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Urbino, su collegamenti, Ztl, piano strategico e tributi - Le imprese presentano le loro proposte
Post di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 13 maggio 2013 in analisi socio-economiche (Sfogliato 57 volte)

 
Questa sera l’assemblea congressuale della CNA sui problemi più scottanti del territorio. “Non solo analisi ma anche idee sulle questioni più stringenti della Città ducale”.

URBINO - Ad Urbino in quattro anni, dal 2008 al 2012, si registra un saldo negativo ma non drammatico delle imprese artigiane (- 42). La crisi ha pesato maggiormente sulle imprese del manifatturiero e le costruzioni. La variazione percentuale delle imprese artigiane registrate è del - 6,5%, dato inferiore alla variazione (-11%), registrata su base provinciale.

Tuttavia non sono pochi i problemi che attanagliano questo lembo di territorio dei quali si discuterà nel corso di un incontro con gli imprenditori della zona (compresi quelli del Comune di Petriano), nel corso dell’Assemblea congressuale territoriale della CNA che si terrà LUNEDI’ 13 MAGGIO (ore 21), nella Sala Riunioni della CNA di Urbino.

Si parlerà in particolare del Piano Strategico di Urbino. CNA, quale componente di Rete Imprese Italia ha presentato in un documento quelle che ritiene essere le direttrici fondamentali per lo sviluppo economico e per la vita della città in relazione allo sviluppo di turismo-commercio-artigianato e le loro interazioni con le eccellenze del territorio.

C’è poi il problema della Ztl. Nel centro storico stanno crescendo fenomeni di esodo verso altre aree ma soprattutto fenomeni di chiusura di esercizi commerciali, artigianali, di uffici e servizi in un 2013 che si sta manifestando come il momento più duro della crisi in cui per la maggior parte delle attività presenti nel centro storico l’obiettivo è sopravvivere. L’introduzione dei varchi elettronici 0/24 in questo momento specifico ha gravi conseguenze sulla redditività e sulla capacità di competere della maggior parte degli esercizi operanti nel centro di Urbino.

Ed ancora Occupazione suolo pubblico e Tosap con la possibilità di usufruire di incentivi o contributi al fine di renderne l’obbligo meno gravoso.

Ma c’è tutto il problema relativo alla viabilità e mobilità. La Fano-Grosseto; tutti ormai guardano alla possibilità del coinvolgimento dei privati come unica soluzione, con la speranza che questo possa consentire di aprire tutti i cantieri per il completamento della Fano-Grosseto, a cominciare dal collegamento del tratto esistente con la bretella di Urbino e il superamento della barriera appenninica fino alla E45 e ad Arezzo. E poi il collegamento con Pesaro: ritardo storico che deve essere recuperato; da Morciola ad Urbino la strada provinciale urbinate 423 (ex strada statale) è assolutamente inadeguata come collegamento tra i due co-capoluoghi. Il collegamento con la Valle del Foglia, la strada provinciale Feltresca, certamente inadatta per collegare tutto l’alto Montefeltro ai servizi della città di Urbino, ad iniziare da quelli ospedalieri, e per consentire un positivo sviluppo delle relazioni economiche.

Il destino della ferrovia dismessa: collegamento Fano-Urbino con una pista ciclabile?

Ed ancora il timore per la perdita di alcuni servizi importanti, come il tribunale; la necessità di un confronto più serrato con i comuni di Urbino e Petriano su Tares ed Imu, anche alla luce di quelle che saranno le determinazioni del nuovo governo, auspicando una piattaforma comune del coordinamento locale di Rete imprese Italia.

Il ruolo di Urbino come comune capofila di tutto un territorio, anche alla luce di un nuovo associazionismo tra comuni, dopo la probabile soppressione delle province, soprattutto per una gestione associata dei servizi più moderna e sostenibile economicamente.

Il problema dell’abusivismo, in alcuni settori particolarmente allarmante nella città di Urbino, che sta sempre più assumendo i contorni di una vera e propria frattura sociale, oltre che un’emergenza economica.

Secondo la CNA occorre infine riqualificare il quartiere Urbino 2 al confine con il comune di Petriano.

All’incontro con gli imprenditori di lunedì parteciperanno il responsabile dell’Area Territoriale, Massimo Galli; il presidente della CNA di Urbino, Lorenzo Santi; il vicepresidente provinciale, Alberto Barilari ed il segretario provinciale della CNA, Moreno Bordoni.

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PIANO ANTI CRISI
Post di Fabio Gostoli del 09 agosto 2012 in bandi pubblici (Sfogliato 441 volte)

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Il "Fronte di Azione Popolare PU" interviene con 2 emendamenti al Piano sanitario regionale
Post di Fronte di AZIONE POPOLARE-PU del 16 dicembre 2011 in sanità (Sfogliato 374 volte)

Il "Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino" seppur appena costituito, sta muovendo i suoi passi a gran velocità. La stessa Azione Popolare, tramite il Consigliere regionale indipendente Enzo Marangoni, presenterà due emendamenti al Piano socio sanitario regionale che si discuteranno oggi, venerdì 16 dicembre in Regione. Nella fattispecie i due emendamenti riguarderanno la tutela di due ospedali provinciali interni, quello di Pergola e quello di Sassocorvaro. Dice Giacomo Rossi neo presidente del "Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino": "Questo squallido Piano Sanitario avanzato dalla Regione ruota solo intorno ad interessi economici di alcune lobby e di qualche partito e non tutela la salute dei cittadini del territorio. Invece di intervenire sui reali sprechi sanitari se ne fanno altri, aumentando per giunta i disservizi nel territorio. Ci premeva dare risalto alla situazione ospedaliera di Sassocorvaro, sia per il suo bacino d'utenza, sia per la difficoltà viaria della zona, sia per la presenza nell'Altro Foglia di uno dei distretti produttivi più grandi della Provincia. Ribadiamo per giunta il nostro NO all'ospedale unico, che non risolve i problemi sanitari né di Pesaro né di Fano". Sull'emendamento a difesa dell'ospedale di Pergola interviene invece l'Assessore dello stesso Comune, Mauro Renzi, anche lui ai vertici del Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino; "Con l'emendamento presentato dal Consigliere Marangoni, che ringraziamo per la disponibilità, andiamo a rafforzare le richieste di mantenimento dei servizi sanitari dell'ospedale di Pergola, per il quale ci battiamo da sempre. Gli ospedali dell'interno non possono essere trasformati in lazzaretti o ricoveri. Si vadano a colpire i veri sprechi sanitari piuttosto che colpire i servizi medici basilari, essenziali per le comunità del territorio".

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Edilizia, imprese pesaresi a difesa del piano casa regionale - E’ l’unico strumento contro la crisi del settore
Post di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 11 dicembre 2010 in analisi socio-economiche (Sfogliato 1259 volte)

La crisi del settore delle costruzioni ha provocato, nel 2010, un crollo del fatturato del 35% cento rispetto all’anno precedente

Artigiani in difesa del Piano Casa. Le imprese edili associate alla CNA di Pesaro e Urbino si augurano che martedì prossimo la Commissione consiliare regionale competente licenzi la proposta di legge regionale che non comporterà alcun degrado delle città né la distruzione del paesaggio agricolo, ma consentirà semplicemente una ripresa delle attività nel settore delle costruzioni, che sta attraversando una crisi pesantissima.

“Per le nostre piccole imprese edili - sostiene il responsabile di CNA Unione costruzioni, Fausto Baldarelli - è fondamentale che la nuova legge preveda la possibilità di intervenire nelle abitazioni nei centri storici, così come siamo favorevoli alla non applicazione del protocollo Itaca, ritenendo sufficiente il rispetto della legge nazionale 192/2005 per l’efficienza energetica negli edifici.Si tratta di alcune delle richieste di modifica che avevamo avanzato nelle scorse settimane e che la Giunta regionale ha recepito, condividendo la necessità di un forte sostegno all’edilizia”.

La crisi del settore delle costruzioni nel pesarese ha provocato, nel 2010, un crollo del fatturato del 35% rispetto all’anno precedente, con un aumento della cassa integrazione nel primo semestre 2010 del 25,7% rispetto allo stesso periodo del 2009. Secondo l’Osservatorio regionale sui contratti pubblici si è inoltre ridotto il valore dei lavori appaltati nelle opere pubbliche del 16% mentre il Cresme parla di una riduzione dei bandi pubblicati del 12,7%.
Se a questo si aggiunge il danno causato dai ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione, con punte superiori ai 12 mesi, emerge un quadro di assoluta gravità, mentre i ribassi per aggiudicarsi i pochi lavori disponibili, arrivano anche al 50%, spianando la strada ad imprese al limite della legalità.

“Per contrastare tutto questo l’approvazione del Piano Casa regionale ” precisa la CNA “è di fondamentale importanza: in gioco c’è il futuro dei 6.000 imprenditori edili che hanno aziende e danno lavoro a quasi 20mila dipendenti, senza contare l’indotto formato da oltre 3mila tra impiantisti, falegnami, fabbri, imprese di materiale edile. Sollecitiamo quindi il Consiglio regionale a licenziare la legge al più presto per rilanciare il settore e l’intera economia marchigiana.”

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Piano Strategico Provincia 2020 - La Provincia incontra i cittadini (Tour dei Teatri 2010-11)
Post di Mino del 27 novembre 2010 in progetti (Sfogliato 1331 volte)

Il tour dei teatri 2010-2011 è iniziato da Sant'Angelo in Vado.

Numerosi interventi e una generale condivisione degli obiettivi illustrati dal Presidente della Provincia per far crescere una comunità sempre più caratterizzata da una elevata qualità della vita.

 

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Attuazione del PIANO CASA ad Urbino - Incontro con Carlo Giovannini
Post di CNA AmbitoUrbinoMontefeltro del 09 febbraio 2010 in informazioni utili (Sfogliato 1034 volte)

 

Sono tante le domande che stanno pervenendo ai Comuni della provincia da parte di cittadini e tecnici in ordine al Piano casa e agli interventi ad esso connessi con particolare riferimento alla possibilità di aumentare la superficie abitativa degli immobili del 20%. In base ad un mini sondaggio effettuato dalla CNA, i Comuni che hanno ricevuto in percentuale il maggior numero di richieste sono quelli della costa ed in particolare Pesaro, Fano, Marotta-Mondolfo e Gabicce.
Numerose le richieste anche a Fossombrone, Cagli e Urbania. Si tratta in particolare di richieste dei cittadini che chiedono quali interventi poter effettuare nelle proprie abitazioni e di tecnici relativamente all'applicazione dei regolamenti.
Secondo una stima della CNA, in provincia di Pesaro e Urbino, entro la primavera-inizio estate, potrebbero aprire almeno 1.600 cantieri per un totale di interventi pari ad oltre 50milioni di euro. Una bella iniezione di ossigeno per il sistema delle imprese del comparto edilizia ed impiantistica della provincia. Grazie
infatti all'approvazione del Piano Casa sarà dato il via ad una serie di interventi di ampliamento, straordinaria manutenzione, demolizione e ricostruzione sia di edifici civili ma anche di edifici non residenziali.

Le stime fatte dall'Unione costruzioni della CNA di Pesaro e Urbino, riguardano un territorio sul quale insistono almeno 200mila abitazioni di cui oltre la metà costruite prima degli anni Sessanta. Considerando che le imprese del settore sono oltre 6mila, i calcoli della CNA riguardano gli interventi che il Piano casa potrà mettere in moto ed in particolare quelli relativi alla demolizione, ampliamento e ricostruzione di unità abitative e non pari ad una media di 25-30mila euro a lavoro. 
 

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Piano Regolatore Generale - Varianti
Post di Sacchi Giovanni del 08 dicembre 2009 in Politica (Sfogliato 866 volte)

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI SANT’ANGELO IN VADO

Interrogazione

OGGETTO: Piano Regolatore Generale - Varianti.

Premesso che:
1. il P.R.G. del comune di Sant’Angelo in Vado è piuttosto datato e ormai superato, essendo stato approvato, in adeguamento al P.P.A.R., nel lontano 1992 e come dimostrato dalle numerose Varianti a cui è stato sottoposto nel tempo;
2. nel corso degli anni al P.R.G. sono state apportate numerose modifiche mediante specifiche Varianti, tutte su aree ben circoscritte;
3. nessuna delle numerose Varianti approvate ha però preso in esame, per adeguarlo, il tracciato definitivo, noto da tempo, delle strade di grande viabilità quali l’Intervalliva e la Grosseto-Fano, con conseguente inutile salvaguardia di aree potenzialmente libere da vincoli stradali;
4. negli ultimi due Consigli Comunali sono state approvate in via definitiva due varianti, una delle quali piuttosto significativa, relativa alla zona industriale;
5. recentemente la cittadinanza ha potuto verificare gli effetti di Varianti, molto significative, relative ai cosiddetti “Contratti di Quartiere” (vedi problemi Casa Albergo, rotatoria, area ex archeologica, area Mulinello, ecc.);
6. nelle linee programmatiche della Maggioranza consiliare, da parte dell’Assessore all’Urbanistica, è stata indicata una generica volontà di revisione del Piano Regolatore Generale, senza specificare obiettivi, tempi, costi e Progettisti;
7. alla richiesta di informazioni, da parte della Minoranza consigliare, sulle varianti approvate e sui relativi costi, il funzionario dell’U.T.C., interpellato in merito, ha opposto un gentile ma fermo diniego, invitandoci, nel contempo, a presentare formale richiesta scritta;
Tutto ciò premesso
si chiede, oltre alle frammentarie ed estemporanee informazioni verbali finora fornite dal sig. Sindaco, sinteticamente, stesso mezzo:
a. quante Varianti al P.R.G., e su quali aree, sono state adottate in via definitiva fin dalla prima approvazione del P.R.G.;
b. quante Varianti sono ancora in corso di approvazione;
c. a partire dalla Delibera del C. C. n° 15 del 05.04.2004, quali costi (spese professionali e spese legali) ha sostenuto, e/o dovrà sostenere l’Amministrazione Comunale nel predisporre tali varianti, compreso il P.I.P. nella zona industriale;
d. quali benefici ha tratto la collettività dai Contratti di Quartiere e con quali costi (prestazioni professionali e legali);
e. quali Professionisti sono stati contattati e/o incaricati per la redazione della eventuale Variante Generale al P.R.G. (o nuova stesura), con quali direttive, costi e tempi di consegna degli elaborati progettuali.


Il Gruppo Consiliare di Minoranza

Sant’Angelo in Vado, 07 novembre 2009
 

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IL CONSIGLIO COMUNALE DI URBANIA APPROVA IL PIANO CASA.
Post di Giuseppe Lucarini del 27 novembre 2009 in burocrazia (Sfogliato 1100 volte)

Giovedì c.m. il Consiglio comunale di Urbania ha deciso i criteri di applicazione del cosidetto PIANO CASA.

Entro 45 giorni dall'entrata in vigore della legge regionale n. 22, dell’8 ottobre 2009, con la quale si attuava 'intesa del 1° aprile 2009 tra Stato, Regioni ed Enti locali con l'obiettivo di fronteggiare la crisi economica in atto mediante il sostegno diretto dell'attività edilizia, i Comuni potevano limitarne l'applicabilità in relazione a determinati immobili o zone del proprio territorio per motivazioni dovute alla saturazione edificatoria o ad altre valutazioni di carattere urbanistico o paesaggistico o ambientale.

Il Comune di Urbania ha ritenuto di esludere l'applicazione oltre che nel centro storico, anche alla zona di via Nardi caratterizzata dalla presenza di tre edifici di notevole valore storico-architettonico in stile Liberty. Ha ritenuto anche di consentire l’attuazione degli interventi in deroga a tutti i parametri urbanistico-edilizi degli strumenti urbanistici generali ed attuativi, precisando che, qualora la deroga dalle distanze dai confini vada oltre i mt. 5 occorrerà produrre, nel caso il lotto contiguo abbia capacità edificatoria, assenso della proprietà confinante.

Le domande relative agli interventi della legge devono essere presentate al Comune entro i successivi diciotto mesi.

INDIRIZZI GENERALI DELLA LEGGE

La legge prevede la possibilità di ampliare la volumetria o di demolire anche integralmente gli edifici esistenti ampliandone il volume ricostruito in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi.

Gli interventi possono riguardare sia edifici residenziali che non residenziali; in alcuni casi è previsto il mutamento della destinazione d'uso degli edifici non residenziali non più utilizzati per attività produttive.

In ogni caso l'ampliamento degli edifici deve comportare il miglioramento del rendimento energetico, mentre con la demolizione e ricostruzione è necessario conseguire una maggiore sicurezza antisismica e un maggior grado di sostenibilità energetico – ambientale.

Gli interventi previsti dalla legge non possono essere applicati in alcuni casi ben definiti, tra cui nei centri storici, nelle aree a tutela integrale, negli edifici anche parzialmente abusivi non condonati.

Comune di Urbania
 

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Rossi de “La Destra”; “Forti dubbi sul Piano d'ambito dell'Aato”
Post di Giacomo Rossi del 10 febbraio 2009 in Politica (Sfogliato 1173 volte)

Il segretario provinciale de “La Destra” Giacomo Rossi esprime forti dubbi sul Piano d'Ambito dell'Aato, sopratutto riguardo ai paventati sfruttamenti di altri giacimenti idrici sotterranei dell'entroterra. Dice Rossi “Il Piano d'ambito ventennale dell'Aato, del quale il suo presidente Renato Claudio Minardi si definisce tanto soddisfatto, rischia d'essere l'ennesimo depredamento alle risorse idriche dell'entroterra. Infatti in tale piano, che dovrà essere approvato a giorni dall'Aato, è prevista l' individuazione di nuovi giacimenti idrici sotterranei nelle zone interne della Provincia nonché una non chiara “connessione di tutto il sistema acquedottistico provinciale”. Invece di di puntare ad intervenire sugli sprechi tramite una capillare risistemazione degli acquedotti e delle condutture colabrodo o di pensare alla riqualificazione e allo sfruttamento della sostanziosa falda idrica costiera, ancora una volta si prendono di mira le riserve d'acqua sotterrane dell'entroterra, senza forse nemmeno sapere o valutare le future conseguenze di questi interventi. Non penso che queste riserve idriche siano la prima e l'unica soluzione per far fronte alla crisi idrica. L'Aato, come se non fosse dovuto, si dice poi soddisfatta di aver discusso tale Piano con le rappresentanze territoriali e di aver sentito le istanze dei sindaci. In tal senso mi piacerebbe sapere quali sono state le proposte e le integrazioni al Piano d'ambito da parte dei sindaci dell'entroterra, troppe volte complici (tranne rare eccezioni) di questa politica entroterricida. Sicuramente come slogan propagandistico avranno richiesto la differenzazione delle tariffe, uno strumento che per legge già esiste e che avrebbero potuto già usare. E le associazioni ambientaliste? Che ne pensano di questo Piano d'Ambito? “Fortunatamente” però ci sono frange locali del Pdl che ora, si sentono paladini dell'acqua e più in generale dell'acqua pubblica....Si dimenticano però che proprio questa estate, il loro Governo, con l'articolo 23 bis del D.lgs 133, ha sancito la sostanziale privatizzazione del bene acqua (salvo lasciare aperte alcune porte). Proprio come ha fatto la sinistra, braccio politico di Hera.”

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No comment. ...
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Commento di Ignurant del 24/05/2013 8.56.49
Ecco.... siccome hanno pochi privilegi mi sembrava giusto aggiungere un qualcosa anche per la pensione no? quindi mentre operai campano con 600 euro ...
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Noi ci siamo il 23 di maggio! :D :D :D :D :D :D ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 18.28.14
beh.. ma VOI siete pagati per questo.. io NO! ...
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Commento di Pierluigi del 20/05/2013 10.59.51
Bellissima notizia.
Appena possibile porterò Elena e Massimo. ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 9.55.26
Forse partecipando si può capire di più e se ritieni che non sia abbastanza, come sicuramente sarà, puoi dare il tuo contributo per fare di più.
Ti aspettiamo.... ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 8.25.13
..solita riunione dove la CNA si loda e si riLODA di quello che fa!!!..
MA POI COSA FA??????? ...
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Commento di Peppe Dini del 19/05/2013 7.42.19
Sono appena rientrato da una 3 gg a S:Martino con due mie classi seconde. A seguito del post, la Com.Mont. e la provincia hanno pensato alla sedazion ...
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Commento di Richez del 18/05/2013 8.53.46
La tua TAVOLA ha preso un indirizzo errato.
Quello corretto è questo:
http://www.comune.sant-angelo-in-vado.ps.it/fileadmin/grpmnt/5532/TAVOLA_2.pdf

Con ...
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Commento di T. Gentili del 16/05/2013 21.08.32
Noi in comune facemmo un'interrogazione a riguardo. Il sindaco ci rispose che quel tipo di prodotto non è pericoloso per l'uomo e che ha una durata di 6 ore dall'applicazione sull'erba. In poche parole se ...
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