
IL 17 MAGGIO, LA CORTE COSTITUZIONALE HA DICHIARATO INCOSTITUZIONALI ALCUNI ARTICOLI DELLA LEGGE REGIONALE MARCHE SULLA CACCIA. ALLEGO COMUNICATI STAMPA
Marche: Consulta boccia incostituzionale calendario triennale
La Corte Costituzionale ha annullato alcune modifiche alla normativa sullacaccia contenute nella legge della Regione Marche n. 15 del 2011. Secondo il giudizio della Consulta è incostituzionale la previsione di un calendario venatorio triennale, che secondo i giudici viola il principio della tutela delle specie cacciabili e vanifica il parere preventivo dell’Ispra, obbligatorio in base alla legge nazionale in caso di modifiche alla disciplina generale da parte delle Regioni per particolari specie e per peculiari situazioni ambientali. Incostituzionale anche la possibilità di «cumulare», per
i titolari di licenza over 65, vari tipi di caccia – “vagante in zona alpi, da appostamento fisso e nell’insieme delle varie forme di attività venatoria praticata nelle aree ad attività programmata”.
Caccia, Lac: caporetto venatoria per la Regione Marche / 17 maggio 2012 / Caccia: La Regione Marche è stata sconfitta su tutti i fronti in campo venatorio.
La Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 116/2012, ha dichiarato infatti l’illegittimità costituzionale dell’art. 22, comma 1, della
Legge regionale n. 15/2012, che ha modificato la precedente legge sulla caccia. La Corte ha inoltre dichiarato incostituzionale anche l’art. 26 della stessa legge, che aveva disposto che il calendario venatorio regionale potesse avere validità triennale anzichè annuale”. A commentare la notizia la Lac e le altre associazioni ambientaliste e animaliste, che manifestano la loro soddisfazione parlando di una ‘Caporetto venatorià per la Regione.«La Corte Costituzionale – commenta la Lac – ha anche censurato la disposizione della Legge regionale che permette ai cacciatori di oltre 65 anni, che abbiano scelto la forma di caccia da appostamento fisso, di praticare anche quella da appostamento temporaneo». Le associazioni, che avevano chiesto l’impugnazione al Governo per queste «palesi norme incostituzionali, frutto dell’arroganza di una casta politica che si dimostra sempre essere al servizio della potente lobby venatoria» definiscono la decisione della Corte un «risultato storico».