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Ai sindaci a proposito di "Acqua Industriale"Ai sindaci a proposito di "Acqua Industriale". Altrometauro.net, Il blog dell'Alto Metauro
Post di Peppe Dini del 09 aprile 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 955 volte)

  Ho inviato questa lettera via PEC, a tutti i 60 sindaci della nostra provincia, al Prefetto, all'AATO 1 Marche Nord, ai componenti Consulta Utenti dell'AATO; questa, pur facendo parte dell'Aato non può interagire con l'Assemblea dei sindaci che decide sull'ente stesso. Ho chiesto dialogo, incontri, momenti di scambio: l'acqua bene comune pubblico, è troppo importante, per essere gestita a compartimenti stagni.

Ho chiesto ai Sindaci di interessarsi del diniego da parte di Marche Multi Servizi di voler concedere le loro analisi. Vi invito a navigare sul sito del gestore e valutare eventuali presenze di selenio nell'acqua di San Lorenzo in Campo; non c'è perchè il gestore, mette la media semestrale di solo 9 parametri su 62 previsti.

I sindaci possono decidere in merito; nel frattempo ho chiesto loro di valutare la definizione di "acqua industriale" data anche come risposta al consigliere comunale di Mercatello sul Metauro, Tommaso Gentili che trovate qui:

www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=10020120328071118

e di riportare sul rispettivo sito web del comune, le analisi ASUR dell'acqua potabile fornita. Vi metterò le loro risposte, doverose ai sensi della normativa sugli atti amministrativi.

Egregio signor sindaco,
sono Dini Giuseppe di Sant'Angelo in Vado, vicepresidente del WWF Marche, che rappresento nella Consulta Utenti dell'AATO 1, assieme a delegati ambientalisti, consumatori e di categoria.
Da tempo seguo la trasparenza degli enti pubblici, l'accesso agli atti dei cittadini e quindi quella anche dei gestori dei servizi pubblici.

Ho perciò richiesto a MarcheMultiServizi, MMS, la possibilità di accedere alle analisi del suo laboratorio, cosi come prevede il D. L.vo 31/2001, per poter confrontarle con quelle del servizio pubblico Asur/Arpam legate alle prescrizioni di legge; il gestore essendo quotidianamente impegnato sull'acqua, ha il polso diretto della sua situazione e delle sue possibili variabili.
D'altra parte i gestori privati sono equiparati alle amministrazioni pubbliche: si veda l'art. 2 comma 6 b) del D.L.vo 195/2005 sulle informazioni ambientali, l'art. 22 , comma 1 e) della L. 241/1990 sull'accesso agli atti.
A conferma di ciò il Codice dell'Amministrazione Digitale D. L.vo 82/2005 prevede che i cittadini hanno il diritto di “chiedere ed ottenere l'uso delle tecnologie telematiche, con le pubbliche amministrazioni...e con i gestori di Pubblici servizi..” (art.3).
Le amministrazioni, quindi anche i gestori, rendono pubblici i loro dati, attraverso la pubblicazione nei loro siti di dati e documenti in formati aperti (art.52).

Se è pur vero che MMS pubblica le analisi semestralmente, esse però non rappresentano le caratteristiche immediate, essendo semplicemente delle medie di sei mesi, di soli 9 parametri su 62 previsti dal D. L.vo 31/2001.
Inoltre l'art. 4 della L. 15/2009 e l'art. 11 del D. L.vo 150/2011 insistono sulla “ trasparenza intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità.”
Questa norma prevede anche, che gli indirizzi di Posta elettronica certificata PEC, siano pubblicati nei rispettivi siti degli enti pubblici e anche dei gestori dei servizi pubblici, che in maniera diffusa non fanno.

Ora, ho richiesto ai gestori del servizio idrico, in due momenti differenti, le loro analisi, che da parte di MMS mi sono state negate, anche come portatore di interessi collettivi cui è il WWF Italia; solo ASET di Fano le ha concesse.

Come potrà leggere nel fascicolo allegato, MMS sostiene addirittura che l'acqua da loro fornita non rientra nel novero degli elementi dell'ambiente, di cui al D. L.vo 195/2005 perchè “acqua industriale”; una definizione che sarebbe da valutare attentamente, proprio per l'acqua che voi sindaci fornite nelle nostre case.
E' la stessa risposta data recentemente ad un giovane consigliere comunale di Mercatello sul Metauro, di cui vi metto il link dell'articolo pubblicato su Altrometauro.net:
http://www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=10020120328071118

In conclusione, a dimostrazione della “trasparenza intesa come accessibilità totale” di cui sopra, le chiedo la pubblicazione nell'albo pretorio on line del suo comune o comunque nel sito web, delle analisi dell'acqua potabile inviate dall'ufficio sanità pubblica dell'ASUR, così come effettuato, ad esempio, dal comune di Urbania .

Oltre a chiederle una doverosa risposta, mi permetto di insistere per un suo interessamento, direttamente in assemblea dei sindaci AATO1, relativamente alla trasparenza di MMS.
Purtroppo la Consulta Utenti non ha la possibilità di interloquire con l'Assemblea, ma sarebbe oltremodo interessante, poter trovare le possibilità di dialoghi comuni, momenti di scambio, al fine soltanto di tutelare al meglio questa importante risorsa che è l'acqua pubblica.

Nel ringraziarla per l'attenzione, porgo distinti saluti.

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Commenti presenti

Commento di PeppeDini del 12/04/2012 16.14.09
Dal comune di Sant'Angelo in Vado.
Con riferimento a Sua PEC del 09/04/2012, acclarata al prot.n.1670 del 10/04/2012, relativa all'oggetto, sentita l'Amministrazione Comunale, si comunica che, concordando con la necessità di rendere accessibili i dati delle analisi ASUR dell'acqua che periodicamente ci vengono trasmesse, si
provvederà entro breve a pubblicarle sul sito istituzionale di questo Comune.
Distinti saluti, Geom. Daniel Luis Bartolucci, Responsabile
Settore Urbanistica - Servizio Ambiente.

Commento di Anonimo del 16/04/2012 11.57.13
Bravo, insisti
Alvaro

Commento di peppe dini del 19/04/2012 16.58.26
Dal Comune di Pietrarubbia.

Il riferimento alla comunicazione pervenuta del 10.04.2012, dal sig. Giuseppe Dini VicePresidente del WWF Marche, rappresentante della consulta Utenti AATO 1, si comunica che il comune di Pietrarubbia gestisce direttamente il servizio pubblico integrato e che intende pubblicare nel proprio sito i risultati delle analisi di laboratorio dell'Asur n.2 e condivide l'iniziativa per dare maggior trasparenza al settore a favore degli utenti del servizio. Cordiali saluti. Il Sindaco Roberto Chiarabini.

Commento di Peppe Dini del 21/04/2012 7.33.12
Ricevo da Roberta Lombardi, rappresentante della consulta Utenti dell'AATO 1 Marche Nord, il resoconto dell'assemblea dei sindaci di ieri 20 aprile.

"Premesso che il verbale e anche la trascrizione degli interventi dell' assemblea saranno pubblicati sul sito dell'ATO,
vi anticipo alcune cose che penso possano interessare e altre che sul sito non troverete.

Innanzitutto,
è stata frettolosissima (è durata 1 ora scarsa)
perché il Presidente (Omiccioli Alighiero) doveva recarsi ad un'altra riunione evidentemente per lui più importante ...
con Marche Multiservizi sul bilancio di previsione.
Nel dietro quinte ho sentito alcuni Sindaci giustamente lamentarsi per non aver potuto trattare con il necessario tempo di confronto alcuni argomenti di loro interesse.

Nota importante che farà piacere a Peppe e a noi tutti:

- Alcuni Sindaci hanno tirato fuori da subito l'argomento dell'accesso alle analisi e alla loro pubblicazione (riferendosi alle richieste di Peppe)!

Risposta di Omiccioli: ne riparliamo a settembre perché è una cosa che si farà gradualmente col gestore!

COME SE FINO A SETTEMBRE I SINDACI FOSSERO DISPENSATI DALLA LORO AZIONE DI CONTROLLO E DALLA LORO RESPONSABILITA' DI MASSIME AUTORITA' LOCALI SANITARIE!

Tarcisio Porto (rappresentante per la Provincia) ha di nuovo sollevato la questione del referendum (remunerazione 7%)
da porre all'odg e la questione dell'aumento di tariffa per la "crisi idrica".

E' stato votato un atto di indirizzo (a me al momento incomprensibile) che, da come ho capito, prevede che in questo periodo di crisi i Comuni reinvestano gli utili dalla tariffa nel servizio.

Io ho distribuito ai Sindaci il volantino generico (su referendum, analisi trasparenti, partecipazione, analisi della risorsa) che era stato valutato in lista"

Che dire! Ringraziamo i sindaci che hanno tirato fuori il problema della trasparenza. Non possiamo certo ringraziare il Presidente AATO 1 Omiccioli che ha rivelato il suo vero interesse: la tutela soprattutto di Marche MultiServizi prima ancora dei cittadini utenti. Fra l'altro non è che non ne fosse a conoscenza. Diversi i reclami sulla qualità dell'acqua sono giunti ai suoi uffici; ne abbiamo parlato tanto, che il suo atteggiamento è risultato proprio di parte.
Continuiamo a chiedere a MMS le sue analisi: è un nostro pieno diritto. Prima o poi molleranno, noi NO!

Commento di Peppe Dini del 21/04/2012 7.51.04
Da un attivista di Ancona, lista regionale di "Acqua bene comune", vi allego una storiella sulla gestione dell'acqua; è lunga, ma permette di chiarire alcuni concetti.

Giostraio suo nonno, giostraio suo padre, giostraio lui... un
imprenditore che sapeva il fatto suo... ed "il fatto suo" erano i
divertimenti da lunapark.
Il know-how di ben 3 generazioni era la componente preminente delle
sue forze, che gli consentiva di trarre grandi profitti dal desiderio di svago di tanti giovani e meno giovani... desiderio evidentemente ben appagato se tornavano volentieri a spendere soldi nel suo parco giochi.

Certo gli affari avevano alti e bassi ma lui aveva sempre saputo come reagire. Ed erano proprio competenza ed intuizione a convincerlo che era giunto il momento di aggiornare buona parte del suo "parco macchine"; magari concretizzando anche quella nuova idea che gli frullava in testa, che sarebbe divenuta la nuova grande attrazione.

Ma in banca nessuno era disposto a fargli credito per questo nuovo
cospicuo investimento... "Certo" pensava lui "cosa ne capiscono quelli di giostre? Ormai l'unica giostra in cui si cimentano e` quella della finanza speculativa".
Ma la voce doveva in qualche modo essere trapelata visto che di li` a poco si presento` un noto personaggio del posto... Noto soprattutto per la stranamente costante disponibilita` di liquidita`...

Costui, che pure non era esperto di giostre, penso` che ad un tasso
annuale del 20% prestare i soldi a quel giostraio sarebbe stato un
buon affare! Ma poi ci ripenso`. E` vero, non sarebbe stata certo quella la prima cosa illegale della sua vita; ma perche`, avendo gia` in mente una valida alternativa,rischiare che qualcuno finisse per mettere il naso anche negli altri suoi affari prendendo spunto dall'illegalita` di quel tasso usuraio?
La valida alternativa (valida in quanto equivalente oltre che legale) era dividere quel rendimento in due parti; la prima, diciamo un 9%, da ottenersi direttamente dal piano di restituzione del prestito; la seconda, grosso modo stimabile in un 11%, da ottenersi "per altre vie"...

Al giostraio il 9% sembro` accettabile; l'ammortamento sarebbe andato per le lunghe ma quello era il suo mestiere e se anche il profitto vero di tutta l'operazione fosse giunto in tarda eta`... c'era gia` all'orizzonte una quarta generazione che ne avrebbe potuto godere!
Per questo non diede molto peso agli altri aspetti dell'accordo,
quelli che invece, per il provvidenziale creditore, erano necessari
per imboccare le "altre vie" che aveva prefigurato.

Ma fu gia` dopo il primo anno dalla stipula del prestito che il
giostraio si accorse di essersi messo in una scomoda posizione... Il creditore comincio` a metter bocca nel suo lavoro; cose di poco conto ma alle quali si vedeva costretto a sottostare se non voleva buttare all'aria la propria impresa. Infatti il creditore gli faceva presente come l'accordo prevedesse la possibilita` per lui di non prorogare il credito se non fosse stato convinto di come procedevano le cose. Inutile dire che, dato il programma d'investimenti che il giostraio aveva gia` avviato, una
discontinuita` sulla fruizione di quel prestito l'avrebbe ridotto in rovina. In altre parole era sotto ricatto.

Fu allora che focalizzo` un concetto che non faceva parte del know-how dei giostrai... la neutralita` del credito.
"Se A presta soldi a B sulla base di un piano di restituzione e di
garanzie patrimoniali, possiamo parlare di credito neutro" pensava.
"Se invece A, per il fatto di prestare soldi a B, puo` anche
condizionarne l'attivita` in quanto debitore allora il credito non e` piu` neutro..." e non gli veniva la parola da contrapporre a
neutralita`. Del resto fino all'anno prima aveva pensato che un
credito era solo un credito, quello che tutti hanno in mente quando si parla di prestiti, quello normale, mentre ora aveva dovuto inventarsi questa qualifica di neutro...

A trovare la parola giusta, pero`, lo aiutarono le brutte esperienze degli anni successivi.
Sperimento` infatti le piu` svariate forme d'ingerenza del creditore (che, non dimentichiamolo, rincorreva quell'altro 11% stimato); il quale prima gli aveva imposto un suo amico come gestore del parcheggio; poi gli aveva tappezzato le pareti esterne delle biglietterie con pubblicita` commerciale (coprendo cosi` quei bei disegni colorati ed artistici che stimolano la fantasia degli avventori); poi lo aveva convinto a cambiare fornitore dell'energia elettrica e ad appaltare ad una ditta esterna determinati lavori di manutenzione cosi` comportando alcuni licenziamenti nel preposto team; poi aveva indotto la societa` ad un aumento di capitale, che naturalmente solo il "personaggio dalla disponibilita` liquida" poteva versare, divenendo cosi` l'unico socio esterno che l'azienda di famiglia avesse mai avuto; infine aveva trovato il modo di comprare, persino sottocosto, quote di altri soci, quel tanto che gli consentisse di ottenere il controllo societario...
Mafiosita`... ecco la parola giusta da contrapporre a neutralita` per qualificare il genere di credito in cui era incappato.

Si potrebbe pensare che un personaggio cosi` scaltro, ottenuto il
controllo dell'azienda, faccia poi faville per la prosperita` della
stessa e per lo sviluppo generale del settore...
Sarebbe una magra consolazione per un estromesso giostraio da 3
generazioni e per i suoi eredi... ma forse e` cosi` che devono andare le cose perche` siano in continuo miglioramento...
Sbagliato. Lo scaltro ci sapeva fare con i soldi ma non con le giostre... o meglio... prima delle giostre venivano i profitti...
Cosi` non appena gli si prospetto` la possibilita` di spillare
profitti da un altro settore aumento` i prezzi dei biglietti in rapida progressione per ottenere il massimo guadagno possibile dalle giostre. Poco importava che cio` avrebbe condotto ad un futuro drastico allontanamento dei clienti... Aveva gia` deciso di liquidare l'azienda delle giostre, senza scrupoli per il destino delle maestranze, tanto valeva farlo sul "picco d'incassi"...
E infatti il suo bel capitale si trasferi` poi dal settore delle
giostre a quello degli inceneritori...

Il nostro giostraio, vista morire la ex azienda di famiglia per "si` nobile proposito" e defraudato della possibilita` di mettere a buon frutto cio` che meglio sapeva fare, era ormai caduto in disgrazia e si arrangiava come meglio poteva. Gli capito` altre volte, anche se non piu` da imprenditore ma da semplice capofamiglia, di dover chiedere qualche prestito... ed ogni volta era terrorizzato...
Per esempio, avrebbero accettato come garanzia quel casolare che
faceva ancora parte del suo patrimonio oppure gli avrebbero proposto strane clausole tramite le quali un giorno qualcuno si sarebbe intromesso nella gestione familiare? Magari impedendogli di spendere soldi per l'universita`, o per qualunque altra cosa che il creditore di turno considerasse non remunerativa?
Perche` all'istruzione ci teneva piu` che mai... credeva che e`
l'unico modo per non farsi fregare come capitato a lui.

FINE STORIELLA INIZIO COMMENTO
Ed ora spetta a noi non farci fregare.

Con tutto il rispetto che meritano i bravi giostrai credo che possiamo sopravvivere alle loro sventure imprenditoriali... e nulla ci obbliga a pagare il biglietto se valutiamo il suo prezzo troppo alto... Lo stesso non si puo` dire del servizio idrico.
Cio` che il giostraio definirebbe "mafiosita` del credito" e` cosi`
pervasivo che ormai da tempo ha valicato i confini dell'impresa
privata; lo vediamo dalle ingerenze che una certa "morfologia di
credito" sostanzia nelle istituzioni locali, ma anche nella politica nazionale... figuriamoci se si salvano le AATO!

Se non prendiamo provvedimenti pagheremo drammaticamente il lasciar
fare ad amministratori che, per nostro conto, non pretendono la
neutralita` del credito, trascinandoci nella condizione di ricattati precari. Come il know-how delle giostre anche quello del SII soccombera` di fronte al know-how della finanza speculativa.

E` come se in un condominio non si fosse disposti a dedicare tempo
alla valutazione di quello che combina l'amministratore. Qualcuno
potrebbe pensare che qualche ora di straordinario in ufficio gli rende di piu` di quanto un amministratore "poco scrupoloso" lo possa danneggiare... allora perche` dedicare quelle ore al condominio?
Lo potrebbe pensare, fino a quando non ha la triste occasione di
rendersi conto del contrario. Allora si` che si da` una svegliata.
Comincia a controllare la documentazione... fornitori, entrate,
uscite, millesimali... e poi si consulta con gli altri condomini.

Dobbiamo farlo anche noi, per l'accesso ad un bene comune essenziale qual e` l'acqua, per una gestione del SII sufficientemente oculata da non farci trovare sotto ricatto come il giostraio...
Ed e` immediata l'individuazione della condizione necessaria, sebbene di per se` insufficiente, perche` noi si possa controllare che il peggio non accada: "Governare e gestire le risorse idriche attraverso un soggetto di diritto pubblico". Che poi e` l'obiettivo dichiarato nella relazione introduttiva ai quesiti referendari sui quali il popolo sovrano (quello dell'articolo 1 della Costituzione) si e`pronunciato a giugno 2011.

La normativa referendaria (che origina dall'articolo 75 della
Costituzione) considera, una volta che il referendum abrogativo sia
ritenuto ammissibile ed abbia avuto successo, l'attivita` legislativa vincolata all'obiettivo dichiarato. Cioe` l'effetto di un referendum non si esaurisce con l'immediata modifica del testo legislativo su cui insiste e l'applicazione "alla lettera" di quanto risultante ma costituisce un'indicazione politica di valore istituzionalmente riconosciuto. (Che poi le istituzioni siano infestate da personaggi che se ne fanno beffe e` un'altra questione... che pure va affrontata e risolta.)

Considerando che in Parlamento non ci sono forze politiche che hanno coprodotto la relazione introduttiva di cui sopra non c'e` da stupirsi che, fra le varie proposte di legge prese in considerazione dalla competente commissione parlamentare, l'unica coerente con l'indicazione referendaria e` quella d'iniziativa popolare presentata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Dalla quale risulta chiaro come la "ripubblicizzazione" del SII sia funzionale alla totale trasparenza della sua gestione ed alla partecipazione di soggetti interessati nella collettivita`.
E` proprio cio` che occorre per avere una chance di buttare fuori dal governo e dalla gestione del SII quel genere di finanza con cui,
recepita la lezione del giostraio, non vogliamo avere a che fare.
Ho scritto "buttare fuori" e non "tenere fuori" in quanto abbiamo gia` esempi concreti di prestiti che sembrano fatti a posta per tenerci sotto ricatto... Ne sanno qualcosa i consiglieri comunali in ATO 2 (almeno quelli attenti a cio` che votano) con riferimento alle imposizioni originate dalle scelte del top-management di Multiservizi S.p.A..

E poi si e` evinto dagli interventi (a parte quelli "di carattere
ingegneristico" che, sebbene allarmanti, mi sono piaciuti) al convegno regionale cui ho partecipato lo scorso 12 aprile....
(Ecco un articolo che ne parla... http://www.vivereancona.it/index.php?page=articolo&articolo_id=346504)
C'e` un pensiero unico (anche se cambiano i potenziali creditori) sul modello da adottare per provvedere ai necessari futuri investimenti; piu` precisamente "continuare ad adottare" visto che si procede come se non ci fossero stati i referendum; e` il modello che consente ai manager del SII di mantenere l'incarico "con il minimo sforzo", ovvero accondiscendere alle proposte delle banche... Peccato che gia` da qualche lustro le banche si comportano con i servizi idrici come "il triste personaggio" con le giostre...

Commento di Peppe Dini del 26/04/2012 15.17.24

Il comune di Sant'Angelo in vado si avvia verso la "Trasparenza totale" grazie al responsabile UTC.


"Con riferimento a Sua PEC del 09/04/2012 (ns 1670/2012) e di seguito a ns
PEC del 11/04/2012, si comunica l'avvenuta attivazione della pubblicazione
sul sito istituzionale del Comune di Sant'Angelo in Vado delle analisi
ASUR.

http://www.comune.sant-angelo-in-vado.ps.it/index.php?id=20923

Distinti saluti, Geom. Daniel Luis Bartolucci, Responsabile Settore
Urbanistica - Servizio Ambiente."

Commento di Anonimo del 27/04/2012 0.25.32
Un bravo a Beppe Dini per questa sua battaglia sulla trasparenza!

Volevo provare a chiederti un' informazione in merito ad un progetto che casualmente mi e' capitato di trovare, del quale ti metto il link :

http://www.progetto-acqua.it/bacino.htm

ne eri a conoscenza ?

hai un'idea della dimensione in Km. quadrati del bacino imbrifero del fosso dell' eremo ?

Commento di Peppe Dini del 27/04/2012 6.11.13
Non ne sono al corrente. L'idea dei bacini da noi è alquanto vecchia. Ho una pubblicazione del 1971 "Risorse idriche delle Marche" dell'ente sviluppo Marche cui si facevano riferimenti i consorzi idrici della regione e spesso questi progetti vengono rivisitati e riproposti, dal lago dell'Orsaiola a quello di Parchiule a quello sulla Morsina in comune di Mercatello/Sant'Angelo. Qualche anno fa sono stati anche presentati dalla Comunità montana di Urbania. Il fatto è che non si vogliono soluzioni alternative, perche', si sostiene che nella nostra provincia non ci sono altre soluzioni. In realtà ci sono due pozzi a circa 180 metri di profondità che si stanno monitorando da 3-4 anni in comune di Fossombrone e nella cava di s.Anna Furlo che potrebbero dare buone speranza.
Quel lago proposto fra l'altro ricade in una zona ad elevato valore ambientale, quello che ci ha permesso di rovinare i piani a M3 sull'eolico.
Penso che debbano essere adottate con coraggio soluzioni alternative fra l'altro previste dal vecchie e nuove normative, la dualità dell'approvigionamento dell'acqua potabile e industriale, non solo creando doppie linee ma fontanelle alimentate con acqua di falda certamente meno problematica di quella sorgiva. Le nostre zone sono ricche di queste fonti, Lo stesso comune di Pesaro ha il vecchi acquedotto romano utilizzato e utilizzabile per questo , Fano ha dei pozzi esenti da nitrati; l'assurdo è che Mercatello, paese di montagna ha il potabilizzatore dove nella sua vasca di carico sul S.Antonio appena sotto la Guinza vi si scaricano due grosse sorgenti drenate dalla galleria stessa. Senza poi parlare di recupero di acque piovane da effettuare in tutte le nuove costruzioni. Lo stesso pozzo sul Burano, viene scaricato sul fiume, la sua acqua ad alte caratteristiche organolettiche arriva fino alla vasca di carico della centrale idroelettrica di Ponte degli alberi, pompata al potabilizzatore di Saltare, potabilizzata perche' mescolata con quella fluviale e distribuita a Pesaro e Fano; non c'è qualcosa di assurdo?

Commento di Anonimo del 27/04/2012 9.01.32
Grazie per la risposta, ma prova comunque ad informarti sulla superficie imbrifera del "fosso dell'eremo" e magari anche chi ci sarebbe dietro allo specifico progetto.

Preciso che non ho preclusioni di principio mi chiedo pero' se non sia sovradimensionato rispetto al bacino .

Un solo dato, tanto per capirci, MMS tratta in un anno circa 18 milioni di metri cubi d'acqua, il progetto di questo bacino sarebbe di 26 Milioni di metri cubi d'acqua ; tanto per avere un paragone, piu' di 6 volte quello del furlo.

Commento di Peppe Dini del 25/05/2012 15.04.20
Altri 2 comuni si aggiungono a quelli indicati. Gli altri non rispondono dimostrando la loro poca apertura alla trasparenza. E sono la maggioranza.

Con riferimento a Sua PEC del 09/04/2012 (ns 1670/2012) si comunica come
già comunicato per il Comune di Sant'Angelo in Vado, anche per i Comuni di
Borgo Pace e di Mercatello sul Metauro è stata attivata la pubblicazione
sui rispettivi siti istituzionali delle analisi ASUR.

http://www.comune.mercatellosulmetauro.pu.it/index.php?id=20998
http://www.comune.borgo-pace.pu.it/index.php?id=20970
http://www.comune.santangeloinvado.pu.it/index.php?id=20923

Distinti saluti, Geom. Daniel Luis Bartolucci, Responsabile Settore
Urbanistica - Servizio Ambiente.

Commento di Flicker del 28/05/2012 23.23.39
Solo oggi ho saputo dell'ordine di avanzamento del progetto per la centrale IRDOELETTRICA MOLINO PIERINI... credevo che ormai la cosa fosse archiaviata, ma a quanto pare così non è !!! La centrale verrà costruita in zona molino dei pierini e rovinerà il letto del fiume da sotto al ponte fino a sotto il molino, con danni elevati per l'ambiete e ingiustizie per i proprietari terrieri lungo il letto del fiume.
Innanzitutto complimenti al comune di S.Angelo per la solita trasparenza in difesa dei cittadini e del suo territorio!!! Vergognatevi!

Chiedo a tutti i cittadini di S.Angelo di intervenire tempestivamente e con voce grossa per evitare questo deturpamento del nostro paese e della natura che lo contraddistingue!! UN impianto idroelettrico crea grossi problemi oltre all'inquinamento ambientale.. Chiedo a te Peppe di intervenire e di far il possibile per evitare di trasformare S.Angelo in un blocco di cemento per beneficio di un unico costruttore edile "noto" già proprietario di una centrale a Fermignano.. FERMIAMOLO.. CHE VADA A CASA SUA A COSTRUIRSI LA CENTRALE PIUTTOSTO CHE ROVINARE I NOSTRI GIARDINI E IL NOSTRO FIUME!!

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Bellissima notizia.
Appena possibile porterò Elena e Massimo. ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 9.55.26
Forse partecipando si può capire di più e se ritieni che non sia abbastanza, come sicuramente sarà, puoi dare il tuo contributo per fare di più.
Ti aspettiamo.... ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 8.25.13
..solita riunione dove la CNA si loda e si riLODA di quello che fa!!!..
MA POI COSA FA??????? ...
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Commento di Peppe Dini del 19/05/2013 7.42.19
Sono appena rientrato da una 3 gg a S:Martino con due mie classi seconde. A seguito del post, la Com.Mont. e la provincia hanno pensato alla sedazion ...
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Commento di Richez del 18/05/2013 8.53.46
La tua TAVOLA ha preso un indirizzo errato.
Quello corretto è questo:
http://www.comune.sant-angelo-in-vado.ps.it/fileadmin/grpmnt/5532/TAVOLA_2.pdf

Con ...
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Commento di T. Gentili del 16/05/2013 21.08.32
Noi in comune facemmo un'interrogazione a riguardo. Il sindaco ci rispose che quel tipo di prodotto non è pericoloso per l'uomo e che ha una durata di 6 ore dall'applicazione sull'erba. In poche parole se ...
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