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Cantine aperte 2013 in pullman con l'ARCIPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 10 maggio 2013 in eventi - iniziative (Sfogliato 53 volte) 
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17 marzo 2013 - Una buona giornata per la democrazia italianaPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 17 marzo 2013 in auguri (Sfogliato 279 volte)
Con le elezioni dell'ex procuratore antimafia Pietro Grasso alla presidenza del Senato e dell'ex portavoce dell'UNHCR Laura Boldrini alla presidenza della Camera si conclude una buona giornata per la democrazia italiana. Due figure di rilievo, la cui storia e' legata a battaglie civili di fondamentale importanza, guidano oggi il Parlamento. Ci auguriamo che questo non sia solo un felice intermezzo, ma l'inizio della rinascita civile e istituzionale e del rinnovamento della politica.
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Appello ai neo parlamentari: ius soli, è il momento di discuterne!Post di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 17 marzo 2013 in Attualità (Sfogliato 89 volte) Più di 10.000 firme in quattro giorni: questo lo straordinario risultato dell’appello lanciato da un gruppo di giovani della campagna L’Italia sono anch’io ai neo parlamentari perché si impegnino ad approvare una legge sulla cittadinanza per le persone nate in Italia da genitori di origine straniera.
«Cari Onorevoli,
a scrivervi siamo i tanti ragazzi di tutto il Paese che lo scorso anno hanno organizzato, insieme a tante associazioni e migliaia di cittadini, la Campagna L’Italia Sono Anch’io.
Abbiamo fatto banchetti, volantinaggio, assemblee nelle scuole e nelle piazze, e tutto questo per portare avanti una battaglia importante per il nostro Paese, La battaglia per la Cittadinanza.
Più di un milione di bambini e ragazzi, figli di immigrati, nati e cresciuti in Italia, si ritrovano infatti cittadini a metà.
Pur crescendo, studiando, giocando e vivendo nelle nostre città esattamente come i loro coetanei, non hanno la cittadinanza a causa di una legge obsoleta che ne impedisce il diritto alla nascita.
Non si tratta solo di una battaglia per un diritto astratto, ma della rivendicazione di diritti che permettano la loro piena integrazione.
Tante sono infatti le discriminazioni che vivono i ragazzi di seconda generazione: dal non poter andare in gita scolastica al non poter praticare sport a livello agonistico; dal non riconoscimento del titolo di studio ai fini lavorativi al mancato inserimento nel mondo del lavoro a causa del loro status di ‘immigrati’ pur non essendolo. Per questo, ispirandoci anche all’articolo 3 della nostra Costituzione che stabilisce il principio dell’uguaglianza tra le persone, impegnando la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento, abbiamo sostenuto la proposta di legge di iniziativa popolare che promuove lo ius soli e quindi il diritto alla cittadinanza per i ragazzi che nascono e crescono in Italia.
Non tutte le forze politiche hanno sostenuto la nostra battaglia. Le soddisfazioni più grandi le abbiamo avute per le strade, parlando con le tantissime persone che spesso non sapevano di una legge così assurda e che davano per scontato che ‘chi nasce e cresce in Italia è italiano’.
Il risultato ottenuto è stato straordinario: a fronte delle 50.000 firme necessarie per presentare la proposta di legge, ne abbiamo raccolto più di 110.000! Abbiamo depositato la proposta di legge ed eravamo entusiasti per aver contribuito, con le nostra forze, ad un cambiamento così importante per il nostro Paese.
Purtroppo però la proposta di legge non è mai stata discussa nella passata legislatura. Ecco le ragioni di questa lettera aperta e del nostro appello.
Migliaia di persone hanno creduto e credono in questa battaglia ed è giusto che le loro aspettative abbiamo un riscontro positivo.
Per questo vi chiediamo di farvene portavoce in Parlamento e nelle altre sedi istituzionali affinché si discuta la proposta di legge e si cambi la legislazione in vigore sulla cittadinanza.
Vi chiediamo di schierarvi dalla parte dei cittadini che credono che un cambiamento ‘dal basso’ sia possibile. La battaglia non sarà facile, non tutti i partiti l’appoggeranno, però crediamo fortemente che cambiare sia possibile. Fermamente convinti delle nostre idee e fiduciosi di un positivo riscontro,
vi inviamo i nostri più cordiali saluti».
ArciReport, 12 marzo 2013
www.litaliasonoanchio.it/
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Primo punto: affrontare l'emergenza socialePost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 17 marzo 2013 in Politica (Sfogliato 84 volte) Se sfiducia nei partiti e domanda di nuova politica, contestazione anti sistema e spinta al cambiamento convivono nell'esito del voto, sta agli eletti trarne le conseguenze con azioni coerenti e incisive. Andando ad aggredire anzitutto le vere priorità del paese, che sono la sofferenza sociale, l'impoverimento di tanta parte della popolazione, la disoccupazione e l'assenza di prospettive di futuro delle nuove generazioni, gli squilibri e le diseguaglianze insopportabili che allargano la forbice del divario sociale. Problemi che si risolvono solo dando vita a un governo capace di fare scelte concrete per rilanciare gli investimenti e dotarsi di una vera politica industriale, riorganizzare la pubblica amministrazione per una maggiore efficienza dei servizi pubblici locali, redistribuire risorse dai redditi alti a quelli bassi, correggere le politiche europee di austerità e recessione. Pochi provvedimenti immediati possono dare il segnale di un'inversione di tendenza e restituire fiducia ai cittadini. La competitività economica e la capacità di sviluppo di un paese sono direttamente legate ad una equa distribuzione delle ricchezze. Oggi invece l'Italia detiene il poco invidiabile record europeo delle disuguaglianze, ha l'età pensionabile più alta, i tassi di occupazione più bassi, gli orari di lavoro più lunghi. Ricomporre la frattura sociale è la prima cosa da fare per superare la crisi ed evitare conseguenze devastanti per la coesione del paese. Poi si dovrà anche porre mano alla riforma della politica, al funzionamento e al costo dei partiti, alla legge elettorale. Ma i temi del rinnovamento istituzionale non sono gli unici né i primi da affrontare. Proporre già oggi, alla vigilia dell'apertura delle Camere, nuove elezioni per una resa dei conti fra partiti e componenti interne, è una vera e propria fuga dalle vere emergenze del paese. Non si può pretendere di rigiocare la partita minacciando di portarsi via il pallone solo perché il risultato non è quello auspicato. Lasciare il paese allo sbando in una fase così delicata sarebbe una follia. Quello che gli elettori si aspettano è la nascita di un governo in grado di avviare misure concrete per ridare fiato all'economia reale, creare lavoro, garantire più giustizia sociale. Solo queste scelte possono dare un senso a misure altrettanto necessarie sulla trasparenza, la moralità e la sobrietà della politica. Una responsabilità a cui nessuno può sottrarsi, neppure il Movimento 5 stelle.
Paolo Beni
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Con il Treno della Memoria in viaggio negli orrori del NovecentoPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 10 marzo 2013 in eventi - iniziative (Sfogliato 129 volte)Un progetto da segnalare e forse da replicare anche nella nostra provincia e nella nostra regione.
l Progetto Treno della Memoria nasce dalla profonda convinzione che la costruzione di una cittadinanza attiva e consapevole non possa prescindere dalla conoscenza della Storia e della memoria dei momenti che hanno cambiato il volto dell’Europa in cui viviamo e dall’ascolto delle testimonianze dei protagonisti di questi cam-
biamenti.
Non c’è dubbio che i fatti avvenuti ad Auschwitz, massima e più terribile espressione dell’odio e della discriminazione, rappresentino in questo senso uno snodo storico fondamentale. Lo sterminio di milioni di ebrei, zingari, omosessuali, testimoni di Geova e oppositori politici - e di tutti quegli altri soggetti etichettabili dall’ideologia nazista come ‘diversi’ - rappresenta ad oggi il punto più basso toccato dalla civiltà occidentale.
Un massacro paragonabile a pochi altri eventi della storia dell’umanità, reso ancor più terribile dalla sua razionale organizzazione e dalla sua vicinanza.
Sono partiti giovedì 7 marzo per affrontare un viaggio nella Storia e nella Memoria, scoperta e raccontata attraverso i luoghi e le persone che hanno vissuto il periodo della seconda guerra mondiale.
Visiteranno il ghetto ebraico della città di Cracovia e il campo di concentramento di Auschwitz, massima e più terribile espressione dell'odio e della discriminazione razziale.
Sono 110 i giovani e gli studenti selezionati da numerose scuole superiori della Sardegna che hanno partecipato al percorso educativo di cui il viaggio a Cracovia è certamente la tappa più significativa.
Il progetto Treno della Memoria è realizzato in partenariato dall'associazione culturale Terra del Fuoco e dall'Arci regionale, come percorso educativo alla conoscenza della Storia, della Memoria e delle Testimonianze sull'Olocausto, grazie al contributo di circa 25 tra Comuni e Province, il partenariato di diversi
istituti scolastici e la collaborazione preziosa di insegnanti e presidi.
Nonostante la grave crisi che attraversa la Sardegna l’attenzione verso il progetto degli enti locali è altissima e
testimoniata anche dal fatto che insieme ai giovani parteciperanno anche 5 sindaci, 6 assessori e 4 consiglieri delle Autonomie locali sarde. Il Treno della Memoria è uno spazio in cui i giovani partecipanti hanno l’opportunità di incontrarsi e approfondire le tematiche storiche e sociali relative a quegli anni, per farsi testimoni di quegli eventi, in un momento in cui le testimonianze dirette di quanto è successo cominciano a scomparire.
Il primo Treno della Memoria è partito nel gennaio del 2005 con a bordo 700 ragazzi, guidati da giovanissimi educatori. Da allora hanno viaggiato con il Treno
oltre 10mila giovani provenienti da tutta Italia e il progetto si è arricchito fino a diventare un percorso educativo che accompagna i ragazzi per tutto l’anno scolastico.
A Cracovia il programma prevede 5 giorni intensi con la visita guidata al ghetto ebraico, alla fabbrica di
Schindler e quella agli ex campi di concentramento e di sterminio di Auschwitz e Birkenau.
Le giornate nella città polacca sono arricchite da attività diurne motivazionali e serali di intrattenimento artistico-culturale, come il teatro e la proiezione di film.
Info: sardegna@arci.it
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Lo show è finito, è l'ora della responsabilitàPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 06 marzo 2013 in Politica (Sfogliato 392 volte)Se non è chiara la possibile maggioranza di governo, sono invece netti i segnali emersi dal voto: il profondo malessere del paese e la disaffezione verso la sua classe dirigente, la bocciatura senza appello delle politiche di austerità del governo Monti, una travolgente domanda di cambiamento. Tutto ciò nel quadro sempre più fosco disegnato dai dati Istat: la caduta del pil, la crescita del debito, della disoccupazione e del disagio sociale. In questo contesto non è più tempo di tatticismi per speculare sull'ingovernabilità in cerca di vantaggi di bottega o per cercare immediate rivincite elettorali.
Lo show è finito. È l'ora della responsabilità, di anteporre l'interesse generale al tornaconto elettorale. Certo, l'equilibrio tripolare uscito dal voto non rende facile la formazione di un governo, ma così hanno scelto gli elettori e la loro volontà va rispettata.
Le forze rappresentate nel nuovo parlamento hanno il dovere di indicare soluzioni concrete sulle priorità del paese. Tornare al voto senza neppure averci provato sarebbe un delitto imperdonabile, la definitiva perdita di credibilità della politica. A chi l'onore e l'onere di provarci? Al centrosinistra, che dispone della maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato. Non potrà farlo da solo, serviranno altre forze responsabili. Non certo la destra di Berlusconi, che di questa situazione porta le colpe più gravi ed ha perso ogni credibilità come forza di governo. Un'alleanza fra Pd e Pdl sarebbe una follia. Nè servirebbe ripetere l'esperienza fallimentare del governo tecnico che gli elettori hanno sonoramente bocciato. Nessuno degli schemi consolidati è praticabile.
È invece ragionevole che un governo di centrosinistra, di chiara impronta riformista, possa contare sulla collaborazione del Movimento 5 stelle, forte della sua affermazione e con un programma in gran parte compatibile con quello dei progressisti. Riforma dei partiti e costi della politica, reddito di cittadinanza, economia verde, lotta alla corruzione, conflitto di interessi, superamento delle strategie europee di austerity: è possibile un cambio di passo su temi decisivi. Con un atto di responsabilità al servizio del paese, senza inciuci, alla luce del sole.
Questa strana contingenza può diventare l'occasione per dimostrare che la politica è capace di cambiare. Non coglierla significa assumersi la responsabilità di consegnare il paese al caos sacrificando l'interesse di tutti al proprio tornaconto elettorale.
* Editoriale di Paolo Beni (Presidente Nazionale dell'Arci)
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Ha vinto l'instabilitàPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 28 febbraio 2013 in Politica (Sfogliato 515 volte) Il quadro politico che le elezioni delineano, ci consegna un panorama di profonda ingovernabilità: non c'è una maggioranza solida che esce dalle urne, al momento non è dato sapere se ce ne sarà almeno una in Parlamento e non è da escludere, neppure, un ritorno al voto in tempi brevi.
La coalizione guidata da Bersani ha la maggioranza sia alla Camera che al Senato, ma a Palazzo Madama, dove la ripartizione dei seggi è su base regionale, nessuna delle coalizioni potrà raggiungere e superare, da sola o aggregata, a meno di assemblamenti surreali, i 158 senatori necessari. Il bipolarismo è morto e il Paese è spaccato su tre fronti: le coalizioni del PDL, quella del PD e il Movimento 5 Stelle. Contro tutti i pronostici, il Movimento 5 Stelle è primo partito alla Camera, senza essere, nelle dichiarazioni del suo leader Grillo, un vero e proprio partito. Ma, nel quadro che viene definito dal risultato elettorale, assumerà una grossa responsabilità nei confronti del Paese e presto si comprenderà se gli eletti del Movimento 5 Stelle vorranno contribuire alla formazione di un Governo per ricostruire il Paese, o semplicemente fare ostruzionismo per tornare il prima possibile alle urne e raggiungere quel 51% richiamato da Grillo nelle Piazze.
La vittoria del centro-sinistra non solo non c'è stata ma sia il PD che Sel risultano fortemente indeboliti e perdono consenso in Regioni importanti come Emilia Romagna, Toscana, Marche; molti elettori, tra cui tanti giovani, del partito di Bersani si sono spostati presumibilmente verso il Movimento 5 Stelle, altri si sono astenuti, anche per l'incapacità di definire i reali segni del cambiamento. Il conservatorismo del partito padronale di Berlusconi ha resistito, tiene in tante Regioni d'Italia, il distacco alla Camera è contenuto e per fermare il Cavaliere a nulla sono valsi gli scandali e le inchieste che, già a partire dalla prossima settimana, riprenderanno a riempire le cronache per le sentenze che giungeranno a pronunciamento. Il progetto di Ingroia, in chiara competizione con Sel, che però torna dopo 5 anni in Parlamento, non raggiunge il quorum così come non passa la soglia di sbarramento il partito di Oscar Giannino. La Lega dimezza il consenso e perde voti, probabilmente dell'imprenditoria locale, in regioni importanti quali Veneto e Piemonte a favore dei grillini.
Perde il partito di Mario Monti che fatica a raggiungere un risultato a due cifre e che di fatto non avrà la forza di contribuire alla formazione di un Governo dal momento che, poiché, nessuna coalizione avrà da sola la maggioranza, il Premier uscente non potrà portare in dote voti o seggi decisivi a nessuna forza in campo. Ha vinto ancora una volta il partito dell'astensionismo, per cui non ci è dato sapere cosa pensino oltre 15 milioni di italiani; ancora una volta vince il Porcellum, una legge elettorale che contribuisce a condannare questo paese nel momento più difficile della sua storia a un futuro molto incerto. Ha vinto il populismo di Grillo, a meno di prova contraria in sede parlamentare, e ha vinto il populismo di Berlusconi, contro l'Europa, i Magistrati e via dicendo.
Perde l'Europa e lo scenario in linea di massima è preoccupante. In Italia non solo non si è riusciti a girare pagina, così come era avvenuto nel maggio scorso in Francia con l'elezione di Hollande che ha chiuso con l'era Sarkozy, ma aumenta l'incertezza sul futuro. Le elezioni italiane potrebbero, per esempio, produrre effetti anche nelle prossime competizioni elettorali tedesche in autunno oltre a compromettere la tenuta dell'attuale impostazione europea, che di per sè non sarebbe un tabù, ma se rimaniamo alle dichiarazioni di Beppe Grillo che intende presentare un referendum sul mantenimento dell'Euro da un lato e a quelle di Berlusconi che più volte si è schierato contro la Comunità Europea dall’altro, capiamo che il rischio di una deriva anti europeista è decisamente alta.
Il Paese non potrà permetterselo. Nei prossimi giorni misureremo le risposte dei mercati internazionali anche se non v'è dubbio che verrà meno il tanto sperato segnale di stabilità all'estero, rendendo sempre più difficile mostrare un Paese attrattivo a finanziamenti ed affidabile per investimenti esterni, allontanando sempre di più il momento della ripresa. Ma chi ne farà le spese, in mancanza di un Governo stabile e solido, sarà, purtroppo, il popolo italiano.
Appare infatti complessa la possibilità di dare risposte chiare ai bisogni della popolazione, in questo momento di profonda crisi economica e sociale. Sarebbe stato il momento di pensare a come risolvere i problemi e invece c'è da augurarsi che questi ora non aumentino. Rimane una forte preoccupazione per lo stallo che si genererà e per la reale capacità di fornire efficaci risposte a temi centrali quali la disoccupazione, il sostegno alle imprese, il consolidamento dei diritti sociali e civili, il contrasto alla corruzione, la legge elettorale e via dicendo.
Francamente appaiono difficili da ipotizzare anche i prossimi passaggi istituzionali previsti a breve, a partire dal primo appuntamento degli eletti a metà marzo per l'indicazione e l'elezione dei Presidenti di Camera e Senato, ancor più complesso ipotizzare su quale candidatura si convergerà ad aprile per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. E ora spetta a Bersani, prima di recarsi da Napolitano, misurare la reale possibilità di formare un Governo, confrontandosi con le forze in campo partendo proprio dal Movimento di Beppe Grillo, cercando di trovare accordi su alcuni provvedimenti, sui quali costituire la prima piattaforma di confronto su temi comuni ai grillini: la trasparenza e la lotta alla corruzione, il contrasto alla disoccupazione, il taglio dei costi della politica, la riduzione del numero dei parlamentari, provando con una difficilissima alchimia a far fronte ad un ‘tilt elettorale’ senza precedenti.
* Editoriale di Paolo Marcolini su ArciReport, 27 febbraio 2013
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24-25 febbraio: Un voto che serve al cambiamentoPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 23 febbraio 2013 in Politica (Sfogliato 365 volte) Siamo agli ultimi giorni di una strana e confusa campagna elettorale, caratterizzata da risse e insulti, menzogne e promesse irrealizzabili.
E costellata di scandali giudiziari, sintomo della gravità di una questione morale che va ben oltre l'immaginabile. La corruzione è un problema gigantesco, succhia risorse alla ricchezza pubblica, è una zavorra per la società, l'economia e lo sviluppo del paese. Il ritorno alla legalità è la condizione per ridare ossigeno all'economia onesta, creare lavoro, coesione sociale, offrire prospettive di futuro ai giovani.
D'altra parte c'è chi come Berlusconi in campagna elettorale ripropone l'apologia delle mazzette e la filosofia dei condoni, incita all'evasione e strizza l'occhio a quella parte del paese che ha fatto dell'illegalità diffusa divenuta normalità quotidiana il suo principio morale. É l'idea di una società che premia il più furbo e non il più capace, in cui per competere bisogna barare e calpestare i diritti degli altri.
Di fronte a tutto questo è forte il rischio che in tanti cittadini prevalgano la rabbia e la rassegnazione, la sfiducia nella partecipazione civica e nella politica, la convinzione che è meglio astenersi, oppure seguire chi urla più forte, affidarsi al demagogo che promette di mandare tutti a casa.
Ma la storia ci insegna che il vento del populismo non porta niente di buono e produce solo rischi per la democrazia. Bisogna recuperare il rispetto delle regole e il senso del limite: delle leggi, della politica, e anche dell'azione giudiziaria, perché non basta il diritto penale a riscattare il bisogno di giustizia di una società impoverita e mortificata.
L'Italia ha bisogno anzitutto di liberarsi di chi l'ha portata in questo disastro, restituire dignità alle sue istituzioni democratiche, recuperare la fiducia nella vita pubblica e nella politica, che non è tutta uguale e tutta ugualmente collusa.
Le elezioni del 24 febbraio sono l'occasione per il cambio di marcia. Serve un moto di riscatto civico che imponga moralità, legalità, lavoro e giustizia sociale come priorità del prossimo governo. Il voto di protesta contro tutto e tutti non basta, rischia solo di produrre il caos dell'ingovernabilità o favorire il ritorno al potere di chi ci ha spinti sull'orlo del baratro.
L'unica possibilità per garantire un governo in grado di avviare il necessario cambiamento è che dalle urne esca una solida maggioranza di centrosinistra. Su questo dovremmo riflettere tutti prima del voto.
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27 gennaio: giorno della memoriaPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 27 gennaio 2013 in cultura (Sfogliato 175 volte)

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Ripartono i corsi dell'ARCIPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 14 gennaio 2013 in formazione (Sfogliato 396 volte) 
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Riparte l'attività del periodico InformARCIPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 06 gennaio 2013 in cultura (Sfogliato 419 volte)
Per eventuali contatti potete anche rivolgervi a Michele Ceccarelli (333 3126120) oppure Enrico Galli (339 2351303).
Oppure per inviare richieste di chiarimenti o direttamente dei documenti da pubblicare: arcirisorgimento@cheapnet.it
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12-13 giugno - Io vado a votare: passaparolaPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 02 giugno 2011 in appuntamenti (Sfogliato 1012 volte)
Un logo per dire no all'astensione e convincere gli italiani ad andare a votare per i referendum del 12 e 13 giugno.
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Lettura di poesie sulla Shoa… e altri muri.Post di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 22 gennaio 2011 in poesia (Sfogliato 1147 volte)Martedì 25 gennaio alle ore 21, presso il circolo ARCI di S. Angelo in Vado, l’associazione culturale La resistenza della poesia presenterà una serata dedicata alla poesia e alla letteratura scaturite dentro e dopo Auschwitz, dal titolo “Shalom… voce della memoria”. Immerse in una suggestiva scenografia fotografica realizzata da Giordano Aloigi, le poesie si susseguiranno senza alcuna spiegazione aggiuntiva, per ricostruire l’atmosfera di un’intolleranza che, attraverso il filtro poetico, trascende la storia e si fa voce universale dell’Intolleranza come categoria umana.
Ideata da Paolo Dini, la serata vuole essere un piccolo contributo al ricordo, che come tale è memoria del passato nel presente. Quale poesia può esserci dopo Auschwitz?
Per info: Circolo ARCI di S. Angelo in Vado, tel. 0722 941111
laresistenzadellapoesia@gmail.com

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