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La Funzione pubblica Cgil di Pesaro e Urbino denuncia con forza il preoccupante stato dell’assetto occupazionale del servizio sanitario nella nostra provincia.
Post di Mino del 25 marzo 2011 in sanità (Sfogliato 776 volte)

Gli interventi della Regione sul contenimento dei costi del personale, attraverso lo strumento della limitazione del turn-over, hanno già creato e continueranno a creare, forti disagi, sia per il personale dipendente che inevitabilmente si vedrà aumentare il carico di lavoro sia per i cittadini che di conseguenza non potranno più contare sulla stessa qualità dei servizio fino ad oggi garantita. Nessun processo di riorganizzazione, tanto meno nessuna visione prospettica rispetto a ciò che la sanità pesarese dovrà diventare nei prossimi anni, è stato comunicata in maniera chiara  alle organizzazioni sindacali, tanto meno si riesce a comprendere la sua collocazione all’interno del futuro assetto del servizio sanitario regionale. Questa la situazione nelle zone della provincia: è stato chiuso un reparto della Rsa di Galantaraperché la Direzione Asur (zona territoriale 1) non procede alla piena sostituzione del personale il cui rapporto di lavoro è cessato. La stessa ha comunicato di dover procedere ad una nuova definizione dell’organizzazione del servizio del Dipartimento salute mentale e del Distretto che comporterà inevitabilmente un aumento dei carichi di lavoro per il personale.

Nella zona territoriale 2 di Urbino l’impossibilità di  assumere il personale nelle Residenze sanitarie assistite  e nelle Residenze protette di UrbaniaSant'Angelo in Vado e Macerata Feltria,  nasconde una  inopportuna riduzione di minuti di assistenza senza riconsiderare i piani di lavoro, con il risultato che un operatore deve governare 20 ospiti non autosufficienti. Per quanto riguarda la zona 3 di Fano con lo scorporo dell’Ospedale Santa Croce, si ritrova con una dotazione organica provvisoria ereditando carenze di personale assistenziale e tecnico ma soprattutto è ancora poco chiara la propria “mission” rispetto ai servizi che la zona vorrà e dovrà garantire.

Sull’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord riteniamo assolutamente anomalo che la stessa Regione provveda da subito a tagliare risorse ad una azienda appena costituita quando invece dovrebbe prevedere nuovi investimenti per agevolarne l’effettiva costituzione.  Ci sono, secondo noi, due importanti provvedimenti che l’attuale Direzione dovrebbe immediatamente affrontare per dare un senso a tutta l’operazione: in primo luogo determinare subito una dotazione organica che non sia solo la divisione numerica fatta nel 2010, ma sia il risultato di un’analisi approfondita dei servizi e dell’assistenza, intervenendo quindi  sulle attività che dall’unione dei due ospedali risultano doppie (ad esempio i  laboratori analisi). Quindi è importante decidere cosa fare a Fano e cosa fare a Pesaro, con quali risorse e personale. Chiediamo anche l’applicazione dell’accordo del 30/11/2010 che impone di definire entro la fine di marzo le committenze tra le due aziende, l’attribuzione dei posti vacanti e soprattutto l’assegnazione del personale amministrativo. Continuare oltre il 31 marzo con l’attuale situazione amministrativa significa rendere ingestibile il sistema.

Se la dimensione del taglio al Fondo sanitario regionale resterà invariata a nostro avviso non saranno più rinviabili scelte nella direzione della riorganizzazione del servizio sanitario regionale. Confidiamo ancora che la trattativa sindacale in corso possa produrre le risposte che lavoratori e cittadini si aspettano, ma, se così non sarà, la Fp Cgil si attiverà per mobilitare i lavoratori in una vertenza a carattere provinciale e regionale.

Segreteria Fp Cgil Pesaro Urbino

 

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Nella nostra provincia un'attività su sette risulta condotta da titolari e soci stranieri
Post di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 19 novembre 2010 in analisi socio-economiche (Sfogliato 750 volte)

Rumeni, cinesi, albanesi e marocchini i più numerosi. Tante le difficoltà e i pregiudizi

Kebaberie, ristoranti etnici, negozi di abbigliamento. Ma anche imprese manifatturiere, di costruzioni, di servizio e di autotrasporto. Gli imprenditori stranieri, nonostante il periodo di crisi, non frenano le loro ambizioni manageriali in provincia di Pesaro e Urbino dove al terzo trimestre 2010 si contano ormai quasi 5mila imprese (esattamente 4.993), i cui titolari risultano non italiani. Il numero di aziende con a capo immigrati incrementa in termini tendenziali, dal III trimestre 2009 al III trimestre 2010, del 4% in provincia di Pesaro Urbino. Ma se consideriamo il totale degli imprenditori iscritti (dato comprensivo di titolari e soci), risulta che su 67.662 soggetti almeno il 7,4% è straniero.

L’imprenditoria etnica pesarese, secondo i dati della Camera di Commercio elaborati dal Centro studi della CNA delle Marche, risulta essere caratterizzata soprattutto dalle attività nel settore delle costruzioni e dell’edilizia: 1.266 attività pari al 13,3 del totale (9.485). Seguono le attività del commercio che contano ben 1.353 attività pari al 9,8% del totale (13.855). Nelle attività della ristorazione (kebaberie, ristoranti giapponesi, cinesi, indiani, pizzerie, etc.), le attività condotte da stranieri sono quasi 400, pari all’8,1% del totale (4.874). In quarta posizione si trovano i trasporti con 147 imprese, il 7,4%  del totale (1.975). In netta ascesa anche il settore della manifattura con 665 imprese che rappresentano il 5,7% del totale (11.706). Una vera e propria esplosione la si registra invece nel settore del noleggio viaggi con 90 attività che su 1.059 imprese rappresentano l’8,5% del totale.

Scorporando i dati scopriamo poi che i comunitari (comprendendo anche quelli dell’Est, sono 1.531 contro 3.462 di provenienza extracomunitaria). Cinesi, rumeni, albanesi e marocchini sono le nazionalità che spiccano maggiormente tra gli imprenditori stranieri, costituendo quasi il 42% del totale delle imprese con a capo un immigrato. Si tratta quasi esclusivamente di ditte individuali, per il 50,2% artigiane, dove la presenza femminile è tutt'altro che irrilevante.

Si tratta di persone sempre più integrate nel territorio che contribuiscono al sistema paese e che ormai rappresentano un pezzo del nostro tessuto imprenditoriale. Non prenderne atto sarebbe miope e quanto mai sbagliato. Nella maggior parte dei casi si tratta infatti di attività pienamente regolari che danno lavoro anche ai nostri connazionali e che producono benessere e ricchezza. 

Per questo il segretario della CNA di Pesaro e Urbino, Camilla Fabbri, chiede di promuovere politiche di integrazione.

Anche in questa provincia le attività a conduzione straniera sono una realtà. Chiudere gli occhi o trincerarsi dietro ad anacronistici pregiudizi non aiuta nessuno, tantomeno la nostra economia 

 

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Riaprono tre cave nella nostra Provincia
Post di Peppe Dini del 29 settembre 2010 in ecologia (Sfogliato 1300 volte)

Dalle pagine locali, un intervento di Italia Nostra sulla riapertura di tre cave nella nostra Provincia, grazie alla recente variante al Piano cave.

Peppe Dini

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“L’apertura del Fondo di solidarietà? Una nostra idea”
Post di Giovanni Gostoli del 06 luglio 2010 in entroterra (Sfogliato 984 volte)

SANT’ANGELO IN VADO. "Con le nostre proposte avremmo già un Fondo di Solidarietà di quasi cento mila euro. E' un paradosso chiedere un contributo oggi a coloro che già sono in difficoltà e non dare il buon esempio come istituzione: l'auspicio è che in futuro vengano finalmente accolte le nostre richiesta di destinare più risorse delle casse comunali al Fondo di solidarietà".
Il gruppo di minoranza di Sant'Angelo in Vado, composto da Marcello Cacciamani, Giovanni Gostoli, Stefano Parri, Giovanni Sacchi e Ivana Romanini, è propositivo e grintoso con il Sindaco Settimio Bravi e l'Assessore alle Politiche Sociali Fabio Gostoli. Il Comune di Sant'Angelo in Vado ha aperto da qualche giorno una campagna di raccolta fondi per costituire un Fondo di Solidarietà che si basa principalmente sui contributi liberi della popolazione da versare in un apposito conto corrente, con una base di partenza di 5 mila euro stanziati dall'ente comunale che "sono briciole rispetto a quello che il Comune poteva investire con le nostre proposte".
"Aprire un Fondo di Solidarietà per le famiglie, le lavoratrici e i lavoratori in difficoltà in questo periodo di crisi economica è stata una nostra idea –" - scrivono congiuntamente i consiglieri comunali della Lista Civica ‘Il Ponte e l'Aquilone’ - Lo scorso anno, in occasione degli ultimi consigli comunali della precedente amministrazione, il consigliere Giovanni Gostoli, a quel tempo capogruppo, aveva già lanciato la proposta di destinare una parte dell'avanzo di amministrazione del bilancio comunale per aprire un capitolo dedicato ad affrontare situazioni di emergenza in maniera rapida, efficace e flessibile"
"L'appello è stato ripreso anche nella nuova legislatura in occasione delle discussioni interenti al bilancio. Su idea del neo capogruppo Stefano Parri è stato chiesto insieme all'apertura del "Fondo di Solidarietà" di allargare il sostegno economico all'intero sistema produttivo vadese. Negli ultimi periodi, infatti, la crisi economica ha colpito duramente la realtà del territorio e occorreva mettere in campo tutte le energie volte a difendere la coesione sociale. C'è la necessità di ridurre la pressione fiscale a carico dei cittadini, lavoratori e imprese, perché in tempi di crisi le tasse non possono rimanere le stesse di quando la situazione era migliore. In questo senso, l'unica iniziativa intrapresa è stata per merito della Comunità Montana dell'Alto e Medio Metauro e delle forze sindacali”
I consiglieri di minoranza aggiungono che “l'intervento, però, riguarda alcune migliaia di euro, briciole rispetto al disagio che nel tempo si è aperto e che noi saggiamente avevamo previsto".
"Insomma, è stato fatto ancora poco e quel poco molto spesso è stato fatto male – concludono - Invitiamo il primo cittadino e il vice sindaco a non essere pregiudiziale sulle nostre proposte che sono di buon senso e argomentate da ragioni profonde, volte al miglioramento della qualità della vita vadese"

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La Resistenza È La Nostra Costituzione. 25 Aprile 2010, Festa Della Liberazione Dal Nazifascismo
Post di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 25 aprile 2010 in Attualità (Sfogliato 1437 volte)

Oggi più che mai l’Arci sarà impegnata a ricordare il 25 aprile, Festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Sarà la festa della Resistenza e della nostra Carta Costituzionale. In un momento difficile per la nostra democrazia è necessario moltiplicare le occasioni per parlare alle persone di cittadinanza, libertà e partecipazione.

Ricordiamo sempre che durante il ventennio le Case del popolo, le Società di mutuo soccorso, i circoli ricreativi, furono distrutti, chiusi ed espropriati dall’azione fascista. Mussolini conosceva bene la funzione formativa, democratica e di resistenza che svolgevano le Case del Popolo o le Società di mutuo soccorso all’interno della società italiana. 


L’Arci è l’erede di quella tradizione popolare che ancora oggi difende i luoghi della partecipazione e della socialità per promuovere e tutelare la nostra democrazia.

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ELUANA E’ ANCHE NOSTRA FIGLIA. E SE NOI FOSSIMO ELUANA ?
Post di Giuseppe Lucarini del 28 gennaio 2009 in Politica (Sfogliato 961 volte)

C’è una iniziativa che è stata assunta da Franca Rame credo. Il titolo è semplice: Eluana è anche nostra figlia.  L’intento è quello di creare un movimento di opinione per consentire che la sentenza del giudice su Eluana Englaro venga attuata.

La sentenza credo autorizzi l’interruzione dell’alimentazione artificiale.

Sapete che Eluana Englaro si trova da 17 anni, in stato vegetativo. In pratica il cervello non esiste più. il corpo viene tenuto in vita tramite nutrizione ed idratazione aritificlale. Il padre avrebbe potuto scegliere di portare il corpo a casa dimenticandosi di darle le vitamine o la soluzione nutritiva che la tiene in vita aggirando il conflitto legislativo. Invece ha rifiutato la soluzione all'italiana ed ha deciso di intrapredere una azione legale, per fare del caso di sua figlia un caso nazionale.  

E’ un tema che mi colpisce molto e che vorrei fosse affrontato come sempre ritengo debbano essere affrontati i temi riguardanti queste tematiche (diritti civili, codice genetico, fecondazione, testamento biologico, coppie di fatto), senza atteggiament ideologici pre – confezionati.

Non parlo degli opportunismi politici, perchè non li considero degni di discussione.

In sostanza: se Eluana fosse nostra figlia come agiremmo? Se noi fossimo al posto di Eluana, come vorremmo che si comportassero i nostri famigliari? Come in entrambi i casi vorreste che si muovesse lo stato?.

C’è una dimensione della vita umana che sfugge a qualsiasi principio etico, riconosciuto in qualsiasi tavola etica o legislativa, o no? Esiste la possibilità di poter definire queste tematiche per legge? Esistono soluzioni che possono coprire anche la varietà di queste situazioni?

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LA NOSTRA TRISTE SOCIETA'
Post di Marchetti Alfiero del 19 novembre 2008 in Politica (Sfogliato 1226 volte)

LA NOSTRA TRISTE SOCIETA’!

Di Alfiero Marchetti

Mentre leggevo con interesse i posts sugli extra-comunitari e sul recente omicidio di Urbino, ho riflettuto sulla straordinaria capacità dell’uomo di farsi condizionare. Condizionamento che è sempre più evidente quando avvengono fatti di cronaca nera per di più commessi da stranieri. Pur correndo il rischio di essere considerato poco al passo con i tempi, le mie introspezioni mi portano a considerare la società in cui viviamo, ai valori che riesce a trasmettere, alla cultura che crea, al tipo di informazione che da, al tipo di educazione che sa dare ai giovani, allo spirito di sacrificio che non sa creare nelle nuove generazioni, al senso del lecito e dell’illecito che non sa più definire, alla solidarietà che non sa vivere. Uno come me, abituato a pensare e ad avere assai poche certezze, difficilmente si ritrova in quel che accade attorno e diventa spesso irascibile e poco tollerante. Consideriamo la nostra società all’avanguardia e non vogliamo vedere che tanti dei nostri figli già a dodici, tredici anni sono dediti quando va bene al bere e al fumare; non vediamo che le disponibilità economiche che garantiamo loro in modo quasi sempre eccessivo vanno contro il loro interesse che è e non può essere che quello di imparare a rinunciare, di imparare a conquistare una certa condizione, di non avere sempre tutto al pari della bocca e non avere quindi stimoli ad impegnarsi e a sacrificarsi per ottenere; ci riempiamo la bocca di sport agonistico e non vediamo che il numero dei giovani praticanti diminuisce sostanzialmente soltanto perché non c’è la volontà di assumere impegni troppo gravosi preferendo una vita più godereccia e all’acqua di rosa: insegniamo loro ogni giorno soprattutto con l’esempio  quotidiano che nella vita le uniche cose importanti sono avere successo costi quel che costi, avere denaro e riuscire a dare all’esterno un’immagine vincente.  Abbiamo di fatto quasi del tutto abbandonato le ideologie di riferimento uniformando quasi tutto in nome della ricchezza, del benessere e del mercato; stiamo trascurando la religione che se non altro consente di pensare, di riflettere, di valutare, di considerare, di soffrire, di piangere e di gioire, di vivere con dignità in funzione di; abbiamo svilito i rapporti umani, quei rapporti fondanti dei nuclei famigliari, in nome di un interesse individuale sfrenato ed egoistico al punto di non curarci neppure delle responsabilità verso i figli, indebolendo in modo irreversibile la società che non può più far riferimento sulla solidità delle proprie cellule;  abbiamo tutti insieme accettato che i diritti sindacali,  notate bene non le retribuzioni, fossero appannaggio più di alcune categorie di lavoratori che di altre, arrivando al punto che pur lavorando tutti per tutto l’anno ad alcuni vengono date ferie, permessi sindacali, rimborsi malattia, rimborsi spese mediche e tante altre cose assai più che ad altri ingenerando giusto malcontento; abbiamo deciso che ad esempio un ragioniere che lavora in banca dopo un certo numero di anni percepisce uno stipendio che è almeno il doppio di un ragioniere che lavora in una ditta privata, anche qui ingenerando malcontenti e dissapori; abbiamo ritenuto giusto che chi percepisce nella propria vita stipendi alti, al momento del pensionamento continui a percepire una pensione alta, mentre chi ha avuto la sfortuna di svolgere un lavoro ritenuto ingiustamente umile percepisce quando si colloca a riposo una pensione bassa senza alcun meccanismo perequativo. Abbiamo contribuito con il nostro relativismo a creare una società dove il 97% dei furti e delle rapine resta impunito, dove chi viene arrestato dopo lunghe indagini e incredibili costi viene il più delle volte rilasciato, dove non esiste più la certezza della pena al punto che chi viene condannato anche a tanti anni di carcere pochi anni dopo riesce ad ottenere la libertà, dove e arriviamo al punto, non è possibile neppure pensare a quella che la Costituzione stessa definisce funzione riabilitativa della pena. Il carcere dovrebbe essere una cosa seria, dove l’uomo vive una condizione innaturale in modo coercitivo non solo perché deve essere punito per ciò che ha commesso, ma soprattutto perché dovrebbe essere ricostruito e rieducato. Non si devono uccidere i propri figli ma si deve cercare di farli tornare sulla retta via. Questa deve essere la funzione di uno Stato che si rispetti. Abbiamo delinquenti nostri come ospitiamo delinquenti provenienti dall’estero, dobbiamo giustamente difenderci dagli uni e dagli altri ma lo dobbiamo fare con raziocinio. Dobbiamo elaborare regole giuste e le dobbiamo far rispettare da tutti, tanto più da coloro che ragionevolmente non possiamo che decidere di ospitare. E’ forse opportuno che razionalmente si lotti contro il relativismo giuridico, politico, economico, morale e religioso, avendo chiaro l’orizzonte descritto, fatto di grandissimi problemi che ogni giorno amplificano le difficoltà della nostra società, dove spesso diventa naturale per tanta gente compiere anche atti di micro vandalismo di notte nei nostri paesi per gioco, senza assolutamente secondi fini, in barba al fatto che per costruire qualsiasi cosa sono necessari sacrifici economici dell’intera collettività. Mi fermo qui per ora, invitando tutti a riflettere sulle cose scritte, senza avere assolutamente la pretesa che il mio punto di vista sia quello giusto e collimi con quello degli altri. Certamente però continuare così non va!

ALFIERO MARCHETTI

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Ultimi commenti

Commento di Anonimo del 20/05/2013 18.28.14
beh.. ma VOI siete pagati per questo.. io NO! ...
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Commento di Pierluigi del 20/05/2013 10.59.51
Bellissima notizia.
Appena possibile porterò Elena e Massimo. ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 9.55.26
Forse partecipando si può capire di più e se ritieni che non sia abbastanza, come sicuramente sarà, puoi dare il tuo contributo per fare di più.
Ti aspettiamo.... ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 8.25.13
..solita riunione dove la CNA si loda e si riLODA di quello che fa!!!..
MA POI COSA FA??????? ...
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Commento di Peppe Dini del 19/05/2013 7.42.19
Sono appena rientrato da una 3 gg a S:Martino con due mie classi seconde. A seguito del post, la Com.Mont. e la provincia hanno pensato alla sedazion ...
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Commento di Richez del 18/05/2013 8.53.46
La tua TAVOLA ha preso un indirizzo errato.
Quello corretto è questo:
http://www.comune.sant-angelo-in-vado.ps.it/fileadmin/grpmnt/5532/TAVOLA_2.pdf

Con ...
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Commento di T. Gentili del 16/05/2013 21.08.32
Noi in comune facemmo un'interrogazione a riguardo. Il sindaco ci rispose che quel tipo di prodotto non è pericoloso per l'uomo e che ha una durata di 6 ore dall'applicazione sull'erba. In poche parole se ...
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Commento di Anonimo del 16/05/2013 20.59.53
Parole sante Peppe Dini! ...
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Commento di Anonimo del 16/05/2013 20.58.47
. ...
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Commento di dario del 16/05/2013 17.52.18
purtroppo pochi hanno fatto il fotovoltaico perchè ci hanno creduto......troppi lo hanno fatto per specularci sopra!!!!! parlo degli impianti a terra, un'au ...
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