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EMERGENZA. Ma riguarda Urbania ovviamente.
Post di Giuseppe Lucarini del 05 febbraio 2012 in emergenze (Sfogliato 25 volte)

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EMERGENZA NEVE....
Post di Giuseppe Lucarini del 04 febbraio 2012 in aiuto (Sfogliato 196 volte)

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Maltempo, autotrasportatori di nuovo all’attacco di Società Autostrade per il blocco in A/14
Post di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 03 febbraio 2012 in Attualità (Sfogliato 47 volte)

 Pesaro, i mezzi pesanti scaricati in aree di sosta e camionisti abbandonati a se stessi

Sul blocco dei Tir in autostrada per il maltempo nessuna critica al Prefetto di Pesaro e Urbino ma alla Società Autostrade per l’Italia. CNA-FITA precisa la sua posizione e sottolinea come nella sua nota di critiche alla società che gestisce la rete viaria autostradale non via sia in alcun punto una critica al comportamento della Prefettura di Pesaro e Urbino con la quale vi è sempre stata invece la massima collaborazione. La critica degli autotrasportatori era proprio rivolta esclusivamente a Società Autostrade che, ancora una volta, sollecitando l’intervento delle Prefetture ha dimostrato un atteggiamento quanto meno opinabile bloccando di fatto la circolazione ai mezzi superiori alle 7 tonnellate anche su tratti della A/14 che nei giorni scorsi non sono stati affatto interessati dalle precipitazioni nevose. Un provvedimento assai discutibile che ha finito per scaricare invece tutto il traffico pesante sulle strade statali e provinciali”.
Nessuna critica alla Prefettura di Pesaro e Urbino che, semmai - assieme alla Polizia Stradale - ha dovuto fare il lavoro “sporco” nei confronti della categoria costringendo i mezzi pesanti a passare ore e ore in aree di sosta (nemmeno indicate come nel caso di Fano), e in parcheggi e vie cittadine. Se davvero Società Autostrade era pronta all’emergenza con uomini e mezzi (come oggi affermato in un comunicato di risposta a CNA), come si può decidere di bloccare completamente ed in maniera preventiva il traffico pesante per un evento abbondantemente annunciato e, per di più, in tratti di autostrada che non sono stati nemmeno toccati e semmai sfiorati dalle precipitazioni nevose? Ed inoltre perché Società Autostrade per l’Italia, che ha gli autotrasportatori come grandi clienti, non opera un discrimine in ingresso tra quegli autotrasportatori professionisti che hanno tutte le necessarie dotazioni (gomme antineve, catene), con chi invece (tra i quali molti vettori stranieri), non le ha?
Non vorremmo che dietro le parole “sicurezza” e “difesa dell’incolumità”, si celi invece l’incapacità a gestire una situazione abbondantemente annunciata e per la quale Società Autostrade dovrebbe essere invece sufficientemente attrezzata. Quello di Società Autostrade, che pure introita dagli autotrasportatori cifre ragguardevoli del suo bilancio, ci pare invece un ingiustificato atteggiamento preventivo che penalizza una intera categoria di lavoratori e che finisce per colpire indirettamente anche cittadini e imprese che, a causa del blocco della circolazione dei Tir, pagano anche in termini economici i mancati approvvigionamenti di materie prime (alimentari, carburanti, etc.).
 

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E' permesso dalla legge fare questa cosa?
Post di Richez del 02 febbraio 2012 in ecologia (Sfogliato 977 volte)

Oggi durante una passeggiata pomeridiana mi sono imbattuto in un gran movimento di mezzi e persone.
Il corso di S. Angelo in Vado veniva pulito dalla neve caduta in questi giorni, effettivamente molta.

Il corso è di nuovo percorribile sia a piedi che in macchina.

Ho visto però che la neve sporca (sporca dalla sporcizia ed oli delle macchine, dallo smog, dai rifiuti della maleducazione e della noncuranza) veniva scaricata direttamente nel fiume metauro, lanciata dalla ruspa direttamente nel fiume, creando un grande iceberg sporco.

Ci sono 3 cose che mi lasciano maggiormente perplesso:

1. Da mesi si parla di migliorare la qualità/pulizia del fiume Metauro che ha raggiunto dei livelli penosi. C'è gente che si incontra tutti i mesi per decidere cosa fare in questo senso.
2. So per certo che in molti paesi (nazioni) non è permesso scaricare la neve sporca direttamente nel fiume ma va trattata come un rifiuto speciale e portata in appositi aree per far filtrare la neve che si scioglie ed evitare di inquinare il fiume.
3. Quando la neve si scioglierà a monte e troverà questo grande tappo sul Metauro, cosa succedera?

Come già detto ... io non lo so. Personalmente avrei portato la neve da qualche altra parte.

Quando ho fatto questa foto ancora stavano scaricando.

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Eolico a Peglio
Post di Peppe Dini del 30 gennaio 2012 in ecologia (Sfogliato 260 volte)

Metto qui il manifesto che ho ricevuto e l'articolo del Resto del Carlino di sabato 28, che appunto parlava del fatto. Avremo modo qui di disquisire sulla tematica.

Si rompe la pala eolica e vola a 150 metri di distanza
Tragedia sfiorata a Peglio

Era posizionata su un palo alto 30 metri vicino al campo sportivo. Effetto fionda in una zona di campagna


Peglio (Pesaro Urbino), 28 gennaio 2012 - Pala eolica si rompe a Peglio. Si sfiora la tragedia. Tutto è successo domenica scorsa quando, durante la mattinata, il vento soffiava forte. All’improvviso l’aerogeneratore, istallato su un palo di circa 30 metri posto nel terreno adiacente al campo sportivo comunale, ha avuto un guasto.

La pala si è staccata in più pezzi finendo a circa 150 metri di distanza dal suo luogo originario. Per fortuna nessun ferito e incredibilmente nessun danno a cose materiali. Una fortuna che le tre pale siano letteralmente volate, con effetto fionda, in un luogo per così dire deserto. Il sindaco, Daniele Tagliolini, tra i primi ad accorgersi dell’accaduto, ha immediatamente contattato la comunità montana dell’alto e medio Metauro, proprietaria dell’impianto eolico.

Infatti il comune di Peglio ha dato in concessione solo il terreno dove hanno posto i due aerogeneratori. La comunità montana ha così contattato la ditta installatrice dell’impianto. L’ipotesi più probabile, riguardo al guasto, è un malfunzionamento dell’impianto frenante o del sensore che rileva la velocità del vento rallentando così le pale o addirittura fermandole.

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Assessorato alle Politiche Sociali
Post di Fabio Gostoli del 26 gennaio 2012 in appuntamenti (Sfogliato 84 volte)

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Qualche domanda sulla E78
Post di Tommaso Gentili del 26 gennaio 2012 in Politica (Sfogliato 184 volte)

Avevo preparato questo post, ma non lo avevo finito. Gli ho dato una veloce messa a posto. Era necessario vista la ridda di commenti che si era scatenata sulla ferrovia Fano-Urbino, ma soprattutto sulla E78 cosa che conosco un po' meglio.

Non ho mai pensato che un risultato debba essere raggiunto a svantaggio di chi le condizioni se le vede imporre obtorto collo, a maggior ragione se chi ha la possibilità di prendere decisioni del genere ha già perso da tempo la legittimazione del suo stesso potere.  

Quando la gente di sinistra prende delle scelte di destra (liberiste io oserei dire) e quando queste scelte si ripetono nel tempo, uno come il sottoscritto qualche domanda comincia a farsela. Perché le strade a scorrimento veloce (non autostrade) a pagamento sono un'idea di Zaia e di Formigoni, giusto per puntualizzare.

Liberi di rigirarlo ovviamente.

Qualche domanda al Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino

Alla luce dei nuovi colloqui con la commissione tecnica per l’E78 il presidente della provincia Ricci ha dichiarato "Il 2012 puo' essere l'anno del definitivo decollo della 'Fano-Grosseto'”. Alla luce di questo incontro il sottoscritto ha alcune domande da porre al Presidente.

Il tracciato è passato miracolosamente da un costo di 4 miliardi di euro (presumibilmente destinato a lievitare) a 2,7 miliardi.

1 - Quali modifiche sono state fatte al tracciato per rivedere così al ribasso la cifra per la costruzione dell’opera? Queste modifiche avranno aspetti rilevanti per la vita delle popolazioni locali?

 2- Perché nessuno ci aveva pensato prima? Ovvero non pensa che questo abbassamento dei costi coincidente con l’arrivo di una cordata disponibile a realizzare l’opera sia quantomeno inaspettato?

 3  -  Siamo nel più grande periodo di crisi dal dopoguerra ad oggi, non crede che lasciare il canone di locazione a carico dello Stato, già indebitato di suo, sia qualcosa di controproducente? Secondo Lei non basta il pedaggio a compensare le “fatiche” dell’impresa (che oltretutto avrà già guadagnato di suo tramite la defiscalizzazione introdotta dal governo sulle grandi opere)?

 4 - Non pensa che sia ingiusto che l’impresa applichi un pedaggio su un’opera che per buona parte è già stata costruita? In questo ambito ritiene giusto far pagare un operaio che giornalmente percorre una tratta qualsiasi tra Fano e Canavaccio?

    5 -  La E78 sarà a pagamento fino ad Arezzo o fino a Grosseto?

 6  - Perché la tratta tra Siena e Grosseto si sta progressivamente realizzando (con soldi pubblici), mentre tra Marche e Umbria nulla è più stato realizzato in quarant’anni? Potrebbe girare la domanda anche al suo collega di partito e presidente della giunta regionale Spacca?

7 - Nel progetto le opere secondarie (o di collegamento tipo Lunano-Sant’Angelo) le faremo pagare all’italiana (ovvero a spese dei contribuenti) o le pagheranno i privati? Privati che tra le altre cose non pagheranno un euro per la progettazione nel tratto marchigiano, visto che ci ha già pensato la provincia anni fa.

  8 -  Ora che il suo ruolo politico dopo il taglio del governo Monti alle funzioni delle province è pressoché nullo, perché caldeggiare una scelta così rischiosa che sicuramente, se nel 2014 si fosse nuovamente votato, avrebbe contribuito a farla perdere (visto che già è al 98° posto su 110 nella classifica di gradimento tra i suoi colleghi)? Avrebbe fatto la stessa scelta se si fosse andati alle urne?

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Lupus in fabula: 'La provincia a specchi'
Post di Tommaso Gentili del 26 gennaio 2012 in ecologia (Sfogliato 54 volte)

Sulle colline della Provincia sta avvenendo uno scempio senza precedenti. Centinaia di impianti fotovoltaici stanno colonizzando il paesaggio distruggendo quello che fino ad oggi era stato salvato dal cemento.

Ora che la crisi economica ha frenato il proliferare di capannoni e palazzine che hanno mangiato la costa e intere valli alluvionali, sono le colline a subire l’aggressione di una nuova speculazione: quella legata alle fonti rinnovabili. Tutto merito di una legge, la 387 del 2003, che autorizza l’installazione di impianti fotovoltaici anche in zone agricole e considera tali opere “di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti” e di un Ministero, quello alle Attività Produttive che –di concerto con quello all’Ambiente e ai Beni Culturali”- aspetta fino a settembre 2010 per varare le linee guida previste dalla legge per “assicurare un corretto inserimento degli impianti …nel paesaggio”. Tuttavia qualcosa si poteva fare per evitare che la corsa al guadagno facile si trasformasse in un danno per la collettività. Infatti la legge citata prescrive che la costruzione e l’esercizio degli impianti avvenga “nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico” e stabilisce che “nell'ubicazione si dovrà tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale”. Quindi vi sono precise responsabilità anche di Regione, Provincia e Comuni che non hanno svolto il loro preminente ruolo a garanzia del bene pubblico. Prima che la normativa nazionale definisse l’obbligo della Valutazioni di Impatto Ambientale al di sopra di un MW di potenza installata, la Regione poteva abbassare questo limite e obbligare così molti progetti a presentare lo studio di impatto ambientale: lo ha fatto solo nell’ottobre 2010 per cui la norma regionale è rimasta valida solo pochi mesi.

Contrariamente a quanto afferma l’assessore Porto, la Provincia di Pesaro e Urbino poteva porre un argine alla pioggia di richieste con uno scrupoloso rispetto delle procedure di autorizzazione: invece in molti casi non è stata fatta la Valutazione di Impatto Ambientale perché si è volutamente ignorato l’effetto cumulo tra impianti anche vicinissimi. Altri dubbi sorgono se ci si ferma a valutare il numero dei progetti firmati da certi professionisti o il nome dei richiedenti l’autorizzazione unica. Ma tutto rispondeva ad un dettato politico, quello che voleva trasformare la “provincia bella” nella “provincia del sole e del vento” senza riflettere sui danni che si stavano per fare all’agricoltura e al paesaggio. Infine anche i Comuni hanno fatto ben poco per salvaguardare il loro territorio: in alcuni casi non hanno nemmeno presentato osservazioni ai progetti, o lo hanno fatto in ritardo, e ad oggi sono in molti a dover ancora cartografare le aree non idonee agli impianti fotovoltaici, in ossequio alle linee guida regionali. Alcune associazioni ambientaliste come la Lupus, e quelle agricole come Coldiretti, hanno lanciato l’allarme alla vista dei primi impianti, ora che ce ne sono a decine, sono in tanti a scandalizzarsi, ma ormai “i buoi sono scappati”. L’unica consolazione potrebbe essere che qualcuno paghi per il danno arrecato all’economia e al paesaggio, speriamo che la Magistratura si muova.

 

da Lupus in Fabula
www.lalupusinfabula.it

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La Pec di Marche Multiservizi
Post di Tommaso Gentili del 26 gennaio 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 82 volte)

E intanto chi tesse le lodi di Marche Multiservizi si diverta pure a spedire le mail al loro indirizzo PEC

Buon divertimento

 

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Commento di Anonimo del 05/02/2012 16.29.54
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Commento di Peppe Lucarini del 05/02/2012 13.36.49
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Commento di Anonimo del 05/02/2012 13.12.22
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