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Sei qui: Home BLOG / Risultati ricerca "centrale"Visita alla centrale idroelettrica Carotti Post di Peppe Dini del 05 giugno 2012 in energia (Sfogliato 542 volte)Venerdì 18 maggio 2012 il mio professore di educazione tecnica, il prof Dini, ha portato me e la mia classe, a visitare la centrale idroelettrica Carotti di Fermignano, per mostrarci il suo funzionamento, dopo aver svolto in classe alcune lezioni sull’argomento.
A Fermignano passa il fiume Metauro, che forma una cascata, non molto grande; ha un dislivello di 10,30 m , ed è formata da tre scalini, due dei quali artificiali.
Il prof. Dini ha chiamato uno dei proprietari della centrale Carotti, che un tempo era un lanificio molto importante, per poterci aprire la centrale e farci da guida in questa piccola uscita, che è durata circa un paio di ore.
La centrale idroelettrica è predisposta di tre turbine di tipo francis, che sono adatte per medi dislivelli e medie portate d’acqua.
La più grande di queste turbine è a 200 cavalli, e quindi produce 120 kw, la media di 80 cavalli e produce 70 kw, la piccola di 20 cavalli e produce 14 kw.
Ogni impianto elettrico di qualunque centrale idroelettrica è costituito da una griglia di filtrazione, da un canale di adduzione, che però in questo caso viene sostituito da una vasca di preaccumulo, e lo scarico, che in questa centrale è a venturimetro cioè che permette di recuperare il salto dello scarico.
Dopo che la guida ci ha riferito questi dati principali siamo entrati dentro la centrale, dove ci ha spiegato tutto il ciclo che fa l’acqua prima di produrre energia.
U na parte dell’acqua del fiume viene inviata a tre paratoie, dopo essere stata filtrata da una griglia, che raccoglie tutta la sporcizia del fiume.
Quando la griglia è molto sporca, grazie ad un congegno meccanico, si attiva un pettine che passa tra le sbarre della griglia e raccoglie tutta la sporcizia rimasta incastrata, portandola verso un canale dove nel frattempo viene fatta scorrere dell’acqua, che riporterà la sporcizia nel fiume. Tutto questo succede automaticamente come tutto il resto della centrale.
L’acqua dopo esser stata filtrata dalla griglia va nelle paratoie, che si aprono automaticamente a seconda della portata d’acqua che c’è in quel momento, infatti l’energia va prodotta nello stesso istante in cui viene richiesta.
Dalle tre paratoie l’acqua va in una vasca di carico, dove vi sono le turbine e le aziona; a loro volta, le turbine, alimentano il generatore, da questo movimento si produce energia elettrica.
Il generatore della centrale è asincrono, cioè che produce solo la potenza mentre prende dalla linea elettrica, sia la tensione, che la frequenza. Quando non c’è più tensione il generatore si spegne automaticamente, poiché potrebbe essersi verificato un guasto; poi quando ritorna la tensione, l’interruttore ad interfaccia rimette in moto il meccanismo. Esistono anche altri tipi di generatori detti sincroni, che producono in maniera autonoma la corrente elettrica, che però non sono ammessi.
L’acqua, dopo essere passata per le turbine, va nello scarico a venturimetro che favorisce maggio rendimento. Il rendimento totale dell’impianto è dell’80% .
L’energia prodotta alla fine di tutto il processo viene inviata all’ENEL che la distribuisce in tutte le case.
L’acqua per eseguire tutto il suo percorso, che poi le permetterà di produrre energia, impiega soltanto tre minuti. La velocità dell’acqua è pari infatti a 10 m/sec circa, con una portata intorno ai 2121 l d’acqua al secondo.
Tutti i dati e le informazioni ricavate durante il suo percorso sono registrate sul PLC (computer industriale dentro i pannelli di controllo) che tramite esse può inviare i comandi necessari durante il tragitto, come quello dell’azionamento dei pettini per la pulitura della griglia, e quello dell’apertura delle paratoie.
Se durante il percorso trova qualche problema, il computer manda un messaggio al cellulare del responsabile prima di spegnere l’impianto.
Ogni giorno, in determinati orari viene un addetto per trascrivere tutti i dati ricavati dal contatore (che sono tre, uno per macchina) e metterli su delle tabelle apposite. Ogni mese si sommano i valori ottenuti per confrontarli con i risultati degli altri mesi.
Infine, dopo che la nostra guida ha soddisfatto tutte le nostre curiosità, siamo usciti e siamo andati al ponte romano , da dove si può vedere la cascata e il punto in cui la centrale raccoglie l’acqua dal fiume.
Quando siamo tornati a scuola ero molto soddisfatta, sia per il fatto di aver visto la centrale idroelettrica, sia per aver capito molte più cose dopo aver visto la centrale da vicino, e il suo funzionamento.
Manizza Teresa cl. 3A ICS “Bramante” Fermignano
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Visita alla centrale idroelettrica SalucciPost di Peppe Dini del 04 giugno 2012 in energia (Sfogliato 690 volte) Giovedì 17 maggio ci siamo recati a Ponte delle Piangole, comune di Fermignano, per visitare la centrale idroelettrica del mulino Salucci.
Era un antico mulino in disuso che è stato poi ristrutturato in centrale idroelettrica dal Professore Daniele Salucci.
Essa sfrutta la velocità e la pressione dell'acqua, trasformando l'energia cinetica appartenente all'acqua, in energia meccanica. La centrale è composta inizialmente da uno sbarramento sul fiume, a cima sfiorante. Da qui un canale laterale, porta l'acqua, attraverso una antica galleria scavata nella roccia, fino alla vasca di carico.
La traversa a cima sfiorante, sul Metauro
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Qui troviamo uno sgrigliatore, una robusta grata metallica, che serve a fermare i rifiuti che arrivano dal fiume. Automaticamente grazie ad un pettine scorrevole, scarica i rifiuti galleggianti che vi si fermano e li espelle sul greto. Il dislivello tra la traversa e lo scarico della turbina è di 4,5 metri. Esso permette di ottenere una potenza elettrica pari a 70 kw . L'acqua viene successivamente inviata alla turbina attraverso il distributore. E' un dispositivo formato da tante palette che circondano tutta la turbina; esse sono mosse contemporaneamente, in maniera sincrona, per regolare l'afflusso dell'acqua e quindi la potenza fornita dal motore idraulico.
La vasca di carico e lo sgliatore
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La turbina è di tipo Francis; è una turbina idraulica a reazione sviluppata nel 1848 da James B. Francis, un ingegnere inglese trasferitosi negli Stati Uniti. Oggi rappresenta il tipo di turbina idraulica più utilizzato. È una turbina a flusso centripeto: l'acqua raggiunge la girante tramite un condotto a chiocciola che la lambisce interamente, poi un distributore, ovvero le palette di regolazione , indirizzano il flusso per investire le pale della girante. La turbina è detta a reazione poiché non sfrutta solo la velocità, ma anche la pressione del getto d'acqua che, quando giunge nella girante, è ancora superiore a quella atmosferica. Infatti tramite il condotto convergente costituito dal canale tra le pale del distributore e da quello tra le pale della girante stessa finisce di convertire la pressione ancora presente in velocità. Lo scarico della turbina è a cono allargato alla base e ci permette di recuperare anche il salto che c'è tra la turbina e lo scarico.
La turbina Francis viene progettata e realizzata, specificamente per il dislivello dove deve essere installata.
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L'asse della turbina è collegato ad un moltiplicatore di giri a bagno d'olio, dove i 275 giri del motore idraulico diventano 1000 giri necessari per il generatore. Esso è di tipo asincrono, cioè prende la tensione e la frequenza dalla rete, per cui se manca l'elettricità dell'Enel, esso non produce elettricità per sicurezza e la turbina si ferma .
Tutto il sistema viene comandato e controllato attraverso un computer industriale chiamato PLC, capace di controllare tutti i sensori delle macchine , dell'acqua del canale e dello sgrigliatore.
Il rendimento della centrale è dell' 85% e il professore Salucci ci ha inoltre mostrato una copia in cera della turbina che era stata realizzata col metodo della “Fusione a cera persa”.
La sala macchine col gruppo turbina generatore
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Poi il professore Salucci ci ha portato a vedere il vecchio mulino che era, invece, dotato di due macine palmenti che permettevano la rotazione di alcuni macchinari utilizzati per produrre e setacciare la farina. Il vecchio mulino possiede ancora due ritrecini di metallo realizzati da una ditta di Acqualagna due ruote idrauliche basati sul principio di funzionamento della turbina Pelton.
La centrale mi ha colpito perchè mi piace l'idea di avere una centrale in casa e poi per me era la prima volta che vedevo una centrale idroelettrica. Anche se piccola, grazie alle spiegazioni del professore Salucci ho capito bene il meccanismo di una centrale idroelettrica.
Il ritrecine del vecchio mulino
Elisa Tonucci ICS Bramante Fermignano classe 3.a C
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Centrale Mulino dei PieriniPost di Peppe Dini del 02 giugno 2012 in energia (Sfogliato 9396 volte)
Dalla nuova Relazione

Dalla Autorizzazione

Di questa centrale ne abbiamo parlato a lungo nel Post di Sacchi Giovanni del 07 luglio 2009 in energia (Sfogliato 3889 volte). Vi metto il link:
www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=520090707180716
I dati possono essere recuperati nel sito della Regione Marche Ambiente, dove per il nostro comune sono autorizzati due impianti: quello della cascata del Sasso e quello dei Pierini, di cui rimetto il link:
www.ambiente.regione.marche.it/Ambiente/Valutazionieautorizzazioni/ValutazionediImpattoAmbientale/tabid/86/ctl/Dettaglio/mid/626/Impianto/394/Ditta/355/ID_proc/240/Tipo/VIA/directory/V00320/Default.aspx
Detto questo vorrei intervenire per quello che ho sempre sostenuto sulla trasparenza: non credo che sia giustificabile il fatto che un qualsiasi cittadino debba essere a conoscenza di un progetto, solo quando questo serve per espropiargli (asseverare) un suo terreno. Questo è profondamente ingiusto. Credo che la responsabilita' debba essere assegnata a quei dirigenti e politici ricalcitranti nel discorso di trasparenza. Vediamo un attimo cosa sostiene, anche la normativa: "L'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza" (art. 22 L. 241/1990). Quindi la trasparenza è una rilevante finalità di pubblico interesse, alla pari degli stessi impianti energetici per cui si attuano gli espropri, ovvero per il pubblico interesse che ha l'energia.
Se andiamo a vedere nel sito della regione di cui sopra, vedremo inoltre, che l'avviso informativo è stato fatto sul Messaggero di Pesaro, il meno letto di tutti e la documentazione esposta, è ridotta. Il Testo unico ambientale, prevede per la VIA, la pubblicazione nel sito dell'ente della documentazione riferita all'istruttoria; quindi tutta, compresi gli allegati progettuali, tavole (art 24 comma 10 D.L.vo 152/2006). Ciò anche al fine di fare osservazioni e di richiedere l'incontro pubblico previsto per legge. Inoltre il Difensore Civico Regionale ha scritto ben due volte all'ufficio VIA regionale, sostenendo l'obbligatorietà di informare delle date delle conferenze dei servizi, attraverso la comunicazione nel sito istituzionale, cosa che puntualmente non avviene. A quelle conferenze gli interessati, potrebbero partecipare senza diritto di voto, ma con la possibilità di verbalizzare le loro affermazioni.
Mi capita spesso che nell'accesso agli atti della Provincia di Pesaro, loro comunicano al committente ed al progettista le mie richieste, al fine di avere il loro assenso. A parte il fatto che il controinteressato è colui a cui viene leso il diritto di riservatezza (art. 3 DPR 184/2006), ditemi quale riservatezza ha il committente i cui dati vengono discussi in commissione edilizia, vanno in conferenza dei servizi, pubblicati nel sito e nel cartello di cantiere? Infatti poi non possono negare l'accesso! A mio avviso i controinteressati diretti sono proprio quei cittadini a cui viene espropriato il terreno o leso i propri diritti; si tratta di riservatezza diretta, non dei dati sensibili; essi individuati dalle relative mappe catastali dovrebbero essere informati di quello che potrebbero accadere nel proprio terreno o nelle aree limitrofe.
Sempre grazie al diritto di trasparenza sarebbe più che opportuno, che i progetti che interessano un territorio siano pubblicati nel sito del proprio comune; è vero la legge non lo prevede direttamente, ma non lo nega affatto (si veda sito comune Acqualagna)
Vorrei comunque concludere con alcune osservazioni: un mio carissimo amico sosteneva, che non si sarebbe più collegato ad Altrometauro.net perchè ha notato che, ad esempio, per il mucchio di neve dal ponte , ci sono stati tante visite e commenti, mentre per altri aspetti più importanti ben pochi. Credo che dobbiamo sentirci in dovere di interessarci direttamente del nostro territorio e non delegare nessuno, anche se questo potrebbe risultare antipatico o avere delle piccole ritorsioni. Inoltre questo deve essere fatto sempre più per interessi comuni e non di pochi, (quanti se la sono presa per la centrale sulla cascata del Metauro). Occorre seguire, tutte le attività che si svolgono nel nostro comune attraverso il sito istituzionale, battersi per la sua completa trasparenza, intervenire nei progetti, nei piani di attuazione, dal trasferimento dei libri dalla biblioteca comunale a quella parrocchiale, fino arrivare a discutere del nostro Piano Regolatore Generale.
La libertà è partecipazione!
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Decreto VIA per la Centrale sulla Cascata del SassoPost di Peppe Dini del 13 maggio 2012 in ecologia (Sfogliato 826 volte)Vi metto la prima pagina del Decreto del Dirigente dell'Ufficio VIA della Regione Marche dott. David Piccinini e la prima dell'allegato 1. Anche di questo nessuna comunicazione all'albo on line. Trasparenza???
Non ho commenti. Vi aggiungo anche le foto della nevicata di febbraio relative alla balza. Peppe Dini




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Una centrale sulla Cascata del SassoPost di Peppe Dini del 11 agosto 2011 in ecologia (Sfogliato 1836 volte)Avevo aggiunto queste due comunicazioni sulla centrale della Cascata del Sasso, sui commenti del post già messo sulla Cascata. Ma per dare una maggiore evidenza, ho voluto dedicare un apposito spazio. Si tratta della risposta (finalmente) del Sopintendente ai beni paesaggistici per le Marche, Cozzolino che spiega le sue motivazioni. Osservate come da cittadini è difficile dialogare/collaborare con le istituzioni. Il suo intervento viene dopo altre 5 lettere che non hanno ricevuto risposta e alla fine si passa anche da arroganti per i toni "intimidatori" usati. Capite il cittadino non deve alzare la voce, deve restare sommesso, non deve rivendicare quelli che sono i suoi diritti. No, non è mica arrogante chi pur rivestendo un ruolo al servizio dei cittadini, non rispetta le normative di democrazia partecipativa contenute nel nostro ordinamento giuridico; le loro non comunicazioni, no, non sono offese a chi chiede di avere solo delle risposte. Ma ritorniamo all'oggetto dell'articolo. La Cascata del Sasso è un particolare biotopo degno di tutela , arrivata giuridicamente solo nel 1997 ad opera di alcuni ambientalisti, pur rientrando nella tutela generalizzata del 1939. I suoi lastroni marnosi-arenacei a reggipoggio , che si incuneano sotto la corrente fluviale, ne hanno permesso la sua esistenza fino ad oggi. La balza è riconosciuta tra le 10 più belle d'Italia ed è riportata anche sulla enciclopedia virtuale Wikipedia. La sua larghezza complessiva è di 100 m con un fronte bagnato di 60 metri ed una altezza di 12, mentre sui lastroni posteriori raggiunge un dislivello di 15 metri (quello utilizzabile dalla centrale). Un pessimo intervento di contenimento dell'erosione della sponda sinistra (causato più dalla presenza della antica vasca di carico del mulino che dalla forza delle acque), effettuato nel 1981, ha penalizzato la vista della Balza con una lama di calcestruzzo ed un inutile belvedere. Successivamente alla data della protezione, c'è stato un irrisorio tentativo di realizzare delle "tazze" vuote sul calcestruzzo per facilitare il deposito di terreno per l'attecchimento di piante che avrebbero mascherato la costruzione. Sarebbe sufficiente, a mio avviso, difformare gli spigoli esistenti, per far rientrare la balza in una ottica di comprensibile gradevolezza. Tutti gli interventi effettuati anche per contenere la pesantezza visiva dei capannoni posteriori, sono sempre rimasti sulla carta: la zona industriale vince sulla balza. Invito qui le persone sensibili a far pressione per la tutela di questo quadro naturale. Vi metto qui l' intervento del soprintendente per le Marche.

Cascata del Sasso nel 1932: notate la costruzione a destra, sono due mulini in serie uno sotto l'altro. (ArchivioComunale)
OGGETTO: SANT'ANGELO IN VADO (PU) - loc. Molino del Sasso
Realizzazione minicentrale idroelettrica di potenza pari a 350,00 kWp.
Con riferimento alla nota inviata dalla S.V. in data 15/07/2011- prot. 10/6104/11 e relativa a
quanto indicato in oggetto, questa Soprintendenza fa presente quanto segue.
L'intervento, avendo la S.V. conoscenza dei pareri espressi, riguarda il ripristino di una preesistente
struttura (mulino), costituita da manufatti e da un sistema idraulico, che non comportano particolari problematiche
paesaggistiche al contesto formalmente tutelato in cui sono inseriti.
Nel secondo parere richiesto c'è una attenzione dei competenti uffici della Regione Marche e del
Comune di Sant'Angelo in Vado sulla portata della Cascata del Sasso, posta a valle.
Sulla consistenza di tale portata d'acqua, a parere dello scrivente Ufficio va ricercato un accordo tra il
soggetto proponente e gli Enti sopra citati.
Questa Soprintendenza sottolinea che non era presente alla Conferenza dei Servizi, come segnalato
dalla S.V.,in quanto fu inoltrato specifico parere scritto sull'argomento.
Infine, si ritiene opportuno evidenziare che, seppur apprezzando la sensibilità espressa dalla S.V. a
favore della tutela paesaggistica del territorio dell'entroterra pesarese, non risultano accettabili i toni estremamente
intimidatori contenuti nella nota che si riscontra, ne tanto meno quelli nell'articolo presente su un quotidiano locale
(Corriere Adriatico del 25/07/2011), in quanto tendenti a delegittimare l'attività dell'istituzione che rappresento.
IL SOPRINTENDENTE
Cozzolino

Foto della piena del 18 febbraio 2010
Qui la mia risposta.
Gent.mo Soprintendente,
la ringrazio della sua risposta, intervengo seguendo la sua esposizione.
Per quanto riguarda l’edificio attuale del mulino, esso non ha più le stesse caratteristiche dell’antica struttura, essendo più volte rimaneggiato, senza un progetto evidente e alterando gli aspetti più consistenti, come ho più volte denunciato alle autorità competenti succedutesi. (Si veda la foto degli anni ‘30 depositata negli archivi comunali http://www.educambiente.it/Ambiente/immagini/cascata%20sasso1932.jpg )
La concessione idraulica è stata disattesa in periodo prebellico, tant’è non sono rimaste tracce nei registri successivi dell’ex Genio Civile. Ne è stata attivata ora, una del tutto nuova per la centrale.
Le ultime tracce della vasca di carico, sono state distrutte nella realizzazione del discutibile belvedere sovrastante la cascata, nel 1981. Sono rimaste invece tracce, dell’antico canale, immediatamente adiacente al fiume; al momento della realizzazione dell’area industriale, relativa alla ex zona De Rosa, sopra la balza, la strada avrebbe dovuto essere distante dal corpo idrico, nei piani di fabbricazione di 14 metri, mentre attualmente è a soli 6,5 m; il canale seppure a mappale catastale non fu neanche preso in considerazione per la corretta misurazione.
Dalla relazione presentata in CdS emerge, che il tracciato del canale è del tutto nuovo, si è parlato anche di canale coperto da tavolate, che la presa a sifone dovrà essere realizzata adiacente alla strada , quindi visibile. La briglia a trappola tirolese, taglierà orizzontalmente i lastroni marnosi arenacei presenti.
Lo stesso Deflusso Minimo Vitale di 202 litri/sec richiesto, sarà irrisorio nei 60 m di fronte della balza.
La Conferenza dei servizi si è svolta in Ancona, presso gli uffici energia della regione Marche il 17.5.2008 alle ore 10,30, mentre il parere favorevole della dott.sa Anna di Bene, allora Soprintendente ad interim, è del 12.12.2008.
Mi spiace che abbia ritenuto i miei toni intimidatori, mi sono rivolto solo al Difensore civico Regionale senza aggiungere diffide, ma ho scritto alla soprintendenza ben 5 volte da settembre 2008, ed il 18.10.2009 direttamente anche a lei, senza mai avere una risposta, prevista ben chiaramente, per tutti i cittadini dopo 30 gg come stabilisce la L. 241/1990.
Inoltre quanto scritto nel Corriere Adriatico è libera interpretazione del giornalista: personalmente ho inviato solamente la mia lettera ed il suo parere, appellandomi al senso ambientale della redazione; pur essendo iscritto all’ordine dei giornalisti, non ho voluto fare alcun articolo come potrà vedere anche sullo spazio web della valle del Metauro http://www.altrometauro.net/blog.asp?area=apriPost&IdPost=10020110723090720 dove aggiungerò sui commenti, la sua e mia risposta.
Le chiedo di rivedere la sua autorizzazione in una ottica più ampia di valutazione paesaggistico-ambientale, soprattutto per la tutela di questo particolare biotopo, la cui protezione formalizzatasi nel 1997, è costata a pochi ambientalisti, contro amministrazioni, industriali, politici, un vero impegno di risorse umane e personali.
La ringrazio per la sua attenzione.
Giuseppe Dini
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Cascata del Sasso: ancora la centralePost di Peppe Dini del 23 luglio 2011 in ecologia (Sfogliato 2010 volte)Cascata del Sasso: ancora la centrale
La soprintendenza ha espresso parere favorevole, a mio avviso senza conoscere opportunatamente nè il luogo , nè il progetto della centrale idroelettrica sulla Cascata del Sasso.
Credo che come cittadini, ovviamente per chi tiene a cuore la tutela ambientale, sia arrivato il tempo di farci sentire: occorre scrivere al Soprintendente, al responsabile dell'ufficio energia della Regione, al Sindaco di Sant'Angelo in Vado. L'appello va al di là della cittadina vadese. Diversamente, vorrà dire che occorre adattarsi a ciò che le persone non riescono ad esprimere: lasciamo fare! Ne abbiamo scritto qui tante volte , che proprio non ho voluto fare direttamente gli articoli per la stampa.
Va detto che il nostro comune, ha effettuato una apposita variente al PRG della zona industriale, per escludere dal vincolo della Cascata del Sasso proprio le strutture energetiche. Ciò purtroppo non solo ha permesso la "libera" esecuzione della centrale, ma anche il passaggio degli elettrodotti provenienti dall'eolico di Urbania e di Apecchio.
Vi metto l'articolo de "Il Nuovo Amico" e l'ultimo parere del Soprintendente.
Peppe Dini


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L' Italia centrale fa sul serio. Ricci: “Ci siamo anche noi”Post di Massimo del 21 maggio 2010 in Attualità (Sfogliato 965 volte) L'Italia centrale ha serrato le fila. Oltre 400 persone riunite a Perugia per gli “stati generali” del cuore del Paese, fra amministratori, parlamentari e rappresentanti del mondo sociale, economico e dell'istruzione. Provenienti da Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo e Emilia Romagna. “Siamo partiti in pochi. Ma vedo che oggi siamo in tanti...” ha detto Matteo Ricci, soddisfatto, rivolgendosi alla platea. Poi il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, che ha sollevato la questione a livello nazionale, ha spiegato il senso della battaglia: “Siamo qui per dire che anche noi esistiamo. E' ora di rompere l'oblio, anche mediatico, che ci avvolge. Il Paese è spaccato tra le rivendicazioni del nord e i mali irrisolti del sud. Ed è un dibattito che ci lacera: il rischio che corriamo è un distacco non solo geografico ma anche culturale. Per questo, l'incontro di oggi è anche una grande manifestazione per l'unità del Paese. Di cui noi siamo la cerniera...”. Ha quindi aggiunto: “Rappresentiamo l'Italia dell'efficienza solidale. E possiamo dare il nostro contributo anche per il rilancio del sistema Paese. Che può ripartire, dopo la crisi, anche dalla qualità della vita e dal Benessere interno lordo che caratterizzano i nostri territori...”. Sul tavolo i fronti aperti, a partire dalle infrastrutture: “In testa ai nostri bisogni – ha puntualizzato Ricci - c'è la Fano-Grosseto. Che è il simbolo delle nostre priorità: non ci sono solo la Pedemontana lombarda e il Ponte sullo Stretto. Eppure, delle 15 grandi opere che sono date in partenza dal Governo, solo una (la Cecina-Civitavecchia) è nel Centro Italia”. La sfida, secondo Ricci, è anche “democratica”. E va affrontata a livello interregionale. E' d'accordo il governatore Gian Mario Spacca: “Dobbiamo fare massa critica per dare maggior valore ai nostri progetti. L'orizzonte non è più solo nazionale ma internazionale. E anche i mercati, ormai, non si raggiungono singolarmente ma insieme...”. Per il presidente della Regione Marche la strategia è chiara: “Dobbiamo fare quadrato, in primis, nella ricerca delle risorse. Per realizzare le azioni possibili su energia, infrastrutture e innovazione, che possiamo concertare stando uniti...”. Per il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, “va costruita una proposta di sviluppo che riguardi tutto il Paese. Non abbiamo atteggiamenti di egoismo, vogliamo solo rispondere alle esigenze delle comunità. Anche partendo dalla valorizzazione della nostra rete di piccole imprese, dalle eccellenze del turismo e dalla ricchezza intellettuale di cui dispongono le nostre università”. Concetti condivisi anche dal presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci (“Rivendichiamo un ruolo diverso nel panorama nazionale”), dal governatore della Toscana Enrico Rossi (“La nostra è un' impostazione bipartisan e istituzionale, che si apre a tutti. Il dibattito politico può avvenire in altre sedi”), dal presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini (“Vogliamo aprirci e coinvolgere tutte le espressioni dell'economia e della società per uscire dalla crisi” ), dal presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi (“Gli stati generali non sono un punto di arrivo ma di partenza. Per continuare a costruire il futuro”) e dal sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. Al politologo Ilvo Diamanti è affidata la sintesi: “L'Italia di mezzo ha prodotto dinamismo economico e sociale. E qualità dello sviluppo. Qui c'è meno distacco tra società e istituzioni. E i suoi territori sono luoghi di benessere”. Poi ha continuato: “Negli ultimi anni – ha proseguito – è cresciuta anche in queste aree la paura della disoccupazione. E sono emerse le problematiche legate all'immigrazione. E' importante riuscire a salvaguardare la qualità, investendo su coesione sociale, welfare sostenibile e formazione. E su questi settori lo Stato deve esercitare un ruolo forte...”. Sono intervenuti anche il docente dell'università di Perugia Bruno Bracalente e il vice direttore del Tg3 Giuliano Giubilei. Numerosa la rappresentanza istituzionale locale, dal sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli ai parlamentari Oriano Giovannelli e Massimo Vannucci. Presente anche il pullman di sindaci, assessori e consiglieri al seguito del presidente di Ricci.
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Una centrale sulla Cascata tra le più belle d'ItaliaPost di Peppe Dini del 13 agosto 2009 in ecologia (Sfogliato 1513 volte)La centrale sulla Cascata del Sasso.
Il WWF Marche anticipando l’utilizzo di una vecchia legge del 1998 per la prima volta, ha partecipato alla conferenza dei servizi nel maggio 2008, indetta dall’ufficio energie rinnovabili della Regione Marche ad Ancona, riguardo la realizzazione di una centrale idroelettrica sulla Cascata del Sasso a Sant’Angelo in Vado. Dopo aver assistito alla presentazione da parte del progettista, ha prospettato le proprie osservazioni, formalizzate anche per iscritto. In sostanza la Balza dal 1996, è soggetta ad un vincolo che è del tutto identico a quello di un’area archeologica, è una delle 10 cascate più belle d’Italia per la sua maestosità, dato che ha un fronte complessivo di 100 metri ed un dislivello di 15 metri, quello utilizzato dalla centrale.
Viene riportata sull’enciclopedia virtuale Wikipedia e su Panoramio, proprio per la sua bellezza. Il consumo di acqua da parte della centrale che è di 3000 litri al secondo, va a penalizzare proprio il godimento estetico della Balza: è come se avessimo un bellissimo quadro senza più la sua tela.
Sono queste le osservazioni inviate alla soprintendente ai Beni Paesaggistici e Culturali di Ancona, arch. Anna di Bene, all’ispettore Giangiacomo Martines, all’arch. Bartoli dell’ufficio VIA della Provincia, all’ufficio provinciale acque demaniali, al quale si era richiesto di partecipare al procedimento, ai presidenti della Provincia e della Regione e allo stesso Ministro Biondi, attraverso reiterate richieste fin dal luglio del 2008, nessuno ha mai risposto, nonostante che una informativa sia stata inviata anche alla procura di Pesaro.
La soprintendenza di Ancona, a firma dell’arch. Anna di Bene ha autorizzato la centrale con una nota del 12 dicembre 2008, valutando però la realizzazione delle opere di presa, sulle zone circostanti vincolate e non sulla Balza stessa, che si impoverisce di acqua, essendo il minimo deflusso vitale solo di 200 litri, che sparsi sui 60 metri bagnati, non daranno più il senso vero della Balza. Abbiamo recentemente riscritto di questo al soprintendente.
Lo stesso procedimento legato alla autorizzazione idrica, indetto dall’ufficio dell’ing. Zengarini, è stato fatto senza darci l’opportuna comunicazione già richiesta e senza essere pubblicato nel sito della provincia, così come prevedono le attuali norme sull’amministrazione digitale e sulle conferenze dei servizi, come da tempo segnalato ai vertici politici, passati e attuali, nonché gestionali della Provincia, quali lo stesso direttore dott. Rondina; anche qui senza avere alcuna risposta.
C’è la possibilità di diffidare e poi denunciare per rifiuto di atti di ufficio gli amministratori e dirigenti che non rispondono. E’ una iniziativa che stiamo valutando, ma che non permetterà da sola la salvaguardia della cascata. Mentre ci domandiamo perché non è stata fatta la Valutazione di Impatto Ambientale, continueremo, come WWF Marche, a richiedere la partecipazione alle conferenze dei servizi sul procedimento, le riunioni pubbliche previste dalla legge.
Se vogliamo salvare la Balza, occorre l’intervento di tutte le persone sensibili, scrivendo semplicemente ai vari responsabili citati. Non si tratta di essere contro le energie rinnovabili, ma di valutare giustamente, i diversi valori, anche paesaggistici, che concorrono in tutti quei quadri naturali come la Cascata del Sasso.
Sant’Angelo in Vado 7 agosto 2009
Giuseppe Dini
WWF Marche
Foto di Mangani Giuliano tratta da www.panoramio.com

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Centrale idroelettrica in località Molino dei PieriniPost di Sacchi Giovanni del 07 luglio 2009 in energia (Sfogliato 5466 volte)AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI SANT’ANGELO IN VADO
Interpellanza n° 1
Premesso che:
1. in una delle ultime commissioni edilizie è stato presentato un Progetto di una centrale idroelettrica da realizzarsi in località Molino dei Pierini;
2. tale progetto prevede la realizzazione di un’opera di captazione ubicata immediatamente a valle del ponte di Santa Maria e di un canale a cielo aperto a forma trapezoidale (di altezza di circa 3 m e lungo circa 300 m), da costruire parallelamente all’abitato di via Conciatori e una condotta forzata interrata con tubi di circa 2,00 m di diametro (lunga circa 180 m);
3. la Commissione Edilizia ha espresso parere di sospensione richiedendo delle integrazioni della documentazione progettuale e indicando, comunque, numerose prescrizioni;
4. in data 15 gennaio 2009 si è tenuta la Conferenza dei Servizi Regionale;
5. nei giorni scorsi una persona diversamente abile è caduta, nell’area del Vivaio Forestale, all’interno della gora che alimenta il molino Matteucci (che ha caratteristiche simili a quella del Progetto) e che solo il caso ha evitato una tragedia.
Tutto ciò premesso, si chiede:
a. Il Progetto in oggetto ha ottenuto tutte le autorizzazioni di rito da parte degli Enti di competenza?
b. quali sono i provvedimenti che l’Amministrazione Comunale intende adottare nei confronti di questo manufatto?
c. l’Amministrazione Comunale non ritiene pericolosa, per la sicurezza e la salute dei suoi cittadini, questa opera?
d. risponde al vero che un Progetto simile sarà presentato per la Cascata del Sasso?
e. il fiume Metauro è in grado di sopportare interventi di così elevato impatto ambientale? Se sì sulla base di quali dati e per quale periodo dell’anno?
Il Gruppo Consiliare di Minoranza
Sant’Angelo in Vado, 25 giugno 2009
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