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Il cerchio si sta chiudendoPost di Peppe Dini del 13 marzo 2013 in energia (Sfogliato 250 volte)Il cerchio si sta chiudendo!!!
Da Il Resto del Carlino del 13.03.2013


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Corso EnergiaPost di Peppe Dini del 06 ottobre 2012 in energia (Sfogliato 272 volte)Ricevo e pubblico.

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TG1 Speciale dell'8 luglio 2012 da Pesaro UrbinoPost di Peppe Dini del 15 luglio 2012 in energia (Sfogliato 534 volte)TG1 Speciale dell'8 luglio 2012 da Pesaro Urbino

Uno speciale di RAI 1 che ha la pretesa di raccontare di energia, ma riguardo alle nostre terre, non la dice tutta intera.
Qui trovate la versione intera di 1 ora: www.youtube.com/watch?v=Jsvdke-CJfI
Mentre qui trovate lo spezzone dedicato al nostro territorio:www.youtube.com/watch?v=U6UvFZNEauQ&list=FL_WlpQTJmtJfGCx8lHMSy1w&feature=mh_lolz
Si parla di impianti nascosti, ma lo sono grazie all'orografia del territorio; si parla di impianti famigliari, ma non si da risalto ai 70 ettari che ha richiesto quello di Pole di acqualagna, lì ripreso.
Si parla di energia alternativa, alleata dell'agricoltura, senza dire che gli impianti fotovoltaici dovevano restare nel settore agricolo, senza essere volturati come chiede la legge regionale. Biogas da scarti agricoli , ma quello ripreso, come tutti gli altri in progetto, usano colture ad hoc, per produrre una potenza al di sotto di 1 Mw, per non incorrere in un regime autorizzativo più complesso.
Coltivare per degradare, è un vero e proprio assurdo; se poi si pensa che ciascuno di questi necessita circa 300 ettari di colture, viene da chiedersi se tutti questi sottoprodotti siano poi, prodotti tutti in loco e non provengano da altre fonti e regioni.
Né si fa riferimento all'esposto effettuato dai comitati in rete proprio sulle facilitazioni autorizzative che molti hanno avuto:www.comitatinrete.it/
Basta vedere qui da noi l'impianto fotovoltaico all'uscita della galleria per Lunano completato ad aprile, realizzato in pieno vincolo fluviale, entro i 200 metri dai pozzi dell'acqua potabile, con i locali tecnici non in armonia con le costruzione del territorio.
Mi spiace RAI 1, ma questa non è vera informazione!
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Speciale Tg1 sulle energie rinnovabiliPost di Tommaso Gentili del 09 luglio 2012 in energia (Sfogliato 521 volte)Ieri sera è andato in onda su speciale tg1 un approfondimento sul business delle energie rinnovabili. Si parla anche delle nostre zone
Link:
http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/rubriche/ContentItem-9b79c397-b248-4c03-a297-68b4b666e0a5.html
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Visita alla centrale idroelettrica Carotti Post di Peppe Dini del 05 giugno 2012 in energia (Sfogliato 586 volte)Venerdì 18 maggio 2012 il mio professore di educazione tecnica, il prof Dini, ha portato me e la mia classe, a visitare la centrale idroelettrica Carotti di Fermignano, per mostrarci il suo funzionamento, dopo aver svolto in classe alcune lezioni sull’argomento.
A Fermignano passa il fiume Metauro, che forma una cascata, non molto grande; ha un dislivello di 10,30 m , ed è formata da tre scalini, due dei quali artificiali.
Il prof. Dini ha chiamato uno dei proprietari della centrale Carotti, che un tempo era un lanificio molto importante, per poterci aprire la centrale e farci da guida in questa piccola uscita, che è durata circa un paio di ore.
La centrale idroelettrica è predisposta di tre turbine di tipo francis, che sono adatte per medi dislivelli e medie portate d’acqua.
La più grande di queste turbine è a 200 cavalli, e quindi produce 120 kw, la media di 80 cavalli e produce 70 kw, la piccola di 20 cavalli e produce 14 kw.
Ogni impianto elettrico di qualunque centrale idroelettrica è costituito da una griglia di filtrazione, da un canale di adduzione, che però in questo caso viene sostituito da una vasca di preaccumulo, e lo scarico, che in questa centrale è a venturimetro cioè che permette di recuperare il salto dello scarico.
Dopo che la guida ci ha riferito questi dati principali siamo entrati dentro la centrale, dove ci ha spiegato tutto il ciclo che fa l’acqua prima di produrre energia.
U na parte dell’acqua del fiume viene inviata a tre paratoie, dopo essere stata filtrata da una griglia, che raccoglie tutta la sporcizia del fiume.
Quando la griglia è molto sporca, grazie ad un congegno meccanico, si attiva un pettine che passa tra le sbarre della griglia e raccoglie tutta la sporcizia rimasta incastrata, portandola verso un canale dove nel frattempo viene fatta scorrere dell’acqua, che riporterà la sporcizia nel fiume. Tutto questo succede automaticamente come tutto il resto della centrale.
L’acqua dopo esser stata filtrata dalla griglia va nelle paratoie, che si aprono automaticamente a seconda della portata d’acqua che c’è in quel momento, infatti l’energia va prodotta nello stesso istante in cui viene richiesta.
Dalle tre paratoie l’acqua va in una vasca di carico, dove vi sono le turbine e le aziona; a loro volta, le turbine, alimentano il generatore, da questo movimento si produce energia elettrica.
Il generatore della centrale è asincrono, cioè che produce solo la potenza mentre prende dalla linea elettrica, sia la tensione, che la frequenza. Quando non c’è più tensione il generatore si spegne automaticamente, poiché potrebbe essersi verificato un guasto; poi quando ritorna la tensione, l’interruttore ad interfaccia rimette in moto il meccanismo. Esistono anche altri tipi di generatori detti sincroni, che producono in maniera autonoma la corrente elettrica, che però non sono ammessi.
L’acqua, dopo essere passata per le turbine, va nello scarico a venturimetro che favorisce maggio rendimento. Il rendimento totale dell’impianto è dell’80% .
L’energia prodotta alla fine di tutto il processo viene inviata all’ENEL che la distribuisce in tutte le case.
L’acqua per eseguire tutto il suo percorso, che poi le permetterà di produrre energia, impiega soltanto tre minuti. La velocità dell’acqua è pari infatti a 10 m/sec circa, con una portata intorno ai 2121 l d’acqua al secondo.
Tutti i dati e le informazioni ricavate durante il suo percorso sono registrate sul PLC (computer industriale dentro i pannelli di controllo) che tramite esse può inviare i comandi necessari durante il tragitto, come quello dell’azionamento dei pettini per la pulitura della griglia, e quello dell’apertura delle paratoie.
Se durante il percorso trova qualche problema, il computer manda un messaggio al cellulare del responsabile prima di spegnere l’impianto.
Ogni giorno, in determinati orari viene un addetto per trascrivere tutti i dati ricavati dal contatore (che sono tre, uno per macchina) e metterli su delle tabelle apposite. Ogni mese si sommano i valori ottenuti per confrontarli con i risultati degli altri mesi.
Infine, dopo che la nostra guida ha soddisfatto tutte le nostre curiosità, siamo usciti e siamo andati al ponte romano , da dove si può vedere la cascata e il punto in cui la centrale raccoglie l’acqua dal fiume.
Quando siamo tornati a scuola ero molto soddisfatta, sia per il fatto di aver visto la centrale idroelettrica, sia per aver capito molte più cose dopo aver visto la centrale da vicino, e il suo funzionamento.
Manizza Teresa cl. 3A ICS “Bramante” Fermignano
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Visita alla centrale idroelettrica SalucciPost di Peppe Dini del 04 giugno 2012 in energia (Sfogliato 756 volte) Giovedì 17 maggio ci siamo recati a Ponte delle Piangole, comune di Fermignano, per visitare la centrale idroelettrica del mulino Salucci.
Era un antico mulino in disuso che è stato poi ristrutturato in centrale idroelettrica dal Professore Daniele Salucci.
Essa sfrutta la velocità e la pressione dell'acqua, trasformando l'energia cinetica appartenente all'acqua, in energia meccanica. La centrale è composta inizialmente da uno sbarramento sul fiume, a cima sfiorante. Da qui un canale laterale, porta l'acqua, attraverso una antica galleria scavata nella roccia, fino alla vasca di carico.
La traversa a cima sfiorante, sul Metauro
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Qui troviamo uno sgrigliatore, una robusta grata metallica, che serve a fermare i rifiuti che arrivano dal fiume. Automaticamente grazie ad un pettine scorrevole, scarica i rifiuti galleggianti che vi si fermano e li espelle sul greto. Il dislivello tra la traversa e lo scarico della turbina è di 4,5 metri. Esso permette di ottenere una potenza elettrica pari a 70 kw . L'acqua viene successivamente inviata alla turbina attraverso il distributore. E' un dispositivo formato da tante palette che circondano tutta la turbina; esse sono mosse contemporaneamente, in maniera sincrona, per regolare l'afflusso dell'acqua e quindi la potenza fornita dal motore idraulico.
La vasca di carico e lo sgliatore
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La turbina è di tipo Francis; è una turbina idraulica a reazione sviluppata nel 1848 da James B. Francis, un ingegnere inglese trasferitosi negli Stati Uniti. Oggi rappresenta il tipo di turbina idraulica più utilizzato. È una turbina a flusso centripeto: l'acqua raggiunge la girante tramite un condotto a chiocciola che la lambisce interamente, poi un distributore, ovvero le palette di regolazione , indirizzano il flusso per investire le pale della girante. La turbina è detta a reazione poiché non sfrutta solo la velocità, ma anche la pressione del getto d'acqua che, quando giunge nella girante, è ancora superiore a quella atmosferica. Infatti tramite il condotto convergente costituito dal canale tra le pale del distributore e da quello tra le pale della girante stessa finisce di convertire la pressione ancora presente in velocità. Lo scarico della turbina è a cono allargato alla base e ci permette di recuperare anche il salto che c'è tra la turbina e lo scarico.
La turbina Francis viene progettata e realizzata, specificamente per il dislivello dove deve essere installata.
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L'asse della turbina è collegato ad un moltiplicatore di giri a bagno d'olio, dove i 275 giri del motore idraulico diventano 1000 giri necessari per il generatore. Esso è di tipo asincrono, cioè prende la tensione e la frequenza dalla rete, per cui se manca l'elettricità dell'Enel, esso non produce elettricità per sicurezza e la turbina si ferma .
Tutto il sistema viene comandato e controllato attraverso un computer industriale chiamato PLC, capace di controllare tutti i sensori delle macchine , dell'acqua del canale e dello sgrigliatore.
Il rendimento della centrale è dell' 85% e il professore Salucci ci ha inoltre mostrato una copia in cera della turbina che era stata realizzata col metodo della “Fusione a cera persa”.
La sala macchine col gruppo turbina generatore
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Poi il professore Salucci ci ha portato a vedere il vecchio mulino che era, invece, dotato di due macine palmenti che permettevano la rotazione di alcuni macchinari utilizzati per produrre e setacciare la farina. Il vecchio mulino possiede ancora due ritrecini di metallo realizzati da una ditta di Acqualagna due ruote idrauliche basati sul principio di funzionamento della turbina Pelton.
La centrale mi ha colpito perchè mi piace l'idea di avere una centrale in casa e poi per me era la prima volta che vedevo una centrale idroelettrica. Anche se piccola, grazie alle spiegazioni del professore Salucci ho capito bene il meccanismo di una centrale idroelettrica.
Il ritrecine del vecchio mulino
Elisa Tonucci ICS Bramante Fermignano classe 3.a C
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Visita all'impianto di biogas a Sant'Angelo in VadoPost di Peppe Dini del 02 giugno 2012 in energia (Sfogliato 917 volte)
Mercoledì 16 maggio il prof. Dini e la prof. Tombari, ci hanno portato a visitare un’ azienda agricola che ha scelto di installare un impianto per ottenere biogas dai liquami. L’ azienda Luzi è situata nel comune di Sant’ Angelo in Vado in campagna.
Qui il signor Gianni Luzi ci ha accolti di fronte la stalla dei bovini e ci ha spiegato un po’ della sua azienda mostrandoci anche le stalle dei suini, dei buoi, e il magazzino dove tengono le scorte di mangime.
L’ azienda è di tipo zootecnico, cioè basata soprattutto sull’ allevamento, è provvista di 200 capi bovini circa di razza marchigiana IGP (sono 3 le razze di bovini italiani IGP e sono: marchigiana, chianina, romagnola; mentre ci sono altre 2 razze di bovini non appartenenti all’ IGP, queste sono maremmana e podolica; quest‘ ultima si pensa sia la generatrice delle altre 4 razze) e 800 suini circa e possiede vari ettari di terreno e alcuni di essi vengono utilizzati come pascoli per risparmiare sul fieno.
Allevamento di bovini: circa la metà dei bovini sono “vacche” cioè sono utilizzate solo per riprodurre i vitelli.
Hanno un allevamento detto a ciclo chiuso, dove gli animali vengono mantenuti fino al momento della macellazione e fatti ingrassare, vengono poi venduti.
L’azienda nutre i propri bovini con fieno e foraggio per la cellulosa utile, per le proteine e con un “mangime” proteico e vitaminico costituito soprattutto con prodotti propri della loro produzione come il pisello proteico, favino proteico e cereali per l’ apporto di proteine, orzo, triticale e soia (non OGM perché non consentito dalle leggi italiane e importato da altri paesi) per l’ apporto vitaminico.
Essi vengono portati alla macellazione intorno ai 18-20 mesi per i maschi e ai 13-14 per le femmine. (Al momento della macellazione un maschio può arrivare ad un peso di circa 700 Kg mentre una femmina a uno di circa 400 Kg)
Questa azienda non utilizza il ciclo unico per l’ allevamento dei suini ma ne compra 20 o 30 alla settimana e li rivende oppure li macella.
I suini vengono nutriti con cereali e polpa di bietole (per una carne meno grassa)
L’ azienda li lascia crescere per più tempo rispetto di altre aziende, poiché si utilizza un mangime non chimico (i mangimi chimici utilizzati da altre aziende infatti fanno crescere di circa il doppio i suini e in minor tempo).
Impianto a biogas
Nel 2010 l’ azienda Luzi ha costruito un impianto a biogas da 100 Kw per “riciclare” il letame prodotto dai bovini e il liquame dei suini prima di essere utilizzati come fertilizzanti (poiché essi se non trattati inquinano anche).
Questi scarti vengono introdotti in un digestore (profondo circa 6 m, con una capacità di circa 900 metri cubi e con una temperatura interna mantenuta sui 40°, temperatura d‘ azione dei batteri anaerobici) dove rimangono per circa 30 giorni e vengono “digeriti” anaerobicamente (senza ossigeno) da vari tipi di batteri (ogni famiglia batterica, è specializzata per scindere una determinata parte organica); essi producono biogas, costituito da metano al 60-70 %, anidride solforosa e vapore aqueo. Deumidificato e depurato dallo zolfo, viene usato per la produzione di energia elettrica.
Il digestato (fango digerito misto a un liquido), viene utilizzato come fertilizzante mentre il liquido viene ripompato nel digestore perché saturo di batteri utili per la digestione anaerobica.
Il metano derivato dal biogas prodotto, viene in seguito bruciato in un motore a scoppio da 400 Kw meccanici, che fa ruotare un generatore da 100 Kw elettrici .Il calore prodotto dal raffreddamento della testata del motore, della coppa dell'olio, dei fumi di scarico, viene poi recuperato per riscaldare lo stesso digestore. Esso produce giornalmente ben 2400 kwh elettrici. Esso è un buon esempio di come da degli scarti a rischio ambientale, possiamo ottenere energia pregiata.
Gionata Bisciari 3 D ICS " Bramante" Fermignano
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Centrale Mulino dei PieriniPost di Peppe Dini del 02 giugno 2012 in energia (Sfogliato 9507 volte)
Dalla nuova Relazione

Dalla Autorizzazione

Di questa centrale ne abbiamo parlato a lungo nel Post di Sacchi Giovanni del 07 luglio 2009 in energia (Sfogliato 3889 volte). Vi metto il link:
www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=520090707180716
I dati possono essere recuperati nel sito della Regione Marche Ambiente, dove per il nostro comune sono autorizzati due impianti: quello della cascata del Sasso e quello dei Pierini, di cui rimetto il link:
www.ambiente.regione.marche.it/Ambiente/Valutazionieautorizzazioni/ValutazionediImpattoAmbientale/tabid/86/ctl/Dettaglio/mid/626/Impianto/394/Ditta/355/ID_proc/240/Tipo/VIA/directory/V00320/Default.aspx
Detto questo vorrei intervenire per quello che ho sempre sostenuto sulla trasparenza: non credo che sia giustificabile il fatto che un qualsiasi cittadino debba essere a conoscenza di un progetto, solo quando questo serve per espropiargli (asseverare) un suo terreno. Questo è profondamente ingiusto. Credo che la responsabilita' debba essere assegnata a quei dirigenti e politici ricalcitranti nel discorso di trasparenza. Vediamo un attimo cosa sostiene, anche la normativa: "L'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza" (art. 22 L. 241/1990). Quindi la trasparenza è una rilevante finalità di pubblico interesse, alla pari degli stessi impianti energetici per cui si attuano gli espropri, ovvero per il pubblico interesse che ha l'energia.
Se andiamo a vedere nel sito della regione di cui sopra, vedremo inoltre, che l'avviso informativo è stato fatto sul Messaggero di Pesaro, il meno letto di tutti e la documentazione esposta, è ridotta. Il Testo unico ambientale, prevede per la VIA, la pubblicazione nel sito dell'ente della documentazione riferita all'istruttoria; quindi tutta, compresi gli allegati progettuali, tavole (art 24 comma 10 D.L.vo 152/2006). Ciò anche al fine di fare osservazioni e di richiedere l'incontro pubblico previsto per legge. Inoltre il Difensore Civico Regionale ha scritto ben due volte all'ufficio VIA regionale, sostenendo l'obbligatorietà di informare delle date delle conferenze dei servizi, attraverso la comunicazione nel sito istituzionale, cosa che puntualmente non avviene. A quelle conferenze gli interessati, potrebbero partecipare senza diritto di voto, ma con la possibilità di verbalizzare le loro affermazioni.
Mi capita spesso che nell'accesso agli atti della Provincia di Pesaro, loro comunicano al committente ed al progettista le mie richieste, al fine di avere il loro assenso. A parte il fatto che il controinteressato è colui a cui viene leso il diritto di riservatezza (art. 3 DPR 184/2006), ditemi quale riservatezza ha il committente i cui dati vengono discussi in commissione edilizia, vanno in conferenza dei servizi, pubblicati nel sito e nel cartello di cantiere? Infatti poi non possono negare l'accesso! A mio avviso i controinteressati diretti sono proprio quei cittadini a cui viene espropriato il terreno o leso i propri diritti; si tratta di riservatezza diretta, non dei dati sensibili; essi individuati dalle relative mappe catastali dovrebbero essere informati di quello che potrebbero accadere nel proprio terreno o nelle aree limitrofe.
Sempre grazie al diritto di trasparenza sarebbe più che opportuno, che i progetti che interessano un territorio siano pubblicati nel sito del proprio comune; è vero la legge non lo prevede direttamente, ma non lo nega affatto (si veda sito comune Acqualagna)
Vorrei comunque concludere con alcune osservazioni: un mio carissimo amico sosteneva, che non si sarebbe più collegato ad Altrometauro.net perchè ha notato che, ad esempio, per il mucchio di neve dal ponte , ci sono stati tante visite e commenti, mentre per altri aspetti più importanti ben pochi. Credo che dobbiamo sentirci in dovere di interessarci direttamente del nostro territorio e non delegare nessuno, anche se questo potrebbe risultare antipatico o avere delle piccole ritorsioni. Inoltre questo deve essere fatto sempre più per interessi comuni e non di pochi, (quanti se la sono presa per la centrale sulla cascata del Metauro). Occorre seguire, tutte le attività che si svolgono nel nostro comune attraverso il sito istituzionale, battersi per la sua completa trasparenza, intervenire nei progetti, nei piani di attuazione, dal trasferimento dei libri dalla biblioteca comunale a quella parrocchiale, fino arrivare a discutere del nostro Piano Regolatore Generale.
La libertà è partecipazione!
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La turbogas di CorinaldoPost di Peppe Dini del 22 maggio 2012 in energia (Sfogliato 588 volte)La turbogas di Corinaldo,ovvero insieme si vince

tratta dal sito:web.resmarche.it/resmarche/articles/art_1963.html
Ricevo:
Ieri sono stata ad un incontro pubblico sulla TUBORGAS di Crinaldo (AN) voluto dall'EDISON ,
sembrava che la battaglia fosse ancora in corso oggi invece con sorpresa vi trasmetta questa bella notizia.
l'Edison ha deciso di andarsene a casa (in Francia) FINALMENTE!
L'Edison ha spedito al ministero dello Sviluppo al Ministero dell'Ambiente ,
alla regione Marche , alla Provincia di ANcona, alla Provincia di Pesaro Urbino
ai Comuni di Corinaldo e di Mondavio con raccomandata "di rinunciare alla refurtiva"
I CITTADINI HANNO DIFESO I PROPRI DIRITTI ED ERANO PRONTI A DIFENDERLI AD OLTRANZA!
Trasmetto il comunicato stampa del Comitato Valcesano Sostenibile
Oggi le Valli del Cesano, del Misa e del Metauro possono ESULTARE!!!!!
La centrale Turbogas di Corinaldo non si farà più.
Edison ha comunicato ufficialmente che rinuncia a proseguire l ’iter autorizzativo .
L’ impegno, la tenacia, le competenze dei Comitati hanno determinato la cacciata di questa dannosa centrale dalle nostre Valli.
Il fronte unitario composto da cittadini e Sindaci, voluto e cercato dal comitato, ha determinato una vittoria di civiltà, buon senso e democrazia.
Come diciamo sempre, i ladri ci sono quando esiste una refurtiva.
Quello che è certo, è che nella Valle del Cesano non ci siamo fatti rubare i nostri diritti alla salute e al patrimonio, reagendo immediatamente per difenderci. In questo modo abbiamo convinto Edison che la sua resistenza sarebbe stata inutile di fronte a tanta determinazione.
Attendiamo che gli organi istituzionali competenti ufficializzino la notizia.
Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano
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Una analisi dettagliata sull'eolico della Comunità Montana di UrbaniaPost di Peppe Dini del 21 maggio 2012 in energia (Sfogliato 892 volte)L'Aste di Urbania mi invia questo documento dettagliato, sull'analisi dei costi dell'intero parco eolico della nostra Comunità Montana. Come si evince a fine documento, la convenienza e veramente minima. Infatti la produttività dell'eolico per il 2010 è stata di 1730 ore equivalenti, ben sotto la soglia delle 2000 di convenienza economica minima.
Si tratta anche di trasparenza amministrativa, cioè far conoscere ai cittadini del proprio territorio, tutti gli aspetti delle scelte operate dagli amministratori; un lavoro che dovrebbero fare gli uffici, anche assieme ai portatori di interesse colletivo e diffuso, che in questo caso però battono, gli enti pubblici di governo del territorio.
Peppe Dini



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Nell'anno mondiale dell'energia rinnovabilePost di Peppe Dini del 08 maggio 2012 in energia (Sfogliato 560 volte)Il futuro arriva con un GINGER

GINGER: IL NUOVO MEZZO DI MOBILITA' CHE HA TRASFORMATO IL FUTURO IN PRESENTE
Presso l’Istituto Comprensivo Donato Bramante “scuola polo” per la didattica dell’energia rinnovabile, è stato presentato un nuovo dispositivo tecnologico: il GINGER.
Il 14 gennaio 2012 presso l’Istituto Donato Bramante ha avuto luogo un incontro con due tecnici della Energy Patner ditta specializzata nell'installazione di impianti fotovoltaici e energia rinnovabile; hanno presentato il nuovo dispositivo mobile del secolo: il Ginger.
Sostituibile al cavallo, è un mezzo di trasporto impiegato per un uso specifico dalle istituzioni private e dai portatori di handicap, che ne beneficiano attraverso un seggiolino schienale avvolgente. Il ginger è un monopattino con due ruote parallele, munito di un manubrio; è costituito da una parte elettrotecnica dotata di due motori che ricevono gli impulsi da una scheda elettrica sulla quale cinque giroscopici inviano i loro segnali; ecco che quindi la pedana rimane perfettamente in equilibrio quando il passeggero è sopra , immobile, va avanti e indietro a destra e sinistra seguendo a semplice inclinazione del corpo, impedendo così al passeggero di cadere. La scheda elettrica, inoltre, controlla la polarità del ginger. Il manubrio è l’unica parte meccanica che permette al veicolo di effettuare spostamenti laterali. Dal punto di vista tecnico il ginger è dotato di due motori elettrici della potenza di 2200 watt, può raggiungere una velocità di 20 km/h, è utilizzabile nelle aree pedonali e possiede due batterie a litio che garantiscono una buona autonomia. Tale mezzo ha la particolarità di essere tecnologico ed innovativo, quanto semplice da utilizzare.
E' stata questa, una lodevole iniziativa, che permette all’Istituto Comprensivo “D. Bramante” di Fermignano di porsi ancora come polo didattico per lo studio dell’energia rinnovabile: un punto di riferimento anche per le altre scuole. Ha recentemente montato sul suo tetto dei pannelli fotovoltaici per una potenza di 33 kw elettrici, permettendo non solo la produzione di energia a basso costo che fa risparmiare sui consumi scolastici, ma è anche utile per far capire a noi ragazzi i parametri elettrici in gioco e le problematiche connesse alle energie rinnovabili.
FRANCESCA PAGNANELLI 3^C

2012, L’ANNO DELL’ENERGIA RINNOVABILE
’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riconoscendo l’importanza dell’energia per lo sviluppo sostenibile, ha designato il 2012 come Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti. Oggi 1,4 miliardi di persone non hanno ancora la possibilità di accedere alle fonti di energia più moderne e tre miliardi d’individui fanno utilizzo di “biomasse tradizionali” e di carbone come principali combustibili. Lo sviluppo sostenibile è diventato un’attività sostenuta e praticata in tutti gli stati e le moderne tecnologie stanno cercando nuove maniere per creare metodi o macchine di qualunque genere che possano soddisfare i requisiti per l’ abbattimento dell’inquinamento. Un esempio molto pratico delle ultime tecnologie di risparmio energetico ci è stato mostrato nel nostro istituto e si tratta del monopattino elettrico, altrimenti detto Ginger o segway . Questo è un dispositivo di trasporto che sfrutta una combinazione di informatica, elettronica e meccanica. La sua invenzione si deve a Dean Kamen che ne presentò il prototipo nel 2001. Oggi è utilizzato principalmente dalla polizia,ma adatto anche a chiunque grazie alla grande utilità delle ruote tacchettate. il Ginger è in grado di eseguire movimenti semplici o complessi tramite un sistema di controllo dotato di 5 sensori (giroscopi) che durante l’ utilizzo inviano l’ impulso dato dal guidatore verso due motori gemelli posti nelle ruote, e che regolano la postura del guidatore. Il suo peso totale è di 38 kg e riesce a toccare i 20 km/h con un’autonomia di 40 km, ad una tensione di 48V Questo è solo un piccolo esempio delle iniziative che l’Istituto Comprensivo D. Bramante propone in ambito del risparmio energetico, infatti la nostra scuola è stata una delle prime in tutta la provincia ad installare pannelli fotovoltaici che riescono a garantirci bassi consumi energetici per tutto l’ anno. La nostra scuola è stata anche un punto di riferimento per le altre scuole tanto, che queste venivano ad osservare gli impianti e le iniziative adottate. I progetti adottati da questa, sono solamente un piccolo contributo che l’uomo può dare per il sostenimento e la conservazione del nostro pianeta, e se vogliamo che questo rimanga così è necessario che tutti facciano la propria parte.
Bartolucci Filippo, Capponi Mattia 3°A
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La Regione risponde sull'eolicoPost di Peppe Dini del 10 aprile 2012 in energia (Sfogliato 956 volte)La Regione risponde sull'eolico
Il ricorso per gli impianti eolici inviata a Febbraio pubblicato qui su Altrometauro
http://www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=10020120226165331
ha avuto la Risposta della Regione , che inserisco. Il dirigente ci tiene a sottolineare la trasparenza degli atti e le modalità di accesso. Si dimentica però, che per Apecchio era stata chiesta la riunione pubblica prevista dalla legge regionale sulla VIA, che non ha attivato; senza parlare poi delle modifiche alla stessa legge proposte dal suo ufficio, dove praticamente buona parte della trasparenza era stata cancellata. Grazie dott. David Piccinini.
Buona lettura!

Eolico Mercartello Ricostruzione fotografica estratta dalla relazione della M3


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LO STRANO CASO DELL'EMERGENZA GASPost di Peppe Dini del 19 febbraio 2012 in energia (Sfogliato 558 volte)Ricevo e pubblico.


LO STRANO CASO DELL'EMERGENZA GAS
Apecchio 18-Febbraio 2012
LO STRANO CASO DELL'EMERGENZA GAS
Puntuale, con l'emergenza neve, è arrivata l'emergenza gas. Ma esiste davvero, per il nostro paese, un problema di approvvigionamenti o è essenzialmente una questione di gestione della risorsa gas? E soprattutto, dietro l'agitazione per l'emergenza, si nascondono altre finalità?
Ciò che non convince, in primo luogo, è il comportamento di Gazprom, il colosso energetico russo, che nei giorni scorsi ha ridotto le proprie forniture di gas ai paesi europei in percentuali che arrivano fino al 30%.
La Russia ha fatto troppi contratti che ora non riesce ad onorare? Strano, per una nazione che vanta enormi giacimenti di gas e che ha in progetto la realizzazione del mega gasdotto South Stream che dovrebbe portare in Europa ben 63 miliardi di metri cubi di gas l'anno.
L'occasione è ghiotta e il generale inverno dà un aiuto a Gazprom per ricordare agli europei che il principale rubinetto del gas, dall'Est, è nelle sue mani. La Russia ha tutto l'interesse a creare allarme, ed infatti Putin ne ha subito approfittato per attaccare l'Europa ("sarebbe da ricordare adesso chi rallentava la costruzione di North Stream") e, naturalmente, per spingere sulla realizzazione di South Stream (che vede la partecipazione dell'Eni al 20% e del quale un braccio dovrebbe approdare in Italia, ad Otranto). In ogni caso, il 6 febbraio scorso, la portavoce del Commissario UE all'Energia, Guenther Oettinger, ha dichiarato : "Non c'è alcuna emergenza gas in Europa".
Veniamo all'Italia. Il nostro paese ha un'ottima diversificazione degli approvvigionamenti di gas: l'85-90 % viaggia in gasdotti che arrivano dal nord Europa (Olanda e Norvegia), dall'Est (Russia) e dall'Africa (Algeria e Libia). Inoltre sono operativi due rigassificatori (Rovigo e Panigaglia) che danno circa il 15% del gas consumato in Italia.
Questa diversificazione consente al nostro paese di superare agevolmente le situazioni di crisi. Come quando ci furono temporanee interruzioni a causa della guerra in Libia o a causa di una frana in Svizzera. Ma allora non si parlò di emergenza. Certo, ora siamo in inverno e la possibile carenza di gas fa molta più presa sull'opinione pubblica. Eppure, nonostante l'eccezionalità degli eventi meteorologici di questi giorni, i picchi di consumo sono molto simili a quelli del dicembre 2010 quando toccarono i 459 milioni di metri cubi al giorno.
Il vero problema, per l'Italia, non è una insufficienza delle infrastrutture ma, al contrario, le anomalie e le disfunzioni prodotte dalla gestione monopolistica di Eni e Snam. I consumi di gas, nel nostro paese, non hanno mai superato gli 85 miliardi di metri cubi l'anno, mentre le infrastrutture esistenti (metanodotti e rigassificatori) hanno una capacità di importazione ben superiore: 107 miliardi.
Non sono, perciò, gli impianti che mancano. E' che, spesso, nei tubi non passa gas a sufficienza. Perché? Una denuncia precisa, nei mesi scorsi, è arrivata da Confindustria Ceramica : "In Italia c'è pochissima liquidità sul mercato del gas, ma non perché non ne arrivi abbastanza. Le forniture correnti abbondano rispetto alla domanda che è calata per le note difficoltà dell'industria. La vera ragione è che la capacità di importazione è sottoutilizzata dall'Eni, che la sfrutta solo al 60% e non consente ad altri di far passare il proprio gas nelle infrastrutture inutilizzate" ( Sole 24 ore del 14.9.11). Ciò ci aiuta a capire perché, da noi, la bolletta del gas è più alta rispetto agli altri paesi europei. Intanto, i consumi continuano a scendere. Nel 2010 non hanno raggiunto gli 83 miliardi di metri cubi, mentre nel 2011 si sono fermati a circa 78 miliardi (Sole 24 Ore 07 Febbraio 2012). E per il futuro? Afferma Matteo Verda, ricercatore dell'Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano e autore del libro "Una politica a tutto gas": "Qualche tempo fa Leonardo Bellodi dell'Eni, in un'audizione al Senato ha detto che in Italia non si stima un ritorno dei consumi ai picchi del 2005 prima del 2020" ( Panorama.it 8.2.12).
A cosa servono, allora, i 4 nuovi metanodotti che dovrebbero giungere in Italia dall'Africa e dall'Est Europa e gli oltre 10 rigassificatori progettati, dei quali 3 in dirittura d'arrivo? L'obiettivo è dichiarato con enfasi nelle pagine di pubblicità che Snam compra sui maggiori quotidiani italiani : "diventare l'hub europeo del gas".In parole povere, il gas che arriverà attraverso le nuove infrastrutture sarà rivenduto ai paesi del centro Europa. Il che spiega molto bene a cosa dovrebbe servire il nuovo mega gasdotto Brindisi- Minerbio di 687 Km, destinato a sconvolgere l'Appennino. Ciò che non quadra è perché un'operazione puramente commerciale, che ha per scopo quello di portare enormi profitti nelle casse della Snam, debba essere pagata dai nostri territori e dalle nostre popolazioni in termini di rischi e costi elevatissimi per la salute, la sicurezza, l'ambiente e le economie locali.
Come per tutte le emergenze anche quella relativa al gas è soprattutto un problema di previsione e di organizzazione. Proprio per situazioni come quella dei giorni scorsi esistono gli stoccaggi che, in Italia, sono pari a circa 15 miliardi di metri cubi di gas, di cui 5 strategici.
La prima incongruenza che balza agli occhi è che anche qui esiste una situazione di monopolio: infatti il 97% degli stoccaggi appartiene a Stogit, società del gruppo Snam che così, anche in questo settore, come per l'import e la distribuzione, fa sostanzialmente il bello e cattivo tempo.
"Riteniamo che le riserve disponibili e il quadro complessivo di utilizzo delle risorse del sistema gas rendessero possibili altri modi per affrontare questa emergenza climatica" ha dichiarato Paolo Culicchi, presidente del consorzio industriale Gas Intensive; mentre Massimo Mucchetti (Corriere della Sera dell'8.2.12) ha osservato : "se scatta un'emergenza a fine stagione, con stoccaggi già sfruttati, la reazione diventa difficile" e ricorda come per anni "la Stogit ha redistribuito gli utili alla casa madre senza investire". "In Italia esiste un problema serio di logistica: il gas c'è ma non riusciamo a distribuirlo in modo corretto ed efficiente quando ci sono picchi di richieste come quelli di questi giorni" ha dichiarato (Panorama.it 8.2.12) Alberto Bitetto, titolare di Ital Gas Storage, che è in procinto di realizzare un grande sito di stoccaggio in provincia di Lodi.
In definitiva, la questione centrale non è la carenza di gas ma piuttosto la gestione del sistema gas nel nostro paese. Un sistema che muove interessi talmente giganteschi da farci legittimamente chiedere quanto dell'emergenza di questi giorni è reale e quanto è invece abilmente pilotato per raggiungere scopi non apertamente dichiarabili.
Il metano ti dà una mano, diceva una pubblicità di tanti anni fa: così la mano la dà, ma non ai cittadini bensì a chi intende continuare a mantenere, a livello internazionale e nel nostro paese, posizioni di assoluto dominio.
Comitato No Tubo-Gruppo d’intervento giuridico
Per chi volesse approfondire l'argomento vi metto due links relativi al tema.
Del Club Alpino Italiano
www.cai-tam.it/News/gasdotto.pdf
Da Il Fatto Quotidiano
www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/decide-futuro-energetico-dellitalia-lobby-puntano-salento/192144/
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Ambientalisti e agricoltori: 'Stop ai pannelli e alle pale eoliche'Post di Tommaso Gentili del 08 gennaio 2012 in energia (Sfogliato 486 volte) Stop immediato alle autorizzazioni a impianti fotovoltaici sui terreni agricoli e alle pale eoliche. E’ la richiesta avanzata al Consiglio Regionale delle Marche dalle associazioni ambientaliste sottoscriventi e dalla Coldiretti, dopo che il Ministro alle Politiche agricole, Mario Catania, ha espresso la volontà di sbarrare la strada degli incentivi ai pannelli fotovoltaici collocati nei campi al posto delle colture.
Un problema che nella nostra regione ha visto nel 2011 occupati ben 600 ettari di terreni, sottratti alla produzione alimentare con un vero e proprio scempio del paesaggio e lo sconvolgimento del mercato degli affitti. Le associazioni chiedono che, con la riduzione degli incentivi, si indirizzi la realizzazione del fotovoltaico esclusivamente alle aree industriali, sopra i tetti degli edifici recenti (non nei centri storici) e non su suolo agricolo o in zone di pregio bensì nelle aree degradate da recuperare. Si ribadisce altresì l’assoluta opportunità e legittimità di tagliare gli incentivi all'eolico dal momento che la ventosità in Italia si attesta in media sulle 1500 ore/anno, ben al di sotto delle 2000 ore/anno ritenute utili per una produzione competitiva. In Italia già nel 2007 era installato quasi il doppio della potenza elettrica massima richiesta nei momenti di picco (106 GW contro i 56,8 GW picco estate, fonte dati Terna 2007).
Senza dimenticare il degrado causato da questo tipo di impianti ai crinali appenninici, alle colline, ai luoghi isolati di grande valore naturalistico, dove transitano gli uccelli migratori e si riproducono le specie faunistiche ormai rarissime. Un problema che nelle Marche sta mettendo a rischio diverse zone, tra cui a Monte Mezzano nei pressi di Sassoferrato, a Cagli, Piobbico, Urbania, Sant’Angelo in Vado, Apecchio, Frontone e Pergola, sulle montagne più incontaminate dell’appennino pesarese. Da qui la richiesta delle Associazioni ai consiglieri regionali di porre un freno alla deregolamentazione degli impianti fino ad 1 Megawatt di potenza, sulla scorta di quanto previsto dal decreto legislativo n.28/11, che ha recepito la nuova direttiva Ue, rispettando i beni culturali ed ambientali della nostra regione, cioè “beni comuni” che il Piano Paesistico Ambientale Regionale ha inteso a suo tempo tutelare.
COLDIRETTI MARCHE
COMITATO S. AMICO MORRO D’ALBA
COMITATO TERRITORIO SOSTENIBILE
COMITATO TUTELA SALUTE E AMBIENTE VALLESINA
FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA MARCHE
FORUM PAESAGGIO MARCHE
ITALIA NOSTRA MARCHE
LUPUS IN FABULA
TERRA MATER
WWF MARCHE
http://www.gomarche.it/news.php?newsId=330432
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Auto e monopattini elettrici allo shopping di sera a Sant'Angelo in VadoPost di Peppe Dini del 17 luglio 2011 in energia (Sfogliato 1724 volte)Auto e monopattini elettrici allo shopping di sera a Sant'Angelo in Vado
Auto elettrica Tazzani Zero
Ci sono andato anch’io a provarla con Emanuele. Scattante, veloce, brillante anche nella salita impegnativa, come quella del monastero del monte della Giustizia. E’ l’auto elettrica acquistata dalla Energy Partner, la nota ditta vadese installatrice di impianti fotovoltaici e non solo.

Vediamo qualche caratteristica più importante.
Prodotta ad Imola, tutta italiana, monta un propulsore elettrico asincrono trifase da 15 kw, con uno scatto da zero a 100 in 5 secondi ed una velocità massima di 100 km/h; utilizza batterie al Litio, di ultima generazione, che le permettono una autonomia di 140 km e si ricarica in sole 9 ore; telaio alleggerito completamente in alluminio, per avere un peso complessivo di 542 kg, porta due persone con due vani di carico da 180 litri, è immatricolata come moto. Cerchi in lega, 4 freni a disco e frenata elettrica a recupero di energia.

E’ possibile vederla e provarla mercoledì prossimo allo shopping di sera a Sant’Angelo in Vado. Per l’occasione la Energy Partner metterà a disposizione anche due Segway chiamati “Ginger”.
Ginger è un monopattino, autobilanciante mosso da due motori (uno per ruota). Grazie a dei giroscopi interni si muove e curva seguendo l’inclinazione del corpo del guidatore.

Foto tratta dal Corriere della Sera.it
Bello scoop propangandistico della Energy Partner. Saremo tutti a Sant’angelo in Vado , mercoledì sera.
Mentre ammirate queste immagini del 2011, guardate anche questo mezzo del 1911, restaurato e conservato presso il museo della scienza e della tecnologia di Milano. Si tratta di un lavastrade elettricco utilizzato a Milano nel periodo prebellico. E' il caso di rifletterci?

Peppe Dini
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Le inchieste di Repubblica: le scorie nucleariPost di Peppe Dini del 12 luglio 2011 in energia (Sfogliato 1199 volte)Un completo dossier di REPUBBLICA, sulle scorie nucleari che viaggiano nei treni, smantellamento (parziale) di Trino Vercellese ed altro. Serve a capire maggiormente le problematiche collegate. Peppe Dini
Ecco qui il link
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/07/12/news/nuclear_express-18914442/?ref=HRER2-1
Il treno che dall'Italia parte verso il nord della Francia

La sala di comando della centrale nucleare di Trino Vercellese

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Rigassificatore di Falconara, via libera dal consiglio regionale con 28 sì e 9 no tra le proteste. Le reazioniPost di Peppe Dini del 08 luglio 2011 in energia (Sfogliato 639 volte)Da Cronache Anconetane Online del 6 luglio 2011 riporto articolo in merito alla seduta del Consiglio Regionale sul rigassificatore di Falconara.
Mentre questo è il link del video.
www.youtube.com/watch?v=5RCUQepcu-8
Peppe Dini

ANCONA – Il consiglio regionale delle Marche dà il via libera al rigassificatore di Falconara Marittima. Il parlamento regionale ha infatti approvato, nel primo pomeriggio di oggi, dopo una caotica e tormentata seduta, con 28 voti a favore arrivati dalla maggioranza di centrosinistra e della minoranza di centrodestra, una risoluzione (firmatari Mirco Ricci Pd, Dino Latini, Api, Maura Malaspina Udc, Paolo Eusebi e Paola Giorgi Idv) attraverso la quale è stata approvata la relazione presentata in aula dal governatore Gian Mario Spacca. Voto contrario di Gianluca Busilacchi (Pd), Moreno Pieroni (Psi), Adriano Cardogna (Verdi), Massimo Binci (Sel), Raffaele Bucciarelli (Federazione della Sinistra), Giancarlo D’Anna (Pdl); Daniele Silvetti e Franca Romagnoli (Fli) ), Enzo Marangoni (Libertà e Autonomia). Astensione di Giulio Natali (Pdl). Il sì definitivo è atteso per il 12 luglio, nella conferenza nazionale dei servizi.
CRONACA DI UNA SEDUTA MOV IMENTATA - Dalle 400 alle 500 persone dalle 9 di stamattina hanno manifestato fuori dall’aula dell’Assemblea legislativa delle Marche chi contro e chi a sostegno della realizzazione dei rigassificatori al largo della costa marchigiana. Il consiglio regionale era chiamato oggi, infatti, a dare il via libera all’intesa per l’avvio dell’impianto Api al largo di Falconara Marittima. La manifestazione e’ stata presidiata dagli agenti della Questura di Ancona in tenuta antisommossa. Alle 11.20 la seduta del consiglio regionale è stata temporaneamente sospesa dopo le contestazioni in aula e lancio di banconote da 50 euro falsificate, con il logo del cavallino dell’Api, durante la relazione del governatore Gian Mario Spacca, da parte di quella fazione di manifestanti contraria al rigassificatore, alla quale in delegazione, insieme a quella dei lavoratori Api, il presidente del consiglio Solazzi aveva concesso di entrare per assistere ai lavori del consesso.

La seduta è stata riavviata poco prima di mezzogiorno. Il confronto tra Regione e Api sul rigassificatore, ha detto il governatore Gian Mario Spacca parlando all’Assemblea legislativa, ha prodotto un’ipotesi di accordo in cui la Regione entrera’ a far parte della societa’ che gestira’ il rigassificatore con una golden share, e la nomina di un proprio rappresentante con diritto di veto su piano industriale, controllo emissioni e valutazione d’impatto ambientale. Deluso dal ‘no’ degli operai della Fincantieri, il presidente ha anche accusato i comitati cittadini di avere una posizione pregiudiziale. Grida e insulti degli oppositori dell’impianto sono continuati anche alla ripresa della seduta, durante gli interventi dei vari consiglieri regionali.
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NO GASDOTTO, PER I COMITATI "UN PASSO AVANTI NELLA LOTTA" Post di Peppe Dini del 08 luglio 2011 in energia (Sfogliato 680 volte)Da sulmona notizie confortanti sul gasdotto appenninico ecco un articolo di CentroAbruzzoNews
Peppe Dini
mercoledì 6 luglio 2011
NO GASDOTTO, PER I COMITATI "UN PASSO AVANTI NELLA LOTTA"
SULMONA – Un passo avanti nella lotta contro la realizzazione del metanodotto. Sono tornati da Roma ottimisti i rappresentanti dei comitati sulmonesi e degli enti locali che hanno partecipato alla prima audizione in parlamento presso l’ottava Commissione (ambiente) sul problema del gasdotto della Snam. Sull’incontro esprimono un giudizio positivo i comitati che auspicano l’approvazione all’unanimità della risoluzione dalla stessa Commissione Parlamentare. “Il livello di attenzione registrato e alcuni interventi dei parlamentari presenti testimoniano della fondatezza delle motivazioni addotte da cittadini ed istituzioni nel corso dell’audizione” hanno affermato gli ambientalisti in una nota raccontando che durante l’incontro
“iI portavoce dei comitati e i presidenti delle due Comunità Montane, dopo aver spiegato ai parlamentari della Commissione le ragioni della lotta che da anni i cittadini stanno conducendo contro il devastante progetto della Snam, hanno chiesto la sospensione del procedimento autorizzativo e hanno dichiarato il loro accordo con quanto richiesto attraverso la risoluzione : l’istituzione di un tavolo a livello nazionale con tutti i soggetti interessati per valutare l’opportunità dell’opera e per pervenire ad un diverso tracciato che escluda la dorsale appenninica. E’ stata evidenziata” continuano gli ambientalisti sulmonesi “come sia assurda la scelta di dirottare la cosiddetta “Rete Adriatica” in aree – quali quelle della dorsale appenninica - che presentano criticità elevatissime sotto il profilo ambientale, dell’assetto idrogeologico e del rischio sismico. Il tracciato del metanodotto, infatti, sconvolgerebbe territori che costituiscono il polmone verde della penisola e che sono considerati strategici per la tutela della biodiversità nonché per la promozione di politiche di sviluppo ecosostenibile (progetto APE). Contro ogni logica è, inoltre, la decisione di collocare una infrastruttura così impattante e pericolosa (metanodotto e centrale di compressione) proprio lungo le aree più altamente sismiche della penisola, in parallelo o intersecando tutte le principali faglie attive dell’Appennino centrale e mettendo così ancora più a rischio la pubblica incolumità.

Molto pesanti, infine, sarebbero le ricadute negative sul turismo e sulle attività economiche locali, già fortemente penalizzate. E’ evidente, perciò, che per il tracciato dell’opera non poteva esserci scelta più sbagliata e che l’insistere su tale scelta è frutto non certamente di ragioni tecniche ma di pregiudiziali logiche di carattere politico ed economico” Hanno preso parte i rappresentanti dei comitati cittadini e di alcune Istituzioni locali : Aldo Cucchiarini (No Tubo Marche), Stefano Luchetti (No Tubo Umbria), Mario Pizzola (comitato Sulmona), Leonello La Rosa (comitato L’Aquila), il presidente della Comunità Montana Peligna Antonio Carrara, il presidente della Comunità Montana Catria e Nerone (Pesaro) Massimo Ciabocchi, il rappresentante della Regione Umbria Francesco Cicchella. Assente, invece, la Regione Abruzzo e la Snam. All’audizione – che è nata in seguito alla risoluzione (7-00518) che sul tema è stata presentata dai deputati del PD – hanno partecipato i parlamentari Tortoli (in qualità di Presidente), Stradella, Mariani, Verini, Lolli, Vannucci e Realacci. Seguiranno altre audizioni, dopo di che la proposta di risoluzione verrà sottoposta al voto in Commissione Ambiente.
CENTROABRUZZONEWS
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Le energie rinnovabili galleggiantiPost di Peppe Dini del 03 luglio 2011 in energia (Sfogliato 622 volte)
Le energie rinnovabili galleggianti
Un interessante video di Rai News 24, propone una soluzione alternativa all'eolico su terra: quello montato su piattaforme galleggianti. Interessante quanto emerge dalle interviste; si parla di vento al sud Italia e tra la Toscana e la Corsica.
Si indica come parco macchine per la generazione pari a 130 mila Mega Watt (avevo come dati 105 mila MW), quando noi nel luglio 2007 con il caldo torrido ne richiedevamo 57 mila MW, che molte centrali non vengono fatte funzionare , perchè ci conviene importare dalla Francia elettricità prodotta da nucleare (fatta passare come "rinnovabile" vedi Report del 29-11-2010) solo perchè ci conviene.
Insomma un filmato facile da vedere e da ascoltare, per capire megliole problematiche energetiche.
http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=23551
Peppe Dini
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Pannelli: meglio sui tetti!!Post di Giulio Venturi del 14 giugno 2011 in energia (Sfogliato 565 volte)Staccatevi dalla televisione, dal divano, dal web e venite a fare un giro nel centro ad Urbania. 
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