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Sei qui: Home BLOG / Post del mese di dicembre 2008 Post del mese di dicembre. Altrometauro.net, Il blog dell'Alto Metauro
Classificamania!Post di Richez del 30 dicembre 2008 in AltroMetauro (Sfogliato 992 volte)Durante gli ultimi giorni di ogni anno solitamente TV e radio propongono liste e classifiche di vario genere.
La migliore notizia dell'anno, la canzone più bella o la peggiore...
Sulla scia di questa usanza ho deciso di attivare qualcosa di simile sul blog.
Sul lato destro troverete l'elenco dei post più commentati e quello di quelli che sono stati più sfogliati.
Ecco allora le classifiche/statistiche di questo fine anno.
I post letti sono stati:
- Gabelle e gabellieri di Massimo
- Fano Grosseto: pagare o non pagare? di Lucarini
- Sciopero della fame contro l’ergastolo. Duro Rossi de “La Destra” ; “Chi lo fa muoia pure di fame” di La Destra Pesaro-Urbino
- IL DIFFICILE MOMENTO DELL'ALTO METAURO di Marchetti Alfiero
- 2009 ENTROTERRA:CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA di Daniele Tagliolini
- “La Destra” sull’omicidio Capponi; “Basta con i proclami e le strumentalizzazioni. Sulla sicurezza vogliamo i fatti” di La Destra Pesaro-Urbino
- IT’S MY AEREOPLANE (CHEMICAL..) di Tommy
I post commentati sono stati:
- Sciopero della fame contro l’ergastolo. Duro Rossi de “La Destra” ; “Chi lo fa muoia pure di fame” con 77 Commenti
- Fano Grosseto: pagare o non pagare? con 64 Commenti
- Gabelle e gabellieri con 54 Commenti
- IL DIFFICILE MOMENTO DELL'ALTO METAURO con 47 Commenti
- “La Destra” sull’omicidio Capponi; “Basta con i proclami e le strumentalizzazioni. Sulla sicurezza vogliamo i fatti” con 44 Commenti
- Meglio andare al cinema ... con 39 Commenti
- IT’S MY AEREOPLANE (CHEMICAL..) con 34 Commenti
Alcune considerazioni personali.
Chiaramente i due elenchi non hanno gran valore ma possono essere interessante spunto di vista per discutere di quello che è stato AltroMetauro in questi primi mesi e quello che sarà in futuro ed anche sviluppare molti altri dibattiti interessanti.
Alcune discussioni sono state inaspettatamente punto di interesse da non sottovalutare, come ad esempio il post di Tommy sulle scie chimiche, altre discussioni che si erano presentate come "lo scandalo dell'anno" (come il post di Tagliolini) sono state snobbate e secondo me sottovalutate!
Grande interesse e partecipazione verso i post di La Destra Pesaro-Urbino, devo dire grazie anche all'aiuto di commenti off-topic (non in argomento), grande interesse verso la questione della Fano-Grosseto.
Alcuni nuovi argomenti hanno ricevuto maggiori commenti e visite di altri presenti da maggior tempo.
Gli argomenti che fino ad ora sono stati più seguiti sono quelli che in qualche modo parlano del rapporto tra cittadini e amministratori (multe, sicurezza, viabilità, servizi, ...)
Aspetto un commento da tutti gli interessati e perchè no, magari finire al primo posto in classifica!!! ;)
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Una città attraentePost di Mirco Marchetti del 28 dicembre 2008 in entroterra (Sfogliato 1043 volte) In queste giornate festive e prefestive, mi sono messo a girare per le varie cittadine qui, d'intorno. Devo dire che a me piace molto visitare i nostri paesini e, nei momenti festivi, mi piace scoprirne l'indole, interpretare i simboli, le icone, le affermazioni corali che rendono tangibile il senso comunitario. Ogni campanile ci rimanda ad un Santo e ad ogni Santo attiene una particolarità specifica che svela al visitatore qualcosa dell'abitante di quel dato luogo. Nel periodo natalizio, ogni città s'addobba e, se è vero, come è vero, che di solito la ridondanza di orpelli da segno al visitatore dell'importanza di quel dato evento, credo che il periodo natalizio sia l'apoteosi delle manifestazioni simboliche. Indubbiamente la natalità ha assunto nel tempo una connotazione differente, nel messaggio originario al centro vi era la famiglia e la sua sacralità, il calore che essa emanava attraverso il fiato di un amore primordiale, il senso dello stare assieme, vicini. Il senso della bontà, dell'accontentarsi di ciò che madre natura ci offre. Ma tutto si trasforma e nulla scompare, il bue e l'asinello divengono termosifone ed il loro alito gas metano elargitoci impietosamente dalla multiservizi. La Stella Cometa ha il patrocinio dell'Enel, oro, incenso e mirra, sono divenuti, play station, megabite e, forse, nella logica dello stare assieme, pure birra. Nel senso dello stare assieme i nostri anziani dicevano: "Pasqua con chi vuoi, Natale con i tuoi". Nel mio peregrinare in questo dicembre, ho visto città illuminarsi sia degli addobbi del caso, sia del sorriso degli esercenti che vedono nel periodo un momento che sopravanza qualsivoglia crisi economica e finanziaria. In questo quadro, commisto di sacro e profano, devo dire che mi ha stupito molto Fossombrone. Il corso principale, da tempo svuotato da vetture e riconsegnato al pedone, era sovraffollato. Gli esercenti forsempronesi avevano sul volto un sorriso che negli altri paesini attorno non era dato scorgere. La neve artificiale, lanciata a cadenze regolari di tempo dalle colonne del loggiato che percorrono l'intero corso, rendeva il Natale più "vero". In quel clima, pure i rapporti mi son parsi più intimi; ho stretto mani, abbracciato persone, rivisto amici. Insomma, mi pare di aver riassaporato il vero senso della natalità. Due volte ci sono stato ed ho avuto sempre la stessa sensazione: un paese la cui accoglienza pareva contagiosa, un paese i cui campanili pareva potessero, per quel giorno, esser di tutti, xenos ed autoctoni. Lì mi è venuto spontaneo dire a più di una persona, ciò che invero mi rimane un po' difficile dire con nonchalance a tutti e cioè, Vi voglio bene! Un plauso quindi mi è dovuto per Fossombrone che ha saputo attrarre, sì, acquirenti e consumatori, ma pure l'amore verso i nostri consimili attirati dal senso dello stare assieme, fuoco primordiale che scioglie il ghiaccio che spesso accompagna i rapporti tra alterità poiché rammentando Sarte: "L'inferno sono gli Altri".
Buon inizio d'anno,
Mirco Marchetti
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Ma non eravamo agli ultimi posti?Post di Giuseppe Lucarini del 22 dicembre 2008 in Attualità (Sfogliato 857 volte)Non ci sto a capire niente. Fino a poco tempo fa sui giornali ho sempre letto notizie sulle scarse prestazioni della scuola italiana. Ho sempre pensato che le elementari fossero la parte migliore della nostra scuola. Ma questo era contraddetto dal dibattito nazionale.
Per questo mi piace condividere con voi questa notizia che ho trovato in internet e, penso sia attendibile.
Il problema è che stiamo per adottare una riforma sull'esito, credo di altre ricerche. da questo il quesito. Quanto pensate siano attendibili queste ricerche? Possiamo basare le nostre scelte nazionali sulla base di queste?.
Scuola, il primato dei bimbi italiani
figli delle 'vecchie' elementari
Ai primi posti, e in crescita, negli studi mondiali di valutazione delle competenze. Risultati ottimi in matematica e scienze, i migliori nel Nord-est
di SALVO INTRAVAIA
La scuola elementare italiana consolida il suo primato internazionale. La conferma arriva dal rapporto Timss 2007 (Trend in international Mathematics and Science study): l'indagine che misura le competenze in Matematica e Scienze degli alunni al quarto e all'ottavo anno di scolarità. L'edizione 2007 del Timss riporta i dati relativi agli alunni di 59 paesi distribuiti nei 5 continenti e, per l'Italia, fa il paio con i confortanti risultati di un'altra indagine internazionale: il Pirls 2006 (Progress in international reading literacy study), che indaga sulla comprensione della Lettura dei bambini al quarto anno di scolarità.
I dati sono stati diffusi pochi giorni fa e assumono una particolare importanza nel nostro Paese in vista della soppressione del cosiddetto "modulo" (tre insegnanti su due classi) alla scuola primaria varato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Infatti, gli importanti risultati conseguiti dalla scuola primaria italiana sembrano proprio essere figli proprio del Modulo che introdotto nel 1990 dal prossimo anno cesserà di esistere lasciando spazio ad un maestro "prevalente" che insegnerà nella stessa classe per 22 ore settimanali lasciando ad un secondo insegnante il completamento dell'orario a 24, 27, 30 o 40 ore settimanali.
Rispetto all'edizione del 2003 i bambini italiani migliorano le loro performance, confermandosi ai primi posti in Europa dove si piazzano all'ottavo posto in Matematica (con 507 punti) e al quarto posto in Scienze (con 535 punti). Risultato che assume maggiore importanza se si considera che i nostri alunni di quarta elementare, con una età media di 9,8 anni, sono più piccoli dei corrispondenti compagni degli altri paesi: tutti con età superiore a 10 anni. A livello mondiale la concorrenza dei paesi asiatici (Hong Kong, Cina e Singapore ai primi posti) fa scivolare l'Italia al sedicesimo posto in Matematica e al decimo posto in Scienze, sempre e comunque con un "rendimento significativamente più alto della media internazionale", a quota 500 punti. I bambini italiani prevalgono su quelli svedesi e norvegesi e, in Scienze, anche sui compagni tedeschi.
L'indagine è condotta dall'Iea (International association for the evaluation of educational achievment), la stesso centro studi di Boston nel Massachussets che si occupa del rapporto Pirls, dove i bambini italiani piazzandosi al secondo posto in Europa e all'ottavo il mondo fanno un figurone. Il Timss mostra che gli alunni del Nord-est italiano sono in assoluto i più bravi mentre quelli del Sud-isole arrancano. Trend opposto per i ragazzini all'ottavo anno di scolarità. Gli alunni che frequentano la terza media in Italia rimediano l'ennesima figuraccia. Con 480 punti in Matematica e 495 in Scienze perdono terreno rispetto al 2003 e si collocano al di sotto della media internazionale.
(20 dicembre 2008)
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Animatori o guardiani del consenso?Post di Mirco Marchetti del 21 dicembre 2008 in analisi socio-economiche (Sfogliato 956 volte)Se l'animazione la si assume come pratica sociale e professionale orientata al “far fare”, come possiamo conciliare questo dinamismo con l'atteggiamento statico ed apatico che contraddistingue la condizione di molte persone anziane ospitate nelle varie Case di Riposo, RSA et cetera? L'animazione anzitutto deve riuscire ad analizzare i reali bisogni di cui le persone anziane si fanno portatrici. E' doveroso quindi compiere un'attenta analisi attraverso un approccio comunicativo, per mezzo del quale l'animatore ascolta la persona e cerca di carpirne i bisogni. Il rischio che, in effetti, se non si prestasse estrema attenzione alle loro personali esigenze, si darebbe soddisfazione ai nostri bisogni più che ai loro, è veramente sempre dietro l'angolo. Il nostro bisogno di vederli sempre attivi, spesso non corrisponde al loro reale bisogno di attivarsi. Anzi, spesso questo atteggiamento egocentrato e che tiene più conto del visitatore occasionale che dell'ospite stesso, viene da quest'ultimo vissuto con fastidio e rifiuto. L'animatore socio-professionale, non impone mai, semmai propone. Dissemina di stimoli e fa attenzione al “chi” raccoglie “cosa”. Anzitutto occorre usare strumenti e contesti adeguati al dar espressione ai loro sentimenti. Usare l'empatia per potersi calare nei loro panni, convalidare i sentimenti che essi esprimono e pure convalidare tutti quei sentimenti di euforia, ma pure di timore o depressione, che caratterizzano in genere molti ospiti cognitivamente non più integri, questo è il dovere primo di un buon animatore sociale-professionale. Rifuggendo da atteggiamenti pietistici, che attengono a prassi soggettive, l'animatore ha nei confronti della persona di cui si occupa un atteggiamento solidale, che attiene ad una cultura comunitaria e che quindi fa leva su valori condivisi e collettivi. Ciò fa in modo si enfatizzi la persona nella sua individualità e nei suoi bisogni individuali. Personalmente sento l'esigenza di formare nuove figure che, da buoni animatori, sappiano anzitutto “essere” e sappiano “saper fare” in una prospettiva di cambiamento. Purtroppo una buona formazione e che assecondi queste linee guida mi pare mancante (non ci sono corsi di formazione per la figura di animatore socio-culturale) o, quando c'è, lacunosa sotto molti aspetti e, forse, il motivo è dovuto ad un fatto culturale che vedrebbe l'anziano assistito per lo più, da un punto di vista fisico e gestito secondo un generico mansionario, mentre da tutto ciò viene estromesso l'ascolto empatico e la comunicazione che sono criteri non quantificabili e ben più difficili da mostrare ad una società più protesa all'apparire che all'essere.
Saluti,
Mirco Marchetti
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PENSIERI, IMMAGINI E PAROLEPost di Marchetti Alfiero del 16 dicembre 2008 in eventi - iniziative (Sfogliato 2603 volte)>15-12-2008 Presentazione Vocabolario dialetto mercatellese

Sabato 20 dicembre, alle ore 21,00, nella Chiesa di San Francesco a Mercatello sul Metauro, verrà presentato al pubblico il volume
PENSIERI, IMMAGINI E PAROLE
edito dal Comune di Mercatello sul Metauro e dalla ProLoco Mercatellese nell'ambito delle attività promosse dal Museo di San Francesco. Il vocabolario vero e proprio, è arricchito da numerose immagini d'epoca e da testi introduttivi realizzati da Alfiero Marchetti, che ha fortemente e caparbiamente voluto questa pubblicazione, coadiuvato nella ricerca ed elaborazione dei vocaboli da Carla Corsini, Gabriele Giovannini, Flavio Muccioli e Alfiero Tomassini.
Grazie a loro si è impedito che andasse vanificata la raccolta di termini e vocaboli promossa e in gran parte realizzata dall'Accademia del Razagnol sotto la spinta e la guida di Angelo Pagliardini.

Oltre al coordinatore Alfiero Marchetti saranno presenti gli altri collaboratori che, con l'ausilio di immagini tratte dalla fototeca che sta formandosi con l'aiuto di molti, illustreranno il volume facendo risuonare ancora quei bei "souoni" che si spera, anche attraverso iniziative come questa, siano rivalutati e mai dimenticati.
informazioni: ufficio della Pro Loco Mercatellese, p.za Garibaldi, telefono 072289819.
ALFIERO MARCHETTI
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COLTIVARE LE ACQUE. È POSSIBILE?Post di Giuseppe Lucarini del 13 dicembre 2008 in Attualità (Sfogliato 998 volte) 
Maltempo in arrivo. Ed ogni anno con il maltempo inevitabilmente i danni al territorio, alle strade,al nostro patrimonio. Frane, dilavamenti, smottamenti. In gran parte le responsabilità indirette sono dell’abbandono del territorio, oppure della cementificazione, della scarsa prevenzione e manutenzione.
Non c’è una problema anche dei nostri comportamenti collettivi, anche nelle cose semplici, come gli accorgimenti che non vengono più svolti nella coltivazione dei campi?.
I Contadini, mio padre era uno di loro, affidavano molta attenzione allo svolgimento dei lavori per far si che le acque scorressero ordinatamente e non provocassero danni su strade e sentieri. Anche perché i danni significavano altri lavori da fare ed alla fine ricadevano su loro stessi. Si rompevano le strade, si provocavano frane, non si riusciva a muoversi agevolmente con carri e tregge.
La cura era rappresentata principalmente dalla realizzazione dei fossi di scolo, dai fossi a protezione delle strade, i campi ed i filari erano realizzati a terrazzamenti che disperdevano le acque. Quando si lavorava un campo lo si faceva in modo che l’acqua non scivolasse facilmente.
Oggi purtroppo i lavori non sono più svolti direttamente dalla proprietà ma da imprese a cottimo o contoterzisti. Come avvengono le lavorazioni, basta dare un’occhiata a lato delle strade, con campi interi senza uno straccio di solco e zolle fin sopra alle strade.
La provincia ha cercato di porre rimedio a questa situazione. Ha realizzato in quasi due anni di lavoro un regolamento rurale tipo, grazie alla collaborazione di tutti, associazioni, tecnici ed istituzioni. Il regolamento è stato accompagnato da un insieme di disegni, che indicano in pratica come devono essere fatti i lavori di regolamentazione delle acque .
Il regolamento è stato inviato ai comuni per l’approvazione, perché ai comuni spetta il controllo del territorio rurale. E molti comuni li hanno approvati.
I regolamenti sono stati quest’anno ulteriormente discussi con le associazioni degli agricoltori, con le quali sono stati corretti e di nuovo rinviati ai Comuni.
Oltre a fissare distanze precise nella lavorazione dalle strade ( 1 metro più solco dalle comunali e 1.50 più solco dalle provinciali e statali) funzionano come riepilogo di alcune norme del codice che disciplinano anche le distanze della lavorazione dai fossi, dalle piante, dalle siepi ecc. ecc..
Si dovrebbe arare per esempio a non meno di 4 metri da un fosso demaniale. Per effetto di una legge dei primi anni del secolo.
Oltre a questo abbiamo stampato un depliant che ho messo in allegato e che l’anno scorso è stato inviato a tutti gli agricoltori e quest’anno a tutte le aziende terziste ed anche a Comuni, sindacati ecc. ecc. il titolo simbolico è coltiva le acque. 10 regole per ….
Purtroppo non mi pare che la situazione sia migliorata di molto. E purtroppo ci renderemo conto dei danni che ne deriveranno e che rappresenteranno un costo per tutta la collettività. Non posso credere che per sensibilizzare l’unica strada sia quella delle multe e delle sanzioni. Credo nella coscienza delle persone. Per questo mi piacerebbe che fossero segnalate situazioni particolarmente gravi per poter intervenire magari semplicemente per parlare con chi ha fatto i lavori e chiederne conto.
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Sciopero della fame contro l’ergastolo. Duro Rossi de “La Destra” ; “Chi lo fa muoia pure di fame”Post di Giacomo Rossi del 12 dicembre 2008 in analisi socio-economiche (Sfogliato 3030 volte)Sciopero della fame contro l’ergastolo.
Duro Rossi de “La Destra” ; “Chi lo fa muoia pure di fame”
In seguito alla protesta di una cinquantina di ergastolani presso il carcere di Fossombrone, che hanno iniziato uno sciopero della fame per aderire alla campagna nazionale per l’abolizione dell’ergastolo “Mai dire Mai”, interviene duramente il segretario provinciale de “La Destra” Giacomo Rossi; “Essendo venuto a conoscenza di questo assurdo sciopero della fame da parte di alcuni ergastolani, supportato da Rifondazione comunista, mi sento proprio di dire che per noi possono pure morire di fame! Infatti chiedere di abolire l’ergastolo, massimo strumento di garanzia, giustizia e prevenzione dei reati più gravi quale per esempio l’omicidio, è una vera follia. In una Nazione come l’Italia dove l’inasprimento e la certezza della pena sono una priorità, andare a protestare per abolire l’ergastolo è davvero troppo (come se non bastassero poi le attenuanti varie che già ammorbidiscono l’ergastolo)! L’attuazione di questa pazza proposta porterebbe infatti ad un pericoloso “tutto è possibile” togliendo per giunta qualsiasi criterio di giustizia. Un conto è chiedere una maggiore riabilitazione morale dell’ergastolano, prevista per giunta dalla Costituzione, un conto è proporre di abolire pericolosamente la giusta pena dell’ergastolo che noi de “La Destra” per di più, come tutte le misure penitenziarie, assoceremmo a dei lavori di pubblica utilità in maniera tale che i carcerati possano ripagarsi la loro detenzione senza gravare sulla collettività. Conclude Rossi; “Spero che altri esponenti di Rifondazione comunista e della sinistra, possano prendere le distanza da questa assurda iniziativa sponsorizzata dal consigliere regionale Giuliano Brandoni che siede nei banchi della maggioranza. “La Destra” si batterà perché questa pazza e pericolosa proposta non possa prendere piede”.
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Mirco Ricci risponde ai sindaci contestatori??Post di Massimo del 07 dicembre 2008 in entroterra (Sfogliato 1349 volte)Mirco Ricci, capogruppo del Partito Democratico alla Regione Marche, risponde alla contestazione dei Sindaci della montagna pesarese, che chiedevano dove erano andati a finire i fondi FAS (Fondi per le Aree Sottoutilizzate), ritenendo che erano state penalizzate le comunità della montagna pesarese.
Ricci contesta questa affermazione sottolineando che per le zone interne della provincia di Pesaro e Urbino sono stati attribuiti 5 milioni di euro contro gli 11,5 milioni di euro per le città costiere.
Non solo, ma Ricci ci tiene anche ad evidenziare che l'entroterra pesarese non è stato trascurato dalla ripartizione dei Fondi europei avendo a disposizione quasi 30 milioni di euro da spendere nel periodo 2007-2013.
Nella precedente programmazione (2000-2006) i territori dell'interno avevano una riserva di risorse che era denominata 'Obiettivo 2'. Con i finanziamenti del periodo successivo, fino al 2013, non si ha più la categoria specifica per le zone interne, ma l'accesso ai finanziamenti sarebbe diventato addirittura più vantaggioso per questi territori.
Dunque i nuovi fondi, secondo il capogruppo del PD nel Consiglio Regionale delle Marche, non discriminano certo l'entroterra e anzi spesso lo favoriscono. I fondi europei disponibili per le aree interne sarebbero maggiori rispetto alla precedente programmazione perchè essi vengono assegnati in base ad assi prioritari che agevolano i Comuni o i privati dell'entroterra.
Nella provincia di Pesaro, secondo gli esempi riportati da Mirco Ricci, sono disponibili 6 milioni di euro per la valorizzazione territoriale delle aree interne (del Fesr) a fronte dei 2,7 milioni disponibili per la zona costiera.
In aggiunta, per la banda larga sono disponibili altri 13 milioni di euro.
I fondi del Piano di sviluppo rurale (Psr) mettono sul piatto (dell'entroterra suppongo) 2,4 milioni di euro e non ci sono risorse per la costa.
5,5 milioni di euro sono a disposizione per i trasporti.
I dati parlano dunque chiaro, dice Ricci: l'entroterra della provincia di Pesaro e Urbino avrà 29,5 milioni di euro (a me verrebbero addirittura 31,9 milioni, secondo i dati pubblicati dalla stampa e sopra riportati) contro i 14,2 milioni della costa.
Ci sono inoltre altri fondi disponibili per gli agriturismo, conclude Ricci, ed altri ancora nell'asse 5 relativi alla valorizzazione del territorio, per cui i nostri territori non possono dire di essere trascurati, nonostante, scrive in un'altra parte dell'articolo pubblicato sulla stampa, il superamento degli ambiti obiettivo 2 sta ad indicare proprio uno sviluppo di queste zone.
Come dire, non ne avremmo neanche bisogno. E poi, se i conti sono questi....
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Scuola ed imprese, due risorse per lo sviluppo del territorioPost di Paola Travagliati del 03 dicembre 2008 in analisi socio-economiche (Sfogliato 1100 volte)Qual'è il ruolo che possono svolgere le associazioni di categoria nelle azioni di orientamento per la scuola media inferiore?
Intenti a scoprire l'ultimo game del Nintendo o della PS, assorti in un modo di comunicare in cui sembrano aver perso per strada un mucchio di parole, dove il non diventa nn il che di venta ke, comunicano via sms e mms, usano un linguaggio diverso da quello dei libri scolastici o dei propri genitori, i loro dialoghi sono brevi ma costanti, senza vedersi hanno bisogno di rimanere sempre in contatto. Hanno il telefonino, usano internet, guardano la televisione fino a 5 ore al giorno e da essa apprendono modelli di vita.
Queste sono alcune considerazione che sentiamo espimere riguardo ai nostri adolescenti, e le generalizzazioni ce li fanno immaginare immersi in un loro mondo virtuale in cui la quotidianità sembra scivolare loro addosso.
Poi, un incontro avuto nelle giornate di orientamento previste per le classi di terza media si protrae oltre il tempo preventivato perchè da parte dei "nostri adolescenti" vengono poste domande di questo tipo:
"ma la crisi di cui si sente tanto parlare come si manifesta nelle imprese e nelle famiglie?"
" perchè si sente dire che è una crisi virtuale?"
"negli incontri di orientamento che abbiamo avuto sono venute le scuole, perchè vengono anche le associazioni delle imprese?"
Ritorno quindi alla domanda iniziale, qual'è il ruolo che possono svolgere le associazioni di categoria nelle azioni di orientamento per la scuola media inferiore?
Dalle famiglie, dalle scuole, si privilegiano per il futuro dei nostri giovani le attività intellettuali, di servizio, di immagine; il compito delle associazioni di categoria è quello di rendere appetibile un'attività produttiva, dimostrare che la creatività, il successo, le difficoltà e le soddisfazioni possono essere legate ad un'attività in cui è predominate il lavoro delle "proprie mani" e del "proprio cervello".Il nostro obiettivo deve essere l'orientamento all'impresa poduttiva nel suo complesso e non solo alla "fabbrica".
Numerosi sono i pregiudizi o luoghi comuni che caratterizzano ancora l'approccio al mondo del lavoro e non sono più giustificabili alla luce dei cambiamenti che si sono verifcati nei sistemi e nei modi di produzione. Occorre far crescere la cultura del lavoro imprenditoriale, le piccole imprese del territorio devono essere considerate quelle attività che hanno contribuito a far crescere il nostro territorio, diventando dei punti di eccellenza nei mercati nazionali ed internazionali, con la cui presenza ed attività entriamo ogni giorno in contatto.
Paola Travagliati - CNA Ambito territoriale Urbino
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