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E ad Urbania sull’eolico si consulta la popolazioneE ad Urbania sull’eolico si consulta la popolazione. Altrometauro.net, Il blog dell'Alto Metauro
Post di Giuseppe Lucarini del 30 settembre 2009 in informazioni utili (Sfogliato 2664 volte)

Lunedì 28 luglio il Consiglio Comunale ha approvato la proposta di consultazione popolare per decidere sui progetti eolici del monte dei Torrini.
Il Consiglio approverà un regolamento che poi la giunta perfezionerà tecnicamente.
Il sindaco pubblicherà il bando. Tutto in 15 giorni. Poi ci saranno 45 giorni per informare la gente, sempre dando possibilità ai comitati di poter intervenire per esporre i propri punti di vista.
Ci sarà un solo seggio in Comune, entro il quale saranno anche pubblicati i progetti e alcuni manifesti dove i comitati a favore o contro potranno esporre le loro idee.
I giorni di votazione saranno almeno cinque, ed i comitati avranno rappresentanti di lista.
Il numero minimo di partecipazione per la validità della consultazione, sarà fissato in Consiglio.

“L’avevamo detto in campagna elettorale, l’avevamo confermato nell’illustrazione dela relazione programmatica ed ora andiamo avanti. Dichiara il Sindaco Giuseppe Lucarini.
Ci sono materie sulle quali non è sufficiente la delega degli elettori. Bisogna tornare a consultare la popolazione. E c’è un campo, il paesaggio dove è difficile ragionare con parametri tecnici, la città deve avere la possibilità di riflettere, di dire la sua, soppesando i pro ed i contro.
“Gli impianti grandi e piccoli per lo sfruttamento di energia rinnovabile - continua l'Assessore all'Ambiente Giulio Venturi - cambieranno presto il volto di queste colline. Questa evoluzione nel senso di uno sviluppo sostenibile e pulito deve tenere conto delle proporzioni e del fragile equilibrio che in questa piccola realtà abbiamo saputo mantenere tra natura e presenza umana. Vogliamo che ogni grande progetto sia sottoposto ad un giudizio severo, a carte scoperte”.
L’informazione sarà ampia, continua il comunicato saranno presentati i progetti in campo, con i pro ed i contro conseguenti e le ricadute sulla comunità locale”.
Il Comune non ha fatto richieste finanziarie- di nuovo Lucarini- Vogliamo dolo progetti che abbiano ricadute positive sull’ambiente e sul territorio. E soprattutto vogliamo garanzie solide.
Troppe vicende ultimamente che riguardano l’eolico hanno un prima stratosferico e un dopo troppo problematico.

Probabilmente questa vicenda diventerà un caso regionale e forse nazionale.
Troppi comitati nascono perché la gente si trova di fronte a decisioni già prese su materie che vanno ad influire sulla loro vita. I progetti importanti non possono non prevedere, in qualsiasi forma, la consultazione popolare, come un fatto strutturale.
Non significa rinunciare ad una funzione e ad una responsabilità - conclude Lucarini -. arriverà il momento delle decisioni. Ma siccome non abbiamo niente da nascondere, vogliamo anche sapere cosa pensa la nostra gente.

Comune di Urbania
 

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Commenti presenti

Commento di Giacomo Rossi del 30/09/2009 9.07.46
Ottima cosa la consultazione popolare, cosa richiesta anche ad Apecchio per lo stesso progetto e mai concessa.

saluti

Commento di Giovanni Pistola del 30/09/2009 11.02.52
Risposta civile di una ammistrazione su un progetto molto delicato per la popolazione di Urbania ma anche per i paesi limitrofi.
Io direi di allargare la cerchia della consultazione popolare anche a Sant'Angelo in Vado e Piobbico (visto che il parco eolico interessa anche questi altri due comuni!)
A Sant'Angelo per esempio, comune dove io abito, non sento parlare tra le persone di questo progetto, eppure, interessa anche noi.
Io per esempio, sono contrario per tanti motivi a questo parco, ma la posizione da ma presa nasce grazie alla consultazione con alcuni amici di Urbania! Io chiederei alla amministrazione vedese, di illustrare il progetto alla popolazione, spiegando i pro e i contro.
Saluti Giovanni

Commento di Anonimo del 30/09/2009 12.48.34
e che impatto determina a s. angelo l'eventuale parco eolico del monte dei toriini? Credo solo per quello che riguarda la centrale elettrica di riferimento ed allora che partecipazione allargata ai cittadini di s. angelo in vado? Perchè se quelli di s.angelo devono pronunciarsi perchè non allargare amnche a quelli di urbino, fermignano e più ancora di peglio che vedono l'impianto vero e proprio? Mi sa che come sempre trionfa la politica del non fare (posizione che ha anche penalizzato la sinistra esterma, quella del sempre predicare e mai fare). Ed allora caro Giovanni..........

Commento di Luca del 30/09/2009 13.31.37
..a differenza.. a S.Angelo per la centrale idroelettrica han fatto COME GLI PAREVA AI GRANDI !!!!!!

Commento di il granchio al gambero... del 30/09/2009 20.07.54
Il consiglio on line, la consultazione popolare,... bravo sindaco dimostrazione di grande civiltà e democrazia... sono stanco di sentir parlare di democrazia, la democrazia si fa con queste cose concrete.
mente aperta ,,, La mente che si apre ad una nuova società.. alla prima difficoltà non deve richiuderisi e atrofizzarsi... mi dispiace solo che a soli 10 km di distanza si parla ancora "se la ruota servirà o no" ciao

Commento di Peppe Dini del 01/10/2009 8.05.48
A dire la verità prima di arrivare alle grandi consultazioni popolari che costano soldi pubblici, i meccanismi ci sono già compresi nelle nostre normative e si chiamano CONFERENZE DEI SERVIZI. Qui possono partecipare tutti gli interessati a cui gli impianti o progetti vari procurano pregiudizio. Il fatto è che la prima normativa in merito risale al 1998 e dopo 11 anni di distanza, non la si vuole applicare, perchè per le amministrazioni i cittadini sono rotture... e anche perchè nessun cittadino ne fa richiesta. Ecco che allora per il WWF portatore di interessi diffusi, quindi compreso nella normativa , ho richiesto quella per l'impianto eolico del Furlo attuata, quella per l'impianto di Apecchio anche se nella stessa località ci sono ben 4 progetti diversi guarda caso tutti pubblicati sul Messaggero di Roma ed. Pesaro, che da noi nessuno legge, sull'impianto fotovoltaico del Muraglione di Urbania.
Guarda caso che però proprio l'amm. Prov. non ne vuole sentire a parlare di pubblicazione nel proprio sito di questi incontri previsi, anzi per nome del dott. Pacchiarotti mi risponde che proprio non è detto che si possono fare, mentre la Presidenza del consiglio mi ribadisce invece che proprio debbono essere pubblicizzati perchè altrimenti illegittimi, per dare piena voce ai cittadini interessati. Guarda caso che il presidente della Regione Marche nonostante contattato per PEC Posta certificata che ha valore di raccomandata, almeno una decina di volte , non mi ha mai risposto, forse gli manca qualche applicata di segreteria per dare una risposta dovuta ad un suo corregionale. O anche succede che nonostante richiesto ben 4 volte di partecipare alla conferenza relativa all'allargamento delle discarica di Ca' Aprete di Pesaro il dott. Bartoli dell'Ufficio VIA della Provincia ci invita ad andare fuori perchè non possiamo partecipare. Vedremo come andrà con il fotovoltaico di Urbania , dato che è lo stesso ufficio che lo gestisce (e questi sarebbero i democratici...)
Qui si fa la partecipazione dei cittadini alla gestione del proprio territorio così come prevedono anche le norme europee, anche perchè si eviterebbero dopo , notevoli contenziosi.
Peppe Dini

Commento di Giacomo Rossi del 01/10/2009 8.45.06
Caro Sindaco Pistola,
Lucarini ha fatto quello che tu non hai fatto con il Gasdotto a Mercatello...

Saluti
Giacomo Rossi

Commento di Tommaso Gentili del 01/10/2009 12.45.51
Giacomo ti devo correggere...
Penso che il Giovanni Pistola che ha scritto (che tra l'altro mi pare che abiti a Sant'Angelo) sia solo un omonimo del sindaco di Mercatello.

Commento di Giovanni Pistola del 01/10/2009 18.16.26
Infatti... non sono il sindaco di Mercatello...
sono un omonimo residente a S.Angelo... comunque per rispondere all'anonimo, vorrei dire che non mi piace che mi si dica che faccio parte del partito del "non fare", perchè sono sempre aperto a nuove idee propositive per rivoluzionare il nostro fabbisogno energetico. Ma io dico: bisogna proprio partire dal distruggere due belle montagne e andare a rovinare un parco dove (a quanto mi si dice) c'è una ricca fauna?
Ma non è meglio partire da un piano energetico dove ogniuno di noi può produrre energia propria con pannelli fotovoltaici o altri sistemi e poi rivenderla al nostro vicino di casa? Quanto sarebbe meglio se ci fosse una legge civile che non permetterebbe ad Enel di avere un potere da monopolista sul mercato?

Commento di giramento del 02/10/2009 15.22.22
La musica è la stessa cambiano solo i suonatori...

Ci risiamo ennessimo attacco al ns territorio ieri poligoni di tiro, fanghi di depurazione, centrali termiche, piattaforme di stoccaggio ecc. Oggi è di moda il
BUSINESS DELL'EOLICO

Non importa a che prezzo per le ns colline
"L'ITALIA HA FAME DI ENERGIE"
tutti ci dobbiamo sacrificare. Gli ambientalisti questa volta si spaccherano?
Sei contrario all'eolico?? Proprio tu? Certo proprio io.
Mi sono rotto, prima di permettere di scassarre le nostre colline , chi di dovere faccia una seria politica di risparmio energetico e un piano nazionale per la produzione di energia rinnovabili, renda le pratiche per il solare più semplici e veloci, dia la possibilità di fare inpianti fotovoltaici a tutti non solo a chi ha i soldi.
E NON LASCI CARTA BIANCA AI "SOLITI PRIVATI"
CHE SE NE FREGANO DEI DANNI CHE ARRECANO.
PER LORO CONTANO SOLO GLI UTILI

Abbiamo difeso il ns territorio da decine di attacchi
LECITI E ELLECITI e se oggi il ns ambiente è ancora dignitoso (fiore all'occhiello nella propaganga turistica)e' perchè non ci siamo fatti prendere per il culo, non siamo "montanari" (come ci chiamavano anni fa i Signori della Costa.

Fatele a casa vostra le mega pale eoliche, in riviera a Ravenna dove Vi pare ma giù le mani dall'entroterra. Da noi il vento che sentite e dovuto al giramento di palle. L'entroterra sempre più povero di servizi,e sempre più ricco di tagli, le attività "fastidiose" le vorreste fare tutte da noi, le nostre risorse sono di tutti le vostre, vostre.

CHI PIU' CONSUMA PRODUCA, A CASA SUA
E' mai possibile che da Ravenna a Urbania non ci sia
un posto pù adatto e meno invasivo, se diamo retta ai soldi tutte le ns colline diventeraano un "parco eolico" parco???? sarà molto bello per i numerosi turisti del verde sdraiarsi all'ombra del parco eolico, ammirare i fiori tra il cemento delle torri o percorrere una mega strada a quattro corsie transitata dai camion.


scusate lo sfogo ma ne ho le ....pale piene

Commento di Anonimo del 02/10/2009 15.44.25
Condivido in pieno! Purtroppo da Ravenna sono arrivati sino a Fabriano (vi dicono niente le seguenti parole: Merloni, Spacca, Margherita, PD, ecc...)?

Commento di Anonimo del 02/10/2009 18.55.04
Dall'ultimo consiglio comunale di Urbania si è appreso del trasferimento di una elevata quantità di rifiuti da un sito posto vicino a Mondavio (credo, spero di aver capito bene) alla nostra discarica di Ca Lucio:
Materiale indefinito, sul quale non sono state fatte approfondite ed opportune analisi.
L'operazione ha avuto un controvalore pari a circa 130.000 Euro, che sono andati nelle mani di Marche Multiservizi (sede Pesaro, proprietà Hera, Bologna).
Con il tema dell'eolico forse non c'entra tanto, ma fa capire a cosa serve l'entroterra per i nostri amati politici ed amministratori provinciali (e di sinistra).



Commento di Richez del 02/10/2009 20.44.46
Credo che sia per questo che si consulta la popolazione. Per informare e sondare la popolazione. Non mi sembra che ci siano già decisioni prese o mi sbaglio?

Commento di ripubblicizziamo del 02/10/2009 22.10.44
In realtà i rifiuti dell'Agroter erano stati analizzati e risultavano rifiuti urbani com quelli che vengono conferiti in discarica giornalmente.
Se poi nel viaggio venissero mescolati altri tipi di rifiuti la cosa non era controllabile.
La svendita della discarica ad Hera poi è stata la ciliegina sulla torta.
Comunque bisogna far presente che tutte le malefatte ai nostri danni come le privatizzazioni dei servizi (acqua e rifiuti)sono da imputare al 90% alle leggi-razzia dei vari governi, consenzienti destra e sinistra, ai danni dei cittadini.
L'anno scorso ad Agosto, in piene ferie, dove i cittadini pensavano ad altro, ad esempio è stata fatta la definitiva razzia dell'acqua con la 23 bis appunto dell'agosto 2008 dove praticamente viene imposta la gestione privata di un bene pubblico e inalienabile ai comuni con piu di 1000 abitanti!!!
Oggi in parlamento una ulteriore malefatta: lo scudo fiscale per far diventare puliti soldi provenienti da chissà quale attività e parcheggiati nei lidi esteri dove cominciano ad essere insicuri...
E l'opposizione cosa fa? lascia a casa 33 dipendenti per farla approvare!!!
Ragazzi qui ci vuole una rivoluzione, altro che!!!

Commento di Anonimo 09 del 02/10/2009 22.24.36
La notizia relativa al trasferimento di rifiuti dai pressi di Mondavio alla discarica di Ca' Lucio mi sembra meritevole, anzi impone,un chiarimento o di essere smentita in caso di sua infondatezza.
Quanto sopra perchè si legge di rifiuti costituiti da materiali non bene specificati ed anche perchè si fa cenno a contropartite sulla cui natura, liceità o quant'altro non devono sussistere dubbi
di nessun genere.
Dato che il Comune chiamato in causa è quello di Urbania, mi parrebbe strano se da lì non provenissero precisazioni ( non solo per sondare ,come scrive Richez) bensì per informare i cittadini di come stanno veramente le cose.
Se ciò pare inutile o superfluo, chiudiamo il discorso e pensiamo ad altro. Per esempio alla salute o che l'Anonimo delle 15 e 55 di oggi abbia capito male e si sia in buona fede sbagliato.
Cosa che può sempre capitare a noi poveri mortali.

Commento di per ripubblicizziamo del 02/10/2009 22.10.44 del 03/10/2009 9.32.39
per ripubblicizziamo del 02/10/2009 22.10.44
Tra gli assenti in parlamanto di cui parli, figura anche un certo Oriano Giovannelli.

Tra l'altro, ora, stanno saltando fuori certificati medici come funghi, i certificati medici....

Commento di Anonimo del 03/10/2009 11.06.33
Decisamente contrario.Serve solo a far cassa ai comuni e profitti alle ditte, le quali se non usufruiscono dei contributi CIP 6 non farebberro assolutamente nulla.Tra venti anni tutto verrà SMOBILITATO non ricodizionato pre rifare funzionare ma TOLTO.Tra 20 anni meno petrolio niente eolico.Questo perchè la durata fisiologica del mega impianto è questa.Vale la pena? le gradi ditte non abitano il nostro territorio, poco gli frega dell'impatto( cosa diciamo ) marginale, ma per trasportare queste palette da 200 metri devono arrivare sino alla cima,e dall'accordo sottoscritto con la Regione di cui posseggo copia non vanno con gli elicotteri.Questo è stato considerato?Si alle pale ma tra venti anni.

Commento di Primo del 03/10/2009 11.10.49
Per quanto riguarda Giovannelli vista la figura della sn la gente non sa più a che santo rivolgersi. Allora vai Berlusca trombaci tutti, a noi piace assai

Commento di Anonimo del 04/10/2009 0.26.32
Giovanelli è presidente della lega delle autonomie e la lega teneva il suo congresso a Firenze giovedì e venerdi. Il congresso era fissato da mesi. Diamoci un taglio ai complottismi.

Commento di ripubblicizziamo del 04/10/2009 7.30.31
Lega o non lega, ritengo che per un'occasione del genere in parlamento ci si coveva recare anche con 40° di febbre.
Volere è potere, bisogna solo verificare quale volere e quale potere!!

Commento di Mirco Marchetti del 04/10/2009 9.03.24
Fatto sta che, una legge che permette a criminali e mafiosi di recuperare la "refurtiva" è passata con 20 voti di scarto e, solo nel PD 23 non sono andati a votare. Pure il Presidente Napolitano, se non firmava in prima istanza avrebbe dato un segnale tangibile. Tra l'altro, se non passava, avrebbero dovuto apporre la fiducia e si potevan chiedere le dimissioni del Governo. Se non si può parlare di inciuci, allora devo credere che molti non sono capaci di fare l'opposizione. La politica è fatta di priorità e noi dobbiamo ammettere che Giovannelli ha ritenuto prioritario Presenziare ad una riunione di routine su una legge, quella sullo "Scudo fiscale" che rimarrà una vergogna nella storia del nostro paese ed ognuno se ne assuma la responsabilità. Ai posteri l'ardua sentenza.

Commento di Anonimo 09 del 04/10/2009 10.35.46
Adesso il Presidente della Repubblica ha trovato un nuovo Consigliere che gli dice cosa deve fare e come comportarsi.Se ne sentiva il bisogno.

Commento di Mirco Marchetti del 04/10/2009 11.32.52
Il mio non è un consiglio, è un dissenso. Tra l'altro, non è il primo Presidente criticato. Si criticò il Presidente Cossiga, ma allora tutto il centrosinistra era compatto ed alcuni addirittura ebbero l'insolenza di chiamarlo Kossiga. Ma i capibastone erano d'accordo, quindi i plotoni si accodarono alle critiche. Oggi, il maggior partito d'opposizione, trova scandalosa una critica in cui un Presidente, che con il suo: "se non firmavo la prima volta avrei dovuto firmare la seconda" ha, da un lato palesato l'inutilità della Sua funzione, mentre dall'altro ha detto una cosa scontata ed il cerchio si chiude in una perfetta tautologia. A destra si criticava il Presidente Ciampi con insulti e tutto andava bene signora marchesa, a sinistra si criticava il Presidente Kossiga. Adesso, invece, non si può criticare il Presidente Napolitano perché la figura fa comodo a quelli di destra ed a molti di sinistra. Nel PD sono sempre più convinto che l'unico personaggio al momento accettabile è Marino. Basta con questa ipocrisia, abbiamo bisogno di uomini non compromessi e che se andassero al Governo sappiano mettere in atto una legge che elimini i conflitti di interesse, tutti, cosa che il centrosinistra non ha fatto.

Quindi voglio vivere in uno stato laico, dove mi è cobnsentito il dissentire da un Presidente della Repubblica se non ne condivido un atto, perché anche le critiche al Papa mi sono state consentite. Basta con velate censure, forzare troppo la mano ed ad intermittenza conveniente e faziosa, significa avallare un pensiero rivoltoso, dove non esistono salamelecchi ed atteggiamenti politicamente corretti che tengano. Di questo ognuno ne sia conscio, poiché a sinistra sono sempre esistite due anime, quelle incorporate e conservatrici e quelle progressiste e che auspicano un cambiamento.

Commento di Anonimo 09 del 04/10/2009 15.15.13
Benedetto XVI° può essere criticato e giudicato come meglio sembra.
Sinora non è stato inserito nel Lodo Alfano, con il quale penso che Lei sia del tutto d'accordo.
Tornerò Signor Marchetti, se avrò tempo, nell'argomento e nella Sua risposta.Lei è un tipo tosto. Complimenti.


Commento di Richez del 04/10/2009 20.58.11
Quello che tu dici Anonimo 09 non è proprio vero visto che subito dopo l'elezione a papa il vaticano ha chiesto l'immunità per mr. Ratzi che altrimenti avrebbe dovuto rispondere delle accuse di pedofilia (non per aver commesso dei fatti ma in quanto responsabile dei preti accusati). Insomma ha una immunità diplomatica, non molto differente dal lodo Alfano!
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/09_Settembre/20/papa.shtml

Commento di Loregior del 04/10/2009 21.34.38
Ratzi avrà anche una sorta d'immunità però almeno è un Papa moderno e attento alle problematiche odierne.

In fede
04/10/1251

Commento di Anonimo del 04/10/2009 23.43.03
Poverino, Giovannelli,aveva una riunione..... E come lui tanti altri, oberati di impegni o derribilmende daffeddati....

Il problema non è lui; ma chi gli ha dato il voto; a lui e a tutti gli altri (di destra e di sinistra)

Se penso che ci sono migliaia di persone che sono morte per dare a me (e a tutti noi) la possibilità di esprimere un voto, e potendo scegliere solo tra questa marmarglia imbevuta di soldi e di potere fine a se stesso, mi vien sempre di piu' il desiderio di propagandare e di esercitare il non voto; per rispetto, appunto, delle persone morte anche per me, per noi.

La loro forza, viene esclusivamente dal fatto che tutti noi, in fondo, ci appassioniamo della politica vera, autentica; mentre loro esercitano solo la mercificazione di poltrone, di incarichi; noi non siamo disposti a non dare il nostro appoggio ideologico, riponendo una fiducia che sistematicamente viene disattesa:

Siamo come i capponi che il Renzo dei Promessi Sposi porta in dono all'avv. Azzeccagarbugli: i capponi, tenuti per le zampe a testa in giu',si beccano e litigano tra di loro per avere il sopravvanto uno sull'altro, non curanti del fatto che tra qualche minuto, saranno entrambi cotti al forno.

Commento di Mino del 05/10/2009 9.42.18
Bellina questa dei capponi, rende bene l'idea sullo stato attuale della sinistra e del suo popolo. Per quanto riguarda Giovannelli penso che sia assolutamente da considerare tra le poche persone serie ancora in circolazione nell'agone politico: si può criticare per come ha scelto le priorità dei suoi impegni, ma non certo per inesistenti e impossibili inciuci. Comunque quella dei capponi è troppo bella...

Commento di Anonimo del 05/10/2009 10.42.48
Sarà anche bellina, ma quando l'ho scritta provavo un senso di "disgusto" non indifferente...
Comunque non è che accuso di inciucio nessuno, dico solo che siccome le votazioni in parlamento sono concentrate tutte in due/tre giorni la settimana, sarebbe opportuno che i parlamentari eletti (TUTTI) ci vadano,programmando gli impegni in funzione di queste, altrimenti di parlamentari tantovale averne 100, divisi in percentuale, e tutti gli altri 500 li mandiamo a casa risparmiando un bel po' di soldini.... (già ma poi dopo questi cosa fanno ?? nella vita probabilmente non hanno mai fatto niente se non i "politici"....)

Nella precedetne legislatura la sinistra andava a prendere la Montalcini a casa, gli metteva l'ossigeno al naso e la tirava giù dal letto per portarla a votare, povera crista....
Ma non vi viene la nausea a sentire D'Alema, Fransceschini, Bersani, parlare male dello scudo fiscale, sapendo che loro non erano presenti alla votazione ?? Dico, dobbiamo davvero sopportare tutto e piegarci a 90 gradi ???
Il problema, ripeto, non sono loro: ma chi gli da il voto, che continua ad appoggiarli: ha ragione Beppe Grillo quando dice che Berlusconi governerà anche dopo morto, da imbalsamato....

Il nostro ex-presidente della provincia, per esempio, sta lavorando alacremente tra i meandri del partito per la sua candidatura alle regionali: e probabilmente ci riuscirà perchè comunque avrà chi gli da il voro (di certo non il mio): così dopo essere stato in Europa, in Parlamento, in Provincia, gli manca la Regione nel suo personale albo d'oro.
E dopo acqua, gas e rifiuti, sarà pronto a privatizzare qualcos' altro, ed a metterla in mano a società di capitali che vivono sull'appoggio delle aministrazioni governate (in questo caso) dalla sinistra. Con buona pace della gente che vedrà aumentare le bollette, peggiorare i servizi, ma che continuerà a votarlo....
Il problema vero è questo. Continuerà a votarlo.

Nel frattempo i capponi sono stati cotti a puntino..... ma l'avvocato Azzecagarbugli a Renzo Tramaglino i problemi non li ha risolti, ma ne ha creati di ulteriori.

Commento di GIRAMENTO del 05/10/2009 11.04.28
CHI NON E' MAI STATO SUL MONTE PICCHIO E SUL MONTE DEI TURRINI CI FACCIA UNA PASSEGGIATA. COSI' SI RENDERA' CONTO DI CHE COSA ANDRANNO A STRAVOLGERE.

STRADA URBANIA - S.MARIA IN CAMPOLUNGO - VERSO MONTIEGO

GRAZIE

Commento di Anonimo del 05/10/2009 11.19.58
Il presidente della Repubblica è arbitro e non parte in causa.
Un provvedimento può fare schifo quanto si vuole (politicamente), come quello dello scudo. Ma se ha tutti i crismi della costituzionalità (tecnicamente) deve passare.
Lasciamo andare una volta per tutte con questa storia del potere di veto: non esiste!!!
Credo che criticare (fino ad insultare) Napolitano sia diventato lo sport preferito di Di Pietro e Idv.
È chiaro che c'è della strumentalità in questi atteggiamenti. Napolitano viene da una certa storia e fa parte del PD e per quattro voti qualcuno ritiene di poter dire fare tiro al bersaglio. Altrimenti non si spiegano le continue amnesie ed i mancati riferimenti ad un altro presidente (Ciampi) che ha firmato (materia tecnica) le cosiddette "leggi vergogna" (giudizio politico, mio e di altri)tra il 2001 ed il 2006.
La Costituzione è l'unico faro che un Presidente deve seguire, lasciando da parte i giudizi politici.
Stiamo diventando un paese non solo di allenatori, ma anche di costituzionalisti!!!

Commento di GIRAMENTO del 05/10/2009 14.15.07
IN QUESTO POST NON SI DOVREBBE PARLARE DI EOLICO
A URBANIA??

GRAZIE

Commento di Anonimo 09 del 05/10/2009 14.28.26
Quando parliamo di signori onorevoli, di gerarchi di partito, di gerarchini,di gerarchetti, di portaborse e/o di tutta l' allegra compagnia che in un modo o nell'altro campa felicemente di politica,di qualunque colore sia ma in particolare di colore cremisi, ne avete mai visto uno in cassa integrazione o disoccupato ?
Per costoro un posticino si trova sempre.
Alla più p. si crea un carrozzone e avanti Savoia !
C'è posto per molti,tanto pagano sempre i soliti.

Non mi pare che il vostro ex Presidente della Provincia stia facendo il giro delle 7 chiese per una candidatura alle Regionali ma per essere nominato responsabile regionale del PD. Così almeno mi pare d'aver capito.Seguo la politica per quel tanto che mi basta per esserne disgustato.
Sono altresì certo che quel posto sarà ricoperto, gratis et amore Dei chiunque sia il fortunato prescelto.
Il che, avrebbe detto Guareschi, è bello ed istruttivo.
E adesso torniamo all'eolico, a Urbania,alla discarica di Ca' Lucio, al canile, a qualche eventuale gattile e ad altri piacevoli trastulli.
Così sia. Ite Missa est.

Commento di Mirco Marchetti (OT) del 05/10/2009 15.09.04
Il Presidente aveva oggettivamente tre opzioni: firmare (come ha deciso di fare) facendo comunque capire quali erano i punti che lo reoccupavano;

firmare mandando un messaggio alle camere, come è sua facoltà, chiedendo un dibattito sul tema;

non firmare, rimandando la legge in parlamento.

Il problema è che se non si fosse votato entro sabato il decreto sarebbe decaduto. Ecco quindi spiegata la fretta. Le Banche infatti stanno già incassando i capitali rientrati.

Io ritengo poi che l'opposizione che fanno certi alleati del PD, è lo dico come responsabile IdV di Fermignano, è risibile. Bersani ed allegra compagnia, arrampicandosi sugli specchi, sostengono che, se loro andavano in masa a votare contro lo scudo fiscale allora sarebbe aumentato pure il numero dei filogovernativi ed avrebbero ottenuto la maggioranza. Io mi chiedo se con questi ragionamenti veramente si pensa di opporsi all'attuale governo. D'Alema, Bersani e Franceschini, invece di affossare le alleanze farebbero meglio a pensare che, se si fosse fatto il possibile, se il Governo doveva porre la fiducia, noi si poteva pure chiedere le dimissioni del Governo stesso. Se non parlo di inciuci, allora mi si dia l'opportunità di wevidenziare l'incapacità di questa còlasse dirigente. Poi il criminale sarebbe Di Pietro? Ma per favore!

A questo punto, io voglio sapere da dove parte la costituzuionalissima refurtiva (caso per caso), dove arriva e come viene re-impiegata, oltre che nelle Banche come ben sappiamo.

Mi vien da ridere a pensare che, con certi dirigenti di sinistra, è probabile che manco la Resistenza ci sarebbe stata perché, magari, non rispettava a pieno l'etichetta o la buona educazione.

Valuteremo nelle opportune sedi le alleanze prendendo atto che noi IdV siamo così npericolosi per le anime belle del PD. La Costituzione è cara pure a noi e cerchiamo pure di dargli sostanza visto che è perennenmente calpestata, ma i signorini se ne accorgono solo quando si tocca loro qualche padrino.

Facciamo valere l'art.11 ad esempio: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."

p.s. Mi si scusi l'OT, il post era per l'eolico, quindi .. Via col vento..

Commento di Anonimo 09 per Richez del 05/10/2009 18.52.27
Ho riletto il tuo post del 4 u.s.,quello delle 20.58.
Mi era sfuggito e chiedo scusa.
Quando scrivi che il Papa sarebbe coivolto nel reato di pedofilia a seguito di riprovevoli comportamenti di indegni prelati poichè oggettivamente non poteva non sapere,essendo ( come molto acutamente osservi)
" responsabile dei preti accusati" , lo pensavi seriamente o no ? Toglimi il dubbio.
Una giusta lode tu meriti per quel " mr Ratzi" che democratizza tutto, fa molto chic e ti manifesta quale assiduo ed informato lettore di "Repubblica", quotidiano partorito dalla fertile mente del Camerata Scalfari. Eugenio, per non confonderlo con altri.
Come te,io sogno un Papa ed una Chiesa"democratici"
ed elezioni generali per un Pontefice nominato dal popolo a scrutinio universale.
Escludendo mussulmani,buddisti,scintoisti,indù e pagani in genere. Mi pare ovvio,no ?

La battaglia sarà dura ma, come ben sai, ex arduis perpetuum nomen.

Commento di Richez del 05/10/2009 19.01.53
1. Mai letto repubblica in vita mia.
2. Non mi interessava in particolare il fatto nello specifico (è che conoscevo questo), era solo per dire che anche lui una copertura che deriva dal suo stato di essere papa, una specie di lodo-alone.

Commento di Anonimo 09 del 05/10/2009 19.45.38
Scusa, caro Richez, il mio grave sospetto che tu fossi un abituale lettore di Repubblica. La tua precisazione mi ha rincuorato.
Si vede quindi che,come me, tu hai radici popolari, proletarie e scarsa simpatia per lo "sciccume" e per i sapientoni in genere, colpevoli di ogni nostra sofferenza.
Per il resto del discorso, amichevolmente ti invito ad essere più riguardoso verso il nostro Papa che cerca di guidare con mano ferma ed indomita fede una comunità oggi percorsa e percossa da ogni sorta di spinte e di inquietudini.
Cordialmente.

Commento di Anonimo del 06/10/2009 11.02.35
MI SPIEGATE COSA CENTRANO MERLONI E SPACCA CON L'IMPIANTO EOLICO A URBANIA?

Commento di Anonimo del 06/10/2009 12.47.06
La Resistenza l'avrebbe fatta sicuramente Marchetti, magari con la chitarra in mano...ta ta rattatta ta ta rattatta ta ta!!!
Rispondi su Ciampi piuttosto, senza fare sempre il celodurista di sinistra

Commento di Mirco Marchetti del 06/10/2009 13.45.48
Io non sono un musicista, non so suonare la chitarra, sono invece un grattacorde, un menestrello. Mi è capitato e più d'una volta, di suonarle e cantarle, con la chitarra, e devo dire che il mezzo usato è spesso più efficace e diretto di mille parole dette. La chitarra, la musica, per far esprimere, far gioire e far deprimere, ma la mia non fa "ra-tata-ta..". Meglio la chitarra che il mitra dunque.

Ciampi, che vuoi che ti dica? Qual'è la domanda? Cercherò di risponderti, seppur non abbia capito cosa centra il celodurista di sinistra .. chevvorddì??

"Soffia il vento, urla la bufera, scarpe rotte e pur bisogna andar! A conquistare la nostra primavera dove sorge il sol dell'avvenir .."

Commento di Anonimo del 07/10/2009 6.58.27
Chiedo a Giuseppe Lucarini che ha scritto il post di cosa si tratta: di un referendum locale o di una consultazione?
Perchè se si tratta di un referendum, qualche possibilità giuridica ce l'ha, ma se si tratta di una semplice consultazione , allora è una presa in giro; non serve a niente se non ai politici per far pesare la loro forza.
Vorrei inoltre avere delle risposte dal vostro Ufficio Relazioni Per il Pubblico URP al quale ho scritto 10 gg fa ed ancora devo avere una comunicazione; non è certo questa la collaborazione verso i cittadini e l'URP non dovrebbe aspettare i 30 gg previsti dalla norma, a meno che ha difficoltà a rispondere, ma questa è un'altra storia.
Peppe Dini

Commento di Anonimo del 07/10/2009 7.57.56
D-I-F-F-E-R-E-N-Z-A T-R-A L-E L-E-G-G-I F-I-R-M-A-T-E D-A U-N-O E D-A-L-L'A-L-T-R-O, siamo stati chiari? Ho paura che Ciampi abbia l'attenuante di non essere del pd...

Commento di giramento del 07/10/2009 8.04.09
Scusatemi ma i vari VINCOLI (vedi vincolo di Montenerone ecc) DOVE SONO FINITI??
Valgono solo per chi vivendo in queste zone deve realizzare grandi opere (cuccia del cane, finestra più grande di 5 cm ecc) o mi saglio?

La ditta Tre Effe stando ai documenti che girano in rete scaverà 30.000 mc, cementerà per 10.000, farà una strada larga svariati metri, sbancherà mezza collina per consentire l'accesso a camion lunghi 20 metri, aprirà una nuova strada dal Monte dei Turrini al Monte Picchio e infine elettrodotto interrato dall'impianto eolico (per favore non chiamatelo "PARCO") fino a Sant'Angelo.

La Ditta Tre Effe e' UN PRIVATO privilegiato che può scavalcare tutti i vincoli?

MEDITATE GENTE.

Commento di Anonimo del 07/10/2009 8.46.12
PERCHE LA DITTA PUO FARE QUESTO? FORSE PERCHE A FATTO ACCORDI CON UNA FAMOSA DITTA DI FABRIANO DOVE LAVORAVA UN IMPORTANTE PERSONAGGIO POLITICO REGIONALE?

Commento di Anonimo del 07/10/2009 9.31.23
l'entroterra è terra di conquista per gli uomini politici della costa:
Siamo già diventati il luogo dove stoccare i rifiuti della costa, dove spalmare parte dei costi dei servizi della costa, saremo anche luogo dove produrre energia per la costa.

Una delle principali risorse è il bel paesaggio: se non in termini economice, certaemnte in termini di qualità della vita: ok, deturpiamolo: facciamo come per la Fano-Grosseto (anzi, il traforo della Guinza).
Mi è capitato recentemente di attraversare alcune regioni della Germania e della bassa Francia: ho visto diversi impianti eolici. Pale giganti, anzi impressionanti:
Certo, le energie alternative non nascono dal nulla, è evidente che un costo (sia economico che estetico) bisogna pagarlo: ma ho visto impianti eolici in zone praticamente DISABITATE, dove di fatto non deturpi l'ambiente, non crei impatto visivo brutto a nessun abitante (perchè non ce ne sono): è chiaro ??

Le nostre valli, le nostre colline sono piccole, sono strette, e sono fortunatemnte ancora abitate, o comunque frequentate.
L'impatto ambiantale a mio avviso sarebbe enorme ed oggettivamnente farebbe un grosso danno (dando per scontato, ma non ci credo, che la realizzazione possa essere indolore...)

Chiedo ai nostri politici amministratori di lottare con i denti CONTRO la costa, per far valere i nostri diritti:
Abbiamo una sola strada, abbiamo un ospedale ogni 60km, paghiamo le tasse come tutti quanti, ogni volta che dobbiamo fare qualcosa di diverso del normale, ci va via una giornata intera.
E progressivamente dobbiamo regalare alla costa il nostro territorio, le nostre poche risorse; in cambio di cosa ??

Molto spesso le amministrazioni locali hanno il timore (o comunque non hanno la forza) di opporsi con fermezza alle decisioni dei politici Provinciali e Regionali; molto spesso anche per conveniente politica, per non contrastare qualcuno del tuo stesso partito.

Infine; quando sarà questa consultazione ? è già possibile visionare i progetti ? è possibile avere una idea "visiva" dell'impatto sia durante la realizzazione che dopo ?

Commento di GIRAMENTO del 07/10/2009 13.46.51
A PROPOSITO DI COLLINE
URBANIESI AVETE VISTO L'ECOMOSTRO LEGALIZZATO
CHE STA' SPUNTANDO SULLA COLLINA SOPRA AL "FORNACION"??
DICONO 600 MQ TRE PIANI A STRAPIOMBO. BELLISSIMO
GRAZIE A CHI HA RESO EDIFICABILE "CHEL GREPP"
PER COSTRUIRE UNA DELLE CASE PIU' ALTE E GRANDI DI URBANIA

SENSIBILITA' AMBIENTALE??
ERA CHIARO DOPO AVER COSTRUITO SULLE STRADE, SCAVATO LE COLLINE, TRASFORMATO TUTTI GLI EX CAPANNONI DEI POLLI IN CASE CI RIMANEVANO SOLO I GREPPI.

Commento di Anonimo del 07/10/2009 18.53.19
vedo che a commenti siamo al "chi più ne ha più ne metta!!!!!! Spacca, Merloni, Tre Effe ( e chi sono i fratelli Foglietta???) Giovannelli, Napolitano, Berlusconi (c'è Marchetti quindi a confusione si viaggia.....). Ho seguito per sommi capi la questione e mi pare che la ditta TRE abbia proposto un progetto in un'area dove è possibile relizzare quanto richiesto, tutto senza la complicità della politia (sia di sinistra che di destra....) ed è naturale che lo si sia fatto nelle colline, dove il vento soffia ancora (parafrasando Bertoli....) e non ci vedo tutto il "torbido" che si legge in questi post. Energia pulità va' prodotta e non è possibile dire sempre no a tutto altrimenti ha ragione il Cavaliere: NUCLEARE NUCLEARE NUCLEARE perchè i micro impianti, con i quali vendere l'energia in eccesso al vicino, non riescono comunque a dare grandi risoste ai grandi consumi ai quali ormai siamo legati ed allora, senza stupide consultazioni e solita demagogia analizzaiamo i progetti, valutiamoli e non credo che sia questo catastrofismo che trasuda in ogni intervento che avete pubblicato.

Commento di Anonimo del 07/10/2009 18.57.25
Quel che non mi piace è comunque la scelta del Comune di Urbania che nascondendosi dietro un referendum nel quale mi si dice sarà sufficiente la partecipazione di 1/3 dei cittadini aventi diritto al voto, maschera sue debolezze nell'affrontare in maniera seria un argomento molto delicato. Si nasconderà con la sua giunta dietro il risultato, per me scontato, ed ancora una volta ci avrà preso tutti per il naso lasciandoci intendere di seguire la volontà popolare..... e magari con il naso all'insù a guardare girar le "pale" che a me comunque non dispiacciono, anzi piacciono.

Commento di Anonimo del 07/10/2009 22.36.14
Stasera ho visto il post ed i commenti relativi ed ho notato quello di Giacomo Rossi (è il candidato presidente della provincia per la destra credo) che indirettamente elogia Lucarini per aver fatto quello che Mercatello (Pistola però era quello sbagliato e ciò fa ridere) non ha fatto per il gasdotto. Premesso che ritengo il ruolo della amministrazione comunale di Mercatello estremamente positivo sull'argomento (migliorto il progetto, ottenuto almeno sulla carta il ossibile "stacco" per alimentare mercatello e borgo pace con il gasdotto, modificato il tracciato, e potremmo continuare) vorrei porre a Rossi due semplici domande: 1) dov'eri quando Apecchio eaminava il progetto del gasdotto? Non servono tardive prese di posizione su progetti che tra le altre cosehanno valenza nazionale; 2) Dov'eri quando il comune di Apecchio approvava il progetto dell'impianto eolico al monte dei sospiri nell'assoluto silenzio? Non so cosa risponderai, anche se a me non interessa anche perchè ci tengo a dirlo sono per la politica del fare e perciò sono favorevole sia al gasdotto che agli impianti eolici

Commento di Peppe Lucarini del 08/10/2009 0.16.35
I commenti di questo post dimostrano che ci sono opinioni diverse e che è sacrosanto consultare la gente. Ma sopratutto dopo aver dichiarato in campagna elettorale di fare la consultazione e dopo averlo riaffermato nella relazione programmatica, non avremmo comunque potuto agire diversamente.
Non si tratterà di un vero e proprio referendum, anche perchè non ci riferiamo ad una decisione che spetta solo al Comune. Il comune deve dire la sua e prima di farlo vuole sentire l'opinione della sua gente.
Si tratterà di una consultazione nel corso della quale i contrari ed i favorevoli potranno dire la propria opinione, sulla base di un'ampia diffusione dei progetti. Il consiglio ha già approvato il regolamento e la giunta sta predisponendo le varie operazioni. Il sottoscritto entro lunedì pubblicherà il manifesto con le varie scadenze. Ci sarannpo 45 giorni per confrontare opinioni e 4 giorni per votare. Il 30% è la percentuale giusta perchè non si tratta di referendum abrogativo ma di semplice consultazione. Ma ovviamnte non è escluso che partecipi molta più gente in più.
Favorevoli e contrari non siate così sicuri delle vostre opinioni. Il recupero dell'energia è cosa seria ma allo stesso tempo in queste vallate l'aspetto paesaggistico non è questione da sottovalutare. Comunque con questa proposta l'amministrazione vi darà uno spazio per confrontarvi. Non mi sembra una cosa sbagliata. Chi è sicuro delle proprie opinioni non deve aver paura del confronto.
Alla fine comunque vada, non preoccupatevi l'amministrazione saprà asprimere la responsabilità di una decisione.
A proposito. Non siamo i primi ad aver realizzato una consultazione su queste tematiche.

Commento di Peppe Lucarini del 08/10/2009 0.18.25
A propostito la consultazione è prevista dal 3 al 6 dicembre. Abbiamo tempo per discutere no?

Commento di Peppe Dini del 08/10/2009 5.40.27
Cortesemente Lucarini, consultazione o referendum locale?
Peppe Dini

Commento di GIRAMENTO del 08/10/2009 8.08.05
rispondo all'anonimo Estimatore di Bertoli (7/10 ore 18.53) il vento soffia costantemente anche in mare
ma mai a nessuno verrà in mente (almeno in questa regione) di piazzare le pale eoliche lungo la costa.
In tante altre nazioni si è adottata questa soluzione
meno invasiva e anche meno costosa (sara' per questo che da noi non si adotterà mai)
Parafrasiamo anche Zucchero .....e che ci girano le palle.

Commento di Anonimo del 08/10/2009 8.23.20
E' una consultazione su un quesito si o no. Il principale scopo è informare e offrire a tutti la possibilità di esprimere dissenso o consenso. Poi vedremo quanta gente parteciperà. E' un modo per rendere trasparente una discussione per far vedere che non c'è nulla da nascondere, per mettre alla prova anche la capacità di rapportarsi corettamente con una comunità da parte di una società privata. Forse è anche un precedente per altri comuni. Noi abbiamo inventato questa particolare forma. Altri in Toscana hanno fatto un vero e proprio referendum. Ma credo che l'esperimento sia utile anche per altri Comuni. Non bisogna mettere la gente di fronte ad un fatto compiuto. Troppo delicata è la decisione. Vogliamo esercitare il nostro mandato nel modo più aperto possibile.
Ma pensiamo al caso opposto. Il Consiglio vota, a favore o contro. Quanti cittadini avrebbero modo di contestare questa decisione così importante? Quanti comitati post potrebbero nascere?. La consultazione è il modo più democratico che esista. Una vera palestra. Anche per far capire che non c'è aslcun motivo per nascondere alcunchè.

Commento di Peppe Lucarini del 08/10/2009 8.27.47
Mi sono dimenticato di firmarmi, il post precedente è il mio. Per Giramento. Forse non sarà che le nostre coste sono molto antropizzate?. Ed è lo stesso motivo per cui le pale che in altri paesi hanno trovato ampia e diffusa collocazione da noi non hanno solo estimatori. Per il particolare rapporto degli italiani con un territorio collinare di prossimità, dove ogni persona si sente parte del paesaggio. Bisogna trovare il punto giusto fra paesaggio ed energie rinnovabili.

Commento di Peppe Lucarini del 08/10/2009 8.30.04
Sempre io. Poi è anche vero che spesso i comitati nascono proprio per come nsacopno i progetti. Spesso nel segreto di conferenze di servizi. Proprio questa è l'innovazione di una consultazione. Il coraggio di mettere sul tavolo tutto, senza dare l'impressione che ci sia chissà cosa dietro.

Commento di alberto del 08/10/2009 12.51.47
il fotovoltaico

Commento di Peppe Dini del 08/10/2009 14.32.04
Mi spiace , ma se è una consultazione , non ha alcun peso giuridico; i cittadini si esprimono sì, ma poi non serve a niente. Il politico così può dire "Ci ho provato, vi ho coinvolto ma sono le altre amministrazioni che lo hanno portato avanti"! Ergo una vera presa per i fondelli!!!

Mentre un vero Referendum locale può arrivare anche a bloccare delibere, ordinanze, preesistenti, ovviamente se vinto!!!
Quindi la differenza è sostanziale!

QUESTO NON E' COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI NELLA GESTIONE DEL PROPRIO TERRITORIO!
E' SFRUTTAMENTO DEI CITTADINI PER PROPRI FINI!!!

Peppe Dini

Commento di ALBERTO del 08/10/2009 15.02.29
PEPPE PASSANO GLI ANNI MA LA GRINTA E' LA STESSA
A PROPOSITO ANCHE SE NON E' IL BLOG GIUSTO
MI PIACEREBBE CONOSCERE IL TUO PARERE SULLA FANO-GROSSETO
GRAZIE

Commento di Anonimo del 08/10/2009 15.15.50
L'Italia è anche questo...
Vi ricordate le primarie? La sinistra estrema le ha sempre ritenute un bluff poco democratico(eccetto in Puglia, dove la democrazia ovviamente c'è, in quanto - per fortuna - le ha vinte Vendola).
Qui da noi, appena si innovano i processi di partecipazione, c'è qualcuno pronto a dire "Non mi va bene....si poteva fare meglioooo!!!".
Appena si coinvolge la cittadinanza arriva un altro che dice: "È una presa per i fondelliiii!!!!".

Ci si misuri sugli argomenti, si faccia vedere ai cittadini il pericolo che scaturirebbe con l'installazione del Parco, si illustri senza paura quali sarebbero gli svantaggi, si evidenzi perchè la scelta sarebbe un disastro...e perchè no? Può darsi che si vinca.

Perchè si ha così tanta paura della consultazione popolare?
I cittadini daranno un indirizzo ed il consiglio si prenderà le proprie responsabilità.
Se si fosse fatto il referendum, a mio parere, si sarebbero comunque inventate altre scuse...
La verità è che dietro questi argomenti, al contrario di quello che sempre si sostiene (partecipazione, coinvolgimento, trasparenza), c'è proprio la paura di uscire dall'orticello e di misurarsi con quello che pensano gli altri.
Trapela una paura fottuta essere smascherati e di apparire per come si è: urlare molto, ma non contare niente.

Commento di Anonimo del 08/10/2009 15.46.58
NOTIZIA DA RADIO LONDRA: PRIMA DEL COINVOLGIMENTO DELLA FAMOSA DITTA DI FABRIANO, LUCARINI ERA FORTEMENTE CONTRARIO AL PROGETTO. COME MAI HA CAMBIATO IDEA?

Commento di Mirco Marchetti del 08/10/2009 16.15.27
Non so, a me pare una bella cosa la consultazione popolare. Ad esempio, io sono favorevole all'eolico e, se fosse per me lo si farebbe. Però pure io, che comunque poso avere sull'argomento una visione parziale, mi sento in obbligo di porlo a consultazione. Molti affermano: "Se si fa una Consultazione, l'eolico passerebbe in minoranza quindi non si farà mai". Allora chiedo che precedentemente la consultazione popolare, vengano fatti incontri di sensibilizzazione ed informazione sul tema ed offrendo le argomentazioni che, bilateralmente emergono sia da chi l'eolico lo sostiene, sia da chi lo avversa.

Insomma, ancora una volta ritengo che la partecipazione è lo strumento reale e tangibile di ogni libertà che non voglia elegarsi nei meandri degli eufemismi e delle propagande.

Ergo, condivido l'impostazione.

Commento di Anonimo del 08/10/2009 17.27.52
Notizia da Il Giornale.
Feltri dopo aver letto il post di anonimo delle 15:46 ha dichiarato: "Sono contento, sto allevando come si deve una nuova generazione di infangatori e sputtanatori!!!"

Commento di Don Chisciotte del 08/10/2009 21.11.49
Il fatto che si faccia una consultazione popolare lo vedo come aspetto positivo, però come dice Dini Giuseppe se non è un referendum, al quale deve partecipare almeno la metà degli elettori (+1) non mi pare grande cosa. Mi permetto però di entrare nel merito e raccontarvi di una mia vacanza a Pamplona lo scorso luglio in occasione del "Los Sanfermines" (da vedere!) ed ho notato sopra quella città, mi pare sul "alto del perdon" un parco eolico che non mi è sembrato così disdicevole (lo scenario è molto simile alle nostre colline, tra l'altro lungo uno dei tratti più suggestivi della via francese del cammino di santiago). Il fatto vero è che da noi (in Italia in generale, ma anche nella nostra valle)comunque troppo spesso dietro queste battaglie si nascondono gruppi di persone molto brave a predicare - tutt'altro positive nel razzolare. Basta guardare gli ambientalisti più estremi di Casteldurante, sempre primi a contrastare questo (come altri) progetto elevandosi a paladini della difesa dell'ambiente e nella loro storia tra i più "praticanti" delle leggi del perdono edilizio dell'odiato Silvio (CREDO CHE ABBIANO UTILIZZATO TUTTI E TRE I CONDONI EDILIZI - giudicate voi). Ed allora un invito: lasciamo a casa posizioni e persone estremiste, valutiamo le scelte con coscienza e senza pensare di essere l'ombellico del mondo. Guardiamo con attenzione il futuro e cerchiamo di portare un valido contributo alla produzione di energia pulita con progetti che leghino interessi economici e rispetto dell'ambiente. Evitiamo di diffondere false notizie come la demolizione di montagne o la costruzione di strade dipingendo tutto come l'opera di novelli "Attila" (mi risulta tra le altre cose che uno dei progettisti, che ho avuto anche modo di conoscere personalmente, sia persona stimata per la sua sensibilità verso i temi dell'ambiente, DISINTERESSATAMENTE - non ha fatto condoni di sicuro -). Solo così anche la nostra Regione potrà colmare quel gap rispetto ad altri territori e che la vede agli ultimi posti tra le regioni che producono energia pulita. Solo così potremmo pensare di contrastare le mire NUCLEARI del overno nazionale. Saluti a tutti e ...... buon vento in poppa!

Commento di Anonimo del 09/10/2009 6.42.20
"(CREDO CHE ABBIANO UTILIZZATO TUTTI E TRE I CONDONI EDILIZI - giudicate voi)":
nessun condono è stato utilizzato, informati meglio, anzi: vai pure a prendere consigli su come si autocostruisce una casa con tutti i criteri della ecosostenibilità

Commento di Anonimo del 09/10/2009 7.47.04
Invece credo che don chisciotte in relazione ai tre condoni edilizi utilizzati dagli "ambientalisti" locali abbia proprio ragione (se ho capito a cosa si riferisce)

Commento di Anonimo del 09/10/2009 7.59.26
Per autocostruire una casa ci vuole tempo e soldi. Il tempo lo ha solo chi lavora poco (dipendente pubblico) ed i soldi chi è figlio di papà o non ..............!!!!!! per non mangiare!!!!!!!! oppure, a discapito di qualsiasi governo, non paga le tasse. DOMANDA: Ma dove esiste un esempio concreto dalle nostre parti di edilizia sostenibile? A me pare, non sono un esperto, che tranne qualche rara eccezzione, ma quelle sono case di professionisti del settore, e poi sarebbe tutto da valutare, altri esempi non ci siano. In ogni caso quelli hanno i soldi, almeno apparentemente, e la casa se la sono fatta costruire da gente del mestiere. Mi chiedo quindi come possa una persona normale e moralmente apposto autocostruirsi una casa?????? Sarà mica che ha costruito la capanna dei tre porcellini????? è magari è talmente presuntuoso da chiamarla casa?????

Commento di Anonimo del 09/10/2009 8.18.30
Se proprio vogliamo essere seri la domanda è: Ma dove sono i "PROFESIONISTI DEL SETTORE????. A mio avviso i nostri ingegneri più in la di un accatastamento non vanno !!!!!!!!!!!!!!!!!! e vivono bene a nord (dichiarazioni rilascite in un convegno di casa sostenibile casa).

Commento di Giulio del 09/10/2009 12.49.00
Il motivo principale dei dubbi che molti hanno sull'eolico è che i vantaggi economici di un tale progetto vanno solo al comune (quelli di Urbania e Piobbico in questo caso), mentre gli svantaggi li vediamo tutti (dal punto di vista paesaggistico, naturalistico, visivo, eccetera). Poiché sappiamo tutti come spendono male i soldi i nostri comuni (basta contare il numero di dirigenti rispetto al totale dei dipendenti, oppure gli incarichi dati agli amici degli amici, ecc...) molti sono convinti che meno soldi abbiano da spendere e meglio sarebbe per tutti. Cosa ne pensate?

Commento di Anonimo del 09/10/2009 17.56.35
Ma fatemi capire riguardo al referendummmmm!!! Quelli di Piobbico vangono a votare in Urbania o non sono più interessati al parco eolico?

Commento di Anonimo del 09/10/2009 20.28.18
Caro Giulio il dubbio è che il vantaggio economico di una tale operazione e solo per la ditta proponente e al limite per le casse di qualche partito (di sinistra ovviamente) lasciando i cittadini il solo vantaggio di veder girale le "Pale". Dico questo perchè ancora i nostri governatori (di oggi e di ieri) non sono stati capaci di firmare un accordo!!!!! Vedrete come andrà a finire!!!! Con la scusa della consultazione popolare lasciano trascorrere il tempo (il 20 di questo mese c'è la conferenza dei servizi dove teoricamente potrebbero rilasciare il permesso) per poi dire "noi abiamo fatto tutto quello che era in nostro potere, in maniera democratica, facendo così ricadere la responsabilità sui cittadini. Quando vogliono decidono da soli con amici, parenti ed amici degli amici.

Commento di Anonimo del 09/10/2009 23.42.51
La consultazione è stata attivata dal Comune di Urbania perché questo avevamo promesso e perché riguarda la posizione che deve assumere il Comune di Urbania, dove sono gran parte delle pale. Cosa avreste preferito che il consiglio se ne fosse occupato da solo e che i Comuni si fossero messi d’accordo da soli?. Probabilmente la maggioranza nei due comuni per approvare una mozione c'era. Anche se a ben vedere in consiglio si dovrebbe andare solo per approvare un accordo sulle compensazioni.
Con la consultazione si cerca di offrire a tutti un'opportunità per informare, per dire le proprie ragioni e per confrontarle con gli altri, alla pari. Ed anche per misurare la capacità delle ditte di usare bene gli argomenti, di confrontarsi con il territorio, con la gente, di rispettarlo. E' una pratica troppo poco frequentata in Italia. Ed è anche per questo che spesso la gente non si fida.
Andare al voto significa correre anche il rischio o il vantaggio, secondo i punti di vista di veder bocciata qualsiasi forma di accordo. Ma non si va al voto perché si è convinti di vincere, ma perché si è convinti che è la cosa giusta da fare.
Il progetto in conferenza ci va lo stesso. Ed in conferenza il Comune deve andare lo stesso non a dire mi piace o non mi piace, ma quali sono i vincoli o i limiti o le possibili alternative. Questo si deve fare indipendentemente dal voto.
I riferimenti a supposti interessi non riescono neppure ad offendere tanto sono risibili. Mi hanno già raccontato di qualcuno che ha già fatto uso di questi argomenti. Di solito tornano di rimbalzo addosso a chi ne fa uso. Il comune intanto consulta la gente. E con questo dimostra che non ha nulla da nascondere ed che assume le scelte solo sulla base di una valutazione obiettiva degli interessi collettivi della città. Se hai notizie precise hai il dovere di comunicarle a chi di dovere.

Commento di Peppe Lucarini del 09/10/2009 23.43.31
Il post di sopra l'ho scritto io.

Commento di dura lex sed lex del 11/10/2009 12.40.03
Per quanto noiosi meglio leggerli (li ho tagliati) la legge completa si trova facilmente in rete http://www.altalex.com/index.php?idnot=550

L. 241/1990
Articolo 14.
(Conferenza di servizi)

1. Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, l'amministrazione procedente indìce di regola una conferenza di servizi.

2. La conferenza di servizi è sempre indetta quando l'amministrazione procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro trenta giorni dalla ricezione, da parte dell'amministrazione competente, della relativa richiesta. La conferenza può essere altresì indetta quando nello stesso termine è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate.

3. La conferenza di servizi può essere convocata anche per l'esame contestuale di interessi coinvolti in più procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesimi attività o risultati. In tal caso, la conferenza è indetta dall'amministrazione o, previa informale intesa, da una delle amministrazioni che curano l'interesse pubblico prevalente. L'indizione della conferenza può essere richiesta da qualsiasi altra amministrazione coinvolta. ......

Articolo 14-ter. (Lavori della conferenza di servizi)

01. La prima riunione della conferenza di servizi è convocata entro quindici giorni ovvero, in caso di particolare complessità dell'istruttoria, entro trenta giorni dalla data di indizione.

1. La conferenza di servizi assume le determinazioni relative all'organizzazione dei propri lavori a maggioranza dei presenti.

3. Nella prima riunione della conferenza di servizi, o comunque in quella immediatamente successiva alla trasmissione dell'istanza o del progetto definitivo ai sensi dell'articolo 14-bis, le amministrazioni che vi partecipano determinano il termine per l'adozione della decisione conclusiva. I lavori della conferenza non possono superare i novanta giorni, salvo quanto previsto dal comma 4. Decorsi inutilmente tali termini, l'amministrazione procedente provvede ai sensi ai sensi dei commi 6-bis e 9 del presente articolo";

5. Nei procedimenti relativamente ai quali sia già intervenuta la decisione concernente la VIA le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 14-quater, nonché quelle di cui agli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, si applicano alle sole amministrazioni preposte alla tutela della salute pubblica, del patrimonio storico-artistico e della pubblica incolumità".

6. Ogni amministrazione convocata partecipa alla conferenza di servizi attraverso un unico rappresentante legittimato, dall'organo competente, ad esprimere in modo vincolante la volontà dell'amministrazione su tutte le decisioni di competenza della stessa.

6-bis. All'esito dei lavori della conferenza, e in ogni caso scaduto il termine di cui al comma 3, l'amministrazione procedente adotta la determinazione motivata di conclusione del procedimento, valutate le specifiche risultanze della conferenza e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede
7. Si considera acquisito l'assenso dell'amministrazione il cui rappresentante non abbia espresso definitivamente la volontà dell'amministrazione rappresentata.




Commento di giancarlo del 11/10/2009 17.19.30
Condivido il pensiero di Peppe Dini e Don Crisciotte, la consultazione popolare con il quorum del 30% non è grande cosa e non ha alcun peso giuridico ( però può servire a qualche politico).

Vorrei porre alcune domande.

1) Il comune in che percentuale entrerà nel progetto e la ditta che realizzerà l’impianto quanto verserà nelle casse comunali?

2) A livello urbanistico cosa è stato fatto e cosa si farà per il risparmio energetico e l’efficienza energetica, non parlo delle solite chiacchiere nei soliti convegni ma di interventi tangibili e seri nelle zone residenziali, artigianali, industriali e commerciali.

3) L’energia prodotta dall’impianto eolico, servirà a ridurre quella prodotta da combustibile fossile o servirà ad aumentare i consumi?

giancarlo

Commento di Peppe Lucarini del 12/10/2009 7.59.17
Quando siamo stati eletti (la nuova maggioranza che governa il Comune di Urbania), sul monte dei Torrini e sul Monte del Picchio erano stati presentati, da almeno un anno, due progetti: uno di iniziativa pubblica promosso da un gruppo di amministrazioni (composto da due Comunità Montane e da un gruppo di Comuni compresi Urbania e Piobbico) ed uno di iniziativa privata.
Nel caso che fosse il progetto privato ad andare avanti, il meccanismo delle compensazioni era già stato ampiamente trattato dalla vecchia amministrazione.
Si dava quindi per scontato che, pubblico o privato, grande o piccolo, si realizzasse un progetto eolico.
Uno dei due comuni, era già andato in Consiglio, con una proposta di convenzione, sospendendone poi l’approvazione.
Quando la mia lista si è presentata alle elezioni non ha detto no all’eolico, ma ha detto faremo pronunciare la popolazione, in qualsiasi modo.
Quindi ha tolto sul progetto la certezza del consenso del Comune di Urbania. Ha fatto come si dice, un prudente passo indietro. Il limite del 30% non esclude che sul progetto non si pronunci anche il 100% della popolazione, ma evita che si dica, il quesito non conta perché si è pronunciato meno del 50%. E poi il limite del 30 era già indicato per i referendum consultivi nello statuto.

Il valore giuridico ovviamente non sussiste, poiché il referendum consultivo è un atto politico e vale solo per la posizione che dovrà assumere il Comune di Urbania. Tutti sanno che titolare della autorizzazione è la Regione Marche e che al Comune spetta solo un parere, che ovviamente ha un peso politico, di cui il legislatore dopvrà tenere conto.
L’unica cosa di nuovo che ha detto la nuova amministrazione è che le compensazioni siano non risorse finanziarie ma progetti di compensazione ambientale concreti. Come del resto prevede la legge.
Stiamo ancora discutendo, perché vogliamo un meccanismo certo, non impugnabile successivamente e sarà sul tavolo quando presenteremo pubblicamente il tutto.

ADESSO DICO QUELLO CHE NON CAPISCO:
Non capisco perché l’altro Peppe (Dini) rivendichi la partecipazione alle conferenze dei servizi dei rappresentanti di associazioni e comitati e suppongo lo faccia con genuino amore per l’ambiente, anzi conoscendolo ne sono certo, e invece non ritenga positivo un meccanismo di informazione e consultazione referendum che faccia pronunciare tutta la popolazione.
Io sono d’accordo che sui grandi progetti bisogna cambiare le procedure di consultazione, sono anche per fare di Urbania un caso laboratorio. Ma il meccanismo che ha inventato la mia giunta e il Consiglio comunale, non apre solo a comitati o associazioni, o rappresentanti di associazioni, cioè ad una specie di riserva indiana dove solo capitribù e ranger se la giocano, ma a tutte le popolazioni coinvolte, dove nativi americani e cow boy imparino a parlarsi a soppesare pro e contro senza sospetti o processi alle intenzioni.

Vogliamo cioè far partecipare veramente i cittadini, anche i più distratti. Far si che anche le opposte opinioni abbiamo la possibilità di misurare le proprie convinzioni confrontandosi e che alla fine i cittadini possano decidere del proprio futuro grazie ad una vera conoscenza degli argomenti.

E SOPRATTUTTO NON CAPISCO cosa dovevamo fare in alternativa a quello che abbiamo deciso di fare.
Decidere da soli? Questo dovevamo fare?.

Questa è la tradizione della amministrazione pubblica italiana, che piace molto alle opposte fazioni. Decisione e successiva creazione di comitati di cittadini..... rassicurante rifugiarsi nelle proprie convinzioni .....per dare tutte le colpe a chi governa....
....... e sopratutto paralisi di ogni possibile prassi pubblica.

Sono più chiare adesso le implicazioni?

Commento di Anonimo del 12/10/2009 8.45.31
Bisogna riconoscere che ogni tanto c'è qualche intervento serio anche se non si fa alro che porre domande su domande e non solo su questo blog. Quelle poche persone che si interressano dell'eolico, discutendo l'argomento anche per strada, passeggiando, o al bar, fanno fatica ad approfondire l'argomento perchè non hanno, o meglio non abbiamo, elementi sufficienti per discutere fino in fondo il progetto e le possibili ripercussioni che questo può avere sul nostro territorio. Per ripercussioni non intendo solo quelle negative, poche ma ci sono sicuramente, ma anche quelle positive derivanti dal buon uso che si farà delle possibili entrate. Entrate che per forsa di cose ci dovranno essere, come è accaduto mi sembra per le cave. Per espimersi con un SI o con un NO è importante conoscere come Urbania o Piobbico o Urbania e Piobbico, magari anche con la complicità delle Comunità montane o diquello che resta delle stesse, intenderà o intenderanno avviare un processo di sviluppo sostenibile, capace di minimizzare gli effetti negativi, che emergeranno per primi inesorabilmente, con un programma che compensi nel medio e lungo termine le negatività iniziali. Un programma di riqualificazione urbana orientato principalmente a ridurre i consumi e gli sprechi e ad ottimizzare le risorse disponibili non sarebbe male. Non sarebbe sbagliato, in questo particolare momento, cercare una possibilità per dare sostegno all'economia locale cercando di agevolare interventi in tema ambientale a 360°. Sottolineo locale non per essere razzista o egoista ma perchè è un modo per compensare i residenti del luogo. In conclusione chiedo a chi ha elementi concreti di cominciare ad esternarli in modo che anche la gente possa ragionare e magari contribuire con propri suggerimenti a inquadrare meglio il problema. Mi pare che è più di un anno che gira voce di questo benedetto impianto eolico e ancora ne questa amministrazione ne meno chemeno la precedente ha avuto il buon senso di organizzare degli incontri pubblici per ragionare sul da farsi. Ho letto che il 20 di questo mese c'è la conferenza dei servizi in regione? Cosa andranno a raccontare i nostri? che hanno indetto una consultazione popolare? che devono bloccare tutto perchè ancora non hanno avuto modo di sentire la popolazione? Cerchiamo di essere coraggiosi è cominciamo a parlarne prima possibile ufficialmente nelle nostri sedi e con qualcuno ingrado di raccontarci come stanno realmente le cose. Scusate ma questo è il commento di una persona lontana dalla politica ma con i piedi saldi a terra nella sua semplicità.

Commento di Peppe Lucarini del 12/10/2009 9.18.13
Stamattina esce il bando del sottoscritto per la consultazione. Non appena pubblicato spiegheremo come sarà articolata la campagna informativa, che sarà molto ampia e prevederà diversi momenti.
Il giorno della conferenza andremo a dire le nostre ragioni come amministrazione, che sono legate alla vincolistica o alla dimensione dell'intervento. Consultare la gente nopn significa che il progetto viene preso così com'è a scatola chiusa. Il ridimensionamento è il minimo che possiamo chiedere.

Commento di Anonimo del 12/10/2009 10.36.33
Grazie Sindaco. Siccome è un po di tempo che sono a casa, e non perchè sto male, la mia personale preocupazione non è se l'impianto sarà piccolo o grosso ma se ci saranno opportunità concrete di lavoro per la gente del posto e non solo durante i lavori ma anche dopo. Buon giorno e grazie.

Commento di Anonimo del 12/10/2009 21.08.37
Però ammettetelo tutti e due i Peppe, non vi sembra di averci messo un po di protagonismo? Uno si vuole infilare in gli usci di casa a dir la sua mentre l'altro ne vuo fare un caso mondiale!!!!!!!!! dai ammettetelo, a chi non dispiace essere al centro del dibattito!!!!! PERO' devo riconoscere che è un bel grattacapo e non sarà facile venirne fuori bene. Mi sembra che almeno Lucarini c'è la stia mettendo tutta con il massimo della trasperenza. Del resto la patata bollente se le trovata sul piatto e non se le mica andata a cercare!!!! Cosa ne pensate?

Commento di Anonimo del 12/10/2009 21.09.41
Il post sopra l'ho scritto io.

Commento di Anonimo del 13/10/2009 7.35.03
Nazinale forse non sarà, perchè ho scoperto che qualche altro referendum è stato fatto in Toscana, ma in piccoli comuni e per impianti più piccoli. Regionale però lo è senz'altro. Nel territorio regionale guardano con attenzione come andrà a finire ad Urbania. Perchè significa cambiare le procedure che solitamente i Comuni perseguono, trattando i benefit con l'occhio rivolto ai difficili bilanci. Noi invece chiediamo solo progetti ambientali, ma non ci stracciamo le vesti se la gente non è d'accordo. Significa che d'ora in poi nei territori regionali, tutti potranno chiedere referendum, guardando al caso di Urbania.
Significa anche che le ditte dovranno prepararsi a presentarsi ai territori, e dotarsi anche di qualche esperto di comunicazione, che con tutto quello che muovono possono permetterselo.
Per gli enti pubblici provinciali e regionali significa prevedere la comunicazione e l'ascolto delle popolazioni strutturalmente nell'iter progettuale. Avrebbero forse avuto meno grane nell'impianto di biomasse, se la gente fosse stata informata prima e sela ditta, ascoltando la gente si fosse subito resa conto che doveva partire con un impianto più piccolo.
Per gli ambientalisti significa imparare a confrontarsi con le opinioni della popolazione, con tutta la popolazione non con gruppi ristretti di persone, che gli amanti dell'ambiente sono più di quello che sembrano ed anche le persone capaci di discerimento.
E' vero è una bella patata bollente. Ma quando hai accettato di fare il sindaco in fondo è per metterti alla prova sulle patate che scottano piuttosto che sulle cacche dei cani, anche se sono importanti anche quelle.
E poi se fai il sindaco il protagonista ti tocca farlo comunque. Tanto vale cercare di farlo nel migliore dei modi.
Grazie comunque per la sottile, ironica, comprensione.

Commento di Peppe Lucarini del 13/10/2009 7.35.52
L'ultimo l'ho scritto io. Ovviamente.

Commento di Anonimo del 14/10/2009 18.39.46
Chi semina vento raccoglie milioni
Data di pubblicazione: 12.10.2009

Autore: Pirani, Mario


Aggredito anche dal mare il paesaggio delle coste sarde, ora dalla speculazione energetica.

La Repubblica, 12 ottobre 2009



Le ultime notizie giungono dalla Sardegna. L´assalto alle sue coste, fra le più belle del Mediterraneo, non arriva più soltanto dai costruttori di complessi edilizi, finti villaggi, seconde e terze ville, ma direttamente dal mare. Sulla costa del Sinis, nella provincia di Oristano, precisamente davanti al litorale di Is Arenas, Su Pallosu e S´Archittu dovrebbe, infatti, sorgere una centrale eolica composta da 80 torri off shore, alte 130 metri (100 sopra il pelo dell´acqua), in uno spazio marittimo di circa 22 milioni di mq, a una distanza fra 2 e 8 chilometri dalla costa. Ne sarebbe devastato il paesaggio, il turismo, la pesca, tre fra le maggiori fonti di ricchezza dell´Isola.
Sarebbe questa la seconda centrale eolica off shore installata in Italia, dopo quella nel mare di Termoli, al confine tra la Puglia e il Molise, che suscitò non poche proteste. Ora, sulla spiaggia sarda qualche migliaio di persone hanno dato vita nei giorni scorsi a una manifestazione per chiedere che il Demanio marittimo neghi l´autorizzazione ma i precedenti lasciano poco spazio all´ottimismo. Nelle delibere dei consigli comunali e nelle convenzioni regionali fa testo, infatti, una assurda sentenza del Tar della Puglia che ha dichiarato «irricevibile» un ricorso contro un impianto eolico, in quanto impianto, opere connesse e infrastrutture sarebbero realizzazioni di «pubblica utilità, indifferibili ed urgenti». Abbiamo chiesto agli organizzatori della protesta sarda (Amici della Terra e Gruppo d´intervento giuridico) quale sia l´impresa interessata alla costruzione ma l´unica sigla che hanno reperito corrisponde ad una non meglio precisata Arenas Renewables Energies, controllata da un´altra ignota società, residente nel Liechtenstein.
Probabilmente, dunque, una delle solite scatole vuote, domiciliate in un paradiso fiscale, da dove possono operare nella più tranquilla opacità. In questo caso, come è già avvenuto, potrebbe anche darsi che, una volta ottenuta la concessione, la società del Principato la rivenda al migliore offerente, realizzando sicuramente un buon guadagno. In Italia l´autorizzazione a costruire e a gestire un parco eolico rappresenta, infatti, uno degli affari più lucrosi e privi di rischi offerti dal mercato drogato di questa specifica voce dell´energia pulita. Il livello di rendita, procurato dagli incentivi in Italia (pagati dagli utenti nella bolletta) è di gran lunga il più alto fra tutti i Paesi dell´Unione europea, circa 100 euro per MWh (megawatt ore) per sito eolico medio, mentre in Germania è inferiore ai 10 euro e in Spagna non arriva a 20 euro. L´onere fra dieci anni graverà sulle bollette delle nostre famiglie e imprese per 7 miliardi di euro. Questo spiega la corsa che sta spingendo non solo regolari imprenditori italiani e stranieri ma anche speculatori di ogni risma compresa - come provano inchieste della magistratura in Sicilia e Calabria - la criminalità organizzata, alla costruzione di migliaia di torri eoliche dal Sud al Nord, anche laddove il vento non soffia regolarmente e forte, come occorre per raggiungere un livello minimo di efficienza.
Alla fine del 2008 risultavano già in esercizio 3.640 torri eoliche. Se si considerano quelle in costruzione, quelle già autorizzate e quelle in istruttoria si arriverebbe nei prossimi anni ad una selva di 50.560 dalle Prealpi alla Sicilia, dai colli della Toscana alle coste dell´Adriatico e del Tirreno. Dovunque ci sia ancora un po´ di spazio. Il profilo dell´ineguagliabile paesaggio italiano ne uscirebbe deturpato. E tutto questo non certo per darci almeno una quantità consistente di energia pulita, visto che tutti i dati, sia presentati dal governo che dagli «imprenditori del vento», affermano che se oggi l´energia eolica rappresenta solo lo 0,25% dei consumi energetici, nel 2020, pur triplicata, arriverà al massimo a coprire l´1,3% dei consumi elettrici complessivi. E per una simile inezia il volto dell´Italia dovrebbe essere sconciato?

Commento di Anonimo del 14/10/2009 18.50.45
Energia dal vento la nuova frontiera.

Parla Lester Brown, fondatore del WorldWatch Institute: «È abbondante, poco costoso, inesauribile e ampiamente distribuito»

..... torna d’attualità il problema dell’approvvigionamento e delle conseguenze ambientali dei combustibili fossili utilizzati nella gran parte delle centrali. Tra le fonti alternative, una oggi si impone per sostenibilità e disponibilità in natura. Ma la sua diffusione potrebbe essere ancora più rapida e capillare.
«II vento è abbondante, poco costoso, inesauribile, ampiamente distribuito e libera l'atmosfera dall'inquinamento. Nessun altra fonte energetica può abbinare tutte queste prerogative. Perciò il futuro dell'energia appartiene al vento». Lester R.Brown, già docente ad Harvard, fondatore del WorldWatch Institute e direttore dell'Earth Policy Institute, ne sembra fermamente convinto.
Di solito, le energie rinnovabili vengono considerate energie d'appoggio e, quindi, senza un reale impatto sulla struttura della produzione energetica a livello nazionale...
Si incorre in un grande errore con tale considerazione. Il dipartimento dell'Energia statunitense, nel 1991, sorprese l'opinione pubblica con la pubblicazione di uno studio sull'energia eolica. Quello studio affermava che il Texas, il Nord Dakota ed il Kansas possedevano una forza del vento sufficiente a coprire il proprio fabbisogno di elettricità. Ultimamente, un altro studio effettuato da un'équipe dell'Università di Stanford ci dice che il potenziale energetico del vento è più alto di quello valutato nel 1991.
La sfida che si pone oggi agli uomini politici è quella di costruire una società globale ambientalmente sostenibile. Si può realizzare quest'obiettivo?
Le fonti tradizionali di energia, carbone e petrolio, sono responsabili del 70% di tutti i fenomeni di inquinamento ambientale che stanno determinando il cambiamento climatico sul pianeta. La storia giudica i leader politici per le risposte che danno ai grandi problemi del loro tempo. Oggi è tecnicamente possibile stabilizzare il clima e ridurre i livelli atmosferici di biossido di carbonio che provocano il devastante effetto serra, con estati sempre più torride e inverni sempre più freddi. Se, per esempio, con l'aumento dei prezzi petroliferi, l'opinione pubblica facesse pressione sui politici per obbligarli a ridurre drasticamente le emissioni di carbonio, sostituendo carbone e petrolio con l'energia eolica e l'idrogeno, la società globale raggiungerebbe un livello di vita più sostenibile. Inoltre, con l'attuale sviluppo dell'ingegneria eolica, sarebbe relativamente facile aumentare la produzione a livello industriale, consentendo a quel miliardo e 700 milioni di persone che vivono nei villaggi dei Paesi in via di sviluppo di poter usufruire dell'elettricità e di inserirsi in una moderna economia.E di notte le metropoli non si raffreddano più
A fronte dei tanti che sostengono l'energia eolica, molti altri vi si oppongono. A loro dire, i siti eolici deturpano esteticamente l'ambiente e l'energia prodotta è costosa e difficile da trasportare. Qual è la sua replica?
Il costo dell'elettricità generata dall'eolico è già ora abbastanza modesto, e continua a diminuire. Contrariamente a quanto avviene con il petrolio, non è l'Opec a fissarne i prezzi. Un altro punto a favore dell'energia eolica è la grande distribuzione del vento. Negli Stati Uniti, per esempio, sono una trentina gli Stati che hanno inserito lo sviluppo dell'eolico nei loro programmi energetici. Al contrario, è una piccola manciata di Paesi a controllare il petrolio nel mondo. Studi statunitensi, danesi ed olandesi dimostrano che le ripercussioni ambientali complessive degli impianti eolici sono irrisorie. Per la produzione di energia eolica si utilizzano regioni scarsamente popolate e ricche di vento come le grandi pianure dell'America del Nord, il Nord-Ovest della Cina, la Siberia orientale e la regione della Patagonia in Argentina. Se a ciò viene aggiunto il potenziale del mare aperto, l'energia eolica potrebbe soddisfare non solo i bisogni di elettricità del mondo ma tutte le necessità dell'energia globale.

Commento di Anonimo del 14/10/2009 20.08.38
Quelle mille battaglie d’Italia contro i moderni mulini a vento
la Repubblica, 17 luglio 2006
Autore: Valentini, Giovanni

Il nostro Don Chisciotte nazionale, deciso a combattere i mulini a vento come giganti dalle braccia rotanti, si chiama Renato Sorupatron di Tiscali e ora ( da circa 8 mesi non lo è più) presidente della Regione Sardegna. A parte il suo personale conflitto d’interessi, tuttora irrisolto, il combattivo governatore ne ha ingaggiato un altro contro l’energia eolica. A lui, quelle pale gigantesche che raccolgono la potenza del vento e la tramutano in elettricità, proprio non piacciono. E così, dopo aver lanciato la "guerra santa" contro le nuove costruzioni edilizie nella sua isola, la base americana dei sommergibili nucleari alla Maddalena, le seconde case dei forestieri e le prime o seconde barche dei facoltosi turisti estivi, adesso l’ha dichiarata in nome del paesaggio e dell’ambiente anche al dio Eolo.
Per dire la verità, Soru non è isolato in questa battaglia. Prima ancora che il governatore della Sardegna scendesse in campo contro i nuovi mulini a vento, su questo fronte s’era già schierato un illustre personaggio che - beninteso - non ha niente a che spartire con lo scudiero Sancho Panza: e cioè, l’ex ministro dell’Ambiente, Carlo Ripa di Meana, oggi contestato presidente di Italia Nostra. E all’interno del variegato movimento verde, le riserve sull’energia eolica sono tanto diffuse che recentemente il direttivo di Legambiente ha dovuto inviare una circolare ai suoi circoli locali, per invitarli a concordare qualsiasi iniziativa o presa di posizione su questo argomento con il comitato regionale d’appartenenza o addirittura con la segreteria nazionale, ribadendo che fra tutte le fonti rinnovabili questa "è una delle più promettenti e mature".
Per un Paese che ha sostenuto fin dall’inizio il Protocollo di Kyoto e l’ha ratificato tra i primi, assumendo l’impegno di ridurre le emissioni del 6,5% entro il 2008-2012 e invece fino a oggi le ha aumentate di oltre il 10%, anche il contributo naturale del vento (2.000-2.500 ore all’anno) può essere utile per combattere l’inquinamento, riducendo il consumo del petrolio e degli altri combustibili fossili. L’energia eolica è la fonte con il maggior tasso di crescita a livello mondiale, ma quella attualmente installata in Italia - secondo i dati di Legambiente - supera di poco i 1.000 megawatt, contro i 16.000 della Germania, gli 8.000 della Spagna e i 3.000 della Danimarca. E tra le ragioni che hanno ostacolato o impedito finora lo sviluppo di questa fonte, c’è anche la frequente opposizione - variamente motivata - di gruppi e comitati locali che si oppongono alla costruzione di nuovi impianti, sulla base di posizioni che presentano l’eolico come nemico dell’ambiente.
Ora non c’è dubbio che i moderni mulini a vento, alti fino a 80 metri e oltre, sono una presenza ingombrante, spesso invasiva. Né più né meno dei tralicci ad alta tensione che trasportano elettricità su tutto il territorio nazionale, dalle montagne al mare. Nessuno pensa, evidentemente, di costruire gli impianti eolici sulle Dolomiti o sulla Costa Smeralda né tantomeno di ricoprire la Pianura Padana o il Tavoliere pugliese come il deserto americano. Si tratta piuttosto di scegliere i siti più adatti, conciliando la maggiore disponibilità di vento con il minor impatto ambientale possibile.
Dallo stop della Sardegna alla falsa partenza della Basilicata, si rischia di passare da un eccesso all’altro. In base a un’impostazione dirigistica che tende a imporre vincoli senza tenere conto della realtà, il governo lucano ha individuato e stabilito infatti sulla carta una mappa dei siti eolici, solo che sono state indicate aree della regione in cui statisticamente tira poco vento o non ne tira affatto. Altrove, come a Minervino Murge (Puglia) o a Laviano in provincia di Salerno, è stata imboccata invece un’altra strada, decisamente più fruttuosa: quella delle convenzioni con i Comuni, in modo da realizzare una partnership tra amministrazioni pubbliche e imprenditori privati, con la comproprietà degli impianti e quindi la condivisione degli utili.
Lo stesso Enel s’è imbattuto più volte nelle resistenze degli enti locali: proprio in Sardegna ha investimenti fermi per 53 milioni di euro. Ma ciò non ha impedito comunque all’Ente nazionale per l’energia elettrica di inaugurare recentemente un megaimpianto a Littigheddu, nel Comune di Sedini (Sassari), che porta a 17 il numero dei campi eolici in esercizio sul territorio nazionale e rientra in un piano per un investimento complessivo sulle fonti rinnovabili di 2,4 miliardi di euro (di cui 1,3 nel nostro Paese). La nuova centrale sarda è costata 35 milioni di euro, con i suoi 36 aerogeneratori ha una capacità di 54 megawatt, potrà produrre 90 milioni di kilowattora all’anno e servirà 33 mila famiglie, evitando così l’immissione nell’atmosfera di 64 milioni di tonnellate di anidride carbonica.
Gli esperti spiegano che per una legge fisica la velocità del vento aumenta con l’altezza dal suolo e perciò, al di sotto di un certo minimo, le turbine restano ferme. Ma anche in questo settore la tecnologia è in rapida evoluzione. A parte il cosiddetto mini-eolico, costituito da impianti di portata ridotta, la ricerca su materiali più leggeri e trasparenti per costruire le pale o altre parti meccaniche promette di ridimensionare l’impatto estetico e ambientale in tempi brevi: dieci anni fa, per esempio, le eliche ruotavano a 120 giri al minuto, mentre oggi viaggiano a meno di 25, con un rumore ridotto e minori rischi per il volo degli uccelli.
Combattere l’eolico in nome dell’Ambiente è, dunque, un controsenso che non sta né in cielo né in terra. Senza ingaggiare inutili battaglie contro i moderni mulini a vento, anche questa - come l’idroelettrico, il solare, le biomasse o lo sviluppo dell’idrogeno - è un’energia pulita, alternativa, rinnovabile, che madre natura mette a nostra disposizione e che non possiamo più permetterci il lusso di sprecare.

Commento di Anonimo del 15/10/2009 9.42.53
Noto che gli ultimi interventi non fanno altro che riportare pubblicazioni giornalistiche. Se non avete idee vostre da esporre fareste meglio a non pronunciarvi.

Commento di Petrano del 02/11/2009 22.49.35
Ben venga l'eolico, se davvero pensate che sia incompatibile con il paesaggio non avete mai visto i parchi eolici del Cilento, un parco nazionale che è anche a emissioni zero, dove ci sono aziende biologiche, agriturismi, etc che traggon benefici anche dal turismo "didattico" legato a questi siti all'avanguardia. Il progetto è stato fatto da uno studio di ingegneria locale, la ditta è in parte marchigiana, le maestranze saranno del posto, c'è un progetto a basso impatto, nessun Attila all'orizzonte. L'eolico si può fare solo dove c'è ventosità, i siti nelle Marche sono pochi e tutti sull'appennino. Io sono a favore.
Adriano.

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