Le famiglie di Sant'Angelo stanno ricevendo in questi giorni una lettera del Sindaco uscente, Settimio Bravi, candidato a Sindaco di una lista di centrodestra (sembra che nel centrodestra ci saranno due liste). Mi sembra interessante sottoporla alla discussione dei cittadini di Sant'Angelo e non solo.
"Carissimi concittadini,
mi rivolgo a Voi direttamente, come ho sempre fatto in questi cinque anni da Sindaco, ogni volta che la situazione lo richiedeva. Sono stato eletto da Voi ed a Voi intendo rispondere delle mie azioni, atti e comportamenti.
Ho deciso di ricandidarmi alle prossime elezioni comunali del 6 e 7 giugno prossimo, dopo una riflessione interiore molto lunga. Ho deciso di ricandidarmi perché i partiti che mi hanno sostenuto in questi cinque anni (tutti, nessuno escluso!) mi hanno chiesto di farlo. Perché tante associazioni cittadine (sportive, culturali, professionali, di volontariato, laiche e cattoliche) mi hanno espresso il loro gradimento ed il loro incoraggiamento. Perché – e questa è la parte più gratificante – me lo hanno chiesto tanti di Voi: persone normali che, magari, in questi anni sono venute da me - o io da loro - perché avevano un problema, una necessità, una situazione in cui il Sindaco poteva aiutare o comunque provare a risolvere. Delle volte – anche solo per sbloccare una pratica in un altro ente o fare una visita medica – una telefonata del Sindaco riesce nell’intento.
In questo risiede la ragione ultima e profonda del mio essere Sindaco. Io sono e mi sento al “servizio” dei miei cittadini. Voi siete i miei “datori di lavoro”. Quelli a cui – ogni giorno e per ogni azione – devo rendere conto. Sin dal primo giorno non ho pensato al ruolo, alla carica, all’importanza che può avere. Ho pensato di dovermi meritare la fiducia di chi aveva creduto in me e di far ricredere chi non lo aveva fatto. Ogni giorno, andando a letto, ho pensato: “cosa ho fatto oggi di positivo per il mio paese, per i miei concittadini?”
Ho svolto il mio ruolo - con i tanti limiti e difetti che ciascuno di noi ha - avendo come unico riferimento l’interesse collettivo, il bene dei cittadini, la crescita sociale, economica, culturale e civile della nostra amata comunità.
Tutti sapete che vengo da umili origini. La mia famiglia è dignitosa, ma non certamente benestante. Viviamo, serenamente, con un unico stipendio e non vi sto a spiegare quanto questo, soprattutto negli ultimi anni, sia difficile. Non abbiamo possedimenti, non abbiamo terreni e – soprattutto - non abbiamo interessi di sorta legati all’attività del comune. Io sono un insegnante e mia moglie è casalinga.
Nei miei primi cinque anni da Sindaco, abbiamo ridotto in modo sensibile le spese di rappresentanza; i rimborsi viaggi agli amministratori; l’indennità di carica del Sindaco (oggi prendo €. 613,45 al mese); i gettoni di presenza degli assessori e dei consiglieri comunali. Abbiamo tagliato le spese per il personale dipendente ed eliminato tutte le consulenze; abbiamo tagliato le spese per i telefoni e tutte le altre voci di spesa comprimibili. Con questi risparmi abbiamo finanziato tanti nuovi servizi che sono andati a beneficio delle famiglie vadesi. Come avevamo promesso in campagna elettorale e nel programma di mandato.
Solo così è stato possibile aprile il Nido d’Infanzia; elargire il Bonus Bebè per i nuovi nati; il Buono Scuola per le famiglie con figli studenti; aumentare l’Assistenza Domiciliare; potenziare la Casa di Riposo; sostenere l’attività delle scuole; quella delle società sportive, delle associazioni culturali; della Pro Loco; dell’AVIS; del volontariato. Così è stato possibile aiutare le famiglie in difficoltà economica; finanziare la stagione teatrale, la Mostra Nazionale del Tartufo, le tante iniziative culturali, turistiche e promozionali promosse dal comune da solo o in collaborazione con enti o associazioni cittadine.
Con una attenta politica di bilancio e associando alcuni servizi, abbiamo tagliato tutto ciò che era ridondante e superfluo e ci siamo concentrati sugli interventi strutturali. Senza queste misure non avremmo mai completato il Bocciodromo, non lo avremmo aperto e utilizzato anche per i veglioni. Solo così abbiamo potuto sistemare il campo da tennis, rendendolo utile anche per il calcetto. Solo così abbiamo sistemato l’illuminazione e sostituito il parquet al Palazzetto dello Sport; ampliato la scuola materna; arredato il nuovo Nido. Così è stato possibile rifare completamente via Canale; Via Parco Rimembranze (i Fossi); sistemare l’ex mattatoio e l’annesso parcheggio; sistemare Viale Lanciarini; rifare completamente Via Monte della Giustizia, con annessa illuminazione; sistemare Piazza PIO XII (la piazza del Duomo); asfaltare le strade che ne avevano più bisogno; sostituire tutte le lampade della pubblica illuminazione, costruire nuovi loculi cimiteriali, realizzare e assegnare le nuove case popolari, realizzare un nuovo Parco Giochi nel quartiere Palazzetto; realizzare il nuovo capannone comunale nella zona industriale; installare i pannelli fotovoltaici nel tetto delle elementari; portare la raccolta differenziata dei rifiuti al 36% e garantire il mantenimento di tutti i servizi che già c’erano nel 2004.
Chiunque amministrerà Sant’Angelo nei prossimi anni troverà una situazione di bilancio in equilibrio; potrà contrarre mutui e potrà far fronte alle spese correnti per i servizi che giornalmente vengono erogati ai cittadini quali: scuole, mense, trasporti, nido, casa di riposo, assistenza domiciliare, vacanze anziani, manutenzione e pulizia strade, illuminazione pubblica, raccolta differenziata, biblioteca, borse lavoro estive per studenti.
Queste cose che ho elencato sono una piccola parte di tutto quello che abbiamo realizzato in questi cinque anni.
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Ovviamente non ho fatto tutto ciò da solo. Ho avuto con me degli ottimi collaboratori, a cominciare da tutti i componenti del gruppo di Maggioranza, per proseguire con gli assessori, il segretario ed i funzionari comunali. Tutte queste persone hanno collaborato nella gestione delle vicende amministrative con passione e dedizione, fornendo un insostituibile apporto in termini progettuali, propositivi, realizzativi. Ritengo che non sia un reato avere collaboratori validi, capaci, leali e competenti. Alcuni li ho scelti io, altri li ho trovati per lavoro. A tutti loro va un doveroso e sentito ringraziamento!
Se devo riconoscermi una dote, penso di essere riuscito a mettere ciascuno di loro nella condizione di produrre il meglio di loro stessi. Abbiamo creato un clima di fattiva collaborazione in cui tutti si sono sentiti valorizzati; tutti inclusi, nessuno fuori o emarginato.
Abbiamo fatto del dialogo e dell’ascolto delle persone, uno stile di vita. Ecco perché la porta del mio ufficio è sempre aperta e perché il mio telefono è sempre acceso. Abbiamo ascoltato tutte le proposte che mi sono state fornite e le abbiamo SEMPRE valutate, discusse e decise, dentro la sede municipale, nei periodici incontri che ho tenuto con il gruppo di Maggioranza, nelle riunioni della giunta ed in quelle del consiglio. Ho ascoltato anche le proposte avanzate dalla Minoranza e le ho sempre tenute in grande considerazione. Al riguardo segnalo una curiosità: l’altro giorno ho ritrovato il programma della lista concorrente nelle elezioni del 2004. Ebbene, rileggendolo cinque anni dopo ho scoperto una cosa: abbiamo fatto tutto quello che c’era scritto (d’altro canto era quasi identico al nostro!). Vi invito a leggerlo e verificherete che è esatto ciò che sto dicendo.
In questa vicenda amministrativa, ma anche umana - perché fare il Sindaco è veramente una cosa difficile e complicata - molti mi hanno aiutato. Non sarei andato da nessuna parte senza il loro formidabile contributo. Essermi di aiuto, però, non vuol dire sostituirmi.
In tutte le scelte c’ho messo la mia faccia, le mie idee, le mie convinzioni. Persino quando erano sbagliate! Anche i miei avversari sono costretti a sostenere che non è stata una amministrazione immobile. Ma siccome non si possono riconoscere meriti agli avversari, bisogna trovare qualcosa d’altro. La verità è che la nostra è stata una squadra unita e compatta; ha lavorato sodo e prodotto buoni risultati.
Ad ognuno è stato attribuito un ruolo e ciascuno ha svolto il proprio compito al meglio delle sue possibilità. Tutti hanno portato il loro “mattone”. La fascia di capitano della squadra me l’avevate data Voi il 14 giugno 2004 ed è sempre stata sul mio braccio.
Adesso stiamo costruendo una nuova squadra. Una lista civica rappresentativa di tutte le componenti della società vadese. Una lista sostenuta dai partiti, ma non succube dei partiti. Una lista trasversale. Di alcuni dei suoi componenti non conosco l’orientamento politico nazionale e non l’ho nemmeno chiesto. Di altri so per certo che non hanno votato i partiti del centro-destra. Di tutti so che sono persone perbene che hanno deciso – per la prima volta – di impegnarsi per il loro paese. Sarà una lista con tanti giovani, con tante donne, con tante personalità di esperienza e carisma. Sarà una “lista del fare”, concreta sui problemi, senza ideologismi e personalismi deleteri. Ve ne darò notizia al più presto, in questo sito. Ciascun candidato dirà (prima) di cosa si interesserà e quali saranno i punti qualificanti del suo agire.
Per fare il Sindaco non occorre essere dei premi Nobel. Ci vogliono buone idee, sani principi, onestà ed impegno. Tanto impegno! E’ necessario, poi, avere entusiasmo, tempo da dedicare all’amministrazione, una buona dose di esperienza.
Non ci si inventa Sindaci dall’oggi al domani. Non si può fare il Sindaco bene se non si ha sufficiente tempo; se non si conoscono tutti i meccanismi amministrativi; se non si è disponibili da mattina a sera.
Dal 1985 sono un amministratore comunale, ed ho ricoperto tutti i ruoli, sino a quello di Sindaco. Per dieci anni sono stato anche consigliere provinciale. Col tempo ho maturato tante esperienze, tante conoscenze in Provincia, in Regione e a Roma. Anche se il mio partito me l’aveva chiesto, non sarò candidato per il consiglio provinciale. Starò solo in Comune, con l’obiettivo di continuare a dare il massimo impegno per la mia città, per i miei concittadini.
Ci sono tante cose ancora da fare, da progettare e da realizzare. La nostra amata cittadina ha bisogno di un altro periodo fecondo: fatto di esperienza, entusiasmo, unità e continuità.
Ecco perché – con umiltà - mi ricandido. Ecco perché chiedo il Vostro consenso: per avere la possibilità di essere al Vostro servizio anche per i prossimi cinque anni.
Settimio Bravi
Sindaco e candidato Sindaco
Per la Lista Civica “Insieme per Sant’Angelo”