Prima di analizzare la relazione al bilancio di previsione crediamo sia doverosa una breve riflessione in merito alla situazione nazionale ed internazionale.
Ci troviamo a dover affrontare un periodo di forte cambiamento dell’assetto geopolitico mondiale, cambiamento che genera forti tensioni e problemi sociali di grande portata.
Di fronte a questi eventi sarebbe quanto mai necessario che i paesi occidentali, ed in particolare l’Europa, siano il più uniti possibile per poter affrontare i grandi problemi sociali economici ed ambientali che si intravedono all’orizzonte.
Stiamo invece assistendo, quotidianamente, ad una serie di vicende che mostrano in modo inequivocabile come l’Europa sia ancora ben lontana dagli obiettivi che i grandi statisti ed uomini politici avevano in mente quando, ormai alcuni anni or sono, si adoperarono con tutte le loro forze per impiantare le fondamenta dell’Unione Europea.
Mancano ancora completamente strategie unitarie in tema economico, in tema energetico, in tema ambientale e soprattutto in tema sociale. Gli avvenimenti delle ultime settimane parlano purtroppo molto chiaro.
Se poi ci soffermiamo ad analizzare le questioni strettamente italiane, dobbiamo constatare come la situazione sia ancora molto più preoccupante.
Prendiamo spunto dal discorso che il Sindaco ha tenuto nel giorno dei festeggiamenti dell’Unità d’Italia il 12 marzo scorso.
Nel suo discorso, largamente condivisibile in termini di contenuti, il Sindaco poneva l’attenzione su quattro parole fondamentali per un paese civile dicendo: dobbiamo governare nella Democrazia, nella Libertà, nella Partecipazione e nella Pace.
Peccato però che, mai come oggi, a nostro avviso, queste quatto parole basilari, sono messe ogni giorno in discussione e spesso ignorate da un Governo a cui il Sindaco e la Maggioranza che lo sostiene fanno riferimento.
Lo Stato italiano è fondato sulla sovranità popolare esercitata tramite i propri rappresentanti in Parlamento, luogo preposto per proporre, discutere ed approvare leggi che, al di la di chi governa, dovrebbero essere rivolte a tutti i cittadini per promuovere il bene comune. Ebbene, sono ormai anni che il parlamento non svolge più la funzione ad esso affidata dalla Costituzione, ma è quotidianamente piegato alla volontà di un Governo che pone prioritariamente all’ordine del giorno leggi che sono ben lontane dall’essere rivolte a tutti i cittadini ma sono solo funzionali a risolvere o rallentare questioni private di qualcuno. Vi è ormai da anni uno scontro totale fra il potere Giudiziario ed il potere Esecutivo a danno del potere Legislativo la cui efficacia e sovranità è ormai un lontano ricordo. Credo che in una situazione come questa la parola Democrazia sia messa quotidianamente in discussione.
Viviamo in un paese dove gli organi di stampa e di informazione sono concentrati in larga parte nelle mani del capo dell’Esecutivo (cosa che non esiste in alcuna altra parte del mondo, figuriamoci nelle democrazie occidentali), che li manipola a suo piacimento facendo arrivare ai cittadini solo quello che si vuole.
In un contesto di questo tipo la parola Libertà diventa difficile da comprendere.
Se poi pensiamo alla parola Eguaglianza fondamentale per arrivare alla Libertà, dobbiamo purtroppo constatare come il concetto di Eguaglianza sia ormai lontano. Non c’è Eguaglianza di fronte alla legge, non c’è Eguaglianza nelle opportunità di lavoro, non c’è Eguaglianza nell’accesso all’istruzione, non c’è Eguaglianza nell’istruzione e soprattutto non c’è Eguaglianza sociale.
Senza Eguaglianza non ci può essere Libertà.
Non c’è più Partecipazione.
Lo svuotamento delle funzioni del Parlamento a favore del Governo ha di fatto tolto la partecipazione e la sovranità, se pur indiretta, al popolo. Lo svuotamento delle funzioni dei Consigli Comunali e dei Consigli degli altri Enti Intermedi ha di fatto tolto gran parte di opportunità di partecipazione dei cittadini alla vita Politica ed Amministrativa. Lo svuotamento delle sedi dei Partiti dove i cittadini partecipavano alle discussioni sulle varie scelte politiche ha fatto il resto. Ma la botta finale in termini di partecipazione è stata data svuotando di valore anche l’Istituto del Referendum puntando sempre a far si di non far raggiungere il quorum anziché puntare a far prevalere l’uno o l’altro quesito.
L’ultimo esempio crediamo sia veramente vergognoso.
Il governo puntava sul nucleare ed aveva avviato le procedure con accordi importanti con la Francia. A seguito dei fatti del Giappone a poi rinnegato le sue scelte. Poi dietro la spinta della Francia il Governo ha dichiarato che non è stato rinnegato nulla ma lo stop è solo funzionale a far fallire il referendum per poi rimettere in moto la cosa.
La verità vera è che far fallire il referendum sul nucleare significa mettere in forse anche il referendum sulla gestione dell’acqua e soprattutto quello sul legittimo impedimento che tanto sta a cuore a qualcuno.
Non solo non c’è Partecipazione ma c’è una forte presa in giro dei cittadini. Cogliamo l’occasione per invitare tutti ad adoperarsi per non far fallire i referendum, unico strumento di sovranità rimasto in mano alla popolazione.
Riteniamo estremamente importante che il popolo possa esprimersi liberamente su temi importanti come l’acqua ed il nucleare.
Mai come oggi il mondo è governato nella Guerra e non nella Pace e l’occidente non riesce o non vuole risolvere i conflitti con la politica e la diplomazia ma è schiavo dei propri interessi e dei propri egoismi mostrandosi sempre più diviso e più debole.
Sindaco, le belle parole che lei ha pronunciato poco tempo fa, restano purtroppo solo parole al vento, messe in discussione e spesso ignorate un po’ da tutti quanti ma in particolare da un Governo a cui Lei e la sua Maggioranza è funzionale e fa riferimento politico.
Relativamente alla relazione al bilancio, crediamo ci sia ben poco da dire, sono riportate dettagliatamente e ben argomentate tutte le questioni tecniche e normative ma sotto l’aspetto politico-programmatico la relazione è sostanzialmente inesistente. Vengono riportate solamente ed in modo scarno e sintetico, tutte le questioni delle quali si è parlato quasi sempre negli ultimi Consigli senza introdurre alcuna novità ed alcuna idea programmatica funzionale per lo sviluppo futuro della nostra cittadina.
Mai come ora il nostro paese si trova in uno stato di isolamento e di marginalità. A nulla valgono le istanze del Sindaco per sbloccare situazioni ormai incancrenite quali la Fano-Grosseto (struttura completamente ignorata dal Governo) o l’incredibile, ripetuta e prolungata chiusura della Statale 73 Bis che rappresenta una presa in giro per tutti i cittadini della vallata ed in particolare per i mercatellesi.
Purtroppo la parola Partecipazione che permette ai cittadini di informarsi e conseguentemente di indignarsi e lottare per i propri diritti, oggi appare sostituita dalla parola Rassegnazione che è ciò che si respira a livello locale e purtroppo anche a livello nazionale.
Si mette in primo piano l’ampliamento del Museo di San Francesco come questione prioritaria per L’Amministrazione dandogli forse eccessiva enfasi. Noi concordiamo nell’importanza e nella qualità della struttura museale di San Francesco ma come abbiamo ripetuto più volte, riteniamo che allo stato attuale, con la forte crisi economica che ancora incombe, forse vi erano necessità di intervento più prioritarie. Il Museo esiste già ed a fronte della sua qualità e bellezza, che nessuno mette in discussione, abbiamo assistito dal momento dell’apertura ad oggi a grandissime difficoltà di gestione. Il museo è rimasto spesso chiuso per le problematiche che tutti sanno e che sono comuni a tante altre realtà italiane, gli introiti ricavati dai biglietti sono veramente irrisori. A nostro parere prima di pensare ad un ampliamento forse era il caso di tentare di risolvere le difficoltà di gestione.
Se poi pensiamo che il cofinanziamento dell’opera ha richiesto l’accensione di un mutuo di considerevole entità la nostra perplessità diventa ancora più profonda.
Nella relazione al bilancio si parla di apertura di una serie di nuove sale per la didattica, per le conferenze e per ogni altra esigenza (ampliamento museo e riconversione bocciodromo). Ci sarà veramente bisogno?. Ci sono sale con le stesse caratteristiche nel Palazzo Gasperini che purtroppo non si riesce ad utilizzare e sfruttare.
L’intero terzo piano del Palazzo crediamo non sia mai stato utilizzato.
A nostro parere si poteva accendere il mutuo per interventi più diretti ai Mercatellesi intervenendo sulla viabilità urbana ed extraurbana, sull’arredo urbano e sulla riqualificazione dei percorsi che sicuramente potevano avere un impatto più tangibile sia sui cittadini che sullo sviluppo turistico, ma per questi interventi il mutuo è sconsigliabile. Il museo non poteva aspettare, questi si.
Oppure si poteva mettere a bilancio una parte più consistente degli aumenti della tassa dei rifiuti evitando di gravare così pesantemente nelle tasche dei mercatellesi.
Riteniamo molto singolare che nella relazione al Bilancio non si sia spesa una sola parola per l’area industriale che giace in uno stato di abbandono da oltre 15 anni, non si sia spesa una sola parola, magari solo un incoraggiamento, a favore delle poche attività commerciali e di servizio che ancora restano nella nostra realtà.
Siamo portati a pensare che il fatto di non intervenire volutamente sull’area industriale sia ormai per l’Amministrazione una questione di principio, forse di vanto e di godimento per il solo fatto che la Minoranza lo sollecita continuamente. Se per Voi si tratta di questo, ne prendiamo atto, siamo contenti per Voi nel vedervi soddisfatti.
Si potrebbe dire molto altro, ma si rischia di essere troppo lunghi e tediosi, le poche cose dette, sono più che sufficienti per motivare il nostro voto contrario alla relazione di bilancio previsionale e programmatico.
Invitiamo inoltre tutti i consiglieri ad una profonda riflessione prima di assumersi la responsabilità di votare un bilancio che va nella direzione opposta rispetto a ciò che, in questo momento, il nostro paese ha bisogno.
Chiudiamo chiedendo che venga promosso al più presto un incontro pubblico con la ditta che impianterà l’impianto Eolico per far spiegare ai cittadini le caratteristiche dell’impianto stesso e soprattutto i risultati del monitoraggio sulla direzione ed entità del vento.
Chiediamo al Sindaco di mettere, una volta tanto, in pratica la parola Partecipazione.
Relativamente all’impianto, noi siamo ampiamente a favore dell’eolico. L’impianto deve avere però la massima efficacia e funzionalità, deve essere improntato un progetto di adeguato ripristino della viabilità e delle aree di cantiere ed un adeguato compenso al comune ed ai privati. Sarebbe inoltre auspicabile un piano strategico di vallata, al fine di verificare quanta energia da fonti alternative è necessario produrre per rispettare i parametri imposti dalla comunità Europea e quindi quanti impianti eolici o fotovoltaici sono necessari. La cosa non può essere lasciata alla libera iniziativa dei privati delle singole Amministrazioni o peggio ancora alla speculazione delle grandi imprese.
E’ assolutamente necessario un coordinamento.
La nostra vallata non si tira certo indietro nel fare la propria parte ma non può certo mettere a repentaglio la sua valenza ambientale facendo più del necessario. Da studi fatti a suo tempo dalla Comunità Montana, certamente da aggiornare, sembrava che due grossi impianti eolici erano più che sufficienti per la nostra area.
Questi vanno fatti nei punti dove si ha la massima efficienza ed il minimo impatto in termini costruttivi e gestionali.
La discriminante non può essere se l’impianto sui vede o meno dal Palazzo Ducale di Urbino, il nostro Appennino con il maestoso massiccio dell’Alpe della Luna non è secondo a nessuno per importanza, valenza ambientale e motore di sviluppo turistico.
Gruppo di Minoranza Consigliare