Questa mattina sfogliando Google news ho trovato questa notizia: "Artisti uniti contro il nucleare", una iniziativa di Greenpeace.
Siccome di nucleare ne avevamo già parlato in questo blog. ho ritenuto opportuno segnalare l'iniziativa.
L'insediamento, promosso dal COPROI struttura consortile della CNA, è ubicato in comune di Cantiano, in zona PIP loc. Pontedazzo ed è visibile e raggiungibile direttamente dalla adiacente superstrada Fano-Roma.
E' composto da n. 3 strutture attualmente parzialmente completate ed in parte già assegnate ed occupate.
Le superfici libere sono le seguenti:
- Uffici di mq 450 circa situati al piano 1° dell'edificio n. 1;
- Laboratorio di mq 1600 circa costituito dall'intero edificio n. 2;
- Laboratorio di mq 700 circa costituito dal completamento dell'edificio n. 3
- mq 6000 circa di area cortiliva ad uso verde/deposito.
Le superfici indicate sono eventualmente e facilmente frazionabili; allo scopo i sottoservizi sono stati già tutti predisposti.
Le opere di urbanizzazione esterne sono completamente eseguite.
Le attività insediabili sono molteplici e contemplano tutte le categorie - artigianali, industriali, commerciali e di servizio - in quanto non vi sono vincoli urbanistici di destinazione, di proprietà etc.
Per informazioni: Falconi Luciano 3487009505 o presso gli uffici CNA di Acqualagna (0721/798411) o di Cagli (0721/782833)
A chi appartiene l'acqua? E' una proprietà privata o un bene pubblico? Quali diritti hanno, o dovrebbero avere, le persone? Quali sono i diritti dello Stato? Quali quelle delle imprese e degli interessi commerciali? Nel corso della storia tutte le società' si sono poste questi interrogativi fondamentali.
Oggi ci troviamo di fronte a una crisi planetaria dell'acqua, che minaccia di aggravarsi nei prossimi decenni. Il peggioramento della crisi e' accompagnato da nuove iniziative per ridefinire i diritti sull'acqua.
L'economia globalizzata sta cambiando la definizione di acqua da bene pubblico a proprietà privata, una merce che si può' estrarre e commerciare liberamente. L'ordine economico globale chiede la rimozione di tutti i vincoli e le normative sull'uso dell'acqua e l'istituzione di un mercato di questo bene. I sostenitori del libero commercio dell'acqua vedono i diritti di proprietà privata come unica alternativa alla libertà statale e i liberi mercati come il solo sostituto alla regolamentazione burocratica delle risorse idriche. Più di qualsiasi altra risorsa, l'acqua deve rimanere un bene pubblico e necessita di una gestione comune. In effetti, in gran parte delle società', ne e' esclusa la proprietà' privata. Testi antichi come le Institutiones di Giustiniano indicano che l'acqua e altre fonti naturali sono beni pubblici: "Per legge di natura questi elementi sono comuni a tutta l'umanità: l'aria, l'acqua dolce, il mare, e quindi le sponde del mare". In paesi come l'India, lo spazio, l'aria, l'acqua e l'energia sono tradizionalmente considerati esterni ai rapporti di proprietà. Nelle tradizioni islamiche, la Sharia, che originariamente connotava il "cammino verso l'acqua", fornisce la base fondamentale per il diritto all'acqua. Gli stessi Stati Uniti hanno avuto molti sostenitori dell'acqua come bene comune. "L'acqua e' un elemento mobile, itinerante, e deve pertanto continuare a essere un bene comune per legge di natura", scriveva William Blackstone, "così che io posso averne solo una proprietà di carattere temporaneo, transitorio, usufruttuario".
L'introduzione delle moderne tecnologie di estrazione ha accresciuto il ruolo dello stato nella gestione dell'acqua. Man mano che le nuove tecnologie soppiantano i sistemi di autogestione, le strutture democratiche di controllo da parte delle popolazioni si deteriorano e il loro ruolo nella conservazione si riduce. Con la globalizzazione e la privatizzazione delle risorse idriche, si rafforza il tentativo di erodere completamente i diritti dei popoli e rimpiazzare la proprietà' collettiva con il controllo delle grandi aziende. II fatto che al di la' dello stato e del mercato esistano comminuta' di persone in carne e ossa con bisogni concreti e' qualcosa che nella corsa alla privatizzazione è spesso dimenticata.
Se avete un pò di pazienza consigliamo la visione dei due video seguenti, in particolare il secondo si lega bene anche con le problematiche economiche e sociali del nostro territorio:
Oggi ore 11.30, alla presenza della autorità sanitarie dell’ASUR di Urbino e della Regione, in primis l’assessore regionale alla Sanità Mezzolani, e del Direttore Generale ASUR dr Roberto Maluccelli, del responsabile del Distretto dottor Romeo Magnoni e di tutto il personale sanitario, dei sindaci di Urbania, Peglio e Borgopace, del responsabile dell’ambito sociale e assessore di Urbino Maricla Muci, è stato inaugurato il modulo da 20 posti letto della nuova Residenza Sanitaria Assistenziale di Urbania.
Quest’opera s’inserisce nel programma di potenziamento strutturale previsto dalla Zona Territoriale di Urbino per la assistenza residenziale rivolta ai pazienti non autosufficienti. Spazi confortevoli dotati di climatizzazione, qualità assistenziale elevata, assistenza infermieristica garantita nelle 24 ore, insieme al personale di supporto qualificato, permettono di ospitare in modo adeguato venti persone non autosufficienti , in genere anziane , bisognose di interventi sanitari.
Tale struttura qualificata è in grado di soddisfare i bisogni assistenziali complessi che gravitano sulla popolazione del territorio di riferimento della Zona Territoriale n.2 di Urbino.
Descrizione lavori:
il nuovo reparto occupa un’area di circa 700 mq ed è stato ricavato ristrutturando una ampia porzione del secondo e terzo piano del distretto di Urbania
Sono stati realizzati nuovi impianti: di climatizzazione, elettrici, idrosanitari, antincendio e di distribuzione gas medicinali.
Sono stati realizzati nuovi serramenti e infissi e finiture superficiali.
Al secondo piano sono ubicate 7 stanze di degenza con annesso servizio igienico, per un totale di 20 posti letto; un deposito dello sporco, un deposito delle attrezzature, un bagno assistito, una cucinetta; al terzo piano sono stati realizzati una sala pranzo, un soggiorno, un deposito sporco, un ripostiglio e quattro bagni. I nuovi ambienti si integrano con gli ambienti esistenti quali la palestra e ambulatori vari.
Tutto il reparto è dotato di climatizzazione estiva ed invernale.
Il progetto è stato finanziato ai sensi dell’art. 20 della legge n.67/88 per un importo complessivo di €. 986.432,68.
I lavori sono iniziati il 10.03.2003; L’esecuzione dell’opera ha avuto un andamento travagliato in quanto la ditta aggiudicataria è fallita durante l’esecuzione delle opere; è stato quindi necessario procedere ad un nuovo appalto che ha permesso di ultimare i lavori il 20.12.2009
AL SIG.SINDACO DEL COMUNE DI SANT’ANGELO IN VADO
Interpellanza n° 17
OGGETTO: Amianto negli edifici pubblici.
Premesso che:
1. da oltre un decennio, con la legge del 27 marzo 1992 n°257 e successivi decreti tipo quello del 6 Settembre 1994, sono state fornite chiare disposizioni su come e dove intervenire quando si è in presenza di questo minerale cancerogeno.
2. si evidenzia, inoltre, come la provincia di Pesaro Urbino detenga il primato regionale degli edifici contenenti amianto, dove dal 1996 ad oggi sono stati censiti oltre 3.000 edifici tra pubblici e privati contenenti questo materiale, con 85 casi segnalati di patologie tumorali “mesotelioma pleurico”, riconducibili, come causa, all’esposizione ad amianto;
3. Consapevoli e preoccupati del fatto che anche il nostro comune possiede immobili contenenti amianto destinati alla frequentazione pubblica come ad esempio: palestra comunale, cappelle cimiteriali, sottotetto delle scuole medie.
chiediamo pertanto chiarimenti in merito alla questione e alle intenzioni che questa Amm.ne ha per la questione “amianto”. E’ inoltre nostra volontà, sollecitare un costruttivo dibattito che porti in maniera definitiva alla soluzione della questione, in modo da far si che l’Amm.ne comunale diventi un esempio da seguire e non un alibi .Concludendo le domande che poniamo sono le seguenti:
1. Chi ricopre il ruolo di RAM, ovvero il responsabile amianto nell’attuale organizzazione comunale?
2. Se c’è il RAM, quando è stato nominato?
3. Quanti sono gli edifici sottoposti a verifica della presenza di amianto, censiti ed eventualmente bonificati?
4. Quali sono gli edifici comunali contenenti amianto che sono sottoposti a programma di controllo e manutenzione al fine di ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti?
5. Quanti sono ancora da censire?
Sant’angelo in Vado, 05/01/2010 Il Gruppo Consiliare di Minoranza
Ho apprezzato molto la posizione del Presidente della Provincia.
Un percorso non facile, comunque oneroso. Ma finalmente una scelta chiara.
E la chiarezza e' la premessa, per far si che le idee non siano completamente astratte.
Il ripristino della ferrovia Fano Urbino esiste solo nell'ottica di un collegamento con
Roma. Cioè di un aggancio con Pergola e Fabriano come era prima della guerra.
Diversamente è improponibile.
Sarebbe un'impresa in perdita.
Anche questo è un progetto utopico?.
Si sappiamo che le ferrovie ormai investono solo sull'alta velocità,che non è prevista sulle linee adriatiche.
Ma molto meno di una ferrovia locale che non avrebbe
mai finanziatori ne potrebbe sostenersi senza risorse che in realtà non vi
sono ne nel sul fronte privato ne sul fronte pubblico.
E non potrebbero reggersi solo sul turismo.
Una buona idea, ovviamente, ha bisogno di mettere le gambe.
Anche per le ciclabili servono risorse. Ma comunque, su un periodo medio lungo,
non imppossibili da trovare.
Siccome sono d'accordo voglio anche fare una proposta.
Sulla Valle del metauro, oltre all'ex ferrovia esiste
un progetto che va da Fermignano fino a Borgopace, che e stato progettato
qualche anno fa dalla Comunita montana di Urbania in collaborazione con i
comuni.
Il progetto in parte utilizza percorsi precedenti, in parte, la ex ferrovia in parte le piste giá esistenti.
Vorrei modestamente ricordare che tocca una piccola cittá come Urbania che
e' in testa alle classifiche nazionali per la quantitaà di piste ciclabili
rispetto gli abitanti (secondo o terzo posto).
Avremmo così un formidabile percorso di mobilità dolce parallelo alla
mobilità tradizionale, sia alla provinciale che alla nazionale, giá sotto
stress per la mobilità commerciale e privata.
Ciclabile del foglia e del metauro potrebbero unirsi con la ciclabile di Fano e
Pesaro e diventare un annello di ciclabile. Se poi proseguisse per Urbino sull'altro lato
sarebbe completo.
La ciclabile dei due fiumi che rientrerebbe nei progetti nazionali piu ambiziosi.
Interessante sarebbe anche riscoprire qualche tratto della ex ferrovia che da
Urbania proseguiva per Acqualagna cagli Pergola.
Vi sono gallerie chiuse (tra Urbania ed Acqualagna ad esempio), caselli,
percorsi con tanto di alberi. Sono tutti alienati?
Sarebbe interessante fare una ricerca.
L'on. Vannucci alcune settimane fa scrisse una lettera al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli intitolata: "Intervenga per rispettare gli impegni".
Ecco la risposta del ministro.
Caro Onorevole,
nel riscontrare la nota riguardante lo stato delle procedure relative alla E78 Fano-Grosseto ed in particolare al collegamento del tratto marchigiano, già realizzato, alla E 45 Orte-Ravenna, desidero informarLa che pochi giorni addietro, in occasione di un incontro avuto con i rappresentanti delle Province e della Camere di Commercio dei territori interessati e di cui avrà certamente avuto notizia, ho confermato l'impegno del Governo a completare quest'opera di fondamentale importanza ed ho altresì assicurato una rapida ripresa dell'attività della Commissione Tecnica Mista cui fu a suo tempo domandata la definizione del tracciato nel tratto umbro-toscano “Le Ville di Monterchi -Selci Lama- Parnacciano”.
Ho dato disposizioni in tal senso agli Uffici competenti del mio Dicastero e ritengo che in tempi brevi si possa giungere alle decisioni definitive, quanto meno sul piano tecnico, in attesa di superare l'attuale momento di scarse disponibilità finanziarie. Le difficoltà incontrate nella ricerca di una soluzione che fosse la meno impattante e la meno costosa possibile e nel contempo condivisa dalle Regioni interessate, hanno determinato, come a Lei ben noto, i lunghi tempi finora trascorsi.
Le assicuro ogni impegno da parte mia e del mio Dicastero per definire la questione quanto prima.
Le sarò grato se vorrà estendere ai Suoi colleghi marchigiani questa mia nota, unitamente alle informazioni contenute nella risposta alla Sua interrogazione n. 5-01999 di qualche mese fa che Le allego per comodità di lettura.
Commento di ACCadueò Urbino del 09/03/2010 18.00.58 in risposta a "Anonimo del 09/03/2010 14.56.52". Attenzione alle parole e alle foglie di fico che i signori c ... Apri questo post
Commento di menosprechi del 09/03/2010 15.23.35 Non capisco proprio perchè nessuno ha risposto al mio penultimo messaggio. E' facile rispondere a ciò che si desidera magari ad essere attorniati di perosne accondiscendenti, speranzose e riconoscenti. ... Apri questo post
Commento di menosprechi del 09/03/2010 14.59.51 L'acqua dev'essere un bene “pubblico” nella maniera più assoluta. Oggi, in Italia, è gestita perlopiù dalle “spa” a maggioranza pubblica. In pratica, riportando una frase di report a memoria, sono p ... Apri questo post
Commento di Anonimo del 09/03/2010 14.56.52 Oggi per radio ho ascoltato una tribuna politica con i rappresentanti dei partiti candidati alle reginali delle Marche. Ad ascoltarli tutti si dovrebbe dividere il proprio voto in mille pezzi e darne uno p ... Apri questo post
Commento di menosprechi del 09/03/2010 11.54.50 Approfitto del consulto, magari di qualche politico, sul come fare per riaprire l'ospedale a S. Angelo in vado e magari, anche l'istituto prfessionale e, perchè no, un liceo scientifico. Un po' per uno ... Apri questo post
Commento di Peppe Lucarini del 09/03/2010 10.25.12 Era riferito alla parte finale del commento dell'anonimo del giorno 07/03/2010, alle 22.24.03. semplicemente ho una visione più positiva delle cose. Ma forse ho intepretato male rileggendo. ... Apri questo post
Commento di Mirco Marchetti del 09/03/2010 1.00.39 Credo Lucarini si riferisse all'intervento precedente il mio.
I vizi son privati, le virtù son pubbliche, a dirla con Pasolini.
Commento di Anonimo 010 del 08/03/2010 23.08.00 Ho l' impressione di una discordanza di opinioni fra i due esaurienti interventi di Mirco Marchetti delle 9.32 e 10.04 di stamattina ed il post di Peppe Lucarini delle 19.56 di stasera. Mi sorge il dub ... Apri questo post
Commento di menosprechi del 08/03/2010 20.16.08 Per anonimo 7/3 ore 22,24. Per me hai ragione! Ma sai qui vorrebbero controllarci tutti dalla finestra. Il narcisismo e solo chi lo è sale in alto e fa di tutto altro che migliorarsi... ne ho visti ... Apri questo post
Commento di Peppe Lucarini del 08/03/2010 19.56.44 Non non credo. Non è mai stato così e non è nemmeno oggi così ... Apri questo post
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