza di ambito degli associati Cna. Come emerso nell’incontro, il tema delle energie alternative produce oggi una attenzione importante nelle persone sensibili al tema ambientale, ma muove anche molti interessi economici incentivati dai contributi statali legati alla produzione del kwh.
Secondo la CNA, il caso di Urbania–Piobbico è emblematico. La proposta di installazione di 24 macchine su pali di altezza 64 m per una altezza complessiva di 99m per un diametro di base di circa 40 m, sui crinali in località Monte dei Torrini, l’altro sul Monte Picchio, ha indotto l’amministrazione comunale ad indire un referendum per consultare la popolazione, scelta che CNA valuta positivamente.
Il problema della generazione di energia da fonti alternative alle convenzionali passa necessariamente su interventi di questo tipo, che a parte l’impatto ambientale di tipo visivo, ha ricadute ambientali minimali, mentre quelle sanitarie sulla popolazione certamente nulle anche successivamente, dopo la dismissione dell’impianto. Da sottolineare comunque che le opere di dismissione dell’impianto, ovvero lo smontaggio e lo smaltimento delle parti, (a carico di chi costruisce) dovrà essere tenuto in considerazione nella fase autorizzativa, ma oltre a ciò il territorio potrà trarne diretto beneficio, se nella trattativa si introduce una voce di equo indennizzo non di tipo ambientale, come parla la legge, ma puramente economico, tale comunque da compensare gli effetti negativi dell’intervento con denari freschi ed utili per opere collettive, che ci auguriamo le amministrazioni sapranno indirizzare verso interventi legati all’ambiente e al risparmio energetico, sui quali possano concretamente operare anche le imprese locali, e alla formazione verso queste problematiche.
“L’iniziativa – osserva Massimo Galli responsabile CNA ambito Urbino – è stata organizzata per raccogliere elementi per una valutazione sul progetto. Come associazione stiamo al merito delle cose, ad una attenta valutazione degli elementi positivi e negativi, da qualunque parte espressi, ad un'opera di informazione che favorisca la partecipazione consapevole dei cittadini e, per quanto ci riguarda, delle imprese. Ci auguriamo che la valutazione di alcune obiezioni sollevate da chi sostiene le ragioni del “NO” e le richieste di ridimensionamento dell’impianto da parte di chi sostiene le ragioni del “SI” possano convergere e favoriscano la definizione di un progetto concretamente e ambientalmente sostenibile. Per approfondire l’argomento è già stato fissato dalla CNA un incontro con il sindaco di Urbania, Giuseppe Lucarini”.
Nella foto: una parte del parco eolico in Comune di Montemignaio in provincia di Arezzo
giovedì 26 novembre 2009
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AIUTATECI A NON LICENZIARE: ad Urbino appello delle imprese edili dell'entroterraPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 25 novembre 2009 in Attualità (Sfogliato 427 volte)Tecnici, imprenditori e amministratori d’accordo: “Il Piano casa un’opportunità per tutti ma con regole di progettazione e attuazione che rispettino il territorio” . 
“Dateci la possibilità di non licenziare”. Questo il grido di allarme lanciato dagli artigiani dell’edilizia nel corso dell’assemblea pubblica organizzata dalla CNA Ambito di Urbino e Montefeltro, dal tema “Il Piano Casa della Regione Marche, un’opportunità per le imprese e per i cittadini”.
Gli imprenditori del comparto, uno dei più importanti nell’economia del territorio, vogliono infatti continuare a lavorare garantendo così, assieme all’occupazione, la sopravvivenza delle proprie imprese in uno dei momenti più bui degli ultimi trent’anni.
Lo dimostrano anche i dati. Sono infatti 80 le imprese della provincia di Pesaro e Urbino associate CNA che nel solo trimestre giugno-settembre 2009 hanno cessato l’attività; questo è quanto emerge dai dati CEDAM (Cassa Edile degli artigiani delle Marche), esposti da Fausto Baldarelli, ed i prossimi mesi - secondo quanto afferma il responsabile provinciale dell’Unione CNA Costruzione e Impiantisti - saranno i più critici per le imprese del settore.
In questo senso la legge regionale sul Piano Casa rappresenta per le imprese un’opportunità di sopravvivenza e di sviluppo che permetterà di salvare l’occupazione. Quello che le imprese chiedono alle amministrazioni comunali in sede di approvazione della delibera di consiglio per il recepimento della legge regionale è di andare il più possibile incontro alle richieste di interventi di recupero da parte dei cittadini nel rispetto delle normative vigenti.
Al dibattito organizzato dalla CNA, sono intervenuti l’assessore all’urbanistica del Comune di Urbino Massimo Spalacci ed il dirigente dell’ufficio tecnico ingegner Carlo Giovannini, l’assessore provinciale ai lavori pubblici Massimo Galuzzi, il consigliere regionale relatore della legge 22 Mirco Ricci ed i consiglieri di minoranza al comune di Urbino Alfredo Bonelli e Maurizio Gambini nonché numerosi liberi professionisti associati al Coordinamento dei tecnici urbinati. Come emerso dal dibattito ed in particolare nell’intervento del geometra Sandro Conti, vi sono non poche difficoltà di applicazione della legge nelle aree di tutela integrale che non interessano solo il centro storico e le aree circostanti ma anche vaste aree del territorio. Il coordinatore dei tecnici, Giuseppe Vagnerini ha sottolineato come le troppe norme restrittive hanno comportato fino ad ora comportamenti anomali da parte dei cittadini, spesso costretti a ricorrere ad abusi (capanni, verande, garage). Ora i tecnici chiedono che le norme applicative che la Regione ha promesso di prossima emanazione, siano chiare ed evidenzino in maniera inequivocabile ciò che sarà consentito progettare ed attuare. “Soltanto così - ha detto Vagnerini - sarà possibile evitare nuovi abusi edilizi incompatibili con il rispetto dell’ambiente in un territorio da salvaguardare e tutelare”.
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Urbino: incontro pubblico sul Piano Casa della Regione MarchePost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 21 novembre 2009 in appuntamenti (Sfogliato 426 volte)
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MUSICA, CARTELLE PAZZE A BAR E RISTORANTIPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 15 novembre 2009 in burocrazia (Sfogliato 281 volte)Ingiunzioni di pagamento, solleciti con relative minacce di azioni legali e di sanzioni pecuniarie. Ci risiamo. A molte imprese commerciali, ed in particolare a bar e ristoranti della provincia, stanno arrivando cartelle di pagamento (di diverse centinaia di euro), relative alla diffusione di musica nei propri esercizi.
Un'altra ondata di avvisi è stata infatti recapitata nei giorni scorsi a molte di queste attività che si rivolgono al pubblico da parte della Recus Italia srl per conto del Consorzio Fonografici Scf. Gli importi (che variano in base alla metratura del locale), oscillano da 200 a più di un migliaio di euro.
Come Cna rinnoviamo l’invito a non pagare tale cartelle e ad attendere indicazioni ufficiali in merito.
A tal riguardo CNA Com informa che del problema è stata incaricata direttamente la Cna nazionale.
“In merito al preteso diritto di riscossione - dice la responsabile provinciale di Cna.Com, Luciana Nataloni - è stata presentata una interpellanza al Ministero per i Beni e le Attività Culturali congiuntamente al Comitato Consultivo Permanente per il diritto d’Autore, al fine di avere delucidazioni e chiarezza in ordine alla problematica che appare attualmente assai confusa e vessatoria”.
La CNA ribadisce comunque che al momento l’unico Ente designato alla trattazione ed alla riscossione del diritto d’autore come diritto principale è la SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) che amministra questo diritto per legge in regime di monopolio. Per ulteriori informazioni: 348-7009510 oppure 0721-426127.
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