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Incontri di Etologia a Casa Archilei di Fano
Post di Peppe Dini del 28 settembre 2012 in ecologia (Sfogliato 292 volte)

Ricevo e pubblico.

casa Archilei

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Fano-Grosseto. A che punto siamo? Proviamo a dirlo
Post di Tommaso Gentili del 25 settembre 2012 in infrastrutture (Sfogliato 740 volte)

 

Anzitutto vengono alcuni dubbi soltanto a guardare la locandina

1- Se viene fatto l'incontro a Pesaro (che tra l'altro è una nota località dove passa la FANO-Grosseto) di venerdì alle 17.30, è evidente che la partecipazione è riservata a gente che non lavora. 

2- Se il tracciato è quello segnato sulla locandina, qualche problema tra Arezzo e Siena devono averlo avuto, visto che allungherebbero il percorso di qualche decina di chilometri.

3- E' inutile mettere i porti del Tirreno e dell'Adriatico per far vedere che arriveranno i fondi della Banca Europea per gli Investimenti (che tanto non arriveranno mai perché l'Italia è già il maggior paese ad usufruirne) se poi il presidente Spacca non ha mai visto la strada che c'è tra Grosseto e Civitavecchia.

4- "La priorità della Regione Marche". Si, se consideriamo che prima ci sono la terza corsia dell'A14, la Quadrilatero e la pedemontana Marche- Abruzzo - Molise (che parte da Ascoli) potremmo dire che è "la priorità".

Tornando sull'argomento, le vere novità sembrerebbero queste:

1- All'incontro parteciperanno Barbara Marinali, direttore generale del Ministero Infrastrutture e Trasporti e Franca Zappaterra, presidente della commissione tecnica ministeriale (Mit). Anche se la partecipazione di queste persone non garantisce di certo i finanziamenti...

2- Riprendendo dall'articolo www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2012/09/25/777145-fano-grosseto.shtml si legge: "L’opera, dopo alcune razionalizzazioni progettuali, scenderebbe a 2,9 miliardi di euro da quattro miliardi. Di cui 1,1 miliardo per il tratto Pesarese, compreso il raddoppio della Guinza. I tempi previsti sono 2 anni per l’iter progettuale e la gara e 8 anni per la realizzazione della Fano-Grosseto a mo’ di autostrada."

Anzitutto cosa vuol dire "a mo' di autostrada"? SARA' O NON SARA' UN'AUTOSTRADA? 

Sapete dove credono di risparmiare i soldi? Togliendo i tratti in galleria.

Il primo paese a beneficiarne sarà proprio Mercatello sul Metauro che si vedrà passare a 10 metri dalle case la strada anziché farla passare sotto terra. Ricordo benissimo che in quanto consigliere ho presentato un'interrogazione in consiglio comunale dopo aver letto le dichiarazioni dell'Ing. Paccapelo (dirigente della Provincia di Pesaro e Urbino) che il 24/12/2011 nell'edizione pesarese del Resto del Carlino dichiarava che ci sarebbero state modifiche del tracciato nei pressi di Mercatello e Canavaccio. In consiglio mi fu risposto che in Comune non era pervenuta nessuna comunicazione a riguardo.

I miei dubbi li avevo esternati già il 26 gennaio sempre su altrometauro con le otto domande fatte al presidente della Provincia Ricci:

Il tracciato è passato miracolosamente da un costo di 4 miliardi di euro (presumibilmente destinato a lievitare) a 2,7 miliardi.


1 - Quali modifiche sono state fatte al tracciato per rivedere così al ribasso la cifra per la costruzione dell’opera? Queste modifiche avranno aspetti rilevanti per la vita delle popolazioni locali?


 2- Perché nessuno ci aveva pensato prima? Ovvero non pensa che questo abbassamento dei costi coincidente con l’arrivo di una cordata disponibile a realizzare l’opera sia quantomeno inaspettato?


 3  -  Siamo nel più grande periodo di crisi dal dopoguerra ad oggi, non crede che lasciare il canone di locazione a carico dello Stato, già indebitato di suo, sia qualcosa di controproducente? Secondo Lei non basta il pedaggio a compensare le “fatiche” dell’impresa (che oltretutto avrà già guadagnato di suo tramite la defiscalizzazione introdotta dal governo sulle grandi opere)?


 4 - Non pensa che sia ingiusto che l’impresa applichi un pedaggio su un’opera che per buona parte è già stata costruita? In questo ambito ritiene giusto far pagare un operaio che giornalmente percorre una tratta qualsiasi tra Fano e Canavaccio?


 5 -  La E78 sarà a pagamento fino ad Arezzo o fino a Grosseto?


 6  - Perché la tratta tra Siena e Grosseto si sta progressivamente realizzando (con soldi pubblici), mentre tra Marche e Umbria nulla è più stato realizzato in quarant’anni? Potrebbe girare la domanda anche al suo collega di partito e presidente della giunta regionale Spacca?


7 - Nel progetto le opere secondarie (o di collegamento tipo Lunano-Sant’Angelo) le faremo pagare all’italiana (ovvero a spese dei contribuenti) o le pagheranno i privati? Privati che tra le altre cose non pagheranno un euro per la progettazione nel tratto marchigiano, visto che ci ha già pensato la provincia anni fa.


 8 -  Ora che il suo ruolo politico dopo il taglio del governo Monti alle funzioni delle province è pressoché nullo, perché caldeggiare una scelta così rischiosa che sicuramente, se nel 2014 si fosse nuovamente votato, avrebbe contribuito a farla perdere (visto che già è al 98° posto su 110 nella classifica di gradimento tra i suoi colleghi)? Avrebbe fatto la stessa scelta se si fosse andati alle urne?

Poi riguardo anche alle aziende che dovrebbero costruire la E78 ho aggiunto questo http://www.altrometauro.net/?area=apriPost&IdPost=920120307175856

Però le cose migliori non le sto scrivendo io, le stanno scrivendo nei commenti dell'articolo del Carlino che ho linkato sopra.

 

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Gattino malforme a Carrara di Fano
Post di Peppe Dini del 27 maggio 2012 in ecologia (Sfogliato 535 volte)

L'operazione Arcobaleno, nome dato dal Noe all'inchiesta nazionale, è ormai conclusa. Camionisti e ditte più o meno coinvolti, condannati o assolti, dirigenti pubblici, assolti per decorrenza dei termini, politici compromessi, non rilevati; reati ambientali rimangono ancora reati minori, anche se mettono a rischio la salute chi chi abita intorno a questi scarichi illeciti. Ripristini o recuperi tardi a venire, rallentati da vari ricorsi, l'autorità locolale con pochi poteri e messa in difficoltà. Questo è il panorama attuale intorno all'ex cava Solazzi di Carrara di Fano, dove ancora la salute degli abitanti viene messa a  dura prova.

Vi metto il link al filmato:

www.youtube.com/watch?v=lzJWcCUPwEI

Vi allego l'articolo del resto del Carlino di venerdì 25 maggio 2012

Gattino malforme, torna la paura

Don Giorgini torna alla carica: "Noi tutti vogliamo capire"

di Alessandra Gasparini

Fano (Pesaro Urbino), 24 maggio 2012 - E’ di questi giorni l’ultimo caso di animali con malformazioni che ha fatto drizzare le orecchie agli abitanti di Carrara. Leone è il nome del gattino di 3 mesi trovato dai bambini della zona, proprio sopra l’ex cava Solazzi.

Tutte le sue zampe presentano anomalie: in quella anteriore destra ha 6 dita, in quella anteriore sinistra ne ha 5, tutte allineate; la zampa posteriore sinistra ne ha 7 così come quella destra che presenta, inoltre, una iperflessione spastica che lo fa camminare appoggiando la parte anteriore dell’arto a terra. Leone è stato adottato da una famiglia del posto, che risiede a pochi metri dalla casa del parroco don Piergiorgio Giorgini, da sempre portavoce di 'Ridateci la vita'. Il comitato, da quando iniziò l’operazione Arcobaleno, si batte per capire cause ed eventuali collegamenti del traffico di rifiuti depositati nello scavo di Carrara con le malformazioni di animali e problemi di salute degli abitanti del luogo.


"Non intendo accusare nessuno — afferma don Giorgini — ma rivolgo una domanda agli esperti: possiamo stare tranquilli?".
A preoccupare il prete della parrocchia di San Cesareo sono "una serie di malformazioni a cui abbiamo assistito dal 2005. Prima le 3 caprette con le zampe all’indietro, poi parti di conigli con zampe non completamente formate, un embrione di piccione con due teste e una gattina con le zampe rivolte all’indietro. Ci sono sempre più casi di problemi alla tiroide" .

"Gli stessi episodi continuano a ripetersi — continua don Giorgini — e i cittadini sono avviliti. Le cose sono andate all’italiana: i politici hanno fatto di tanto in tanto qualche comparsata per dire che le cose sarebbero migliorate ma la situazione rimane la stessa. Ci hanno promesso una bonifica della cava invece non è avvenuto nulla".

La famiglia che si sta occupando di Leone si dice "preoccupata. Quando abbiamo visto il gattino è riaffiorata la paura. Ci siamo trasferiti 4 anni fa a Carrara Ora vogliamo capire, soprattutto per le famiglie giovani che vivono nella zona, e vogliamo che si trovi una spiegazione". A stemperare i toni è il veterinario di Rosciano Stefano Bernacchia: "Il livello di attenzione è molto alto ed evidenzia una paura latente. Prima di accertare una correlazione tra malformazioni e rifiuti è necessario eseguire degli studi".

"Il dirigente dell’Asur Valerio Smilari ha richiesto ai veterinari della zona — aggiunge Bernacchia — una scheda clinica di ogni singolo caso di malformazione registrato in zona. Può darsi che ci sia qualcosa sotto ma le anomalie evidenziate finora sono troppo varie per essere ricondotte ad un’unica causa".

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Ferrovia Fano-Urbino, il Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino all'attacco
Post di Fronte di AZIONE POPOLARE-PU del 18 gennaio 2012 in Politica (Sfogliato 1250 volte)

Ferrovia Fano-Urbino, il Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino all'attacco;
"I rappresentati locali dei partiti che appoggiano Monti, si smarchino dalla decreto firmato dal Ministro Passera"

Il recente decreto firmato dal Ministro Passera che smantella definivamente la tratta ferroviaria Fano-Urbino, anima e non poco la nuova formazione locale e trasversale del "Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino". Commenta il Presidente Giacomo Rossi: "Il Governo Monti continua a difendere le grosse lobby e continua a far danni; tra gli ultimi, il decreto di dismissione della tratta ferroviaria Fano-Urbino, la cui morte, a differenza di quello che diceva in campagna elettorale, é stata voluta ed accellerata dal Presidente della Provincia Matteo Ricci. Su questo assurdo decreto ministeriale, vorremmo che si esprimessero anche i rappresentanti locali di tutti quei partiti, come Pdl, Pd ed Udc che sostengono l'attuale Governo, il quale ha pertanto dato il colpo di grazia alla Fano-Urbino. Come se non bastasse c'è di più; preoccupano e molto anche i tagli alla linea ferroviaria adriatica e la volontà di smantellamento della tratta Pergola-Fabriano. Conclude Rossi: "Noi del "Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino" continueremo a batterci e sostenere (a fianco anche del Comitato "Ferrovia Val Metauro"), la fattibilissima riapertura della tratta in questione nonché il preservamento delle altre tratte in essere. Continueremo a farlo in modo chiaro e senza ambiguità".

Uff.stampa F.a.p. PU

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MENU - Pranzo di Natale e S.Stefano + Capodanno 2012
Post di lucafox del 07 dicembre 2011 in culinaria (Sfogliato 3568 volte)

 

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Fiera della Sostenibilità 16-17-18 SETTEMBRE 2011, Fano
Post di Richez del 30 agosto 2011 in appuntamenti (Sfogliato 713 volte)

Il tema della sesta edizione della Fiera della Sostenibilità sarà NUTRIMENTO PER IL CORPO, LA MENTE E LO SPIRITO

Il centro dell’attenzione di questa sesta edizione della Fiera della Sostenibilità è il nutrimento per l’uomo, tutto ciò che necessita per mantenerlo in vita e per renderlo sano, libero e felice. Per qualsiasi organismo il rifornimento di sostanze atte a fornirgli energie è la base per un corretto funzionamento. Per l’uomo una corretta alimentazione è la prima forma di prevenzione della malattia fisica; una buona istruzione e informazione, sono il nutrimento per una mente vivace, creativa e serena, così come un giusto spazio per osservare le proprie emozioni e nutrire il proprio spirito completa l’essere rendendolo più vicino alla realizzazione della sua vera essenza. In Occidente la popolazione sta andando verso un progressivo invecchiamento demografico: i fattori che determinano tale andamento sono la diminuzione dei tassi di natalità e di mortalità insieme all’innalzamento della speranza di vita. Nello specifico l’Italia è in Europa il “paese più vecchio” e questo può diventare un dato preoccupante se non troviamo un modo per far crescere, oltre all’età della popolazione, anche la qualità della vita. Crediamo che la prevenzione sia il punto essenziale, un pizzico di prevenzione vale un enorme quantità di cure. A tal fine è necessario promuovere una cultura del ben-essere e dell’autoterapia, esigendo che ognuno si assuma sempre maggiore responsabilità per la propria salute adottando stili di vita, cibi, ambienti, relazioni idonee a mantenere nelle migliori condizioni corpo, mente e spirito. E’ questo il modo di godere della migliore possibilità che abbiamo: la vita!

“Non bisognerebbe fare alcun tentativo di curare il corpo disgiunto dall’anima, e per ottenere la salute della stessa e del corpo è necessario curare la mente”. Platone

Tutte le informazioni ed il programma completo a questo indirizzo: http://www.fieradellasostenibilita.org/

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Castellaccio party (Fano via Caminate 3) - Venerdi 10 giugno ore 21.30
Post di Esperia del 01 giugno 2011 in eventi - iniziative (Sfogliato 694 volte)

Venerdi 10 giugno - SERATA MUSICALE CON GRANDE BUFFET  A 20 EURO. per prenotazioni 0721804999---Vincenzo Galasso-

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Fano-Grosseto, Bocca Trabaria ma anche porto di Pesaro, Strada delle barche e Cesanense. Ecco le priorità per l’associazione che chiede l’intervento di parlamentari, Regione e istituzioni
Post di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 23 marzo 2011 in infrastrutture (Sfogliato 1047 volte)

 
Infrastrutture in provincia di Pesaro e Urbino, Rete Imprese Italia chiede interventi urgenti

In un momento di grave crisi per l’economia nazionale, che in provincia di Pesaro e Urbino ha raggiunto livelli più che preoccupanti (2mila imprese in meno nell’ultimo anno), è importante che non si dimentichino i problemi infrastrutturali del territorio che sono strettamente legati alle prospettive di rilancio e sviluppo del sistema economico provinciale . R.ete. Imprese Italia di Pesaro e Urbino, l’associazione che rappresenta unitariamente le associazioni di categoria dell’artigianato e del commercio (CNA, Confartigianato, CasaArtigiani, Confcommercio e Confesercenti), ha sottoscritto un documento che sarà inviato ai parlamentari eletti nei collegi della provincia, a Regione Marche e istituzioni locali, in cui si sollecitano interventi precisi e urgenti relativamente a diverse infrastrutture. Innanzitutto la Fano-Grosseto, asse di collegamento tra le due coste, il cui iter sembra essersi arenato, non solo per le difficoltà relative al reperimento delle risorse, quanto per il mancato inserimento dell’arteria tra le opere nazionali di interesse strategico nazionale. Chiediamo per questo una nuova forte azione parlamentare per sollecitare, dopo la protesta dello scorso ottobre, una ripresa dell’attenzione del Governo e del ministero per le infrastrutture sulla superstrada tra i due mari e perché non vengano disperse le risorse e gli sforzi fin qui impiegati. Altro problema, la cui soluzione tecnica è già stata avviata ma la cui realizzazione pratica attende di essere ancora avviata, è quella relativa alla ripresa della circolazione di Bocca Trabaria. L’importante strada di collegamento fra tre regioni, la cui chiusura forzata da ormai più di quattro mesi sta causando ingenti danni a cittadini e imprese del territorio, deve essere risolta adottando tutte le misure necessarie ad accelerare i lavori di consolidamento delle pareti rocciose franate. R.ete. Imprese Italia, inoltre, sta valutando l’ipotesi di avviare un class action con la richiesta di pagamento delle imprese danneggiate in conseguenza alla chiusura dell’arteria. Relativamente alle strutture viarie R.ete. Imprese Italia sollecita inoltre una ripresa di azioni concertate per la realizzazione della cosiddetta Strada delle barche e per un allargamento e ristrutturazione della Cesanense. Altre tre importanti infrastrutture che meritano l’attenzione dei parlamentari, di Regione Marche e istituzioni provinciali sono la realizzazione del nuovo Porto di Pesaro - i cui lavori devono poter essere garantiti anche nei prossimi mesi - il dragaggio del Porto di Fano ed il potenziamento dell’aeroporto di Fano. A tal proposito chiediamo che si componga la questione relativa alla realizzazione della nuova pista di atterraggio e alle controversie progettuali sul tracciato sorte tra Enac e Società autostrade che sta realizzando nei pressi la terza corsia autostradale. 

Su tutti questi problemi legati alle infrastrutture, R.ete. Imprese Italia di Pesaro e Urbino chiede un sollecito interessamento dei soggetti istituzionali citati affinché si possano alleviare non solo gli attuali disagi conseguenti ad un ulteriore isolamento della nostra provincia, ma per poter dare in prospettiva nuovi elementi di sviluppo per un ritorno alla crescita e alla competitività economica del territorio.

                                                                     R.e Te. Imprese Italia di Pesaro e Urbino (CNA, Casa, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) 

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A proposito della Fano Urbino
Post di Peppe Dini del 22 marzo 2011 in infrastrutture (Sfogliato 1801 volte)

Mentre noi qui stiamo a discure e discutere, loro già avevano deciso!!! Non è che i cittadini devono essere coninvolti in queste decisioni? Peppe Dini










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Fano-Grosseto, servizio del TG1 sull'occupazione della Guinza
Post di Giovanni Gostoli del 27 settembre 2010 in entroterra (Sfogliato 910 volte)

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Seminario Sala CODMA Fano
Post di Peppe Dini del 11 settembre 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 586 volte)

Nell'occasione dell'anno dedicato alla BIODIVERSITA' la vigilanza volontaria propone questo seminario.

Peppe Dini

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Rifiuti Carrara di Fano
Post di Peppe Dini del 14 luglio 2010 in ecologia (Sfogliato 4377 volte)

Uno scandalo che viene sottaciuto da tempo per non sconvolgere, le attuali maggioranze politiche. Provincia e Regione non si sono costituite parte civile. Peppe Dini

Tratto dal sito di ANPANA MARCHE

Mercoledì 23 Giugno 2010

“Arcobaleno”, Fano e Barchi vogliono i danni

Traffico illecito rifiuti, presentata domanda di costituzione di parte civile

Ieri udienza preliminare: 109 le richieste di rinvio a giudizio al vaglio del Gup

di ELISABETTA ROSSI

PESARO – Danni alla salute di uomini e animali, all’ambiente, ma anche danno all’immagine. E in effetti non è stato un bel biglietto da visita quello che per mesi ha fatto parlare del territorio di Pesaro, anzi, delle Marche, come della “pattumiera” del Nord. Per questa e per tutte le altre voci di danno, ieri mattina, Comuni ed enti vari hanno presentato domanda di costituzione di parte civile nell’udienza preliminare del maxi processo sul traffico illecito di rifiuti, scoperto nel 2003 con l’operazione “Arcobaleno” condotta dai carabinieri del Noe di Ancona e dalla Procura di Pesaro e che aveva portato al sequestro dell’ex cava Solazzi a Carrara di Fano e ad accertamenti nelle discariche di Monteschiantello e di Barchi, comunitaria. Si tratta dei comuni di Fano e Barchi, della Comunità montana del Metauro (zona E), dell’Associazione consumatori e utenti (onlus che ha sede a Milano con dislocazioni regionali, tra cui quella delle Marche), dell’Anpana (associazione protezione animali e ambiente), del Comitato di Schieppe di Orciano e di quello intercomunale per la tutela dell’ambiente e della salute.
Si è dunque aperto ieri, il processo “grandi numeri” che vanta ben 109 imputati, 36 faldoni di inchiesta, 40mila tonnellate di rifiuti scaricati illecitamente nel Pesarese per un volume d’affari stimato sui 5 milioni di euro. Dei 109 in odore di processo, tra cui diversi personaggi di spicco della Provincia dell’epoca, ne erano presenti solo 5 all’udienza preliminare. In compenso c’era una nutrita falange di avvocati, circa una cinquantina, molti di Pesaro, ma molti altri provenienti dai Fori del Nord, per accogliere i quali è stato necessario aprire l’aula della Corte d’Assise. In 4 ore di udienza, il gup Raffaele Cormio è riuscito a trattare solo le questioni preliminari, rinviando poi al prossimo 28 ottobre. Nessuna decisione sulle richieste di rinvio a giudizio formulate dal pm Massimo Di Patria con accuse che vanno dall’associazione a delinquere alla truffa aggravata, dall’abuso di ufficio al falso, passando per l’avvelenamento colposo di acque (reato, quest’ultimo, già prescritto). A mettere un primo freno al processo, giusto un paio di omesse notifiche dell’avviso di conclusioni delle indagini, una di fissazione dell’udienza e un legittimo impedimento.
L’apice del caos nell’aula c’è stato al momento delle costituzioni di parte civile presentate per Fano dall’avvocato Nicolò Marcello, per Barchi e l’associazione consumatori dall’avvocato Raffaela Mazzi, per i comitati dall’avvocato Andrea Monsagrati, per l’Anpana dal legale Paolo Seri e per la Comunità Montana dall’avvocato Andrea Cassiani. Tra i difensori degli imputati c’è infatti chi è già pronto, alla prossima udienza, a fare opposizione. Qualcuno, fuori dall’aula, ha anche sottolineato l’assenza, tra le costituzioni di parte civile, di Provincia e Regione. Tra gli imputati pesaresi, era presente il geologo M. R. Assente invece, tra i tanti mancanti, l’ex presidente del Cda dell’Aset, R. R.


CORRIERE ADRIATICO
Sette enti ora chiedono i danni
Aperta l’udienza preliminare, non si presenta il comitato di Carrara. Ecco i 109 imputati
Fano Udienza preliminare, ieri mattina, per i 109 imputati dell’inchiesta Arcobaleno, il traffico illecito di rifiuti provenienti dal Nord, smaltiti illegalmente nelle discariche della provincia.

I soggetti che chiedono un risarcimento per i danni relativi alle proprie finalità sociali sono i Comuni di Fano e di Barchi, l’Associazione consumatori e utenti, il Citas di Barchi, il comitato Pro Schieppe, la Comunità montana del Metauro, l’Associazione nazionale per la protezione di animali, natura e ambiente (Anpana). Nessuna richiesta di costituzione da parte della Regione pur essendo l’unico ente, insieme alla Comunità montana, a essere stato avvisato come soggetto offeso. Non si è fatto vivo neanche il comitato di Carrara Ridateci la vita presieduto da Piergiorgio Giorgini, che pure aveva lamentato anche danni alla salute. L’udienza è stata rinviata al 28 ottobre.

I 109 imputati sono accusati, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata, falso, avvelenamento delle acque, corruzione, solo su 45 di loro pende l’accusa di associazione per delinquere. Tra i nomi noti quelli di un noto ex consigliere comunale Pd e del direttore di Monteschiantello.

Su richiesta, elimino tutti i nomi riportati nell'articolo del Corriere Adriatico al fine di evitare di avere beghe, anche seppure di piccolo conto. L'articolo non è stato fatto da me come autore, ma come scritto è del Corriere Adriatico. Non è stato possibile ritrovare però i riferimenti nel web neanche nelle memorie cache, essendo il sito dell'Anpana Marche rimosso da tempo. Lascio comunque l'articolo affinchè sia ancora ricordata come una pagina bruttissima del comportamento dei politici "nostrani", su un importante danno ambientale. Ho avuto modo di leggere le 487 pagine delle intercettazioni telefoniche relative all'inchiesta Arcobaleno e vi assicuro che altri nomi rimangono coperti dall'attuale politica, pur essendo persone che rivestono ruoli di responsabilità.

Basta vedere che fine hanno fatto i pochi politici inquisiti: assolti per decorrenza dei termini. Invito chi si sente leso dagli articoli ad utilizzare il e-mail dell'autore ben visibile in tutti gli articoli miei e degli  altri autori a scrivere correttamente, come si dovrebbe, civilmente; in questa maniera non rimarranno tracce neanche nei commenti. Per chi avesse bisogno dell'articolo originale può richiedermelo direttamente.

Non sappiamo se con la modifica ricevuta l'articolo rimarrà nella data originale o riceverà quella della nuova pubblicazione.


Fano Sono due i comitati che aderiscono al coordinamento delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano, che sono entrati nel processo dell’inchiesta Arcobaleno per chiedere un risarcimento danni ai 109 imputati. Si tratta del Citas, il Comitato intercomunale per la tutela dell’ambiente e della salute di Barchi, e il Comitato Pro Schieppe di Orciano, mentre il comitato dei residenti di Carrara Ridateci la vita non ha chiesto di costituirsi come parte civile. “Il nostro obiettivo è fare chiarezza su questa vicenda – fa sapere Alfredo Sadori del coordinamento dei comitati – bisogna che le responsabilità vengano accertate e si arrivi ad una condanna dei colpevoli”. Gli avvocati difensori dei 109 imputati potranno ora opporsi all’ammissione di enti e associazioni come parte civile, presentando delle obiezioni. Per difetto di notifiche stralciata sola la posizione di quattro imputati.
f.g. ,

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FANO GROSSETO: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE. 14 LUGLIO al Barco di Urbania
Post di Giuseppe Lucarini del 28 giugno 2010 in appuntamenti (Sfogliato 1013 volte)

Cari amici,
Ci vedremo, tutti insieme, tutte le persone, le associazioni, partiti, istituzioni ecc. che sono interessate ad avere notizie sulla Fano Grosseto e che sono pronte ad assumere altre iniziative per l’autunno, per tenere viva l’attenzione a livello nazionale sul completamento di questa arteria,
il 14 LUGLIO presso il Barco Ducale di Urbania (in fondo alla ex Colonia alle ore 21).
La Provincia ha già garantito la partecipazione. Gli altri soggetti saranno tutti invitati questi giorni.
Vi prego di partecipare. Non dobbiamo fermarci.

Chi vuole consumare un pasto può farlo arrivando prima però. A pagamento ovviamente.
Alle 21 precise cominciamo.
Abbiamo invitato tutti gli iscritti al comitato e al Gruppo su Facebook

Peppe Lucarini
Sindaco del Comune di Urbania
 

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Fano-Grosseto: la storia infinita
Post di Tommaso Gentili del 31 maggio 2010 in infrastrutture (Sfogliato 4408 volte)

Pubblico su Altrometauro la versione completa e aggiornata dell’articolo che è uscito nello scorso numero di Informarci. Cogliendo l’occasione per ringraziare la redazione per aver pubblicato l’articolo, che per motivi di impaginazione non è potuto uscire nella sua versione completa. Oltretutto ho aggiunto un piccolo aggiornamento.


"Faccio un esempio concreto: è dal 1975 che si sta lavorando alla Grosseto-Fano, la strada che consentirebbe di unire tre regioni ai due mari. Eppure ancora non è stata terminata."

Enrico Rossi, presidente regione Toscana

21 maggio 2010

Fano-Grosseto: la storia infinita


La storia (recente)
Risulterebbe assai poco utile ricordare l’inizio dei lavori alla galleria della Guinza, quando l’allora ministro dei lavori pubblici Giovanni Prandini venne ad inaugurare il cantiere per l’apertura del primo foro. Il ministro disse: “entro un anno voglio tornare per l’inaugurazione”, una frase che, se sei riascoltasse oggi, farebbe venire i brividi lungo la schiena. Per la cronaca l’ex ministro Prandini è appena stato condannato a risarcire lo stato con 5 milioni di euro per danno erariale durante i suoi mandati da ministro.
Era il governo Andreotti VI, dopo Prandini in quel ministero (che ha cambiato nome più volte) sono passati nell’ordine Merloni, Radice, Baratta, Di Pietro, Costa, Burlando, Micheli, Bordon, Nesi, Lunardi, ancora Di Pietro ed infine Matteoli attualmente in carica. Dopo vent’anni alla Guinza è cambiato qualcosa: il traforo semifinito (nelle giornate di sole si vede l’altro lato della galleria), altre gallerie minori, alcuni viadotti e qualche chilometro di asfalto immacolato, buono per fare jogging e poter dire: “sono andato a correre in superstrada!”.
Scherzi a parte, i lavori furono fermati dopo lo scoppio di Tangentopoli nel 1993 e ripresero per un breve periodo tra il 2002 ed il 2004. Poi tutto si fermò di nuovo, inspiegabilmente. Cominciò così un lungo turbinio di ipotesi e di idee che tuttora non finisce di stupire: dal project-financing al progetto in stile Quadrilatero, ogni teoria è al vaglio degli addetti ai lavori, in attesa di scegliere quella più adatta e più fattibile.

Il percorso
La E78 è una strada europea che sta interamente sul suolo italiano e, come è facile intuire, collega la sponda adriatica con quella tirrenica, da Fano a Grosseto appunto. La lunghezza totale è di circa 270 km, di cui il 63% in Toscana, il 5% in Umbria ed il 32% nelle Marche.
L’Anas ha diviso il percorso in sei tratti ed è quindi giusto seguire questo ordine per capire cosa è stato fatto e cosa manca in questa arteria.
Il primo tratto di strada è quello che va da Grosseto a Siena, molti toscani la chiamano erroneamente Grosseto-Siena pensando che la strada inizi e finisca tra le due città. Tutto il tratto è già stato definitivamente progettato e in alcuni lotti i lavori sono già in corso, anche se, a detta di alcuni, procedono a rilento. Il primo, il secondo (quasi) e l’ultimo lotto sono già in esercizio, si tratta di un totale di circa 25 km posti in vicinanza dei due capoluoghi. Il resto del progetto consiste nel costruire una nuova carreggiata accanto a quella già esistente con l’abbattimento e la ricostruzione del viadotto sul fiume Farma.
Il secondo tratto parte da Siena, tocca il paese di Rigomagno e prosegue fino a Bettolle per l’innesto con l’A1. Il tratto è interamente in esercizio ad eccezione del lotto 0 alle porte di Siena, per il quale è in corso la progettazione preliminare.
Il terzo tratto è invece un mistero poiché non se ne conosce il destino. Esso doveva partire da Rigomagno, nel comune di Sinalunga, ed arrivare a collegarsi al cosiddetto “nodo di Arezzo o di Olmo”. Una parte, lungo il tratto tra la zona a sud-ovest di Arezzo (Olmo appunto) e Monte San Savino, è già in esercizio, benché serva un’ingente cifra per la messa in sicurezza dell’arteria; il restante tratto è in fase di progettazione, anche se il sito dell’Anas nella sua cartina dell’E78 non mostra l’esatto percorso ma anzi mette in evidenza la vicinanza con l’A1 e la possibilità di raggiungere Bettolle tramite quest’ultima. Questa ipotesi sarebbe anche la volontà di qualcuno che però non ha capito la banalità dell’idea: perché passare per una strada più lunga e a pagamento, quando posso comunque passare per una semplicissima strada statale che collega Monte San Savino a Rigomagno? E già perché a farne le spese è il bellissimo borgo di Lucignano che vede transitare nel mezzo delle sue tortuose strade un notevole numero di veicoli. Immaginatevi una superstrada che s’interrompe e diventa una strada ad una sola carreggiata che passa dentro un paese per poi tornare a riprendere la sua forma normale di superstrada. Beh, a Lucignano è esattamente così.
Il tratto n°4 è ulteriormente suddivisibile in due parti: la prima è il già citato “nodo di Olmo”, ovvero tutto il tratto che passa a sud della città di Arezzo, la cui progettazione è definitiva. Lo scorso dicembre il governo ha stanziato i fondi per questo pezzo di strada insieme ad alcuni lotti del tratto Grosseto-Siena. L’inizio lavori è previsto per il 2012. La seconda parte di questo tratto va da Palazzo del Pero a Le Ville di Monterchi, interamente in esercizio, questo pezzo di strada possiede delle curve al limite dell’impossibile, d'altronde non si può pretendere di più da una strada che è rimasta incompleta per quindici anni.
E adesso arriva il bello perché il quinto tratto si chiama Selci Lama (E45) - S. Stefano di gaifa, anche se comincia decisamente prima, a Le Ville di Monterchi. Proprio al confine tra Toscana e Umbria è nata una diatriba su dove far passare la strada e il bello è che fino a qualche settimana non si erano ancora messi d’accordo; da una parte vi erano il comune di Citerna, la provincia di Perugia e la regione Umbria e dall’altra vi era il comune di Monterchi, la provincia di Arezzo e la regione Toscana. Entrambi però lo scorso 15 febbraio si sono impegnati ad accettare l’esito del tavolo tecnico che il ministro Matteoli ha convocato. I tracciati a disposizione dei componenti del tavolo tecnico erano due: il primo è quello che passa a nord di Citerna e a sud di Pistrino per poi collegarsi all’E45, il secondo è quello che passa a sud di Monterchi e che ha creato preoccupazione e paura tra cittadini e politici locali per il possibile rischio di rovina del paesaggio di Piero della Francesca, anzi sono stati costituiti i comitati per la Salvaguardia del Territorio Pierfrancescano. È probabile che di comitati non ne bastasse uno, quindi ne hanno costituiti di più, almeno a giudicare dalla denominazione. Ma essi ormai hanno poco da temere, visto che il percorso scelto è quello che passa subito in territorio umbro. Anche Reinhold Messner, grande scalatore e testimonial di un’azienda produttrice di acqua, potrà tirare un sospiro di sollievo. Già perché non molti sanno che Messner fu europarlamentare tra il 1999 ed il 2004 e che tra le prime cose che fece ci fu anche un interrogazione scritta alla commissione europea dove esprimeva la sua preoccupazione per il passaggio della superstrada nella valle del Cerfone. Egli fu subito tranquillizzato dal commissario europeo responsabile per l'Ambiente, la signora Margot Wallström, anche se quest’ultima rimase sul vago, forse anche troppo poiché alla sua risposta aggiunse questa frase: “Risulta peraltro difficile identificare chiaramente il progetto viario cui l’onorevole parlamentare fa riferimento e che dovrebbe collegare l’autostrada E45 Cesena-Orte con l’autostrada E78 Grosseto-Fano (anche se entrambe sono superstrade, nda): di fatto questa seconda autostrada non sembra neppure esistere. Sulla base alle informazioni ricevute il progetto in questione sembrerebbe piuttosto riguardare un collegamento stradale fra S.Giustino (Perugia) sulla statale E45 (S.S. 45 Cesena-Orte) e la località «Le Ville» (Arezzo) sulla statale E78 (S.S. 73, che collega la S.S. 326 Siena-Bettolle a San Sepolcro).” Questa è la considerazione di cui la E78, itinerario europeo, gode all’interno della Commissione Europea.
Continuiamo a parlare del V tratto: Selci Lama - S. Stefano di Gaifa. Qui le uniche certezze sono la prima canna del traforo semifinita e il pezzo di strada che scende fino alle porte di Mercatello. Il resto non esiste, anzi sarebbe più facile azzeccare un terno al lotto che conoscere il progetto definitivo del tratto che va da Parnacciano (lato umbro della galleria) alla E45. L’unica consolazione, per noi marchigiani, consiste nel fatto che il progetto definitivo tra Canavaccio e Mercatello esiste già.
Tratto VI: S. Stefano di Gaifa - Fano. Ultimato e in esercizio, come scrive il sito dell’Anas. E se ci sono delle buche, pazienza. È sempre meglio che fare i rally lungo qualche tortuosa strada statale.

Quando ci si mette l’Anas
Della Guinza si parlerà dopo. Ora un piccolo capitolo dobbiamo dedicarlo all’ente che ci ha promesso la strada per vent’anni e che, grazie alla complicità dei vari governi, non è mai riuscito a portare a termine quest’opera. L’Anas mette la Fano-Grosseto all’interno della sezione “Grandi Opere”, assieme alla Salerno-Reggio Calabria, la statale ionica, la Catania-Siracusa e la Quadrilatero. Stranamente però pur essendo stata definita “grande opera prioritaria”, la E78 non è mai stata finanziata dallo stato, almeno nel tratto che va da Arezzo a Fano che, guarda caso è stato proposto per essere costruito in project-financing. Questo parolone inglese significa semplicemente un subentro di attori privati in ciò che il pubblico non riesce a costruire. Ovviamente dopo che il privato avrà ripreso (tramite pedaggio) i soldi per la spesa dell’opera, l’infrastruttura tornerebbe di proprietà statale, infatti noi ancora stiamo ancora pagando a dei privati le autostrade costruite con soldi pubblici, un project-financing all’italiana insomma. Per chi non l’avesse ancora capito, l’Anas aveva esplicitamente parlato di autostrada Arezzo-Fano.
Il 17 dicembre del 2008 uscì l’avviso: la Fano-Grosseto, pardon ora solo Arezzo-Fano, definita nello stesso “Infrastruttura strategica e di preminente interesse nazionale” fu proposta assieme al collegamento autostradale Ferrara (A13) - Porto Garibaldi e al collegamento tra la A1, l’aeroporto di Grazzanise e la direttrice Domitiana all’interno del master plan delle opere prioritarie, conseguentemente a ciò sarebbe dovuto uscire il bando per l’opera. Ma Pietro Ciucci (presidente Anas) e soci si “dimenticarono” di farlo uscire entro i sei mesi previsti. L’articolo 153 del D.lgs 163/2006 prevedeva che si dovessero attendere altri quattro mesi per aspettare eventuali proposte degli operatori economici. In teoria queste proposte dovrebbero essere pubbliche, infatti allo scadere del quarto mese, il 18 ottobre 2009, la provincia di Pesaro e Urbino prese atto che la strategia della finanza di progetto non poteva funzionare cominciando a chiedere un incontro col ministro Matteoli che ha poi ottenuto assieme alle altre quattro province coinvolte lo scorso 15 febbraio.
Le cose però si scoprono sempre dopo, infatti grazie ad un’interrogazione dell’on. Massimo Vannucci si è scoperto che il 21 maggio 2009 la Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna aveva presentato una proposta e che “a seguito delle valutazioni elaborate da ANAS, anche sulla base dei contenuti della proposta presentata dalla CMC di Ravenna ed in particolare dei risultati dell'analisi trasportistica effettuata, è emerso che per la realizzazione del collegamento autostradale Arezzo-Fano, il cui costo complessivo è stimato in euro 3,7 miliardi circa, appare indispensabile lo stanziamento di un contributo pubblico complessivo di euro 2,8 miliardi circa, oltre Iva, pari al 77 per cento del costo dell'investimento medesimo, oltre all'applicazione di un livello tariffario superiore di circa il 30 per cento rispetto alla media di settore.” Tradotto in parole povere: non se ne fa niente.
Ora qualcuno dovrebbe porre qualche domanda: che tipo di analisi trasportistica ha fatto l’Anas? Ha messo due cantonieri a contare le auto in cima al passo di Bocca Trabaria? E che tipo di proposta ha fatto la Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna? Perché la cifra complessiva di 3,7 milioni di euro è uscita fuori solo adesso? Se in vent’anni la strada non l’ha costruita nessuno coi soldi pubblici, perché i signori dell’Anas hanno creduto tanto in questo project-financing che si è rivelata una cavolata pazzesca?

Il presente ed il futuro
L’incontro del presidente della provincia Ricci con il ministro Matteoli va verso il giusto modo di affrontare la situazione della superstrada. In poche parole Ricci ed i sindaci dell’alta val Metauro hanno chiesto al ministro di stanziare i finanziamenti per i lotti 1,2,3 e 4 ovvero quelli che comprendono l’allacciamento con l’E45, le due canne della Guinza e l’uscita di Mercatello. In aggiunta a questi c’è anche il lotto 10, che va da S.Stefano di Gaifa a Fermignano e che permetterebbe di bypassare il paese di Canavaccio arrivando a collegarsi alla futura rotatoria di Bivio Borzaga e alla bretella di Urbino. Un’infrastruttura accessoria importante è il collegamento con la pedemontana che porta a Lunano, in particolare nel tratto che va da S. Angelo in Vado alla galleria: un’ex mulattiera trasformata nella principale via di collegamento tra le vallate del Foglia e del Metauro.
Un ultimo appunto: la Guinza ed il suo traforo
L’ormai tristemente noto traforo della Guinza resta la punta di diamante della più grande strada incompiuta d’Italia. Se considerassimo solo i tunnel stradali (poiché quelli ferroviari sono ben altra cosa) potremmo dire che questa galleria ha grandi numeri: 5960 metri di lunghezza la pongono 57° posto al mondo tra i trafori stradali, anche se in futuro dovrebbe collocarsi almeno otto posizioni più indietro a causa della costruzione di gallerie più lunghe. Dopo il suo completamento diventerebbe la settima galleria stradale in Italia dopo il Fréjus, il Monte Bianco, il Gran Sasso, la variante di valico dell’A1, la galleria della ex strada statale 38 all’altezza di Sant’Antonio Morignone e il pretunnel a sud del Gran San Bernardo.
Fino ad ora ci si è chiesti perché nonostante il completamento della prima canna, quest’ultima non sia mai stata aperta al pubblico. Anzitutto si deve dire che non è assolutamente possibile aprire alcuna strada se prima non si arriva a collegare la galleria con la E45 da una parte e con l’uscita di Mercatello dall’altra. Putacaso non si decisesse di concludere i lotti e di aprire subito la galleria ci ritroveremmo a vedere un traffico da strada statale media nelle strade della Guinza e di Parnacciano, sebbene il percorso sia solo appannaggio del cosiddetto “traffico leggero”. Un’altra leggenda da smentire sarebbe quella di mettere un semaforo per alternare il senso del traffico. Se la canna ha due corsie, perché alternare il traffico? Non c’è alcuna legge che vieta ad una galleria di sei chilometri di avere un senso di marcia in entrambe le direzioni, certamente serviranno delle maggiori precauzioni in attesa della seconda canna, ma con alcuni accorgimenti (che comunque sarebbero obbligatori anche con le due canne) si potrebbe aprire al traffico una strada di grande utilità. Sta tutto scritto nella direttiva 2004/54/CE del 29 aprile 2004 emanata dal parlamento europeo e relativa ai requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea. Giusto per citare qualcosa di questa direttiva: piazzole di sosta ogni 1000 metri, ventilazione adeguata, stazioni di emergenza ogni 150 metri, telecamere di sorveglianza ecc… Tutte cose che comunque sarebbero necessarie anche per la superstrada. Ovviamente il buonsenso imporrebbe il divieto di passaggio ai veicoli sopra le 3,5 tonnellate e alle merci pericolose oltre ad un limite di velocità non superiore ai 90 km/h.
A questo proposito la Norvegia ci offre degli esempi eccellenti: il tunnel di Lærdal è il più lungo del mondo, ben 24,5 chilometri ad una canna con traffico bidirezionale. Tra l’inizio dei lavori e l’inagurazione passarono cinque anni e otto mesi. I tunnel di Gudvanga e di Folgefonn invece hanno una lunghezza di “solo” 11,4 e 11,1 chilometri ma le modalità di costruzione e di gestione sono pressoché simili a quelle del tunnel precedente. Ci sono tanti altri esempi di gallerie a traffico bidirezionale, dalla Svizzera alla Croazia, dall’Austria alle isole Fær Øer (sic!), basta cercarli. E ogni tanto copiarli.

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Sondaggio: La ferrovia Fano - Urbino andrebbe riconvertita in ... ?
Post di Richez del 12 marzo 2010 in infrastrutture (Sfogliato 2875 volte)

Pista ciclabile? Metropolitana di superficie? Ripristino della linea ferroviaria? Altro?
Il sondaggio è disponibile nella parte destra del sito oppure al seguente indirizzo:

http://www.altrometauro.net/AltroMetauro_Sondaggi.asp?area=vota&idArray=0&IdSondaggio=20100312074610

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Ciclabile del metauro. Da Fano a Borgopace.
Post di Giuseppe Lucarini del 02 marzo 2010 in entroterra (Sfogliato 2215 volte)

Ho apprezzato molto la posizione del Presidente della Provincia.
Un percorso non facile, comunque oneroso. Ma finalmente una scelta chiara.

E la chiarezza e' la premessa, per far si che le idee non siano completamente astratte.
Il ripristino della ferrovia Fano Urbino esiste solo nell'ottica di un collegamento con
Roma. Cioè di un aggancio con Pergola e Fabriano come era prima della guerra.
Diversamente è improponibile.
Sarebbe un'impresa in perdita.

Anche questo è un progetto utopico?.
Si sappiamo che le ferrovie ormai investono solo sull'alta velocità,che non è prevista sulle linee adriatiche.

Ma molto meno di una ferrovia locale che non avrebbe
mai finanziatori ne potrebbe sostenersi senza risorse che in realtà non vi
sono ne nel sul fronte privato ne sul fronte pubblico.

E non potrebbero reggersi solo sul turismo.

Una buona idea, ovviamente, ha bisogno di mettere le gambe.
Anche per le ciclabili servono risorse. Ma comunque, su un periodo medio lungo,
non imppossibili da trovare. 

Siccome sono d'accordo voglio anche fare una proposta.

Sulla Valle del metauro, oltre all'ex ferrovia esiste
un progetto che va da Fermignano fino a Borgopace, che e stato progettato
qualche anno fa dalla Comunita montana di Urbania in collaborazione con i
comuni.
Il progetto in parte utilizza percorsi precedenti, in parte, la ex ferrovia in parte le piste giá esistenti.
Vorrei modestamente ricordare che tocca una piccola cittá come Urbania che
e' in testa alle classifiche nazionali per la quantitaà di piste ciclabili
rispetto gli abitanti (secondo o terzo posto).

Avremmo così un formidabile percorso di mobilità dolce parallelo alla
mobilità tradizionale, sia alla provinciale che alla nazionale, giá sotto
stress per la mobilità commerciale e privata.

Ciclabile del foglia e del metauro potrebbero unirsi con la ciclabile di Fano e
Pesaro e diventare un annello di ciclabile. Se poi proseguisse per Urbino sull'altro lato
sarebbe completo.

La ciclabile dei due fiumi che rientrerebbe nei progetti nazionali piu ambiziosi.
Interessante sarebbe anche riscoprire qualche tratto della ex ferrovia che da
Urbania proseguiva per Acqualagna cagli Pergola.
Vi sono gallerie chiuse (tra Urbania ed Acqualagna ad esempio), caselli,
percorsi con tanto di alberi. Sono tutti alienati?
Sarebbe interessante fare una ricerca.

Peppe Lucarini
Sindaco di Urbania
 

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FANO - GROSSETO "il 3 ottobre incontro a urbania"
Post di Giuseppe Lucarini del 19 settembre 2009 in eventi - iniziative (Sfogliato 1275 volte)

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Comunicato del comune di Urbania sulla Fano Grosseto
Post di Richez del 18 settembre 2009 in appuntamenti (Sfogliato 1291 volte)

Riporto questa interessante informazione che ho trovato su facebook.

Sulla FANO GROSSETO il Comune di Urbania invita tutti ad una prima mobilitazione il 3 ottobre ad Urbania. Alle 10,30.

L’invito è rivolto a tutti quelli che “vogliono, possono, devono” far qualcosa per riaccendere la battaglia per la Fano Grosseto”.

Ovviamente noi rappresentiamo un Comune ed invitiamo tutti partiti, movimenti ed anche i comitati – dichiara il sindaco-. Il nostro intento è riattivare un movimento dal basso. Ci agganceremo anche al sito che ha raccolto tante adesioni, ma cercheremo anche le presenze politiche che possono aiutarci a fare il punto sullo stato dell’arte.

Sapevo che entro giugno lo stato doveva decidere su un eventuale Project financing, con la ricerca di patners privati e la possibilità di trasformare la Fano Grosseto in strada a pagamento.

Le eventuali difficoltà su questa strada non devono rappresentare una scusa per non mettere nemmeno una lira. La strada rappresenta una priorità europea di collegamento ed anche una alternativa ai percorsi nazionali attuali ( il corridoio adriatico ad esempio ed il collegamento fra e e45 e78). E ormai ci sembra obbligatorio che lo stato decida di investire risorse.
In un modo o nell’altro non ci interessa. In gioco c’è la DIGNITA’ DI UN TERRITORIO

Ci fa piacere che i giovani della lega si mobilitino. Che la mobilitazione venga da forze che appartengono al governo è un vantaggio. Perché è chiaro che il movimento per essere vincente deve comprendere tutti e deve allargarsi alle Toscana ed all’Umbria.
Ma i fatti non possono che venire dal governo che devono includere questa opera nei programma, come ha già dichiarato di essere intenzionato a fare.

http://www.comune.urbania.ps.it/

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Fano - Grosseto, il servizio di Sky
Post di Richez del 09 settembre 2009 in Attualità (Sfogliato 2237 volte)

Qualche settimana fa mi è stato segnalato su facebook questo  video.
Credo sia importante che anche chi non usa i siti di social network possa vederlo.

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Commento di Loregior del 25/05/2013 9.59.57
No comment. ...
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Commento di Ignurant del 24/05/2013 8.56.49
Ecco.... siccome hanno pochi privilegi mi sembrava giusto aggiungere un qualcosa anche per la pensione no? quindi mentre operai campano con 600 euro ...
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Commento di Luca del 21/05/2013 14.13.04
Noi ci siamo il 23 di maggio! :D :D :D :D :D :D ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 18.28.14
beh.. ma VOI siete pagati per questo.. io NO! ...
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Commento di Pierluigi del 20/05/2013 10.59.51
Bellissima notizia.
Appena possibile porterò Elena e Massimo. ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 9.55.26
Forse partecipando si può capire di più e se ritieni che non sia abbastanza, come sicuramente sarà, puoi dare il tuo contributo per fare di più.
Ti aspettiamo.... ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 8.25.13
..solita riunione dove la CNA si loda e si riLODA di quello che fa!!!..
MA POI COSA FA??????? ...
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Commento di Peppe Dini del 19/05/2013 7.42.19
Sono appena rientrato da una 3 gg a S:Martino con due mie classi seconde. A seguito del post, la Com.Mont. e la provincia hanno pensato alla sedazion ...
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Commento di Richez del 18/05/2013 8.53.46
La tua TAVOLA ha preso un indirizzo errato.
Quello corretto è questo:
http://www.comune.sant-angelo-in-vado.ps.it/fileadmin/grpmnt/5532/TAVOLA_2.pdf

Con ...
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Commento di T. Gentili del 16/05/2013 21.08.32
Noi in comune facemmo un'interrogazione a riguardo. Il sindaco ci rispose che quel tipo di prodotto non è pericoloso per l'uomo e che ha una durata di 6 ore dall'applicazione sull'erba. In poche parole se ...
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