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Patto di Cagli: prende quota la questione Centro Italia
Post di Massimo del 13 marzo 2010 in Attualità (Sfogliato 5 volte)

Prende quota la questione Centro Italia. E Matteo Ricci alza il tiro, portando la sua “battaglia” in Parlamento.

Si presenta a Roma, nel palazzo del Senato di via santa Chiara, per il vertice con i deputati e i senatori eletti nel cuore del Paese. Con lui, una numerosa rappresentanza degli amministratori che si sono ritrovati nel “Patto di Cagli”, la piattaforma programmatica che rivendica al Governo “risorse e considerazione” per i territori che primeggiano nelle classifiche del Bil (Benessere interno lordo) e delle “amministrazioni virtuose”. Ma che rischiano di ritrovarsi schiacciati tra i ricatti del Nord e i mali irrisolti del Sud. “La coperta è corta – spiega Ricci -. E noi non vogliamo continuare a scoprirci”. L’approccio è “difensivo e propositivo”. “E’ necessario, in primis, resistere alla crisi – continua -. Ma anche costruire un nuovo modello di sviluppo. Dove possiamo dire la nostra sui fronti aperti: federalismo fiscale, programmazione risorse europee 2013-2020, scuola, sanità, crisi economica”. E, soprattutto, infrastrutture: “Le risorse per le strade vanno altrove. Il Governo annuncia la partenza di 13 grandi opere: solo una, la Cecina-Civitavecchia, interessa il Centro Italia”. Con lui il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci: “Siamo qui per dare solidità e concretezza al movimento insieme ai nostri parlamentari”. Insieme delineano gi obiettivi per il futuro: “A maggio, in Umbria, organizzeremo gli “stati generali” del Centro Italia. Che saranno aperti alle associazioni di categoria, alle organizzazioni sindacali, alle università e a tutte le espressioni della società”. Concetti condivisi anche dal vicepresidente del Senato Vannino Chiti, che ha auspicato, sui temi sottolineati, “il coordinamento dei gruppi parlamentari”. E ribaditi, tra gli altri, dal presidente di Confindustria Andrea Ugolini (“Lavorare per creare un movimento d’opinione dalla base, con il contributo delle associazioni di categoria e delle espressioni della società civile”) e dai deputati Oriano Giovannelli (“La questione Centro Italia non va intesa come battaglia partigiana, ma si riferisce a un problema generale”) e Massimo Vannucci (“I dati della Ragioneria dello Stato dimostrano che non si investe sull’area del Centro: presenteremo una mozione parlamentare”).
 

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Sondaggio: La ferrovia Fano - Urbino andrebbe riconvertita in ... ?
Post di Richez del 12 marzo 2010 in infrastrutture (Sfogliato 143 volte)

Pista ciclabile? Metropolitana di superficie? Ripristino della linea ferroviaria? Altro?
Il sondaggio è disponibile nella parte destra del sito oppure al seguente indirizzo:

http://www.altrometauro.net/AltroMetauro_Sondaggi.asp?area=vota&idArray=0&IdSondaggio=20100312074610

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Infrastrutture, un articolo interessante
Post di Tommaso Gentili del 11 marzo 2010 in infrastrutture (Sfogliato 69 volte)


Visto che su questo blog parliamo molto anche di infrastrutture, pubblico questo articolo sull'Anas, sperando che possa approndire il discorso su come funzionano gli appalti in Italia, perché sono così lenti, perché costano molto di più che nel resto d'Europa ecc...

L'articolo l'ho preso da qui: http://eddyburg.it/article/articleview/14824/0/372/

L'asse Anas-Impregilo. Un rapporto privilegiato che vale miliardi

Autore: Martini, Daniele

L’Italia è una Repubblica fondata sulle opere pubbliche assegnate in barba alla concorrenza e sulla lievitazione artificiosa dei costi pubblici. Il Fatto Quotidiano, 11 marzo 2010

Da un “atto aggiuntivo” a una transazione, l’Anas, azienda pubblica delle strade, trova sempre il modo di accontentare Impregilo di Benetton (Autostrade), Gavio e Ligresti, l’impresa a cui è stata affidata, tra l’altro, la costruzione del Ponte sullo Stretto. Atti aggiuntivi e transazioni sono metodi con cui viene dato nuovo impulso a un vizio antico del sistema degli appalti, quello della revisione dei prezzi in corso d’opera, un male che prosciuga le casse pubbliche, ingrassa le imprese e quasi mai fa procedere più svelti i lavori. Dall’Alta velocità ferroviaria all’autostrada Salerno-Reggio Calabria per finire le grandi opere italiane ci vogliono tempi biblici e alla fine si scopre che costano fino a 3 e anche 4 volte più che nel resto d’Europa proprio a causa della sequela di atti aggiuntivi e transazioni con cui vengono portate avanti.

RAPPORTI. Il 4 marzo il Fatto Quotidiano ha raccontato che oltre al miliardo e 300 milioni aggiuntivi per il Ponte sullo Stretto, a Impregilo è stato riconosciuto un adeguamento prezzi di un centinaio di milioni per i due macrolotti Gioia Tauro-Scilla e Scilla-Reggio Calabria della Salerno-Reggio Calabria. Ora fonti autorevoli interne all’azienda che vogliono conservare l’anonimato informano che sarebbe in corso una nuova perizia di variante sulla stessa opera per un valore analogo. I portavoce Anas non confermano e non smentiscono l’esistenza di atti aggiuntivi per Impregilo limitandosi a usare una formula inconsueta: “L’azienda non ha niente da comunicare in proposito”.

La faccenda è importante per almeno due motivi. Il primo è che l’Anas si dimostra un ottimo pagatore nei confronti di Impregilo nonostante non navighi in ottime acque. Le difficoltà dell’azienda sono state riconosciute di recente dallo stesso Pietro Ciucci, presidente e anche direttore generale della società, nel corso di un’audizione alla commissione Lavori pubblici della Camera. Il 3 marzo Ciucci ha confermato che “la legge finanziaria 2010 non ha stanziato per Anas alcun importo per nuove opere e manutenzioni straordinarie” per cui “non potrà neppure realizzare gli interventi improrogabili fortemente connessi alla sicurezza del traffico”. Di più: in queste condizioni, avverte il presidente Anas, è difficile “perfino il ripristino degli ingenti danni causati dai noti eventi eccezionali registrati in Lombardia, Toscana, Calabria e Sicilia, con evidenti impatti sulla circolazione stradale”. Cioè non ci sono soldi per riportare ad un livello decente importanti strade di quattro popolose regioni d’Italia e non ci sono risorse neppure per adeguare le vie a livelli accettabili di sicurezza per mitigare l’ecatombe di vittime.

IL RUOLO DI LETTA. Il secondo motivo di rilievo è che dietro la concessione degli atti aggiuntivi si scorge in filigrana l’intreccio di un nuovo centro di potere, una specie di triangolo delle costruzioni formato da Anas, Impregilo e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. La prima manifestazione di questo kombinat del mattone risale alla primavera di un anno fa quando viene concesso, appunto, l’adeguamento prezzi a favore di Impregilo. In quelle settimane scade il vertice Anas e Ciucci è traballante, la sua riconferma da parte del governo Berlusconi appare assai remota perché osteggiata dai due ministri più direttamente interessati, il responsabile delle Infrastrutture, Altero Matteoli, e il titolare dell’Economia, Giulio Tremonti. Al posto di Ciucci sarebbero dovuti andare il presidente del Consiglio di Stato, Paolo Salvatore, e come amministratore Giovanni Guglielmi, provveditore per le opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna.

POTERE CIUCCI. A metà luglio, però, a poche ore dalla scadenza per il rinnovo, Salvatore annuncia a sorpresa la sua indisponibilità per la guida dell’Anas. È una mossa che spiana la strada al ripescaggio di Ciucci, il quale il 17 luglio viene confermato nel suo incarico. L’artefice occulto della repentina inversione ad U del governo è Gianni Letta, l’unico in grado di convincere Silvio Berlusconi a ignorare la doppia opposizione Matteoli-Tremonti. Da sicuro candidato alla trombatura, Ciucci diventa all’improvviso il perno di una nuova stagione dei grandi appalti. Una settimana dopo la riconferma, il 29 luglio il governo infila a sorpresa nel decreto “anticrisi” un emendamento per consentire a Ciucci che già cumula su di sé una bella sfilza di incarichi (presidente e direttore generale Anas, amministratore delegato della società Ponte sullo Stretto) di aggiungerne un altro: commissario straordinario per 60 giorni per “rimuovere gli ostacoli frapposti al riavvio delle attività” per il Ponte. A Impregilo viene contemporaneamente concesso un bonus di 1,3 miliardi di euro confermato a tambur battente 4 giorni dopo con una legge apposita (la numero 102). Scaduti i 60 giorni, l’11 novembre Ciucci viene di nuovo nominato commissario straordinario per il Ponte, questa volta per un lungo periodo, tre anni, con una motivazione simile alla precedente: “Per la velocizzazione delle procedure relative” alla realizzazione dell’opera. In pratica gli vengono affidati dal governo in via duratura poteri molto simili a quelli concessi a Guido Bertolaso per la Protezione civile, con tutti i rischi e le incongruenze del caso.

Nel frattempo il vertice Anas viene rivoltato come un guanto da Ciucci e nei posti chiave vengono infilati uomini di Autostrade e quindi di Impregilo. Come Stefano Granati, per esempio, nominato condirettore amministrazione, finanza e commerciale, un ex manager Pavimental, società controllata da Autostrade. Granati di recente è stato nominato anche vicepresidente di Igi, l’Istituto grandi infrastrutture guidato da Giuseppe Zamberletti che allo stesso tempo è anche collega di Ciucci nella società del Ponte sullo Stretto di Messina essendo il presidente. O come Alfredo Baio, scelto da Ciucci come segretario generale Anas, un ex dirigente delle aziende di Carlo Toto, imprenditore abruzzese delle costruzioni, il “patriota” di AirOne, compagnia aerea confluita nella nuova Alitalia, e unico azionista privato di peso della triade Benetton-Gavio-Ligresti nella società Autostrade, con una partecipazione importante nell’Autostrada dei parchi, la A24 da Roma a L’Aquila.

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Bandi regionali
Post di Paola Travagliati del 10 marzo 2010 in bandi pubblici (Sfogliato 138 volte)


BANDO PER LA CONCESSIONE DI UN CONTRIBUTO UNA TANTUM PER FIGLI
ISCRITTI ALL'UNIVERSITA' DI LAVORATORI CHE SI TROVANO DA ALMENO TRE MESI
IN DISOCCUPAZIONE, MOBILITA', CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA


La Regione Marche, in linea con il protocollo d'intesa siglato dal
Presidente della Regione con CGIL Marche, CISL Marche e UIL Marche in
data 16/11/2009, per la difesa del lavoro, la coesione sociale, il
sostegno allo sviluppo, intende sostenere i figli di lavoratori che si
trovano da almeno tre mesi in disoccupazione, in mobilita', in cassa
integrazione straordinaria iscritti all'universita', per maggiori informazioni si segnala il link seguente:


http://www.istruzioneformazionelavoro.marche.it/Notizie/singolaBando.asp?IdNotizia=752&idArea=0


AVVISO PUBBLICO: BORSE DI STUDIO PER GIOVANI LAUREATI ED INCENTIVI
ALLE IMPRESE PER ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO


La misura comporta l'assegnazione di borse di studio finalizzate ad una
sperimentazione in azienda, per 100 giovani laureati ed alla erogazione
di un incentivo alla azienda ospitante che trasformi la borsa di studio
in contratto a tempo indeterminato, il tutto con la collaborazione delle
Universita' marchigiane.Per maggiori informazioni si segnala il link seguente:


http://www.istruzioneformazionelavoro.marche.it/Notizie/singolaBando.asp?IdNotizia=760&idArea=0

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Artisti uniti contro il nucleare
Post di Richez del 10 marzo 2010 in energia (Sfogliato 96 volte)

Questa mattina sfogliando Google news ho trovato questa notizia: "Artisti uniti contro il nucleare", una iniziativa di Greenpeace.
Siccome di nucleare ne avevamo già parlato in questo blog. ho ritenuto opportuno segnalare l'iniziativa.

E' possibile

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L'Associazione di volontariato
Post di Mirco Marchetti del 09 marzo 2010 in appuntamenti (Sfogliato 81 volte)

Venerdi 12 marzo 2010, alle ore 21.00,
presso la Sala Monteverdi di Fermignano,

l'associazione "Il Vascello" in collaborazione con il comitato "Accadueo"
promuove un'assemblea pubblica dal titolo:

 "Acqua bene comune o privilegio?".

(Si al diritto, No al profitto).

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Insediamento artigianale e di servizio in località Pontedazzo di Cantiano
Post di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 08 marzo 2010 in informazioni utili (Sfogliato 49 volte)

 

L'insediamento, promosso dal COPROI struttura consortile della CNA, è ubicato in comune di Cantiano, in zona PIP loc. Pontedazzo ed è visibile e raggiungibile direttamente dalla adiacente superstrada Fano-Roma.

E' composto da n. 3 strutture attualmente parzialmente completate ed in parte già assegnate ed occupate.

Le superfici libere sono le seguenti:

- Uffici di mq 450 circa situati al piano 1° dell'edificio n. 1;

- Laboratorio di mq 1600 circa costituito dall'intero edificio n. 2;

- Laboratorio di mq 700 circa costituito dal completamento dell'edificio n. 3 

- mq 6000 circa di area cortiliva ad uso verde/deposito.

Le superfici indicate sono eventualmente e facilmente frazionabili; allo scopo i sottoservizi sono stati già tutti predisposti.

Le opere di urbanizzazione esterne sono completamente eseguite.

Le attività insediabili sono molteplici e contemplano tutte le categorie - artigianali, industriali, commerciali e di servizio - in quanto non vi sono vincoli urbanistici di destinazione, di proprietà etc.

Per informazioni:        Falconi Luciano 3487009505 o presso gli uffici CNA di Acqualagna (0721/798411) o di Cagli (0721/782833) 

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A chi appartiene l'acqua?
Post di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 07 marzo 2010 in tutela del territorio (Sfogliato 262 volte)

 A chi appartiene l'acqua? E' una proprietà privata o un bene pubblico? Quali diritti hanno, o dovrebbero avere, le persone? Quali sono i diritti dello Stato? Quali quelle delle imprese e degli interessi commerciali? Nel corso della storia tutte le società' si sono poste questi interrogativi fondamentali.
Oggi ci troviamo di fronte a una crisi planetaria dell'acqua, che minaccia di aggravarsi nei prossimi decenni. Il peggioramento della crisi e' accompagnato da nuove iniziative per ridefinire i diritti sull'acqua.
L'economia globalizzata sta cambiando la definizione di acqua da bene pubblico a proprietà privata, una merce che si può' estrarre e commerciare liberamente. L'ordine economico globale chiede la rimozione di tutti i vincoli e le normative sull'uso dell'acqua e l'istituzione di un mercato di questo bene. I sostenitori del libero commercio dell'acqua vedono i diritti di proprietà privata come unica alternativa alla libertà statale e i liberi mercati come il solo sostituto alla regolamentazione burocratica delle risorse idriche. Più di qualsiasi altra risorsa, l'acqua deve rimanere un bene pubblico e necessita di una gestione comune. In effetti, in gran parte delle società', ne e' esclusa la proprietà' privata. Testi antichi come le Institutiones di Giustiniano indicano che l'acqua e altre fonti naturali sono beni pubblici: "Per legge di natura questi elementi sono comuni a tutta l'umanità: l'aria, l'acqua dolce, il mare, e quindi le sponde del mare". In paesi come l'India, lo spazio, l'aria, l'acqua e l'energia sono tradizionalmente considerati esterni ai rapporti di proprietà. Nelle tradizioni islamiche, la Sharia, che originariamente connotava il "cammino verso l'acqua", fornisce la base fondamentale per il diritto all'acqua. Gli stessi Stati Uniti hanno avuto molti sostenitori dell'acqua come bene comune. "L'acqua e' un elemento mobile, itinerante, e deve pertanto continuare a essere un bene comune per legge di natura", scriveva William Blackstone, "così che io posso averne solo una proprietà di carattere temporaneo, transitorio, usufruttuario".
L'introduzione delle moderne tecnologie di estrazione ha accresciuto il ruolo dello stato nella gestione dell'acqua. Man mano che le nuove tecnologie soppiantano i sistemi di autogestione, le strutture democratiche di controllo da parte delle popolazioni si deteriorano e il loro ruolo nella conservazione si riduce. Con la globalizzazione e la privatizzazione delle risorse idriche, si rafforza il tentativo di erodere completamente i diritti dei popoli e rimpiazzare la proprietà' collettiva con il controllo delle grandi aziende. II fatto che al di la' dello stato e del mercato esistano comminuta' di persone in carne e ossa con bisogni concreti e' qualcosa che nella corsa alla privatizzazione è spesso dimenticata.  
 

Se avete un pò di pazienza consigliamo la visione dei due video seguenti, in particolare il secondo si lega bene anche con le problematiche economiche e sociali del nostro territorio:

Per chi vuole approfondire: Le guerre dell'acqua di Vandana Shiva 

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UN’ALTRA STRUTTURA SANITARIA IN URBANIA. 5 marzo. Inaugurata la nuova RSA
Post di Giuseppe Lucarini del 05 marzo 2010 in sanità (Sfogliato 344 volte)

5 marzo 2010. Inaugurazione nuova RSA

Oggi ore 11.30, alla presenza della autorità sanitarie dell’ASUR di Urbino e della Regione, in primis l’assessore regionale alla Sanità Mezzolani, e del Direttore Generale ASUR dr Roberto Maluccelli, del responsabile del Distretto dottor Romeo Magnoni e di tutto il personale sanitario, dei sindaci di Urbania, Peglio e Borgopace, del responsabile dell’ambito sociale e assessore di Urbino Maricla Muci, è stato inaugurato il modulo da 20 posti letto della nuova Residenza Sanitaria Assistenziale di Urbania.
Quest’opera s’inserisce nel programma di potenziamento strutturale previsto dalla Zona Territoriale di Urbino per la assistenza residenziale rivolta ai pazienti non autosufficienti. Spazi confortevoli dotati di climatizzazione, qualità assistenziale elevata, assistenza infermieristica garantita nelle 24 ore, insieme al personale di supporto qualificato, permettono di ospitare in modo adeguato venti persone non autosufficienti , in genere anziane , bisognose di interventi sanitari.
Tale struttura qualificata è in grado di soddisfare i bisogni assistenziali complessi che gravitano sulla popolazione del territorio di riferimento della Zona Territoriale n.2 di Urbino.

Descrizione lavori:

il nuovo reparto occupa un’area di circa 700 mq ed è stato ricavato ristrutturando una ampia porzione del secondo e terzo piano del distretto di Urbania
Sono stati realizzati nuovi impianti: di climatizzazione, elettrici, idrosanitari, antincendio e di distribuzione gas medicinali.
Sono stati realizzati nuovi serramenti e infissi e finiture superficiali.
Al secondo piano sono ubicate 7 stanze di degenza con annesso servizio igienico, per un totale di 20 posti letto; un deposito dello sporco, un deposito delle attrezzature, un bagno assistito, una cucinetta; al terzo piano sono stati realizzati una sala pranzo, un soggiorno, un deposito sporco, un ripostiglio e quattro bagni. I nuovi ambienti si integrano con gli ambienti esistenti quali la palestra e ambulatori vari.
Tutto il reparto è dotato di climatizzazione estiva ed invernale.
Il progetto è stato finanziato ai sensi dell’art. 20 della legge n.67/88 per un importo complessivo di €. 986.432,68.
I lavori sono iniziati il 10.03.2003; L’esecuzione dell’opera ha avuto un andamento travagliato in quanto la ditta aggiudicataria è fallita durante l’esecuzione delle opere; è stato quindi necessario procedere ad un nuovo appalto che ha permesso di ultimare i lavori il 20.12.2009
 

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Commento di Anonimo del 12/03/2010 14.50.28
Voglio sapere, prima di votare, quanto costa il teletrasporto! ...
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