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Ospedale unico Marche Nord, nuove opportunità per le imprese del territorioPost di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 24 giugno 2012 in sanità (Sfogliato 674 volte) L’assessore alla sanità: “Le manutenzioni delle attuali strutture di Pesaro e Fano? Una fonte di spesa enorme”. E annuncia “Un nuovo ruolo anche piccoli nosocomi provinciali”
Mezzolani e Ricci a confronto con gli imprenditori della CNA
“Gli ospedali di Pesaro e Fano sono strutture ormai obsolete che per rimanere a livelli di efficienza appena accettabili assorbono risorse ingenti per sole opere di manutenzione (quasi 5 milioni di euro nel 2011). Ecco perché un nuovo Polo ospedaliero Marche Nord è, oltre che strategico e in direzione di una migliore e più qualificata assistenza sanitaria, una scelta di razionalizzazione della spesa di vero e proprio investimento per il futuro della rete ospedaliera regionale”.
Alla platea di imprenditori della direzione della CNA di Pesaro e Urbino, riuniti sul tema della riorganizzazione del servizio sanitario, l’assessore alla sanità della Regione Marche, Almerino Mezzolani rivendica con forza la scelta di un nuovo ospedale unico provinciale e ricolloca nell’occasione anche il ruolo dei cosidetti ospedali minori. In particolare quelli di Pergola, Fossombrone, Sassocorvaro e Cagli. “Strutture - ha detto Mezzolani - che potranno essere riconvertite e diventare centri altamente specializzati in particolare nel post-intensivo e nella riabilitazione”.
L’assessore non dimentica nemmeno lo scottante tema delle emergenze. “I nosocomi minori - ha ribadito Mezzolani - dovranno essere dotati di un servizio di primo intervento. In modo tale che attraverso reti d’emergenza qualificate (che prevedono in supporto ai centri di primo intervento ambulanze dotate di apparecchiature di rianimazione e medico a bordo e, laddove possibile, di postazioni per elicotteri), saranno in grado di garantire le emergenze anche nelle zone più interne della provincia”.
L’assessore Mezzolani ha sottolineato anche la virtuosità dei bilanci della Regione Marche, ed in particolare quelli relativi alla sanità, indicando nella scelta di un Ospedale unico provinciale, “l’occasione per creare un polo sanitario ad elevata specializzazione. Concentrare risorse e sforzi in un'unica struttura significa non solo razionalizzare le risorse ma potenziare il livello di qualità ed efficienza dei servizi ospedalieri”. Alla platea di imprenditori CNA - che in tema di bilanci sono piuttosto attenti in questa fase di crisi - Mezzolani ha poi prospettato l’ipotesi di come una nuova struttura ospedaliera possa diventare anche l’occasione per molte imprese di riconvertirsi. Al di là della costruzione del nuovo nosocomio “Ci saranno infatti tutta una serie di servizi non sanitari (manutenzioni elettriche, elettroniche, idrauliche, servizi di pulizia, mensa, etc.), che potranno coinvolgere direttamente molte imprese locali e costituire una risorsa in termini di lavoro e occupazione”.
Alla riunione con gli imprenditori CNA era presente anche il direttore dell’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord, Aldo Ricci che ha indicato il nuovo ospedale unico “come una grande opportunità ed un’operazione di grande razionalizzazione della spesa”, ricordando come le attuali spese per opere di manutenzioni delle vecchie strutture “costituiscano invece una dispersione importante di risorse ed ha auspicato l’avvio di un dialogo costante con le associazioni sul tema dei servizi ai cittadini; un’altra opportunità che può coinvolgere organizzazioni importanti come la CNA”.
Al termine della direzione, alla quale erano presenti tra gli altri il segretario provinciale della CNA, Camilla Fabbri ed il vicepresidente provinciale Emilia Esposito, gli imprenditori hanno ringraziato Mezzolani e Ricci per l’esposizione dei temi auspicando una rapida evoluzione del progetto di riorganizzazione dell’offerta ospedaliera provinciale (magari anche attraverso un coinvolgimento dei privati tramite un project financing), rinnovando inoltre l’appello per un coinvolgimento diretto delle imprese locali nella gestione dei servizi non sanitari.
Un tema, quello della salute, del benessere e della sanità che da tempo vede impegnata la CNA attraverso servizi innovativi che possono offrire nuove opportunità alle imprese e ai cittadini associati.
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Taglio all'ex mattatoioPost di Peppe Dini del 23 giugno 2012 in ecologia (Sfogliato 575 volte)Chi come me mette l'auto al parcheggio dell'ex mattatoio, avrà notato l'egregio lavoro che si sta facendo per il restauro conservativo delle antiche mura castellane. I lavori ormai sono prossimi all scala di accesso e si stanno spostando più a monte presso via Canale.
In quest'area si è provveduto all'abbattimento di un pioppo bianco , protetto dalla Regione Marche, in precedenza piantato durante l'esecuzione del parcheggio, che merita anche la sostituzione di diverse piante ormai secche, delle pedate tremolanti e rialzate della scala, del selciato divelto.
Certamente l'assurdo è che prima si spende per piantare e poi per tagliare. Si è provveduto anche al taglio di alcune piante in prossimità dei balconi che insistono sulle mura, giustamente per favorire il restauro, ma senza un minimo di avviso per le famiglie. Mi chiedo di chi è la responsabilità di tutto questo, chi segue i lavori?
Visto che qui scrive il vicesindaco ed i nostri post sono molto letti, come ha confermato il sindaco all'assemblea di lunedì, chiedo loro se e come si intende risolvere la questione. Visto che siamo in argomento, chiedo anche, se ci si è attivati per provvedere alla ripiantumazione del viale protetto del cimitero. Ringrazio anticipatamente per le risposte.



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Marche Multiservizi sconfittaPost di Peppe Dini del 23 giugno 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 964 volte)Con Lettera ufficiale della Commissione Europea, il gestore privato del servizio idrico integrato, Marche Multiservizi, esce sconfitto dalla lunga diatriba sulla visione delle analisi delle acque potabili del suo laboratorio; Golia viene battuto da Davide. Vi metto la lettera ufficiale.

Vediamo di fare un pò di storia . Nel 2019 invio la mia prima richiesta, che salta a motivo della soppressione nel marzo dello stesso anno, dei difensori civici locali; la Commissione sulla L. 241/90, presso la Presidenza del Consiglio, si dichiara incompetente, dato che riguarda la richiesta una problematica locale , non statale. La UE archivia il tutto perchè il procedimento non ha svolto tutto l'iter nazionale (difensore civico).
Rinnovo la richiesta nel 2011 ( le richieste di accesso e trasparenza non hanno scadenza). Tra le risposte di MMS trovo: sono troppe le analisi richieste oltre 100.000, mancanza di interesse, controllo generalizzato della società.
Tutto questo avviene, quando l'altro gestore provinciale interessato ASET, mi concede tranquillamente il cd delle analisi, col difensore vivico regionale il quale sostiene che la mia richiesta è perfettamente in linea con le normative sulla trasparenza, che ho allegato la documentazione di rappresentanza del WWF Italia, che "il controllo generalizzato della società" si appalesa destituito di ogni fondamento giuridico.
A gennaio invio la mia denuncia alla UE. La risposta la leggete qui. Cadono così altri due ostacoli messi da MMS: l'acqua da loro erogata essendo potabilizzata, è ritenuta industriale e quindi al di fuori del decreto sull'accesso alle informazioni ambientali, che viene invece preso direttamente in considerazione dall'Europa.
Ultimo colpo di coda di MMS è nella loro lettera di risposta: 6200 euro circa di diritti per avere i documenti in formato elettronico e 1665 euro in formato cartaceo. Bella rispondenza al Codice dell'amministrazione Digitale, che vale anche per i gestori in questo caso, il quale chiede per abbassare i costi amministrativi, l'uso dell'elettronica dal 2005; gran bell'esempio di collaborazione tra il gestore ed i portatori di interessi collettivi quale il WWF.
In sole due righe interne su tre pagine inviatemi, viene riportato ai sensi del D.L.vo 195/2005 sull'informazione ambientale, che l'accesso e la mera consultazione dei dati pressi i loro uffici sono gratuiti.
Ecco quindi che Tommaso, Giovanni, possono ripresentare le loro richieste sulle analisi delle acque potabili della propria cittadina, così come ogni altra persona, senza dimostrare alcun interesse e perchè no, andiamo tutti nei loro uffici...
A livello nazionale è questa una decisione unica e la prima, che attribuisce ai gestori privati dei servizi pubblici, i compiti di trasparenza tipici delle amministrazioni pubbliche; alla luce di quanto sta avvenendo oggi , non è cosa di poco conto.
Vi metto i link degli altri articoli, che qui hanno parlato della problematica.
www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=10020120328071118
www.altrometauro.net/blog.asp?area=apriPost&IdPost=10020120409111912
www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=10020110529164317
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Programma Estate Vadese 2012Post di Fabio Gostoli del 18 giugno 2012 in appuntamenti (Sfogliato 589 volte) .jpeg) .jpg)
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IL MIO VOTO VA RISPETTATOPost di Franco Perrone del 08 giugno 2012 in proteste (Sfogliato 404 volte) Comitato Provinciale “Acqua Bene Comune” ATO 1 Marche Nord
A un anno dal referendum del 12 e 13 giugno 2011 il Comitato Provinciale Acqua Bene Comune torna a mobilitarsi.
Parte oggi la campagna di sottoscrizione di una lettera alle autorità competenti per chiedere le motivazioni per le quali non è stata data piena, corretta e tempestiva esecuzione al referendum abrogativo, con particolare riferimento al calcolo delle tariffe del servizio idrico.
La lettera, sottoscritta dalle Associazioni, i gruppi, i movimenti, le cittadine e i cittadini del territorio provinciale, verrà consegnata il 12 giugno, a un anno esatto dal referendum, ai Sindaci e al Presidente dell'ATO 1, al Presidente della Provincia e per conoscenza anche al Prefetto.
Come tutti sanno a seguito del referendum popolare vi è stata l’abrogazione del c.1 dell’art. 154 del D.Lvo n. 152/06 per la parte relativa alla “adeguata remunerazione del capitale” nella determinazione della tariffa del Servizio Idrico Integrato. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 26 del 2011, ha chiarito che l’esito di detta abrogazione è direttamente applicabile, per cui la situazione come risultante dall’abrogazione referendaria è immediatamente operativa e non necessita di ulteriori interventi legislativi. Pertanto, dal 21 luglio 2011 il gestore non ha più titolo per esigere l’importo della tariffa corrispondente alla remunerazione del capitale investito.
Chiunque voglia sottoscrivere la Lettera di richiesta di spiegazioni sulla mancata applicazione dell’esito referendario può recarsi ai banchetti organizzati in varie città della provincia, o contattare il referente territoriale:
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Fano: sabato 9 giugno dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,30 in Corso Matteotti, e domenica 10 giugno dalle 16,30 alle 19,30 presso il ponte girevole del Lido (referente Fernanda Marotti - f.marotti2005@libero.it - tel. 329/3981650)
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Fermignano: sabato 9 giugno (nei pressi del Conad) dalle 15 alle 19 (referente Franco Perrone francoantonioperrone@gmail.com 348/0494142)
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Fossombrone: sabato 9 giugno dalle 16 alle 19 (gazebo dell'Associazione LiberaMente alla Festa del Volontariato)
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Mondavio: sabato 9 giugno dalle ore 16 alle ore 19 (piazza)
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Pesaro referente Roberta Lombardi - via.delle.tormentille@gmail.com - tel. 338/3949575
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San Michele al fiume: domenica 10 giugno dalle ore 9 alle ore 12 (piazza)
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Urbino: sabato 9 giugno (mercato) dalle 9 alle 13 (referente Alessandro Balestrieri info@rakuitalia.com 335/5428650)
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Villanova e Montemaggiore – Cristian Bellucci bellucci.cristian@yahoo.it – tel. 328/7213191
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altre zone della provincia referente Francesco Veterani wetooo@gmail.com - tel. 346/6737500
Francesco Veterani
Comitato Provinciale Acqua Bene Comune ATO 1 Marche nord
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Visita alla centrale idroelettrica Carotti Post di Peppe Dini del 05 giugno 2012 in energia (Sfogliato 546 volte)Venerdì 18 maggio 2012 il mio professore di educazione tecnica, il prof Dini, ha portato me e la mia classe, a visitare la centrale idroelettrica Carotti di Fermignano, per mostrarci il suo funzionamento, dopo aver svolto in classe alcune lezioni sull’argomento.
A Fermignano passa il fiume Metauro, che forma una cascata, non molto grande; ha un dislivello di 10,30 m , ed è formata da tre scalini, due dei quali artificiali.
Il prof. Dini ha chiamato uno dei proprietari della centrale Carotti, che un tempo era un lanificio molto importante, per poterci aprire la centrale e farci da guida in questa piccola uscita, che è durata circa un paio di ore.
La centrale idroelettrica è predisposta di tre turbine di tipo francis, che sono adatte per medi dislivelli e medie portate d’acqua.
La più grande di queste turbine è a 200 cavalli, e quindi produce 120 kw, la media di 80 cavalli e produce 70 kw, la piccola di 20 cavalli e produce 14 kw.
Ogni impianto elettrico di qualunque centrale idroelettrica è costituito da una griglia di filtrazione, da un canale di adduzione, che però in questo caso viene sostituito da una vasca di preaccumulo, e lo scarico, che in questa centrale è a venturimetro cioè che permette di recuperare il salto dello scarico.
Dopo che la guida ci ha riferito questi dati principali siamo entrati dentro la centrale, dove ci ha spiegato tutto il ciclo che fa l’acqua prima di produrre energia.
U na parte dell’acqua del fiume viene inviata a tre paratoie, dopo essere stata filtrata da una griglia, che raccoglie tutta la sporcizia del fiume.
Quando la griglia è molto sporca, grazie ad un congegno meccanico, si attiva un pettine che passa tra le sbarre della griglia e raccoglie tutta la sporcizia rimasta incastrata, portandola verso un canale dove nel frattempo viene fatta scorrere dell’acqua, che riporterà la sporcizia nel fiume. Tutto questo succede automaticamente come tutto il resto della centrale.
L’acqua dopo esser stata filtrata dalla griglia va nelle paratoie, che si aprono automaticamente a seconda della portata d’acqua che c’è in quel momento, infatti l’energia va prodotta nello stesso istante in cui viene richiesta.
Dalle tre paratoie l’acqua va in una vasca di carico, dove vi sono le turbine e le aziona; a loro volta, le turbine, alimentano il generatore, da questo movimento si produce energia elettrica.
Il generatore della centrale è asincrono, cioè che produce solo la potenza mentre prende dalla linea elettrica, sia la tensione, che la frequenza. Quando non c’è più tensione il generatore si spegne automaticamente, poiché potrebbe essersi verificato un guasto; poi quando ritorna la tensione, l’interruttore ad interfaccia rimette in moto il meccanismo. Esistono anche altri tipi di generatori detti sincroni, che producono in maniera autonoma la corrente elettrica, che però non sono ammessi.
L’acqua, dopo essere passata per le turbine, va nello scarico a venturimetro che favorisce maggio rendimento. Il rendimento totale dell’impianto è dell’80% .
L’energia prodotta alla fine di tutto il processo viene inviata all’ENEL che la distribuisce in tutte le case.
L’acqua per eseguire tutto il suo percorso, che poi le permetterà di produrre energia, impiega soltanto tre minuti. La velocità dell’acqua è pari infatti a 10 m/sec circa, con una portata intorno ai 2121 l d’acqua al secondo.
Tutti i dati e le informazioni ricavate durante il suo percorso sono registrate sul PLC (computer industriale dentro i pannelli di controllo) che tramite esse può inviare i comandi necessari durante il tragitto, come quello dell’azionamento dei pettini per la pulitura della griglia, e quello dell’apertura delle paratoie.
Se durante il percorso trova qualche problema, il computer manda un messaggio al cellulare del responsabile prima di spegnere l’impianto.
Ogni giorno, in determinati orari viene un addetto per trascrivere tutti i dati ricavati dal contatore (che sono tre, uno per macchina) e metterli su delle tabelle apposite. Ogni mese si sommano i valori ottenuti per confrontarli con i risultati degli altri mesi.
Infine, dopo che la nostra guida ha soddisfatto tutte le nostre curiosità, siamo usciti e siamo andati al ponte romano , da dove si può vedere la cascata e il punto in cui la centrale raccoglie l’acqua dal fiume.
Quando siamo tornati a scuola ero molto soddisfatta, sia per il fatto di aver visto la centrale idroelettrica, sia per aver capito molte più cose dopo aver visto la centrale da vicino, e il suo funzionamento.
Manizza Teresa cl. 3A ICS “Bramante” Fermignano
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Visita alla centrale idroelettrica SalucciPost di Peppe Dini del 04 giugno 2012 in energia (Sfogliato 693 volte) Giovedì 17 maggio ci siamo recati a Ponte delle Piangole, comune di Fermignano, per visitare la centrale idroelettrica del mulino Salucci.
Era un antico mulino in disuso che è stato poi ristrutturato in centrale idroelettrica dal Professore Daniele Salucci.
Essa sfrutta la velocità e la pressione dell'acqua, trasformando l'energia cinetica appartenente all'acqua, in energia meccanica. La centrale è composta inizialmente da uno sbarramento sul fiume, a cima sfiorante. Da qui un canale laterale, porta l'acqua, attraverso una antica galleria scavata nella roccia, fino alla vasca di carico.
La traversa a cima sfiorante, sul Metauro
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Qui troviamo uno sgrigliatore, una robusta grata metallica, che serve a fermare i rifiuti che arrivano dal fiume. Automaticamente grazie ad un pettine scorrevole, scarica i rifiuti galleggianti che vi si fermano e li espelle sul greto. Il dislivello tra la traversa e lo scarico della turbina è di 4,5 metri. Esso permette di ottenere una potenza elettrica pari a 70 kw . L'acqua viene successivamente inviata alla turbina attraverso il distributore. E' un dispositivo formato da tante palette che circondano tutta la turbina; esse sono mosse contemporaneamente, in maniera sincrona, per regolare l'afflusso dell'acqua e quindi la potenza fornita dal motore idraulico.
La vasca di carico e lo sgliatore
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La turbina è di tipo Francis; è una turbina idraulica a reazione sviluppata nel 1848 da James B. Francis, un ingegnere inglese trasferitosi negli Stati Uniti. Oggi rappresenta il tipo di turbina idraulica più utilizzato. È una turbina a flusso centripeto: l'acqua raggiunge la girante tramite un condotto a chiocciola che la lambisce interamente, poi un distributore, ovvero le palette di regolazione , indirizzano il flusso per investire le pale della girante. La turbina è detta a reazione poiché non sfrutta solo la velocità, ma anche la pressione del getto d'acqua che, quando giunge nella girante, è ancora superiore a quella atmosferica. Infatti tramite il condotto convergente costituito dal canale tra le pale del distributore e da quello tra le pale della girante stessa finisce di convertire la pressione ancora presente in velocità. Lo scarico della turbina è a cono allargato alla base e ci permette di recuperare anche il salto che c'è tra la turbina e lo scarico.
La turbina Francis viene progettata e realizzata, specificamente per il dislivello dove deve essere installata.
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L'asse della turbina è collegato ad un moltiplicatore di giri a bagno d'olio, dove i 275 giri del motore idraulico diventano 1000 giri necessari per il generatore. Esso è di tipo asincrono, cioè prende la tensione e la frequenza dalla rete, per cui se manca l'elettricità dell'Enel, esso non produce elettricità per sicurezza e la turbina si ferma .
Tutto il sistema viene comandato e controllato attraverso un computer industriale chiamato PLC, capace di controllare tutti i sensori delle macchine , dell'acqua del canale e dello sgrigliatore.
Il rendimento della centrale è dell' 85% e il professore Salucci ci ha inoltre mostrato una copia in cera della turbina che era stata realizzata col metodo della “Fusione a cera persa”.
La sala macchine col gruppo turbina generatore
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Poi il professore Salucci ci ha portato a vedere il vecchio mulino che era, invece, dotato di due macine palmenti che permettevano la rotazione di alcuni macchinari utilizzati per produrre e setacciare la farina. Il vecchio mulino possiede ancora due ritrecini di metallo realizzati da una ditta di Acqualagna due ruote idrauliche basati sul principio di funzionamento della turbina Pelton.
La centrale mi ha colpito perchè mi piace l'idea di avere una centrale in casa e poi per me era la prima volta che vedevo una centrale idroelettrica. Anche se piccola, grazie alle spiegazioni del professore Salucci ho capito bene il meccanismo di una centrale idroelettrica.
Il ritrecine del vecchio mulino
Elisa Tonucci ICS Bramante Fermignano classe 3.a C
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MI GIOCO IL FUTURO. Il gioco d'azzardo in tempo di crisi. Urbania 11 giugno. Ore 21Post di Giuseppe Lucarini del 04 giugno 2012 in convegni (Sfogliato 480 volte)11 giugno, ore 21, Urbania. sala Consiglio comunale.
Il gioco d'azzardo è una vera piaga del nostro paese.La crisi e la precarietà sociale, hanno aggravato la situazione, diffondendo ancor di più il gioco proprio nei settori sociali più deboli. In tempo di crisi il ricorso alla fortuna piuttosto che ad una programmazione viene evidentemente considerato una possibile risposta alla insicurezza del futuro. Per parlarne insieme, per ragionare sulle possibili risposte, abbiamo organizzato un dibattito con alcuni esperti che sarà proiettato su web ed anche su tele2000, offrendo la possibilità di porre in anonimato, domande da casa ai relatori.
Vi prego di partecipare. Peppe Lucarini Sindaco di Urbania

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Visita all'impianto di biogas a Sant'Angelo in VadoPost di Peppe Dini del 02 giugno 2012 in energia (Sfogliato 860 volte)
Mercoledì 16 maggio il prof. Dini e la prof. Tombari, ci hanno portato a visitare un’ azienda agricola che ha scelto di installare un impianto per ottenere biogas dai liquami. L’ azienda Luzi è situata nel comune di Sant’ Angelo in Vado in campagna.
Qui il signor Gianni Luzi ci ha accolti di fronte la stalla dei bovini e ci ha spiegato un po’ della sua azienda mostrandoci anche le stalle dei suini, dei buoi, e il magazzino dove tengono le scorte di mangime.
L’ azienda è di tipo zootecnico, cioè basata soprattutto sull’ allevamento, è provvista di 200 capi bovini circa di razza marchigiana IGP (sono 3 le razze di bovini italiani IGP e sono: marchigiana, chianina, romagnola; mentre ci sono altre 2 razze di bovini non appartenenti all’ IGP, queste sono maremmana e podolica; quest‘ ultima si pensa sia la generatrice delle altre 4 razze) e 800 suini circa e possiede vari ettari di terreno e alcuni di essi vengono utilizzati come pascoli per risparmiare sul fieno.
Allevamento di bovini: circa la metà dei bovini sono “vacche” cioè sono utilizzate solo per riprodurre i vitelli.
Hanno un allevamento detto a ciclo chiuso, dove gli animali vengono mantenuti fino al momento della macellazione e fatti ingrassare, vengono poi venduti.
L’azienda nutre i propri bovini con fieno e foraggio per la cellulosa utile, per le proteine e con un “mangime” proteico e vitaminico costituito soprattutto con prodotti propri della loro produzione come il pisello proteico, favino proteico e cereali per l’ apporto di proteine, orzo, triticale e soia (non OGM perché non consentito dalle leggi italiane e importato da altri paesi) per l’ apporto vitaminico.
Essi vengono portati alla macellazione intorno ai 18-20 mesi per i maschi e ai 13-14 per le femmine. (Al momento della macellazione un maschio può arrivare ad un peso di circa 700 Kg mentre una femmina a uno di circa 400 Kg)
Questa azienda non utilizza il ciclo unico per l’ allevamento dei suini ma ne compra 20 o 30 alla settimana e li rivende oppure li macella.
I suini vengono nutriti con cereali e polpa di bietole (per una carne meno grassa)
L’ azienda li lascia crescere per più tempo rispetto di altre aziende, poiché si utilizza un mangime non chimico (i mangimi chimici utilizzati da altre aziende infatti fanno crescere di circa il doppio i suini e in minor tempo).
Impianto a biogas
Nel 2010 l’ azienda Luzi ha costruito un impianto a biogas da 100 Kw per “riciclare” il letame prodotto dai bovini e il liquame dei suini prima di essere utilizzati come fertilizzanti (poiché essi se non trattati inquinano anche).
Questi scarti vengono introdotti in un digestore (profondo circa 6 m, con una capacità di circa 900 metri cubi e con una temperatura interna mantenuta sui 40°, temperatura d‘ azione dei batteri anaerobici) dove rimangono per circa 30 giorni e vengono “digeriti” anaerobicamente (senza ossigeno) da vari tipi di batteri (ogni famiglia batterica, è specializzata per scindere una determinata parte organica); essi producono biogas, costituito da metano al 60-70 %, anidride solforosa e vapore aqueo. Deumidificato e depurato dallo zolfo, viene usato per la produzione di energia elettrica.
Il digestato (fango digerito misto a un liquido), viene utilizzato come fertilizzante mentre il liquido viene ripompato nel digestore perché saturo di batteri utili per la digestione anaerobica.
Il metano derivato dal biogas prodotto, viene in seguito bruciato in un motore a scoppio da 400 Kw meccanici, che fa ruotare un generatore da 100 Kw elettrici .Il calore prodotto dal raffreddamento della testata del motore, della coppa dell'olio, dei fumi di scarico, viene poi recuperato per riscaldare lo stesso digestore. Esso produce giornalmente ben 2400 kwh elettrici. Esso è un buon esempio di come da degli scarti a rischio ambientale, possiamo ottenere energia pregiata.
Gionata Bisciari 3 D ICS " Bramante" Fermignano
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Centrale Mulino dei PieriniPost di Peppe Dini del 02 giugno 2012 in energia (Sfogliato 9403 volte)
Dalla nuova Relazione

Dalla Autorizzazione

Di questa centrale ne abbiamo parlato a lungo nel Post di Sacchi Giovanni del 07 luglio 2009 in energia (Sfogliato 3889 volte). Vi metto il link:
www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=520090707180716
I dati possono essere recuperati nel sito della Regione Marche Ambiente, dove per il nostro comune sono autorizzati due impianti: quello della cascata del Sasso e quello dei Pierini, di cui rimetto il link:
www.ambiente.regione.marche.it/Ambiente/Valutazionieautorizzazioni/ValutazionediImpattoAmbientale/tabid/86/ctl/Dettaglio/mid/626/Impianto/394/Ditta/355/ID_proc/240/Tipo/VIA/directory/V00320/Default.aspx
Detto questo vorrei intervenire per quello che ho sempre sostenuto sulla trasparenza: non credo che sia giustificabile il fatto che un qualsiasi cittadino debba essere a conoscenza di un progetto, solo quando questo serve per espropiargli (asseverare) un suo terreno. Questo è profondamente ingiusto. Credo che la responsabilita' debba essere assegnata a quei dirigenti e politici ricalcitranti nel discorso di trasparenza. Vediamo un attimo cosa sostiene, anche la normativa: "L'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza" (art. 22 L. 241/1990). Quindi la trasparenza è una rilevante finalità di pubblico interesse, alla pari degli stessi impianti energetici per cui si attuano gli espropri, ovvero per il pubblico interesse che ha l'energia.
Se andiamo a vedere nel sito della regione di cui sopra, vedremo inoltre, che l'avviso informativo è stato fatto sul Messaggero di Pesaro, il meno letto di tutti e la documentazione esposta, è ridotta. Il Testo unico ambientale, prevede per la VIA, la pubblicazione nel sito dell'ente della documentazione riferita all'istruttoria; quindi tutta, compresi gli allegati progettuali, tavole (art 24 comma 10 D.L.vo 152/2006). Ciò anche al fine di fare osservazioni e di richiedere l'incontro pubblico previsto per legge. Inoltre il Difensore Civico Regionale ha scritto ben due volte all'ufficio VIA regionale, sostenendo l'obbligatorietà di informare delle date delle conferenze dei servizi, attraverso la comunicazione nel sito istituzionale, cosa che puntualmente non avviene. A quelle conferenze gli interessati, potrebbero partecipare senza diritto di voto, ma con la possibilità di verbalizzare le loro affermazioni.
Mi capita spesso che nell'accesso agli atti della Provincia di Pesaro, loro comunicano al committente ed al progettista le mie richieste, al fine di avere il loro assenso. A parte il fatto che il controinteressato è colui a cui viene leso il diritto di riservatezza (art. 3 DPR 184/2006), ditemi quale riservatezza ha il committente i cui dati vengono discussi in commissione edilizia, vanno in conferenza dei servizi, pubblicati nel sito e nel cartello di cantiere? Infatti poi non possono negare l'accesso! A mio avviso i controinteressati diretti sono proprio quei cittadini a cui viene espropriato il terreno o leso i propri diritti; si tratta di riservatezza diretta, non dei dati sensibili; essi individuati dalle relative mappe catastali dovrebbero essere informati di quello che potrebbero accadere nel proprio terreno o nelle aree limitrofe.
Sempre grazie al diritto di trasparenza sarebbe più che opportuno, che i progetti che interessano un territorio siano pubblicati nel sito del proprio comune; è vero la legge non lo prevede direttamente, ma non lo nega affatto (si veda sito comune Acqualagna)
Vorrei comunque concludere con alcune osservazioni: un mio carissimo amico sosteneva, che non si sarebbe più collegato ad Altrometauro.net perchè ha notato che, ad esempio, per il mucchio di neve dal ponte , ci sono stati tante visite e commenti, mentre per altri aspetti più importanti ben pochi. Credo che dobbiamo sentirci in dovere di interessarci direttamente del nostro territorio e non delegare nessuno, anche se questo potrebbe risultare antipatico o avere delle piccole ritorsioni. Inoltre questo deve essere fatto sempre più per interessi comuni e non di pochi, (quanti se la sono presa per la centrale sulla cascata del Metauro). Occorre seguire, tutte le attività che si svolgono nel nostro comune attraverso il sito istituzionale, battersi per la sua completa trasparenza, intervenire nei progetti, nei piani di attuazione, dal trasferimento dei libri dalla biblioteca comunale a quella parrocchiale, fino arrivare a discutere del nostro Piano Regolatore Generale.
La libertà è partecipazione!
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