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Sei qui: Home BLOG / Risultati ricerca "amministrativa"La trasparenza amministrativa è questione di mentalitàPost di Peppe Dini del 19 febbraio 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 950 volte)La trasparenza amministrativa è questione di mentalità
Questi giorni ho ricevuto la direttiva amministrativa, trasmessa dal segretario generale della provincia di Pesaro Urbino, documento che ha lo scopo di chiarire l’accesso agli atti, soprattutto da parte di consiglieri provinciali.
Ineccepibile dal punto di vista tecnico. Ma nel procedere ad una attenta lettura del documento, ciò che emerge è la sensazione di limitazione, di “attenti bene a quello che chiedete”, non certo di “respiro trasparente”.
Vediamo, perché. La prima parte definisce chi sono gli interessati, cioè i portatori di interessi diretti, diffusi (comitati), collettivi (associazioni nazionali riconosciute). Si sostiene giustamente che devono avere un “interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento cui si richiede di accedere”. Eppure la normativa sull’accesso ai dati ambientali sostiene anche, che in questo caso, il cittadino non deve dimostrare alcun interesse. E’ una norma usabile anche nel caso di acceso ad esempio, ai progetti di impianti energetici, alle relazioni depositate all’ARPAM.
Vi si legge più avanti, che l’amministrazione non è tenuta a dare documenti, che non siano atti amministrativi, né tanto meno ad elaborare dati in suo possesso.
La stessa normativa, sull’accesso agli atti amministrativi, cui fa riferimento la direttiva, da la definizione di atto amministrativo che è bene leggere: “per «documento amministrativo», si intende ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale”
Quindi sono veramente tanti i documenti che si possono richiedere, anche le stesse registrazioni del consiglio.
Mi chiedo: “La direttiva in oggetto, quindi è un atto amministrativo, e allora, perché non è rintracciabile nell’albo pretorio online, dove devono essere messi tutti gli atti amministrativi che con la pubblicazione ricevono la loro caratteristica di legalità?”
Certo che, ci si dimentica di considerare due normative del 2009, ormai assodate, la legge delega ed il conseguente decreto legislativo sulla produttività del lavoro pubblico, che in un ampio articolato, parlano chiaramente di “trasparenza totale”. La stessa CIVIT, commissione voluta dal ministro Brunetta, in una Delibera del 2010, citando le norme riportate qui sopra sostiene “
La trasparenza “è intesa come accessibilità totale (…) delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione” . “L’accessibilità totale presuppone, invece, l’accesso da parte dell’intera collettività a tutte le “informazioni pubbliche”, secondo il paradigma della “libertà di informazione” dell’open government di origine statunitense.”
Senza tanti problemi, è verificabile tale concetto, anche nelle modifiche apportate alla stessa norma, cui fa riferimento la Delibera Provinciale, ovviamente aggiornata all’ultima modifica del dicembre 2010. “L'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza, ed attiene ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. Resta ferma la potestà delle regioni e degli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, di garantire livelli ulteriori di tutela.” Non quindi livelli minori, ma maggiori di garanzia dell’accesso agli atti.
Ecco perché si tratta di un cambio di mentalità, da parte non solo di politici, ma anche di dirigenti, per i quali il cittadino deve essere considerato un vero e proprio collaboratore della pubblica amministrazione, al fine di orientarsi sempre più a quella che definisco partecipazione democratica.
Eppure la segreteria generale della Provincia ancora deve rispondermi ad una richiesta di revisione del suo regolamento di accesso effettuata ad ottobre, con tanto di ovvio ricorso al difensore civico regionale, con l’aggiunta di formale diffida a gennaio. Allora cosa deve fare il cittadino? Chiamare l’esercito per avere soddisfate semplici richieste a cui si deve rispondere?
Durante la visione dei dati di un impianto fotovoltaico, i visione di dati progettuali da parte del cittadino, è accaduto, ad esempio, che sia stato presente il progettista o suo delegato; tutto questo però non è previsto da alcuna normativa; anche nella definizione di controinteressati, citati dalla legge, c'è da discutere; va detto intanto che non sono contemplati nell’accesso ai dati ambientali e inoltre, se è pur vero che sono “tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto” ma continuando nella definizione, ci si dimentica sempre “che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza”. Ora consentitemi di obiettare: “Che riservatezza viene lesa ad un committente ed un progettista, che presentano l’autorizzazione della loro opera in commissione edilizia, in conferenza dei servizi, poi pubblicata all’albo pretorio online e nel cartello di cantiere?”
Ciò è sostenuto anche da diversi pareri, della Commissione ministeriale sull’accesso agli atti.
Per poi non parlare della pubblicazione delle date delle conferenze di servizio ai cui procedimenti possono partecipare i portatori di interesse, che viene effettuata , ora solo per quelle riferite agli impianti energetici e la VIA nonostante formalmente richiesto alla Provincia e alla stessa Regione Marche dal difensore civico regionale.
La trasparenza è un aspetto su cui noi cittadini, ci dobbiamo battere, non solo per il rispetto delle norme che già la prevedono, ma per sentirci veri fautori nella gestione del futuro nostro territorio, "un obiettivo comune e previligiato rispetto ad amministratori e funzionari".
Peppe Dini



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Posta elettronica e trasparenza amministrativaPost di Peppe Dini del 04 dicembre 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 712 volte)Posta elettronica e trasparenza amministrativa

Il 29 novembre è stato il termine ultimo per le imprese, di munirsi di posta elettronica certificata PEC. E’ una casella elettronica che ha il valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno: per le ditte serve per invio di capitolati, bandi, gare d’appalto, progetti, istanze, dichiarazioni. Oggi insomma tutto viaggia nella rete internet, niente più carta. Il tutto è derivato dal Codice dell’Amministrazione Digitale CAD, del 2005 che ha cercato di innovare tutte le amministrazioni pubbliche e non solo.
Infatti anche i cittadini possono munirsi della propria PEC e utilizzarla nei rapporti con le amministrazioni pubbliche ed anche con i gestori privati di servizi pubblici. Il CAD infatti riporta che i “cittadini e le imprese hanno il diritto di richiedere ed ottenere l’uso delle tecnologie telematiche” e che “la partecipazione al procedimento amministrativo ed il diritto di accesso ai documenti amministrativi sono esercitabili mediante l’uso delle tecnologie dell’informazione”.
I siti delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di servizi pubblici, devono riportare la PEC rispettare, i principi di “accessibilità, usabilità, reperibilità anche da parte delle persone disabili” utilizzare formati non bloccati, contenere i nomi dei dirigenti dei singoli uffici, cui il cittadino dovrà fare riferimento nel caso di richieste.
Alle amministrazioni pubbliche sono equiparati a tutti gli effetti anche le società private che gestiscono servizi pubblici.
D’altra parte ancora nella nostra provincia, ben 6 comuni non hanno la PEC riportata sul proprio sito: S. Lorenzo in Campo, Tavoleto, Montecopiolo, Frontone, Auditore, Sassocorvaro. Ben 12 banche hanno vari sportelli sparsi nel territorio della nostra provincia e nei loro siti non hanno riportata la PEC; anche sul settore trasporti pubblici, energia è la stessa cosa. Così pure i nostri gestori acque potabili non la pubblicano . Basta divertirsi a viaggiane nella rete per avere conferme, eppure tutte le imprese, dal 29 novembre devono dotarsi di PEC.
Il digitale da anche una grossa mano alle associazioni e comitati che si battono per la tutela del territorio: infatti in quanto portatori di interessi diffusi e collettivi possono chiedere non solo l’accesso agli atti, ma anche partecipare ai procedimenti e conferenze di servizio relativi a progetti. Il fatto è che la trasparenza non è al massimo neanche negli enti pubblici: il difensore civico ha dato ragione al WWF che in Regione aveva chiesto la pubblicazione sul sito istituzionale delle date delle conferenze di servizio. Tale prassi tutelerebbe anche i portatori di interesse diretto quali gli espropiandi e confinanti, che diversamente non vengono contattati per l’eventuale progetto che potrebbe coinvolgerli: nessun intervento, né risposta dalla Regione Marche.
Nella nostra Provincia la trasparenza per il cittadino, certamente non primeggia: nel sito istituzionale, non vengono pubblicate tutte le conferenze dei servizi che vi vengono svolte, l’accesso ai documenti soggetti a VIA, non è certo facilitato dato che per raggiungere i documenti occorre effettuare ben tre passaggi e nonostante che siano passati ben oltre 30 giorni , tuttora non ha ancora risposto a queste sollecitazioni proposte dal WWF Marche.
Peggio ancora quando si tratta di accesso agli atti. La richiesta del rappresentante della Lupus in Fabula di avere copia dei documenti relativi a 13 impianti fotovoltaici, ha dovuto attendere la formalizzazione del suo ruolo, quando la normativa sull’accesso ai dati ambientali prevede, che il cittadino non debba dimostrare alcun interesse. Inoltre in fase di visione dei documenti è stato sempre lì presente un funzionario (peggio che in carcere) ed è stato chiesto ai committenti quali controinteressati, l’assenso all’accesso. Va detto che i controinteressati sono quelli cha cui viene leso il diritto di riservatezza che non esiste, nel caso di un progetto di costruzione, che passa in commissione edilizia, conferenza dei servizi, viene esposto nel cartello di cantiere.
Il risultato è stata la presenza durante la visione, di un delegato del progettista, perché nel progetto c’è il diritto d’autore, quindi non si può vedere; ciò in netto contrasto con sentenze del TAR, della stessa ANCI e della Commissione nazionale sull’accesso agli atti, che indicano la possibilità di prenderne copie.
La trasparenza è ancora difficile da avere dalle amministrazione e laboriosa da chiedere da parte del cittadino.
Mentre si va sempre più verso una amministrazione che deve garantire una “trasparenza totale” (è una legge del 2009 a dirlo), i principi della convenzione di Aarhus su accesso all’informazione, partecipazione pubblica alle decisioni, l’accesso alla giustizia, sono aspetti che noi, semplici cittadini, ci dobbiamo ancora conquistare.
Peppe Dini
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Trasparenza amministrativa???Post di Peppe Dini del 03 luglio 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 1393 volte)TRASPARENZA AMMINISTRATIVA???
Dalla bacheca della Pro Loco di Sant’Angelo in Vado, ho appreso della Gara di Enduro del 19 giugno scorso; mi informo presso la Comunità Montana, dove la pratica è pervenuta il 30 maggio (per il 19 !?!).
Al di là della diatriba motoristi/ecologisti con le giuste osservazioni da ambo le parti, da considerarsi entrambe, anche quelle ambientaliste, vorrei proporvi queste osservazioni, alla luce della trasparenza amministrativa.
L’albo pretorio on-line prevede la pubblicazione di tutti gli atti dell’amministrazione comunale e solo l’avvenuta pubblicazione legalizza l’atto.
Inoltre, ai fini del coinvolgimento di tutte gli uffici preposti a dare le varie autorizzazioni sono previsti incontri unificati; a queste conferenze di servizio (così si chiamano le riunioni) qualsiasi cittadino può presentare osservazioni, che devono essere inserite nel fascicolo autorizzativo, o può chiedere di parteciparvi, senza diritto di voto, per esprimere le sue indicazioni.
Ebbene, per ritornare alla gara, nell’albo pretorio on-line non è stato pubblicato niente, per quanto riguarda le informazioni primarie della stessa manifestazione, né tanto meno le date degli incontri.

Domenica 19, giorno della manifestazione dove hanno partecipato circa 130 centauri, è stata intercluso il traffico da S. Maria; nell’albo pretorio non è stata messa nessuna ordinanza in merito alla viabilità.
Eppure l’ordinanza è stata effettuata e inserita, per il Rally di S. Marino dell’1 e 2 luglio.
http://82.189.104.237/santangeloinvado/Albo/DATI/20110015OD.PDF
Qui si apprende che la Conferenza dei servizi è stata effettuata il 17.6.11, che il nulla-osta alla manifestazione è stato inviato il 21.3.11. Ma di tutto questo nell’albo nessuna traccia; è vero che manca lo storico, che tutti i comuni hanno, ma questo rappresenta ancora una violazione del diritto dei cittadini ad informarsi sul proprio comune.

A dirla tutta, è sufficiente che un solo residente si opponga al percorso del rally, per inficiare tutto il percorso; è già successo a Cerquetobono (Urbino) nel 2007. E’ il sindaco (forse anche arbitrariamente) che garantisce per tutti i residenti.
Non si capisce perché tutta questa difficoltà per essere trasparenti sul serio, per mettere tutti i cittadini ad essere gestori del proprio territorio.
Ho chiesto qui al vicesindaco, personalmente ad alcuni assessori, alla minoranza di poter parlare di questo, ma tutt’ora nessuna risposta.
E’ proprio dagli atti delle nostre amministrazioni, che noi cittadini possiamo giudicare il loro operato.
http://82.189.104.237/santangeloinvado/Albo/Albo.aspx?AspxAutoDetectCookieSupport=1
Peppe Dini
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Trasparenza amministrativa: una eccellenzaPost di Peppe Dini del 31 marzo 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 899 volte)Trasparenza amministrativa: una eccellenza.

Questi giorni, sto analizzando per il WWF Marche, gli albi pretori on line dei comuni della nostra provincia. Un lavoro abbastanza ampio, che ci permetterà di giudicare la trasparenza dei vari enti locali in base, appunto, a quanto pubblicano nel loro sito ed in rispetto delle normative vigenti. Non vi nascondo sorprese di vario genere, ma qui voglio indicarvi una giusta eccellenza: l’assessorato ambiente del Comune di Urbania, che pubblica le analisi delle acque potabili del proprio comune. E’ quello che chiedono sia le normative nazionali nella loro più ampio intervento, che la normativa regionale dedicata. D’altra parte non si capisce proprio perché il cittadino, non debba conoscere le caratteristiche delle acque che beve e paga: per accedervi dovrebbe fare richieste continue, che debbono essere soddisfatte. Bene quindi ha fatto assessorato ambiente a renderle pubbliche: che siano tutte le analisi e che l’iniziativa continui nel tempo.
Qualche appunto occorre farlo. Non è dato risalto dell’iniziativa sulla home page del sito; anzi sarebbe più opportuno che siano pubblicate nell’albo pretorio ondine, dove acquisterebbero il loro effettivo valore legale ed in formato standard riconosciuto .pdf.
D’altra parte ancora su questo occorre migliorare la pubblicazione, non solo nei comuni , ma anche in Provincia e perfino in Regione: la progettazione degli impianti deve essere effettuata con tutta la documentazione, lo chiede espressamente il testo unico ambientale, debbono essere pubblicate tutte le conferenze dei servizi, al fine di poter inviare le osservazioni degli interessati o chiedere la partecipazione, la SCIA (ex DIA) non viene pubblicata, mancano le autorizzazioni dell’abbattimento delle piante, ma tutto questo sarà il tema di un prossimo intervento.
Nel frattempo faccio i miei complimenti all’assessore Venturi.
http://www.comune.urbania.ps.it/ev/images/ambiente_home.html
Peppe Dini
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Trasparenza amministrativa: gli altri la devono applicare , noi no, boh, chissà!Post di Peppe Dini del 08 dicembre 2010 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 1248 volte)Trasparenza amministrativa: gli altri la devono applicare , noi no, boh, chissà!
Su questo sito il sindaco del comune di Urbania, faceva riferimento a proposito del Fotovoltaico di Ripe, ad altri due progetti presentati all’ente. Al 30 ottobre faccio richiesta di accesso dei relativi dati riferiti alle autorizzazioni paesaggistiche, redatti dallo stesso comune che assieme ad Urbino, non ha delegato per questa mansione la Com . Montana , come hanno fatto gli altri.
Vi metto qui la risposta ricevuta dall’Ufficio Tecnico:

Ho riscritto il 12 novembre sostenendo che:
L’autorizzazione paesaggistica, “applicata all’autorizzazione di impianti fotovoltaici, seppure fa parte del procedimento autorizzativo complessivo rilasciato dalla provincia (endoprocedimento), risulta di fatto una pratica a sé, dove l’ufficio preposto, esprime il proprio parere alla luce degli eventuali vincoli esistenti sul posto, parere quindi espresso in base alla documentazione disponibile.” Quindi non solo ci sono i documenti , ma debbono essere messi a disposizione di chi li richiede; nulla conta che fanno parte di un procedimento più ampio
Che gli enti hanno l’obbligo di inserire tutti i procedimenti delibere e documenti prodotti nel rispettivo sito ( a gennaio entrerà in vigore l’albo pretorio informatico); fra l’altro nel sito ufficiale non c’erano quelli degli impianti FV, ma erano pubblicate due autorizzazioni paesaggistiche per due abitazioni a San Silvestro, a conferma di quanto affermato.
Che a nulla vale, ai fini dell’accesso agli atti, il fatto che i procedimenti siano conclusi; il cittadino ha diritto di accedere a tutti i documenti depositati nell’ufficio a cui è inoltrata la richiesta.
Ho ribadito che per l’impianto del Muraglione avevo fatto gia richiesta di essere tenuto informato, a gennaio e di richiedere i pareri paesaggistici, rilasciati dal comune di Urbania per gli impianti FV di Ripe, di Muraglione, di S. Giorgio.
Mancano pochi giorni alla scadenza di 30 gg dal 12 nov. Spero nelle risposte, diversamente dovrò diffidare.
Vorrei concludere con le parole di Gaber, spero che siano di insegnamento per tutti quelli che si riempiono la bocca di democrazia:
“Libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione.
Libertà non è uno spazio libero,
Libertà è PARTECIPAZIONE”
Peppe Dini
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Trasparenza amministrativaPost di Peppe Dini del 12 settembre 2010 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 674 volte)Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale
Matteo Ricci
Sant’Angelo in Vado 08.09.2010
Lettera aperta
Ho visto questi giorni, la risposta della dott.ssa Cecchini, all’interrogazione scritta del consigliere provinciale Massimo Papolini, circa le autorizzazioni rilasciate in merito agli impianti eolici e fotovoltaici.
Vi leggo che dal gennaio 2008 fino ad oggi, i soli permessi energetici, ammontano a 106 di cui 61 solo per il 2010.
Mi sono accorto, che di tutti questi provvedimenti, non esiste traccia nel sito dell’ente, né vi sono riportati i documenti in formato digitale nell’albo pretorio informatico, come prevedono le norme statali sulla trasparenza, eccetto quelli emendati dall’ufficio VIA.
Più volte mi sono permesso di scriverle, senza avere da lei alcuna risposta, relativamente alla pubblicazione delle date delle conferenze di servizio, effettuate da tutti gli uffici preposti e dei dati progettuali presentati. In questa maniera, chiunque interessato avrà modo di prendere visione di ciò che si vuol realizzare nel proprio territorio. Solo così, i confinanti, gli espropriandi, i vicini, i portatori di interesse diffuso e collettivo, potranno intervenire in merito ai procedimenti che si intendono realizzare nella loro zona
Personalmente sostengo, suffragato da sentenze e giuristi, che gli interessati possono partecipare anche alle conferenze di servizio, cosa che alcuni suoi dirigenti, non tutti, hanno già dispoticamente negato. Non effettuando la pubblicazione dei dati e delle conferenze dei servizi, i suoi uffici impediscono la partecipazione dei cittadini, almeno con le osservazioni scritte ai progetti presentati, legittimamente previste.
Ciò significa che gli abitanti, devono essere coinvolti nella gestione del proprio territorio e che “la divulgazione delle informazioni richiede un ruolo attivo e comunicativo delle istituzioni: deve essere effettuata nel rispetto del principio dell'immediatezza e tradursi nella creazione di reti automatizzate delle informazioni”; è la convenzione di Aarhus recepita in Italia con una legge del 2001.
La democrazia partecipativa non è un alterco col cittadino scocciatore, ma serve proprio ad evitare fastidiosi contenziosi postumi. Si veda il fotovoltaico di Ripe di Montelabbate, dove i vicini non al corrente della realizzazione, si sono fermamente opposti a lavori iniziati.
Fra l’altro, ho richiesto i dati di quell’impianto al responsabile dell’ufficio energia, che nonostante la mia successiva diffida non ha risposto, così come non ha risposto ad una mia segnalazione, ben oltre i 30 giorni previsti, più volte inviata, il dirigente del servizio edilizia ed anche il servizio caccia per un rilevo sul Sentiero Italia
Insomma, credo che tutto l’ente pubblico che presiede, debba fare un vero sforzo per istruire tutti quei dispositivi, previsti dalle normative sulla trasparenza e partecipazione, al fine di coinvolgere tutti i cittadini, attori nella gestione del proprio territorio.
Resto in attesa di una sua risposta.
Giuseppe Dini

Foto tratta da Facebook eolico
Le normative di riferimento:
L. 7-8-1990 n. 241 sull'accesso agli atti amministrativi e trasparenza
Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 195
"Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale"
Legge 16 marzo 2001, n. 108
"Ratifica ed esecuzione della Convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, con due allegati, fatta ad Aarhus il 25 giugno 1998"
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Inaugurazione sede amministrativa PROMOTER ViaggiPost di Promoter Viaggi del 24 giugno 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 935 volte)
Cari amici altometaurensi e non....
Domenica ore 17 inaugurazione della sede amministrativa della PROMOTER Viaggi a Pergola (PU). Disponibile un collegamento gratuito da Apecchio (ore 16 Piazza I Maggio) con fermate ad Acqualagna e Cagli....Vi aspettiamo numerosi!!
Saluti
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Trasparenza amministrativa digitalePost di Peppe Dini del 13 giugno 2010 in ecologia (Sfogliato 808 volte)Noto con piacere che questo spazio web è molto frequentato anche da politici amministratori. Vedo spesso comunicazioni ufficiali o meno che appaiono con grande risalto. Credo però che sia importante che i siti delle proprie amministraziani siano la vera finestrra aperta ai rispettivi cittadini , dove riportare tutte le informazioni del proprio comune. Solo così fra l'altro si rende il proprio sito vivace e vedibile. Ora è necessario che questi siti ufficiali siano completi anche di tutto quanto le norme chiedono in fatto di trasparenza amministrativa. Vi metto qui un mio articolo che ho diffuso e resto a disposizione per qualsiasi informazione.
Peppe Dini
TRASPARENZA AMMINISTRATIVA ELETTRONICA
A luglio entrerà in vigore per tutte le amministrazioni pubbliche, l’obbligo di dotarsi dell’albo pretorio informatico. E’ la conseguenza della voluta digitalizzazione di tutti i comparti, da parte del Ministro Brunetta, che attraverso il Codice dell’Ammistrazione Digitale del 2005 aveva previsto anche questa innovazione.
Contenuti simili erano inseriti anche nella legge sulla trasparenza amministrativa, che attraverso le sue modifiche prevede, ad esempio, che i progetti presentati dai privati alle conferenze dei servizi, devono essere riportati anche su supporto digitale.
Altra innovazione prevista da Ministro, è che entro il 30 giugno 2009 tutti gli uffici pubblici dovevano dotarsi di Posta Elettronica Certificata PEC. Oggi, in epoca di computer e internet, la posta elettronica, e-mail, come viene chiamata, è un modo veloce per comunicare. La PEC ha lo stesso ruolo, solo che garantisce la spedizione, la consegna e la firma del messaggio informatico.
La giusta conseguenza è che essa ha valore di una raccomandata postale, se scritta ad un semplice indirizzo elettronico, se scritta ad un’altra PEC, è una raccomandata con ricevuta di ritorno, oggi tutte col relativo valore legale.
E’ giusto quindi che gli amministratori si adeguino a queste disposizioni, per garantire la trasparenza degli atti ai propri cittadini; molti ne parlano, ma diversi ancora non riescono ad adeguarsi a quanto chiede la normativa.
Fra l’altro la regione Marche ha messo a disposizione da qualche anno la Posta Raffaello, distribuita gratuitamente anche ai cittadini che la richiedevano; essa garantisce la certificazione digitale della propria firma e al tempo stesso è anche PEC. La maggior parte delle amministrazioni locali ha questo servizio regionale che diventa sempre più diffuso. Nessuno però si è accorto che ha un grosso limite; è capace di ricevere tutte e-mail certificate e non, ma risponde solo allo stesso indirizzo provider (gestore del servizio) “emarche.it”. Ciò significa che chi ha questo servizio non può rispondere, al momento, ai sevizi PEC di altri gestori. Ho scritto e comunicato questo alla Regione Marche, ma non ho avuto risposte.
Anche i professionisti e le nuove imprese, nel giro di tre anni, dovranno dotarsi di posta elettronica certificata. Perciò anche i gestori di servizi pubblici, sono parificati alle amministrazioni e devono avere la PEC. Non solo, dato che è possibile chiedere loro l’accesso agli atti amministrativi relativi al servizio prestato (art.23 L. 241/90), deve essere possibile avere in chiaro sul sito e sulle loro comunicazioni, i responsabili dei procedimenti cui potersi rivolgersi. L’epoca dell’anonimato dove sigle importanti nascondono i funzionari addetti, è finita da tempo: non si può comunicare ufficialmente con l’agenzia call-center senza avere i loro dati precisi, o inviare le proprie rimostranze semplicemente ad un numero fax, né tanto meno avere solo una scritta illeggibile, sotto la sigla Telecom, Opitel, GeRi, Equitalia, Enel, Hera, MarcheMultiservizi, ASET, soprattutto negli atti di contenzioso.
Quindi nei loro bellissimi siti, dovranno riportare anche i nominativi dei responsabili, cui poterci rivolgere.
Vediamone qualche applicazione. Il mio comune ha quattro poste certificate “emarche.it”, relative agli uffici, ma non sono riportate sul proprio sito; sono però disponibili gli indirizzi elettronici classici dei vari responsabili e una serie di link a siti diversi fra cui il blog del vicesindaco; stessa cosa presso il Servizio di Prevenzione dell’Asur di Urbino, dove è possibile trovare gli indirizzi dei vari responsabili, ma non la posta certificata, che però figura sul sito generale dell’Asur Marche. Tutti gli sportelli dei servizi per le unità produttive dei comuni consorziati, SUAP, sono muniti di posta certificata. Difficile reperire invece i riferimenti del servizio sanità pubblica dell’azienda ospedaliera di Fano. Lo stesso servizio di Pesaro ha la PEC certificata a volte non funzionante. Sul sito della Prefettura non è possibile trovare la PEC. La Camera del Commercio di Pesaro l’ha in bella evidenza. I diversi gestori dei servizi pubblici acque e rifiuti, trasporti, della nostra provincia, nei loro siti, rimandano le comunicazioni ad un generico indirizzo elettronico. Per un navigatore di internet è possibile constatare direttamente queste mie affermazioni anche su altri spazi web pubblici.
Ho informato di tutto questo l’Autorità Garante delle comunicazioni ed il Ministro Brunetta attraverso le loro PEC. Invito i cittadini a sollecitare, anche attraverso le associazioni dei consumatori, sia i gestori dei servizi che gli enti pubblici, affinché si muniscano di tali strumenti di trasparenza amministrativa per i cittadini. Basta scrivere in PEC, fare le proprie richieste chiedendo di conoscere il nominativo del responsabile del procedimento; se non arriva risposta, dopo 30 giorni, si riscrive diffidando e dando un tempo massimo, aggiungendo il rischio per il funzionario, di “rifiuto di atti d’ufficio” e inviando all’indirizzo PEC della Procura.
Stiamo semplicemente difendendo i nostri sacri diritti.
Sant’Angelo in Vado 11.06.2010
Giuseppe Dini
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