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Ultimi giorni per evitare lo stallo della trasparenza!Post di Peppe Dini del 23 aprile 2013 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 120 volte)Ultimi giorni per evitare lo stallo della trasparenza!

Cari amici,
è in vigore da 48 ore il decreto di riordino della trasparenza che il governo Monti ha approvato il 14 febbraio scorso e che, senza il nostro intervento, avrebbe fatto saltare il banco della liberazione dei dati della Pubblica amministrazione italiana. Comuni, Regioni, ministeri e ospedali non potranno dunque più tenere per sé le informazioni relative alle spese che effettuano, pena l’annullamento di tutti i pagamenti.
Una potenziale rivoluzione, ma la legge da sola non basta. Grazie ai volontari, con la Settimana della Trasparenza abbiamo dimostrato, mappando il 5% delle amministrazioni italiane, che la stragrande maggioranza di esse non rispetta le norme. Dodici degli attuali parlamentari, tuttavia, si sono dimostrati sensibili al tema tanto da sottoscrivere con noi un Patto.
Per continuare, però, abbiamo bisogno del vostro sostegno! Rimangono pochi giorni per raggiungere oltre 300 parlamentari e oltre 6000 amministrazioni, basta una donazione di 2 € per far parte di questo progetto che può fare storia!
In una settimana di #InvestoInTrasparenza abbiamo raggiunto il 25% del nostro obiettivo, ora è il momento di fare il salto di qualità: ci restano solo sei giorni per evitare che la trasparenza venga travolta dallo stallo e dagli inciuci che attraversano in queste ore le massime istituzioni repubblicane. Vai a questo link http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/
Con 2 euro ci consentirai di lavorare sul monitoraggio delle spese di un’amministrazione, che sia un Comune, un ospedale o una scuola. L’obiettivo è raggiungere il 30% delle amministrazioni, punto di non ritorno per iniziare una vera rivoluzione. Donando 4 euro ci permetterai invece di lavorare per aggiungere un altro deputato o senatore a quelli coinvolti nella lotta per la pubblicità di tutte le spese. L'obiettivo è rendere il "Gruppo Parlamentare per la Trasparenza" il più numeroso della legislatura.
Passo dopo passo su www.eradellatrasparenza.it stiamo sviluppando un progetto per consentire un controllo senza precedenti su ogni singola spesa di ciascuna amministrazione, combattendo sprechi, corruzione e dando ai cittadini finalmente la possibilità di decidere come viene impiegato il denaro pubblico. Ma per poterci riuscire abbiamo bisogno di una pattuglia agguerrita di parlamentari pronta a difendere la trasparenza e di una massa critica di sindaci dalla nostra parte.
Aiutaci a raggiungere questo obiettivo e creiamo insieme la comunità che premerà sul sistema per traghettarlo in una nuova Era, quella della Trasparenza.
http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/
Grazie per la tua attenzione e per il tuo impegno,
Luca Nicotra e il team di Agorà Digitale, Alberto, Martina, Matteo, Ernesto, Giuseppe, Jacopo e Marco
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Gettoni di presenza come consigliere comunale (2012)Post di Tommaso Gentili del 29 marzo 2013 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 96 volte)
Come lo scorso anno pubblico il totale dei miei gettoni di presenza in consiglio comunale per l'anno 2012.
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LA TRASPARENZA NON E' UNA VIRTU'Post di Peppe Dini del 26 marzo 2013 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 255 volte)LA TRASPARENZA NON E' UNA VIRTU'
Come WWF Marche, avevo richiesto la possibilità di modificare il regolamento sull'accesso agli atti della Provincia di Pesaro Urbino, già vetusto, è del 2002, e contenente delle incongruenze legislative. In un colloquio avvenuto ad ottobre scorso, alla presenza della segretaria generale, due dirigenti ed un amico, avevo cercato di dimostrare le difficoltà di accesso ai dati pubblici, per un qualsiasi cittadino, per le associazioni ambientaliste e comitati, portatori di interessi collettivi e diffusi. Da qui la mia richiesta di poter inviare osservazioni e di conoscere il nominativo del funzionario che si interessasse di tale revisione.
La segretaria mi risponde: “aggiungo che la partecipazione di organi, uffici o soggetti diversi da quelli investiti per legge e per competenza dell’elaborazione del provvedimento costituisce un aggravio ai sensi della Legge n. 241/1990, oltre che il riconoscimento di una posizione “differenziata” di un determinato gruppo portatore di interessi rispetto ad altri soggetti comunque denominati.” C'è sempre la possibilità di mandare, non si sa bene a chi, le osservazioni che saranno tenute in dovuto conto.
Mi spiace che questa nostra richiesta sia ritenuta un “aggravio” per l'amministrazione: si può però affermare con certezza, che l'attuale regolamento, risulta illegittimo in diversi punti, vessatorio nei confronti dei cittadini. Infatti nell'accesso a diversi progetti di impianti fotovoltaici, da noi effettuati, c'era sempre stata la presenza del committente o del progettista, opprimente per un cittadino qualsiasi, non previsto da alcuna normativa. Alla richiesta di avere copia dei progetti, il regolamento, prevede il divieto di accesso in quanto ritenuti opere di ingegno. Ma sia il testo unico sugli enti locali, che diverse vecchie e nuove sentenze, ritengono con chiarezza, i progetti di cui si chiede una autorizzazione pubblica, soggetti al regime pubblicistico e quindi se richieste, vanno date le copie degli elaborati. Inoltre non tiene in dovuto conto, l'uso attuale della telematica, nell'invio dei dati sollecitati, né la presenza dei portatori di interesse nelle conferenze dei servizi.
Ci si dimentica, in questa triste storia, che la partecipazione ai procedimenti e l'accesso ai dati amministrativi, sono definiti dalla stessa legge, attività di pubblico interesse, alla pari dei medesimi impianti fotovoltaici, voluti malamente nei nostri terreni agricoli: al maggio 2011 c'erano approvati in provincia, 289 progetti, di cui 69 attribuiti ad un solo progettista.
Un cittadino, non ha la pretesa di volere stressare gli addetti provinciali, ma almeno su richiesta, di potere essere considerato. Pare però, che se uno si "intromette" nell'operato dell'amministrazione, rappresenti un potenziale pericolo, pericolo che vengano fuori delle magagne, pericolo che questi possa ostacolare le procedure, pericolo che ascoltando le proposte dei cittadini il lavoro dell'ufficio diventi troppo gravoso.
Peccato che lo stesso programma triennale per la trasparenza e l'integrità, recentemente approvato dal consiglio provinciale, sostenga di: “coinvolgere i portatori di interesse...cittadini , associazioni.. per individuare le esigenze di trasparenza, segnalarle, per il tramite del responsabile della trasparenza (?)... E' opportuno che l'amministrazione, raccolga i feedback dei cittadini/utenti sul livello di utilità e di utilizzazione dei dati pubblicati.”
Invito a cercare nel sito web provinciale, informazioni sull'ufficio caccia, ad esempio, per accorgersi che è un vero e proprio fantasma, così come altrettanto fatue sono le sue determine, obbligatoriamente da pubblicare per esteso, all'albo pretorio.
In compenso la segretaria generale della Regione, ci ha comunicato di aver accettato le nostre richieste, circa la pubblicazione delle date, di qualsiasi conferenza di servizi regionale. Tale aspetto permetterà ai comitati ed associazioni di partecipare, agli incontri decisori dei vari progetti, portando le proprie osservazioni. I recenti ultimi fatti regionali, hanno messo in evidenza, tra gli altri aspetti, la mancata comunicazione obbligatoria per l'ente pubblico, ad eventuali contro interessati, facilmente individuabili nei progetti.
Inoltre le associazioni, saranno chiamate nella commissione presieduta dalla stessa segretaria, per le modifiche da effettuare sulla legge regionale relativa alla valutazione di impatto ambientale.
La stessa ARPAM, ci ha permesso di entrare, su richiesta, nella sua banca dati, per visionare tutte le analisi dell'acqua potabile, i cui dati “qualitativi e quantitativi” , sono pubblici.
Resta il fatto che se la mentalità di dirigenti e amministratori, non cambia in merito alla partecipazione e trasparenza, così come indicato anche dalla convenzione di Aarhus, che obbliga al coinvolgimento dei cittadini, si troveranno con diversi ricorsi alla Unione Europea: la prova recente è che a gennaio di quest'anno, 65 abitanti di un villaggio sloveno sono riusciti a bloccare una discarica del governo centrale, realizzata su una loro ex cava, perché non coinvolti nella autorizzazione del progetto.
Allora impianti eolici come quello di Mercatello, di Apecchio dove fra l'altro era stato richiesto un incontro pubblico, non effettuato dall'ufficio VIA regionale, centrale a biogas di Matelica, impianto di biomassa ad Ascoli per nominarne alcuni, saranno facilmente avversati dai cittadini, la cui partecipazione è mancata in fase di valutazione dei progetti, per la scarsa disponibilità all'informazione e alla trasparenza dei nostri dirigenti e amministratori.
Giuseppe Dini
vicepresidente WWF Marche

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Dal primo gennaio le amministrazioni al massimo della trasparenza.Post di Peppe Dini del 02 febbraio 2013 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 394 volte)Dal primo gennaio le amministrazioni al massimo della trasparenza.
l decreto “Salva Italia” del giugno 2012, tra i diversi aspetti che ha curato, ha chiarito anche alcuni legati alla trasparenza delle amministrazioni e delle società a maggioranza pubblica.
I compensi dati a qualunque persona, dalla pubblica amministrazione, superiori a 1000 euro, devono essere pubblicati con chiarezza nei rispettivi siti pubblici. Qui vanno a essere considerate tutto, dalle consulenze dei professionisti, ai contributi dati alle associazioni e famiglie, dai compensi accessori dei funzionari che hanno mansioni dirigenziali, ai dirigenti con più incarichi.
Sono norme legate alla diretta attuazione dei principi di legalità, buon andamento e imparzialità delle amministrazioni pubbliche, alle quali chiunque può appellarsi.
Entrano in questo settore anche le determine dirigenziali che finalmente hanno la disposizione che ne obbliga la completa pubblicazione, non come avvenuto finora con la sola intestazione. A dir la verità molti dirigenti erano restii a pubblicare i propri provvedimenti, stranamente quando i loro amministratori erano obbligati a farlo, nonostante che sentenze del Consiglio di Stato già dal 2006, per deliberazione, intendevano sia risoluzioni adottate in forma collegiale che da organi monocratici, quindi anche quelle dei dirigenti.
E' il caso di domandarci: è tutto così trasparente?
Come WWF è stato chiesto ed ottenuto un incontro in Provincia col Segretario Provinciale, dirigenti ufficio legislativo ed energetico, al fine di poter rivedere il regolamento di accesso agli atti della Provincia. Redatto nel 2002, si ha l'obbligo di rifarlo secondo le linee guida ministeriali del 2011; garantisce più la tutela dei titolari e dei progettisti, che dei cittadini. Infatti nei 39 accessi effettuati dall'associazione, soprattutto in tema energetico, i committenti o i professionisti erano convocati lì a sorvegliare il cittadino; manca la disposizione dell'invio elettronico dei documenti, non si possono avere copie dei progetti perché opera intellettuale, quando anche la stessa Anci, forte di varie sentenza sosteneva che anche per quei documenti, vale il regime pubblicistico, con il conseguente ritiro da parte del cittadino, delle relative copie.
Si è chiesto, allora, di poter contribuire, con osservazioni alla stesura del nuovo regolamento provinciale, senza avere dagli uffici preposti alcuna risposta. Lo ha invece fatto il difensore civico regionale, sostenendo che l'approvazione spetta ai consiglieri provinciali. E' chiaro che nessun socio WWF vuole sostituirsi a chi è stato eletto, ma forte del nuovo regolamento sulla trasparenza della Provincia è stato risposto che la nostra azione è semplicemente collaborativa, come quella che avviene, anche in Regione dove spesso siamo chiamati nelle varie commissioni per contribuire alla costruzione di nuove leggi e dispositivi amministrativi. Infatti lo stesso documento provinciale prevede il coinvolgimento dei portatori di interesse, ma a questi ancora, la Provincia deve rispondere.
In Regione è stato chiesto la pubblicazione delle date delle conferenze dei servizi, al fine di poter partecipare con osservazioni, che dovranno essere debitamente considerate. L'ufficio energie rinnovabili, comunica che questi aspetti riguardano l'ufficio VIA, non loro. Nella risposta del WWF si sostiene, che tutte le conferenze dei servizi debbono essere pubblicate sia quelle dell'ufficio energetico che della VIA, come sostenuto anche dal difensore civico regionale, al fine di permettere la partecipazione ai procedimenti dei portatori di interesse diffuso e collettivo, comitati e associazioni.
Fra l'altro abbiamo notato che, nonostante nei progetti siano riscontrabili facilmente dei controinteressati, si pensi a quanti possono subire un esproprio o un danno, per via delle realizzazioni, questi dovrebbero essere avvisati tramite raccomandata, dall'ufficio energia regionale, cosa che puntualmente non avviene. Si sta ancora aspettando una risposta pertinente alle osservazioni, dall'ufficio energia e dalla Segreteria Generale.
Le società, se a maggioranza pubblica e se gestori dei pubblici servizi, sono equiparate agli enti pubblici. Vi sfido però a trovare nei loro siti, la loro posta elettronica certificata, che ha la valenza di una raccomandata RR, o i nominativi dei responsabili dei procedimenti. In genere da utenti, siamo dirottati sui numeri verdi, dove riceviamo poche informazioni, se non quelle ordinarie. Se poi per caso troviamo qualche numero telefonico, ti senti rispondere “Chi le ha dato il mio telefono?”
Tutto questo avviene quando la Grande Corte Europea a gennaio di quest'anno, ha confermato le ragioni di 65 abitanti di un villaggio sloveno, che si sono visti realizzare una discarica dal governo centrale, nella cava del paese. La corte ha obbligato all'annullamento del provvedimento, perché i cittadini non sono stati coinvolti nel procedimento.
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Coop e Federutility lanciano campagna per 'trasparenza' acqua Post di Peppe Dini del 27 dicembre 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 490 volte)Coop e Federutility lanciano campagna per 'trasparenza' acqua
Il 17 novembre scorso Federutility, lancia una campagna a livello nazionale, sostenuta pienamente dalle COOP, sulla trasparenza dell'acqua potabile, quella del rubinetto di casa, per intenderci.
Federutility, è la federazione nazionale che rappresenta i gestori delle acque e dell'energia.
Al di là del nobile intento di diffondere l'uso alimentare dell'acqua di rubinetto, peraltro condivisibile, visto che l'Italia è la nazione europea a più alto consumo di acque minerali, c'è il tentativo di dimostrare la “massima” trasparenza dell'acqua potabile.
Lo slogan della campagna infatti, cita “Sull'acqua, il massimo della trasparenza” . Vediamo i fatti. La campagna è stata lanciata con una diffusione notevole nella stampa nazionale; basta scaricare la rassegna stampa dal sito della COOP; la stessa Ansa riporta il comunicato:
http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/speciali/2012/11/16/Coop-Federutility-lanciano-campagna-trasparenza-acqua_7807026.html

La Federutility comunica nella sua pagina web, relativa all'iniziva, che verrà diffusa attraverso i 500 punti di vendita COOP, dove i consumatori troveranno “cartelli compilati dai Gestori dei servizi idrici con l’indatiicazione dei valori dei 9 principali parametri secondo gli orientamenti dell’Istituto Superiore di Sanità, per sensibilizzare i consumatori su un corretto e consapevole consumo dell’acqua.” http://www.federutility.it/Sala_Stampa/sala_stampa.aspx
La COOP ambiente attraverso le pagine dedicate alla campagna, dove troneggia una bella foto del manifesto, informa: “Livello di durezza, sodio, nitrati, fluoruri: 9 parametri fondamentali per valutare non solo la salubrità ma la qualità di quello che finisce nella brocca saranno sotto gli occhi di tutti. In 500 punti vendita delle Coop sono esposti i cartelli, aggiornati periodicamente, con le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua corrente.”
http://www.coopambiente.it/guest?action=visualizza_articolo&id=3541
Vediamo insieme qualche considerazione, riprendendola anche dalle pagine di Altrometauro, in merito all'acqua potabile: i principali parametri che il consumatore giudica nel momento, sono quelli che riesce a percepire: infatti l'acqua dovrebbe essere incolore, inodore, insapore. Eppure abbiamo visto che sa spesso di cloro, a volte arriva più o meno scura. Eppure ci hanno detto che per il cloro basta lasciare la caraffa in frigorifero, senza tappo, ma guarda caso, non vogliono comunicare, i parametri derivati dai trattamenti di disinfezione, che l'acqua subisce sopratutto nei potabilizzatori: bromati, cloroalogenati, cloriti, questi sì potenzialmente rischiosi per la nostra salute.
Certamente diffondono i 9 parametri che chiamano “principali”, “fondamentali” a scadenza “periodica”. Ma la normativa sull'acqua del 2001, prevede che i parametri, tutti importanti, sono 62, che l'acqua deve essere analizzata in base agli abitanti serviti o alla quantità erogata, quindi non analisi semestrali, come riportate nei siti dei gestori.
Se la “massima trasparenza” viene rappresentata da 9 su 62 parametri, essi rappresentano esattamente il 14,5% e , diciamolo, non sono certamente il “massimo”.
Per cui il messaggio pubblicitario lanciato al consumatore è ingannevole. Ecco perchè invito i lettori a rivolgersi al garante della pubblicità AGCM segnalando tale aspetto.
http://www.agcm.it/invia-segnalazione-online.html#wrapper
In conclusione va detto che i gestori privati dei servizi pubblici, sono equiparati alle amministrazioni pubbliche ed in quanto tali, sono soggetti alla legislazione sulla trasparenza, indicate anche dalla normativa sull'accesso ai dati ambientali del 2005. Essa prevede che qualsiasi cittadino possa accedere ai dati ambientali, compresi quelli dell'acqua potabile, semplicemente come utente, senza pretendere come da noi ha fatto Marche Multiservizi, ben 6000 euro di copie elettroniche delle analisi dei comuni della provincia; i gestori inoltre dovrebbero pubblicare le loro analisi nei siti web, non solo quelle periodiche, ma anche quelle effettuate di volta in volta, come stanno facendo molti comuni italiani.
Solo da un rapporto effettivamente trasparente può rinascere la fiducia non tanto nell'acqua del rubinetto, quanto nei gestori che la forniscono.
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Avevamo ragione: le guardie volontarie sono Pubblici UfficialiPost di Peppe Dini del 16 dicembre 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 371 volte)Avevamo ragione: le guardie volontarie sono Pubblici Ufficiali.
E' di questi giorni l'intervento del Ministero dell'Interno ai fini della diatriba con l'Amministrazione Provinciale, Comando di Polizia, circa la circostanza di ritenere le Guardie Volontarie Pubblici Ufficiali , così come ho richiesto, dopo che nell'ultimo corso di aggiornamento, il Comandante sosteneva che i compiti erano quellli di "Incaricati di pubblici servizi", cioè come un qualsiasi metronotte.
Nonostante una serie di osservazioni prodotte, la Polizia Provinciale non si è mai mossa dal sua linea; a nulla è servito considerare che le frasi del giuramente sono esattamente diverse per i due servizi, nè sono valse le accurate osservazioni del dott. Tragnone della Procura di Urbino, che ci assegnavano tale compito. Ora la Provincia dovrà rifare le nomine che contengono tali indicazioni.
Per noi rimane ancora lo sconforto di vedere Amministrazioni, con le quali si dovrebbe collaborare, accanirsi convintamente nei nostri confronti, solo per il fatto che non abbiamo scelto di convenzionarci con loro.
Ecco la risposta del Ministero dell'Interno,


Vi metto qui la risposta che mi diede il comandante, risposta, è bene dirlo, che ottenni solo dietro diffida, dato che dopo oltre 30gg non avevo ricevuto alcuna comunicazione.

Per chi vuole conoscere tutta la problematica vi metto questi link:
www.educambiente.it/vigilanza/al_comandante_e_vicePrefetto.htm
www.educambiente.it/vigilanza/Ulteriore_risposta_al_Comandante.htm
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Ex ufficio caccia provinciaPost di Peppe Dini del 30 agosto 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 497 volte)


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La partecipazione del cittadino alla pubblica amministrazione, mediante i nuovi mezzi telematiciPost di Peppe Dini del 26 luglio 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 493 volte)La partecipazione del cittadino alla pubblica amministrazione, mediante i nuovi mezzi telematici
Lunedì 23 luglio ho partecipato ad Urbania ad un incontro promosso dall'associazione “Idee in Comune”. Il titolo mi ha solleticato “La partecipazione del cittadino alla pubblica amministrazione, mediante i nuovi mezzi telematici”. Finalmente si parla nel territorio di uso del computer a servizio del cittadino e della trasparenza delle amministrazioni.
Una serie di interventi hanno presentato direttamente, quanto sta accadendo in questo senso ad Urbania, ovviamente visto dal punto di osservazione della minoranza, ma con molta obiettività. Fra l'altro è stato riconosciuto ad Urbania, il primo comune ad aver pubblicato le analisi delle proprie acque potabili, per merito dell'assessore Giulio Venturi e della trasparenza delle sedute del consiglio comunale tramite streaming tv. Pur essendo sollevati alcuni problemi di privacy, era presente anche il presidente del consiglio comunale di Urbania, va detto che una serie di decisioni emesse in merito dalla apposita commissione sulla L. 241/90 istituita presso la Presidenza del Consiglio, sono propense per una liberalizzazione delle riprese. Va ricordato che tutti i consiglieri e funzionari sono pubblici ufficiali alle prese con un pubblico servizio, fra l'altro aperto al pubblico e quindi proprio grazie alla trasparenza, devono poter essere effettuate video riprese, per niente negabili se alla videocamera c'è poi un giornalista.
Particolarmente interessanti due proposte finali.
C'é la possibilità di seguire l'attività delle Camere, attraverso i nostri eletti, deputati o senatori, conoscere la loro attività e presenza, adottarne qualcuno ed in particolare seguirlo in tutta la sua attività parlamentare e metterlo a confronto con altri. Per chi vuole informarsi metto qui il link: www.openpolis.it .
L'altra è una applicazione gratuita per i nostri comuni, attraverso la quale i cittadini possono inviare segnalazioni diverse. Se poi si usa un cellulare di ultima generazione, oltre che inviare la foto, verranno spedite anche le coordinate Gps per rendere più rintracciabile quanto evidenziato dal cittadino, fino alla risoluzione: www.decorourbano.org
Invito quindi i politi amministratori che qui scrivono e leggono, ad adottare questa forma di rapporto con il cittadino.
Che dire della trasparenza nelle amministrazioni pubbliche? Nel mio intervento ho sottolineato che molti enti a proposito delle determine, che sono quei documenti espressi direttamente dai dirigenti, esse devono essere inserite per esteso, direttamente all'albo pretorio on line e non come fatto finora in una semplice elencazione. A confermarlo il recente decreto legge promosso dal Governo Monti il 29 giugno 2012 “sulle misure urgenti per la crescita del Paese” (art.18).
A proposito di posta elettronica certificata PEC, a dicembre 2011, 9 comuni non l'avevano ancora messa sul sito, pur essendo presenti nell'elenco della Prefettura. A marzo 2012, Sassocorvaro e San Lorenzo in Campo, non l'avevano pubblicata ed il dirigente da me contattato su come tenesse i contatti con i cittadini, sosteneva, “C'è proprio bisogno della Pec? I cittadini comunicano ugualmente con me”
Anche l'accesso all'albo pretorio deve essere “facilitato”, non complicato. Anzi finora, nessuno ha pensato per esempio, a garantire l'accesso ai diversamente abili. Eppure per trovare la scritta “albo pretorio online” spesso occorre perdersi in un elenco di parole dal carattere veramente minuscolo. Inoltre nei comuni come Cagli e Cantiano per accederci occorre registrarsi: bella semplificazione vero?
Acqualagna ad esempio pubblica correttamente tutte le conferenze dei servizi svolte nei progetti sul proprio territorio, anche se questi sono per legge, effettuati da altri enti, quali la provincia, la regione o il Suap (Sportello unico attività produttive); così dovrebbero fare tutti gli altri comuni. Va elogiato in questo senso, ma se poi si entra nella documentazione, essa è tutta criptata con la cosi detta firma digitale; tutti i documenti la riportano, anche le ordinanze. A dire la verità il sito mette a disposizione il programma per la decifratura, ma diciamolo non è questa semplificazione, ma complicazione.

Sono andato nel sito di Borgo Pace per verificare la realizzazione di un lago, di cui la stampa locale aveva dato notizia. L'albo pretorio non riporta nulla, così come non è riportato niente nel sito della Comunità montana di Urbania. Una maniera per sbugiardare i politici bisognosi delle pagine dei giornali.
Il comune di Montefelcino, soggetto nel suo territorio, alla realizzazione di un impianto di biogas dalla fermentazione di colture, ha giustamente pubblicato come chiede il Testo Unico Ambientale tutta la documentazione inerente il progetto, seppure soggetto ad autorizzazione unica regionale.
Tutti i comuni dovrebbero pubblicare l'abbattimento di piante protette; così chiede la legge regionale; eppure il comune di Cartoceto, prima le ha abbattute, poi ha pubblicato la determina urgente di abbattimento.
Dei 60 comuni della nostra provincia per i propri siti web, vengono usate due piattaforme diverse, ma non tutti hanno lo storico attivo (vedete il comune di Sant'Angelo in Vado); è pur vero che la pubblicazione legale di alcuni procedimenti ha un tempo ben determinato, ma al fine di garantire l'accesso ai dati comunque richiedibili a distanza, è necessario che almeno i primi documenti di richiesta, rimangano accessibili attraverso lo storico; fra l'altro è una della tante possibilità dell'elettronica da oggi. Effimere le richieste di non effettuarlo, per mantenere il diritto all'oblio, che nei documenti rappresenta una percentuale millesimale. La trasparenza è comunque sempre prioritaria.
Nella Provincia le stesse VIA (valutazione impatto ambientale) vengono inserite all'albo solo con la domanda del committente. Da qui un link di rinvio manda al sito del settore urbanistica dove andare di nuovo a cercare la documentazione espressa tutta in dettaglio e va bene quando non è compressa. Andate a vedere l'eolico da 200 kw sul comune di Cantiano, per rendervi conto.
Per le determine vale quanto detto, mentre la provincia non pubblica le date delle conferenze dei servizi al fine di potervi partecipare in qualità di portatori di interesse diretto, diffuso e collettivo. Ho avuto recentemente con l'ente, un copioso epistolario, ma nessuno mi ha mai risposto, neanche dopo la mia formale diffida, nemmeno la nuova segretaria generale, che a suo tempo si espresse con una comunicazione a tutti i consiglieri, sostenendo di fare richieste che siano nei termini, dato che gli uffici devono essere a disposizione dei cittadini. Il documento lo trovate su questo sito.
Anche il Gabinetto del Prefetto, non risponde alle mie richieste di poter avere un colloquio personale con il Prefetto; è pur vero che gli stessi uffici rispondono alla richiesta di incontro con le associazioni ambientali, il 10 luglio per l'11 e attraverso gli indirizzi regionali; anche questa una bella maniera per garantire la partecipazione?
Veniamo infine alla regione. Il difensore civico regionale per due volte ha scritto, che occorre pubblicare le date delle conferenze dei servizi al fine di farvi partecipare anche con le sole osservazioni, i vari portatori di interesse. Nessuna risposta dalla segreteria generale, né dai singoli uffici. Eppure i recenti progetti di impianti di biogas hanno messo in evidenza problemi di accesso e di partecipazione. C'è chi sta pensando di chiedere l'applicazione, nei confronti di quei dirigenti inadempienti, di quanto esprime la L. 241/90: la mancata trasparenza “costituisce un elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale”. Fra l'altro nel procedimento relativo alla centrale idroelettrica di Sant'Angelo in Vado, l'ente pubblico, qualora incontra portatori di interesse o altri interessati è obbligato a dare le giuste comunicazioni: nelle tavole di progetto sono riportate le particelle catastali interessate con i relativi proprietari, che hanno saputo della realizzazione solo al momento della lettera di esproprio. Anche questa è partecipazione?
In conclusione, ancora occorre un notevole cammino sulla partecipazione, accesso agli atti e giustizia ambientale (convenzione di Aarhus), ma spetta proprio a noi cittadini , chiederla e sorvegliare enti, amministratori, dirigenti, nonché i gestori privati dei servizi pubblici, per la giusta applicazione delle leggi in merito.
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Qualcuno ci sta provandoPost di Peppe Dini del 03 luglio 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 668 volte)Ricevo e pubblico.
Aggiungo alcuni commenti. Qualche concittadino ha cercato di raggirarci.
La somma ragguardevole di 210.000 euro, indica una mancanza di controllo nel tempo, disinteresse politico, il “pubblico” ci rimette sempre, ma viene anche da domandarsi: “Con chi stanno i nostri amministratori?”
Andiamo a vedere il fascicolo, chiedere nomi, inoltrare rimostranze!
Non facciamoci raggirare dalla privacy. I campi di intervento sui dati sensibili sono i seguenti; razza, salute, sessualità, religione, appartenenza a partiti politici, sindacati, associazioni. Null'altro!
Ricordo che “L'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza” (art.22 comma 2 L241/90).
Sulla trasparenza il nostro comune deve ancora camminare; basta vedere Montefelcino dove dell'impianto di biomassa ha pubblicato tutti gli elaborati, pur essendo un progetto presentato in regione.


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Marche Multiservizi sconfittaPost di Peppe Dini del 23 giugno 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 963 volte)Con Lettera ufficiale della Commissione Europea, il gestore privato del servizio idrico integrato, Marche Multiservizi, esce sconfitto dalla lunga diatriba sulla visione delle analisi delle acque potabili del suo laboratorio; Golia viene battuto da Davide. Vi metto la lettera ufficiale.

Vediamo di fare un pò di storia . Nel 2019 invio la mia prima richiesta, che salta a motivo della soppressione nel marzo dello stesso anno, dei difensori civici locali; la Commissione sulla L. 241/90, presso la Presidenza del Consiglio, si dichiara incompetente, dato che riguarda la richiesta una problematica locale , non statale. La UE archivia il tutto perchè il procedimento non ha svolto tutto l'iter nazionale (difensore civico).
Rinnovo la richiesta nel 2011 ( le richieste di accesso e trasparenza non hanno scadenza). Tra le risposte di MMS trovo: sono troppe le analisi richieste oltre 100.000, mancanza di interesse, controllo generalizzato della società.
Tutto questo avviene, quando l'altro gestore provinciale interessato ASET, mi concede tranquillamente il cd delle analisi, col difensore vivico regionale il quale sostiene che la mia richiesta è perfettamente in linea con le normative sulla trasparenza, che ho allegato la documentazione di rappresentanza del WWF Italia, che "il controllo generalizzato della società" si appalesa destituito di ogni fondamento giuridico.
A gennaio invio la mia denuncia alla UE. La risposta la leggete qui. Cadono così altri due ostacoli messi da MMS: l'acqua da loro erogata essendo potabilizzata, è ritenuta industriale e quindi al di fuori del decreto sull'accesso alle informazioni ambientali, che viene invece preso direttamente in considerazione dall'Europa.
Ultimo colpo di coda di MMS è nella loro lettera di risposta: 6200 euro circa di diritti per avere i documenti in formato elettronico e 1665 euro in formato cartaceo. Bella rispondenza al Codice dell'amministrazione Digitale, che vale anche per i gestori in questo caso, il quale chiede per abbassare i costi amministrativi, l'uso dell'elettronica dal 2005; gran bell'esempio di collaborazione tra il gestore ed i portatori di interessi collettivi quale il WWF.
In sole due righe interne su tre pagine inviatemi, viene riportato ai sensi del D.L.vo 195/2005 sull'informazione ambientale, che l'accesso e la mera consultazione dei dati pressi i loro uffici sono gratuiti.
Ecco quindi che Tommaso, Giovanni, possono ripresentare le loro richieste sulle analisi delle acque potabili della propria cittadina, così come ogni altra persona, senza dimostrare alcun interesse e perchè no, andiamo tutti nei loro uffici...
A livello nazionale è questa una decisione unica e la prima, che attribuisce ai gestori privati dei servizi pubblici, i compiti di trasparenza tipici delle amministrazioni pubbliche; alla luce di quanto sta avvenendo oggi , non è cosa di poco conto.
Vi metto i link degli altri articoli, che qui hanno parlato della problematica.
www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=10020120328071118
www.altrometauro.net/blog.asp?area=apriPost&IdPost=10020120409111912
www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=10020110529164317
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Centro Commerciale: altra variantePost di Peppe Dini del 29 aprile 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 647 volte)Centro commerciale: altra variante
Ancora un'altra variante al centro commerciale. Non mi è dato di sapere se è una piccola cosa o meno. La pubblicazione integrale dei elaborati progettuali o loro riferimenti non ci sono; ma lo sappiamo, la trasparenza non è "il forte" del comune di Sant'Angelo in Vado, anche se bisogna ammeterlo: piccoli passi li hanno fatti con la pubblicazione, dovuta, delle analisi dell'acqua potabile.
Certo è, che col gioco delle varianti, si aggiusta tutto. E pensare che mentre al comitato, che allora si opponeva, e' stato risposto che non si poteva più fare nulla, a loro di tanto in tanto, ci scappa qualcosa; vedi il post di allora:
www.altrometauro.net/?area=sfogliaMese&IdMese=200907&CalMese=07&CalAnno=2009
Mentre c'e' chi non sa vedere niente in quell'area, neanche il deposito di rifuiti da demolizione, lì abbandonati, che non sembrano del cantiere in costruzione, c'è un'intera colonna di cemento armato, in tal caso non sarebbero ammessi , la strada è passata così, vicinissima all'ospedale, alla scuola, alla casa di riposo, quando la legge non lo prevede. Ricordiamolo: il loro progettista ha sostenuto "l'assenza di soluzioni alternative" nella carta e solo con la frasetta, non con evidenze progettuali, mentre noi pubblicamente di fronte a tutti i convenuti, dimostravano la possibilità di altre soluzioni.
Ho anche visto che lungo "la strada" hanno piantato aceri da altofusto; ma non avrebbero dovuto essere piante dal basso impatto radicale così da non sconvolgere il sottuosuolo contenente possibili reperti archeologici? Perchè non piantarli verso la scuola?
"La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione."

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Ai sindaci a proposito di "Acqua Industriale"Post di Peppe Dini del 09 aprile 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 951 volte) Ho inviato questa lettera via PEC, a tutti i 60 sindaci della nostra provincia, al Prefetto, all'AATO 1 Marche Nord, ai componenti Consulta Utenti dell'AATO; questa, pur facendo parte dell'Aato non può interagire con l'Assemblea dei sindaci che decide sull'ente stesso. Ho chiesto dialogo, incontri, momenti di scambio: l'acqua bene comune pubblico, è troppo importante, per essere gestita a compartimenti stagni.
Ho chiesto ai Sindaci di interessarsi del diniego da parte di Marche Multi Servizi di voler concedere le loro analisi. Vi invito a navigare sul sito del gestore e valutare eventuali presenze di selenio nell'acqua di San Lorenzo in Campo; non c'è perchè il gestore, mette la media semestrale di solo 9 parametri su 62 previsti.
I sindaci possono decidere in merito; nel frattempo ho chiesto loro di valutare la definizione di "acqua industriale" data anche come risposta al consigliere comunale di Mercatello sul Metauro, Tommaso Gentili che trovate qui:
www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=10020120328071118
e di riportare sul rispettivo sito web del comune, le analisi ASUR dell'acqua potabile fornita. Vi metterò le loro risposte, doverose ai sensi della normativa sugli atti amministrativi.
Egregio signor sindaco,
sono Dini Giuseppe di Sant'Angelo in Vado, vicepresidente del WWF Marche, che rappresento nella Consulta Utenti dell'AATO 1, assieme a delegati ambientalisti, consumatori e di categoria.
Da tempo seguo la trasparenza degli enti pubblici, l'accesso agli atti dei cittadini e quindi quella anche dei gestori dei servizi pubblici.
Ho perciò richiesto a MarcheMultiServizi, MMS, la possibilità di accedere alle analisi del suo laboratorio, cosi come prevede il D. L.vo 31/2001, per poter confrontarle con quelle del servizio pubblico Asur/Arpam legate alle prescrizioni di legge; il gestore essendo quotidianamente impegnato sull'acqua, ha il polso diretto della sua situazione e delle sue possibili variabili.
D'altra parte i gestori privati sono equiparati alle amministrazioni pubbliche: si veda l'art. 2 comma 6 b) del D.L.vo 195/2005 sulle informazioni ambientali, l'art. 22 , comma 1 e) della L. 241/1990 sull'accesso agli atti.
A conferma di ciò il Codice dell'Amministrazione Digitale D. L.vo 82/2005 prevede che i cittadini hanno il diritto di “chiedere ed ottenere l'uso delle tecnologie telematiche, con le pubbliche amministrazioni...e con i gestori di Pubblici servizi..” (art.3).
Le amministrazioni, quindi anche i gestori, rendono pubblici i loro dati, attraverso la pubblicazione nei loro siti di dati e documenti in formati aperti (art.52).
Se è pur vero che MMS pubblica le analisi semestralmente, esse però non rappresentano le caratteristiche immediate, essendo semplicemente delle medie di sei mesi, di soli 9 parametri su 62 previsti dal D. L.vo 31/2001.
Inoltre l'art. 4 della L. 15/2009 e l'art. 11 del D. L.vo 150/2011 insistono sulla “ trasparenza intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità.”
Questa norma prevede anche, che gli indirizzi di Posta elettronica certificata PEC, siano pubblicati nei rispettivi siti degli enti pubblici e anche dei gestori dei servizi pubblici, che in maniera diffusa non fanno.
Ora, ho richiesto ai gestori del servizio idrico, in due momenti differenti, le loro analisi, che da parte di MMS mi sono state negate, anche come portatore di interessi collettivi cui è il WWF Italia; solo ASET di Fano le ha concesse.
Come potrà leggere nel fascicolo allegato, MMS sostiene addirittura che l'acqua da loro fornita non rientra nel novero degli elementi dell'ambiente, di cui al D. L.vo 195/2005 perchè “acqua industriale”; una definizione che sarebbe da valutare attentamente, proprio per l'acqua che voi sindaci fornite nelle nostre case.
E' la stessa risposta data recentemente ad un giovane consigliere comunale di Mercatello sul Metauro, di cui vi metto il link dell'articolo pubblicato su Altrometauro.net:
http://www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=10020120328071118
In conclusione, a dimostrazione della “trasparenza intesa come accessibilità totale” di cui sopra, le chiedo la pubblicazione nell'albo pretorio on line del suo comune o comunque nel sito web, delle analisi dell'acqua potabile inviate dall'ufficio sanità pubblica dell'ASUR, così come effettuato, ad esempio, dal comune di Urbania .
Oltre a chiederle una doverosa risposta, mi permetto di insistere per un suo interessamento, direttamente in assemblea dei sindaci AATO1, relativamente alla trasparenza di MMS.
Purtroppo la Consulta Utenti non ha la possibilità di interloquire con l'Assemblea, ma sarebbe oltremodo interessante, poter trovare le possibilità di dialoghi comuni, momenti di scambio, al fine soltanto di tutelare al meglio questa importante risorsa che è l'acqua pubblica.
Nel ringraziarla per l'attenzione, porgo distinti saluti.
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Acqua IndustrialePost di Peppe Dini del 28 marzo 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 1285 volte)
Acqua industriale.
Tommaso Gentili è un giovane consigliere di minoranza del comune di Mercatello sul Metauro, recentemente subentrato ad un collega dimessosi. Appassionato cultore dei diritti dei cittadini, sul finire dell'anno, aveva fatto una richiesta al gestore del servizio idrico di Mercatello, Marche Multi Servizi (MMS), per accedere alle analisi prodotte direttamente dal laboratorio della spa. Successivamente rafforza la sua richiesta, anche in qualità di consigliere comunale. La risposta di MMS, non si fa attendere. L'ing. Francolini, per conto della società, ribatte negando l'accesso alle analisi, “poiché l’acqua trattata con procedimenti di tipo industriale non rientra “nel novero degli elementi ambientali previsti dalla normativa richiamata”.
Tutto ad un tratto MMS, inventa l'acqua industriale in completo disaccordo con le normative che prevedono per l'acqua ad uso alimentare, solo acqua potabile, acqua potabile in bottiglia, acqua di sorgente e acqua minerale; non esiste certamente l'acqua industriale e ciò ci fa pensare anche che acqua possano fornire al rubinetto.
La normativa prevede l'accesso ai dati sullo stato degli ambienti naturali di cui l'acqua è uno di quelli citati. Il cittadino attraverso questo decreto legislativo, non deve dimostrare alcun interesse, eppure MMS risponde a Tommaso che “la richiesta non risultava circostanziata e adeguatamente motivata “in relazione agli elementi di fatto e di diritto alla base della richiesta e (…) di improntare la propria richiesta al canone di ragionevolezza.”
Non è certamente sufficiente per MMS essere cittadino del comune per cui si chiedono le analisi, né tanto meno essere un consigliere comunale: il gestore del servizio idrico, “non è azienda o ente dipendente dal Comune di Mercatello sul Metauro perché:
Il comune di Mercatello è proprietario di sole 56 azioni pari ad una percentuale del 0,00042% del capitale sociale.” Inoltre c'è “una presunta disparità tra posizione di azionista pubblico e azionista privato.” In sostanza il comune di Mercatello sul Metauro, per MMS non conta niente!
Viene da domandarsi se è lecito un comportamento simile del gestore; le norme sull'accesso agli atti, sull'informazione ambientale, parificano tutti i gestori privati di qualsiasi servizio pubblico, alle pubbliche amministrazioni e in quanto tali, soggetti alle richieste dei cittadini. Il codice dell'amministrazione digitale prevede che essi debbano comportarsi come un ente pubblico ed avere ai fini del rapporto con i cittadini la posta elettronica certificata ben visibile sul proprio sito istituzionale.
Tommaso non demorde e si è perciò rivolto al difensore civico regionale e all'AATO; la consulta utenti dell'ente, dove sono rappresentate le associazioni dei consumatori, di categoria, ambientali, ha suggerito all'assemblea dei sindaci, possibili interventi. Ma l'azione dell'autorità d'ambito, appare debole e poco sostenitrice dei diritti dei cittadini utenti. Una medesima richiesta fatta dal WWF per l'accesso alle analisi di tutta la provincia, ha trovato ASET consenziente e MMS in opposizione, nonostante il parere positivo del Difensore civico regionale, tant'è l'associazione ambientalista si è rivolta alla Commissione Ambiente dell'Unione Europea, dove si aspettano interessanti sviluppi.
Rimane sempre il ricorso alla magistratura italiana per rifiuto di atti d'ufficio.
Per chi volesse approfondire la "trasparenza" dei gestori del servizio idrico vi metto questo link:
www.cittalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3633%3Acosa-sappiamo-dellacqua-che-beviamo-unidagine-sulla-qualita-delle-acque-di-rubinetto&catid=8%3Alibri-cittalia&Itemid=14
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Gettoni di presenza come consigliere comunalePost di Tommaso Gentili del 12 marzo 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 673 volte)
Ho ritenuto giusto far conoscere i miei gettoni di presenza nel consiglio comunale di Mercatello.
Questo è l'avviso di pagamento che mi è pervenuto per le presenze in consiglio comunale nel 2011 (1 visto che sono subentrato a novembre).
Lo pubblico qui visto che non ho siti personali.
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La trasparenza amministrativa è questione di mentalitàPost di Peppe Dini del 19 febbraio 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 927 volte)La trasparenza amministrativa è questione di mentalità
Questi giorni ho ricevuto la direttiva amministrativa, trasmessa dal segretario generale della provincia di Pesaro Urbino, documento che ha lo scopo di chiarire l’accesso agli atti, soprattutto da parte di consiglieri provinciali.
Ineccepibile dal punto di vista tecnico. Ma nel procedere ad una attenta lettura del documento, ciò che emerge è la sensazione di limitazione, di “attenti bene a quello che chiedete”, non certo di “respiro trasparente”.
Vediamo, perché. La prima parte definisce chi sono gli interessati, cioè i portatori di interessi diretti, diffusi (comitati), collettivi (associazioni nazionali riconosciute). Si sostiene giustamente che devono avere un “interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento cui si richiede di accedere”. Eppure la normativa sull’accesso ai dati ambientali sostiene anche, che in questo caso, il cittadino non deve dimostrare alcun interesse. E’ una norma usabile anche nel caso di acceso ad esempio, ai progetti di impianti energetici, alle relazioni depositate all’ARPAM.
Vi si legge più avanti, che l’amministrazione non è tenuta a dare documenti, che non siano atti amministrativi, né tanto meno ad elaborare dati in suo possesso.
La stessa normativa, sull’accesso agli atti amministrativi, cui fa riferimento la direttiva, da la definizione di atto amministrativo che è bene leggere: “per «documento amministrativo», si intende ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale”
Quindi sono veramente tanti i documenti che si possono richiedere, anche le stesse registrazioni del consiglio.
Mi chiedo: “La direttiva in oggetto, quindi è un atto amministrativo, e allora, perché non è rintracciabile nell’albo pretorio online, dove devono essere messi tutti gli atti amministrativi che con la pubblicazione ricevono la loro caratteristica di legalità?”
Certo che, ci si dimentica di considerare due normative del 2009, ormai assodate, la legge delega ed il conseguente decreto legislativo sulla produttività del lavoro pubblico, che in un ampio articolato, parlano chiaramente di “trasparenza totale”. La stessa CIVIT, commissione voluta dal ministro Brunetta, in una Delibera del 2010, citando le norme riportate qui sopra sostiene “
La trasparenza “è intesa come accessibilità totale (…) delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione” . “L’accessibilità totale presuppone, invece, l’accesso da parte dell’intera collettività a tutte le “informazioni pubbliche”, secondo il paradigma della “libertà di informazione” dell’open government di origine statunitense.”
Senza tanti problemi, è verificabile tale concetto, anche nelle modifiche apportate alla stessa norma, cui fa riferimento la Delibera Provinciale, ovviamente aggiornata all’ultima modifica del dicembre 2010. “L'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza, ed attiene ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. Resta ferma la potestà delle regioni e degli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, di garantire livelli ulteriori di tutela.” Non quindi livelli minori, ma maggiori di garanzia dell’accesso agli atti.
Ecco perché si tratta di un cambio di mentalità, da parte non solo di politici, ma anche di dirigenti, per i quali il cittadino deve essere considerato un vero e proprio collaboratore della pubblica amministrazione, al fine di orientarsi sempre più a quella che definisco partecipazione democratica.
Eppure la segreteria generale della Provincia ancora deve rispondermi ad una richiesta di revisione del suo regolamento di accesso effettuata ad ottobre, con tanto di ovvio ricorso al difensore civico regionale, con l’aggiunta di formale diffida a gennaio. Allora cosa deve fare il cittadino? Chiamare l’esercito per avere soddisfate semplici richieste a cui si deve rispondere?
Durante la visione dei dati di un impianto fotovoltaico, i visione di dati progettuali da parte del cittadino, è accaduto, ad esempio, che sia stato presente il progettista o suo delegato; tutto questo però non è previsto da alcuna normativa; anche nella definizione di controinteressati, citati dalla legge, c'è da discutere; va detto intanto che non sono contemplati nell’accesso ai dati ambientali e inoltre, se è pur vero che sono “tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto” ma continuando nella definizione, ci si dimentica sempre “che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza”. Ora consentitemi di obiettare: “Che riservatezza viene lesa ad un committente ed un progettista, che presentano l’autorizzazione della loro opera in commissione edilizia, in conferenza dei servizi, poi pubblicata all’albo pretorio online e nel cartello di cantiere?”
Ciò è sostenuto anche da diversi pareri, della Commissione ministeriale sull’accesso agli atti.
Per poi non parlare della pubblicazione delle date delle conferenze di servizio ai cui procedimenti possono partecipare i portatori di interesse, che viene effettuata , ora solo per quelle riferite agli impianti energetici e la VIA nonostante formalmente richiesto alla Provincia e alla stessa Regione Marche dal difensore civico regionale.
La trasparenza è un aspetto su cui noi cittadini, ci dobbiamo battere, non solo per il rispetto delle norme che già la prevedono, ma per sentirci veri fautori nella gestione del futuro nostro territorio, "un obiettivo comune e previligiato rispetto ad amministratori e funzionari".
Peppe Dini



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La Pec di Marche MultiserviziPost di Tommaso Gentili del 26 gennaio 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 528 volte)E intanto chi tesse le lodi di Marche Multiservizi si diverta pure a spedire le mail al loro indirizzo PEC
Buon divertimento
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Posta elettronica e trasparenza amministrativaPost di Peppe Dini del 04 dicembre 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 691 volte)Posta elettronica e trasparenza amministrativa

Il 29 novembre è stato il termine ultimo per le imprese, di munirsi di posta elettronica certificata PEC. E’ una casella elettronica che ha il valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno: per le ditte serve per invio di capitolati, bandi, gare d’appalto, progetti, istanze, dichiarazioni. Oggi insomma tutto viaggia nella rete internet, niente più carta. Il tutto è derivato dal Codice dell’Amministrazione Digitale CAD, del 2005 che ha cercato di innovare tutte le amministrazioni pubbliche e non solo.
Infatti anche i cittadini possono munirsi della propria PEC e utilizzarla nei rapporti con le amministrazioni pubbliche ed anche con i gestori privati di servizi pubblici. Il CAD infatti riporta che i “cittadini e le imprese hanno il diritto di richiedere ed ottenere l’uso delle tecnologie telematiche” e che “la partecipazione al procedimento amministrativo ed il diritto di accesso ai documenti amministrativi sono esercitabili mediante l’uso delle tecnologie dell’informazione”.
I siti delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di servizi pubblici, devono riportare la PEC rispettare, i principi di “accessibilità, usabilità, reperibilità anche da parte delle persone disabili” utilizzare formati non bloccati, contenere i nomi dei dirigenti dei singoli uffici, cui il cittadino dovrà fare riferimento nel caso di richieste.
Alle amministrazioni pubbliche sono equiparati a tutti gli effetti anche le società private che gestiscono servizi pubblici.
D’altra parte ancora nella nostra provincia, ben 6 comuni non hanno la PEC riportata sul proprio sito: S. Lorenzo in Campo, Tavoleto, Montecopiolo, Frontone, Auditore, Sassocorvaro. Ben 12 banche hanno vari sportelli sparsi nel territorio della nostra provincia e nei loro siti non hanno riportata la PEC; anche sul settore trasporti pubblici, energia è la stessa cosa. Così pure i nostri gestori acque potabili non la pubblicano . Basta divertirsi a viaggiane nella rete per avere conferme, eppure tutte le imprese, dal 29 novembre devono dotarsi di PEC.
Il digitale da anche una grossa mano alle associazioni e comitati che si battono per la tutela del territorio: infatti in quanto portatori di interessi diffusi e collettivi possono chiedere non solo l’accesso agli atti, ma anche partecipare ai procedimenti e conferenze di servizio relativi a progetti. Il fatto è che la trasparenza non è al massimo neanche negli enti pubblici: il difensore civico ha dato ragione al WWF che in Regione aveva chiesto la pubblicazione sul sito istituzionale delle date delle conferenze di servizio. Tale prassi tutelerebbe anche i portatori di interesse diretto quali gli espropiandi e confinanti, che diversamente non vengono contattati per l’eventuale progetto che potrebbe coinvolgerli: nessun intervento, né risposta dalla Regione Marche.
Nella nostra Provincia la trasparenza per il cittadino, certamente non primeggia: nel sito istituzionale, non vengono pubblicate tutte le conferenze dei servizi che vi vengono svolte, l’accesso ai documenti soggetti a VIA, non è certo facilitato dato che per raggiungere i documenti occorre effettuare ben tre passaggi e nonostante che siano passati ben oltre 30 giorni , tuttora non ha ancora risposto a queste sollecitazioni proposte dal WWF Marche.
Peggio ancora quando si tratta di accesso agli atti. La richiesta del rappresentante della Lupus in Fabula di avere copia dei documenti relativi a 13 impianti fotovoltaici, ha dovuto attendere la formalizzazione del suo ruolo, quando la normativa sull’accesso ai dati ambientali prevede, che il cittadino non debba dimostrare alcun interesse. Inoltre in fase di visione dei documenti è stato sempre lì presente un funzionario (peggio che in carcere) ed è stato chiesto ai committenti quali controinteressati, l’assenso all’accesso. Va detto che i controinteressati sono quelli cha cui viene leso il diritto di riservatezza che non esiste, nel caso di un progetto di costruzione, che passa in commissione edilizia, conferenza dei servizi, viene esposto nel cartello di cantiere.
Il risultato è stata la presenza durante la visione, di un delegato del progettista, perché nel progetto c’è il diritto d’autore, quindi non si può vedere; ciò in netto contrasto con sentenze del TAR, della stessa ANCI e della Commissione nazionale sull’accesso agli atti, che indicano la possibilità di prenderne copie.
La trasparenza è ancora difficile da avere dalle amministrazione e laboriosa da chiedere da parte del cittadino.
Mentre si va sempre più verso una amministrazione che deve garantire una “trasparenza totale” (è una legge del 2009 a dirlo), i principi della convenzione di Aarhus su accesso all’informazione, partecipazione pubblica alle decisioni, l’accesso alla giustizia, sono aspetti che noi, semplici cittadini, ci dobbiamo ancora conquistare.
Peppe Dini
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Provincia felice? Trasparente, sì grazie!Post di Peppe Dini del 29 ottobre 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 825 volte)Provincia felice? Trasparente, sì grazie!
E' più facile parlare di persone e gruppi che si propongono politicamente, mentre rimane più ostico sostenere i nostri diritti alla trasparenza delle amministrazioni pubbliche. Questo è ancor più difficile se devi dimostrarlo a dirigenti ancorati al loro vecchio modo di pensare, alla paura che la trasparenza possa mettere a nudo chissà quali intrallazzi ; di certo la poca trasparenza accomuna amministrazioni diverse, specialmente in questo momento di passaggio. C'è anche chi sostiene che siamo nell'era dei computer, possiamo usarli per gestire interi territori, ma se manca la volontà di esporre al cittadino, tutto ciò che l'amministrazione fa e intende fare , manca il vero presupposto ad una democrazia partecipativa degna di questo nome.
Che poi un ente pubblico abbia paura di affrontare il dialogo/confronto su questo aspetto, la dice lunga su come il cittadino comune sia ancora considerato. Spero negli uomini e donne validi presenti in ogni amministrazione (e ci sono), perchè sappiano sostenere la trasparenza con vero vigore, uscendo dal loro guscio, dalle circuizioni di prassi politica, dal routine giornaliera. Vi metto la lettera che ho scritto alle cariche massime della Provincia. E' decisamente tecnica, non poteva non esserlo con chi cerca di fare le pulci, a quello che è platealmente evidente: la "trasparenza totale". E' anche un modo per crescere nella nostra formazione di cittadini consapevoli.
All'incontro AATO, di cui qui si legge l'articolo del Carlino mi sono dimenticato di dire una frase, che riporto: il contrario di pubblico non è privato, ma oscuro e segreto. E' per questo che dobbiamo insitere affinche tutte le nostre amministrazioni siano, anche attraverso i propri siti istituzionali e i rispettivi albi pretori online , le più trasparenti possibili.
Peppe Dini

A seguito delle richieste di accesso formulate dal vicepresidente della Lupus in Fabula, associazione riconosciuta a livello regionale, portatrice di interessi collettivi, nonché socio e guardia giurata WWF Marche, mi permetto di intervenire in merito.
La richiesta di accesso ai sensi del D. L.vo 195/2005, effettuata in data 20 giugno 2011, ha attivato le comunicazioni qui allegate e nel periodo di fine settembre la possibilità di accedere ai documenti. Nel periodo intercorso gli è stato chiesto copia del documento di riconoscimento, nonché la delega di rappresentanza dell’associazione. Ciò, ritengo che sia contro lo spirito dello stesso D. L.vo 195/2005 , il quale all’articolo 3 sostiene: “L'autorità pubblica rende disponibile, secondo le disposizioni del presente decreto, l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse.”
Inoltre di “13 richieste , 7 le ho potute vedere e chiedere senza problemi di copia delle cose che mi interessavano, 4 le ho potute vedere ma mi è stato vietato di prendere copia dei documenti a contenuto tecnico/progettuale per l'opposizione delle ditte che si sono appellate al segreto industriale, 2 non le ho potute vedere per mancanza di tempo, ma so già che se troverò il tempo dovrò fare l'accesso agli atti in presenza di un rappresentante della ditta ditta Novapower perché la stessa ha chiesto di essere presente.” Durante la visione delle 7 concesse è stato sempre presente un funzionario del servizio energia.
Tutto questo a mio avviso, va oltre al diritto di “trasparenza totale” indicata dall’art. 4 L n.15 del 2009, comma 6 “La trasparenza costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche a norma dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.” E comma 7 “ Ai fini del comma 6 la trasparenza è intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti internet delle pubbliche amministrazioni, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni”
Ciò viene confermato anche da una attenta lettura dell’art . 22 comma 2 così come aggiunto nella modifica alla legge del 2005. Appare chiaro che le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle relative competenze possono solo aumentare il grado minimo di tutela del diritto di accesso non diminuirlo; lo stesso vostro regolamento pare diminuire questo diritto.
Il contattare i controinteressati quali committenti dei progetti, al fine di ricevere un loro consenso all’accesso, così come previsto dal DPR 184/2006, va contro la stessa definizione contenuta nella L.241/1990 art 22 comma 1 c): ”tutti i soggetti… che nell’esercizio di accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza”.
Mi chiedo, quale diritto di riservatezza possono avere i committenti di un progetto energetico che vedono i loro documenti passare in conferenza dei servizi, esposti all’albo pretorio on line e riportati sul cartello di cantiere in fase di realizzazione? Si veda a tal fine sentenza del TAR Puglia Bari, sez. III del 05.05.2004 : “Non può opporsi il diritto di riservatezza con riferimento alla concessione edilizia, in quanto essa non si attiene alla sfera privata del titolare, essendo prima ancora che atto ampliativi delle facoltà del privato, atto di gestione del territorio e quindi oggetto di pubblicità”. Si allega circolare ANCI.
Il regolamento provinciale nega anche l’accesso agli elaborati progettuali in quanto proprietà intellettuale. Si supponga un impianto energetico soggetto a Valutazione di Impatto Ambientale . Il D. Lvo 152/2006 all’art.24 comma 10, così come aggiunto nel 2008, prevede che tutta la documentazione istruttoria, debba essere pubblicata sul sito web dell’autorità competente, comprese le eventuali modifiche apportate al progetto. In caso di accesso poi vengono negate e questa è una contraddizione. Inoltre la Commissione sulla 241/90 presso la Presidenza del Consiglio il 31 maggio 2011, sostiene “Circa il secondo quesito, si rileva che tutti gli elaborati progettuali allegati alla pratica possono essere rilasciati in copia.”. Si veda in merito, la stessa circolare ANCI, citata.
Inammissibile poi è la continua presenza del funzionario/sorvegliante, durante l’accesso agli elaborati e altrettanto lesiva la presenza del progettista per la visione dei due progetti elencati: non è certo questo il regime di "accessibilità totale che presuppone, invece, l'accesso da parte dell'intera collettività a tutte le informazioni pubbliche, secondo il paradigma della libertà di informazione dell'open government di origine statunitense (delibera 105/2010 della Commissione Valutazione Trasparenza Integrità, delle amministrazioni pubbliche)
Per quanto riguarda l’albo pretorio on line della Provincia, è evidente una certa confusione, indice di difficoltà per l’utente: si prenda ad esempio, dall’albo pretorio ondine della Provincia PU, la procedura di deposito 2011/600, si apre l’intestazione con file pdf della domanda, all’interno del file c’è il collegamento ad www.urbanistica.provincia.pu.it, da qui occorre andare al link “elaborati allegati alle pubblicazioni sull’albo pretorio on line” trovare la giusta pratica, cliccarvi e appare un file compresso .zip da aprire per accedere a tutta la documentazione. Non è certo un accesso facilitato.
Inoltre, nell’albo dovrebbero esservi riportate tutte le determine dirigenziali, nonché tutte le conferenze dei servizi, non solo quelle relative all’energia, ma tutte quelle che tratta la provincia: rifiuti, cave, immissioni atmosferiche, concessioni idriche; di queste è pur vero che vengono pubblicate nel BUR, ma il servizio competente è provinciale e deve inoltre essere trasmesso ai comuni territorialmente competenti al fine della pubblicazione nel loro albo, così come chiede il T.U. 1775/1933.
Poi, è necessaria anche la pubblicazione delle date delle conferenze dei servizi al fine di potervi partecipare sia direttamente, che attraverso eventuale invio di osservazioni. Si allega a tal fine il parere del difensore civico delle Marche (qui postato ndr) per stessa richiesta alla Regione.
Infine la scadenza di 60 giorni è del tutto arbitraria essendo questa di 30 giorni; solo nel caso di richieste complesse può essere posticipata a 60gg, ma di questo, deve essere data opportuna comunicazione entro i 30gg; dato ormai evidente l’invio di tutte le pratiche in supporto digitale come chiede la normativa, mi pare, che se si volesse fornire la documentazione richiesta, non ci siano grosse complessità.
E’ a mio avviso, opportuno che lo storico rimanga anche oltre i limiti di decadenza previsti dalla pratica stessa; l’informatica ci permette di immagazzinare una grossa mole di dati, quindi è un aiuto in tal senso. Anche se l’iter specifico della pratica ha un determinato tempo, lasciare lo storico garantisce comunque la possibilità di visione ai fini della “trasparenza totale”, per un eventuale accesso dei dati anche postumo.
Si chiede per quanto riguarda la richiesta di accesso del VicePresidente della Lupus in Fabula, di provvedere fin d’ora, ad evitare la sorveglianza sia del progettista che del funzionario e conseguentemente spostare la scadenza della data di accesso imposta.
Si chiede di avviare un procedimento di revisione del regolamento provinciale di accesso agli atti, anche in regime di autoutela, di potervi partecipare ai fini di fornire un contributo oggettivo a quella che viene definita trasparenza totale, di avere risposte in merito da inviare congiuntamente anche al Vicepresidente dell'associazione naturalistica.
Invio questa al Presidente Ricci, al segretario generale provinciale in quanto notaio e applicatore delle giuste normative, al direttore generale Domenicucci, all’assessore all’informatica Porto, al dirigente del servizio energia Cecchini Elisabetta.
Dal momento che più volte ho scritto in merito senza avere risposte, si veda la lettera aperta al Presidente Ricci, in allegato, si invia detta comunicazione anche al difensore civico regionale.
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La carta dei servizi AATOPost di Peppe Dini del 25 ottobre 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 593 volte)Nonostante il parere positivo del difensore civico, MarcheMultiservizi ha ancora negato l'accesso alle sue analisi dell'acqua potabile. Al fine di fare pressione sul gestore privato di bene pubblico, equiparato a tutti gli effetti, ad una pubblica amministrazione invito i cittadini utenti a richiedere a Marche Multiservizi le analisi dell'acqua potabile del proprio comune, ai sensi del D.L.vo 195/2005, e vedere come si comportano . Le analisi sono pubbliche , mentre quelle pubblicate nel sito del gestore sono una media semestrale, non si capisce se di tutti i comuni, che di fatto non è indicativa di niente. Ne ho parlato all'inaugirazione della Carta dei servizi dell'AATO 1 Vi metto l'articolo del Carlino del 22.10.2011. Buona lettura. Peppe Dini
IL RESTO DEL CARLINO URBINO E MONTEFELTRO pag. 23
«Le analisi idriche meritano puntualità»
AMBIENTALISTI

«L'ACQUA essendo un bene vitale, deve essere garantita a tutti: il servizio idrico non può essere sospeso in caso di morosità. Inoltre le analisi «puntuali» devono essere pubblicate sui siti dei gestori». A parlare sono le associazioni Lupus in Fabula, Wwf, Legambiente e Circolo Rosso Verde che nel giorno della pubblicazione della Carta del Servizio idrico sottolineano la loro insoddisfazione. «Pur ritenendo positivo il percorso di studio avvenuto anche attraverso la Consulta degli utenti scrivono le associazioni della provincia non possiamo che esprimere insoddisfazione rispetto agli obiettivi raggiunti, in particolare per quel che riguarda la tutela del diritto all'acqua e la trasparenza amministrativa. Riteniamo infatti che il minimo vitale (50 litri al giorno) debba essere garantito a tutti, cosa che invece esclusa nella Carta. Questo diritto è tanto più fondamentale in un momento di crisi economica come questo.
Sul fronte della trasparenza invece affondano le associazioni si nota una ingiustificata resistenza a pubblicare le analisi (puntuali e non medie) sui siti dei gestori e a fornire i quelle delle acque reflue. Infatti nella Carta, si fa riferimento solo a quelle di "depuratori significativi". Ma per tutelare la salute dei nostri fiumi e del mare, tutti i depuratori sono significativi, in particolare nella "Provincia Felice", dove esistono anche ampie zone non servite da alcun depuratore. E ci si chiede come ciò sia stato possibile e come mai non si cerchino i responsabili».
PER QUANTO riguarda la trasparenza dei dati e la loro pubblicazione sui siti istituzionali, le associazioni ricordano che nel caso del servizio idrico, anche Marche Multiservizi, Aset, Hera, Comuni Riuniti sono equiparate alla pubblica amministrazione. «Un cittadino ammoniscono gli ambientalisti in un paese civile e moderno, per sapere se può fidarsi dell'acqua che beve e che dà da bere ai suoi figli, non dovrebbe incontrare ostacoli di tempi e inghippi burocratici sperimentati quotidianamente sulla nostra pelle. Dovrebbe essere sufficiente accendere il computer e visitare il sito del gestore per trovare quello che cerca. Pertanto concludono le associazioni auspichiamo che vengano immediatamente rimessi in discussione questi punti e che si possa raggiungere in tempi stretti una condizione più favorevole all'utente e al cittadino». fra.pe.
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Abbattimento Piante protettePost di Peppe Dini del 09 ottobre 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 833 volte)Abbattimento Piante Protette
Le autorizzazioni per gli abbattimenti di piante, che rientrano nelle specie protette, deve essere rilasciata dal comune o comunità montana competente.
Le leggi regionali di riferimento sono la n.7 del 1985 e la n. 6 del 2005.
l'art. 20 della 7/2005 detta sulla forestazione, ma che in realtà ha cambiato la prima, contiene : "2. Gli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni di cui alla presente legge trasmettono al Corpo forestale dello Stato copia delle autorizzazioni, delle comunicazioni e delle denunce di inizio lavori rilasciate o ricevute, dandone pubblicità sul proprio sito internet; il Corpo forestale dello Stato informa gli enti competenti sull’attività di vigilanza svolta e sui suoi risultati."
Dal 2005 avrebbero dovuto essere effettuati nei rispettivi siti la pubblicazioni, badate bene, non solo delle autorizzazioni, delle comunicazioni e delle denunce relative. Chi sono gli enti competenti al rilascio. Da noi è la comunità montana, mentre dove non è attivabile, il comune. Va detto che però il comune in sè, è territorialmente competente e quindi , a mio avviso, anche quelli dove avviene autorizzato dalla Com . Mont., dovrebbero pubblicarre gli atti: Si tratta di "trasparenza totale" che per qualche amministrazione, sembra un traguardo lungi dal divenire, a danno dei cittadini.
Dato che questi atti sono di fatto pubblici, informarsi ai comandi CFS è plausibile , quando non si trovano riscontri nei siti istituzionali. Citate l'art. 29 comma 2 riportato qui e vedrete che qualcosa si muoverà . Nella nostra provincia solo il comune di Fano e la Comunità Montana di Urbania hanno questi atti pubblicati. Anche se il percorso per trovarli, nel sito della nostra Com. Mont. non è certo agevolato e trasparente: home page, a sinistra servizi, quindi autorizzazioni, poi autorizzazione abbattimento e potature, infine aprire il file pdf.
Si possono in tal modo inviare le nostre osservazioni ed in quanto comunicazioni, inserite nei relativi documenti.
Via allego la prima ed ultima pagine delle autorizzazioni, le altre le lascio come esercizio di ricerca web
Peppe Dini


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