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Magari diteci come stanno davvero le cosePost di Tommaso Gentili del 12 febbraio 2013 in infrastrutture (Sfogliato 256 volte)Finalmente il famoso tracciato è stato presentato (si fa per dire), ma ancora non si sanno ancora quali iniziative Spacca e C. ci stanno riservando.
Intanto nonostante le mie richieste di accesso agli atti devo aspettare settimana prossima per poter avere notizie sul tracciato "ufficiale"
La cosa che più mi preoccupa è una parte del comunicato stampa della regione Marche:
L’ottimizzazione del tracciato
Sulla scorta degli orientamenti emersi in sede di Commissione Tecnica è stata definita l’ottimizzazione del tracciato, in accordo con il territorio, al fine di ridurre i costi di realizzazione dell’opera (si prevede un risparmio complessivo pari a circa 900 milioni di euro per un totale dell’investimento pari a 2.900 Milioni di euro):
1. Variante Rigomagno-Monte S. Savino-Arezzo (tratto Bettolle Arezzo)
2. Variante Arezzo-Palazzo del Pero
3. Ottimizzazione del tracciato Le Ville-Parnacciano
4. Variante di Mercatello (Lotto 4)
5. Variante di Fermignano (Lotto 8)
Caro Spacca, IL TERRITORIO NON SA NIENTE E NON HA NEMMENO IL PROGETTO.
Non appena riuscirò ad ottenere tutta la documentazione mi impegnerò a renderla pubblica.
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Il progetto dell'E78Post di Tommaso Gentili del 19 novembre 2012 in infrastrutture (Sfogliato 205 volte)La bozza di progetto della "nuova" E78 è uscita, ma solo il presidente Ricci e un paio di assessori sono a conoscenza del reale tracciato e di tutto ciò che ne consegue.
Sarebbe bello se il nostro presidente della Provincia tra una cena con Bersani ed una comparsata ad Omnibus pubblicasse sul sito della Provincia il nuovo progetto, comprensivo di sovrapposizione con quello vecchio redatto dalla Provincia stessa e magari mettendoci pure un allegato per capire dove Strabag & C. risparmieranno a nostre spese.
Qualcuno glielo ricordi su facebook o twitter per favore.
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Fano-Grosseto. A che punto siamo? Proviamo a dirloPost di Tommaso Gentili del 25 settembre 2012 in infrastrutture (Sfogliato 738 volte) 
Anzitutto vengono alcuni dubbi soltanto a guardare la locandina
1- Se viene fatto l'incontro a Pesaro (che tra l'altro è una nota località dove passa la FANO-Grosseto) di venerdì alle 17.30, è evidente che la partecipazione è riservata a gente che non lavora.
2- Se il tracciato è quello segnato sulla locandina, qualche problema tra Arezzo e Siena devono averlo avuto, visto che allungherebbero il percorso di qualche decina di chilometri.
3- E' inutile mettere i porti del Tirreno e dell'Adriatico per far vedere che arriveranno i fondi della Banca Europea per gli Investimenti (che tanto non arriveranno mai perché l'Italia è già il maggior paese ad usufruirne) se poi il presidente Spacca non ha mai visto la strada che c'è tra Grosseto e Civitavecchia.
4- "La priorità della Regione Marche". Si, se consideriamo che prima ci sono la terza corsia dell'A14, la Quadrilatero e la pedemontana Marche- Abruzzo - Molise (che parte da Ascoli) potremmo dire che è "la priorità".
Tornando sull'argomento, le vere novità sembrerebbero queste:
1- All'incontro parteciperanno Barbara Marinali, direttore generale del Ministero Infrastrutture e Trasporti e Franca Zappaterra, presidente della commissione tecnica ministeriale (Mit). Anche se la partecipazione di queste persone non garantisce di certo i finanziamenti...
2- Riprendendo dall'articolo www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2012/09/25/777145-fano-grosseto.shtml si legge: "L’opera, dopo alcune razionalizzazioni progettuali, scenderebbe a 2,9 miliardi di euro da quattro miliardi. Di cui 1,1 miliardo per il tratto Pesarese, compreso il raddoppio della Guinza. I tempi previsti sono 2 anni per l’iter progettuale e la gara e 8 anni per la realizzazione della Fano-Grosseto a mo’ di autostrada."
Anzitutto cosa vuol dire "a mo' di autostrada"? SARA' O NON SARA' UN'AUTOSTRADA?
Sapete dove credono di risparmiare i soldi? Togliendo i tratti in galleria.
Il primo paese a beneficiarne sarà proprio Mercatello sul Metauro che si vedrà passare a 10 metri dalle case la strada anziché farla passare sotto terra. Ricordo benissimo che in quanto consigliere ho presentato un'interrogazione in consiglio comunale dopo aver letto le dichiarazioni dell'Ing. Paccapelo (dirigente della Provincia di Pesaro e Urbino) che il 24/12/2011 nell'edizione pesarese del Resto del Carlino dichiarava che ci sarebbero state modifiche del tracciato nei pressi di Mercatello e Canavaccio. In consiglio mi fu risposto che in Comune non era pervenuta nessuna comunicazione a riguardo.
I miei dubbi li avevo esternati già il 26 gennaio sempre su altrometauro con le otto domande fatte al presidente della Provincia Ricci:
Il tracciato è passato miracolosamente da un costo di 4 miliardi di euro (presumibilmente destinato a lievitare) a 2,7 miliardi.
1 - Quali modifiche sono state fatte al tracciato per rivedere così al ribasso la cifra per la costruzione dell’opera? Queste modifiche avranno aspetti rilevanti per la vita delle popolazioni locali?
2- Perché nessuno ci aveva pensato prima? Ovvero non pensa che questo abbassamento dei costi coincidente con l’arrivo di una cordata disponibile a realizzare l’opera sia quantomeno inaspettato?
3 - Siamo nel più grande periodo di crisi dal dopoguerra ad oggi, non crede che lasciare il canone di locazione a carico dello Stato, già indebitato di suo, sia qualcosa di controproducente? Secondo Lei non basta il pedaggio a compensare le “fatiche” dell’impresa (che oltretutto avrà già guadagnato di suo tramite la defiscalizzazione introdotta dal governo sulle grandi opere)?
4 - Non pensa che sia ingiusto che l’impresa applichi un pedaggio su un’opera che per buona parte è già stata costruita? In questo ambito ritiene giusto far pagare un operaio che giornalmente percorre una tratta qualsiasi tra Fano e Canavaccio?
5 - La E78 sarà a pagamento fino ad Arezzo o fino a Grosseto?
6 - Perché la tratta tra Siena e Grosseto si sta progressivamente realizzando (con soldi pubblici), mentre tra Marche e Umbria nulla è più stato realizzato in quarant’anni? Potrebbe girare la domanda anche al suo collega di partito e presidente della giunta regionale Spacca?
7 - Nel progetto le opere secondarie (o di collegamento tipo Lunano-Sant’Angelo) le faremo pagare all’italiana (ovvero a spese dei contribuenti) o le pagheranno i privati? Privati che tra le altre cose non pagheranno un euro per la progettazione nel tratto marchigiano, visto che ci ha già pensato la provincia anni fa.
8 - Ora che il suo ruolo politico dopo il taglio del governo Monti alle funzioni delle province è pressoché nullo, perché caldeggiare una scelta così rischiosa che sicuramente, se nel 2014 si fosse nuovamente votato, avrebbe contribuito a farla perdere (visto che già è al 98° posto su 110 nella classifica di gradimento tra i suoi colleghi)? Avrebbe fatto la stessa scelta se si fosse andati alle urne?
Poi riguardo anche alle aziende che dovrebbero costruire la E78 ho aggiunto questo http://www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=920120307175856
Però le cose migliori non le sto scrivendo io, le stanno scrivendo nei commenti dell'articolo del Carlino che ho linkato sopra.
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Qualche domanda sulla E78 parte secondaPost di Tommaso Gentili del 07 marzo 2012 in infrastrutture (Sfogliato 382 volte)Già qualche tempo fa avevo posto una serie di domande riguardo la costruzione della Fano-Grosseto da parte della CMC (che ci aveva già provato nel 2007) e di altre due grandi imprese (Astaldi e Strabag) qui: http://www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=920120126160631
A dimostrazione che le mie preoccupazioni non sono del tutto casuali:
http://www.ravennaedintorni.it/ravenna-notizie/31188/tav-travaglio-da-santoro-contro-la-cmc-da-falce-e-martello-a-calce-e-martello-.html
che poi scatena queste reazioni: http://www.youtube.com/watch?v=cmTrjQJ27bw
Poi ci si è messo pure Grillo: http://www.beppegrillo.it/2012/03/cmc_calce_e_martello/index.html
Le considerazioni le lascio a chi legge.
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E intanto passano i secoliPost di Tommaso Gentili del 24 maggio 2011 in infrastrutture (Sfogliato 613 volte) Vi riporto due articoli che ho trovato sul sito web del Resto del Carlino, le riflessioni le lascio a voi.
Quel binario così
tanto sospirato
Ci vollero 38 anni per inaugurare la Fabriano-Urbino. La storia di una tratta tormentatissima, inaugurata il 20 settembre 1898. All'inizio del Novecento il collegamento con Roma era più rapido e sicuro di oggi grazie al treno
Urbino, 22 maggio 2011 - Fu il commissario governativo Lorenzo Valerio, nel 1860, il primo a lamentare la difficoltà di raggiungere Urbino e subito fu dato ad un certo ingegner Peyron l'incarico di progettare una linea ferroviaria che collegasse la città ducale a Roma. Ma non poteva immaginare che l'impresa sarebbe stata ben più ardua dell'Unità d'Italia. Il corposo plico con il progetto scomparve nel 1864, si disse, nel trasferimento della Capitale da Torino a Firenze, ma forse il ministero dei lavori pubblici era preoccupato per quella galleria prevista sotto l'Alpe della Luna di ben 6.160 metri. Ricomparve dopo anni, ma i preventivi ormai erano inadeguati. Così la ferrovia entra nella leggenda e la stampa locale ci sguazza.
Nel settimanale «Il Cittadino » del 9 giugno 1880 si legge «...oh potessimo vederla presto questa ferrovia! Quanti vantaggi ne ritrarrebbe questa povera Urbino che ora giace in mezzo ai suoi monti abbandonata e languente fra gli artigli dei gufi pennuti/ dell'antro di Bacco/ dei corvi pasciuti/ del pubblico acciacco...». Passeranno altri diciotto anni e finalmente il 20 settembre 1898 arriva il sospirato giorno dell'inaugurazione della tratta Fabriano- Urbino, un martedì. Già il giorno precedente era partita alla volta di Fabriano una delegazione formata dall'assessore Natalucci e dal cavalier Placido Coen, raggiunti dal facente funzioni di sindaco avvocato Vivarelli proveniente da Recanati ove aveva presenziato all'inaugurazione di una lapide a Puccinotti. Contemporaneamente giunge da Roma il sottosegretario ai lavori pubblici onorevole Felice Chiapusso con la consorte. Parteciperanno al suntuoso banchetto offerto dal marchese Serafini per poi finire la serata al teatro «Gentile» con l'opera «Manon Lescaut » di Puccini. Il mattino seguente alle 6,10, confortati da un ricco servizio di caffetteria, partenza dalla stazione di Fabriano: è un treno speciale, concesso dal Governo per l'occasione, ha un vagone salon per gli ospiti di riguardo e posti per 500 invitati che saliranno via via nelle varie stazioni insieme agli orchestrali dei paesi lungo la linea. In tutte le stazioni si ripete lo stesso rituale: saluto del sindaco, fiori alla signora Chiapusso e Marcia Reale suonata dalla banda cittadina. DOPOuna breve sosta a Sassoferrato si parte per Pergola ove salgono il prefetto della Provincia commendator Taddeucci e gli ingegneri dell'Impresa Norsa-Bassani e l'intera banda cittadina. Qui finisce il primo tronco della lunghezza di km31,700 già in funzione da due anni. Il secondo tronco, Pergola - Acqualagna di km 24,986 attraversa il Cinisco , il Cesano e, dopo le stazioni di Canneto e Frontone, passando sotto il colle Colombaro (530 metri di galleria), sbocca nella vallata del Burano, poco sotto Cagli ove il treno giunge alle ore 9 e vi sosta per un'ora.
Nel magazzino merci furono serviti cioccolato e vermouth, ma il "Messaggero" sottolinea che «si videro entrare nel buffet alcuni che non lo dovevano, mentre altri che lo dovevano, rimanere a bocca asciutta». «L'elegantissima signora Isotta Bufalini, moglie del sindaco, offre a nome delle signore cagliesi, in gran parte ivi convenute, un bellissimo bouquet di fiori alla signora Chiapusso, mentre- continua "il Corriere Metaurense" - il sindaco stesso consegna delle medaglie, inviate dal sindaco di Vicenza, ai reduci cagliesi del 1848». Riprende il viaggio e da Acqualagna inizia il terzo tronco di km 22,870 fino ad Urbino. Dal Candigliano passa alla valle del Metauro e, lasciata la stazione di Piobbico giunge ad Urbania, elegantemente imbandierata, breve sosta e dopo pochi minuti giunge a Fermignano. Le campane suonano a distesa poi il concerto della banda di Fano esegue pezzi d'operamentre i 500 ospiti affollano le sale della stazione ove il Caffè Basili di Urbino aveva allestito un ricco buffet a base di pasticcini, vini, rosolii e gelati per tutti. A fare gli onori di casa i Falasconi, Piccini e Bindelli. Il tracciato della ferrovia si inerpica ora tra fossi e speroni montuosi, è il tratto più difficile della linea: un lungo viadotto sul fosso di Ca' Spacciolo per entrare nella galleria di Crocicchio (952 metri) e quindi il fosso di Santa Maria degli Angeli poi un altro viadotto a due ordini di archi, l'opera d'arte più importante dell'intera linea alto ben 41 metri sul fosso della Concia, e dopo la galleria di Ca' Corona (872 metri) e un altro viadotto: finalmente alle 11 e 30 la vaporiera sbuffando arriva alla stazione di Urbino. Il sindaco, commendator Nicolai accoglie le autorità governative e municipali, attorniato da quasi duemila urbinati e dalla banda cittadina. In città le campane suonano a distesa, finestre e balconi pavesati a festa, ma... la strada della stazione non c'è.
Il progetto presentato dall'ingegner Raffaele Coen era stato approvato all'unanimità (astenutosi solo il cavalier Placido Coen, suo padre), ma ormai era già il 20 dicembre 1897 e nei mesi successivi il tempo inclemente non permise, sin quasi a primavera, l'inizio dei lavori. Vennero fatti lo sterro del percorso e i due ponti sul fosso di Risciolo, ma dall'autunno ancora un fermo dei lavori, poi di nuovo interrotti perché il Comune aveva sospeso l'erogazione delle 5.000 lire destinate ai carrettieri che trasportavano il materiale... Così gli ospiti, scesi dal treno, dovettero arrivare in città percorrendo la lunga strada nazionale con le poche carrozze disponibili che facevano la spola. La maggior parte però, compresi gli orchestrali, stanchi di aspettare il ritorno delle carrozze, arrancarono su per la strada appena sterrata giungendo al Palazzo Ducale sudati e polverosi.
Al banchetto, allestito nella Sala del Trono sotto la direzione del conte Castracane e servito da Aldo Albini dell'Albergo Italia, sedettero duecento invitati. Allo champagne parlò il sindaco di Urbino e il prefetto, poi Miliani per Fabriano e Storoni per Pergola, venne infine la volta dell'onorevole Chiapusso che commosse i presenti portando « il saluto di Roma che da Urbino ricevette Raffaello e Bramante e- continua "L'Eco di Urbino" - quello del natio Piemonte che ad Urbino è debitore del pittore Genga e dei Paciotti». Alle 20 la vaporiera riporta a valle gran parte degli ospiti, salutati da venti fuochi d'artificio, mentre l'instancabile banda musicale di Pergola suonerà per le vie di Urbino sino al mattino.
di Maria Luisa Moscati Benigni
Mirco Ricci: "Serve la ferrovia Fossombrone-Pergola"
"È un tratto di appena dieci chilometri, ma molto importante per collegare il territorio con la capitale"
Pesaro, 23 maggio 2011 - "Serve la ferrovia Fossombrone-Pergola per collegare il territorio con Roma". È quanto chiede Mirco Ricci, capogruppo Pd Marche: "La Regione Marche ha già fatto audizioni con le categorie economiche per il piano strategico delle infrastrutture e della mobilità alternativa. Chiederò che venga inserito un tratto di ferrovia che unisca Fossombrone con Pergola. E’ un tracciato di appena 10 chilometri, ma molto importante perché esiste già il tratto Pergola-Fabriano da cui poi partono i treni per Roma e questa è la chiave di volta per collegare il territorio con la capitale".
Ricci continua: "In questo contesto possiamo inserire una linea nuova Fano-Fossombrone e Fossombrone-Urbino. Ma dimentichiamoci del vecchio tracciato Fano-Urbino, non è sostenibile per costi e per le numerose modifiche che richiederebbe sui passaggi a livello, incroci a raso e ammodernamenti. Proprio per questo - spiega - non mi convince la non scelta sulla vecchia ferrovia Fano-Urbino, la Regione deve dimenticarsi di questa possibilità e concentrarsi su una mobilità funzionale al territorio. Dobbiamo pensare che da Fossombrone potremo raggiungere la capitale con nuove linee grazie al raccordo Pergola-Fossombrone. In questo contesto di mobilità alternativa e sostenibile una pista ciclabile al posto delle vecchie rotaie della Fano-Urbino andrebbe anche incontro a richieste turistiche del territorio. Le ciclabili che si immergono nella natura, come quella appena realizzata del Foglia, possono essere dei forti veicoli turistici della provincia di Pesaro e Urbino. Mi impegnerò personalmente per ottenere questi obiettivi nel Piano Strategico Regionale delle Infrastrutture, anche con emendamenti se fosse necessario".
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Bocca Trabaria: 5 mesi chiusa per cosa?Post di Tommaso Gentili del 02 maggio 2011 in infrastrutture (Sfogliato 812 volte)Mi era giunta voce dell'esiguità dell'appalto della famosa frana di Bocca Trabaria.
Non ci credevo.
http://www.comunesangiustino.it/IMG/pdf/avviso_aggiudicazione_DEFINITIVA_frana_romito.pdf
Adesso ci credo.
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Forse sarebbe oraPost di Tommaso Gentili del 20 aprile 2011 in infrastrutture (Sfogliato 733 volte)
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RAI1: TG1 L’INCHIESTA, L'ITALIA DELLE OPERE INCOMPIUTEPost di Tommaso Gentili del 09 aprile 2011 in infrastrutture (Sfogliato 1429 volte) "A meta' dell'opera" e' il titolo della puntata di "Speciale Tg1 l'Inchiesta" in onda domenica 10 aprile su Rai1 alle 23.30, con la conduzione di Monica Maggioni.
Nel 1990 il sogno di bucare i monti dell’Appennino e unire il Tirreno con l’Adriatico. La galleria della Guinza però resta davvero un sogno: lavori fermi da sette anni e un futuro tutto da stabilire. Solo uno dei tanti esempi di opere pubbliche incompiute in Italia come l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, ospedali, stazioni ferroviarie, acquedotti, cattedrali nel deserto. Talmente tanti casi da arrivare alla Biennale di Architettura, a rappresentare una tendenza, uno stile tutto italiano: l’incompiuto.
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Fano-Grosseto, Bocca Trabaria ma anche porto di Pesaro, Strada delle barche e Cesanense. Ecco le priorità per l’associazione che chiede l’intervento di parlamentari, Regione e istituzioniPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 23 marzo 2011 in infrastrutture (Sfogliato 1047 volte)
Infrastrutture in provincia di Pesaro e Urbino, Rete Imprese Italia chiede interventi urgenti
In un momento di grave crisi per l’economia nazionale, che in provincia di Pesaro e Urbino ha raggiunto livelli più che preoccupanti (2mila imprese in meno nell’ultimo anno), è importante che non si dimentichino i problemi infrastrutturali del territorio che sono strettamente legati alle prospettive di rilancio e sviluppo del sistema economico provinciale . R.ete. Imprese Italia di Pesaro e Urbino, l’associazione che rappresenta unitariamente le associazioni di categoria dell’artigianato e del commercio (CNA, Confartigianato, CasaArtigiani, Confcommercio e Confesercenti), ha sottoscritto un documento che sarà inviato ai parlamentari eletti nei collegi della provincia, a Regione Marche e istituzioni locali, in cui si sollecitano interventi precisi e urgenti relativamente a diverse infrastrutture. Innanzitutto la Fano-Grosseto, asse di collegamento tra le due coste, il cui iter sembra essersi arenato, non solo per le difficoltà relative al reperimento delle risorse, quanto per il mancato inserimento dell’arteria tra le opere nazionali di interesse strategico nazionale. Chiediamo per questo una nuova forte azione parlamentare per sollecitare, dopo la protesta dello scorso ottobre, una ripresa dell’attenzione del Governo e del ministero per le infrastrutture sulla superstrada tra i due mari e perché non vengano disperse le risorse e gli sforzi fin qui impiegati. Altro problema, la cui soluzione tecnica è già stata avviata ma la cui realizzazione pratica attende di essere ancora avviata, è quella relativa alla ripresa della circolazione di Bocca Trabaria. L’importante strada di collegamento fra tre regioni, la cui chiusura forzata da ormai più di quattro mesi sta causando ingenti danni a cittadini e imprese del territorio, deve essere risolta adottando tutte le misure necessarie ad accelerare i lavori di consolidamento delle pareti rocciose franate. R.ete. Imprese Italia, inoltre, sta valutando l’ipotesi di avviare un class action con la richiesta di pagamento delle imprese danneggiate in conseguenza alla chiusura dell’arteria. Relativamente alle strutture viarie R.ete. Imprese Italia sollecita inoltre una ripresa di azioni concertate per la realizzazione della cosiddetta Strada delle barche e per un allargamento e ristrutturazione della Cesanense. Altre tre importanti infrastrutture che meritano l’attenzione dei parlamentari, di Regione Marche e istituzioni provinciali sono la realizzazione del nuovo Porto di Pesaro - i cui lavori devono poter essere garantiti anche nei prossimi mesi - il dragaggio del Porto di Fano ed il potenziamento dell’aeroporto di Fano. A tal proposito chiediamo che si componga la questione relativa alla realizzazione della nuova pista di atterraggio e alle controversie progettuali sul tracciato sorte tra Enac e Società autostrade che sta realizzando nei pressi la terza corsia autostradale.
Su tutti questi problemi legati alle infrastrutture, R.ete. Imprese Italia di Pesaro e Urbino chiede un sollecito interessamento dei soggetti istituzionali citati affinché si possano alleviare non solo gli attuali disagi conseguenti ad un ulteriore isolamento della nostra provincia, ma per poter dare in prospettiva nuovi elementi di sviluppo per un ritorno alla crescita e alla competitività economica del territorio.
R.e Te. Imprese Italia di Pesaro e Urbino (CNA, Casa, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti)
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Un'altro pezzo di storia della città viene recuperato.Post di Giuseppe Lucarini del 21 marzo 2011 in infrastrutture (Sfogliato 765 volte)
FINALMENTE IL RESTAURO DEL MURO DEL PALAZZO DUCALE
Inizieranno presto i lavori per restaurare il muro del Palazzo Ducale. Si tratta di un problema irrisolto dal dopoguerra, in pratica dalla data di abbattimento dell’edificio della biblioteca ducale avvenuto nel 1951, dopo di che rimase all’abbandono e andò progressivamente in rovina.
Il progettista è l’architetto Celeschi Antonella.
“Siamo rimasti sorpresi di aver visto la foto del muro nelle cartoline dell’opposizione” dichiara l’assessore- Talozzi “Sapevano già che sarebbe stato restaurato. Come lo sanno per altre opere. Ma hanno voluto rilanciare lo stesso. Il motivo è difficile da capire”.
Noi per nostra parte, mentre riconosciamo all’amministrazione precedente di averci visto giusto, presentando la domanda” siamo contenti di risolvere un problema di 60 anni nella nostra legislatura e penso che come noi sarà contenta l’intera città.
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Dopo le promesse i fattiPost di Tommaso Gentili del 21 novembre 2010 in infrastrutture (Sfogliato 858 volte)Delibera del Cipe del 18/11/2010
http://www.cipecomitato.it/it/il_cipe/sedute/2010/allegati_esito_sedute/Seduta_0008/esito.pdf
estratto:
ESITO DELLA SEDUTA DEL 18 NOVEMBRE 2010
Allegato Infrastrutture alla Decisione di Finanza Pubblica per gli anni 2011-2013
Il Comitato ha espresso parere favorevole sull’Allegato Infrastrutture alla Decisione di Finanza
Pubblica 2011 – 2013.
Programma delle infrastrutture strategiche (Legge n. 443/2001)
Il Comitato ha:
▪ approvato il progetto preliminare del 1° lotto Fortezza – Ponte Gardena del
quadruplicamento della tratta ferroviaria Verona - Fortezza della linea di accesso alla
Galleria del Brennero;
▪ autorizzato l’avvio della realizzazione del 1° lotto costruttivo del progetto definitivo della
Galleria di base del Brennero;
▪ autorizzato l’avvio della realizzazione del 1° lotto costruttivo del progetto definitivo della
“Linea AV/AC Milano – Genova. Terzo Valico dei Giovi;
▪ autorizzato l’avvio della realizzazione del 1° lotto costruttivo del progetto definitivo della
“Linea Milano – Verona. Tratta Treviglio – Brescia;
▪ approvato, con prescrizioni, il progetto definitivo del Cunicolo esplorativo de La Maddalena
nell’ambito del “Nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione”;
▪ assegnato un nuovo finanziamento di 230 milioni di euro (7^ tranche) a favore del
Consorzio Venezia Nuova per la realizzazione del sistema MO.S.E., a valere sulle risorse
di cui all’art. 46 del D.L. n. 78/2010;
▪ approvato, con prescrizioni, il progetto definitivo del “Corridoio intermodale integrato
Pontino”, tratte Roma (Tor de’ Cenci) – Latina (Borgo Piave) e Cisterna – Valmontone, con
le opere connesse;
▪ approvato il progetto definitivo della viabilità secondaria del lotto 1 (Rosignano - San Pietro
in Palazzi) dell’Autostrada A12 Livorno – Civitavecchia;
▪ approvato la proroga della dichiarazione di pubblica utilità dell’Interporto di Battipaglia;
▪ approvato, con prescrizioni, la variante al progetto definitivo “Acquedotto Potabile del Sinni
– III lotto;
Manca qualcosa?
Si è proprio quella strada alla quale tanti politici dicono di aver dato un contributo importante per far ripartire i cantieri.
E infatti è ancora ferma lì.
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Marche: la regione al plurale. Tranne per le strade.Post di Tommaso Gentili del 28 agosto 2010 in infrastrutture (Sfogliato 1214 volte)A qualcuno di voi sarà sicuramente capitato di avere tra le mani il notiziario della giunta della regione Marche. 64 meravigliose pagine a colori dove si illustra tutto ciò che di buono e di meraviglioso si è fatto (o si farà) per questa bellissima regione (ce lo dice Dustin Hoffman).
L'ultimo numero s'intitola: bandiere blu e terza corsia ...l'estate che avanza!
Col petto gonfio di orgoglio ci fanno conoscere che sono stati aperti ben 33 km di terza corsia tra Ancona Sud e Porto Sant'Elpidio. Purtroppo questi chilometri li hanno fatti proprio sul tratto più inutile. Chi ascolta i notiziari sul traffico da un mese a questa parte avrà sentito di lunghe code tra Fano (oppure Marotta) e Cattolica. Insomma lungo tutta la costa della provincia di Pesaro e Urbino. Su questo la giunta non dice nulla. Si limita solo a ricordare che la 3° corsia tra Fano e Cattolica arriverà a gennaio 2014, condannando quel tratto di strada ad altri tre anni di inferno tra code, incidenti ecc...
Come se non bastasse, la regione ci fa sapere che è stato "coperto il 100% della rete con asfalto drenante della regione, interventi su 12 aree di servizio, interventi di potenziamento su 2 caselli". Bravi, usate soldi pubblici per fare favori a delle società private (Autostrade per l'Italia S.p.A.) che tanto le autostrade costano poco e sono prive di cantieri!
Poi l'assessore Viventi illustra i progetti infrastrutturali per le Marche nell'articolo "Recuperare i ritardi, programmare il futuro". Proprio così, nella regione della E78 c'è gente che fa questi discorsi. Ma torniamo all'articolo, dove si parla di Quadrilatero tanto per cambiare: "la Regione Marche - ribadisce l'assessore - non è più disponibile ad accettare ulteriori ritardi nella realizzazione dei lavori", parole dure. Non pago, l'assessore rincara la dose parlando di pedemontana Fabriano-Muccia-Sfercia e dell'uscita Ovest del porto di Ancona. Non un accenno ad una strada della nostra provincia (una qualsiasi, neanche una mulattiera), eppure mi pare che di problemi ce ne siano dalle nostre parti, pensate a quando Bocca Trabaria era chiusa o alla pedemontana tra Sant'Angelo e Lunano.
Mi faccio e Vi faccio una domanda: la mancanza di infrastrutture all'interno della nostra provincia è una questione di menefreghismo oppure una volontà di depotenziare economicamente le nostre zone e le imprese che vi sono insediate per favorirne altre altrove? O magari è solo una questione di scarsa rappresentanza politica?
Intanto alcuni comuni abruzzesi e laziali vogliono unirsi alla provincia di Ascoli, con un ulteriore spostamento del baricentro politico-istituzionale verso sud. E poi ci scandalizziamo se quelli della Lega nord chiedono di staccare Pesaro e provincia dal resto della Regione? E lo dico ricordando che la Lega è una delle cose più lontane da me.
p.s. lo scanner non mi funzionava altrimenti avrei messo le pagine del notiziario.
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L'area industriale Praci Lunghe a MercatelloPost di Lista Nuova Energia del 23 agosto 2010 in infrastrutture (Sfogliato 1569 volte)AREA INDUSTRIALE “PRACI LUNGHE”
Questi sono i risultati fallimentari dell’Amministrazione Comunale ad oltre 10 anni dalla lottizzazione:
• Completo stravolgimento dei principi ispiratori e del regolamento del bando di assegnazione dei lotti;
• Zero opere accessorie funzionali ed incentivanti per le attività imprenditoriali;
• Zero incentivazioni dell’Amministrazione a favore di nuovi imprenditori;
• Zero interventi di manutenzione;
• Zero posti di lavoro;
• Completo degrado ed abbandono
• Accanimento assoluto e continuo boicottaggio nei confronti dell’unico imprenditore che ha investito sull’area con l’intenzione di creare un’attività;
L’Amministrazione Comunale in questi 12 anni non ha mai dato il giusto peso a questo problema venendo meno alle promesse a suo tempo fatte ed abbandonando a se stesso un progetto che poteva rappresentare un motore di sviluppo per tutto il paese. L’area industriale, rappresenta oggi un esempio di inefficienza dell’Azione Amministrativa ed un’autentica vergogna per tutti i Mercatellesi.



Gruppo Minoranza Consigliare
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Fano-Grosseto: la storia infinitaPost di Tommaso Gentili del 31 maggio 2010 in infrastrutture (Sfogliato 4403 volte)Pubblico su Altrometauro la versione completa e aggiornata dell’articolo che è uscito nello scorso numero di Informarci. Cogliendo l’occasione per ringraziare la redazione per aver pubblicato l’articolo, che per motivi di impaginazione non è potuto uscire nella sua versione completa. Oltretutto ho aggiunto un piccolo aggiornamento.

"Faccio un esempio concreto: è dal 1975 che si sta lavorando alla Grosseto-Fano, la strada che consentirebbe di unire tre regioni ai due mari. Eppure ancora non è stata terminata."
Enrico Rossi, presidente regione Toscana
21 maggio 2010
Fano-Grosseto: la storia infinita
La storia (recente)
Risulterebbe assai poco utile ricordare l’inizio dei lavori alla galleria della Guinza, quando l’allora ministro dei lavori pubblici Giovanni Prandini venne ad inaugurare il cantiere per l’apertura del primo foro. Il ministro disse: “entro un anno voglio tornare per l’inaugurazione”, una frase che, se sei riascoltasse oggi, farebbe venire i brividi lungo la schiena. Per la cronaca l’ex ministro Prandini è appena stato condannato a risarcire lo stato con 5 milioni di euro per danno erariale durante i suoi mandati da ministro.
Era il governo Andreotti VI, dopo Prandini in quel ministero (che ha cambiato nome più volte) sono passati nell’ordine Merloni, Radice, Baratta, Di Pietro, Costa, Burlando, Micheli, Bordon, Nesi, Lunardi, ancora Di Pietro ed infine Matteoli attualmente in carica. Dopo vent’anni alla Guinza è cambiato qualcosa: il traforo semifinito (nelle giornate di sole si vede l’altro lato della galleria), altre gallerie minori, alcuni viadotti e qualche chilometro di asfalto immacolato, buono per fare jogging e poter dire: “sono andato a correre in superstrada!”.
Scherzi a parte, i lavori furono fermati dopo lo scoppio di Tangentopoli nel 1993 e ripresero per un breve periodo tra il 2002 ed il 2004. Poi tutto si fermò di nuovo, inspiegabilmente. Cominciò così un lungo turbinio di ipotesi e di idee che tuttora non finisce di stupire: dal project-financing al progetto in stile Quadrilatero, ogni teoria è al vaglio degli addetti ai lavori, in attesa di scegliere quella più adatta e più fattibile.
Il percorso
La E78 è una strada europea che sta interamente sul suolo italiano e, come è facile intuire, collega la sponda adriatica con quella tirrenica, da Fano a Grosseto appunto. La lunghezza totale è di circa 270 km, di cui il 63% in Toscana, il 5% in Umbria ed il 32% nelle Marche.
L’Anas ha diviso il percorso in sei tratti ed è quindi giusto seguire questo ordine per capire cosa è stato fatto e cosa manca in questa arteria.
Il primo tratto di strada è quello che va da Grosseto a Siena, molti toscani la chiamano erroneamente Grosseto-Siena pensando che la strada inizi e finisca tra le due città. Tutto il tratto è già stato definitivamente progettato e in alcuni lotti i lavori sono già in corso, anche se, a detta di alcuni, procedono a rilento. Il primo, il secondo (quasi) e l’ultimo lotto sono già in esercizio, si tratta di un totale di circa 25 km posti in vicinanza dei due capoluoghi. Il resto del progetto consiste nel costruire una nuova carreggiata accanto a quella già esistente con l’abbattimento e la ricostruzione del viadotto sul fiume Farma.
Il secondo tratto parte da Siena, tocca il paese di Rigomagno e prosegue fino a Bettolle per l’innesto con l’A1. Il tratto è interamente in esercizio ad eccezione del lotto 0 alle porte di Siena, per il quale è in corso la progettazione preliminare.
Il terzo tratto è invece un mistero poiché non se ne conosce il destino. Esso doveva partire da Rigomagno, nel comune di Sinalunga, ed arrivare a collegarsi al cosiddetto “nodo di Arezzo o di Olmo”. Una parte, lungo il tratto tra la zona a sud-ovest di Arezzo (Olmo appunto) e Monte San Savino, è già in esercizio, benché serva un’ingente cifra per la messa in sicurezza dell’arteria; il restante tratto è in fase di progettazione, anche se il sito dell’Anas nella sua cartina dell’E78 non mostra l’esatto percorso ma anzi mette in evidenza la vicinanza con l’A1 e la possibilità di raggiungere Bettolle tramite quest’ultima. Questa ipotesi sarebbe anche la volontà di qualcuno che però non ha capito la banalità dell’idea: perché passare per una strada più lunga e a pagamento, quando posso comunque passare per una semplicissima strada statale che collega Monte San Savino a Rigomagno? E già perché a farne le spese è il bellissimo borgo di Lucignano che vede transitare nel mezzo delle sue tortuose strade un notevole numero di veicoli. Immaginatevi una superstrada che s’interrompe e diventa una strada ad una sola carreggiata che passa dentro un paese per poi tornare a riprendere la sua forma normale di superstrada. Beh, a Lucignano è esattamente così.
Il tratto n°4 è ulteriormente suddivisibile in due parti: la prima è il già citato “nodo di Olmo”, ovvero tutto il tratto che passa a sud della città di Arezzo, la cui progettazione è definitiva. Lo scorso dicembre il governo ha stanziato i fondi per questo pezzo di strada insieme ad alcuni lotti del tratto Grosseto-Siena. L’inizio lavori è previsto per il 2012. La seconda parte di questo tratto va da Palazzo del Pero a Le Ville di Monterchi, interamente in esercizio, questo pezzo di strada possiede delle curve al limite dell’impossibile, d'altronde non si può pretendere di più da una strada che è rimasta incompleta per quindici anni.
E adesso arriva il bello perché il quinto tratto si chiama Selci Lama (E45) - S. Stefano di gaifa, anche se comincia decisamente prima, a Le Ville di Monterchi. Proprio al confine tra Toscana e Umbria è nata una diatriba su dove far passare la strada e il bello è che fino a qualche settimana non si erano ancora messi d’accordo; da una parte vi erano il comune di Citerna, la provincia di Perugia e la regione Umbria e dall’altra vi era il comune di Monterchi, la provincia di Arezzo e la regione Toscana. Entrambi però lo scorso 15 febbraio si sono impegnati ad accettare l’esito del tavolo tecnico che il ministro Matteoli ha convocato. I tracciati a disposizione dei componenti del tavolo tecnico erano due: il primo è quello che passa a nord di Citerna e a sud di Pistrino per poi collegarsi all’E45, il secondo è quello che passa a sud di Monterchi e che ha creato preoccupazione e paura tra cittadini e politici locali per il possibile rischio di rovina del paesaggio di Piero della Francesca, anzi sono stati costituiti i comitati per la Salvaguardia del Territorio Pierfrancescano. È probabile che di comitati non ne bastasse uno, quindi ne hanno costituiti di più, almeno a giudicare dalla denominazione. Ma essi ormai hanno poco da temere, visto che il percorso scelto è quello che passa subito in territorio umbro. Anche Reinhold Messner, grande scalatore e testimonial di un’azienda produttrice di acqua, potrà tirare un sospiro di sollievo. Già perché non molti sanno che Messner fu europarlamentare tra il 1999 ed il 2004 e che tra le prime cose che fece ci fu anche un interrogazione scritta alla commissione europea dove esprimeva la sua preoccupazione per il passaggio della superstrada nella valle del Cerfone. Egli fu subito tranquillizzato dal commissario europeo responsabile per l'Ambiente, la signora Margot Wallström, anche se quest’ultima rimase sul vago, forse anche troppo poiché alla sua risposta aggiunse questa frase: “Risulta peraltro difficile identificare chiaramente il progetto viario cui l’onorevole parlamentare fa riferimento e che dovrebbe collegare l’autostrada E45 Cesena-Orte con l’autostrada E78 Grosseto-Fano (anche se entrambe sono superstrade, nda): di fatto questa seconda autostrada non sembra neppure esistere. Sulla base alle informazioni ricevute il progetto in questione sembrerebbe piuttosto riguardare un collegamento stradale fra S.Giustino (Perugia) sulla statale E45 (S.S. 45 Cesena-Orte) e la località «Le Ville» (Arezzo) sulla statale E78 (S.S. 73, che collega la S.S. 326 Siena-Bettolle a San Sepolcro).” Questa è la considerazione di cui la E78, itinerario europeo, gode all’interno della Commissione Europea.
Continuiamo a parlare del V tratto: Selci Lama - S. Stefano di Gaifa. Qui le uniche certezze sono la prima canna del traforo semifinita e il pezzo di strada che scende fino alle porte di Mercatello. Il resto non esiste, anzi sarebbe più facile azzeccare un terno al lotto che conoscere il progetto definitivo del tratto che va da Parnacciano (lato umbro della galleria) alla E45. L’unica consolazione, per noi marchigiani, consiste nel fatto che il progetto definitivo tra Canavaccio e Mercatello esiste già.
Tratto VI: S. Stefano di Gaifa - Fano. Ultimato e in esercizio, come scrive il sito dell’Anas. E se ci sono delle buche, pazienza. È sempre meglio che fare i rally lungo qualche tortuosa strada statale.
Quando ci si mette l’Anas
Della Guinza si parlerà dopo. Ora un piccolo capitolo dobbiamo dedicarlo all’ente che ci ha promesso la strada per vent’anni e che, grazie alla complicità dei vari governi, non è mai riuscito a portare a termine quest’opera. L’Anas mette la Fano-Grosseto all’interno della sezione “Grandi Opere”, assieme alla Salerno-Reggio Calabria, la statale ionica, la Catania-Siracusa e la Quadrilatero. Stranamente però pur essendo stata definita “grande opera prioritaria”, la E78 non è mai stata finanziata dallo stato, almeno nel tratto che va da Arezzo a Fano che, guarda caso è stato proposto per essere costruito in project-financing. Questo parolone inglese significa semplicemente un subentro di attori privati in ciò che il pubblico non riesce a costruire. Ovviamente dopo che il privato avrà ripreso (tramite pedaggio) i soldi per la spesa dell’opera, l’infrastruttura tornerebbe di proprietà statale, infatti noi ancora stiamo ancora pagando a dei privati le autostrade costruite con soldi pubblici, un project-financing all’italiana insomma. Per chi non l’avesse ancora capito, l’Anas aveva esplicitamente parlato di autostrada Arezzo-Fano.
Il 17 dicembre del 2008 uscì l’avviso: la Fano-Grosseto, pardon ora solo Arezzo-Fano, definita nello stesso “Infrastruttura strategica e di preminente interesse nazionale” fu proposta assieme al collegamento autostradale Ferrara (A13) - Porto Garibaldi e al collegamento tra la A1, l’aeroporto di Grazzanise e la direttrice Domitiana all’interno del master plan delle opere prioritarie, conseguentemente a ciò sarebbe dovuto uscire il bando per l’opera. Ma Pietro Ciucci (presidente Anas) e soci si “dimenticarono” di farlo uscire entro i sei mesi previsti. L’articolo 153 del D.lgs 163/2006 prevedeva che si dovessero attendere altri quattro mesi per aspettare eventuali proposte degli operatori economici. In teoria queste proposte dovrebbero essere pubbliche, infatti allo scadere del quarto mese, il 18 ottobre 2009, la provincia di Pesaro e Urbino prese atto che la strategia della finanza di progetto non poteva funzionare cominciando a chiedere un incontro col ministro Matteoli che ha poi ottenuto assieme alle altre quattro province coinvolte lo scorso 15 febbraio.
Le cose però si scoprono sempre dopo, infatti grazie ad un’interrogazione dell’on. Massimo Vannucci si è scoperto che il 21 maggio 2009 la Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna aveva presentato una proposta e che “a seguito delle valutazioni elaborate da ANAS, anche sulla base dei contenuti della proposta presentata dalla CMC di Ravenna ed in particolare dei risultati dell'analisi trasportistica effettuata, è emerso che per la realizzazione del collegamento autostradale Arezzo-Fano, il cui costo complessivo è stimato in euro 3,7 miliardi circa, appare indispensabile lo stanziamento di un contributo pubblico complessivo di euro 2,8 miliardi circa, oltre Iva, pari al 77 per cento del costo dell'investimento medesimo, oltre all'applicazione di un livello tariffario superiore di circa il 30 per cento rispetto alla media di settore.” Tradotto in parole povere: non se ne fa niente.
Ora qualcuno dovrebbe porre qualche domanda: che tipo di analisi trasportistica ha fatto l’Anas? Ha messo due cantonieri a contare le auto in cima al passo di Bocca Trabaria? E che tipo di proposta ha fatto la Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna? Perché la cifra complessiva di 3,7 milioni di euro è uscita fuori solo adesso? Se in vent’anni la strada non l’ha costruita nessuno coi soldi pubblici, perché i signori dell’Anas hanno creduto tanto in questo project-financing che si è rivelata una cavolata pazzesca?
Il presente ed il futuro
L’incontro del presidente della provincia Ricci con il ministro Matteoli va verso il giusto modo di affrontare la situazione della superstrada. In poche parole Ricci ed i sindaci dell’alta val Metauro hanno chiesto al ministro di stanziare i finanziamenti per i lotti 1,2,3 e 4 ovvero quelli che comprendono l’allacciamento con l’E45, le due canne della Guinza e l’uscita di Mercatello. In aggiunta a questi c’è anche il lotto 10, che va da S.Stefano di Gaifa a Fermignano e che permetterebbe di bypassare il paese di Canavaccio arrivando a collegarsi alla futura rotatoria di Bivio Borzaga e alla bretella di Urbino. Un’infrastruttura accessoria importante è il collegamento con la pedemontana che porta a Lunano, in particolare nel tratto che va da S. Angelo in Vado alla galleria: un’ex mulattiera trasformata nella principale via di collegamento tra le vallate del Foglia e del Metauro.
Un ultimo appunto: la Guinza ed il suo traforo
L’ormai tristemente noto traforo della Guinza resta la punta di diamante della più grande strada incompiuta d’Italia. Se considerassimo solo i tunnel stradali (poiché quelli ferroviari sono ben altra cosa) potremmo dire che questa galleria ha grandi numeri: 5960 metri di lunghezza la pongono 57° posto al mondo tra i trafori stradali, anche se in futuro dovrebbe collocarsi almeno otto posizioni più indietro a causa della costruzione di gallerie più lunghe. Dopo il suo completamento diventerebbe la settima galleria stradale in Italia dopo il Fréjus, il Monte Bianco, il Gran Sasso, la variante di valico dell’A1, la galleria della ex strada statale 38 all’altezza di Sant’Antonio Morignone e il pretunnel a sud del Gran San Bernardo.
Fino ad ora ci si è chiesti perché nonostante il completamento della prima canna, quest’ultima non sia mai stata aperta al pubblico. Anzitutto si deve dire che non è assolutamente possibile aprire alcuna strada se prima non si arriva a collegare la galleria con la E45 da una parte e con l’uscita di Mercatello dall’altra. Putacaso non si decisesse di concludere i lotti e di aprire subito la galleria ci ritroveremmo a vedere un traffico da strada statale media nelle strade della Guinza e di Parnacciano, sebbene il percorso sia solo appannaggio del cosiddetto “traffico leggero”. Un’altra leggenda da smentire sarebbe quella di mettere un semaforo per alternare il senso del traffico. Se la canna ha due corsie, perché alternare il traffico? Non c’è alcuna legge che vieta ad una galleria di sei chilometri di avere un senso di marcia in entrambe le direzioni, certamente serviranno delle maggiori precauzioni in attesa della seconda canna, ma con alcuni accorgimenti (che comunque sarebbero obbligatori anche con le due canne) si potrebbe aprire al traffico una strada di grande utilità. Sta tutto scritto nella direttiva 2004/54/CE del 29 aprile 2004 emanata dal parlamento europeo e relativa ai requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea. Giusto per citare qualcosa di questa direttiva: piazzole di sosta ogni 1000 metri, ventilazione adeguata, stazioni di emergenza ogni 150 metri, telecamere di sorveglianza ecc… Tutte cose che comunque sarebbero necessarie anche per la superstrada. Ovviamente il buonsenso imporrebbe il divieto di passaggio ai veicoli sopra le 3,5 tonnellate e alle merci pericolose oltre ad un limite di velocità non superiore ai 90 km/h.
A questo proposito la Norvegia ci offre degli esempi eccellenti: il tunnel di Lærdal è il più lungo del mondo, ben 24,5 chilometri ad una canna con traffico bidirezionale. Tra l’inizio dei lavori e l’inagurazione passarono cinque anni e otto mesi. I tunnel di Gudvanga e di Folgefonn invece hanno una lunghezza di “solo” 11,4 e 11,1 chilometri ma le modalità di costruzione e di gestione sono pressoché simili a quelle del tunnel precedente. Ci sono tanti altri esempi di gallerie a traffico bidirezionale, dalla Svizzera alla Croazia, dall’Austria alle isole Fær Øer (sic!), basta cercarli. E ogni tanto copiarli.
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Alla fine ci infileranno un bel tubo nel ....Post di Richez del 28 aprile 2010 in infrastrutture (Sfogliato 1917 volte)
18 metri in larghezza.
Questa è la dimensione della "autostrada" necessaria per far passare il tubo del gas nel nostro appennino.
Un disastro ambientale colposo.
Ci sono gruppi che si sono organizzati contro la realizzazione di questa "grande stupida opera".
http://notubo.blogspot.com/
http://www.facebook.com/group.php?gid=74870882062
Speranze di fermare questa cosa? ZERO?
Il gasdotto verrà collegato a "southstream" troppi potenti e troppi interessi in gioco.

Che facciamo? Ci agitiamo oppure serenamente (come direbbe anche luttazzi) aspettiamo indifesi la penetrazione del tubo?
C'è chi dirà che di gas ne abbiamo bisogno, che queste cose sono necessarie ed indispensabili!
Quindi ... guardiamoci la partita di pallone e due castagne in TV e non pensiamo più a ste cose che fanno solo venire la depressione! Apri Commenti(27) Stampa
Valico di Bocca TrabariaPost di Tommaso Gentili del 26 aprile 2010 in infrastrutture (Sfogliato 1427 volte) 
Tra qualche giorno ne sapremo di più.
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Bivio Borzaga - Fermignano, finalmente sono partiti i lavori per la rotatoria tanto attesaPost di Massimo del 17 aprile 2010 in infrastrutture (Sfogliato 1145 volte)
«Un'opera necessaria e strategica per la viabilità del territorio provinciale». Così il presidente Matteo Ricci ha battezzato questa mattina a Bivio Borzaga, insieme all'assessore Massimo Galuzzi, l'avvio dei lavori della rotatoria all'incrocio tra la statale 73 bis di Bocca Trabaria e la Provinciale Metaurense. «E una fase delicata e le risorse ha disposizione degli enti locali sono poche ha evidenziato Ricci davanti agli amministratori e ai cittadini presenti -. Per questo, nell'inaugurare oggi lintervento, siamo ancora più soddisfatti. E' molto più di una semplice rotonda: nel presente, agevolerà il collegamento dell'alta Valle del Metauro con Fano, Urbino e Pesaro. Ma ha anche una dimensione futura, perché è pensata per diventare lo svincolo di Fermignano est della Fano-Grosseto». E per la realizzazione del lotto 10 della strada dei due Mari (Santo Stefano di Gaifa Bretella di Urbino), la Provincia tornerà alla carica con il Governo già dai prossimi giorni: «Sulla E-78 siamo riusciti a cambiare approccio, creando un movimento unitario ha aggiunto Ricci . Abbiamo messo insieme maggioranza e opposizione di Comuni, Province e Regioni interessate, coinvolgendo anche i parlamentari. Perché in ordine sparso si abbaia alla luna. Se siamo compatti, invece, aumentiamo il nostro peso contrattuale. E questo vale per tutti i temi chiave del Centro Italia». Che rischia di essere schiacciato tra i ricatti del nord e i mali irrisolti del sud: «Ora chiederemo al ministro Matteoli di rispettare l'impegno preso nell'incontro precedente sulle priorità della Fano-Grosseto. E il lotto 10 è una di queste». Non solo: «Si è ironizzato in passato sulla costruzione delle rotatorie ha chiosato Ricci -. Ma i dati parlano chiaro: sono fondamentali per la sicurezza e per la diminuzione degli incidenti mortali. Come è avvenuto, negli ultimi anni, sulla Montelabbatese». Si scopre il cartello che annuncia i lavori in corso. Poi i dettagli dell'operazione: «Il crocevia è un nodo critico ha spiegato Galuzzi , con 12mila passaggi al giorno. E la mole di traffico, oltre agli incolonnamenti, aggrava l'inquinamento atmosferico. La rotonda consentirà di ottimizzare e snellire i flussi, specialmente dei mezzi pesanti». L'opera sarà il risultato di lavori complessi, perché metà della rotatoria utilizzerà un terreno che oggi non cè. «Per questo ha puntualizzato il progettista della Provincia Alberto Paccapelo - dobbiamo realizzare un grande rilevato di 100mila metri cubi di terreno in 11 metri di altezza. Utilizzeremo materiale di scavo della galleria della Bretella di Urbino, con stabilizzazione a calce». Con conseguenti risparmi. «Trenta metri il diametro della struttura, che sarà illuminata al centro da una torre-faro. I lavori, che hanno richiesto un impegno finanziario di 637mila euro (244mila solo per espropri, Iva e spostamento interferenze), saranno ultimati a settembre».
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