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Per l’acqua potabile sì, ma…Post di Peppe Dini del 31 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 1781 volte)
La diga realizzata recentemente e già sfondata dall'uumento di portata causato dalle piogge del 29 luglio.
Per l’acqua potabile sì, ma…
Questi giorni il caldo ha fatto sentire il suo effetto , anche ai nostri rubinetti. La diminuzione della portata d’acqua potabile in alcune zone cittadine ha fatto scattare l’ordinanza di limitazione d’uso ed il solito scadente intervento stagionale in località Bersaglio. Essendo diminuite le portate di Ca’ Alessandro, di Magnavacca ove si versa anche la ridotta quantità di acqua proveniente dal Nerone ed in parte anche dal Burano, soggetto ai recenti scarichi, non si trova di meglio che intervenire innalzando la solita “diga” sul Metauro. Per aumentare il livello della falda fluviale all’interno dei pozzi, non si è pensato che al solito rimedio a suon di trattori e ruspe. Il risultato scadente e mediocre è possibile poi vederlo sul posto.

Quali interventi? Quali autorizzazioni?
Quello che però viene evidente, è che l’acqua del fiume è quella che alimenta i pozzi quasi direttamente, data l’esigua distanza fluviale e la formazione di canalicoli diretti prodotti dalla forza aspirante delle pompe di sollevamento, quando il corso idrico ha la sua più bassa portata ed la sua più alta di concentrazione di inquinanti. Inoltre a Mercatello sul S. Antonio che fornisce l’acqua dei rubinetti ed a Urbania il fiume viene classificato A3, cioè significa che deve essere potabilizzato, mentre da noi il tutto si risolve con sovradosaggi di varechina.
Tutto questo dimostra la scarsa lungimiranza dei gestori e dei nostri amministratori, il sindaco ha dirette responsabilità sanitarie locali, per quanto riguarda la conduzione di questo bene prezioso che è l’acqua; mentre si proibisce di innaffiare gli orti con l’acqua del rubinetto, il campo sportivo è giornalmente irrigato; non si è provveduto ad alcun controllo sui pozzi privati che incidono sulla falda freatica che va da via Galassia a via papa Clemente 14° (sono denunciati, hanno il contatore, presentano la denuncia annuale dei consumi, sono inseriti direttamente nella rete idrica interna) e che sicuramente va ad alimentare i pozzi del Bersaglio.

Cancelli aperti , reti abbattute
Poco importa se a monte c’è uno scarico fognario, risolto qualche giorno fa, grazie a questo sito, poco importa se l’area che deve essere per legge opportunamente limitata da recinzione, ha spesso il cancelli aperti e la rete abbattuta, mai ripristinata. E se qualche malintenzionato volesse buttare qualcosa sui pozzi?

Pozzi davvero raggiungibili !!!
Tutto questo avviene mentre i gestori stanno facendosi in quattro, per dire che l’acqua del rubinetto è meglio della minerale perché è più controllata; ricordo che 8 potabilizzatori su 10 nelle Marche, sono nella nostra provincia, che si approvvigiona per l’80 % dai fiumi. “ Che fai Peppe , il tifo per le multinazionali dell’acqua minerale. Butti a monte tutto il nostro impegno per quella pubblica”, mi sono sentito dire dai mie amici ambientalisti. Sì, è vero occorre battersi per far ritornare l’acqua pubblica, per questo ho contribuito per il referendum promosso da “Acqua bene comune”, ma occorre battersi per soluzioni che siano davvero migliori.
Negli anni ’90, Sant’Angelo in Vado, guadagnava circa 350 milioni di vecchie lire all’anno, dalla conduzione del settore idrico. Oggi con il gestore e le tariffe aumentate, non credo che questi siano rispesi per i miglioramenti ed i recenti fatti lo dimostrano.
Definisco la conduzione dell’acqua potabile “funambolica” per far capire la difficoltà nel garantire sempre più maggiori consumi, catturando, captando tutto quello che la natura mette a disposizione in maniera diversa nelle varie stagioni, aggiungendo poi tutti i limiti delle tecnologie, pompe, tubazioni, perdite, ecc.
Va detto che nei 62 parametri previsti ( http://www.educambiente.it/Ambiente/acquapotabile.htm ) ci sono rimasti 3 organolettici: “Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite”. Colore, odore, sapore devono essere “Accettabili per i consumatori e senza variazioni anomale”. Ditemi voi come si fa a dire che un’acqua è potabile quando al rubinetto è marrone o quando è percepibile un qualsiasi odore, anche di cloro che deve essere: “Al livello più basso possibile, senza compromettere la disinfezione stessa.”
“Ma la si può lasciare in una brocca aperta nel frigo per eliminare il sapore di cloro”, dicono ; non basta, perché il rischio è la formazione di composti tossici.
Questo è quanto scrive la dott.sa Anna Maria Fabbri sul sito del dipartimento di Prevenzione dell’ASUR 2 di Urbino rinvenibile su http://www.asurzona2.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=14049
“Naturalmente le acque di origine superficiale subiscono una serie di trattamenti che le rendono assolutamente sicure e prive di batteri o sostanze tossiche, ma hanno un grosso problema: il gusto! Può capitare infatti che siano fresche e limpide, ma imbevibili, per il peggioramento delle caratteristiche organolettiche a causa dei trattamenti impiegati più o meno spinti, che ne modificano spesso il sapore e l’odore.
In ogni caso l’acqua di rubinetto sia di origine superficiale che sotterranea, deve risultare all’utilizzo batteriologicamente pura. Il cloro viene solitamente aggiunto all'acqua potabile non solo per eliminare l’eventuale contaminazione batterica presente alla captazione, ma anche per impedire lo sviluppo batterico durante il trasporto attraverso le reti idriche più o meno lunghe e ramificate.
Proprio a causa del passaggio attraverso le tubature, non si può escludere la possibilità di infiltrazioni dall’esterno a causa di rotture, o il rilascio di frammenti di incrostazioni a causa della vetustà di alcune reti idriche. Il cloro purtroppo, combinandosi con le sostanze organiche, presenti in particolare nelle acque di origine superficiale, provoca la formazione di vari sottoprodotti tossici e indesiderabili, e pur nel rispetto dei limiti imposti dalla legge, conferisce all'acqua potabile un sapore a volte sgradevole o comunque peggiore rispetto alle acque minerali.”
Non possiamo certo pensare di risolvere il tutto, buttandoci sull’acquisto delle acque minerali, le quali soffrono gli stessi rischi di inquinamento delle acque potabili, con in più quelli derivanti dal materiale delle bottiglie. Dobbiamo ritornare ad una gestione pubblica dell’acqua del rubinetto (perché nel nostro comune non se ne mai parlato?) e orientarci per il doppio approvvigionamento, anche attraverso fontanelle separate debatterizzate, non col cloro, ma con lampade a ultravioletti; la vecchia legge Galli tanto declamata per altri motivi, già conteneva la fornitura duale e il vecchio decreto sugli apparecchi domestici di trattamento dell’acqua del 1990, prevedeva per le nuove ristrutturazioni la linea di acqua tecnologica e la linea potabile.
Infine, è importante che chiediamo di vedere le analisi della nostra acqua potabile, se non altro per non perdere i nostri diritti di cittadini, proprio su un bene prezioso e importante come l’acqua.
Sant’Angelo in Vado 31.07.2010
Peppe Dini
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Il mondo non va tutto in una direzione ... Gruppo di Acquisto Solidale FossombronePost di Richez del 27 luglio 2010 in associazionismo (Sfogliato 738 volte)GAS Gruppo di Acquisto Solidale Fossombrone
"Da una parte abbiamo i consumatori ‘critici’ che cercano prodotti compatibili, dall’altra si trovano i piccoli produttori che fanno fatica a trovare un mercato nonostante la bontà dei loro prodotti.
E allora, facciamoli incontrare.
COSA SONO I GRUPPI D’ACQUISTO SOLIDALE?
E’ un insieme di persone che decidono d'incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune solitamente proveniente da produzione biologica o eco-compatibile (rispettosi dell’ambiente e dei lavoratori) da ridistribuire tra loro.
SI MA.... PERCHE’ SI CHIAMA SOLIDALE
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a coloro che, a causa dell’ingiusta ripartizione delle risorse subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.
PERCHE’ NASCE UN GAS?
Perché crediamo che ognuno di noi possa dare una mano a cambiare il mondo… partendo dal carrello della spesa! Dietro a questo gesto quotidiano si nascondono problemi di portata planetaria: inquinamento, spreco di risorse non rinnovabili, sfruttamento dei minori e dei lavoratori.
Spesso alla base vi e’ una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito.
Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.
COME FUNZIONA UN GAS?
I partecipanti al gruppo definiscono una lista di prodotti su cui intendono effettuare gli acquisti collettivi e condividono la possibilità di mettere in vendita le proprie produzioni; in base alla lista le diverse famiglie o individui, ordinano i prodotti via e.mail o telefonicamente, entro una data stabilita dal gas, ai diversi responsabili dei prodotti che si preoccuperanno di reperire i prodotti richiesti; ad una seconda data stabilita insieme, arrivata la merce, questa viene suddivisa ed ognuno paga per la sua parte. Gli ordinativi in un primo momento si fanno una volta al mese per i prodotti secchi, e settimanale per i prodotti
freschi.
QUALCHE PAROLA IN PIU’ SUI CRITERI SOLIDALI PER LA SCELTA DEI PRODOTTI
PRODOTTI LOCALI
Per ridurre l’inquinamento e lo spreco energetico dovuti al trasporto della merce su e giù per il pianeta (viaggiando di meno, arriva più fresca e non richiede conservanti!) si possono conoscere i produttori, verificare il loro comportamento, apprezzare la “storia” di ogni pordotto.
PICCOLI PRODUTTORI
Perché è più facile conoscerli e perché lavorano con piu' intensità di manodopera che non di capitale; cosi' i soldi che si spendono finanziano l’occupazione, e non gli azionisti.
PRODOTTI BIOLOGICI
Perché non utilizzano pesticidi, diserbanti, concimi chimici, che inquinano e consumano energia, ma invece rispettano la terra (per inquinare ci vuole un
attimo, per bonificare decenni). Cosi possiamo anche mangiare cose naturali, recuperandone i sapori.
ATTENZIONE ALLE CONDIZIONI DI LAVORO
L’economia nell’era della globalizzazione le multinazionali spostano la produzione dove i costi sono piu' bassi, la manodopera e’ sottopagata e i lavoratori non hanno diritti: preferire i prodotti senza sfruttamento significa aiutare a regolare il mercato del lavoro.
Contatti GAS Fossombrone:
Mailing list: gas-fossombrone@googlegroup.com
Mail: gasfossombrone@gmail.com
I gruppi d’acquisto non sono soli: sono uniti da una rete di collegamento che ha lo scopo di scambiare le informazioni tra i gruppi e diffonderne l’idea.
Per saperne di più:
www.retegas.org
www.gaspesaro.org
“Si scrive consumo critico si pronuncia controllo democratico; (…) la politica si fa in ogni momento della vita: al super mercato, in banca, sul posto di
lavoro, all’edicola, in cucina, nel tempo libero scegliendo cosa e quanto consumare, da chi comprare, come viaggiare, a chi affidare i nostri risparmi rafforziamo un modello economico sostenibile o di saccheggio, sosteniamo imprese responsabili o no; sosteniamo un’economia solidale e dei diritti o una economia di sopraffazione reciproca.”
Gesualdi Altreconomia 11/03
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Altro scarico fluvialePost di Peppe Dini del 25 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 955 volte)
(foto di Romana Romani , del primo scarico)
Ecco qua la notizia del secondo inquinamento tra Smirra e Cagli sul Burano di giovedì scorso
Vi metto il link così avrete modo di vedere le foto direttamente:
http://www.facebook.com/album.php?aid=54491&id=1658372224
Mi ha telefonato un mio collega giornalista che chiedeva informazioni della ditta.
Quello che è certo ormai, la responsabilità di una lavanderia industriale. E' stato individuato il collettore di scarico, da dove usciva un liquido giallastro con forte odore di cloro, pozze col caratteristico odore di varechina, il tutto finiva su un fossato laterale per poi raggiungere il Burano. Quando hanno notato la polizia provinciale, dallo scarico è arrivata una notevole e continua massa d'acqua dolce.
Ricordo che al momento dell'apertura della ditta, come ambientalisti facemmo ricorso alla concessione di presa
dell'acqua in subalveo, che nella relazione del loro ingegnere era prevista di 5,6 litri/sec.
In fase finale, la ditta ne chiedeva ed ha ottenuto ben 21 litri/sec, adducendo che nel riutilizzo si sarebbe notevolmente arricchita di sali: assurdità da noi contestata a momento, ma che l'allora l'ingegnere Catturani del Genio civile non considerò.
Ecco ora a che cosa serve tutta quell'acqua: a diluire gli scarichi, come da noi più volte sostenuto; cosa assolutamente vietata dalla legge.
Chi va nelle fabbriche e valuta le manomissioni agli impianti come in questo caso o a leggere i contatori di misura, per verificare quanto prelevano? Se superassero i quantitativi complessivi scatterebbe il reato di furto!
Considerate che alla Centrale idroelettrica sul Burano ex Burel, in comune di Cagli , ma vicinissima ad Acqualagna c'è la presa del potabilizzatore di Pole che fornisce l'acqua a Urbino, Fermignano, Urbania e Sant'Angelo in Vado; che il Burano
si aggiunge al Candigliano e quindi al Metauro e che le acque del lago di San Lazzaro, immediatamente sucessivo alla confluenza, sono utilizzate per il potabilizzatore di Saltara per Pesaro e Fano.
Cosa vogliamo fare?
Intanto chiedere ai nostri amministratori di costituirsi parte civile in caso di procedimento penale nei confronti dei trasgressori, tutti i sindaci dei comuni interessati, la Provincia a volte restia, l'Aato, le associazioni ambientaliste e dei consumatori. Ne va della nostra stessa salute, basta vedere cosa succede ai pesci.
Inoltre credo, che con tutti gli scarichi fluviali di questi ultimi periodi, Il taglio dissennato di alberi a Bocca Trabaria, lo scandalo ex Amga di Pesaro, la questione Carrara di Fano, rischiamo di far avere alla Regione Marche una sanzione dalla UE, per la mancata tutela ecologica del nostro territorio provinciale.
Peppe Dini
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CORSO PER EDUCATRICI DI ASILO NIDO Post di Fabio Gostoli del 25 luglio 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 874 volte) 
CORSO PER EDUCATRICI DI ASILO NIDO “COMUNICAZIONE E RELAZIONI TRA BAMBINO E L’ADULTO NELLA PRIMISSIMA INFANZIA”
Docenti: Prof.ssa Myrtha.H.Chokler Sabato 4 Settembre 2010 “Asilo Nido Cipì”
L'Amministrazione Comunale di Sant'Angelo in Vado gestisce un Asilo Nido Comunale e da sempre pone al centro del proprio programma amministrativo la formazione e l’educazione dei bambini. L’Assessora alle Politiche Sociali ha organizzato per il giorno Sabato 4 settembre 2010 un intervento formativo rivolto a 30 educatrici- educatori di Asilo Nido d'infanzia, laureati e studenti in psicologia, in sociologia psicomotricisti educatori di sostegno, della Provincia di Pesaro e Urbino, che si colloca nell’ambito delle iniziative di ricerca che l’I.F.R.A.( Da oltre vent'anni IFRA si occupa di formazione. Prima di tutto significa lavorare con le persone, favorire il cambiamento, sviluppare il piacere di pensare. Convinti che pensare è per tutti, indipendentemente dall'età, dal percorso di studi, dal livello di istruzione o dalla profesisone svolta) propone per lo studio degli aspetti fondamentali dello sviluppo dei bambini. (vedi programma allegato). Il Seminario sarà tenuto dalla Prof.ssa Myrtha Chokler e saranno affrontate le tematiche inerenti l’attività, manipolazione e gioco nella primissima infanzia.
Prof.ssa Myrtha Hebe Chokler
Laureata in Psicologia all'Università di Parigi, titolare del Corso di Psicomotricità dell'Università Nazionale di Cuyo, responsabile dell'Area della Primissima Infanzia del Ministero dell'Educazione della Provincia di Buenos Aires, Direttrice dell'Istituto di Ricerca in Psicomotricità della Facoltà di Educazione U.N. Cuyo, formatrice in Pratica Psicomotoria, vicepresidente dell'Associazione Internazionale Pikler-Loczy, Professoressa invitata del Master sulla Genitorialità della Facoltà di Psicologia dell'Università di Padova, autrice di diverse pubblicazioni.
Termine ultimo per dare l’ adesione al corso per educatrici di asilo nido di Sabato 4 Settembre 2010 MERCOLEDI’ 1 SETTEMBRE 2010
PER INFORMAZIONI E RICEVERE LA SCHEDA DI ADESIONE:
Assessore alle Politiche Sociali
Fabio Gostoli
cell. 3315440798 E-mail: gostolifabio@libero.it Skype: fabio.gostoli
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NOTTE DELLA CERAMICA. 31 luglio/1 agosto. UrbaniaPost di Giuseppe Lucarini del 24 luglio 2010 in arte (Sfogliato 1974 volte)
E LA FESTA DELLA CERAMICA SI RIVOLGE AL POPOLO DELLA NOTTE
Ad URBANIA l'anica Casteldurante nei giorni 31 luglio e 1° agosto si svolgerà la Notte della Ceramica, evoluzione della ormai tradizionale festa. La manifestazione è organizzata dal Comune di Urbania in collaborazione con l’Associazione Amici della Ceramica.
Ma sarà una notte sostenibile: musei aperti fino a tarda notte (sia il civico che il diocesano), ceramisti che decorano o lavorano al tornio, performance di Raku e dimostrazioni, intrattenimenti musicali, animazioni tutto integrato con le degustazioni dei ristoranti locali.
Si parte con un Convegno alle 17 di sabato 31, presenti assessori ed istituzioni. Titolo:“ Le buone mani e il turismo nelle Marche”, che rappresenta un invito a riflettere, anche in questa non facile situazione finanziaria, sulla valorizzazione dell’artigianato tipico e di tradizione delle Marche a fini turistici.
La manifestazione, anche quest’anno vuole offrire una vetrina regionale al mondo della ceramica, ed allo stesso tempo approfondire le problematiche legate a tutto l’artigianato artistico marchigiano. Bottega artigianale significa memoria, tradizione, saper “fare”, territorio. L’intento è quello di offrire un palcoscenico popolare alla ceramica, di farla conoscere ed apprezzare nella sua creatività e complessità, intesa anche come rappresentazione delle nostre tradizioni e della nostra identità.
Parteciperanno all’evento circa venti botteghe sia della città che provenienti da tutta la Regione, tradizionali e contemporanee, in uno scenario invitante come il centro storico di Urbania, che sarà -per questa speciale occasione- animato da intrattenimenti e musiche, soprattutto la sera.
Interessante è il momento ludico-formativo. Uno spazio importante sarà interamente dedicato ai laboratori di ceramica per bambini che potranno toccare, plasmare e modellare la creta provando il difficile ma esaltante mestiere del ceramista.
La Notte della ceramica sarà arricchita da due interessanti mostre collaterali. L’una "Il futuro della tradizione nella Saletta Volponi", a cura della Confartigianato che ne è l’organizzatore e l’altra Fragmenta, nel Museo Diocesano, ideatore e curatore dell’iniziativa, che rimarrano aperte anche successivamente.
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Il viaggio del PD Pullman (video racconto)Post di Giovanni Gostoli del 23 luglio 2010 in Politica (Sfogliato 1154 volte)
Durata 13 minuti. Il video racconto del viaggio del Pd di Pesaro e Urbino a bordo di un pullman. Il giro ha toccato 45 comuni in 22 tappe, oltre 5000 i km e 10.000 le persone incontrate. Su 500 incontri quasi 350 sono stati fatti nei luoghi di lavoro. Abbiamo parlato con persone di ogni schieramento politico, incontrando le amministrazioni in cui governiamo ma anche alcune realtà amministrate da uno schieramento opposto. Le immagini, i video, le parole e le emozioni di una bellissima esperienza che è divenuta il nuovo metodo per vivere la politica nel Pd: forte presenza legata al territorio e stare tra la gente non solo in campagna elettorale ma sempre. Questa è la strada giusta per ridurre la distanza tra politica e società. Il video è stato prodotto dall'organizzazione provinciale del Pd e vuole essere uno strumento di comunicazione per il "radicamento virtuale" del Pd. Buona visione Apri Commenti(26) Stampa
BARCO ILLUMINATO IERI SERA: omaggio agli amici di AltrometauroPost di Giuseppe Lucarini del 23 luglio 2010 in arte (Sfogliato 685 volte)
Grande serata ieri sera ad Urbania.
Con il Barco illuminato in anteprima
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E GIOVEDI 22 luglio A MEZZANOTTE A URBANIA SI ILLUMINA IL BARCO Post di Giuseppe Lucarini del 20 luglio 2010 in appuntamenti (Sfogliato 699 volte)Invio volentieri il comunicato stampa dell'assessore alla cultura
A MEZZANOTTE A URBANIA SI ILLUMINA IL BARCO. Giovedì 22 luglio.
Anteprima di gran classe ad Urbania dedicata al popolo della notte che dalle 24.00 per un’ora circa potrà veder riaffiorare dopo alcuni anni il Barco dalla buia notte.
La nuova illuminazione del Barco Ducale è pronta ed il restauro della struttura ha bisogno di altri finanziamenti per gli ultimi ritocchi, soprattutto per gli affreschi ed i dipinti.
L’iniziativa anticipa, infatti, l’inaugurazione che si terrà se va bene in autunno o al più tardi nella primavera successiva.
Si comincia prima al centro con la notte a tema. Dopo le stelle, gli anni 50 e la contado, ecco la notte rock anni 80. Per ogni serata abbiamo previsto l’apertura notturna di uno dei beni culturali della città, prima il museo, poi il teatro, e l’altro giovedì le cantine
Notti senza eccessi, sostenibili, partecipate, un po’ slow. E soprattutto un’occasione per portare molti visitatori in luoghi culturalmente molto importanti della città.
Ancora musica, ancora cultura, ancora voglia di stare insieme.
Alice Lombardelli
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Grazie AltrometauroPost di Peppe Dini del 19 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 841 volte)Grazie Altrometauro.net.
Grazie a questo blog di discussioni varie, siamo riusciti (uso il plurale perchè il merito è più ampio) ad avere dei risultati.
A Sant'Angelo in Vado, il collettore dei Bensi, che scaricava la sua acqua marcia a monte dei pozzi di prelievo dell'acqua potabile, è stato riparato, dalla piena di questo inverno. Speriamo che in attesa dell'inverno prossimo sia rinforzato.

Vediamo se riusciamo a fare qualcosa di più per quella zona delicata.
Puntualmente spesso, molto spesso, il cancello dei pozzi di acqua potabile del Bersaglio, rimane aperto; la rete verso la Chiusa è stata abbattuta dalla piena di qualche anno fa senza essere ripristinata. Tale zona viene definita a "tutela assoluta" e deve essere sempre tutta recintata e chiusa. Un ex assessore mi confidava che tanto ha fatto per questo , ma non c'è mai riuscito. C'è chi dice che la responsabilità è di chi va ad accendere le pompe per il campo sportivo, chi ha bisogno per accedere agli orti abusivi più a valle, resta il fatto che anche alla mattina di domenica, alle 7,30 è così...

Grazie anonimo (Ett...) per la tua proposta.
Una canzone di Dalla di 30 anni fa diceva: " Ma che mondo sarà ha bisogno di chamare Superman... Ha l'aspetto di un motore ma non va..."
Se noi tutti ci impegnnassimo, vincendo le nostre umane ritrosie, non avremmo bisogno di super eroi, ma ognuno di noi lo può già essere.
Quanti saranno passati su quel ponte e hanno visto...
Non è questione di spigolature ne' di mettersi in mostra; si tratta semplicemente di mettersi in condizioni di tutelare, di tenere pulita la nostra casa più ampia, che è l'ambiente dove viviamo, per difendere prima di tutto il resto, la nostra salute e quella dei nostri figli.
Peppe Dini
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Scarico fluviale a Sant'Angelo in VadoPost di Peppe Dini del 14 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 914 volte)Fiumi, collettori di scarichi o fornitori d’acqua?
Ennesimo scarico fluviale e conseguente moria di pesci. E’ accaduto lunedì a Sant’angelo in Vado nei pressi dell’area denominata la Chiusa, per via della presa del mulino. Nel pomeriggio, il gorgo sul fiume risultava nero, maleodorante; c’era la presenza del personale di Marche Multiservizi al lavoro sul collettore fognario. Numerosi ciottoli nella tubazione, l’hanno otturata, con il conseguente riversamento sul fiume. Ma occorre dire che siamo su impianti realizzati con fondi FIO negli anni ’80 e richiederebbero una vera e propria manutenzione, così come dimostrano i vari rattoppi effettuati sul collettore davanti alla paratoia del mulino. Più a monte, la piena di quest’anno, ha divelto parte della tubazione di raccolta delle acqua di scarico dell’insediamento dei Bensi, col conseguente scarico dei liquami. Il fatto è che in quella zona ci sono i pozzi di prelievo delle acque potabili utilizzati soprattutto nel periodo estivo, acque prelevate tal quali senza alcun trattamento se non la clorazione, proprio nel periodo in cui diminuisce la portata fluviale ed aumenta la concentrazione degli inquinanti.
Siamo alle solite: dobbiamo decidere se il fiume deve servire per il trasporto degli scarichi o per l’uso potabile e le due cose insieme certamente non vanno d’accordo. Di questo se ne parlato anche all’ultimo incontro della consulta utenti dell’Aato, dove è stato richiesto proprio di essere più efficaci contro chi inquina magari chiedendo la costituzione di parte civile sia del consorzio che delle associazioni presenti. Dato che le pene per danno ambientale sono difficili da dimostrare ed esigue, almeno chi fa versamenti anomali, dovrà pagare qualcosa in più.
Inoltre moltissimi comuni, non hanno comunicato ai proprietari confinanti con le captazioni delle acque potabili superficiali e non, i limiti a cui sono soggette le aree intorno per 200 metri di raggio, fra cui emerge il divieto di uso dei diserbanti. Una tutela in più per le acque destinate al consumo umano. Eppure basta guardare intorno alle prese, proprio questi giorni di mietiture ed accorgersi che nessuna infestante è presente, segno dei diversi trattamenti effettuati.
Mentre si effettuano giustamente campagne massicce per invitare ad usare le acque dei rubinetti, ci si dimentica di dire che nelle Marche esistono dieci potabilizzatori per il trattamento di acque superficiali, di cui otto solo nella provincia di Pesaro, che l’acqua potabile della nostra provincia per l’80% proviene dai fiumi. Tutti i parametri previsti rientrano nella disposizione di legge, ma l’acqua al rubinetto deve essere anche incolore, inodore, insapore.
Una soluzione ci sarebbe; tentare ciò che vecchie norme già prevedevano: un approvvigionamento duale, che di fatto tutti già facciamo acquistando le bottiglie di minerale. L’utilizzo dell’acquedotto romano a Pesaro potrebbe fornire delle fontanelle cittadine per acqua potabile da bere, così come l’acqua dei pozzi esenti da nitrati a Fano, le acque delle Cesane per Urbino; per l’entroterra si potrebbe intervenire nelle varie sorgenti, mettendo un debatterizzatore a ultravioletti alimentato autonomamente da celle fotovoltaiche. L’altra acqua, quella “supertrattata”, potrebbe essere usata tranquillamente per tutti gli altri usi.
Sant’Angelo in Vado 13.07.2010
Giuseppe Dini



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Rifiuti Carrara di FanoPost di Peppe Dini del 14 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 4368 volte)Uno scandalo che viene sottaciuto da tempo per non sconvolgere, le attuali maggioranze politiche. Provincia e Regione non si sono costituite parte civile. Peppe Dini
Tratto dal sito di ANPANA MARCHE
Mercoledì 23 Giugno 2010
“Arcobaleno”, Fano e Barchi vogliono i danni
Traffico illecito rifiuti, presentata domanda di costituzione di parte civile
Ieri udienza preliminare: 109 le richieste di rinvio a giudizio al vaglio del Gup

di ELISABETTA ROSSI
PESARO – Danni alla salute di uomini e animali, all’ambiente, ma anche danno all’immagine. E in effetti non è stato un bel biglietto da visita quello che per mesi ha fatto parlare del territorio di Pesaro, anzi, delle Marche, come della “pattumiera” del Nord. Per questa e per tutte le altre voci di danno, ieri mattina, Comuni ed enti vari hanno presentato domanda di costituzione di parte civile nell’udienza preliminare del maxi processo sul traffico illecito di rifiuti, scoperto nel 2003 con l’operazione “Arcobaleno” condotta dai carabinieri del Noe di Ancona e dalla Procura di Pesaro e che aveva portato al sequestro dell’ex cava Solazzi a Carrara di Fano e ad accertamenti nelle discariche di Monteschiantello e di Barchi, comunitaria. Si tratta dei comuni di Fano e Barchi, della Comunità montana del Metauro (zona E), dell’Associazione consumatori e utenti (onlus che ha sede a Milano con dislocazioni regionali, tra cui quella delle Marche), dell’Anpana (associazione protezione animali e ambiente), del Comitato di Schieppe di Orciano e di quello intercomunale per la tutela dell’ambiente e della salute.
Si è dunque aperto ieri, il processo “grandi numeri” che vanta ben 109 imputati, 36 faldoni di inchiesta, 40mila tonnellate di rifiuti scaricati illecitamente nel Pesarese per un volume d’affari stimato sui 5 milioni di euro. Dei 109 in odore di processo, tra cui diversi personaggi di spicco della Provincia dell’epoca, ne erano presenti solo 5 all’udienza preliminare. In compenso c’era una nutrita falange di avvocati, circa una cinquantina, molti di Pesaro, ma molti altri provenienti dai Fori del Nord, per accogliere i quali è stato necessario aprire l’aula della Corte d’Assise. In 4 ore di udienza, il gup Raffaele Cormio è riuscito a trattare solo le questioni preliminari, rinviando poi al prossimo 28 ottobre. Nessuna decisione sulle richieste di rinvio a giudizio formulate dal pm Massimo Di Patria con accuse che vanno dall’associazione a delinquere alla truffa aggravata, dall’abuso di ufficio al falso, passando per l’avvelenamento colposo di acque (reato, quest’ultimo, già prescritto). A mettere un primo freno al processo, giusto un paio di omesse notifiche dell’avviso di conclusioni delle indagini, una di fissazione dell’udienza e un legittimo impedimento.
L’apice del caos nell’aula c’è stato al momento delle costituzioni di parte civile presentate per Fano dall’avvocato Nicolò Marcello, per Barchi e l’associazione consumatori dall’avvocato Raffaela Mazzi, per i comitati dall’avvocato Andrea Monsagrati, per l’Anpana dal legale Paolo Seri e per la Comunità Montana dall’avvocato Andrea Cassiani. Tra i difensori degli imputati c’è infatti chi è già pronto, alla prossima udienza, a fare opposizione. Qualcuno, fuori dall’aula, ha anche sottolineato l’assenza, tra le costituzioni di parte civile, di Provincia e Regione. Tra gli imputati pesaresi, era presente il geologo M. R. Assente invece, tra i tanti mancanti, l’ex presidente del Cda dell’Aset, R. R.
CORRIERE ADRIATICO
Sette enti ora chiedono i danni
Aperta l’udienza preliminare, non si presenta il comitato di Carrara. Ecco i 109 imputati
Fano Udienza preliminare, ieri mattina, per i 109 imputati dell’inchiesta Arcobaleno, il traffico illecito di rifiuti provenienti dal Nord, smaltiti illegalmente nelle discariche della provincia.
I soggetti che chiedono un risarcimento per i danni relativi alle proprie finalità sociali sono i Comuni di Fano e di Barchi, l’Associazione consumatori e utenti, il Citas di Barchi, il comitato Pro Schieppe, la Comunità montana del Metauro, l’Associazione nazionale per la protezione di animali, natura e ambiente (Anpana). Nessuna richiesta di costituzione da parte della Regione pur essendo l’unico ente, insieme alla Comunità montana, a essere stato avvisato come soggetto offeso. Non si è fatto vivo neanche il comitato di Carrara Ridateci la vita presieduto da Piergiorgio Giorgini, che pure aveva lamentato anche danni alla salute. L’udienza è stata rinviata al 28 ottobre.
I 109 imputati sono accusati, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata, falso, avvelenamento delle acque, corruzione, solo su 45 di loro pende l’accusa di associazione per delinquere. Tra i nomi noti quelli di un noto ex consigliere comunale Pd e del direttore di Monteschiantello.
Su richiesta, elimino tutti i nomi riportati nell'articolo del Corriere Adriatico al fine di evitare di avere beghe, anche seppure di piccolo conto. L'articolo non è stato fatto da me come autore, ma come scritto è del Corriere Adriatico. Non è stato possibile ritrovare però i riferimenti nel web neanche nelle memorie cache, essendo il sito dell'Anpana Marche rimosso da tempo. Lascio comunque l'articolo affinchè sia ancora ricordata come una pagina bruttissima del comportamento dei politici "nostrani", su un importante danno ambientale. Ho avuto modo di leggere le 487 pagine delle intercettazioni telefoniche relative all'inchiesta Arcobaleno e vi assicuro che altri nomi rimangono coperti dall'attuale politica, pur essendo persone che rivestono ruoli di responsabilità.
Basta vedere che fine hanno fatto i pochi politici inquisiti: assolti per decorrenza dei termini. Invito chi si sente leso dagli articoli ad utilizzare il e-mail dell'autore ben visibile in tutti gli articoli miei e degli altri autori a scrivere correttamente, come si dovrebbe, civilmente; in questa maniera non rimarranno tracce neanche nei commenti. Per chi avesse bisogno dell'articolo originale può richiedermelo direttamente.
Non sappiamo se con la modifica ricevuta l'articolo rimarrà nella data originale o riceverà quella della nuova pubblicazione.
Fano Sono due i comitati che aderiscono al coordinamento delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano, che sono entrati nel processo dell’inchiesta Arcobaleno per chiedere un risarcimento danni ai 109 imputati. Si tratta del Citas, il Comitato intercomunale per la tutela dell’ambiente e della salute di Barchi, e il Comitato Pro Schieppe di Orciano, mentre il comitato dei residenti di Carrara Ridateci la vita non ha chiesto di costituirsi come parte civile. “Il nostro obiettivo è fare chiarezza su questa vicenda – fa sapere Alfredo Sadori del coordinamento dei comitati – bisogna che le responsabilità vengano accertate e si arrivi ad una condanna dei colpevoli”. Gli avvocati difensori dei 109 imputati potranno ora opporsi all’ammissione di enti e associazioni come parte civile, presentando delle obiezioni. Per difetto di notifiche stralciata sola la posizione di quattro imputati.
f.g. ,
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URBANIA SCOMPARE SOTTO LE NUVOLEPost di Giuseppe Lucarini del 11 luglio 2010 in tutela del territorio (Sfogliato 820 volte)
Urbania scrive a GOOGLE.
Tutti i possessori del computer sanno cos’è Google Earth. Anche i bambini sono ormai in grado di cercare con un’applicazione semplicissima, qualsiasi luogo della terra attraverso questo strumento.
Earth è un software un'applicazione grafica tridimensionale che genera immagini virtuali della Terra utilizzando immagini satellitari, fotografie aeree e dati topografici memorizzati in una piattaforma GIS con un dettaglio molto elevato.
E’ sufficiente avere Windows, Mac OSX o Linux. Ultimamente c’è una versione anche per il telefono cellulare iPhone e iPod Touch.
Google Earth può essere utilizzato fornendogli coordinate geografiche, indirizzi o semplicemente navigando sul pianeta con il mouse.
Google Heart è il sito più usato sia a livello privato che pubblico, per divertirsi con il simulatore di volo o anche per il lavoro gli studi tecnici privati e pubblici.. Per chi deve muoversi o ha bisogno di informazioni su qualsiasi parte del territorio.
Io- dichiara il Sindaco - l’ho spesso usato in Provincia per la viabilità e privatamente per ricercare le case dei parenti emigrati in Francia o in Argentina.
Com'è noto Google aggiorna periodicamente le sue foto. Solo che l'ultimo aggiornamento ci ha fatto una sorpresa.
Urbania è scomparsa, completamente coperta da nuvole quel giorno evidentemente molto basse. Quasi la stessa sorte è toccata a S.Angelo ed in parte a Piobbico. Ma Urbania è completamente scomparsa.
Per questo il Sindaco Lucarini ha preso carta e penna (virtuale)ed ha scritto a Google e di segnalare questa situazione chiedendo che venga corretta prontamente magari inserendo i dati della vecchia foto.
Vedremo se la richiesta avrà successo.
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FACCIAMO VIAGGIARE DI PIÙ LE IMMAGINI E MENO LE AUTO. Una buona idea per risparmiare tanti viaggi.Post di Giuseppe Lucarini del 11 luglio 2010 in burocrazia (Sfogliato 897 volte)SKYPE ED UNA TELECAMERA IN TUTTI I COMUNI E NEGLI UFFICI PIU' IMPORTANTI
comunicato stampa del Sindaco del Comune di Urbania Giuseppe Lucarini
Una buona idea per risparmiare tanti viaggi. Che lancio agli altri sindaci ed al Presidente della provincia.
In ogni comune, in ogni ufficio pubblico di qualche rilevanza, una telecamerina ed un collegamento Skype.
Ne ho parlato anche con Ricci. Al termine di un breve colloquio di una mattinata.
Certo molto interessante. Ma un’ora per andare ed un’ora per tornare, con tutti gli annessi e connessi, (smog, traffico, e costi). Non parliamo poi del viaggio verso Ancona. Non si sa mai quanto dura. Tra andare e tornare spesso sono quasi quattro ore in auto.
C’è stato un periodo che fra riunioni provinciali e regionali e di altri enti, se davo retta a tutti non sarei mai rimasto in Comune.
Gli strumenti della tecnologia non sostituiscono mai completamente il piacere di un incontro, non è successo con il telefonino, non è successo con internet. Ognuno si è preso un target particolare ed ognuno ci ha offerto un’opportunità in più.
Se usate con intelligenza naturalmente.
Fra la telefonata semplice e l’incontro parlarsi con una telecamera è una possibile alternativa, soprattutto per chi deve fare tanti Km.
Non è un’idea difficile da realizzare. Si potrebbe cominciare per gradi, prima con i sindaci e gli uffici più importanti e gli assessori della provincia. E poi non c’è un nuovo portatile che non abbia una telecamera. E comunque l’acquisto di una telecamera non costa moltissimo.
Se ben usata la tecnologia aiuta la sostenibilità
Giuseppe Lucarini
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Tu e la Mostra del Tartufo 2010Post di Mostra Tartufo del 07 luglio 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 1488 volte)
Più volte la Mostra del Tartufo è stato un momento di confronto tra i vari soggetti ed anche quest’anno vuole aprirsi, condividere e confrontarsi con i cittadini di Sant’Angelo in Vado affinché la manifestazione sia sempre di più partecipata e vissuta da tutti.
Per questo motivo vogliamo informarvi che il lunedì ed il martedì la Segreteria della Mostra del Tartufo sarà aperta anche di pomeriggio dalle 18.00 alle 19.00 per ascoltare consigli, proposte e dialogare assieme.
In questo modo chiunque sia interessato, anche chi lavora, può venirci a trovare nel nostro ufficio presso il Municipio di Sant'Angelo in Vado.
Alfio e Cristina
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