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5 Giugno Giornata Mondiale per l'AmbientePost di Peppe Dini del 04 giugno 2013 in ecologia (Sfogliato 107 volte)5 Giugno Giornata Mondiale per l'Ambiente.

“Think.Eat.Save” è il motto della Giornata Mondiale dell’Ambiente
Il World Environment Day (WED), organizzato dall’UNEP, è la giornata che in tutto il mondo celebra le azioni positive rivolte all'ambiente. Viene celebrato ogni anno il 5 giugno. Il motto per quest’anno è “Think.Eat.Save – Reduce Your Foodprint!”.
“Think.Eat.Save” è il motto della giornata mondiale dell’ambiente
Quest’anno le celebrazioni ufficiali si terranno in Mongolia, un paese che sta vivendo una forte crescita economica spesso a spese proprio dell’ambiente. Il motto è chiaro: pensa, mangia, preserva. Insomma il messaggio è: pensate prima di mangiare perché anche da questo dipende la tutela dell’ambiente.
L’obiettivo è quello di suscitare consapevolezza e misure immediate per ridurre lo spreco di cibo e la perdita di tutta la catena di approvvigionamento alimentare
a) La quantità totale di cibo sprecato in tutto il mondo, 300 milioni di tonnellate, è maggiore della produzione alimentare totale dell’Africa sub-sahariana – quantità sufficiente a sfamare i circa 900 milioni di persone che soffrono la fame.
b) In tutto il mondo, una persona su sette va a letto affamata e più di 20.000 persone muoiono di fame ogni giorno.
c) Gli australiani buttano via più di 4 milioni di tonnellate di cibo ogni anno: quasi un migliaio di chilogrammi per nucleo familiare.
d) La produzione di cibo, dal campo alla tavola negli Stati Uniti si mangia il 10% del bilancio totale di energia, utilizza il 50% dei terreni e inghiotte l’80% di tutta l’acqua dolce consumata negli Stati Uniti. L’equivalente di $ 165 miliardi di dollari ogni anno.
e) Il cibo avanzato finisce per marcire in discarica come ogni tipo di rifiuto solidi negli Stati Uniti dove rappresenta quasi il 25% delle emissioni di metano
di Alexis Myriel
Tratto da: www.aamterranuova.it/Ambiente-e-decrescita-felice/Think.Eat.Save-e-il-motto-della-giornata-mondiale-dell-ambiente
www.unep.org/wed/
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Vogliono sopprimere MartinoPost di Peppe Dini del 12 maggio 2013 in ecologia (Sfogliato 214 volte)Vogliono sopprimere Martino

Martino è la mascotte del CEA di S. Martino di Urbania. E' un bell'esemplare di 4 anni, maschio, di daino che è stato regalato da un allevatore, al fine di permettere di vedere un bellissimo esemplare di ungulato locale molto più raro dei caprioli, che spesso incontriamo nelle nostre campagne.
Approfittando della distazione del custode, le due femmine di daino che condividono la stessa stalla, si sono allontanate dal solito ampio recinto, con il maschio a seguito. Ma essendo semidomestici, sono soliti andare a mangiare l'avena del cavallo del podere attiguo e i germogli dolci delle viti. Essendo di stazza più robusta del capriolo, il daino con l'ampio palco a palmo mettere timore alle famiglie che abitano nei d'intorni.
Ma piuttosto che pensare alla sedazione e la riconsegna al CEA, l'ufficio caccia della Provincia , ha pensato alla soppressione, che avverrà entro 3 giorni.
L'invito è di scrivere o telefonare al dirigente per chiedere di recedere dalla loro decisione, al fine di ridare Martino all'ammirazione dei diversi ospiti che gravitano a S.Martino di Urbania.
Qui sotto telefono e indirizzo del dirigente dell'ufficio caccia della Provincia
Dott. Pensalfini Massimo - tel. 0721.3592050
e-mail: ms.pensalfini@provincia.ps.it

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Incontro sulla nuova legge regionale funghi dell'aprile 2013Post di Peppe Dini del 28 aprile 2013 in ecologia (Sfogliato 130 volte)Incontro sulla nuova legge regionale funghi dell'aprile 2013
L'incontro è aperto a tutti con priorità peril personale di vigilanza!

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Campo rosso alle porte di Sant'Angelo in VadoPost di Peppe Dini del 25 aprile 2013 in ecologia (Sfogliato 530 volte)Campo rosso alle porte di Sant'Angelo in Vado
Ieri, di ritorno da Macerata Feltria ho notato, lungo la ss. 73 bis, all'altezza della loc. Paradiso, sulla sinistra, una estensione di campo tutto rosso. Stamani ho scattato alcune foto che vi propongo.
L'intera estensione di campo di fronte alla lottizzazione Ferri, è stato trattato con un erbicida disseccante, che molto probabilmente è a base di glifosate.
Si tratta di un diserbante prodotto dalla Roundup della Monsanto (quella degli ogm), che viene oggi molto usato e propagandato come non tossico.
Ma vediamo alcune controindicazioni
“Il Glifosate e’ la più frequente causa di problemi e avvelenamenti in Italia (Sistema Nazionale di Sorveglianza delle Intossicazioni Acute da Fitosanitari (SIAF) - rapporto 2005). Disturbi di molte funzioni del corpo sono state riportati dopo l’esposizione a normali livelli d’uso. E’ quasi raddoppiato il rischio di aborto spontaneo ritardato e i bambini nati dai lavoratori esposti hanno evidenziato un livello elevato di deficit neurologici.
Il Roundap (il preparato della Monsanto a base di Glifosate ) provoca un’alterazione della mitosi cellulare che può essere collegata al tumore presente nell’uomo.
Il Glifosate provoca ritardi nello sviluppo dello scheletro nel feto dei ratti di laboratorio.
Inibisce la sintesi degli steroidi ed è genotossico nei mammiferi, nei pesci e nelle rane.
E’ letale e altamente tossico per i lombrichi.”
Per chi vuol leggere l'articolo completo, vi metto il link: www.viviconsapevole.it/articoli/treviso-erbicidi-nelle-colline-del-prosecco.php
E' anche quello che l'ANAS usa lungo le strade e lo fa in maniera strana: il trattamento dei margini stradali viene appaltato e l'irrorazione viene effettuata durante le ore notturne; inoltre si fermano ai segnali di ingresso e uscita delle cittadine.
Proviamo a capire perchè!
C'è una legge regionale che seppure vecchia è ancora in vigore, la LR. n. 25 del 15 luglio 1988 “divieto dell'uso dei fitofarmaci nei centri abitati”, che con due articoli prevede una sanzione da 1 milione a 10 milioni di vecchie lire, lasciando al sindaco la valutazione e limitando la prescrizione “dei centri abitati, delimitati dagli strumenti urbanistici”.
Inoltre c'è la possibilità di fare ricorso al codice penale, seppure come “reato satellite” l'art. 674 “getto pericoloso di cose” è abbastanza efficace quando poi si aggiungono foto, filmati, certificati medici. Infine c'è anche il Codice Ambiente, che prevede un raggio di distanza dai pozzi e captazioni utilizzati per acqua potabile, di 200 m.
E' tempo di sollecitare chi ci dovrebbe tutelare e non lasciar perdere questi interventi che, prima di tutto, minano la nostra stessa salute.
Per approfondire:
www.ilcambiamento.it/inquinamenti/medici_associazioni_manuale_difendersi_pesticidi.html
www.federconsveneto.it/files/LIBRETTO%20PESTICIDI%202012.pdf
www.dirittoambiente.net/file/vari_domande_18.pdf
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IMBROCCHIAMOLAPost di Peppe Dini del 23 aprile 2013 in ecologia (Sfogliato 201 volte)IMBROCCHIAMOLA
Quest’anno abbiamo intrapreso un “viaggio nell’acqua”, con la finalità di conoscere non solo le caratteristiche delle acque che beviamo ma molte altre cose che scoprirete se leggerete questo articolo.
Abbiamo iniziato studiando le sue proprietà fisiche e chimiche , dimostrandole con alcuni esperimenti come quelli sulla capillarità, sulla solubilità , sul punto di ebollizione e tanti altri.
Per entrare più nel dettaglio abbiamo imparato che cosa significa per un’acqua essere potabile, sono venuti a scuola degli esperti e con loro abbiamo analizzato le acque del nostro territorio con vari strumenti, nello specifico la capacità dell’acqua di trasportare corrente elettrica, la quantità di ossigeno disciolto, il Ph e la durezza dell'acqua, i risultati delle analisi hanno confermato che l'acqua del rubinetto di Fermignano è una buona acqua da bere.
Ci siamo anche recati a visitare il potabilizzatore di San Silvestro dove con i nostri occhi abbiamo osservato tutte le fasi attraverso le quali l'acqua del fiume Metauro viene trasformata nell' acqua potabile. Questa poi arriva nei rubinetti delle nostre case, quando le sorgenti del monte Nerone non sono sempre sufficienti a rifornirci.
Abbiamo anche intervistato diverse famiglie di Fermignano verificando che “oggi” la maggior parte non usa l’acqua del rubinetto per bere in alternativa usa l’acqua in bottiglia ( in Italia dal 1980 c’è stato un aumento del 313% dei consumi di acqua in bottiglia) e così abbiamo analizzato l’impatto ambientale che porta a accumulare una grande quantità di bottiglie in plastica col consumo di 665.000 tonnellate di petrolio e un emissione di gas serra di circa 910.000 tonnellate di CO2 equivalente, quando è chiaro che la scelta di acquistare acqua in bottiglia è spesso immotivata.
Ci siamo molto meravigliati nello scoprire intervistando gli anziani del paese che nel passato non avendo l’acqua in casa, ci si riforniva dalle fonti, dal pozzo o dalle sorgenti e per lavare i panni si recavano al fiume. Per lavarsi non c’era la doccia e tutta la famiglia si lavava in una mastella con la stessa acqua.
Per questo progetto abbiamo fatto una bottiglia gigante realizzata con bottiglie di plastica, creando l’etichetta che raffigura il “mascaron”, realizzato con colori tutti tendenti all’azzurro per riprendere il colore dell’acqua, e sullo sfondo la cascata di Fermignano.
Il 22 marzo abbiamo esposto nell'atrio della scuola la nostra bottigliona, perché in quella data ogni anno si celebra la giornata mondiale dell’acqua, in questo modo abbiamo voluto contribuire alla riflessione sull’importanza dell’acqua e sulla difesa di una gestione sostenibile di tale risorsa. Infatti durante questo nostro “viaggio nell'acqua” ci siamo resi conto che l'acqua è un bene prezioso perchè l’acqua dolce non è distribuita omogeneamente sul pianeta Terra ed notevolmente in minore quantità rispetto all’acqua salata, infatti rappresenta solo il 3% e di questa è effettivamente disponibile per gli usi umani solo lo 0,26 %. Inoltre nel mondo c’è sempre più necessità di acqua per l'aumento dei consumi, per l'inquinamento e per l'effetto serra che colpisce zone della Terra con scarsità di acqua. Contro la carenza di acqua anche noi ragazzi posssiamo fare qualcosa cercando di non sprecarla per esempio usando la doccia al posto della vasca, riparando i rubinetti che perdono e applicandovi i riduttori di flusso, usando gli elettrodomestici a pieno carico.
Classi seconde
Scuola Media di Fermignano

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Il Raggruppamento GEV continua i controlli sul territorioPost di Peppe Dini del 18 aprile 2013 in ecologia (Sfogliato 134 volte)Il Raggruppamento GEV continua i controlli sul territorio.
Mentre la Polizia Provinciale cerca di inibire in tutte le maniere la loro azione, il raggruppamento GEV continua i controlli sul territorio, in collaborazione con gli altri corpi di polizia e con gli enti locali.

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Fermignano: convegno sul rischio amiantoPost di Mino del 10 aprile 2013 in ecologia (Sfogliato 116 volte)
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Appello urgentePost di Peppe Dini del 07 aprile 2013 in ecologia (Sfogliato 362 volte)APPELLO URGENTE.

Carissimi amici , mi rivolgo a chi più degli altri tiene alla tutela del proprio ambiente soprattutto qui a Sant'Angelo in Vado dove sta avvenendo il fatto. Purtroppo sono ormai impegnato da oltre un mese con mia moglie in ospedale e non riesco ad occuparmene direttamente.
Si tratta del taglio del bosco di crinale dei Cappuccini nel versante sud , opposto alla cittadina. Ora tale area è soggetta a tutella di crinale e l'area boschiva termina prima dello stesso. C'è anche un cerro (fam. delle querce, protette), ai margini della strada interpoderale, sicuramente centenario (maggiore ai 75 anni) che ha resistito ad un fulmine, ha richiuso con il cambio tutta la sua ferita, ospita il nido del picchio ed ora rischia di finire sotto i tagli della motosega.
Potete controllare i vincoli dell'area sul sito comunale alla voce Servizio informativo Territoriale SIT.
Le Norme Tecniche Attuattive NTA del Piano Paesaggistico Ambientale regionale PPAR, prevedono all'articolo 29 sul vincolo di crinale che ha una estensione di 286 m , al punto e) il divieto di decespugliamento e di disboscamento nella fascia appenninica , dove rientra, per un dislivello di 20 metri per lato. L'art. 34 sul bosco prevede che le pratiche di taglio, non devono ostacolare la presenza e la sosta delle specie faunistiche protette;il picchio rosso fra l'altro è il simbolo della regione Marche.
Ho scritto al parroco e alle forestali, purtroppo non riesco a seguire direttamente il problema, spetta a voi ora impegnarvi per la tutela del nostro ambiente: le lotte più semplici come questa servono per esercitarci negli impegni più importanti.
Si tratta di lottare contro l'orroganza , l'ambizione, il disinteresse dei poteri più forti , ma insieme possiamo riuscirci.
Vi metto qui gli indirizzi elettronici a cui potete scrivere, ma occorre fare presto , hanno già iniziato a tagliare.
cs.mercatellosulmetauro@corpoforestale.it
n.sabatini@cm-urbania.ps.it ufficio ambiente com. mont.
tecnico@comune.sant-angelo-in-vado.ps.it
sindaco@comune.sant-angelo-in-vado.ps.it
sanmichelevado@libero.it all'attenzione del parroco Davide Tonti
arcivescovo.tani@arcidiocesiurbino.it la diocesi è la proprietaria del terreno.
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Il tesoro dei piratiPost di Pierluigi del 02 aprile 2013 in ecologia (Sfogliato 184 volte)Il tesoro dei pirati
di Ferraro Pierluigi

rassegna di articoli da Ecoblog
Il 16 dicembre 2012 la Corte di giustizia della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas) ha dichiarato il governo responsabile di non aver tutelato il Delta del Niger dall’attività estrattiva, nonché di abusi commessi dalle aziende petrolifere in seguito alla violazione degli articoli 21 (diritto alle ricchezze e risorse naturali) e 24 (diritto ad un ambiente sano) della Carta africana dei diritti umani e dei popoli.
Un evento-sentenza che di per sé potrebbe passare come tanti, soprattutto in un paese del terzo mondo, se non fosse che a distanza di un mese , il 30 gennaio 2013 la Shell-Nigeria è stata condannata da un tribunale olandese per “negligenza” e mancanza di controlli nello stato di Akwa Ibom e costretta a risarcire Friday Akpan, un contadino del luogo. E’ stata la prima volta che una causa simile si sia svolta in un Tribunale del Paese di origine della multinazionale incriminata. A scanso d’equivoci, sottolineo che, aimè, non è stata incriminata la casa madre (Shell) ma solo la sua filiale in Nigeria. Questo però non ha rallentato il lavoro delle varie associazioni ambientaliste che lottano contro le multinazionali petrolifere, come A Sud (1), che lavora sugli impatti delle estrazioni petrolifere da molti anni, con particolare riferimento ai fronti estrattivi in Nigeria, Italia ed in Amazzonia. Dal 2011 il CDCA - Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali istituito da A Sud, prende parte al progetto europeo di ricerca collaborativa tra mondo accademico e società civile Ejolt (Environmental Justice Organizations Liabilities and Trade), incentrato sulla giustizia ambientale.
Così, a partire dal 14 marzo in Nigeria, in occasione del 20 anniversario di ERA (Environmental Rights Action) abbiamo partecipato anche noi italiani attraverso l’associazione A Sud. Nel corso di una settimana ERA ha organizzato riunioni di progetto e workshop tematici focalizzati sulla conflittualità ambientale e sulla crisi ecologica, oltre a visite dei territori al centro di conflitti e ad incontri con le comunità Ogoni e Ikot Ada Odo, dove sono stati osservati direttamente la devastazione ambientale e le violazioni costanti dei diritti delle popolazioni locali coinvolte nelle attività petrolifere che interessano la Nigeria e, in particolare, l’area del Delta del fiume Niger.
Al di là delle buone notizie provenienti dalle aule di tribunale, la missione organizzata da ERA è stata anche la prima occasione per presentare la bozza di un report recentemente realizzata da A Sud e CDCA, in collaborazione con la stessa ERA, sui conflitti ambientali legati alle attività petrolifere e alla responsabilità d'impresa, con un focus approfondito sull’attività di ENI, che sarà disponibile in Italiano e in Inglese per metà Maggio, e costituirà ulteriore strumento per portare avanti denuncia, azione politica e costruzione di alternative sul tema del modello energetico
Qualche giorno prima, a nord del mondo, si votava contro lo sfruttamento intensivo delle sue risorse naturali. Il 12 marzo in Groenlandia, l'immensa isola semi-indipendente che fa parte del Regno di Danimarca, si sono svolte le elezioni che hanno decretato la vittoria del partito Siumut, che in campagna elettorale ha promesso di introdurre royalties sulle risorse e che sarà molto più esigente quando tratterà con le compagnie straniere e le multinazionali; a differenza di ciò che è accaduto gli ultimi 4 anni di governo dell'Inuit Ataqatigiit, che si erano caratterizzati per l'apertura alle compagnie minerarie straniere e all'industria. La Groenlandia aveva messo sul piatto le sue risorse di terre rare, minerali, gas e petrolio non ancora sfruttate ma che il global warming (2) sta rendendo sempre più accessibili. La più grande isola del mondo, popolata da meno di 57.000 persone, ha quindi bocciato il "liberismo" del partito politico che apriva tutte le porte agli investitori stranieri .
Ritorniamo verso sud svoltando un po a destra troviamo, un piccolo paese in una piccola regione del sud Europa, la Basilicata: è di questi giorni la protesta dei produttori vitivinicoli del vulture-melfese che si batteranno senza sosta per scongiurare ispezioni e trivellazioni petrolifere, di qualunque multinazionale si tratti; partendo dal principio che “petrolizzare” significa rendere sterile e distruggere completamente un territorio.
Queste sono solo tre delle tante storie in giro per il mondo dove, gli abitanti dei luoghi interessati da perforazioni petrolifere, protestano e combattono legalmente affinché si fermi o non si dia proprio in inizio a tali pratiche, coscienti che le trivellazioni non portano alcun benessere ai territori interessati, ma solo disastri ambientali.
Uno dei modi per fermare o bloccare anticipatamente le multinazionali e gli interessi economici nazionali, mai locali, è quella di rivolgersi direttamente agli amministratori locali (Urbania ne sa qualcosa con l’Eolico) affinchè siano loro stessi a prendere le giuste iniziative per salvaguardare il territorio in cui vivono: se alcuni di questi fanno orecchie da mercanti allora non resta che destituirli dall’incarico assegnato e mettere al posto loro chi assicura in primo luogo il rispetto e la difesa ad oltranza dell’aria, l’acqua ed il suolo in cui si vive: il vero tesoro !
In questo mondo ci sono futuri sindaci ed in generale amministratori coscienti di ciò. Scovateli ed aiutateli ad aiutarvi.
(1) A Sud è un’associazione italiana indipendente nata nel 2003. A Sud si occupa di cooperazione tra nord e sud del mondo; formazione ambientale ed interculturale nelle scuole, nelle università, nei territori e nelle aziende; ricerca sulle questioni legate ai conflitti ambientali, alla riconversione ecologica delle attività produttive e del settore energetico - http://asud.net/
(2) Ecoblog – Il surriscaldamento
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Qcumber: un aiuto all'ambientePost di Peppe Dini del 01 aprile 2013 in ecologia (Sfogliato 116 volte)
QCUMBER: UN AIUTO ALL'AMBIENTE
Un amico conosciuto via web mi scrive:
" Ti scrivo perchè nei giorni scorsi ho visitato Fano, Pesaro, Urbino e dintorni con l'intenzione di trasferirmi con la famiglia da quelle parti e una volta tornato a casa ho dato un'occhiata alle criticità del luogo e mi sono imbattuto nella ex cava Solazzo, nelle modificazioni genetiche della vicina Carrara, nel balletto delle responsabilità e nell'iindagine Arcobaleno dei carabinieri...Ho letto anche il tuo l'articolo su Laltrometauro e allora ho deciso di scriverti per segnalarti un nuovo sistema di monitoraggio del territorio: si chiama Qcumber ed è una piattaforma completamente gratuita, un geo forum ambientale. Cerco di spiegartela in poche frasi. Ci si iscrive a Qcumber e si ha a disposizione la rete delle mappe di google, dove ogni iscritto segna il suo punto geografico d'interesse e ha la possibilità di fare delle segnalazioni (post rossi) per segnalare scarichi abusivi, situazioni di degrado ambientale, movimenti di camion sospetti...ma anche al contrario valorizzazioni del territorio (post verdi) tipo la costruzione di una pista ciclabile o la costruzione di un parco, la bonifica di un territorio, è anche una bacheca per iniziative di tipo sociale di qualsivoglia tipo, una specie di facebook sulle mappe con la differenza che in queste mappe vengono caricati i dati degli 'stressor', ossia le attività che condizionano l'ambiente quali cave, discariche, inceneritori, industrie, emissioni da traffico..., con il loro relativo impatto sull'ambiente calcolato con dei moderni softwear. Il risultato è che se voglio vedere in qualsiasi posto l'incidenza delle attività, segno un punto sulla carta e attivo gli stressor che mi interessano e avrò in base alle distanze e alle condizioni meteo una mappa delle incidenze in quel posto. Questa piattaforma in pratica serve per calcolare gli impatti cumulativi delle attività antropiche e dovrebbe essere usata anche per le valutazioni VIA, VINCA, AIA. Ci sono anche una serie di 'tool', ossia applicazioni, quali ad esempio quella degli odori, dove gli iscritti possono segnalare gli odori fuori norma dalla loro postazione e l'applicazione tramite questi dati risale alla fonte indicandone la locazione geografica. A Brescia, città sconvolta da un'inquinamento enorme dovuto sia alle attività industriali che a inceneritori e inquinamenti pregressi, il comune ha deciso di adottarlo come base per la ricostruzione e valutazione del territorio, mentre a Montichiari, paese con 11 discariche, il comune e i cittadini hanno usato Qcumber per segnalare le esalazioni delle discariche e per trovare la fonte delle stesse tramite le segnalazioni della gente, interrompendo il circolo di inefficienza delle autorità che sarebbero intervenute tardi ossia una volta già passati i marasmi olfattivi.
A Verona, S.Martino B.A. ci stiamo attivando con la nostra associazione (salute Verona) e altri comitati, affinchè venga usato questo metodo per valutare l'ennesimo impianto di trattamento dei rifiuti industriali da 900 t/giorno che vorrebbe sorgere in fianco a un mega inceneritore (per ora congelato in regione) e ad una enorme discarica che 'perde' nonostante le varie bonifiche fatte in cambio di nuove discariche a ditte private con relative denunce penali ecc...Se credi potremo magari scrivere un'articolo spiegando meglio questa piattaforma, immaginando qualora ci fosse l'interesse, un auspicato incontro pubblico con l'ideatore di questo progetto.
Il progetto è stato selezionato come uno dei 100 migliori progetti al mondo da parte di Google, Intel e Cisco in occasione delle Olimpiadi delle Start Up di Londra 2012.
L'ideatore del progetto è l'amico e ing. Giuseppe Magro e lo sviluppa con la sua ditta Algebra srl ed è molto disponibile ad incontri pubblici per ampliare e completare con l'aiuto degli iscritti l'inserimento dei dati relativi alle attività. La mail dello studio è segreteria@algebrasrl.com . Un saluto"
Credo che sia un ottimo aiuto per l'ambiente, se non altro per segnalare casi di inquinamento e anomalie, depuratori non funzionanti e quanto riterremo utile per la salvaguardia del nostro habitat .Proviamo ad usarlo, lo possono fare tutti.
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L'Ora della TerraPost di Pierluigi del 22 marzo 2013 in ecologia (Sfogliato 118 volte)
Il 23 marzo in tutto il mondo, in occasione dell'Earth Hour, si spegneranno le luci di monumenti, uffici, imprese, sedi istituzionali e case private.
In Italia sarà dalle 20.30 alle 21.30.
Ripresa dalla più che famosa iniziativa italiana "M'illumino di meno" promossa dal programma di Radio 2 Caterpillar, il WWF ha deciso di coivolgere tutto il mondo per far capire che ognuno può fare la sua parte, per la riduzione dei consumi energetici e quindi per la difesa dell’ambiente.
Spegnete tutto per 1 ora, così apprezzerete ancor meglio l'importanza dei temi legati all'energia.
http://sfidailmondo.wwf.it/
Tu cosa sei disposto a fare ?
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A nome tuo..Post di Pierluigi del 11 febbraio 2013 in ecologia (Sfogliato 372 volte)Nel nome del popolo italiano
di Pierluigi Ferraro

E’ notizia di questi giorni le indagini che stanno coinvolgendo alti funzionari e uomini d’affari che gravitano attorno al nostro maggiore rifornitore energetico italiano: l’Eni e i suoi satelliti; quindi, tocca a me dirvelo, è non è la prima volta (1) che direttamente siamo responsabili anche noi popolo italiano. Si hai capito bene, io tu e tutti i 60 milioni di italiani che deteniamo, attraverso azioni dello stato, oltre il 30% di questa multinazionale che va in giro per il mondo a cercare petrolio e gas naturale per l’approvvigionamento energetico della nostra nazione, affinché anche questo inverno lo si possa passare al caldo a cucinare minestroni, non prima di una doccia (calda) dopo tanta fatica giornaliera e il ritorno a casa in un traffico bestiale di auto, con un passeggero per ciascuna .
Aimè, per fare tutto ciò, le indagini di ieri e di oggi, ci manifestano una situazione degradante sotto l’aspetto sociale ed economico. Sociale poiché -non è notizia di oggi ma vecchia quanto la scoperta del petrolio stesso- le trivellazioni inquinano e devastano l’ambiente dove vengono perpetrate senza, quasi, distinzione territoriale (dipende solo dal governo dello Nazione in carica in quel momento). Le maggiori multinazionali petrolifere prendono accordi con governanti corrotti (lo dicono le carte delle tante inchieste a riguardo) dello Stato da saccheggiare, accordi che spesso incrociano interessi di alcuni, affari per altri e l’inferno per gli abitanti del luogo. Tanto che, la scorsa estate a seguito delle decisioni del governo dei tecnici riguardo il lasciapassare alle trivellazioni sul nostro territorio, una campagna di Greenpeace contro questa scelta spopolava in Tv e Web, che aveva come protagonisti due cominci italiani in un dialogo ….. surreale (secondo il mio punto di vista) che vi riporto:
- Con tanto spazio che c’è, devono venire a fare i buchi nelle nostre coste siciliane ? E’ Assurdo !
- Con tutte quelle immagini che ho visto nei telegiornali, del catrame che si mangia le coste; non vi seccate, ma in Sicilia non le vorrei vedere !!
- I pesci che muoiono nel catrame, tu vai a comprare un pesce spada che per mangiartelo ci vuole la chiavetta, perché è un pescespada diesel
- Secondo me sono cose che è meglio non fare … dalle nostre parti !
- Ma poi quanto costerebbe in caso di disastro ripulire tutte le coste ? Che poi non torneranno mai ad essere come prima !
- E poi, oggi trivellano in mare, ma se domani dovessero scoprire che c’è il petrolio a Via Roma 15 e lì ci abiti tu ?!
E infine l’appello:
- Questo mare è come Via Roma 15 e siccome tutti abitiamo in via Roma, mi raccomando aiutateci a fermare le trivellazioni (2)
Chiaro, solo a Via Roma, mentre a via Monbassa St. fate pure, perché ? E’ lontanissssssimo da noi e la cosa non ci riguarda; a differenza del mare ragusano, dove si susseguono manifestazioni allo scopo di bloccare l’iniziativa della partnership Edison ed Eni –il cui 30% è del popolo italiano- di completare il progetto d’affiancare alla piattaforma Vega A (metà degli anni ’80), la nuova piattaforma Vega B. E cosi in Basilicata piuttosto che in Calabria. L’assessore all’ambiente siciliano, per citarne uno, ma è chiaro che tutti la pensiamo in questo modo: <”le trivellazioni nel mare Mediterraneo espongono i nostri mari ad una serie di danni ambientali nel tempo irreversibili. Fermiamo allora l’estrazione di petrolio - ha concluso Aricò – e tuteliamo il nostro mare e le nostre coste, promuovendo energia pulita e biosostenibilità, che è l’unica via da percorrere per il nostro futuro e quello dei nostri figli“> (3). E i figli di Ire e Tokumbo , dove Eni –il cui 30% è del popolo italiano- è accusata da Amnesty International di violazione dei diritti umani, mentre in Kazakistan incolpata, per le medesime accuse, da Human Rights Watch; in questo paese, nel corso del 2011 si sono susseguiti una serie di scontri -a causa di prolungati scioperi da parte dei lavoratori del petrolio- che hanno lasciato sul campo 12 morti e il licenziamento di oltre 2000 scioperanti da parte delle compagnie petrolifere: fra queste Ersai Caspian Contractor LLC, una società di servizi petroliferi che è una società controllata parzialmente d'Italia Saipem SpA, parte del gruppo Eni4 -il cui 30% è del popolo italiano- (4).
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1. Filmato < L’Italia c’entra >
2. Campagna Greenpeace
3. Il Cambiamento
4. Human Rights Watch
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Consiglio di Stato: bollette acqua illegittime dal 2011 Post di Peppe Dini del 02 febbraio 2013 in ecologia (Sfogliato 338 volte)Consiglio di Stato: bollette acqua illegittime dal 2011
Il parere 267 del Consiglio di Stato del 25 gennaio 2013 è molto limpido e dà pienamente ragione alle tesi del movimento Acqua Bene Comune, sostenute all'indomani della vittoria referendaria, e cioè che l'abrogazione del 7% aveva effetto immediato a partire dal 21 luglio 2011, data di promulgazione dell'esito referendario.
Il parere è molto chiaro, in particolare dove, a pag. 9, si dice che " l'applicazione fatta dallo stesso decreto 1° agosto 1996 a far data dal giorno (21 luglio 2011) in cui il referendum dl 12 e 13 giugno ha prodotto effetti non sia stata coerente...con il quadro normativo risultante dalla consultazione referendaria".
Il Presidente dell'AATO 1 scrive ai membri della consulta utenti: "Caro Dini, preso atto del parere del Consiglio di Stato di cui all'oggetto, ed in particolare delle conclusioni che testualmente recitano "Di tanto l'Autorità (...) terrà conto (...) in sede di adozione dei nuovi provvedimenti tariffari", ti garantisco sin d'ora l'immediata applicazione del conseguente provvedimento dell'AEEG.
Un saluto cordiale. Il Presidente dell'AATO Omicioli Alighiero"
Dal sito del movimento riporto http://www.acquabenecomune.org
Lo ripetiamo ancora una volta: abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull'acqua. Questa volta a darci ragione è il parere del Consiglio di Stato sulla tariffa: le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone.
L'Autorità per l'Energia Elettrice ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all'indomani del Referendum, aveva infatti chiesto un parere al Consiglio di Stato circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette. Il Consiglio di Stato ha risposto confermando quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta.
Quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette. Il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua lo dice da più di un anno e lo ha messo in pratica con la campagna di “obbedienza civile”, con cui decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno ridotto le proprie bollette per contrastare la violazione democratica.
Oggi, questa sentenza rafforza la necessità di rispettare il referendum del 2011 e delegittima le scelte che hanno guidato l'AEEG nella formulazione della nuova tariffa, emessa un mese fa, in cui “la remunerazione del capitale investito” viene reintrodotta sotto mentite spoglie.Questo nuovo evento non fa che rafforzare le ragioni di chi vuole un servizio idrico ripubblicizzato e fuori dalle logiche di mercato.
La mobilitazione contro la “nuova” tariffa AEEG è già iniziata e andrà avanti fino a che non verrà ritirata nel rispetto della volontà degli italiani, nelle strade, nelle piazze e nei tribunali.Oggi con gioia ribadiamo: si scrive acqua, si legge democrazia.
Per altre informazioni
http://www.helpconsumatori.it/casa/bollette/acqua-consiglio-di-stato-non-rispettato-il-referendum/60566#.UQvlJz33QMY.email
http://www.federconsumatori.it/ShowDoc.asp?nid=20130201142757&t=
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2013-02-01/acqua-remunerazione-capitale-dovra-095749.shtml?uuid=AbZ8NBQH&fromSearch
Qui trovate il parere intero
http://www.neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=9067
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QUALE ENERGIA?Post di Pierluigi del 21 gennaio 2013 in ecologia (Sfogliato 435 volte)Il principio di responsabilità…. energetica

Troppo spesso mi confronto con individui che associano i vari strumenti che sfruttano l’energie rinnovabili (principalmente fotovoltaico,eolico e centrale a biomassa) ad aggettivi quali bello (raramente) o brutto, anziché argomentarli con altri, quali utili o inutili, necessari o superflui; il più delle volte questi individui che vanno a “rimbrottare l’ambientalista di turno”non hanno idea del significato di energia, quale potenza impiegata per compiere un’azione. Di energia utilizzata -quindi consumata,finita- ci si ricorda solamente di fronte ad una sudata, mai quando la sua provenienza è di altro tipo –l’uso dell’ascensore al posto delle scale o l’autovettura a sostituire una pedalata-; certo indignarsi e imprecare ogni qualvolta si fa il pieno alla macchina serve a ricordarci che, una fonte energetica (qualunque provenienza abbia) per natura è esauribile, ma solo in quanto terminata nel serbatoio e non in natura; ogni volta che pigiamo l’interruttore della luce, ad ogni impiego dell’auto usiamo qualcosa (benzina, gasolio,metano) di non rinnovabile rapidamente, in tempi umani !! Ma questo il “rimbrottatore” non lo sa, o non lo vuole sapere che, ad esempio, nel 2013 spreca ancora enormi quantità d’energia per riscaldarsi casa –piuttosto di coibentarle-; altro spreco all’interno di casa sua è dato magari da elettrodomestici energivori vecchi di anni; comportamenti che scontrano con la salvaguardia della parte debole dell’umanità, degli ultimi, sfruttando le risorse di quei popoli: In quale modo ? Semplicemente acquistando prodotti petroliferi sottocosto; si hai letto bene, prezzi sottostimati rispetto al vero valore calorico e di devastazione ambientale conseguente alla perforazione, estrazione, trattamento e trasporto (oleodotto, gasdotto vi dicono qualcosa?) legati alle attività petrolifere*. Accade così, tipico della cultura europea di assegnare ad altri, in questo caso le multinazionali energetiche il lavoro sporco da fare, quel braccio armato di corruzione, interessi personalistici di uomini d’affari e degli stessi governanti di quei paesi, in particolar modo l’Africa, ma non solo. E si perché l’homo energivoros, affidato il compito non si volta più, nemmeno se il disastro è arrivato al giardino del vicino, come ad esempio sta avvenendo in Calabria e Basilicata. Terreni, quasi sempre agricoli, che rimarranno inutilizzabili per centinaia di anni.
E poi un giorno approda una nuova tecnologia, qualcosa fino a quel momento d’impensabile attuazione:
ogni individuo, famiglia, comunità, azienda può prodursi in casa molta parte dell’energia di cui ha bisogno, senza inquinare ed alterare l’ambiente circostante o di altri; una tecnologia che sfrutta un’energia presente –dove più dove meno- su tutta la terra e non commerciabile: il sole !!
Quasi di pari passo si sviluppano due metodi di trasformazione dei raggi solari, che diventeranno rispettivamente elettricità (Foto voltaico) e calore trasferito direttamente all’acqua (Solare termico).
Come tutte le cose nuove e in via di sviluppo, queste tecniche di trasformazione bisognano di importanti investimenti da una parte e dall’altra di sicure commercializzazioni, affinché possano nel tempo camminare da sole; a questo aggiungiamo che lo sviluppo avviene in un momento dove gli abitanti del pianeta si trovano dinnanzi ad una verità per anni inconfessabile: la terra , l’aria e l’acqua di cui necessitano per vivere si stanno ammalando; e tutti comprendono la causa del male. Così alcuni legislatore – lungimiranti- compreso il momento storico, decidono di incentivare lo sviluppo di questi strumenti, un progresso che avrà 2 immediati benefici: ridurre l’inquinamento da idrocarburi e rendere individui e comunità maggiormente indipendenti; inoltre eludere quella corruzione che inesorabilmente sfocia in conflitti armati.
Certo Peppe da anni ci insegna che le cattive pratiche si realizzano in “ogni campo” e quindi è li, sempre vigile al rispetto del pianeta nel suo insieme. Questa volta però mi sento di darti un consiglio:
al cospetto di altri (e sono tanti ) “ignoranti rimbrattatori” anziché spiegare cosa il WWF fa per bloccare un campo fotovoltaico, insegna loro che è possibile –con questi strumenti- non demandare l’approvvigionamento energetico all’ennesima multinazionale o gruppo cui non interessa il vettore , ma solo il suo valore economico; che quegli incentivi poteva accaparrarseli la sua famiglia evitando così, da una parte lo sfruttamento di verde (installando l’impianto sul tetto di casa) e dall’altra l’ennesima speculazione; oltre che una più equa distribuzione dei soldi pubblici.
Spiega loro che, in Italia quasi il 70 % della potenza fotovoltaica installata (dati al 2011) è presso grandi impianti a terra contro un’assunzione di responsabilità del solo 9% presso famiglie italiane che decidevano (che decidemmo) di installare un’ impianto fotovoltaico; magari rinunciando all’auto nuova che, solo in quell’anno ne sono state immatricolate 1.700.000 contro 50.000 impianti fotovoltaici domestici collocati sui tetti. Milioni che potevano essere piccoli impianti rinnovabili installati sul tetto anziché a terra che, nonostante tutto, al 2011 hanno occupato meno dello 0,05 % del suolo italiano.
Siete contro l’eolico, contro il fotovoltaico,contro le centrali a biomassa, ma pretendete sempre una doccia calda e 21 gradi costanti d’inverno nelle vostre case.
Nel “ Il principio di responsabilità”, Hans Jonas scrive che oggi l’imperativo adeguato dovrebbe essere “agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la presenza di un’autentica vita umana sulla terra”; i nostri figli, per vivere una vita autentica necessitano prima di aria buona in una terra buona e senza conflitti !!
Pierluigi Ferraro
*A riguardo un semplice ed esaustivo articolo, preso, pensate un po’ da: http://www.spaziomotori.it/estrazioni_petrolifere_basilicata_ambiente.htm
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IMPIANTI FOTOVOLTAICI ED ENERGIA RINNOVABILEPost di Peppe Dini del 13 gennaio 2013 in ecologia (Sfogliato 487 volte)IMPIANTI FOTOVOLTAICI ED ENERGIA RINNOVABILE

Recentemente, sono stato rimbrottato più o meno in questo modo: “Avete voluto e permesso i campi fotovoltaici, bella roba che avete fatto voi ecologisti”. Rimprovero che nessuno di noi amanti e tutori dell'ambiente si sente, vi spiego perchè.
Il decreto legislativo 387/2003 voluto per incentivare queste forme di energia rinnovabile, all'articolo 12, cita testualmente, che tali opere “sono di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti”. Una disposizione che ha spinto molti dirigenti e amministratori a volere tali sistemi energetici a tutti i costi oltrepassando anche i normali limiti del buon gusto (osservate il fotovoltaico sopra la Cittadella di Fossombrone). Presi dalla frenesia del “pubblico interesse”, nella nostra provincia, sono sorti un po' ovunque; qualche amico sindaco, mi ha rivelato che le cosiddette conferenze dei servizi, incontri dove tutte le amministrazioni danno insieme i loro pareri autorizzativi, erano organizzate nel giro di pochissimi giorni senza il dovuto tempo preparatorio. A guardare quelli costruiti, si notano chiaramente che essi hanno superato qualsiasi vincolo esistente, ma era proprio giusto così?
Bastava continuare a leggere lo stesso decreto per trovare che questi impianti: “sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o altro soggetto istituzionale delegato dalla regione, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico.” Quindi i vincoli vanno rispettati.
A settembre 2010 sono uscite a distanza di soli 15 giorni, le linee guida nazionali e le linee guida regionali, riguardanti i limiti per gli impianti fotovoltaici nei suoli agrari; esse infatti, non hanno fatto nient'altro che recepire i vincoli esistenti e metterli sui relativi mappali.
Ecco che allora l'impianto di Fermignano non si sarebbe dovuto realizzare perchè soggetto al vincolo paesaggistico di ben 150 m dal fiume, vincolo che vi si sovrappone due volte, con l'area finale soggetta al piano di alluvionamento PAI. L'impianto di Muraglione di Urbania anche questo rientrante nell'area di vincolo dal fiume, con le prescrizioni allora date, ancora non attuate, quali la piantumazione perimetrica; in questo impianto fra l'altro chiesi di essere tenuto al corrente per inviare eventuali osservazioni e per poter partecipare, in qualità di portatore di interesse collettivo, senza ricevere alcuna comunicazione. Gli impianti di S.Silvestro assegnati a 4 nomi diversi, ma riconducibili ad uno stesso titolare; sono 4 impianti vicinissimi quando la valutazione di impatto ambientale regionale già prevedeva il divieto di cumulo di tali strutture. L'impianto di Lunano, il cui procedimento è stato avviato nel 2009, mentre l'esecuzione è stata completata nell'aprile 2012, rientrante nell'area di vincolo paesaggistico del fiume, con i locali tecnici non architettonicamente adeguati agli edifici del posto, con la distanza delle zone di tutela dai pozzi potabili di 200 metri, non rispettata, senza la dovuta piantumazione. Si potrebbe continuare così anche per altri.
Come WWF e Lupus in Fabula, abbiamo chiesto l'accesso agli atti per complessivi 39 impianti, documentazione che si è dovuta studiare nel posto, l'ufficio energia della provincia , con la supervisione ahimè del committente o del progettista, in contrasto con la normativa sull'accesso agli atti, senza poter avere in copia i progetti degli impianti contrariamente quanto previsto dalla forma pubblica del permesso di costruzione; ricordo che l'accesso agli atti “è una rilevante finalità di pubblico interesse” così cita la normativa.
L'elenco delle domande presentate in Provincia e autorizzate dal 15/01/2009 al 19/05/2011 conta 289 autorizzazioni, di cui 69 a rilasciate a ditte, di cui risulta essere uno stesso progettista.
Inoltre il WWF Italia ha condiviso e sottolineato, a proposito del Decreto sulle Liberizzazioni, l'impostazione dell'art. 65, che ha lo scopo di eliminare la diffusione su terreni agricoli, vocati alla produzione primaria, di impianti fotovoltaici a terra, evitando così interventi speculativi che riducano il terreno dedicato all’agricoltura e aumentino il consumo del suolo.
A ciò si deve aggiungere che molti impianti realizzati in aree agricole, poi volturati e ceduti a imprese del settore energetico, sono in aperto contrasto con la L.R. Marche 8 marzo 1990 n. 13, che, per tali aree, prescrive: “sono destinate esclusivamente all’esercizio delle attività dirette alla coltivazione dei fondi, alla silvicoltura, all’allevamento del bestiame ed alle altre attività produttive connesse, ivi compreso l’agriturismo”. Quindi se l'impianto serve per l'azienda bene, diversamente non è possibile.
Solo autorità superiori potranno gestire l'intera problematica; va detto che il Gestore dei Servizi Elettrici, ha già iniziato a sigillare impianti difformi.
Noi ambientalisti, abbiamo cercato di impegnarci facendo del nostro meglio; ora sta a tutti i cittadini, cercare di arginare amministratori e dirigenti che, approfittando del loro ruolo, speculano o hanno speculato, sui beni di tutti.
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Martedì 27 Novembre a Sant' Angelo in Vado primo incontro con il Gruppo Progetto Acqua Post di Giovanni Pistola del 23 novembre 2012 in ecologia (Sfogliato 525 volte)
Martedì 27 novembre 2012 alle ore 20.45 vi attediamo presso la Sala Consigliare del Comune di Sant'Angelo in Vado, dove si discuterà di "presente e futuro del fiume Metauro".Questo incontro nasce dalla volontà di sensibilizzare e far conoscere a tutti i cittadini lo stato di salute del nostro fiume e le iniziative portate avanti finora dal Gruppo Progetto Acqua.
Il Gruppo Progetto Acqua nasce circa un anno fa per volontà di alcuni cittadini della nostra vallata per capire lo stato delle acque nel nostro territorio, in quanto i dati ufficiali non riuscivano a spiegare lo stato di degrado del fiume Metauro, classificato come buono.
Abbiamo così deciso di acquistare alcuni strumenti per analizzare le acque del fiume in diversi punti (da Borgo Pace fino a Fermignano) in prossimità dei depuratori, analisi che hanno messo in evidenza acque reflue ricche di sostanze azotate che superavano i limiti di legge. In altre parole, abbiamo scoperto che i nostro depuratori inquinano! Così, ad Urbania, sono state raccolte 1735 firme per ottenere il rimborso della quota di depurazione che ci viene prelevata nelle bollette dell'acqua e si è cercato di aprire un dialogo con le amministrazioni comunali, la provincia, Marche Multi Servizi, l'ARPAM e l'AATO per ottenere la ristrutturazione dei depuratori e delle reti fognarie. Inoltre, sono partiti anche altri progetti come l'organizzazione di iniziative all'interno delle scuole per riscoprire il fiume e la costituzione di un gruppo con il compito di fare delle proposte per ritornare ad avere un fiume pulito e con una maggiore portata d'acqua (regolamentazione di captazioni e prelievi, sistemi di raccoglimento di acqua piovana, permeabilizzazione del suolo, gestione dei terreni agricoli e forestali).
L’esperienze che si è portata avanti in Urbania, ora con molto umiltà, la vorremmo portare a Sant’Angelo in Vado con lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza nei confronti di questo problema e di attivare politiche di monitoraggio e proposte serie per riportare il nostro fiume e le nostre acque a livelli normali di pulizia.
Per questo ci vediamo martedì 27 novembre alla Sala Consigliare del Municipio di Sant’Angelo in Vado per fare una breve introduzione del problema e promuovere sin da subito iniziative volte a far fronte a questa emergenza ambientale. Vi aspiettiamo numerosi!
Gruppo Progetto Acqua
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APPUNTAMENTO AD URBANIAPost di Peppe Dini del 13 novembre 2012 in ecologia (Sfogliato 447 volte)Per tutti gli interessati del nostro fiume, della nostra acqua, del nostro territorio, un appuntamento da non perdere !!!
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CHIARE FRESCHE DOLCI ACQUEPost di Peppe Dini del 28 ottobre 2012 in ecologia (Sfogliato 796 volte)CHIARE FRESCHE DOLCI ACQUE
Venerdi mattina nell'area centro città è venuta a mancare l'acqua potabile per alcune ore. Nessuna comunicazione in merito. In più con la sorpresa di trovarla , la sera, di un bel colore paglierino. Chiedo qui agli amministratori ed in particolare a Fabio Gostoli che accede spesso a questo spazio divulgativo, perchè non c'è stata informazione? Sono state fatte le analisi? Era il caso di fare una ordinanza? Ricordo che l'acqua potabile deve essere incolore, inodore , insapore!

Il pomeriggio con Claudio del gruppo di Urbania, ci siamo recati al depuratore di Sant'Angelo in Vado, per i prelievi relativi alle analisi attuali.
Lo scarico è ancora ricco di schiuma, come ad agosto, segno evidende di un pessimo funzionamento.

Questo è quello che si vedeva sul fiume , ma raggiunto lo scarico ecco come appariva

Fra l'altro la sua portata è risultata a volte maggiore e a volte minore come si nota nella foto. Strano, no!

Così come uno strano fango grigiastro si è sollevato ai nostri passi, nei pressi del primo scarico del disabbiatore, abbinato ad un pessimo odore!

Certo che nel fiume si trova di tutto, ma mi ha sorpreso trovare uno sci non certo per sport acquatici, ma segno evidente di una inciviltà ancora difficile da debellare, le cui punte estreme sono rappresentate dalle foto sovrastanti, di una conduzione pessima di tutto il ciclo dell'acqua.

Mi chiedo! Dove sono i tanti amanti della tutela del fiume , che ho visto nel teatro Zuccari in occasione dell'incontro sulle centrali idroelettriche? Scomparsi? Dove sono gli amministratori che dovrebbero amministrare la cosa pubblica, con particolare rilievo a tutto ciò che attenta alla nostra salute? Dileguati? Dove sono i vari dirigenti responsabili dei diversi settori? Impegnati in altro?
Chiedo agli amministratori, lo chiedo alla minoranza di approfondire questi aspetti, di richiedere a Marche Multi Servizi , il controllo del depuratore cittadino anche attraverso il controllo di chi scarica nel sistema fognario, di richiedere le bolle dei fanghi trasportati dal depuratore, che per Sant'Angelo ammonterebbero a 6 autocarri annuali ( io non li ho mai notati e voi?). Ad Urbania non sono pervenute quelle degli ultimi due anni.
Tutto ciò accade, mentre Marche Multiservizi riceve la visibilità del TGR del 25 ottobre ora di cena; andate al 17 minuto:
www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-67ce5a8f-cc02-4c98-95cf-7c98e806ada4-tgr.html#p=0
Il premio è stato assegnato dalla Top Utility Award via Larga, 31 - 20122 Milano
toputilityaward.org/il-network-di-esperti/
4° premio "Clienti e sviluppo del territorio 2012" premia l'azienda che nell'anno ha realizzato i migliori risultati nei servizi ai clienti, nell'attenzione al sociale e alla valorizzazione del territorio: ASM Prato, Geofor, Marche Multi Servizi, Nuove acque, Smat Torino.
A voi le considerazioni!!!
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IL TAR MARCHE: MAI PIU’ “BRACCATE” AL CINGHIALE NELLE MARCHE!Post di Peppe Dini del 13 ottobre 2012 in ecologia (Sfogliato 1790 volte)LEGA PER L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA (Onlus)
Riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente (Legge 349/1986)
Membro della European Federation Against Hunting
www.abolizionecaccia.it e-mail Sezione Marche: lacmarche@abolizionecaccia.it

IL TAR MARCHE: MAI PIU’ “BRACCATE” AL CINGHIALE NELLE MARCHE!
Con Ordinanza n. 633 del 11 Ottobre 2012, la Sezione Prima del T.A.R. delle Marche, accogliendo il ricorso presentato dalla L.A.C. Lega per l’Abolizione della Caccia e dell’Associazione Vittime della Caccia, ha annullato le disposizioni del calendario venatorio Marche nelle parti che prevedono il prelievo della pernice rossa e del cinghiale nella forma non selettiva. In sostanza, per ciò che concerne la caccia al cinghiale, d’ora in poi nelle Marche non si potranno più effettuare le classiche “braccate” al cinghiale, peraltro la forma di caccia più praticata tra i cacciatori marchigiani, ma anche quella meno “selettiva”. Infatti la braccata presuppone l’utilizzo di una nutrita muta di cani per spingere gli animali verso le “poste”, luoghi dove sono appostati i cacciatori per l’abbattimento. Si tratta quindi di un tipo di caccia che richiede la partecipazione anche di decine e decine di cacciatori (la “squadra”) e che di conseguenza produce un notevole disturbo nella fauna selvatica e quindi una scarsa selettività nel prelievo. Spesso, infatti, finiscono con l’essere abbattuti nelle “braccate” anche caprioli, daini o specie protette e a rischio di estinzione come il lupo o il gatto selvatico. Ma la braccata è un tipo di caccia molto pericolosa anche per chi la pratica o per chi, involontariamente, si dovesse trovare nel mezzo di una battuta, come cercatori di funghi, escursionisti, ma anche per chi abita o lavora in campagna o in case isolate, che spesso vengono incluse nelle aree delle braccate. Infatti la maggior parte degli incidenti, anche mortali, determinati dalla caccia, avvengono proprio durante le braccate al cinghiale. Si tratta quindi di una sentenza “storica” che dà ragione ad associazioni come la LAC e l’Ass. Vittime della Caccia, che da molti anni si battono contro questa barbara usanza, che permette ai cacciatori di essere i padroni incontrastati del territorio, patrimonio invece di tutti i cittadini, condizionando fortemente l’attività di coloro che vivono e lavorano in campagna o in montagna e mettendone a rischio la loro stessa vita!
Per i cacciatori si tratta invece di un colpo durissimo, visto che la tecnica di caccia della braccata permette di ammazzare molti più cinghiali, che poi vengono in gran parte venduti (spesso anche in modo illegale) ai ristoratori specializzati in cacciagione, ed il ricavato diviso tra i cacciatori partecipanti. A dimostrazione che la caccia di oggi, ormai, si è ridotta ad uno squallido business!
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