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Una lettera dall'entroterra all'assessore ambiente della provincia
Post di Peppe Dini del 30 agosto 2012 in ecologia (Sfogliato 692 volte)

Seppure lunga, merita una attenta lettura.

Foto del pozzo sul Burano tratta dal sito  www.progetto-acqua.it

ASSESSORE, VENGA A BAGNARSI I PIEDI NEL BURANO.
pubblicata da Toni Matteacci il giorno Martedì 28 agosto 2012 alle ore 22.49 ·


Le dichiarazioni rilasciate oggi alla stampa  dall’Assessore provinciale all’ambiente Tarcisio Porto lasciano esterrefatti. Più vicine alle dichiarazioni di un ultras e prossime all’invettiva, lontane dal comune sentire e dalla percezione che dei problemi hanno le popolazioni dell’entroterra, e lontane dai sentimenti e dalle passioni che muovono giovani e comitati territoriali all’impegno civile per la soluzione di problemi vecchi e trascurati. Problemi che sembrerebbero  non essere nella perfetta conoscenza dell’Assessore, se le considerazioni riportate corrispondono effettivamente al suo pensiero. Affermare: “Questa manifestazione è vergognosa e strumentale perché l’acqua non è dell’entroterra ma è un bene di tutti” significa mancare di rispetto alle decine e decine di cittadini, di giovani, di attivisti di vari comitati che da settimane mesi e anni sono la testimonianza di uno straordinario impegno che ha fatto proprie le battaglie per la difesa dei fiumi come per l’acqua pubblica, per la salvaguardia dell’ambiente come per la promozione di una diversa cultura ambientale e dei propri territori, dalle cave alle discariche al paesaggio. Chi ha raccolto firme per il referendum sulla ripubblicizzazione del servizio idrico e l’abolizione della remunerazione del capitale investito , contribuendo alla schiacciante vittoria dei si e dell’idea dell’acqua come  bene comune non può non sapere che l’acqua è appunto  di tutti, caro Assessore, e su questo avremmo molto da insegnare; ma è anche un bene prezioso, che va tutelato e difeso. Un bene  il cui uso è indiscriminato e sfrontato nel caso del Pozzo del Burano:  senza il minimo coinvolgimento delle figure istituzionali del territorio e il minimo  rispetto dei loro pareri  e nella totale assenza di ogni forma di partecipazione delle popolazioni  e trasparenza nei loro confronti. E il ricorso al Pozzo, che da eccezione diventa via via la regola, non può surrogare altre mancanze, inadempienze, incapacità.
Ed è davvero vergognosa ed irricevibile, Assessore,  la sua domanda retorica “…Vogliono che razionalizziamo l’acqua negli ospedali, nelle case di cura?” Che dire?  Forse semplicemente  non ha proprio idea dei valori e dei profondi sentimenti di impegno e solidarietà delle nostre terre. E che faccia tosta se questa domanda irriguardosa e raggelante, ancorché retorica, e supponente, viene da chi a ben altre domande dovrebbe rispondere: lei è Assessore di questa Provincia, con delega all’Ambiente, Beni ambientali, Gestione rifiuti, Educazione ambientale,Inquinamento acque, suolo ed atmosfera, Servizi pubblici locali, Reti informatiche ed innovazione, Politiche comunitarie e Politiche per lo sviluppo locale, Pesca acqua dolce: cosa ne è stato, ad esempio, del formidabile programma che nel 2007 l 'allora  Presidente della Provincia Ucchielli, che aveva promesso che non sarebbe più successo quello che stava succedendo, cioè l’ennesima  emergenza idrica dopo quelle del 1993 e del 2003, fece preparare dall’ufficio Servizio Acque Pubbliche?  Cosa ne è stato dei seguenti impegni con tanto di tempi di attuazione e possibili coperture?  


-1 Revisione opere di presa per uso potabile con l’obiettivo di ottimizzare le captazioni e rilasciare il deflusso minimo vitale. Soggetto attuatore: Provincia e gestori. Tempo attuazione : 1 anno. Copertura finanziaria: entrate canoni. Cosa è stato fatto Assessore? Ne sa nulla? Chi è che  negli anni rischia di assetare ospedali e case di cura con la propria inefficienza?


-2 Revisione reti di distribuzione con i seguenti obiettivi: interconnessione; risanamento e riduzione perdite; nuove condotte e serbatoi. Soggetto attuatore: Comuni e gestori. Tempo: due anni; Copertura: entrate canoni. Cosa è stato fatto Assessore? Ne sa nulla? Chi è che  negli anni rischia di assetare ospedali e case di cura con la propria inefficienza?


-3 Ripristino capacità degli invasi esistenti ( Furlo, S. Lazzaro, Tavernelle, Mercatale);Obiettivo: recuperare più di un milione di metri cubi di acqua dai bacini interrati sul Metauro, oltre a 700-800 mila sul Foglia.Soggetto attuatore: Enel, Consorzio di bonifica. Tempo: uno-due anni;Copertura: Sovvenzioni Stato e reimpiego materiali rimossi Cosa è stato fatto Assessore? Ne sa nulla? Chi è che  negli anni rischia di assetare ospedali e case di cura con la propria inefficienza?


-4 Creazione di nuovi invasi; Obiettivo: creare nuovi accumuli per uso potabile oltre che irriguo e antincendio. Soggetto attuatore: enti pubblici; Tempo: tre anni. Copertura: apposito finanziamento Cosa è stato fatto Assessore? Ne sa nulla? Chi è che  negli anni rischia di assetare ospedali e case di cura con la propria inefficienza?


-5 Ripristino e costruzione piccoli invasi collinari; Obiettivo: costruire riserve idriche ad uso prevalentemente irriguo. Soggetto attuatore: aziende agricole; Tempo: un anno. Copertura: incentivo per gli agricoltori attraverso contributi od esenzioni tasse Cosa è stato fatto Assessore? Ne sa nulla? Chi è che  negli anni rischia di assetare ospedali e case di cura con la propria inefficienza?


-6 Sistemi di irrigazione a basso consumo. Cosa è stato fatto Assessore? Ne sa nulla? Chi è che  negli anni rischia di assetare ospedali e case di cura con la propria inefficienza?


-7 Sistemi di ricircolo dell’acqua a uso industriale. Cosa è stato fatto Assessore? Ne sa nulla? Chi è che  negli anni rischia di assetare ospedali e case di cura con la propria inefficienza?


-8 Utilizzo acque reflue impianti di depurazione. Tempo: un anno; copertura: mutui. Cosa è stato fatto Assessore? Ne sa nulla? Chi è che  negli anni rischia di assetare ospedali e case di cura con la propria inefficienza?


-9 Razionalizzazione concessioni e utenze esistenti. Obiettivo:riduzione dei prelievi attuali, da commisurarsi agli effettivi bisogni. Soggetto: Provincia. Tempo: un anno. Copertura: canone ed assegnazione personale. Cosa è stato fatto Assessore? Ne sa nulla? Chi è che  negli anni rischia di assetare ospedali e case di cura con la propria inefficienza?


 Perché si è perso così tanto tempo? Quante altre promesse saranno propinate ai cittadini nel corso e dopo quest’ennesima emergenza? Qual è stato l’impegno della politica provinciale e regionale? Chi ha sbagliato?
E le chiedo anche: cosa è stato fatto in quest’ultimo anno, dopo l’ultima drammatica emergenza dello scorso settembre?  Dopo l’emergenza della scorsa estate ( allora il Pozzo del Burano venne aperto ai primi di settembre, Assessore ) tutti si sarebbero aspettati una certa sollecitudine nell’approntamento di quelle misure già abbondantemente annunciate dopo l’emergenza del 2007 (…ma quante sono, ormai, queste emergenze? ). Una di queste misure, la più “appariscente” ma di certo non l’unica importante, è rappresentata dallo sfangamento degli invasi. Invece: fino al gennaio 2012 nessuna notizia, il Pozzo è stato richiuso, gli animi si sono placati; e finalmente, a gennaio, la stampa dà notizia di una riunione presso la sede del Parco del Furlo, riunione ai massimi livelli con personalità chiamate a raccolta dal Presidente dell’Aato Omicioli. Presenti dirigenti e responsabili dell’Enel, ovviamente, perché è proprio sull’Enel che andrebbe fatta pressione per lo sfangamento degli invasi del Furlo, di San Lazzaro , di Tavernelle, ormai ridotti a metà della capacità di accumulo. E’ l’Enel che in tal senso ha degli obblighi, obblighi che tende però a far slittare verso il 2029, anno di scadenza della concessione. Presente all’incontro anche l’On. Vannucci, che sollecita un protocollo d’intesa in tempi brevi (!), lei, Assessore Porto per la Provincia che prende pubblicamente un impegno: massimo  2/3 settimane, ma solo per arrivare ad una stima…di cosa è possibile fare (!!). Presenti anche il Presidente del Consiglio Regionale Solazzi, per Marche Multiservizi il dott. Tiviroli, i vertici della Riserva del Furlo, oltre a Bruno Capanna. Passano altri mesi: per avere altre notizie dobbiamo aspettare maggio, cioè tre mesi fa, quando la stampa annuncia l’ennesimo incontro provinciale per fare il punto sui piani operativi…L’unica cosa che si sa con certezza è quanto affermato, solo pochi giorni fa proprio da lei Assessore Porto: “…Abbiamo reperito 2 milioni d’euro per la pulizia del solo invaso di San Lazzaro. Enel vuol contribuire con soli 300.000 euro…Troppo poco, spiccioli, Enel deve prendersi le proprie responsabilità…con quei 2 milioni possiamo sfangare solo l’equivalente di dieci giorni in più di autonomia…”.  Così è passato un anno, tra dichiarazioni, riunioni al Furlo, progetti, contenziosi con l’Enel, protocolli. Non le sembra un po’ pochino? In cinque anni, e cioè dal 2007, a non voler tornare ancora più indietro, solo un impegno che per altro sarà attuato ancora una volta chissà quando; e non era questo il punto 3 di quel famoso programma del 2007? Mi spiega perché sono passati tutti questi anni e mi spiega,  se ci sono responsabilità,  di chi sono secondo lei?

Nell’intervista, non pago di quanto affermato fin qua, pensa bene di aggiungere un’altra considerazione: “L’entroterra paga le sue inefficienze; ai manifestanti chiedo: cosa hanno fatto i Comuni per l’entroterra?” Lei scarica sulle Amministrazioni locali tutta la responsabilità, facendo un uso grave quanto disinvolto della pratica dello scaricabarile. Ma se avesse davvero seguito gli sviluppi della questione, magari visitando le nostre realtà e di tanto in tanto fermandosi a scambiare due chiacchiere, tanto per farsi un’idea, avrebbe chiaro che chi con tanta passione si organizza propositivamente su questi temi un’idea sulle responsabilità della politica locale se l’è fatta. Eccome. Le ricordo che lo striscione apposto a qualche metro dal Pozzo e che ha dato il la alla campagna di mobilitazione e sensibilizzazione così recitava:” Un Pozzo di promesse, ma la vera emergenza è la cattiva politica”. Sappiamo bene che gli amministratori dell’entroterra, a tutti i livelli, e da almeno 15-20 anni hanno gravissime responsabilità. Ma anche lei, a questo punto, ne ha, evidentemente.
Ma si supera, Assessore, quando afferma:”C’è chi gioca sul campanilismo più becero, mettendo in contrapposizione costa ed entroterra”. Nessuno pensa, Assessore, alla costa come a un luogo fisico, con tradizioni, genti, culture e passioni alle quali contrapporsi. Per molte ragioni ( e anche lei oggi ce ne offre qualcuna ) spesso la costa viene percepita come luogo di decisioni, di poteri nei poteri e di gruppi nei partiti. Una sorta di punto di vista dal quale si osserva, e si misura e si pesa l’entroterra come una realtà altra, alla quale concedere e alla quale risarcire, di tanto intanto, qualcosa. Ci sembra di scorgere quella cultura e quella “arretratezza culturale” per la quale l’entroterra non è più un luogo di crescita e di sviluppo sincretico, con le sue specificità e le sue mille storie,  ma ormai una una riserva destinata a politiche risarcitorie e spesso proprio in cambio delle sue riserve naturali. Noi ci sentiamo invece un  cantiere dove “maneggiare”, con gli strumenti della riflessione e dell’iniziativa, le strategie necessarie per la difesa e l’affermazione dei Beni Comuni, cioè per  tenere assieme beni, regole, comunità, economie solidali ed un governo partecipato e diffuso. In una parola, come ho avuto modo già di dire e scrivere qualche tempo fa, un cantiere per questo entroterra marginalizzato costretto suo malgrado ad  illuminare la mediocre offerta politica prodotta da chi doveva e tuttora dovrebbe rappresentarlo. L’entroterra non più come fatto residuale: già in passato ho  invitato tutti ad abbandonare quella dimensione sentimentale per la quale all’entroterra si vuol bene quasi per un gusto morale e culturale sapendo bene che i soldi, gli affari, le ricchezze si giocano in altri luoghi e su altri piani.
Anche se questo processo  di marginalizzazione pone in evidenza, quasi per contrasto, il dato in positivo più significativo ed attuale dell’entroterra: il durare di una identità collettiva e, soprattutto, di un’identità nella coesione. La straordinaria prova di solidarietà e civismo dimostrato durante la recente emergenza neve ne è solo l’ultima testimonianza .
Il filo conduttore è quindi  l’economia connessa alla coesione sociale, connessa  all’ambiente e connessa  all’identità territoriale. In questo nasce e sta l’equivoco costa-entroterra: si può, Assessore, non essere  preoccupati ad esempio  pensando alla sanità quale possibile elemento di ulteriore squilibrio territoriale? La vicenda dell’Ospedale Unico di Fosso Sejore ci parla di un grave pericolo: la possibile saldatura tra il peggior aziendalismo e il peggior affarismo.
Nessuno vuole attaccarsi, nell’entroterra, anacronisticamente a qualche sperduto ospedale borbonico: si tratta di capire però cosa rimarrà ad esempio della rete dei servizi territoriali di prevenzione, delle competenze professionali, dell’assistenza domiciliare, dei day hospital. Invece, e a ripeterlo ci si stanca, ci vorrebbe un’operazione di trasparenza ed onestà attorno al futuro degli ospedali di Polo,  sapendo appunto  che gli ospedali non servono a produrre salute, ma a curare malattie e che la produzione di salute è nei modelli di Polis, cioè in cosa innanzitutto decidiamo che debba essere presente e diffuso nel territorio.  In questo senso si è assistito negli anni a politiche quanto meno discutibili, ad esempio le attività estrattive con tanto di addentellati con la questione morale che in qualche modo interroga alcuni partiti.  Per non parlare delle discariche, con il conferimento di rifiuti sui quali sembra non esserci mai la dovuta chiarezza o il saccheggio perpetrato dai nuovi “Palazzinari” dell’energia, con le scandalose distese di pannelli solari a terra, spesso utili solo a coprire qualche buco di bilancio.
 Pozzi, cave, discariche, speculazione energetica, sanità marginalizzata, viabilità in affanno, servizi al lumicino, situazioni occupazionali drammatiche.  
Si faccia una passeggiata Assessore: venga a percorrere le nostre strade, venga a bagnarsi i piedi nei nostri fiumi: nel Giordano, se ci riesce, nel Burano esattamente dove riversiamo buonissima acqua minerale, visiti i nostri ospedali, chieda dei nostri uffici e delle nostre scuole, si spinga fin verso i depuratori di Urbania e Sant’Angelo in Vado. Chieda anche dei giovani e delle condizioni di lavoro e del lavoro. Poi potrà dire qualcosa di più sull’entroterra. Non vada alla guerra contro l’entroterra, Assessore, che ha tutto da rimetterci.
Venga a bagnarsi i piedi nel Burano.


toni matteacci
 

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Ex ufficio caccia provincia
Post di Peppe Dini del 30 agosto 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 522 volte)

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Turismo: IN.PU.T di Urbino, la provincia arma i privati promuovendo la concorrenza sleale.
Post di Franco Perrone del 31 maggio 2012 in economia (Sfogliato 532 volte)

 In questi giorni apprendiamo dalla stampa, in particolare dall'articolo del Resto del Carlino del 24/5/2012, della polemica intercorsa tra alcuni consiglieri provinciali del PDL e i responsabili al turismo della Provincia Grandicelli e Pucci, da cui emerge per noi e gli operatori economici urbinati uno scenario allarmante e una forte preoccupazione in seguito all'apertura di IN.PU.T che tanto clamore ha suscitato nella città di Urbino in tema di politiche turistiche.

Riepiloghiamo i principali fatti: la rivolta dei commercianti in seguito all'apertura dell'IN.PU.T di Urbino da parte di ATI (Associazione Temporanea di Impresa) e l'allontanamento di un dipendente della provincia addetto all'accoglienza turistica. I due fatti sembrano collegati dallo stesso comportamento: una società privata (ATI) che gestisce l'accoglienza turistica secondo finalità commerciali è in contrasto con le finalità pubbliche.

Suscita un certo disappunto ciò che nell'articolo viene candidamente dichiarato: "promuovere e commercializzare prodotti" con "personale privato e pubblico". Ma com'è possibile coniugare gli interessi del pubblico con quelli del privato? Rimane un mistero che viene facilmente risolto dalla dichiarazione dei due responsabili che dicono: "la collaborazione con ATI nel servizio di informazione turistica avviene sulla base delle regole pubbliche di imparzialità e trasparenza". Dubitiamo proprio che un'attività commerciale nata per fare profitti economici e con il solo scopo di lucro, gestisca in maniera diversa un ufficio così strategico per il nostro territorio. La cosa si commenta da sola e pensiamo che possa creare seri problemi nella nostra provincia.

Chiediamo all'amministrazione provinciale di prodigarsi per eliminare ogni ingerenza da parte di società o enti privati nell'attività pubblica di promozione turistica svolta all'interno delle IAT e invitiamo al contempo il Presidente della Provincia ad un'attenta analisi dei fatti che hanno portato a tale grave situazione e, nel caso emergano accadimenti di dubbia trasparenza, provvedere con la massima tempestività per fare sì che tali incresciosi fatti discriminatori nei confronti degli operatori non possano più ripetersi in futuro nel nostro territorio.

Il Movimento 5 Stelle Urbino-Fermignano verificherà se tale comportamento di "imparzialità e trasparenza" verrà rispettato e invita tutti i cittadini a vigilare. Riteniamo che questa situazione sia causa di gravi danni alle attività presenti nella nostra città e sul territorio ed invitiamo il presidente della nostra Provincia, Matteo Ricci, a rivalutare seriamente l'intera vicenda e, soprattutto, rivedere la posizione del dipendente allontanato che dai fatti, se accertati, risulterebbe un leale alleato del bene comune e della nostra comunità nonché un ottimo collaboratore della amministrazione pubblica.

MOVIMENTO 5 STELLE FERMIGNANO URBINO

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" FONDO ANTICRISI " LA PROVINCIA PROROGA
Post di Fabio Gostoli del 22 maggio 2012 in informazioni utili (Sfogliato 300 volte)

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Lupetti e coccinelle di tutta la provincia a Sant'Angelo in Vado
Post di Peppe Dini del 23 aprile 2012 in eventi - iniziative (Sfogliato 792 volte)

AGESCI provinciale Incontro di Primavera

Messere del Regno,
è nostro onore invitare la signoria vostra
ai grandi festeggiamenti che si terranno a corte
per celebrare l'unione del nostro Re
ANGELO INVADO
e la Duchessa d' Montmarciàn.
La Vostra persona è quindi invitata presiedere
con giubilo alla festa che avverrà il 22Aprile
nel paese battezzato dal nostro Re,
Sant'Angelo in Vado
Ci auspichiamo la vostra presenza
Nome..... Contrada.....

Un invito strano, tipico, da bando medioevale; una sagra, una rivisitazione storica? No! E' l'invito che è pervenuto a ciascun lupetto e coccinella dell'AGESCI della nostra provincia, per ritrovarsi insieme a Sant'Angelo in Vado, appunto, per l'annuale Incontro di Primavera.
Sei pullman hanno così trasportato i bambini dell'associazione, nella città vadese e assieme agli scouts locali, hanno gremito le piazze cittadine. 328 lupetti e coccinelle con 72 capi hanno colorato di azzurro tutto il centro del paese.
“Lupetti e coccinelle, chi sono questi animaletti”, qualche vadese più sornione, se lo è domandato. Sono bambini e bambine nell'arco di età che va dagli otto agli undici anni, che percorrono il primo momento educativo dello scoutismo. In questa fascia di età i bambini sono riuniti in gruppi di 25/30 che prendono il nome di Branchi, se formati da lupetti o Cerchi, se coccinelle. Tutti i valori educativi in questo periodo, passano attraverso il gioco. L'Ambiente Fantastico viene quindi utilizzato come mezzo educativo: il gioco continuativo di un tema, in cui sono immerse le attività del Branco e del Cerchio, insieme con gli altri strumenti del metodo scout.
Perciò una ambientazione medioevale, con re e regina, cavalieri e dame, menestrelli e saltimbanchi. Quindi, quale scenografia migliore se non il centro storico medioevale di Sant'Angelo in vado, utilizzato anche nelle riprese del Rossini televisivo?
La lettera arrivata direttamente a ciascuno di loro, ha previsto l'assegnazione ad una Contrada, favorendo così la formazione di gruppi eterogenei di provenienza diversa. Ogni Contrada, a sua volta, ha permesso la trasformazione dei propri lupetti e coccinelle nei personaggi presentati; per fare questo però, si sono costruiti di tutto: vestiti, spade, scudi,scettri, stendardi, i propri accessori. Ecco che qui entra in campo la manualità, creatività, la fantasia, insomma quella che gli scout chiamano “Mani Abili”. E se non viene in mente niente ? Ci sono sempre presenti i capi adulti che suggeriscono, aiutano, consigliano. Adulti, è bene ricordarlo, che offrono il loro tempo libero, gratuitamente, facendo dell'AGESCI una delle poche associazioni che promuovono il vero spirito di volontariato disinteressato.
Accolti da un vero cavaliere a cavallo, i lupetti e coccinelle si sono ritrovati nella piazza principale a formare un enorme cerchio, mentre il sistema di amplificazione cittadino ha diffuso musiche tipiche dell'epoca. Suddivisi in Contrade, si sono recati nelle piazze preparate dagli scout vadesi, grazie al contributo dell'Amministrazione comunale: piazza delle erbe, largo Fagnani, piazza Umberto 1°, campi dell'Oratorio. Bello, è stato vederli al lavoro, aiutarsi, prepararsi per la gran sfilata.
Una sfilata finale, fatta al cospetto dei regnanti del posto, i quali si sono congratulati con i loro invitati per i costumi e armature realizzate, per le scenografie presentate. A loro, in ricordo della giornata, è stata consegnata l'adesivo dell'incontro.
Ha concluso la manifestazione, la messa celebrata dal vescovo di Urbino, Urbania e Sant'Angelo in Vado, Mons. Giovanni Tani, concelebrata assieme al parroco nella Cattedrale.
Un ringraziamento va a tutti quanti hanno collaborato, per la riuscita dell'evento.

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Lupus in fabula: 'La provincia a specchi'
Post di Tommaso Gentili del 26 gennaio 2012 in ecologia (Sfogliato 405 volte)

Sulle colline della Provincia sta avvenendo uno scempio senza precedenti. Centinaia di impianti fotovoltaici stanno colonizzando il paesaggio distruggendo quello che fino ad oggi era stato salvato dal cemento.

Ora che la crisi economica ha frenato il proliferare di capannoni e palazzine che hanno mangiato la costa e intere valli alluvionali, sono le colline a subire l’aggressione di una nuova speculazione: quella legata alle fonti rinnovabili. Tutto merito di una legge, la 387 del 2003, che autorizza l’installazione di impianti fotovoltaici anche in zone agricole e considera tali opere “di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti” e di un Ministero, quello alle Attività Produttive che –di concerto con quello all’Ambiente e ai Beni Culturali”- aspetta fino a settembre 2010 per varare le linee guida previste dalla legge per “assicurare un corretto inserimento degli impianti …nel paesaggio”. Tuttavia qualcosa si poteva fare per evitare che la corsa al guadagno facile si trasformasse in un danno per la collettività. Infatti la legge citata prescrive che la costruzione e l’esercizio degli impianti avvenga “nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico” e stabilisce che “nell'ubicazione si dovrà tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale”. Quindi vi sono precise responsabilità anche di Regione, Provincia e Comuni che non hanno svolto il loro preminente ruolo a garanzia del bene pubblico. Prima che la normativa nazionale definisse l’obbligo della Valutazioni di Impatto Ambientale al di sopra di un MW di potenza installata, la Regione poteva abbassare questo limite e obbligare così molti progetti a presentare lo studio di impatto ambientale: lo ha fatto solo nell’ottobre 2010 per cui la norma regionale è rimasta valida solo pochi mesi.

Contrariamente a quanto afferma l’assessore Porto, la Provincia di Pesaro e Urbino poteva porre un argine alla pioggia di richieste con uno scrupoloso rispetto delle procedure di autorizzazione: invece in molti casi non è stata fatta la Valutazione di Impatto Ambientale perché si è volutamente ignorato l’effetto cumulo tra impianti anche vicinissimi. Altri dubbi sorgono se ci si ferma a valutare il numero dei progetti firmati da certi professionisti o il nome dei richiedenti l’autorizzazione unica. Ma tutto rispondeva ad un dettato politico, quello che voleva trasformare la “provincia bella” nella “provincia del sole e del vento” senza riflettere sui danni che si stavano per fare all’agricoltura e al paesaggio. Infine anche i Comuni hanno fatto ben poco per salvaguardare il loro territorio: in alcuni casi non hanno nemmeno presentato osservazioni ai progetti, o lo hanno fatto in ritardo, e ad oggi sono in molti a dover ancora cartografare le aree non idonee agli impianti fotovoltaici, in ossequio alle linee guida regionali. Alcune associazioni ambientaliste come la Lupus, e quelle agricole come Coldiretti, hanno lanciato l’allarme alla vista dei primi impianti, ora che ce ne sono a decine, sono in tanti a scandalizzarsi, ma ormai “i buoi sono scappati”. L’unica consolazione potrebbe essere che qualcuno paghi per il danno arrecato all’economia e al paesaggio, speriamo che la Magistratura si muova.

 

da Lupus in Fabula
www.lalupusinfabula.it

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4° RASSEGNA PROVINCIALE TEATRO DIALETTALE VADESE 2011/2012
Post di Fabio Gostoli del 11 novembre 2011 in eventi - iniziative (Sfogliato 461 volte)

 

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Provincia felice? Trasparente, sì grazie!
Post di Peppe Dini del 29 ottobre 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 847 volte)

Provincia felice? Trasparente, sì grazie!

E' più facile parlare di persone e gruppi che si propongono politicamente, mentre rimane più ostico sostenere i nostri diritti alla trasparenza delle amministrazioni pubbliche. Questo è ancor più difficile se devi dimostrarlo a dirigenti ancorati al loro vecchio modo di pensare, alla paura che la trasparenza possa mettere a nudo chissà quali intrallazzi ; di certo la poca trasparenza accomuna amministrazioni diverse, specialmente in questo momento di passaggio. C'è anche chi sostiene che siamo nell'era dei computer, possiamo usarli per gestire interi territori, ma se manca la volontà di esporre al cittadino, tutto ciò che l'amministrazione fa e intende fare , manca il vero presupposto ad una democrazia partecipativa degna di questo nome.

Che poi un ente pubblico abbia paura di affrontare il dialogo/confronto su questo aspetto, la dice lunga su come il cittadino comune sia ancora considerato. Spero negli uomini e donne validi presenti in ogni amministrazione (e ci sono), perchè sappiano sostenere la trasparenza con vero vigore, uscendo dal loro guscio, dalle circuizioni di prassi politica, dal routine giornaliera. Vi metto la lettera che ho scritto alle cariche massime della Provincia. E' decisamente tecnica, non poteva non esserlo con chi cerca di fare le pulci, a quello che è platealmente evidente: la "trasparenza totale". E' anche un modo per crescere nella nostra formazione di cittadini consapevoli.

All'incontro AATO, di cui qui si legge l'articolo del Carlino mi sono dimenticato di dire una frase, che riporto: il contrario di pubblico non è privato, ma oscuro e segreto. E' per questo che dobbiamo insitere affinche tutte le nostre amministrazioni siano, anche attraverso i propri siti istituzionali e i rispettivi albi pretori online , le più trasparenti possibili.

Peppe Dini

A seguito delle richieste di accesso formulate dal vicepresidente della Lupus in Fabula, associazione riconosciuta a livello regionale, portatrice di interessi collettivi, nonché socio e guardia giurata WWF Marche, mi permetto di intervenire in merito.
La richiesta di accesso ai sensi del D. L.vo 195/2005, effettuata in data 20 giugno 2011, ha attivato le comunicazioni qui allegate e nel periodo di fine settembre la possibilità di accedere ai documenti. Nel periodo intercorso gli è stato chiesto copia del documento di riconoscimento, nonché la delega di rappresentanza dell’associazione. Ciò, ritengo che sia contro lo spirito dello stesso D. L.vo 195/2005 , il quale all’articolo 3 sostiene: “L'autorità pubblica rende disponibile, secondo le disposizioni del presente decreto, l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse.”
Inoltre di “13 richieste , 7 le ho potute vedere e chiedere senza problemi di copia delle cose che mi interessavano, 4 le ho potute vedere ma mi è stato vietato di prendere copia dei documenti a contenuto tecnico/progettuale per l'opposizione delle ditte che si sono appellate al segreto industriale, 2 non le ho potute vedere per mancanza di tempo, ma so già che se troverò il tempo dovrò fare l'accesso agli atti in presenza di un rappresentante della ditta ditta Novapower perché la stessa ha chiesto di essere presente.” Durante la visione delle 7 concesse è stato sempre presente un funzionario del servizio energia.

Tutto questo a mio avviso, va oltre al diritto di “trasparenza totale” indicata dall’art. 4 L n.15 del 2009, comma 6 “La trasparenza costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche a norma dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.” E comma 7 “ Ai fini del comma 6 la trasparenza è intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti internet delle pubbliche amministrazioni, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni”
Ciò viene confermato anche da una attenta lettura dell’art . 22 comma 2 così come aggiunto nella modifica alla legge del 2005. Appare chiaro che le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle relative competenze possono solo aumentare il grado minimo di tutela del diritto di accesso non diminuirlo; lo stesso vostro regolamento pare diminuire questo diritto.

Il contattare i controinteressati quali committenti dei progetti, al fine di ricevere un loro consenso all’accesso, così come previsto dal DPR 184/2006, va contro la stessa definizione contenuta nella L.241/1990 art 22 comma 1 c): ”tutti i soggetti… che nell’esercizio di accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza”.
Mi chiedo, quale diritto di riservatezza possono avere i committenti di un progetto energetico che vedono i loro documenti passare in conferenza dei servizi, esposti all’albo pretorio on line e riportati sul cartello di cantiere in fase di realizzazione? Si veda a tal fine sentenza del TAR Puglia Bari, sez. III del 05.05.2004 : “Non può opporsi il diritto di riservatezza con riferimento alla concessione edilizia, in quanto essa non si attiene alla sfera privata del titolare, essendo prima ancora che atto ampliativi delle facoltà del privato, atto di gestione del territorio e quindi oggetto di pubblicità”. Si allega circolare ANCI.

Il regolamento provinciale nega anche l’accesso agli elaborati progettuali in quanto proprietà intellettuale. Si supponga un impianto energetico soggetto a Valutazione di Impatto Ambientale . Il D. Lvo 152/2006 all’art.24 comma 10, così come aggiunto nel 2008, prevede che tutta la documentazione istruttoria, debba essere pubblicata sul sito web dell’autorità competente, comprese le eventuali modifiche apportate al progetto. In caso di accesso poi vengono negate e questa è una contraddizione. Inoltre la Commissione sulla 241/90 presso la Presidenza del Consiglio il 31 maggio 2011, sostiene “Circa il secondo quesito, si rileva che tutti gli elaborati progettuali allegati alla pratica possono essere rilasciati in copia.”. Si veda in merito, la stessa circolare ANCI, citata.

Inammissibile poi è la continua presenza del funzionario/sorvegliante, durante l’accesso agli elaborati e altrettanto lesiva la presenza del progettista per la visione dei due progetti elencati: non è certo questo il regime di "accessibilità totale che presuppone, invece, l'accesso da parte dell'intera collettività a tutte le informazioni pubbliche, secondo il paradigma della libertà di informazione dell'open government di origine statunitense (delibera 105/2010 della Commissione Valutazione Trasparenza Integrità, delle amministrazioni pubbliche)

Per quanto riguarda l’albo pretorio on line della Provincia, è evidente una certa confusione, indice di difficoltà per l’utente: si prenda ad esempio, dall’albo pretorio ondine della Provincia PU, la procedura di deposito 2011/600, si apre l’intestazione con file pdf della domanda, all’interno del file c’è il collegamento ad www.urbanistica.provincia.pu.it, da qui occorre andare al link “elaborati allegati alle pubblicazioni sull’albo pretorio on line” trovare la giusta pratica, cliccarvi e appare un file compresso .zip da aprire per accedere a tutta la documentazione. Non è certo un accesso facilitato.
Inoltre, nell’albo dovrebbero esservi riportate tutte le determine dirigenziali, nonché tutte le conferenze dei servizi, non solo quelle relative all’energia, ma tutte quelle che tratta la provincia: rifiuti, cave, immissioni atmosferiche, concessioni idriche; di queste è pur vero che vengono pubblicate nel BUR, ma il servizio competente è provinciale e deve inoltre essere trasmesso ai comuni territorialmente competenti al fine della pubblicazione nel loro albo, così come chiede il T.U. 1775/1933.
Poi, è necessaria anche la pubblicazione delle date delle conferenze dei servizi al fine di potervi partecipare sia direttamente, che attraverso eventuale invio di osservazioni. Si allega a tal fine il parere del difensore civico delle Marche (qui postato ndr) per stessa richiesta alla Regione.

Infine la scadenza di 60 giorni è del tutto arbitraria essendo questa di 30 giorni; solo nel caso di richieste complesse può essere posticipata a 60gg, ma di questo, deve essere data opportuna comunicazione entro i 30gg; dato ormai evidente l’invio di tutte le pratiche in supporto digitale come chiede la normativa, mi pare, che se si volesse fornire la documentazione richiesta, non ci siano grosse complessità.
E’ a mio avviso, opportuno che lo storico rimanga anche oltre i limiti di decadenza previsti dalla pratica stessa; l’informatica ci permette di immagazzinare una grossa mole di dati, quindi è un aiuto in tal senso. Anche se l’iter specifico della pratica ha un determinato tempo, lasciare lo storico garantisce comunque la possibilità di visione ai fini della “trasparenza totale”, per un eventuale accesso dei dati anche postumo.

Si chiede per quanto riguarda la richiesta di accesso del VicePresidente della Lupus in Fabula, di provvedere fin d’ora, ad evitare la sorveglianza sia del progettista che del funzionario e conseguentemente spostare la scadenza della data di accesso imposta.

Si chiede di avviare un procedimento di revisione del regolamento provinciale di accesso agli atti, anche in regime di autoutela, di potervi partecipare ai fini di fornire un contributo oggettivo a quella che viene definita trasparenza totale, di avere risposte in merito da inviare congiuntamente anche al Vicepresidente dell'associazione naturalistica.

Invio questa al Presidente Ricci, al segretario generale provinciale in quanto notaio e applicatore delle giuste normative, al direttore generale Domenicucci, all’assessore all’informatica Porto, al dirigente del servizio energia Cecchini Elisabetta.

Dal momento che più volte ho scritto in merito senza avere risposte, si veda la lettera aperta al Presidente Ricci, in allegato, si invia detta comunicazione anche al difensore civico regionale.

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Servizio Civile, nuovo bando della Provincia di Pesaro e Urbino
Post di Giovanni Gostoli del 28 settembre 2011 in informazioni utili (Sfogliato 551 volte)

Il 20 settembre 2011 è stato approvato dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile il Bando per la selezione di volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Nazionale nella Regione Marche.
Sono stati approvati 2 Progetti ("Diversamente Solidali" e "Biblioteche 2.0") presentati dalla Provincia di Pesaro e Urbino per l’impiego di 59 giovani volontari presso i Comuni aderenti all’iniziativa nei settori dell’assistenza ai disabili e nel settore biblioteche.
I ragazzi e le ragazze interessati a svolgere il Servizio Civile nell’ambito dei suddetti 2 Progetti devono far pervenire, a pena di esclusione, la domanda di ammissione, obbligatoriamente corredata dell'allegato 3 (redatta con le modalità e secondo il modello di cui al Bando dell’Ufficio Nazionale come integrato e specificato da questa Amministrazione) esclusivamente alla Provincia di Pesaro e Urbino – Viale Gramsci, 4 – 61121 Pesaro – entro e non oltre le ore 14.00 del 21 ottobre 2011.

Per le necessarie informazioni accedi alla home page del sito del servizio civile (clicca qui). Oppiure puoi accedere direttamente ai dettagli nella pagina del progetto (clicca qui).

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La Funzione pubblica Cgil di Pesaro e Urbino denuncia con forza il preoccupante stato dell’assetto occupazionale del servizio sanitario nella nostra provincia.
Post di Mino del 25 marzo 2011 in sanità (Sfogliato 798 volte)

Gli interventi della Regione sul contenimento dei costi del personale, attraverso lo strumento della limitazione del turn-over, hanno già creato e continueranno a creare, forti disagi, sia per il personale dipendente che inevitabilmente si vedrà aumentare il carico di lavoro sia per i cittadini che di conseguenza non potranno più contare sulla stessa qualità dei servizio fino ad oggi garantita. Nessun processo di riorganizzazione, tanto meno nessuna visione prospettica rispetto a ciò che la sanità pesarese dovrà diventare nei prossimi anni, è stato comunicata in maniera chiara  alle organizzazioni sindacali, tanto meno si riesce a comprendere la sua collocazione all’interno del futuro assetto del servizio sanitario regionale. Questa la situazione nelle zone della provincia: è stato chiuso un reparto della Rsa di Galantaraperché la Direzione Asur (zona territoriale 1) non procede alla piena sostituzione del personale il cui rapporto di lavoro è cessato. La stessa ha comunicato di dover procedere ad una nuova definizione dell’organizzazione del servizio del Dipartimento salute mentale e del Distretto che comporterà inevitabilmente un aumento dei carichi di lavoro per il personale.

Nella zona territoriale 2 di Urbino l’impossibilità di  assumere il personale nelle Residenze sanitarie assistite  e nelle Residenze protette di UrbaniaSant'Angelo in Vado e Macerata Feltria,  nasconde una  inopportuna riduzione di minuti di assistenza senza riconsiderare i piani di lavoro, con il risultato che un operatore deve governare 20 ospiti non autosufficienti. Per quanto riguarda la zona 3 di Fano con lo scorporo dell’Ospedale Santa Croce, si ritrova con una dotazione organica provvisoria ereditando carenze di personale assistenziale e tecnico ma soprattutto è ancora poco chiara la propria “mission” rispetto ai servizi che la zona vorrà e dovrà garantire.

Sull’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord riteniamo assolutamente anomalo che la stessa Regione provveda da subito a tagliare risorse ad una azienda appena costituita quando invece dovrebbe prevedere nuovi investimenti per agevolarne l’effettiva costituzione.  Ci sono, secondo noi, due importanti provvedimenti che l’attuale Direzione dovrebbe immediatamente affrontare per dare un senso a tutta l’operazione: in primo luogo determinare subito una dotazione organica che non sia solo la divisione numerica fatta nel 2010, ma sia il risultato di un’analisi approfondita dei servizi e dell’assistenza, intervenendo quindi  sulle attività che dall’unione dei due ospedali risultano doppie (ad esempio i  laboratori analisi). Quindi è importante decidere cosa fare a Fano e cosa fare a Pesaro, con quali risorse e personale. Chiediamo anche l’applicazione dell’accordo del 30/11/2010 che impone di definire entro la fine di marzo le committenze tra le due aziende, l’attribuzione dei posti vacanti e soprattutto l’assegnazione del personale amministrativo. Continuare oltre il 31 marzo con l’attuale situazione amministrativa significa rendere ingestibile il sistema.

Se la dimensione del taglio al Fondo sanitario regionale resterà invariata a nostro avviso non saranno più rinviabili scelte nella direzione della riorganizzazione del servizio sanitario regionale. Confidiamo ancora che la trattativa sindacale in corso possa produrre le risposte che lavoratori e cittadini si aspettano, ma, se così non sarà, la Fp Cgil si attiverà per mobilitare i lavoratori in una vertenza a carattere provinciale e regionale.

Segreteria Fp Cgil Pesaro Urbino

 

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Provincia Pesaro Urbino, firma a favore della green economy e contro il nucleare
Post di Giovanni Gostoli del 21 marzo 2011 in entroterra (Sfogliato 1132 volte)

Dopo l'incontro del 16 marzo scorso nella sala del consiglio provinciale, molti operatori del mondo delle rinnovabili e delle Associazioni di categoria hanno risposto all'appello del Presidente della Provincia, Matteo Ricci, sottoscrivendo un documento (che potrete trovare nel link allegato) già inviato al Ministro Romani. E' possibile aderire all'iniziativa e firmare il documento nei seguenti modi. Il primo su Facebook, cliccando "parteciperò" nella pagina dell'evento: http://www.facebook.com/event.php?eid=111969198883178; il secondo, inviando una e-mail all'indirizzo matteo.ricci@provincia.ps.it; oppure, terzo modo, recandovi personalmente presso le sedi decentrate della Provincia (URP di Viale Gramsci, 4 a Pesaro; sede di Urbino in Piazza della Repubblica, 3; sedi dei Job di Pesaro, Fano e Urbino; Punti Informa Lavoro di Cagli, Fossombrone, Macerata Feltria, Morciola di Colbordolo, Pergola, Urbania). L'iniziativa ha lo scopo di indurre il Ministero a superare il provvedimento adottato, che blocca lo sviluppo di uno dei pochi settori che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita nel Paese. Un grave danno economico ed un limite evidente allo sviluppo energetico da fonti rinnovabili. Scenario ancor più preoccupante considerando gli eventi che hanno di recente colpito il Giappone. Invitiamo tutti i cittadini dell'alto e medio Metauro ad aderire a questo appello.

Provincia Pesaro Urbino, firma a favore della green economy e contro il nucleare

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Piano Strategico Provincia 2020 - La Provincia incontra i cittadini (Tour dei Teatri 2010-11)
Post di Mino del 27 novembre 2010 in progetti (Sfogliato 1351 volte)

Il tour dei teatri 2010-2011 è iniziato da Sant'Angelo in Vado.

Numerosi interventi e una generale condivisione degli obiettivi illustrati dal Presidente della Provincia per far crescere una comunità sempre più caratterizzata da una elevata qualità della vita.

 

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Provincia 2020: Una comunità più felice
Post di Tommaso Gentili del 25 novembre 2010 in analisi socio-economiche (Sfogliato 695 volte)

Vi riporto un invito che mi hanno girato

 

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Nella nostra provincia un'attività su sette risulta condotta da titolari e soci stranieri
Post di CNA Urbino e Montefeltro del 19 novembre 2010 in analisi socio-economiche (Sfogliato 783 volte)

Rumeni, cinesi, albanesi e marocchini i più numerosi. Tante le difficoltà e i pregiudizi

Kebaberie, ristoranti etnici, negozi di abbigliamento. Ma anche imprese manifatturiere, di costruzioni, di servizio e di autotrasporto. Gli imprenditori stranieri, nonostante il periodo di crisi, non frenano le loro ambizioni manageriali in provincia di Pesaro e Urbino dove al terzo trimestre 2010 si contano ormai quasi 5mila imprese (esattamente 4.993), i cui titolari risultano non italiani. Il numero di aziende con a capo immigrati incrementa in termini tendenziali, dal III trimestre 2009 al III trimestre 2010, del 4% in provincia di Pesaro Urbino. Ma se consideriamo il totale degli imprenditori iscritti (dato comprensivo di titolari e soci), risulta che su 67.662 soggetti almeno il 7,4% è straniero.

L’imprenditoria etnica pesarese, secondo i dati della Camera di Commercio elaborati dal Centro studi della CNA delle Marche, risulta essere caratterizzata soprattutto dalle attività nel settore delle costruzioni e dell’edilizia: 1.266 attività pari al 13,3 del totale (9.485). Seguono le attività del commercio che contano ben 1.353 attività pari al 9,8% del totale (13.855). Nelle attività della ristorazione (kebaberie, ristoranti giapponesi, cinesi, indiani, pizzerie, etc.), le attività condotte da stranieri sono quasi 400, pari all’8,1% del totale (4.874). In quarta posizione si trovano i trasporti con 147 imprese, il 7,4%  del totale (1.975). In netta ascesa anche il settore della manifattura con 665 imprese che rappresentano il 5,7% del totale (11.706). Una vera e propria esplosione la si registra invece nel settore del noleggio viaggi con 90 attività che su 1.059 imprese rappresentano l’8,5% del totale.

Scorporando i dati scopriamo poi che i comunitari (comprendendo anche quelli dell’Est, sono 1.531 contro 3.462 di provenienza extracomunitaria). Cinesi, rumeni, albanesi e marocchini sono le nazionalità che spiccano maggiormente tra gli imprenditori stranieri, costituendo quasi il 42% del totale delle imprese con a capo un immigrato. Si tratta quasi esclusivamente di ditte individuali, per il 50,2% artigiane, dove la presenza femminile è tutt'altro che irrilevante.

Si tratta di persone sempre più integrate nel territorio che contribuiscono al sistema paese e che ormai rappresentano un pezzo del nostro tessuto imprenditoriale. Non prenderne atto sarebbe miope e quanto mai sbagliato. Nella maggior parte dei casi si tratta infatti di attività pienamente regolari che danno lavoro anche ai nostri connazionali e che producono benessere e ricchezza. 

Per questo il segretario della CNA di Pesaro e Urbino, Camilla Fabbri, chiede di promuovere politiche di integrazione.

Anche in questa provincia le attività a conduzione straniera sono una realtà. Chiudere gli occhi o trincerarsi dietro ad anacronistici pregiudizi non aiuta nessuno, tantomeno la nostra economia 

 

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Le imprese, “riqualificare l’offerta scolastica per salvare l’economia della provincia”
Post di CNA Urbino e Montefeltro del 12 novembre 2010 in formazione (Sfogliato 640 volte)

 Per la CNA anche il recente dibattito sull’Itis di Urbino impone una riflessione sui temi della formazione

In un momento di grave difficoltà per la nostra economia, CNA di Pesaro e Urbino ritiene gravissimi i tagli all’istruzione ed in particolare quelli destinati alla ricerca e alla formazione. Questo territorio si è sempre distinto negli anni non solo per avere una imprenditorialità diffusa ma anche per aver avviato coraggiosi processi di formazione e ricerca ed aver qualificato molti giovani anche dopo il normale percorso scolastico.

“Per questo - dice il presidente provinciale e vicepresidente nazionale della CNA, Giorgio Aguzzi - riteniamo che si debba fortemente riqualificare l’offerta scolastica in provincia di Pesaro e Urbino. Anche il recente dibattito relativo all’Itis di Urbino pone semmai come esigenza prioritaria quella di riposizionare offerta e specializzazioni scolastiche senza penalizzare i territori ma offrendo loro migliori opportunità ed occasioni per una più razionale fruizione da parte degli studenti. In questo senso non ci interessano le lotte di campanile ma una riqualificazione vera dell’istruzione in base alle relative specializzazioni”.

“Il mondo della piccola e media impresa - puntualizza il presidente della CNA di Urbino, Lorenzo Santi - è fortemente interessato al settore dell’istruzione, della formazione e della specializzazione. Oggi sappiamo con certezza che le nostre imprese, possono vincere la crisi solo grazie all’innovazione, alla ricerca, all’applicazione di nuovi processi produttivi. Per questo guardiamo al mondo della scuola con grande interesse. Vi sono molte realtà in provincia di Pesaro e Urbino, che offrono percorsi formativi utili a trovare giuste applicazioni nel mondo del lavoro. Crediamo che invece di smantellare o ridurre, sia questo il momento invece di investire fortemente nel campo della scuola. Un Paese che non sa guardare al proprio futuro ed a quello dei suoi figli, è un Paese che non ha speranze.  Crediamo che la riduzione delle risorse pubbliche alla scuola, operate dal ministro Gelmini e da questo Governo, vada esattamente nella direzione opposta a questa. E non solo per un fatto meramente di bilancio, ma per una scelta culturale ben precisa, che in questi anni ha teso a ridurre fortemente in questo Paese le risorse destinate alla scuola, alla ricerca, all’innovazione, alla cultura. Anche i tagli del 50% alle borse di studio agli studenti meritevoli dell’Università di Urbino, da 1.600 ad 800, sono indicativi di tale volontà e finiscono per penalizzare ulteriormente l’offerta educativa della nostra provincia. Un taglio che limiterà l’accesso all’istruzione universitaria a quella parte di studenti  meno abbienti”.

Secondo la CNA infine : “E’ importante che si possa creare all’Itis di Urbino, come già è avvenuto in altre realtà regionali, un percorso formativo e di specializzazione analogo a quello degli ITS  (Istituti Tecnico Superiori), in modo tale che si possa facilitare una proficua integrazione tra scuola e mondo del lavoro tale da facilitare l’innovazione e il trasferimento tecnologico verso le imprese del territorio”.

“Per queste ragioni - conclude la CNA - riteniamo che anche a livello provinciale si debba tornare ad investire in questo settore, cercando di razionalizzare al meglio risorse ed offerta e cercando di valorizzare e tutelare le realtà esistenti”. 

 

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Riaprono tre cave nella nostra Provincia
Post di Peppe Dini del 29 settembre 2010 in ecologia (Sfogliato 1330 volte)

Dalle pagine locali, un intervento di Italia Nostra sulla riapertura di tre cave nella nostra Provincia, grazie alla recente variante al Piano cave.

Peppe Dini

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I nuovi collegi elettorali della provincia
Post di Tommaso Gentili del 21 settembre 2010 in Politica (Sfogliato 947 volte)

 Vi ricordate l'anno scorso quando in molti si lamentavano della strana composizione dei collegi uninominali nella provincia di Pesaro e Urbino? Comuni che tra di loro non c'entravano niente e che, fra le altre cose, erano molto distanti. Adesso i collegi sono stati ricomposti. Poi magari dopo il censimento del 2011 cambieranno, ma intanto dategli un'occhiata:

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/18/00120_DPR_11_02_2010.pdf

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Incontro pubblico con Marche Multiservizi ed il presidente della provincia di Pesaro e Urbino. S. Angelo in Vado 21 settembre 2010
Post di Richez del 16 settembre 2010 in appuntamenti (Sfogliato 1292 volte)

Nell’ambito della campagna di comunicazione sulla raccolta differenziata la Provincia di Pesaro e Urbino e Marche Multiservizi organizzano un incontro
con tutta la cittadinanza.
Al termine dell’incontro gli animatori di Show Village coinvolgeranno grandi e piccini in un simpatico gioco/spettacolo a premi, per divertirsi insieme facendo la raccolta differenziata e rispettando l’ambiente.

martedì 21 settembre 2010 ore 21.00, SANT'ANGELO IN VADO
c/o Chiesa di S. Caterina d’Alessandria, Piazza Umberto I
 

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Prelievi di acqua pubblica in Provincia
Post di Peppe Dini del 31 agosto 2010 in appuntamenti (Sfogliato 939 volte)

Solo ieri ho avuto questa informazione . La inserisco qui nella speranza che qualcuno ci possa essere.

Peppe Dini

il Dirigente del Servizio Suolo - Attività estrattive - Acque Pubbliche - Servizi Pubblici Locali,
della Provincia di Pesaro - Urbino

L'INCONTRO SI TERRA' MARTEDI' 31 AGOSTO 2010
alle ore 16.30

PRESSO

i locali dell'Amministrazione Provinciale (sala dei Gruppi Consiliari "G. Angelini"),
All'incontro saranno presenti anche gli Assessori provinciali
Renato Claudio Minardi e Massimo Galuzzi.


il Dirigente del Servizio
4.2. Suolo - Attività estrattive - Acque Pubbliche - Servizi Pubblici
Locali, ha convocato un apposito incontro per il giorno 31 agosto alle ore
16.30 presso i locali dell'Amministrazione Provinciale (sala dei Gruppi
Consiliari "G. Angelini"), per discutere la tematica relativa alle denunce
di regolarizzazione dei prelievi di acqua pubblica. All'incontro saranno
presenti anche gli Assessori provinciali Renato Claudio Minardi e Massimo
Galuzzi.


PROVINCIA DI PESARO E URBINO
Servizio 4.2. Suolo, Attività estrattive, Acque Pubbliche, Servizi Pubblici Locali
Dr. Agr. Fabrizio Furlani
Via Gramsci, 7 - Pesaro
tel. 0721/359716 - fax 0721/31623

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