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Meglio andare al cinema ...Post di Richez del 30 ottobre 2008 in Attualità (Sfogliato 1716 volte)Di tanto in tanto sfoglio le news della zona su Altrometauro (http://www.altrometauro.net/notizieAltoMetauro.asp) ed ho visto una notizia che mi ha incuriosito. Sto parlando dell'iniziativa legata ai controlli stradali ed al cinema. Ho visto cartelli legati a questa iniziativa anche nelle nostre strade.
Da "Il Resto del Carlino del 28 ottobre 2008": "Meglio un film' è lo slogan della campagna invernale ideata in collaborazione con i cinema Giometti della provincia. "Grazie a questo accordo - spiega l'assessore Lucarini - i giovani che verranno trovati in regola durante i controlli stradali, riceveranno in omaggio un biglietto d’ingresso gratuito al cinema Educare al rispetto del Codice della strada, prevenire gli incidenti e solo in via eccezionale multare''. Il presidente della Provincia, Palmiro Ucchielli, sintetizza così gli obiettivi della campagna di sensibilizzazione per il rispetto delle regole, destinata ai giovani automobilisti ... ... ..."
Personalmente sono un po indeciso se l'iniziativa può essere buona oppure no. Inizialmente mi sono detto "però ... interessante!" ed ho pensato che la cosa potesse avere un riscontro positivo tra la gente, soprattutto tra i giovani chiaramente. In un secondo tempo poi pensandoci mi sono chiesto: "Ma esiste veramente qualcuno che andrà più piano sulle nostre strade sperando di essere fermato per controlli e guadagnare così un bel biglietto gratis? Chi ha una coscenza tale da farsi influenzare da una iniziativa come questa non è tra quelle persone che sempre, comunque ed ovunque infrangono le regole e non rispettano i limiti di velocità! Chi pensa solo a se stesso cambierà i suoi comportamenti solo per andare a vedere un film?
In altre parole. Perchè premiare chi semplicemente fa quello che dovrebbe fare senza incentivi? Quando la "promozione del biglietto" finirà si otterrà un risultato contrario? Perchè non invece punire semplicemente chi infrange le regole?
Non lo so! Mi sembra solo uno spot pubblicitario ma magari mi sbaglio! Voi cosa ne pensate? L'iniziativa ha un senso oppure no? Apri Commenti(39) Stampa
Movimento della decrescita felicePost di Giovanni Pistola del 29 ottobre 2008 in eventi - iniziative (Sfogliato 1185 volte)Buongiorno a tutti i visitatori di questo blog...
Voglio ricordare che Venerdì 31/10/2008 alle ore 21.00 nella sede di Happy Life in Urbania (strada per andare verso Piobbico), si svolgerà la prima riunione del Movimento della Decrescita Felice (MDF) dopo la sua costituzione e riconoscimento da parte dell'organo nazionale competente.
Ma... che cos'è il MDF? In soldoni, è una organizzazione modellata simile ad una associazione, che al suo interno è composta da diversi gruppi di lavoro: ad esempio nel Movimento di Urbania, abbiamo un gruppo GAS (Gruppo Acquisto Solidale) dove tra l'altro io sono uno dei coordinatori, un gruppo che si occupa di coltivare l'orto, un altro ancora è competente nel creare tessuti con fibre naturali!
Praticamente tutti questi gruppi inclusi dentro il Movimento, si occupano di diffondere nella popolazione tutti i criteri di AUTOSUFFICENZA e AUTOPRODUZIONE come avveniva in passato, cercando di stabilizzare una economia sostenibile.
Per ulteriori informazioni, vi invito a partecipare alla riunione (non esitate a commentare il post per chiarimenti) e a visitare il sito della decrescita www.decrescitafelice.it
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Grande festa per l'inaugurazione della nuova sedePost di Massimo del 28 ottobre 2008 in eventi - iniziative (Sfogliato 1133 volte)Sant’Angelo in Vado, inaugurata la nuova sede Cna
Nel pomeriggio piazza gremita per lo spettacolo di Genio&Pierrots
SANT’ANGELO IN VADO – Dopo l’inaugurazione della nuova sede Cna di Apecchio, ieri è stata la volta di Sant’Angelo in Vado. I nuovi ufficidell’associazione vadese serviranno oltre 800 imprese del territorio e saranno in grado di fornire alleaziende tutta la gamma dei servizi forniti dalla sede provinciale in materia di credito,ambiente, contabilità, consulenza del lavoro, aziendale e fiscale.
L’inaugurazione della nuova sede, che con i suoi 170 metri quadri si trova in via Madonna 2, angolo Corso Garibaldi, ha avuto inizio nella mattinata con il tradizionale taglio del nastro. Presenti il presidente regionale CNA, Giuliano Drudi, il presidente provinciale CNA, Giorgio Aguzzi, il segretario provinciale CNA, Camilla Fabbri, il sindaco, Settimio Bravi e il segretario generale della Camera di Commercio, Fabrizio Schiavoni.
Tutti hanno evidenziato l’importanza dell’apertura di un presidio serio e qualificato per le imprese in un momento terribile per l’economia. La nuova sede Cna di Sant’Angelo in Vado, tuttavia, sarà un importante punto di riferimento anche per cittadini, pensionati e lavoratori in materia di dichiarazione dei redditi, Red, Ise.
Dopo l’inaugurale taglio del nastro ci si è spostati nei locali interni della nuova sede dove il responsabile dell’area territoriale, Massimo Galli ed il neo presidente dell’area territoriale, Luca Bostrenghi hanno premiato Romano Bruscaglia, primo presidente Cna di Sant’Angelo in Vado e della vallata del Metauro.
La giornata si è conclusa in un’affollata piazza delle Erbe con l’intrattenimento musicale e danzante della famosa orchestra Genio&Pierrots, organizzato per l’occasione dalla Cna.
lunedì 27 ottobre 2008
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In che mani siamo con questa nuova raccolta differenziata?Post di Giovanni Pistola del 26 ottobre 2008 in ecologia (Sfogliato 1307 volte)Volevo innanzi tutto salutare tutti i visitatori del blog, visto che questo è il mio primo post che inserisco su Altrometauro...
Avevo il piacere di esordire con un argomento che a me sta molto a cuore: il problema della ecologia e quindi di riflesso, quello della gestione dei rifiuti.
Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un nuovo cambiamento nello smaltimento dei rifiuti, dove ora i rifiuti organici verranno appositamente gettati in un apposito cassonetto di colore marrone.
La mia perplessità nasce dal semplice fatto che i sacchetti che mi sono stati dati in dotazione, sono della dimensione tale da contenere i rifiuti organici per due porzioni di pranzo; due bucce di banana, un pò di fusilli non mangiati, qualche osso e il sacchetto è pieno! Insomma, sacchetti minuscoli, con bidoni minuscoli.
L'esperienza mi insegna che chi parte con il piede sbagliato poi proseguirà la sua strada con enormi difficoltà.
Voi che ne pensate? Sapete se la nuova gestione porterà veramente a dei risultati soddisfacenti? Oppure come dice qualcuno, è il solito teatrino politico? Grazie.
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Invito Corso gratuiti di dinamiche di gruppoPost di Mirco Marchetti del 25 ottobre 2008 in eventi - iniziative (Sfogliato 1093 volte) Si informa che:
Mercoledì 29 ottobre ore 21,00 presso la Sede della Protezione Civile di Fermignano prenderà il via un Corso gratuito di "sensibilizzazione". Il corso avrà l'obiettivo di mostrare ai partecipanti, lungo il per-corso, le dinamiche attraverso le quali un gruppo prende forma. L'apprendimento non è di tipo nozionistico, ogni partecipante apprenderà qualcosa in più riguardo se stesso, se stesso nel rapporto con l'altro, se stesso nel rapporto col gruppo attraverso l'esperienza.
Il Corso, portato avanti dalla Protezione Civile di Fermignano ed approvato e finanziato dal CSV-Pesaro è aperto a tutti coloro i quali hanno motivazioni sostenibili. Nel primo incontro, tra le altre cose, si concorderanno le date e gli orari degli incontri futuri.
Al termine del Corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Cordialmente il conduttore di gruppo,
dott. Mirco Marchetti
per eventuali ulteriori chiarimenti a riguardo: m.marchet@tiscali.it cell. 3389021652
oppure fare riferimento alla home page del mio sito:
www.mircomarchetti.it
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E' VERO IL CONTRARIO!Post di Marchetti Alfiero del 25 ottobre 2008 in Politica (Sfogliato 1163 volte)E’ VERO IL CONTRARIO!
Di Alfiero Marchetti
Debbo dire, con particolare tristezza, che sempre più spesso capita che i tanti polemici per natura apostrofino in modo spregevole coloro che gestiscono le nostre amministrazioni locali, quasi a dipingerli come persone lontane dal comune sentire e quindi tali da non sapere dare risposte alle vere esigenze dei cittadini. Soprattutto alcuni giovani “opinionisti” si addentrano in considerazioni forti su problemi ed argomenti che non conoscono arrogandosi il diritto di commentare senza capire. Si ribadisce nei mass media ogni giorno che la politica è lontana anni luce dai cittadini, che non vuole capire le loro esigenze, che mira soltanto a tutelare gli interessi della “casta”. Un amico in procinto di assumere una carica importante al quale avevo formulato i miei auguri più sinceri ebbe a scrivermi qualche tempo fa: “Di certo posso assicurarti che ci metterò tutto l’impegno di cui sono capace confidando anche nell’aiuto di tutti quegli amministratori locali che, come te, hanno fatto, in tanti anni, dell’impegno amministrativo una vera e propria “missione” in favore delle nostre comunità locali”. Credo che in queste poche righe si possa cogliere la differenza che esiste tra i politicanti che operano dall’alto e tutti coloro che lavorano in trincea togliendo tanto tempo ai propri affetti e al proprio lavoro e senza alcun tipo di riscontro economico. Ho incontrato nella mia vita tanti Sindaci e amministratori locali della Valle e mai ho avuto l’impressione che qualcuno di loro mirasse a qualcosa di diverso che non fosse l’interesse della propria gente. Poi si sbaglia come sbagliano tutti, si omette inconsapevolmente, magari si interpretano alcune cose in modo difforme da come poi si rivelano, ma sempre ed inequivocabilmente in buona fede. Tra le tante osservazioni, leggo spesso commenti sull’atteggiamento della nuova polizia locale che viene indicata come il mezzo delle Amministrazioni locali per fare cassa e superare le loro difficoltà economiche. E’ semplicemente puerile continuare a ribadire questi che sono soltanto luoghi comuni; fatto sta che mai è capitato che Sindaci od amministratori sollecitassero per esigenze di bilancio il Corpo Vigili Urbani a tartassare i cittadini mentre invece è accaduto il contrario con ripetute sollecitazioni ad avere pazienza e ad essere il più possibile concilianti. Ma le regole sono le regole e sono state emanate affinché vengano rispettate. La verità sta nel fatto che nella nostra zona siamo un po’ tutti abituati, me compreso, ad un eccessivo permissivismo che ha portato. con l’incredibile aumento del parco macchine, ad avere le piazze dei centri storici continuamente intasate e a ritenere che i limiti di velocità fossero un optional. E’ chiaro che “in media stat virtus” e quindi trova spazio e considerazione la sollecitazione ai vigili ad essere disponibili pur garantendo il rispetto assoluto delle regole del codice della strada. Forse una domanda quei tanti amministratori “volontari” dovrebbero porsela ed io a dire il vero da un po’ di tempo me la pongo quasi quotidianamente: - perché quei cittadini critici e polemici non si rendono parte attiva e partecipano alla vita amministrativa e politica delle nostre città?- E’ avvilente vedere in ogni seduta pubblica, qualunque sia il contenuto degli ordini del giorno, le sedie del pubblico completamente vuote. Non ci si dica perché chi amministra è chiuso, perché anche in questo caso è vero il contrario!
ALFIERO MARCHETTI
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La CNA inaugura la nuova sede di Sant'Angelo in VadoPost di Massimo del 24 ottobre 2008 in eventi - iniziative (Sfogliato 1111 volte)Domenica inaugurazione della nuova sede CNA
Alto Metauro aumenta la popolazione ma c’è un’impresa ogni 10 abitanti
A Fermignano e S.Angelo il più alto rapporto aziende-cittadini
PESARO - Un’impresa ogni 10 abitanti. Nei comuni dell’alto e medio Metauro il rapporto tra aziende e popolazione è più alto della media che indica Pesaro e Urbino come una delle province italiane a più alta percentuale di attività imprenditoriali rispetto al numero di residenti. Nel territorio considerato (che comprende i comuni di Fermignano, Urbania, Sant’Angelo in Vado, Borgo Pace, Peglio e Mercatello sul Metauro), le imprese sono complessivamente 2.714 a fronte di 22.423 abitanti.
Nella classifica dei comuni più “industrializzati” di quelli presi in considerazione, si piazza Fermignano con 8.511 abitanti (4.264 maschi e 4.247 femmine per un totale di 3.247 famiglie), che conta ben 850 imprese. Nel rapporto imprese-abitanti al secondo posto si colloca Sant’Angelo in Vado. Nella città del tartufo a fronte di 4.088 abitanti (2.000 maschi e 2.088 femmine per un totale di 1.504 famiglie), ci sono 468 imprese. Il rapporto imprese-popolazione scende ad Urbania che pure si conferma la seconda “potenza” imprenditoriale della zona con ben 993 imprese. Nel centro durantino la popolazione è salita infatti a 6.935 unità (3.388 maschi e 3.547 femmine con 2.724 nuclei familiari), portando il rapporto 1 a 7. A Mercatello sul Metauro il rapporto è di 1 a 8 con 187 imprese e 1.487 abitanti (731 maschi e 756 femmine). La classifica si chiude con Peglio (113 imprese) e Borgo Pace (103 imprese).

In questo territorio la CNA apre una nuova sede a Sant’Angelo in Vado, che servirà oltre 800 imprese del territorio. L’ufficio fornirà consulenze alle aziende in materia di credito, ambiente e contabilità. La sede CNA di Sant’Angelo in Vado sarà inaugurata domenica 26 ottobre alle ore 10 alla presenza del presidente dell’Amministrazione provinciale, Palmiro Ucchielli e del presidente della Camera di Commercio, Alberto Drudi e del sindaco, Settimio Brav. Con i suoi 170 metri quadri, la nuova sede della CNA che si trova in via Madonna 2, angolo Corso Garibaldi , sarà a disposizione delle imprese del territorio e punto di riferimento anche per cittadini, pensionati e lavoratori per dichiarazioni dei redditi, Red, Ise. I consulenti della CNA di Sant’Angelo in Vado saranno in grado di fornire alle aziende tutti la gamma dei servizi forniti dalla sede provinciale. All’inaugurazione saranno presenti anche autorità civili e religiose, il presidente provinciale della CNA, Giorgio Aguzzi, il segretario provinciale della CNA, Camilla Fabbri, il responsabile dell’area territoriale, Massimo Galli ed il neo presidente dell’area territoriale, Luca Bostrenghi.
Nell’occasione la CNA ha organizzato un intrattenimento musicale e danzante con la famosa orchestra Genio&Pierrots che si terrà in piazza delle Erbe dalle 14.30 alle 18.30. In caso di maltempo lo spettacolo si terrà al Palasport dalle 20.30 alle 24.
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Fai conoscere AltroMetauroPost di Richez del 23 ottobre 2008 in AltroMetauro (Sfogliato 1058 volte) Aiutaci a far conoscere AltroMetauro. Puoi farlo in diversi modi, scegli quello più semplice per te e che ti piace di più. Puoi inviare una segnalazione tramite email ad un tuo amico oppure inserire un link ad AltroMetauro nel tuo sito internet o nel tuo Blog!
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Riforma o controriforma?Post di Massimo del 22 ottobre 2008 in Attualità (Sfogliato 1091 volte)Dopo le manifestazioni di protesta che sono in corso di svolgimento in tutta Italia, la riforma del ministro Gelmini continua a tenere banco nelle cronache di questi giorni. Maestro unico e reintroduzione del grembiule alle elementari nascondono in realtà un disegno molto più semplice ed evidente: eliminare di fatto plessi scolastici e quindi personale, per rispamiare risorse e ridurre le spese, per dequalificare la scuola pubblica e favorire le scuole private. Ovviamente la mannaia della riforma Gelmini, guarda caso, taglia scuole proprio nei territori più deboli. E così vicino a noi rischiano in parte la chiusura e in parte il ridimensionamento le primarie ed elementari di Borgo Pace, Belforte all'Isauro, Serravalle di Apecchio, Pianello di Cagli, Frontino, Pieve di Cagna, Casteldelci, Pietrarubbia, Tavoleto, Schieti, Trasanni, San Leo, Montecerignone, Montegrimano, Perticara, ecc... Una controriforma secondo la valutazione di diversi rappresentanti delle istituzioni locali, basata non su un disegno pedagocico complessivo ma su pesantissimi tagli decisi a tavolino, ai quali poi si è tentato di dare una giustificazione educativa. Una giustificazione che non regge, il cui risultato sono meno scuole e classi più affollate, con condizioni di insegnamento che appartengono ormai alla preistoria. Inoltre la chiusura delle scuole, specie nei piccoli comuni dell'entroterra, accompagnata alla riduzione già avviata di altri importanti servizi non farà altro che spingere i cittadini ad abbandonare le aree interne per affollare ulteriormente quei territori con più servizi e maggiori possibilità occupazionali. Molte istituzioni locali si apprestano ad una difesa ad oltranza dei servizi su tutto il territorio, con un esplicito invito alla mobilitazione contro la riforma Gelmini. Una presa di posizione importante ma forse deve crescere la sensibilizzazione dei genitori sui rischi che corre quella scuola che forma o dovrebbe formare i propri figli, e non basta difenderla da questa controriforma. Cosa fare??
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Motoraduno internazionale Post di Mister M del 21 ottobre 2008 in eventi - iniziative (Sfogliato 1203 volte)Salve a tutti..
come tutti gli anni c'è stato nello scorso w.e. il motoraduno di S.Angelo in vado, un'affluenza di moto notevole e un incremento turistico interessante per tutte le nostre zone.
Tutto questo però porta un aumento del traffico, specialmente moto, altissimo e un rischio di incidenti superiore alla norma (anche quest'anno mi sembra che ci è scappato il morto).
Come ogni utente della nostra amata 73 bis speravo che il nuovo corpo di polizia locale tanto temuto da noi automobilisti abbia un pochetto messo a freno le corse di questi bolidi che sfrecciano a velocità ben oltre i limiti anche di un percorso autostradale.
Invece ???????
NIENTE girovagando tra Fermignano, Urbania, S.Angelo, Mercatello, non ho incontrato nessun appostamento dietro i cespugli o qualche cartello dei nostri cari vigili. Moto che ti superavano a più di 150 km orari nel limite dei 50 (non esagero io stesso ero al di sopra del limite e mi hanno superato ad alta velocità), per non parlare di sabato sera quando i fumi dell'alcool avrebbero fatto ubriacare qualsiasi etilometro presente nella zona.
Concludendo, sono d'accordo con i vigili che debbano controllare chi al posto di 50 km orari sfreccia a 68 (come il sottoscritto multato e tolti punti) in tratti pericolosi specialmente i giorni di lavoro dove una persona per portare a casa la pagnotta a volte supera i limiti di ben 18 km orari (da paura), ma come mai visto il traffico di questi giorni festivi non c'era nemmeno una pattuglia? forse per non rovinare la festa? forse perchè erano intente (due vigilesse) a girovagare per le vie di S.Angelo in divisa cos' da scongiurare attacchi ai banchi del tartufo?
Spero di non essere stato troppo polemico, ma credo che è una cosa molto sentita visto che molti di noi sono stati (giustamente percarità) multati per le eccessive velocità, ma se dobbiamo sorvegliare le nostre strade meglio farlo sempre specialmente in occasione di eventi simili.
Grazie Apri Commenti(6) Stampa
Fano Grosseto: pagare o non pagare?Post di Giuseppe Lucarini del 20 ottobre 2008 in Politica (Sfogliato 4731 volte)cari amici,
vediamo se stavolta riesco a soddisfare l'esigenza di sollevare un tema locale. Sempre però come quesito .
Da tanti anni il nostro territorio aspira a collegamenti con l'altro fronte degli appennini. La strada cosidetta dei due mari, Grosseto Fano, per noi Fano Grosseto, ma per me la Fano Urbino Firenze è stata oggetto di convegni e di incontri fin dagli anni 70. Ci fu un primo progetto di massima, il progetto Macchi, realizzato solo fino a Fossombrone e successivamente fino a Canavaccio. Nel 92 iniziarono i lavori della galleria che non sono mai stati finiti. Altre risorse nel tratto che dalla galleria va quasi fino a mercatello vennero spese successivamente.
In questi anni la provincia ha realizzato per conto dell'ANAS, tutta la progettazione dei lotti che vanno da Canavaccio a mercatello dal 4 al 10. La progettazione fa si che la strada possa essere appaltata quasi immediatamente. In questi anni però a cavallo dei due governi è stata finanziata la quadrilatero e non la fano grosseto.
E' stato il ministro Di Pietro nell'ultimo governo ad avviare due iniziative: far sottoscivere alle tre Regioni un accordo che metteva la strada nelle priorità per l'Umbria, le Marche e la Toscana, indicando per la sua realizzazione nel tratto Arezzo Fano, la modalità del project financing. In parole semplici significa fare una gara internazionale fra privati, i quali in cambio della riscossione della tariffa per un certo numero di anni, mettono almeno il 50% delle risorse necessarie a realizzare la strada (1600 m.l. circa di euro).
Il Ministro Di Pietro aveva dichiarato almeno a parole di mettere in gara l'intera strada, alla ricerca dei finanziamenti ai quali avrebbero dovuto seguire finanziamenti pubblici. Ma Il ministro Di Pietro non è più ministro e la palla è passata al Ministro Matteoli
Indipendemente da quello che deciderà il governo, si è aperta una discussione fra i Comuni della bassa valle del metauro su questa ipotesi.
Mi piacerebbe sapere in ogni caso cosa pensate:
è giusto che questa arteria venga realizzata trasformandola in autostrada e quindi con i soldi degli utenti? Secondoi voi la vallata del metauro sarebbe ben disposta a pagare una tariffa come condizione per la sua realizzazione?
Vi sembra gusto che questa tariffa venga pagata da tutta la popolazione da Fano ad Arezzo, oppure che venga pagata solo nei nuovoi tratti?
E' una discussione non banale. Potrebbe anche succedere che il governo mette tutti i soldi ed in questo caso nessun problema. Potrebbe succedere che non se ne fa nulla di nulla ed è un altro problema.
Ma se venissimo chiamati a pronunciarci sul pagamento cosa e come sarebbe giusto rispondere?.
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"LA DUE MARI IN COLLINA"Post di Marchetti Alfiero del 16 ottobre 2008 in Politica (Sfogliato 1101 volte)LA “DUE MARI IN COLLINA”
Di Alfiero Marchetti
La lunga storia della “Fano-Grosseto” si perde da noi nella notte dei tempi e i tanti decenni trascorsi a bocce ferme in passato, avevano oscurato ancor di più le prospettive di collegamento per le nostre realtà. Dopo alterne vicende e trascorsi quattro anni dalla legge Marche-Friuli che nel 1986 aveva finanziato il primo tratto della Galleria della Guinza per un importo di 35.000.000.000, il 01/11/1990, fu dato l’inizio ai lavori del foro pilota realizzato con un diametro di 3 metri per una lunghezza di circa 6 km. Alla presenza di molte autorità di allora: il ministro Prandini, l’On. Forlani, l’On. Ermelli Cupelli, il Presidente Giampaoli, il Sen. Londei, i Sindaci della Valle, il Sen. Venturi e tanti dirigenti Anas, con una cerimonia importante, si demolirono i primi frammenti di quella parete rocciosa che da secoli ostacola lo sviluppo dei nostri territori. Un bel tramonto suggellò quella serata quasi a costituire, col senno di poi, un segno premonitore delle difficoltà che poi si sarebbero incontrate. Le coppe di champagne e la pomposità della cerimonia sono rimaste nella storia, in quella storia fatta poi di sospensioni di lavori per tangentopoli, di arresti, di fallimenti, di abbandoni di cantieri e di potenzialmente rischiose situazioni di degrado ambientale in una delle più belle vallate della nostra regione. Il 13/04/1991 la “talpa” iniziò i lavori di scavo ed il 03/04/1992, con un altra cerimonia con collegamento via Satellite dal lato umbro alla sede del cantiere, fu ultimato lo scavo del foro pilota. Il lavoro venne poi sospeso per essere ripreso e completato per la parte finanziata nei primi mesi del 1994. Nel frattempo anche il III° lotto esterno alla Galleria lato Mercatello fu appaltato, ma a pochi mesi dall’inizio del lavori venne bloccato tutto per irregolarità nell’affidamento. Anche se poi fu da tanti considerato un errore, l’essere riusciti ad inserire nei finanziamenti previsti dalla legge “Marche-Friuli” i primi 35 miliardi per la Galleria, costituì l’inizio di un intervento che poi in ogni caso non avrebbe potuto fermarsi a quello stadio. La politica dei meriti poi ha percorso negli anni le sue tappe, nascondendo però sempre la verità vera: la mancanza di una precisa volontà politica che con programmazione e con metodo tendesse a raggiungere l’obbiettivo di un intervento organico e completo, supportata da un’autorità che soprintendesse all’intero intervento. Noi uomini di montagna siamo abituati ad essere molto più concreti di quel che spesso si pensa e i tempi biblici che hanno contrassegnato anche questa vicenda, ci rendono ancora oggi dubbiosi sul prosieguo dei lavori. Anche per noi comunque la speranza è l’ultima a morire ed i segni tangibili che dal 1998/99 abbiamo avuto ci rendono moderatamente ottimisti. Quando nel settembre 2000, dopo tanti incontri e procedure amministrative complesse ed incredibilmente lunghe quel cancello del cantiere della Guinza si è riaperto, abbiamo provato un senso di liberazione: ripartiva quel lavoro importante per giunta completamente finanziato. Sapevamo comunque di andare incontro a tanti problemi territoriali dovuti alla presenza di un cantiere imponente; alla gestione di depositi per materiali inerti di smarino; alla regimazione e depurazione delle acque interne al tunnel; all’incredibile transito di mezzi sulla viabilità comunale e statale; all’inevitabile impatto ambientale in corso d’opera. Le difficoltà incontrate all’interno, soprattutto per la presenza di una notevole quantità di acqua ed a causa di una roccia costituita prevalentemente di materiale argilloso hanno reso il lavoro particolarmente difficile. L’utilizzo di un quantitativo notevole di esplosivo (con ogni volata si realizzavano 4 metri di scavo) ha reso delicato l’intervento anche in termini di sicurezza. Il 07/04/2003 con un sostanziale rispetto dei tempi programmati, gli operai della ROMAGNOLI SpA e della SECOL si sono incontrati dopo aver abbattuto l’ultimo diaframma, alla presenza del Dirigente ANAS Ing. Fagioli, dei rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale, della Comunità Montana, dell’Assessore Regionale Avenali e dei Sindaci dei Comuni di Mercatello e San Giustino. E’ così caduto definitivamente il muro della Guinza. Ed è stato toccante attraversare per la prima volta l’intera galleria ed uscire a Parnaciano. Mercatello imparò a convivere con i cantieri e con le maestranze festeggiando con le stesse i momenti più importanti, dalla Festa di S. Barbara agli eventi collegati allo stato di avanzamento dei lavori stessi. In lavori di questo tipo emerge comunque il sacrificio dell’uomo che opera in particolari condizioni ambientali per il bene comune. Ringraziammo più volte e sentitamente, tutti gli addetti ai lavori ai quali ci univano anche esperienze trascorse di emigrazione in analoghe condizioni di vita. Ai lavori del traforo si aggiunsero dal 2001 quelli ripresi, previa variante e nuova valutazione di impatto ambientale, del III° lotto dalla Galleria della Guinza all’ingresso dell’abitato di Mercatello. Affidati alla Ditta Rabbiosi SpA sono stati ultimati nella primavera 2005. Nel frattempo, approvato il progetto esecutivo del IV° lotto definito “variante dell’abitato di Mercatello” che attraverserà il paese fino all’innesto nella SS.73 bis in località Presagnoli, furono ultimate le procedure per le occupazioni d’urgenza e tutto faceva ritenere che presto si sarebbe proceduto all’appalto. Sono stati comunque realizzati e ultimati lavori nel territorio del Comune di Mercatello lavori della “Fano Grosseto” per più di 250 miliardi di vecchie lire. Il lavoro è stato imponente e i numeri parlano chiaro: circa 350.000 mc. di materiale inerte stoccato in discarica, 6 Km la Galleria della Guinza, altre 3 doppie gallerie dalla Guinza a Mercatello per una lunghezza per senso di marcia di più di un Km, 3 viadotti. La careggiata ultimata per circa cinque chilometri. Oggi che il dibattito è aperto sul finanziamento del tratto Mercatello – S.Stefano di Gaifa, bisognerebbe accantonare le polemiche e la corsa ai meriti e ai demeriti e lavorare tutti insieme per ottenere i fondi necessari per concretizzare il progetto realizzato dall’Amministrazione Provinciale e per evitare enormi problemi di traffico alle città attraversate. La Valle del Metauro ha saputo emergere senza viabilità, pensate cosa potrebbe diventare una volta realizzata questa importante arteria. Si apriranno per tutti nuove prospettive occupazionali, migliori possibilità di collegamento con presidi sanitari e strutture pubbliche, nuovi corridoi turistici e culturali e tante altre opportunità. Sarà forse l’alba di un nuovo giorno e non il tramonto pur bello e affascinante ma triste per quel che rappresenta! Ci auguriamo quindi di rivedere gli elicotteri atterrare non per lavori che iniziano ma per opere portate a conclusione. Segnali quali la Bretella di Urbino e la Lunano S.Angelo indicano negli ultimi anni una netta inversione di tendenza che ci auguriamo proseguirà inesorabile il suo corso.
Dopo tanti anni di lavori, sono quasi quattro anni che si è chiuso il grande cantiere della Galleria della Guinza. Il traforo di valle della lunghezza di circa sei chilometri è completato. Il lungo tunnel, completamente diritto, con una pendenza verso le marche di 4 metri al chilometro, è uno dei più lunghi d’Italia e come si sa consente di raggiungere l’Umbria dal Comune di Mercatello sul Metauro in pochissimi minuti. Si è parlato e scritto tanto di quest’opera e si è incappati nel lontano 1992 anche nelle viscere di Tangentopoli con il conseguente blocco dei lavori ripresi poi soltanto nel settembre del 2000. Oggi, a dire il vero di questo tratto di Fano Grosseto che insiste nel territorio di Mercatello sul Metauro per 3 lotti e per circa 250 miliardi di lavori di vecchie lire se ne parla poco, privilegiando non si sa perché o forse lo si sa, il famoso quadrilatero e altri tratti autostradali. Fatto sta che per la caparbia di molti e la lungimiranza di altri sia la Galleria ormai completata sia il terzo lotto che dalla galleria conduce a Mercatello sono ultimati ma il progetto del quarto lotto che consentirà l’attraversamento dell’abitato di Mercatello completamente in doppia canna, ha ottenuto il VIA ed è da anni al CIPE in attesa di finanziamento. Quano si percorre il tunnel e si attraversa l’appennino in un batter d’occhio ci si rende conto dell’importanza di quest’opera che una volta realizzata consentirà di raggiungere Città di Castello e Sansepolcro in dieci minuti, di andare a Perugia in 35 minuti, di andare a Firenze in poco più di un’ora. Ma pensate come vanno oggi le cose: mentre perlomeno in territorio marchigiano si è lavorato andando avanti, in Umbria, per quanto riguarda il tratto di collegamento dall’uscita del Traforo all’innesto con la E45 ancora si discute del tracciato e non si è in grado di scrivere la parola fine sulla progettazione. Forse, come è già accaduto tante volte qualcuno ci smentirà, ci accuserà di essere catastrofisti, fatto sta però che nulla si muove e per una logica bizzarra nessuna autorità superiore è in grado di imporre scelte importanti, al punto che si corre il rischio che il tratto di strada costruito nel territorio di Mercatello diventi una enorme cattedrale nel deserto, senza alcuna possibilità di essere utilizzato. Tutta la zona attende da tanti anni se non secoli che si possa evitare la barriera appenninica e dare nuovi sbocchi e nuovi impulsi al territorio. Ora che alcuni grandi passi sono stati fatti è forse il momento di rimboccarci tutti le maniche in modo politicamente trasversale, per far si che si prosegua sulla via intrapresa. Per anni abbiamo imparato a convivere con tante maestranze (150/200 persone) e con attività di cantiere che non ha certamente avuto uguali nell’intera provincia. Ora ancora una volta ci hanno costretti a fermarci. Quella luce che all’ingresso della Galleria si intravede all’orizzonte è il sole dell’Umbria che ci attende e che non deve spegnersi. Noi che non abbiamo mai avuto “Santi in Paradiso” dobbiamo attivarci tutti insieme nell’interesse nostro e della nostra gente. Sono stati scavati circa 350.000 metri cubi di roccia: ci auguriamo ancora non per nulla.
ALFIERO MARCHETTI Mercatello
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S.O.S. DEGRADOPost di Marchetti Alfiero del 13 ottobre 2008 in Attualità (Sfogliato 1063 volte)S.O.S. DEGRADO
Di Alfiero Marchetti
Nell’attraversare l’Alta Valle del Metauro ci si sente oggi attraversati da un’atmosfera quasi mitologica, arcaica e ci si sente calati in realtà sempre più curate e mai lasciate all’abbandono sia dai proprietari che dalle Istituzioni. Scriveva Paolo Volponi: “E’ necessario salvare comunque, riservando loro la giusta attenzione, anche le case, i castelli e le torri che hanno ordini, aggregati, tetti, coperture, contorni del tutto particolari, compositi e strutturali, ma pur sempre distinti e di particolare spicco. Bisogna imparare ad amare , custodire e proteggere gli antichi casolari, i borghi e le strutture difensive delle campagne e delle colline, perché è necessario avere riconoscenza verso coloro che le hanno abitate lavorando. Il paesaggio diventa vivo e luminoso perché cosparso di borghi ed edifici dal respiro eccezionale. La santità di alcune pievi foranee in rovina, o addirittura degradate a fienili, convive con la magia dei tanti castelli diruti, testimonianze le prime di una pietà adorante e di una fondamentale importanza dello spirito, i secondi di una storia quasi sempre crudele; convive con i miti della vita patriarcale nelle grandi case abbandonate, spesso invase dai rovi e destinate in breve a sparire completamente”. L’Alto Metauro è forse sempre più un esempio di particolare amore verso tutto ciò che testimonia la propria storia e nei centri storici di Urbania, Sant’Angelo in Vado e Mercatello sul Metauro, quasi millenari, il recupero è ormai routine, quasi a testimonianza dei tanti sacrifici che ne hanno accompagnato la costruzione. In una zona impervia per quanto splendida cui si arriva tramite una strada in macadam che da Mercatello conduce a Città di Castello, una antichissima e splendida abbazia fino a pochi mesi fa in rovina è oggi stata ristrutturata dall’Istituto Diocesano di Città di Castello. Coeva all’Abbazia di Lamoli, la sua collocazione in un’immensa area precedentemente antropizzata ed oggi completamente priva di insediamenti umani, faceva ritenere che sarebbe stata destinata a scomparire come sono scomparse tantissime case rurali incredibilmente riassorbite dall’ambiente e delle quali non esiste più traccia. Per nostra grande gioia in questo caso non è stato così e chi si vorrà godere un ambiente incontaminato alla ricerca di importanti testimonianze storiche potrà percorrere questa via avendo come punto di riferimento Scalocchio e la sua Abbazia. Il mio è un invito forte agli Istitui Diocesani che detengono tante Chiese sparse nel territorio molte delle quali quasi abbandonate a loro stesse ad adoperarsi per salvarle come importante testimonianza di un tempo che non c’è più, come lo sono le tante Chiese nei nostri centri storici. Mercatello ne aveva 47 nel territorio e 7 nel centro storico perfettamente conservate. Ci sono borghi come Castello della Pieve fino a pochissimi anni fa in rovina ed oggi completamente ristrutturato e assurto a nuova vita. Dalla sua torre tra le meglio conservate della valle si scorge di lontano la mole della Torre del Castello della Metola anch’essa in ottime condizioni. Insieme sembrano fare da sentinella a un territorio che conserva edifici rurali tra i più belli della nostra regione e che chiedono rispetto e considerazione.
ALFIERO MARCHETTI
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libertà e decoroPost di Giuseppe Lucarini del 11 ottobre 2008 in Attualità (Sfogliato 942 volte)buon giorno: prendo un'altra notizia dalla stampa.
"Dobbiamo considerare le nostre strade, le nostre belle piazze, le nostre città come espansioni delle nostre stesse case. Stiamo studiando norme per sanzionare chi getta una carta, una plastica, un pacchetto di sigarette o un mozzicone con multe. Ma, poco prima, diversi ministri non si erano trovati d'accordo sulla necessità di punizioni pesanti sia per chi lascia un frigorifero usato in strada che per chi scrive o disegna sui muri esprimendo proteste o vena artistica.
Ci sono buone cose in questo provvedimento nel consiglio dei ministri ( che attengono mi pare più alla buomna ediucazione). ma si sa che l'appello all'educazione non sempre ha successo nel nostro paese. Ma in mezzo alle buone cose, rischieranno anche gli artisti di strada i Writer (si chiamano così?).
Non mi interessa se la norma sarà approvata in questo testo o cambiata. Mi interessa che si discuti sulla questione di principio. Cioè sul confine fra libertà individuale e collettiva. Il confine non è mai dato per sempre. Ci sono paesi del nord che sembrano case di bambole, tanto sono puliti. ma spesso sono anche tristi. Poi ci sono periferie urbane che sono tristi da quanto sono degradate.
Ma spesso la protesta, l'arte, la stessa democrazia hanno trovato nei muri veicoli di libertà e creatività. E' vero che ci sono maleducati che ci fanno sapere i loro amori o le loro pulsioni, delle quali faremmo volentieri sensa, a volte sporcando monumenti.
E' vero anche che la gente comune approverà questi provvedimenti, salvo poi cercare di evaderli.
Qual'e la misura giusta di un paese libero, tollerante e moderno?
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collaborazione o scontro?Post di Giuseppe Lucarini del 10 ottobre 2008 in analisi socio-economiche (Sfogliato 1347 volte)Voglio iniziare la mia collaborazione volontaria con un commento politico e un quesito partendo da due titoli:
Roma, 8 ott - Walter Veltroni assicura la ''piena disponibilita''' del Pd di fronte alla crisi: ''Abbiamo a cuore per primo il Paese. Il resto viene dopo, anche i nostri interessi''.
Silvio Berlusconi non si cura delle aperture del leader del Pd Walter Veltroni sulla crisi del sistema bancario. Ai giornalisti che lo avvicinano all'uscita di Montecitorio e gli chiedono di Veltroni, Berlusconi risponde secco: "Non me ne frega niente".
Due notizie ravvicinate. Un botta e risposta. In se non direbbero niente. Possono sembrare anche le solite manfrine all'Italiana. Questa discussione ha occupato la fine dell'anno precedente. Nell'interesse del paese si era aperto un momento di confronto unitario sulle istituzioni. Quando il governo Prodi è caduto un nuovo appello è andato a vuoto e si è votato con gli esiti che conoscete. La risposta è stata: il confronto lo faremo, ma dopo. Ora il governbo fa il governo e l'opposizione, sia pur stentatamente com'è logico dopo una sconfitta, fa l'opposizione. Veltroni si richiama ai supremi interessi del paese. Berlusconi anche accusa l'opposizione di essere disfattista. L'opposizione risponde che Berlusconi non rispetta l'opposizione. In realtà si sta ripetendo la vicenda di due anni fa con il governo che cerca di aggiustare i conti e l'opposizione che fa manifestazioni.
ma oggi è un pò diverso: siamo nel bel mezzo di una crisi finanziaria dagli esiti moltissimo incerti, che potrebbe travolgere tutti, compresa l'Italia. Sembra paragonabile a quella del 29, che ha messo nel lastrico l'america e prodotto nuove regole in quel paese. Ma oggi c'è l'economia globale, e tutto si espande molto più velocemente.
La domanda è questa: è lecito collaborare nell'interesse del paese con l'altra parte politica? E' giusto annullare una manifestaziona nazionale ai fini di questa collaborazione? . In questo modo si aiuta il paese o si fanno pateracchi? La gente capirebbe o si allontanerebbe definitivamente dalla politica?. Sembreremmo più europei e moderni o inguaribilmente italiani disposti al trasformismo?. Pongo il quesito perchè anch'io ho molti dubbi. Sopratutto dati i protagonisti. Ovviamente capite per me chi è più innaffidabile. Cosa farebbero se fossero vivi personaggi come Moro e Berlinguer oggi? Bo !!!!
E poi un'altra: secondo voi la crisi è veramente seria e in questo caso la gente ne avverte la gravità?
Per il prossimo prometto un tema locale.
saluti
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Inizia la mostra del tartufo a Sant'Angelo in VadoPost di Massimo del 10 ottobre 2008 in eventi - iniziative (Sfogliato 1198 volte)Sabato 11 ottobre prende il via la 45^ edizione della Mostra Nazionale del tartufo di Sant'Angelo. Come avviene ormai da molti anni anche quest'anno il Circolo ARCI Risorgimento apre in Piazza PioXII la ormai celeberrima "Locanda del gat". Un appellativo dato alla locanda per onorare la memoria di uno dei fondatori del Circolo stesso, da tutti conosciuto con l'appellativo de "el gat", ma anche per affrontare con ironia lo sfottò con il quale i vadesi vengono appunto definiti "magnagatti".
Nell'occasione il Circolo ha pensato a diverse iniziative.
A partire dalle ore 19,00, nella "locanda del gat" in Piazza PioXII è stata organizzata una cena di benvenuto a base di tartufo, per la quale ci si può prenotare telefonando al numero 0722 818765 (di seguito si allega il volantino dell'iniziativa).
Alle ore 21,30 di fronte al Circolo ARCI, in Via XX Settembre serata in musica con Zino, Giorgio & Massimo, con musiche dei Nomadi, Dè Andrè, Guccini....
Inoltre all'interno del Circolo ARCI, verrà aperta la mostra "COVER 45", che fa seguito allo straordinario successo dell'anno scorso con la mostra dedicata alle copertine dei 33 giri.
Arrivederci a sabato sera.

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Il "Dopo di Noi" a San Silvestro di FermignanoPost di Mirco Marchetti del 07 ottobre 2008 in Attualità (Sfogliato 1203 volte)Ricordo che nei primi mesi dell’anno del Signore 2006 mi recai a far visita al Centro per disabili gravi di San Silvestro di Fermignano detto “Dopo di Noi”. Il centro era pressoché pronto, mancava una palestra al piano sotto e poco altro ma, già da allora era un servizio offerto dal “regime” pre-celoduristico bramantino e pronto all’uso, chiavi in mano, con tanto di finanziamento per il completamento delle ultime rifiniture. Mi ero preso a cuore il caso anche perché ho un amico di infanzia che venne colpito da una grave malattia invalidante il quale, per mancanza di offerte di servizi adeguati, a tutt’oggi, si trova a risiedere nell’RSA (Residenza Socio Assistenziale) di Urbania. L’RSA offre un servizio adeguato per un ncerto tipo di utenza ma, con tutta la volontà che può metterci, non può di certo rispondere ad esigenze che provengono da casi fortemente invalidanti e “particolari” come quello che caratterizza il mio amico. Devo aggiungere che, la moglie e la figlia del mio sfortunato amico, risiedono a San Silvestro di Fermignano e trarrebbero tutti i vantaggi ben comprensibili dall’avere vicino casa il padre ed il marito. Qualche mese dopo, a Fermignano scese un vento padano che, dietro mille promesse, tra le quali cito allo scopo, l’apertura del Centro “Dopo di Noi” e gli spogliatoi per i campi da calcetto ad esso adiacenti, non seguirono uguali fatti. A distanza di due anni e mezzo abbondanti, il centro risulta non abitato da coloro che sventurati hanno disabilità gravi, ma pare sia usato da coloro che giocano a pallone ad uso spogliatoi. Da oltre due anni l’Amministrazione fermignanese deve indire una gara d’appalto per fare in modo che i bisognosi veri possano usufruire del giusto servizio ma, sembrerebbe quasi che, coloro i quali giocano a pallone gli rispondano: “Dopo di Noi, pure noi senza spogliatoi nei campi viviamo una grave disabilità!”. La politica è fatta di scelte e di priorità e forse, nel caso, questo evidenzia una politica dove viene mostrato che non conviene scontentare molti calciatori-elettori per accontentare pochi sfortunati che elettoralmente non contano nulla. Dopo di Noi, a questo punto che vuol dire? Che lo vedremo quando saremo morti? Apri Commenti(2) Stampa
La politica degli accorpamentiPost di Mirco Marchetti del 07 ottobre 2008 in Politica (Sfogliato 1233 volte)Confesso di avere un debole per la politica e non tanto perché la parola ha una connotazione al femminile ed essendo io un maschietto ne posso contemplare le sinuose rotondità, quanto perché essa mi rifugge mostrandomi aspetti a volte spigolosi e refrattari al contatto. Il suo aspetto nobile e dignitoso, si è nel tempo asservito ai vizi sterili di un impero ceduto dal monarca a procedure notabili e burocorporative di oligopoli protesi al controllo degli spazi fisici e pure mentali. Il potere è controllo ed occupazione degli spazi, la politica è divenuta mera contabilità. Pure la logica che sottese al welfare state, giusta all’inizio e salvifica per i cittadini, oggi si mostra inefficace allo scopo mossa al servizio di una logica di controllo burocorporativo. Allora, una società ipercomplessa, multiforme e differenziata, ti inventa la semplificazione, ma non la semplificazione delle procedure, degli anfratti di controllo o, al più, legislativa; no! La semplificazione avviene nei mezzi di parzialità concessi ai cittadini e che di sovente hanno la rivendicazione ad un senso di appartenenza e che comunemente chiamiamo partiti. La novità che ci vien venduta dunque è che in una società ipercomplessa, multiforme e differenziata che ama giocare con una finanza senza futuro ed un’altra chiamata “creativa”, il controllo deve essere mantenuto in corpi forzatamente assemblati in costrutti alchemici e che si travestono con paroloni più grandi di ogni buon senso: democrazia e libertà. Nascono colossi con vocazioni bulimiche, partito delle libertà o partito democratico che siano e che rivendicano il nuovo, agendo una politica da notabili, asservita agli stessi meccanismi finanziari ed economici morti da decenni nei meandri creditizi e bancari che hanno atterrato un protervo e presuntuoso occidente incapace di inventare progetti sostenibili e dignitari per i cittadini più deboli e meno abbienti. In questo scenario il futuro è un eufemismo.
Assemblare, accorpare è bello e creativo, lo fa pure il bambino che esprime la sua massima creatività nel distruggere il giocattolo e nel riassemblarlo. Occorre però vedere cosa noi si assembla o si accorpa. Noi assembliamo i mezzi di controllo nel caso, i partiti dunque. Questo perché i partiti sono più importanti dei luoghi da sottoporre a controllo e mi posso riferire agli spazi fisici, magari territoriali.
Chiedo a questo punto agli illustri illuminati della politica, anche riferendomi ai luoghi nostrani: abbiamo ad esempio il Comune di Sant’Angelo in Vado che conta, mi pare e mi si conceda il pressapochismo, poco oltre 4000 anime. Pochi chilometri sopra si trova Mercatello sul Metauro che conta poco oltre 1000 abitanti e se ci spostiamo ancora oltre troviamo Borgo Pace che non credo riesca a giungere ai mille. Ora, se piace tanto assemblare ed accorpare, perché, anche in nome del tanto decantato risparmio della spesa pubblica, non posso accorpare sotto un’unica Amministrazione tre realtà così vicine? E’ chiaro che andranno governate le specificità territoriali anche tenendo conto di consensi mutati rispetto ad ora, ma un unico corpo amministrativo e contabile, nel caso, basta ed avanza. Poi, permettetemi, nell’era di internet, del tutto veloce e ravvicinato, la stessa Amministrazione non farebbe fatica a dirigere qualche impiegato o qualche funzionario a svolgere le funzioni burocratiche ed amministrative di cui la politica si serve ma, per far questo non c’è bisogno di avere tre amministrazioni con altrettanti impiegati e funzionari che, data la vicinanza mi paiono un doppione di cui nessuno sente la necessità, se non le speculazioni borsistiche di scambi elettoralistici che in altri ambiti poi si vanno a contabilizzare. Non vi pare?
Saluti,
Mirco Marchetti
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Le notizie locali su AltroMetauroPost di Richez del 07 ottobre 2008 in AltroMetauro (Sfogliato 1265 volte) Leggi le ultime notizie sul tuo comune e gli altri comuni dell'Alto Metauro direttamente su AltroMetauro. Le notizie verranno catturate da altre fonti online e visualizzate sulle pagine di questo sito. Tutte le notizie sono consultabili a partire dal seguente indirizo: http://www.altrometauro.net/notizieAltoMetauro.asp
Questa è la prima implementazione del servizio e verrà modificata e migliorata nel tempo. Per qualsiasi richiesta o commento a questa nuova utilità sono ben accetti i vostri commenti!
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IL DIFFICILE MOMENTO DELL'ALTO METAUROPost di Marchetti Alfiero del 03 ottobre 2008 in Politica (Sfogliato 1861 volte)Il dibattito politico apertosi da circa un anno sia a livello nazionale che nel territorio in seguito alla necessità di razionalizzare l’organizzazione amministrativa dello Stato che ha coinvolto in modo assolutamente inopportuno quasi soltanto le Comunità Montane, a bocce ormai ferme ci suggerisce alcuni approfondimenti sia di tipo politico che amministrativo. Si è discusso tanto, il più delle volte con una disinformazione di fondo anche da parte di esponenti autorevoli delle istituzioni, sull’importanza del ruolo di questo Ente che nonostante le ripetute dichiarazioni d’intento non viene mai annoverato a pieno titolo tra gli Enti locali territoriali, al punto che non ha autonomia finanziaria ed entrate certe da trasferimenti e che anzi ancora oggi è a rischio soppressione.
Si considera la Comunità Montana a volte come un Ente che serve a dilapidare le scarse risorse oggi disponibili magari elargendo indennità e conferendo incarichi interni ed esterni, che non ha precise competenze, che arranca per essere presente nei vari settori della vita pubblica. Questa opinione è maturata nel tempo certamente a causa della continua rincorsa da parte degli amministratori a farle attribuire da amministrazioni politicamente compiacenti competenze che la legge non le riserva. L’opinione pubblica in generale la vede come un Ente inutile che non ha ragione di esistere. I cittadini non ne conoscono neppure l’esistenza se non per sentito dire e per alcune competenze marginali. Forse tutto questo è vero perché non si ha la vera dimensione di ciò che la Comunità Montana dovrebbe essere, di come dovrebbe essere costituita, di chi dovrebbe gestirla e con che premesse, delle finalità che dovrebbe avere. Il termine “montano” ha etimologicamente un significato ben preciso all’interno del quale non tutte le realtà territoriali possono riconoscersi. Non sono mancate negli anni trascorsi prese di posizione dei Comuni costieri che rivendicavano maggiore attenzione nei loro confronti soprattutto in ragione del fatto che alcune importanti misure europee li escludevano dai benefici economici. Si ricorda ad esempio Colbordolo, che chiedeva alla Provincia maggiore attenzione nei suoi confronti perché non riteneva giusto che un Comune potesse essere escluso da misure europee giustamente rivolte a zone svantaggiate, chiedendo una qualche perequazione o compensazione. Ed infatti le nuove misure sono rivolte all’intera platea dei comuni senza più distinzioni e privilegi. La Comunità Montana è un Ente a democrazia indiretta, dove i rappresentanti del territorio vengono delegati dai Consigli Comunali dei Comuni e non direttamente dai cittadini. Anzi, se vogliamo essere ancora più precisi vengono indicati dai partiti spesso prima ancora della consultazione elettorale amministrativa. E qui casca l’asino. Troppo spesso si sono ritrovati a rivestire ruoli istituzionalmente importanti soggetti o al tramonto della loro esperienza amministrativa o che non sono riusciti a trovare una collocazione migliore o che addirittura hanno subito sconfitte elettorali anche ripetute. Le logiche di partito hanno portato fino ad oggi a trovare una collocazione a chiunque appartenesse ad un certo entourage, a volte senza curarsi né delle competenze, né della preparazione, né della conoscenza del territorio e dei problemi delle diverse collettività. E allora è capitato spesso nel tempo di assistere a tanti assessori comunitari (il concetto è estensibile anche a quelli provinciali e regionali) che non conoscono il territorio e che non si curano minimamente di calarcisi per poter poi lavorare con cognizione di causa; è capitato di conoscere persone che ricoprono cariche importanti che non intervengono mai in nessuna sede; è capitato di pensare che altrettanto spesso si correva anche per vedersi garantita una indennità, quella indennità che una nefasta legge del 1999 ha portato a livelli tali da renderla appetibile a chiunque e che troppo spesso ha spinto all’impegno politico anche gente che non merita ma che all’interno dei partiti ha qualche forza contrattuale. E’ capitato anche che per queste logiche perverse chi meritava veniva messo da parte magari a vantaggio di chi poi sistematicamente non lasciava nulla dietro di sè. Queste Comunità Montane che fino al 1999 sostenevano spese per indennità di carica contenute e riuscivano ad intervenire in molti settori supportando tanti interventi nei Comuni si sono trovate in un batter d’occhio ad avere in bilancio spese per alcune centinaia di milioni di vecchie lire solo per gli organi amministrativi. L’aver esagerato nel riconoscere emolumenti un po’ a tutti ha ingenerato perplessità e proteste che certamente hanno contribuito a creare un clima generalizzato di sfiducia. Con questo si vuol ribadire che per molti è giusto ridimensionare questo trattamento economico senza però rendere impossibile l’impegno amministrativo da parte di persone di comprovata esperienza e competenza nei ruoli più importanti. Riteniamo comunque, oggi più che mai, che non sia giusto sopprimere queste Istituzioni, soprattutto perché per i Comuni è determinante avere vicino un Ente che funzioni, che si attivi nell’interesse delle piccole realtà territoriali, che svolga un ruolo di coordinamento e di consulenza, che sappia cogliere le opportunità più complesse, che sappia inventare misure a sostegno del territorio.
A più riprese, nelle diverse sedi, siamo intervenuti, in un primo momento per chiedere, in ragione della particolare natura di organismo prettamente amministrativo a democrazia indiretta, di essere coinvolti nell’esecutivo dell’Ente, ricevendo comunque e sempre risposte negative.
Abbiamo anche chiesto una maggiore considerazione dei comuni piccoli fino a 600 abitanti con forti caratteristiche di montanità, relegati ai margini da una politica territoriale, tributaria, di finanza locale, di servizi pubblici e alla persona, di sanità, che di fatto sembra volerli condurre alla disperazione. Le Comunità Montane dovrebbero lavorare nell’interesse esclusivo di questi piccoli Enti, ma non è mai stato così e non lo sarà mai. Rendiamoci conto che il mondo da noi gira così da tanti anni, quei tanti anni in cui l’interesse generale, diciamo generale, si è spostato dalla tutela dei deboli, della classe operaia, dei pensionati al minimo, degli immigrati, di coloro che non hanno la possibilità di costruirsi una casa, di coloro che per condizione hanno una limitatissima cultura, dei disagiati; alle classi medie, al settore pubblico, agli imprenditori, alle caste più forti (medici, assicuratori, bancari, personale di volo, ministeriali,). Riprendiamo questi concetti, sui quali ci sarebbe tanto da dire, per rimarcare il pensiero di chi come noi non vuole accettare questo stato di cose e anche se esprimiamo concetti ormai abusati, diciamo che dobbiamo lavorare per evitare che la civiltà delle rotatorie in ogni dove, dei centri commerciali ad ogni angolo, dei grandi festival, delle grandi aree industriali, dei palasport, continui inesorabilmente a lasciarci con le briciole e con tutto ciò che ne consegue. Si spendono giustamente miliardi per il ROF, per la rete dei teatri, per i grandi eventi e si fanno morire le associazioni culturali e ricreative perché per loro non c’è più una lira e la 75, unica fonte di riparto, si limita a dare soltanto briciole a chi invece di altro avrebbe bisogno. Un tempo si riusciva anche a restaurare, a recuperare cose di pregio, oggi se lo vogliamo fare dobbiamo auto tassarci come noi stiamo facendo da anni. Ecco, riteniamo che parafrasando il pensiero espresso poco fa, noi siamo senz’altro l’anello debole a cui nessuno pensa. E non ci si venga a dire che l’analisi va bene ma le idee mancano e quindi sembra essere la nostra una elucubrazione a metà. Per riequilibrare, se la parola ha un senso, non si può continuare a dare a tutti allo stesso modo senza perequare; non si possono chiedere a tutti i Comuni le stesse misure di cofinanziamento delle opere pubbliche; non si possono non considerare nei trasferimenti erariali gli oneri di urbanizzazione che i Comuni riscuotono in ragione della attività edilizia che viene esercitata; non si può non considerare che l’ICI è commisurata al patrimonio edilizio notevolmente diverso da Comune a Comune; non si possono non considerare tante altre cose che non stiamo qui ad elencare. Ma una cosa chi si troverà a gestire le nuove Comunità Montane, come tutti, dovrebbe considerare: che “i cittadini dei piccoli paesi contribuiscono al pagamento delle tasse in ragione della loro capacità contributiva che è uno dei principi fondamentali della costituzione” ma pagano i servizi molto di più, spesso non li hanno affatto e sono costretti a spostarsi continuamente per usufruirne. Chiederemo quindi che l’occhio vada rivolto ai Comuni più piccoli in particolare, cercando di fungere veramente da supporto a queste realtà. Non vogliamo soltanto continuare ad essere la riserva indiana, il luogo dove spostarsi per respirare quando le polveri sottili la fanno da padrona, vogliamo vivere e pulsare, vogliamo che vengano garantiti ai nostri cittadini le stesse opportunità che possono avere gli altri in tutti i sensi. La strada però, riteniamo debba essere quella di pensare ad una aggregazione politicamente trasversale a livello di entroterra che miri alla salvaguardia delle zone interne e ad ottenere la considerazione che meritano nel panorama politico amministrativo provinciale e regionale. Dobbiamo al più presto concretizzare un’idea da sottoporre ai tanti referenti interessati. Un richiamo va fatto anche alla teoria della responsabilità, in ragione della quale oggi tutto muore. Nessuno la vuole o per meglio dire tutti la vogliono se ciò corrisponde ad un inquadramento che garantisce indennità. Chiaramente poi se la devi avere vieni assunto con un inquadramento economico corrispondente ai rischi che corri, ma non basta, se la devi avere devi vederti garantita una ulteriore indennità. Non basta ancora, se si vuole che il dipendente assuma poi veramente le responsabilità gli si deve sottoscrivere una polizza di responsabilità civile a carico del datore di lavoro per gli errori o i danni che può arrecare con la sua attività di responsabile. Anche la tanto decantata divisione di ruoli tra i politici delegati a dare gli indirizzi e i responsabili delegati alla gestione prescinde come al solito dalle risorse disponibili e riversa in ogni caso sui politici ogni responsabilità. E’ infatti sufficiente che il funzionario per adempiere ai propri obblighi richieda risorse ingenti indisponibili per scaricare le preoccupazioni su chi non è in grado di fornirle. Rimpiangiamo certamente i tempi in cui la sanità a livello amministrativo veniva gestita da un comitato fatto di amministratori che aveva chiari gli interessi della gente pur avendo un occhio anche al conto economico. Oggi se risparmi vieni premiato, a prescindere poi se la gente soffre, paga o addirittura muore. La verità comunque oggi viene a galla e fa male, ma e’ la politica a dover recitare il mea culpa, quella politica che ha creato tanto caos, tanto clientelismo, tanta confusione di ruoli, tanti organismi inutili e molto costosi che non di rado assorbono gran parte delle risorse disponibili per alcuni settori vitali. Società, ambiti, coordinamenti, agenzie, tutto per avere più potere, pur effimero. Tutto per collocare il maggior numero di soggetti; collocazione che ha di fatto contribuito sostanzialmente a far lievitare i costi di certe gestioni e ad alimentare quella casta di cui ormai si parla quotidianamente. Non c’è stato fino ad oggi, amministratore, direttore, revisore, presidente che non sia di nomina politica e che non sia etichettato politicamente. I meriti non contano mai e neppure la produttività e così si raggiungono livelli di efficienza rispetto ai costi, da terzo mondo. E ribadiamo ancora che e’ ancora una volta la politica fine a se stessa che non ha permesso a nessuno di opporsi a quel famigerato progetto poi recepito dalla Finanziaria 2008 di riordino delle comunità montane. Ogni amministratore aveva ed ha qualcosa di cui rendere conto per cui non si è potuto opporre con la forza e l’autorevolezza necessaria di fronte a scelte scellerate. Da subito si capì che non c’era più nulla da fare e la nostra Regione, a differenza di molte altre, da decenni politicamente collocata allo stesso modo, è riuscita a presentare un testo di legge solo tre settimane prima della scadenza del termine (30.6) imposto dalla Legge Finanziaria 2008, senza un preventivo confronto né i necessari approfondimenti. Ma i nostri rappresentanti territoriali nelle associazioni che contano (Anci, Upi, Uncem, etc) non hanno mosso un dito dimenticando di essere anche l’espressione del territorio. L’Anci e L’Upi perché sostanzialmente contrari al mantenimento di Enti Montani perché forse preoccupati che in qualche modo riescano nel loro piccolo a ledere la loro maestà, l’Uncem perché di fatto non ha saputo ottenere nulla. Abbiamo lamentato molto spesso la totale mancanza di rappresentanti istituzionali nei ruoli che contano e la nostra incapacità ad esprimerne. Anche nell’ultima consultazione elettorale ci siamo fatti paracadutare candidature eccellenti e non abbiamo saputo esprimere nulla di nuovo. Abbiamo autorevoli rappresentanti regionali che però nulla hanno fatto ricadere sul nostro territorio in termini di iniziative e di investimenti importanti. Non si è mai voluto condividere nulla con la minoranza perché non si e’ voluto considerare la comunità montana come un’unione amministrativa di comuni volendogli dare caratteristiche esclusivamente politiche e ci si ritrova oggi a dover affrontare prospettive che ne faranno un organismo di secondo o terzo livello esclusivamente amministrativo con rappresentanti delle istituzioni di riferimento. Abbiamo espresso perplessità sulla continua ricerca di accaparrarsi competenze da parte della Comunità Montana raggiungendo così il più delle volte proporzioni elefantiache rispetto alle obiettive necessità, ma si è continuato su questa strada ed anzi spesso le comunità montane tendono a presentarsi come titolari di servizi che invece gestiscono assieme ai Comuni cui gli stessi competono per legge. Ed anche in questo caso non si semplifica quasi mai ma si complica. E si è così ingenerata nell’opinione pubblica la sensazione che si tratti di inutili carrozzoni, sensazione che non si è mai riusciti a smentire.
Non si è mai considerata l’evoluzione della normativa che porterà ad una diversa gestione di alcune strutture ma si è continuato ad investire sulle stesse senza pensare che in futuro non ne godremo dei benefici di certe spese e di cotanto impegno amministrativo.
Quando dicevamo che sarebbe stato forse necessario rivedere l’intera gestione amministrativa dell’Ente puntando le risorse su iniziative di ampio respiro e non su strutture che dovrebbero essere gestite da terzi (discarica, mattatoio, centri socio-educativi) mai nessuno ha inteso recepire questo messaggio. Ma le cose stanno andando in questo modo, solo che non sarà una scelta ma saranno imposizioni dall’alto ed è tutto un dire.
Riteniamo poi che un territorio debole politicamente ed amministrativamente debba trovare una unità di vedute ed intenti trasversale che prescinda dall’appartenenza politica altrimenti non riusciremo mai a contare nulla. Ma soprattutto a sinistra questa sollecitazione per ragioni di potere non la si è voluta mai ascoltare.
Le colpe di tutto ciò che accade sono certamente di chi ha voluto queste cose, sono dei tanti professionisti della politica anche a livello locale che l’opinione pubblica non digerisce più, sono di coloro che ritengono di avere sempre la cultura e la verità in tasca, sono di coloro che si pongono su un piedistallo e pensano di poter guardare i cittadini dall’alto.
E allora, l’opinione pubblica ci chiede umiltà, sacrifici pari a quelli che è costretta quotidianamente a vivere, dedizione all’amministrazione non per interesse ma per volontà di operare per gli altri, condivisione di obiettivi importanti nella comunità in cui si lavora, capacità di comprendere i problemi degli altri e di muoversi conseguentemente per risolverli, volontà di dare certezze e sicurezza.
Il risultato delle ultime elezioni politiche deve farci riflettere, a prescindere dalla gioia per un risultato importante favorevole o dallo scoramento per aver perso e perso male, sulla necessità che si lavori per la gente, che ci si metta alla pari e sullo stesso piano senza distinguerci, che si comprendano le difficoltà economiche e sociali e si lavori per risolverle, che si sappia rappresentare la cittadinanza recependo le istanze e comprendendone le sollecitazioni. Mentre pochi lustri fa per spostare uno 0,5 % di suffragi erano necessarie due o tre consultazioni oggi l’elettorato è fluttuante e modifica le proprie impostazioni in modo massivo (10/15%) in una sola consultazione. E’ un panorama difficile per tutti ed è anche per questo che bisogna lavorare avendo chiaro l’orizzonte.
I prossimi mesi e penso anche i prossimi anni saranno difficili anche per noi a livello comprensoriale.
La nuova legge regionale, approvata dopo essere stata modificata durante l’iter per ben tre volte in un mese e la cui ultima variazione sostanziale è stata proposta l’ultimo giorno utile, ha di fatto modificato completamente l’assetto della nostra Comunità Montana. Viene costituita la Comunità Montana di Cagli e Urbania alla quale vengono aggregati anche i comuni di Serra Sant’Abbondio e Frontone che facevano parte della soppressa Comunità Montana di Pergola. Gli organi fino ad oggi in carica sono tutti decaduti ed i Presidenti sono stati nominati commissari straordinari per gestire la fase dell’accorpamento. E’ un parto venuto malissimo, completamente al buio, senza che fossero preventivamente stabilite né le modalità della fusione né tantomeno dei meccanismi perequativi. Comunità virtuose ed altre meno prospere si troveranno d’ora in poi sullo stesso piano, ed il nuovo organismo si farà carico di tutti i debiti e di tutti i crediti indistintamente a prescindere dal patrimonio. In una fase di progressivo avvicinamento alle elezioni non si comprende certamente la decadenza degli organi che invece pur con indennità eventualmente azzerate avrebbero potuto gestire il passaggio. Non si comprende neppure il fatto di non aver messo limiti all’azione degli esecutivi nella fase di approvazione della legge né ai commissari in termini di gestione fino all’insediamento dei nuovi organi. E’ tutto lasciato al caso e solo ora si cominciano a delineare modalità esecutive per il trasferimento. Nasce comunque una Comunità Montana anomala, costituita da territori che nulla hanno in comune, né da un punto di vista storico culturale, né da un punto di vista sociale e già sono all’orizzonte battaglie importanti per l’individuazione delle sedi che riteniamo comunque dovranno tener conto della necessità di razionalizzare le spese; per la organizzazione del personale dotato oggi di figure dirigenziali e apicali in tutte e tre le sedi e che per forza di cose dovranno essere oggetto di limitazioni anche importanti; per la gestione dei servizi comprensoriali sui quali secondo noi si dovrà giocare la partita più dura ed importante. Dicevamo in tempi non sospetti, che sarebbe stato molto importante adoperarsi per evitare conseguenze nefaste derivanti dal paventato progetto di razionalizzazione e per riuscire ad ottenere una vera politica importante per le zone montane. Ci sembra che il tempo sia stato speso molto male, che come risultato avremo un notevole ridimensionamento delle potenzialità organizzative del nostro territorio, che la sede molto probabilmente si sposterà nel capoluogo del Ducato e che ancora una volta non avremo saputo tutelare i veri interessi del territorio. Territorio che continua a muoversi per interessi politici al punto che la nostra debolezza si manifesta anche col fatto che la Comunità Montana di Carpegna è rimasta intatta e i suoi organi resteranno attivi fino alla fine della legislatura, che Urbino pur con tanti distinguo resta dentro una Comunità Montana rivendicando un ruolo importante, che i nostri fiori all’occhiello tanto decantati verranno conferiti in un organismo nuovo e avranno un futuro difficile ed incerto perché dovranno anche farsi carico dei problemi degli altri. Ammesso e non concesso che la Finanziaria 2009 non preveda, come si paventa, un ulteriore ridimensionamento degli organismi comunitari, già fortemente indeboliti dai continui tagli. E’ un panorama triste, dal quale emerge la debolezza del nostro territorio, che mai ha saputo essere politicamente importante, prostrandosi sempre di fronte ad interessi superiori. Nell’arco dell’anno trascorso, mai abbiamo avuto modo di confrontarci né con autorevoli esponenti regionali, né tantomeno provinciali, sempre attenti a non esporsi troppo. Abbiamo avuto modo di parlare nel mese di giugno con l’assessore regionale che in modo secondo noi scorretto e alquanto superficiale ha liquidato il problema con un intervento ai limiti della mancanza di rispetto. L’Assessore agli Enti Locali poi ha ritenuto di incontrare le autorità pochi giorni dopo l’approvazione della legge, convinto più che mai del suo operato. Pochi giorni dopo, non se ne conoscono le ragioni, è stato avvicendato senza alcun preavviso. Dobbiamo constatare che da noi siamo politicamente immaturi e che purtroppo neppure amministrativamente riusciamo mai a far fronte comune. Invitiamo comunque il Commissario Straordinario a vigilare e ad operare con attenzione; il rischio di commettere errori che graverebbero sui nostri Comuni è all’orizzonte.
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