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Ospedale unico Marche Nord, nuove opportunità per le imprese del territorio
Post di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 24 giugno 2012 in sanità (Sfogliato 674 volte)

 L’assessore alla sanità: “Le manutenzioni delle attuali strutture di Pesaro e Fano? Una fonte di spesa enorme”. E annuncia “Un nuovo ruolo anche piccoli nosocomi provinciali”

Mezzolani e Ricci a confronto con gli imprenditori della CNA

“Gli ospedali di Pesaro e Fano sono strutture ormai obsolete che per rimanere a livelli di efficienza appena accettabili assorbono risorse ingenti per sole opere di manutenzione (quasi 5 milioni di euro nel 2011). Ecco perché un nuovo Polo ospedaliero Marche Nord è, oltre che strategico e in direzione di una migliore e più qualificata assistenza sanitaria, una scelta di razionalizzazione della spesa di vero e proprio investimento per il futuro della rete ospedaliera regionale”.

Alla platea di imprenditori della direzione della CNA di Pesaro e Urbino, riuniti sul tema della riorganizzazione del servizio sanitario, l’assessore alla sanità della Regione Marche, Almerino Mezzolani rivendica con forza la scelta di un nuovo ospedale unico provinciale e ricolloca nell’occasione anche il ruolo dei cosidetti ospedali minori. In particolare quelli di Pergola, Fossombrone, Sassocorvaro e Cagli. “Strutture - ha detto Mezzolani - che potranno essere riconvertite e diventare centri altamente specializzati in particolare nel post-intensivo e nella riabilitazione”.

L’assessore non dimentica nemmeno lo scottante tema delle emergenze. “I nosocomi minori - ha ribadito Mezzolani - dovranno essere dotati di un servizio di primo intervento. In modo tale che attraverso reti d’emergenza qualificate (che prevedono in supporto ai centri di primo intervento ambulanze dotate di apparecchiature di rianimazione e medico a bordo e, laddove possibile, di postazioni per elicotteri), saranno in grado di garantire le emergenze anche nelle zone più interne della provincia”. 

L’assessore Mezzolani ha sottolineato anche la virtuosità dei bilanci della Regione Marche, ed in particolare quelli relativi alla sanità, indicando nella scelta di un Ospedale unico provinciale, “l’occasione per creare un polo sanitario ad elevata specializzazione. Concentrare risorse e sforzi in un'unica struttura significa non solo razionalizzare le risorse ma potenziare il livello di qualità ed efficienza dei servizi ospedalieri”. Alla platea di imprenditori CNA - che in tema di bilanci sono piuttosto attenti in questa fase di crisi - Mezzolani ha poi prospettato l’ipotesi di come una nuova struttura ospedaliera possa diventare anche l’occasione per molte imprese di riconvertirsi. Al di là della costruzione del nuovo nosocomio “Ci saranno infatti tutta una serie di servizi non sanitari (manutenzioni elettriche, elettroniche, idrauliche, servizi di pulizia, mensa, etc.), che potranno coinvolgere direttamente molte imprese locali e costituire una risorsa in termini di lavoro e occupazione”.

Alla riunione con gli imprenditori CNA era presente anche il direttore dell’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord, Aldo Ricci che ha indicato il nuovo ospedale unico “come una grande opportunità ed un’operazione di grande razionalizzazione della spesa”, ricordando come le attuali spese per opere di manutenzioni delle vecchie strutture “costituiscano invece una dispersione importante di risorse ed ha auspicato l’avvio di un dialogo costante con le associazioni sul tema dei servizi ai cittadini; un’altra opportunità che può coinvolgere organizzazioni importanti come la CNA”. 

Al termine della direzione, alla quale erano presenti tra gli altri il segretario provinciale della CNA, Camilla Fabbri ed il vicepresidente provinciale Emilia Esposito, gli imprenditori hanno ringraziato Mezzolani e Ricci per l’esposizione dei temi auspicando una rapida evoluzione del progetto di riorganizzazione dell’offerta ospedaliera provinciale (magari anche attraverso un coinvolgimento dei privati tramite un project financing), rinnovando inoltre l’appello per un coinvolgimento diretto delle imprese locali nella gestione dei servizi non sanitari.

Un tema, quello della salute, del benessere e della sanità che da tempo vede impegnata la CNA attraverso servizi innovativi che possono offrire nuove opportunità alle imprese e ai cittadini associati.

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Il "Fronte di Azione Popolare PU" interviene con 2 emendamenti al Piano sanitario regionale
Post di Fronte di AZIONE POPOLARE-PU del 16 dicembre 2011 in sanità (Sfogliato 374 volte)

Il "Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino" seppur appena costituito, sta muovendo i suoi passi a gran velocità. La stessa Azione Popolare, tramite il Consigliere regionale indipendente Enzo Marangoni, presenterà due emendamenti al Piano socio sanitario regionale che si discuteranno oggi, venerdì 16 dicembre in Regione. Nella fattispecie i due emendamenti riguarderanno la tutela di due ospedali provinciali interni, quello di Pergola e quello di Sassocorvaro. Dice Giacomo Rossi neo presidente del "Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino": "Questo squallido Piano Sanitario avanzato dalla Regione ruota solo intorno ad interessi economici di alcune lobby e di qualche partito e non tutela la salute dei cittadini del territorio. Invece di intervenire sui reali sprechi sanitari se ne fanno altri, aumentando per giunta i disservizi nel territorio. Ci premeva dare risalto alla situazione ospedaliera di Sassocorvaro, sia per il suo bacino d'utenza, sia per la difficoltà viaria della zona, sia per la presenza nell'Altro Foglia di uno dei distretti produttivi più grandi della Provincia. Ribadiamo per giunta il nostro NO all'ospedale unico, che non risolve i problemi sanitari né di Pesaro né di Fano". Sull'emendamento a difesa dell'ospedale di Pergola interviene invece l'Assessore dello stesso Comune, Mauro Renzi, anche lui ai vertici del Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino; "Con l'emendamento presentato dal Consigliere Marangoni, che ringraziamo per la disponibilità, andiamo a rafforzare le richieste di mantenimento dei servizi sanitari dell'ospedale di Pergola, per il quale ci battiamo da sempre. Gli ospedali dell'interno non possono essere trasformati in lazzaretti o ricoveri. Si vadano a colpire i veri sprechi sanitari piuttosto che colpire i servizi medici basilari, essenziali per le comunità del territorio".

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Giacomo Rossi; “Troppo silenzio sull'ospedale di Sassocorvaro”
Post di Giacomo Rossi del 09 agosto 2011 in sanità (Sfogliato 848 volte)

L'ex candidato alla presidenza della Provincia Giacomo Rossi, interviene sull'annosa e critica questione dell'ospedale di Sassocorvaro. “Mentre la Regione sta tentando si smantellare i presidi ospedalieri dell'entroterra, migliaia e migliaia di cittadini, organizzati in comitati ed in gruppi, al di la del loro colore politico, si stanno mobilitando per salvare il loro sacrosanto diritto alla salute. La stessa sorte smantellatrice sta toccando all'Ospedale di Sassocorvaro che da rispettabile presidio ospedaliero è stato negli anni sminuito nelle sue funzioni sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Sia per il suo bacino d'utenza, sia per la difficoltà viaria della zona, sia per la presenza nell'Altro Foglia di uno dei distretti produttivi più grandi della Provincia, l' Ospedale di Sassocorvaro non può essere abbandonato a se stesso. Questo territorio non può solo produrre e pagare tasse; deve avere anche i dovuti servizi, almeno quelli essenziali come quello di una sanità che per lo meno faccia fronte alle prime richieste mediche basilari. Mentre tutti si mobilitano per salvare i propri presidi, da e per Sassocorvaro arrivano solo silenzi, anche purtroppo dai politici della stessa zona molti dei quali con l'Ospedale c' hanno anche campato. Spero che questo mio intervento possa stimolare il dibattito nonchè qualche azione comune in difesa di questo presidio ospedaliero”
 

fonte:web

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La Funzione pubblica Cgil di Pesaro e Urbino denuncia con forza il preoccupante stato dell’assetto occupazionale del servizio sanitario nella nostra provincia.
Post di Mino del 25 marzo 2011 in sanità (Sfogliato 777 volte)

Gli interventi della Regione sul contenimento dei costi del personale, attraverso lo strumento della limitazione del turn-over, hanno già creato e continueranno a creare, forti disagi, sia per il personale dipendente che inevitabilmente si vedrà aumentare il carico di lavoro sia per i cittadini che di conseguenza non potranno più contare sulla stessa qualità dei servizio fino ad oggi garantita. Nessun processo di riorganizzazione, tanto meno nessuna visione prospettica rispetto a ciò che la sanità pesarese dovrà diventare nei prossimi anni, è stato comunicata in maniera chiara  alle organizzazioni sindacali, tanto meno si riesce a comprendere la sua collocazione all’interno del futuro assetto del servizio sanitario regionale. Questa la situazione nelle zone della provincia: è stato chiuso un reparto della Rsa di Galantaraperché la Direzione Asur (zona territoriale 1) non procede alla piena sostituzione del personale il cui rapporto di lavoro è cessato. La stessa ha comunicato di dover procedere ad una nuova definizione dell’organizzazione del servizio del Dipartimento salute mentale e del Distretto che comporterà inevitabilmente un aumento dei carichi di lavoro per il personale.

Nella zona territoriale 2 di Urbino l’impossibilità di  assumere il personale nelle Residenze sanitarie assistite  e nelle Residenze protette di UrbaniaSant'Angelo in Vado e Macerata Feltria,  nasconde una  inopportuna riduzione di minuti di assistenza senza riconsiderare i piani di lavoro, con il risultato che un operatore deve governare 20 ospiti non autosufficienti. Per quanto riguarda la zona 3 di Fano con lo scorporo dell’Ospedale Santa Croce, si ritrova con una dotazione organica provvisoria ereditando carenze di personale assistenziale e tecnico ma soprattutto è ancora poco chiara la propria “mission” rispetto ai servizi che la zona vorrà e dovrà garantire.

Sull’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord riteniamo assolutamente anomalo che la stessa Regione provveda da subito a tagliare risorse ad una azienda appena costituita quando invece dovrebbe prevedere nuovi investimenti per agevolarne l’effettiva costituzione.  Ci sono, secondo noi, due importanti provvedimenti che l’attuale Direzione dovrebbe immediatamente affrontare per dare un senso a tutta l’operazione: in primo luogo determinare subito una dotazione organica che non sia solo la divisione numerica fatta nel 2010, ma sia il risultato di un’analisi approfondita dei servizi e dell’assistenza, intervenendo quindi  sulle attività che dall’unione dei due ospedali risultano doppie (ad esempio i  laboratori analisi). Quindi è importante decidere cosa fare a Fano e cosa fare a Pesaro, con quali risorse e personale. Chiediamo anche l’applicazione dell’accordo del 30/11/2010 che impone di definire entro la fine di marzo le committenze tra le due aziende, l’attribuzione dei posti vacanti e soprattutto l’assegnazione del personale amministrativo. Continuare oltre il 31 marzo con l’attuale situazione amministrativa significa rendere ingestibile il sistema.

Se la dimensione del taglio al Fondo sanitario regionale resterà invariata a nostro avviso non saranno più rinviabili scelte nella direzione della riorganizzazione del servizio sanitario regionale. Confidiamo ancora che la trattativa sindacale in corso possa produrre le risposte che lavoratori e cittadini si aspettano, ma, se così non sarà, la Fp Cgil si attiverà per mobilitare i lavoratori in una vertenza a carattere provinciale e regionale.

Segreteria Fp Cgil Pesaro Urbino

 

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Tagli continui ai servizi….Perchè siamo sempre noi a pagare?
Post di Lista Nuova Energia del 23 febbraio 2011 in sanità (Sfogliato 966 volte)

Lettera aperta al Sindaco di Mercatello Sul Metauro

Ci rivolgiamo ancora una volta al Sindaco di Mercatello sul Metauro per ribadire la nostra preoccupazione per quanto si sta verificando, ormai da qualche anno, nel nostro territorio dove si può toccare ormai con mano, una sensazione di eccessiva rassegnazione rispetto al  grande abbandono ed all’estrema marginalità in cui le nostre aree sembrano relegate rispetto alle scelte politiche.

Nelle precedenti riflessioni abbiamo evidenziato il ritorno nell’oblio della Fano-Grosseto, il silenzio rispetto al perdurare dell’incredibile chiusura della Statale di Bocca Trabaria, l’incapacità di ottenere servizi telematici soddisfacenti.

Ora vogliamo porre all’attenzione del Sindaco e dei cittadini, la grave problematica che sta coinvolgendo la nostra area  nel settore dell’assistenza agli anziani nei loro bisogni primari coinvolgendo direttamente la struttura RSA di Sant’Angelo in Vado unico punto di riferimento per la nostra area.

Nella struttura sanitaria RSA di S.Angelo in Vado, non sono stati infatti rinnovati un congruo numero di contratti a termine creando grosse difficoltà nell’erogazione dei servizi essenziali dei malati andando così incontro al rischio di una forte caduta di assistenza. Questo nonostante gli sforzi che il personale sta facendo ogni giorno per tamponare, con grande disponibilità e professionalità, le quotidiane situazioni di emergenza..

Siamo consapevoli delle difficoltà legate alla crisi che sta coinvolgendo l’Italia e buona parte dei paesi occidentali, ma non possiamo accettare che a pagare siano sempre le aree più marginali e con deficit storico di servizi essenziali.

La ripercussione dei tagli del governo sulla sanità si stanno infatti trasmettendo a cascata agli Enti di livello inferiore e finiscono per coinvolgere, come sempre, le aree più deboli ed in particolare i soggetti più bisognosi.

Siamo un’area dove la popolazione anziana è molto numerosa e lo sarà ancora di più nei prossimi anni e non possiamo, nella maniera più assoluta, accettare che vi siano tagli  nel settore dell’assistenza che mettano a repentaglio l’erogazione dei servizi primari ai soggetti più deboli.

Nel ribadire la nostra solidarietà a tutti coloro che si stanno battendo per scongiurare o limitare questi tagli al sistema socio-sanitario nella nostra area, chiediamo con forza al Sindaco di farsi carico di questa situazione e una volta tanto, far sentire con forza la propria voce.

Crediamo che i cittadini di Mercatello e dei paesi immediatamente limitrofi abbiano già dato tanto, stanno subendo da mesi i disagi della chiusura dell’unica strada di comunicazione, hanno subito da anni la presa per i fondelli sulla questione della Fano-Grosseto, ora non possono e non vogliono essere le vittime finali dei tagli sul sistema socio assistenziale che metterebbero a forte rischio l’erogazione dei servizi primari agli anziani ed ai soggetti più svantaggiati.               

                                       Gruppo Minoranza Consigliare

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Ospedale Unico - Mezzolani dia dati certi e faccia meno demagogia
Post di Gambioli Giuseppe del 07 settembre 2010 in sanità (Sfogliato 702 volte)

OSPEDALE UNICO: MEZZOLANI DIA DATI CERTI E FACCIA MENO DEMAGOGIA

L’assessore Mezzolani e la giunta regionale sono convinti che l’ospedale unico Pesaro-Fano si debba fare, che sarà una grande opportunità per la Sanità marchigiana e per l’economia al punto da diventare motore di sviluppo anche per gli altri settori come le infrastrutture e il tessuto urbanistico delle due città. Per l’Assessore l’ospedale unico è anche una grande opportunità politica che caratterizzerà il centro sinistra nel mondo del lavoro e della produzione. L’assessore promette tempi brevi, entro il 2015 avremo la nuova struttura da inaugurare, risparmi economici stratosferici stimati fino al 35%, che verrebbero reinvestiti nella sanità e la riduzione drastica della mobilità passiva verso le regioni limitrofe. Rimane il problema del sito ma i cittadini di fronte a questi vantaggi sapranno scegliere velocemente.
Il PRI di fronte a questa prospettiva rosea non potrebbe non essere d’accordo ma dalle dichiarazione dell’assessore Mezzolani emergono due elementi che preoccupano notevolmente: primo l’assessore quando parla dei soldi da impegnare usa l’imperfetto come dire: i soldi c’erano ma oggi ho qualche dubbio. Secondo aspetto a mio avviso molto più grave è quello di attribuire all’ultima Finanziaria l’eventuale soppressione dei 150 milioni di euro necessari per la realizzazione del nuovo ospedale.
Su un progetto che coinvolge 200 mila cittadini, su un bene fondamentale come il diritto alla salute, non credo che ci si debba scherzare sopra o farci una speculazione politica. E’ assurdo dichiarare che il governo ci ha tolto i soldi per l’ospedale unico ma noi siamo così bravi che i soldi li troveremo ugualmente! Questa è demagogia! L’ospedale unico, una volta deciso di realizzarlo e quindi inserito nella programmazione triennale, non potrà essere in balia di nessuna Finanziaria, poiché la regione ha la massima autonomia di gestire il proprio baget come crede. L’importante è crederci. Il piano triennale della sanità dovrebbe essere serio e realizzabile e non un cartello elettorale come più volte è accaduto.
Il PRI aspetta quindi che l’assessore Mezzolani comunichi dati certi sia sui soldi necessari per la costruzione della struttura, sia sui tempi di realizzazione. Altrimenti chi si preoccupa che gli attuali ospedali verranno ancora di più penalizzati a spese di Ancona ha ragione da vendere!
Cagli, lì 02 settembre 2010

                                                                                                    Il Segretario Regionale Pri Marche

                                                                                                             Ing. Giuseppe Gambioli
 

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FARMACI. MOVIMENTO CONSUMATORI: “IL 30% DEI MEDICINALI VIENE GETTATO VIA, UNO SPRECO DOVUTO A MANCATA INFORMAZIONE E ABITUDINI ERRATE
Post di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 04 luglio 2010 in sanità (Sfogliato 744 volte)

I dati che emergono dal rapporto annuale di Farmindustria, per cui 11,7 miliardi di euro potrebbero essere risparmiati, grazie all'uso corretto dei farmaci e dei vaccini, trovano il commento del Movimento Consumatori.

“Farmindustria ha elencato una serie di motivazioni allo spreco di farmaci, cui riteniamo utile aggiungerne altre”

“Il 30% dei medicinali – spiega Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori – finisce nel cestino perché scaduto o inutilizzato. Questo è dovuto spesso alla mancata adesione alla terapia da parte del paziente o alle prescrizioni in eccesso (la tendenza degli ammalati a fare scorte di farmaci), abitudini che comportano anche un danno ambientale, perché i medicinali sono rifiuti speciali e spesso non vengono smaltiti nella maniera adeguata. Poniamo l’accento anche sul fatto che per agevolare l’accesso ai farmaci nella distribuzione diretta vengono “elargiti” i medicinali anche per cicli di terapia di sei mesi /un anno. A questi si aggiungono anche presidi medici chirurgici, prodotti che in caso di morte del paziente o di interruzione della terapia finiscono inevitabilmente per essere gettati via.

Si deve fare attenzione anche all’uso improprio dei farmaci, l’abuso o un uso non corretto determinano nella maggior parte dei casi una conseguente ospedalizzazione, con una spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Tutto questo evidenzia una carenza d’informazione. Infatti, non vengono realizzate campagne di educazione ai cittadini sull’utilizzo dei farmaci. Per quanto riguarda la questione generici in Italia, siamo il fanalino di coda nell’utilizzo di questi medicinali. Il mercato non è incentivato, per la continua lotta tra le industrie farmaceutiche, senza considerare che, invece, l’incentivo all’utilizzo porterebbe a liberare preziose risorse per la ricerca di farmaci innovativi”.

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Interpellanza n°19 Pozzi di captazione acquedotto di Cà Alessandro
Post di Cacciamani del 02 luglio 2010 in sanità (Sfogliato 716 volte)

AL SIG.SINDACO DEL COMUNE DI SANT’ANGELO IN VADO


Interpellanza n° 19


OGGETTO: Pozzi di captazione acquedotto di Cà Alessandro


Premesso che:


1. ci è giunta la segnalazione dell’ impiego di diserbante nei pressi dei pozzi di captazione in zona Cà Alessandro, entro le distanze minime di rispetto, ovvero 200 mt ,
2. da verifiche in loco, la segnalazione ha trovato fondamento, ma per la certezza assoluta occorrono delle analisi di laboratorio o una perizia di un agronomo,

chiediamo pertanto:

1. di attuare i provvedimenti del caso, una volta verificata l’attendibilità, al fine di tutelare i fruitori del servizio;
2. di promuovere opere d ’informazione preventiva presso i titolari e i conduttori dei terreni agricoli, al fine di scongiurare il ripetersi di tali azioni.
3. di sensibilizzare le forze dell’ordine alla vigilanza di tali aree nei periodi in cui solitamente si fa ricorso a tali sostanze chimiche.

Sant’Angelo in Vado, 17/06/2010 Il Gruppo Consiliare di Minoranza

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UN’ALTRA STRUTTURA SANITARIA IN URBANIA. 5 marzo. Inaugurata la nuova RSA
Post di Giuseppe Lucarini del 05 marzo 2010 in sanità (Sfogliato 4900 volte)

5 marzo 2010. Inaugurazione nuova RSA

Oggi ore 11.30, alla presenza della autorità sanitarie dell’ASUR di Urbino e della Regione, in primis l’assessore regionale alla Sanità Mezzolani, e del Direttore Generale ASUR dr Roberto Maluccelli, del responsabile del Distretto dottor Romeo Magnoni e di tutto il personale sanitario, dei sindaci di Urbania, Peglio e Borgopace, del responsabile dell’ambito sociale e assessore di Urbino Maricla Muci, è stato inaugurato il modulo da 20 posti letto della nuova Residenza Sanitaria Assistenziale di Urbania.
Quest’opera s’inserisce nel programma di potenziamento strutturale previsto dalla Zona Territoriale di Urbino per la assistenza residenziale rivolta ai pazienti non autosufficienti. Spazi confortevoli dotati di climatizzazione, qualità assistenziale elevata, assistenza infermieristica garantita nelle 24 ore, insieme al personale di supporto qualificato, permettono di ospitare in modo adeguato venti persone non autosufficienti , in genere anziane , bisognose di interventi sanitari.
Tale struttura qualificata è in grado di soddisfare i bisogni assistenziali complessi che gravitano sulla popolazione del territorio di riferimento della Zona Territoriale n.2 di Urbino.

Descrizione lavori:

il nuovo reparto occupa un’area di circa 700 mq ed è stato ricavato ristrutturando una ampia porzione del secondo e terzo piano del distretto di Urbania
Sono stati realizzati nuovi impianti: di climatizzazione, elettrici, idrosanitari, antincendio e di distribuzione gas medicinali.
Sono stati realizzati nuovi serramenti e infissi e finiture superficiali.
Al secondo piano sono ubicate 7 stanze di degenza con annesso servizio igienico, per un totale di 20 posti letto; un deposito dello sporco, un deposito delle attrezzature, un bagno assistito, una cucinetta; al terzo piano sono stati realizzati una sala pranzo, un soggiorno, un deposito sporco, un ripostiglio e quattro bagni. I nuovi ambienti si integrano con gli ambienti esistenti quali la palestra e ambulatori vari.
Tutto il reparto è dotato di climatizzazione estiva ed invernale.
Il progetto è stato finanziato ai sensi dell’art. 20 della legge n.67/88 per un importo complessivo di €. 986.432,68.
I lavori sono iniziati il 10.03.2003; L’esecuzione dell’opera ha avuto un andamento travagliato in quanto la ditta aggiudicataria è fallita durante l’esecuzione delle opere; è stato quindi necessario procedere ad un nuovo appalto che ha permesso di ultimare i lavori il 20.12.2009
 

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CORSO PER VOLONTARI DEL SOCCORSO CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO DI FERMIGNANO - URBANIA
Post di feduzi.emanuele del 09 gennaio 2010 in sanità (Sfogliato 1722 volte)

Si può iniziare il 2010 pensando di dare un “aiuto ad aiutare gli altri”: il comitato locale della Croce Rossa di Fermignano pronta ad accogliere le iscrizioni al nuovo “corso formativo di base per i volontari della Cri”, è pronto ad accogliere le iscrizioni dall’11 gennaio all’8 febbraio nella sede della Croce Rossa a Fermignano in via Donizetti (di fronte alla Caserma dei Carabinieri) o ad Urbania nella portineria dell’Ospedale, dalle 18 alle 20 dal lunedì al sabato. Per partecipare al corso occorre avere compiuto 14 anni, esser cittadino italiano o di uno stato dell’UE, di uno stato non comunitario, purchè soggiornante regolarmente nel territorio italiano, essere incensurati, essere in possesso di idoneità psico-fisica, assumere l’impegno a svolgere gratuitamente l’attività. Il corso prevede un primo modulo informativo comune di 13 lezioni, al termine del quale i volontari potranno scegliere di svolgere le attività di base oppure di proseguire nel cammino formativo specifico per il tipo di servizio che sceglieranno di svolgere (soccorso sanitario di emergenza, attività sociali, gruppo giovani, ecc.). l’8 febbraio si svolgerà la prima lezione informativa, alle 20.30 alla sede della Cri di Fermignano. Sono in tanti i partecipanti ogni anno ai corsi che poi arriveranno a conseguire il diploma finale: il comitato locale CRI di Fermignano, spesso impegnato in attività pubbliche, ha aperto un gruppo su face book ed un nuovo sito (www.crifermignano.it). Info 0722.33.29.18 oppure 340.07.01.323

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PEDRIATRA A SANT'ANGELO IN VADO
Post di Fabio Gostoli del 24 dicembre 2009 in sanità (Sfogliato 924 volte)

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INFLUENZA A. MOVIMENTO CONSUMATORI E FEDERCONSUMATORI: “NESSUNA RISPOSTA DAL MINISTERO E DALL’AIFA SU SICUREZZA VACCINO”
Post di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 15 novembre 2009 in sanità (Sfogliato 1040 volte)

Il 21 ottobre scorso, Movimento Consumatori e Federconsumatori hanno inviato richiesta formale al viceministro Ferruccio Fazio e all’Aifa per chiedere che venissero resi pubblici gli studi condotti sul vaccino contro l’influenza A. Ad oggi – denunciano le due associazioni – non ci è pervenuta risposta. Reputiamo questo fatto grave, in un momento in cui c’è necessità più che mai di chiarezza nell’informare i cittadini

Di seguito si riporta uno stralcio della lettera inviata al Ministero e all’Aifa:

La procedura d’urgenza che si è adottata per la produzione dei vaccini, anche sulla pressione dell’opinione pubblica avrà dato il tempo necessario per un’accurata sperimentazione dello stesso? E’ sicuro? E per quanto tempo durerà la sua capacità di immunizzazione con una sola somministrazione? Il foglietto illustrativo ne riporta come necessarie due, anche se ne viene consigliata una sola. E infine, elemento che desta moltissime nostre perplessità, sono sicuri tutti i componenti?
Ci risulta che per la prima volta è stato utilizzato come adiuvante lo Squalene su vaccini destinati a bambini. Visto che in primis verranno vaccinate le donne in gravidanza e i bambini sarebbe utile conoscere se è stata fatta adeguata sperimentazione su queste tipologie di pazienti con un adiuvante di questo tipo.
Inoltre, come è stata costituita la coorte degli individui su cui si è fatta sperimentazione?
Siamo sicuri che il vaccino sia stato sottoposto a tutti i controlli necessari, ma umanamente ci chiediamo se cinque mesi siano pochi per approfondire in modo accurato la ricerca preventiva alla sua immissione in commercio.
Ci confortano le rassicurazioni formali che vengono fornite dal Ministero e dall’ Aifa, ma trattandosi di un evento eccezionale che ha portato all’allestimento in tempi più brevi del normale rispetto a quelli necessari per produrre un normale vaccino stagionale
chiediamo
di rendere pubblici gli studi condotti, quindi:

· su quanti pazienti è stato sperimentato il vaccino;
· quanto tempo è durata la sperimentazione;
· per quanto tempo dopo la somministrazione di una dose - come consigliato - si mantiene l’immunità;
· quali possono essere gli effetti collaterali;
· se l’adiuvante Squalene” è già stato sperimentato su donne in gravidanza o sui bambini.

"Siamo perfettamente a conoscenza che non esiste né in Italia né in Europa una norma che obblighi le aziende a pubblicare i dati delle sperimentazioni - spiega Rossella Miracapillo, responsabile dell'Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori - i dati negativi che sono venuti fuori dalle stesse, oltre che quelli positivi, ma questo avviene invece in America dove la FDA rende pubblici questi dati".
"A fronte della confusione e della paura di milioni di cittadini - aggiunge Rita Battaglia, vicepresidente di Federconsumatori - riteniamo giusto venire a conoscenza pubblicamente dei dati suddetti. Ciò a salvaguardia dell’interesse dei cittadini e di tutti i sanitari che operano nel settore per una vaccinazione che sia davvero consapevole”.

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Ospedale nuovo: dibattito sul nulla. Intanto diminuiscono le liste di attesa ad Urbino.
Post di Mino del 12 luglio 2009 in sanità (Sfogliato 1051 volte)

Articolo di SIMONA SPAGNOLI sul Messaggero

Polemizzare sul progetto di un ipotetico nuovo ospedale, unico o solo per Pesaro che sia, rappresenta «un’inutile perdita di tempo, se non altro perché il bilancio 2010 e, in prospettiva, le risorse finanziarie destinate dal Governo al Patto per la Salute, copriranno a stento i costi della sanità regionale». E’ quanto afferma l’assessore regionale, Almerino Mezzolani, chiamato a commentare le dure prese di posizione dell’assessore fanese Del Vecchio sull’idea di un ospedale a Fosso Sejore sostenuta dalla Fondazione Carifano. «In nessuna sede – dice Mezzolani – si è ragionato di un ospedale unico, né tra Fano e Pesaro, né a Pesaro, in quanto il progetto Marche Nord riguarda un’azienda unica funzionante su 2 plessi integrati. Motivo di discussione è semmai la modalità con cui si lavorerà all’interno della struttura, se per intensità di cura o scegliendo se mantenere questo o quel reparto. Ne discuteremo a settembre con i soggetti interessanti, nessuno escluso, prendendo in esame ogni suggerimento. Tutto il resto è puro esercizio di fantasia perché le incognite finanziarie legate al Patto per la Salute, oggetto di trattativa tra Governo e Regioni, escludono qualsiasi possibilità di nuovi ospedali». Mezzolani ricorda che le recenti acquisizioni di apparecchiature strumentali, le nomine ai primariati, le assunzioni di personale dimostrano che l’integrazione per la Regione rappresenta «un investimento per la riqualificazione dei servizi di cui avremo un ritorno sia nella qualità delle cure, sia in termini di attrazione sanitaria». «Noi – conclude l’assessore - dobbiamo essere concreti, realisti e fare ciò che è funzionale al sistema sanitario. L’integrazione è ciò che serve e che comincia a dare i suoi frutti: in tre anni, grazie ai nuovi progetti, abbiamo recuperato quasi 15 milioni di euro nella mobilità passiva».
Intanto arriva qualche piccola buona notizie sul fronte liste di attesa. Si accorciano i tempi per chi deve sottoporsi ad esami diagnostici, in particolare ad Urbino e a Fano, mentre a Pesaro perdurano i disservizi legati alla divisione tra ospedale e Zona. Non pare accettabile assicurare una colonscopia dopo 145 giorni, o una risonanza alla testa dopo 7 mesi. Per questo la Regione sta elaborando una serie di correttivi tra i quali rientra anche un progetto di revisione dei contratti con i privati convenzionati. Intanto, almeno nelle altre città della provincia, qualche spiraglio si comincia a intravedere. Ad Urbino, in poco più di sei mesi, si sono ridotte le attese per gli esami di ecodoppler cardiaco (64 giorni, erano 91), aortico (70, erano 79) e addominale (25, erano 30). In netto progresso anche la situazione della risonanza magnetica (60, erano 101). Bene anche la Tac: tra la prenotazione e l’esame passano tra i 28 (erano 50 per la testa) e i 31 giorni. Non ancora ottimale, ma in miglioramento, anche la situazione di Fano dove bisogna aspettare 89 giorni per un’ecografia all’addome (175), 86 giorni per una risonanza alla testa (213 ), 2 mesi per avere una visita ematologia (erano 6) e 63 giorni per un consulto di endocrinologia (5 mesi).

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Ultimi commenti

Commento di Ignurant del 24/05/2013 8.56.49
Ecco.... siccome hanno pochi privilegi mi sembrava giusto aggiungere un qualcosa anche per la pensione no? quindi mentre operai campano con 600 euro ...
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Commento di Luca del 21/05/2013 14.13.04
Noi ci siamo il 23 di maggio! :D :D :D :D :D :D ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 18.28.14
beh.. ma VOI siete pagati per questo.. io NO! ...
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Commento di Pierluigi del 20/05/2013 10.59.51
Bellissima notizia.
Appena possibile porterò Elena e Massimo. ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 9.55.26
Forse partecipando si può capire di più e se ritieni che non sia abbastanza, come sicuramente sarà, puoi dare il tuo contributo per fare di più.
Ti aspettiamo.... ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 8.25.13
..solita riunione dove la CNA si loda e si riLODA di quello che fa!!!..
MA POI COSA FA??????? ...
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Commento di Peppe Dini del 19/05/2013 7.42.19
Sono appena rientrato da una 3 gg a S:Martino con due mie classi seconde. A seguito del post, la Com.Mont. e la provincia hanno pensato alla sedazion ...
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Commento di Richez del 18/05/2013 8.53.46
La tua TAVOLA ha preso un indirizzo errato.
Quello corretto è questo:
http://www.comune.sant-angelo-in-vado.ps.it/fileadmin/grpmnt/5532/TAVOLA_2.pdf

Con ...
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Commento di T. Gentili del 16/05/2013 21.08.32
Noi in comune facemmo un'interrogazione a riguardo. Il sindaco ci rispose che quel tipo di prodotto non è pericoloso per l'uomo e che ha una durata di 6 ore dall'applicazione sull'erba. In poche parole se ...
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Commento di Anonimo del 16/05/2013 20.59.53
Parole sante Peppe Dini! ...
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