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Sei qui: Home BLOG / Risultati ricerca "pubblica"La partecipazione del cittadino alla pubblica amministrazione, mediante i nuovi mezzi telematiciPost di Peppe Dini del 26 luglio 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 493 volte)La partecipazione del cittadino alla pubblica amministrazione, mediante i nuovi mezzi telematici
Lunedì 23 luglio ho partecipato ad Urbania ad un incontro promosso dall'associazione “Idee in Comune”. Il titolo mi ha solleticato “La partecipazione del cittadino alla pubblica amministrazione, mediante i nuovi mezzi telematici”. Finalmente si parla nel territorio di uso del computer a servizio del cittadino e della trasparenza delle amministrazioni.
Una serie di interventi hanno presentato direttamente, quanto sta accadendo in questo senso ad Urbania, ovviamente visto dal punto di osservazione della minoranza, ma con molta obiettività. Fra l'altro è stato riconosciuto ad Urbania, il primo comune ad aver pubblicato le analisi delle proprie acque potabili, per merito dell'assessore Giulio Venturi e della trasparenza delle sedute del consiglio comunale tramite streaming tv. Pur essendo sollevati alcuni problemi di privacy, era presente anche il presidente del consiglio comunale di Urbania, va detto che una serie di decisioni emesse in merito dalla apposita commissione sulla L. 241/90 istituita presso la Presidenza del Consiglio, sono propense per una liberalizzazione delle riprese. Va ricordato che tutti i consiglieri e funzionari sono pubblici ufficiali alle prese con un pubblico servizio, fra l'altro aperto al pubblico e quindi proprio grazie alla trasparenza, devono poter essere effettuate video riprese, per niente negabili se alla videocamera c'è poi un giornalista.
Particolarmente interessanti due proposte finali.
C'é la possibilità di seguire l'attività delle Camere, attraverso i nostri eletti, deputati o senatori, conoscere la loro attività e presenza, adottarne qualcuno ed in particolare seguirlo in tutta la sua attività parlamentare e metterlo a confronto con altri. Per chi vuole informarsi metto qui il link: www.openpolis.it .
L'altra è una applicazione gratuita per i nostri comuni, attraverso la quale i cittadini possono inviare segnalazioni diverse. Se poi si usa un cellulare di ultima generazione, oltre che inviare la foto, verranno spedite anche le coordinate Gps per rendere più rintracciabile quanto evidenziato dal cittadino, fino alla risoluzione: www.decorourbano.org
Invito quindi i politi amministratori che qui scrivono e leggono, ad adottare questa forma di rapporto con il cittadino.
Che dire della trasparenza nelle amministrazioni pubbliche? Nel mio intervento ho sottolineato che molti enti a proposito delle determine, che sono quei documenti espressi direttamente dai dirigenti, esse devono essere inserite per esteso, direttamente all'albo pretorio on line e non come fatto finora in una semplice elencazione. A confermarlo il recente decreto legge promosso dal Governo Monti il 29 giugno 2012 “sulle misure urgenti per la crescita del Paese” (art.18).
A proposito di posta elettronica certificata PEC, a dicembre 2011, 9 comuni non l'avevano ancora messa sul sito, pur essendo presenti nell'elenco della Prefettura. A marzo 2012, Sassocorvaro e San Lorenzo in Campo, non l'avevano pubblicata ed il dirigente da me contattato su come tenesse i contatti con i cittadini, sosteneva, “C'è proprio bisogno della Pec? I cittadini comunicano ugualmente con me”
Anche l'accesso all'albo pretorio deve essere “facilitato”, non complicato. Anzi finora, nessuno ha pensato per esempio, a garantire l'accesso ai diversamente abili. Eppure per trovare la scritta “albo pretorio online” spesso occorre perdersi in un elenco di parole dal carattere veramente minuscolo. Inoltre nei comuni come Cagli e Cantiano per accederci occorre registrarsi: bella semplificazione vero?
Acqualagna ad esempio pubblica correttamente tutte le conferenze dei servizi svolte nei progetti sul proprio territorio, anche se questi sono per legge, effettuati da altri enti, quali la provincia, la regione o il Suap (Sportello unico attività produttive); così dovrebbero fare tutti gli altri comuni. Va elogiato in questo senso, ma se poi si entra nella documentazione, essa è tutta criptata con la cosi detta firma digitale; tutti i documenti la riportano, anche le ordinanze. A dire la verità il sito mette a disposizione il programma per la decifratura, ma diciamolo non è questa semplificazione, ma complicazione.

Sono andato nel sito di Borgo Pace per verificare la realizzazione di un lago, di cui la stampa locale aveva dato notizia. L'albo pretorio non riporta nulla, così come non è riportato niente nel sito della Comunità montana di Urbania. Una maniera per sbugiardare i politici bisognosi delle pagine dei giornali.
Il comune di Montefelcino, soggetto nel suo territorio, alla realizzazione di un impianto di biogas dalla fermentazione di colture, ha giustamente pubblicato come chiede il Testo Unico Ambientale tutta la documentazione inerente il progetto, seppure soggetto ad autorizzazione unica regionale.
Tutti i comuni dovrebbero pubblicare l'abbattimento di piante protette; così chiede la legge regionale; eppure il comune di Cartoceto, prima le ha abbattute, poi ha pubblicato la determina urgente di abbattimento.
Dei 60 comuni della nostra provincia per i propri siti web, vengono usate due piattaforme diverse, ma non tutti hanno lo storico attivo (vedete il comune di Sant'Angelo in Vado); è pur vero che la pubblicazione legale di alcuni procedimenti ha un tempo ben determinato, ma al fine di garantire l'accesso ai dati comunque richiedibili a distanza, è necessario che almeno i primi documenti di richiesta, rimangano accessibili attraverso lo storico; fra l'altro è una della tante possibilità dell'elettronica da oggi. Effimere le richieste di non effettuarlo, per mantenere il diritto all'oblio, che nei documenti rappresenta una percentuale millesimale. La trasparenza è comunque sempre prioritaria.
Nella Provincia le stesse VIA (valutazione impatto ambientale) vengono inserite all'albo solo con la domanda del committente. Da qui un link di rinvio manda al sito del settore urbanistica dove andare di nuovo a cercare la documentazione espressa tutta in dettaglio e va bene quando non è compressa. Andate a vedere l'eolico da 200 kw sul comune di Cantiano, per rendervi conto.
Per le determine vale quanto detto, mentre la provincia non pubblica le date delle conferenze dei servizi al fine di potervi partecipare in qualità di portatori di interesse diretto, diffuso e collettivo. Ho avuto recentemente con l'ente, un copioso epistolario, ma nessuno mi ha mai risposto, neanche dopo la mia formale diffida, nemmeno la nuova segretaria generale, che a suo tempo si espresse con una comunicazione a tutti i consiglieri, sostenendo di fare richieste che siano nei termini, dato che gli uffici devono essere a disposizione dei cittadini. Il documento lo trovate su questo sito.
Anche il Gabinetto del Prefetto, non risponde alle mie richieste di poter avere un colloquio personale con il Prefetto; è pur vero che gli stessi uffici rispondono alla richiesta di incontro con le associazioni ambientali, il 10 luglio per l'11 e attraverso gli indirizzi regionali; anche questa una bella maniera per garantire la partecipazione?
Veniamo infine alla regione. Il difensore civico regionale per due volte ha scritto, che occorre pubblicare le date delle conferenze dei servizi al fine di farvi partecipare anche con le sole osservazioni, i vari portatori di interesse. Nessuna risposta dalla segreteria generale, né dai singoli uffici. Eppure i recenti progetti di impianti di biogas hanno messo in evidenza problemi di accesso e di partecipazione. C'è chi sta pensando di chiedere l'applicazione, nei confronti di quei dirigenti inadempienti, di quanto esprime la L. 241/90: la mancata trasparenza “costituisce un elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale”. Fra l'altro nel procedimento relativo alla centrale idroelettrica di Sant'Angelo in Vado, l'ente pubblico, qualora incontra portatori di interesse o altri interessati è obbligato a dare le giuste comunicazioni: nelle tavole di progetto sono riportate le particelle catastali interessate con i relativi proprietari, che hanno saputo della realizzazione solo al momento della lettera di esproprio. Anche questa è partecipazione?
In conclusione, ancora occorre un notevole cammino sulla partecipazione, accesso agli atti e giustizia ambientale (convenzione di Aarhus), ma spetta proprio a noi cittadini , chiederla e sorvegliare enti, amministratori, dirigenti, nonché i gestori privati dei servizi pubblici, per la giusta applicazione delle leggi in merito.
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Le inchieste di Repubblica: le scorie nucleariPost di Peppe Dini del 12 luglio 2011 in energia (Sfogliato 1156 volte)Un completo dossier di REPUBBLICA, sulle scorie nucleari che viaggiano nei treni, smantellamento (parziale) di Trino Vercellese ed altro. Serve a capire maggiormente le problematiche collegate. Peppe Dini
Ecco qui il link
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/07/12/news/nuclear_express-18914442/?ref=HRER2-1
Il treno che dall'Italia parte verso il nord della Francia

La sala di comando della centrale nucleare di Trino Vercellese

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2 GIUGNO IN URBANIA. Festa della Repubblica. Discutiamo di costituzione (il 30) e ricordiamo Cantucci. Per 19 anni Sindaco di Urbania.Post di Giuseppe Lucarini del 27 maggio 2011 in appuntamenti (Sfogliato 909 volte)
Ogni ricorrenza cerchiamo di trasformarla in un'occasione per riflettere. Questa volta sulla Costituzione. La nostra carte fondamentale. (lunedì 30)
Ma anche per ricordare uno dei personaggi che hanno rappresentato la politica aministrativa del dopoguerra. Quando la
politica era la politica. Vissuta con impegno, profonda convinzione passione e ... rispetto per gli avversari.
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La Funzione pubblica Cgil di Pesaro e Urbino denuncia con forza il preoccupante stato dell’assetto occupazionale del servizio sanitario nella nostra provincia.Post di Mino del 25 marzo 2011 in sanità (Sfogliato 777 volte)
Gli interventi della Regione sul contenimento dei costi del personale, attraverso lo strumento della limitazione del turn-over, hanno già creato e continueranno a creare, forti disagi, sia per il personale dipendente che inevitabilmente si vedrà aumentare il carico di lavoro sia per i cittadini che di conseguenza non potranno più contare sulla stessa qualità dei servizio fino ad oggi garantita. Nessun processo di riorganizzazione, tanto meno nessuna visione prospettica rispetto a ciò che la sanità pesarese dovrà diventare nei prossimi anni, è stato comunicata in maniera chiara alle organizzazioni sindacali, tanto meno si riesce a comprendere la sua collocazione all’interno del futuro assetto del servizio sanitario regionale. Questa la situazione nelle zone della provincia: è stato chiuso un reparto della Rsa di Galantaraperché la Direzione Asur (zona territoriale 1) non procede alla piena sostituzione del personale il cui rapporto di lavoro è cessato. La stessa ha comunicato di dover procedere ad una nuova definizione dell’organizzazione del servizio del Dipartimento salute mentale e del Distretto che comporterà inevitabilmente un aumento dei carichi di lavoro per il personale.
Nella zona territoriale 2 di Urbino l’impossibilità di assumere il personale nelle Residenze sanitarie assistite e nelle Residenze protette di Urbania, Sant'Angelo in Vado e Macerata Feltria, nasconde una inopportuna riduzione di minuti di assistenza senza riconsiderare i piani di lavoro, con il risultato che un operatore deve governare 20 ospiti non autosufficienti. Per quanto riguarda la zona 3 di Fano con lo scorporo dell’Ospedale Santa Croce, si ritrova con una dotazione organica provvisoria ereditando carenze di personale assistenziale e tecnico ma soprattutto è ancora poco chiara la propria “mission” rispetto ai servizi che la zona vorrà e dovrà garantire.
Sull’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord riteniamo assolutamente anomalo che la stessa Regione provveda da subito a tagliare risorse ad una azienda appena costituita quando invece dovrebbe prevedere nuovi investimenti per agevolarne l’effettiva costituzione. Ci sono, secondo noi, due importanti provvedimenti che l’attuale Direzione dovrebbe immediatamente affrontare per dare un senso a tutta l’operazione: in primo luogo determinare subito una dotazione organica che non sia solo la divisione numerica fatta nel 2010, ma sia il risultato di un’analisi approfondita dei servizi e dell’assistenza, intervenendo quindi sulle attività che dall’unione dei due ospedali risultano doppie (ad esempio i laboratori analisi). Quindi è importante decidere cosa fare a Fano e cosa fare a Pesaro, con quali risorse e personale. Chiediamo anche l’applicazione dell’accordo del 30/11/2010 che impone di definire entro la fine di marzo le committenze tra le due aziende, l’attribuzione dei posti vacanti e soprattutto l’assegnazione del personale amministrativo. Continuare oltre il 31 marzo con l’attuale situazione amministrativa significa rendere ingestibile il sistema.
Se la dimensione del taglio al Fondo sanitario regionale resterà invariata a nostro avviso non saranno più rinviabili scelte nella direzione della riorganizzazione del servizio sanitario regionale. Confidiamo ancora che la trattativa sindacale in corso possa produrre le risposte che lavoratori e cittadini si aspettano, ma, se così non sarà, la Fp Cgil si attiverà per mobilitare i lavoratori in una vertenza a carattere provinciale e regionale.
Segreteria Fp Cgil Pesaro Urbino
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Prelievi di acqua pubblica in ProvinciaPost di Peppe Dini del 31 agosto 2010 in appuntamenti (Sfogliato 923 volte)Solo ieri ho avuto questa informazione . La inserisco qui nella speranza che qualcuno ci possa essere.
Peppe Dini
il Dirigente del Servizio Suolo - Attività estrattive - Acque Pubbliche - Servizi Pubblici Locali,
della Provincia di Pesaro - Urbino
L'INCONTRO SI TERRA' MARTEDI' 31 AGOSTO 2010
alle ore 16.30
PRESSO
i locali dell'Amministrazione Provinciale (sala dei Gruppi Consiliari "G. Angelini"),
All'incontro saranno presenti anche gli Assessori provinciali
Renato Claudio Minardi e Massimo Galuzzi.
il Dirigente del Servizio
4.2. Suolo - Attività estrattive - Acque Pubbliche - Servizi Pubblici
Locali, ha convocato un apposito incontro per il giorno 31 agosto alle ore
16.30 presso i locali dell'Amministrazione Provinciale (sala dei Gruppi
Consiliari "G. Angelini"), per discutere la tematica relativa alle denunce
di regolarizzazione dei prelievi di acqua pubblica. All'incontro saranno
presenti anche gli Assessori provinciali Renato Claudio Minardi e Massimo
Galuzzi.
PROVINCIA DI PESARO E URBINO
Servizio 4.2. Suolo, Attività estrattive, Acque Pubbliche, Servizi Pubblici Locali
Dr. Agr. Fabrizio Furlani
Via Gramsci, 7 - Pesaro
tel. 0721/359716 - fax 0721/31623
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Un prof. cattolico nella scuola pubblicaPost di Peppe Dini del 26 agosto 2010 in scuola (Sfogliato 934 volte)Sempre più spesso il settimanale diocesano "Il Nuovo Amico" sostiene nelle sue pagine la scuola privata come scelta particolare dei genitori verso i loro figli. Ciò non solo è una forma di segregazione dalla società in cui viviamo, ma mette in difficoltà gli stessi docenti credenti che lavorano nella scuola pubblica. Per questo ho risposto alla redazione di Pesaro che commentava una lettera di un genitore preoccupato. Ovviamente la settimana successiva si parlava di scuola famigliare , ma del mio scritto, nessuna traccia. Inserisco qui tutti gli interventi per aprire una riflessione in merito.
Pagina Aperta Lettere, Interventi, Testimonianze
11 luglio 2010 IL NUOVO AMICO
Un cattolico e le scuole cattoliche
Sono un cattolico di 39 anni, sposato con 2 figli. I miei bambini frequentano da qualche anno 2 diverse scuole private cattoliche. Io e mia moglie abbiamo scelto queste scuole sia per la vicinanza al luogo dove abitiamo, sia perché riteniamo che i valori CRISTIANI siano fondamentali per i nostri figli.
Fino ad ora posso affermare di essere soddisfatto di queste scuole, i miei figli stanno ricevendo tanto, dal punto di vista didattico/educativo.
Ora il problema è che si avvicinano scelte importanti: fra un anno il mio secondo figlio inizierà le elementari; fra 2 anni la mia prima figlia andrà alle medie. Penso che la scelta di una scuola sia importante, perché è l’ambiente dove i
nostri figli trascorrono la maggior parte del loro tempo, dove si formano come persone, dove cresce la loro capacità di affrontare il mondo. E’ per questo che mi capita spesso di parlare con quelli che dentro la scuola ci lavorano, e ogni volta apprendo che la scuola pubblica si sta impoverendo, che i tagli imposti dall’alto si ripercuotono pesantemente sulla vita degli studenti, e ogni volta provo un senso di sconforto, perché non investire, anzi tagliare, sulla
scuola significa tagliare sul futuro della nostra società. A questo punto la tentazione di continuare a mandare i miei figli nelle scuole private cattoliche è molto forte, ma mi sorge un DUBBIO: è giusto che noi cattolici ci ISOLIAMO dal resto della società facendo andare i nostri figli nelle scuole private cattoliche (che non sono alla portata di tutti, ma solo delle famiglie benestanti), ignorando quello che succede nelle scuole pubbliche? Possiamo ignorare che la maggior parte delle famiglie non può permettersi di mandare i propri figli nelle scuole private e deve per forza accontentarsi
di quelle pubbliche, che stanno andando allo sfacelo?
In tutto questo, che insegnamento ci dà il Vangelo? Che siamo tutti figli di Dio, fatti a Sua immagine e somiglianza … e quindi perché i bambini non dovrebbero avere TUTTI il diritto ad un’istruzione adeguata, indipendentemente dal loro ceto sociale, dal loro appartenere o meno a una famiglia benestante?
E’ ora che noi cattolici usciamo dalla comodità dei “salotti buoni” delle scuole private e indossiamo l’elmetto, per
affrontare la giusta battaglia a favore della istruzione pubblica, che in questo momento è in grave pericolo.
Gilberto Ugolini
Gent.mo sig. Ugolini, la scuola libera, cattolica o meno, esercita una funzione di supplenza nei riguardi della scuola statale (alleggerendone i costi) ed impone una utile concorrenza. I genitori della scuola libera sono eroici, dal punto di vista contributivo, infatti pagano le tasse come tutti ed in più la retta scolastica della loro scuola. Per questo motivo non ci “isoliamo dal resto della società” e le scuole private non sono un “salotto buono” ma luoghi dove ci si impegna, si lavora e si studia per avere una miglior preparazione a beneficio di quella società che lei cita.
Possiamo anche essere d’accordo sul fatto di “indossare l’elmetto ed affrontare la giusta battaglia” ma se permette cerchiamo di farlo noi adulti e lasciamo tranquilli i bambini in un ambiente sicuro e protetto. Ci permetta invece di dissentire dal fatto che i tagli, pur dolorosi in alcuni casi, portino la scuola statale allo sfacelo. Questo fa parte di una certa propaganda sindacale che cura interessi non sempre limpidi.
Per la redazione di Pesaro
Alvaro Coli
Un prof. cattolico nella scuola pubblica.
Carissimo Alvaro rispondo al tuo intervento sulla scuola. Ci conosciamo sia come colleghi di disciplina, che di sindacato e quindi permettimi una certa franchezza. Non pensi che tutto questo inneggiare alla scuola privata metta in difficoltà i colleghi credenti, che nella scuola pubblica svolgono degnamente la loro professione? Fra l’altro rappresentano una bella maggioranza o no? La scuola pubblica intanto raggiunge tutti quei luoghi remoti dove la scuola privata non va, essendo questa il più delle volte riservata a pochi. Non è così vero che nella scuola pubblica non si faccia vera educazione: basta leggere i contenuti dello stesso premio giornalistico che la vostra testata propone a tutti gli istituti. Inoltre in questi anni di lavoro ho incontrato colleghi “laici” che mi hanno arricchito, difeso, sostenuto, con una solidarietà disinteressata, degna di un vero credente. Conosco direttamente colleghi invece, provenienti dalle scuole paritarie anche cattoliche, dove sono stati sfruttati, mal pagati, assunti con contratti capestro, quando c’erano.
Ora credo che tutto questo insistere sulle scuole cattoliche, non faccia altro che crescere quel fondamentalismo esacerbato, oggi poco opportuno, proposto da alcune aree cattoliche: eppure la regola evangelica annuncia “Vi ho fatto agnelli in mezzo ai lupi” per crescere prima interiormente ed poi essere più vicini alle problematiche di tutti, non alle nostre.
La conclusione poi, spero sia solo legata alla tua assenza dalla scuola ormai da diverso tempo. E’ evidente che i tagli di scure che colpiscono l’istruzione, non permettono più, ad esempio il tempo prolungato nella Primaria, per la prima e seconda classe: leggi i dati del nostro sindacato o se vuoi essere più distaccato i dati delle riviste specializzate. Tutte le scuole sono a credito di cassa dal ministero, almeno da tre anni e per il prossimo, non ci saranno i finanziamenti per coprire i progetti, le attività funzionali, le supplenze temporanee. Per ultimo la manovra economica, colpisce gli insegnanti col blocco degli stipendi per tre anni, arrivando a gravare complessivamente fino all’11 % (dati Tuttoscuola), più elevata di quella operata agli alti dirigenti, mentre la casta politica si autoprotegge e tesse trame anche con parte della struttura ecclesiastica.
Giuseppe Dini
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Il cittadino e l'acqua Lete, ovvero:…ma siccome parliamo di Pubblica Amministrazione 2.Post di Liam del 22 febbraio 2010 in entroterra (Sfogliato 4060 volte)è passato circa un mese dalla frana che ha bloccato Bocca Trabaria, un mese durante il quale l'alta Valmetauro è rimasta sostanzialmente incomunicata con le valli limitrofe, e con Umbria e Toscana.
All'intervento postato ai primi di Gennaio si sono interessate più di 700 persone, alcune delle quali sono anche intervenute in prima persona.
Si chiedeva, in quel post, a chi fare riferimento per i risultati raggiunti nella manutenzione delle infrastrutture viarie, se fosse possibile conoscere i dipartimenti responsabili, i referenti politici. Attenzione, scopo di quell'intervento non era pretendere l'esecuzione dei lavori ma la richiesta di spiegazioni, l'assunzione delle responsabilità oggettive. Nello stesso periodo un altro cittadino di S.Angelo in Vado ha espresso più o meno le stesse perplessità e posto le stesse domande, auspicando tra l'altro un intervento da parte della regione in una lettera aperta a un quotidiano locale
Come molti avevano (facilmente) pronosticato a tutt'oggi nessuno dei responsabili ha ritenuto necessario rispondere. Dei quasi 20 interventi postati nessuno descriveva esattamente i compiti e le responsabilità rispetto alle strade che supportano le comunicazioni nell'alta Valmetauro.
Di più, nessuno dei politici dei comuni prettamente interessati, né in maggioranza, né in opposizione ha ritenuto opportuno esprimersi su queste problematiche, eppure, non sono costoro la prima voce della cittadinanza?
“C'è nesssuuuuuuuuuuuunoooo?” Chiedeva la particella di sodio in acqua Lete nel famoso spot: il parallelismo con il cittadino comune è interessante.

Comunque,
Gentili ha abbozzato una prima divisione dei compiti individuando L'Anas per ponte e Bocca Trabaria e la Provincia per Piobbichese e Apecchiese, ma senza andare a definire responsabili e personaggi.
Ringrazio i sig. Lucarini e Bellocchi che sono intervenuti e rinnovo loro la richiesta di una cortesia: potreste definire correttamente gli organigrammi e i compiti passati e presenti?
Siamo ancora in attesa di Tagliolini, che si è offerto per proporci informazioni più dettagliate, anche riguardo a eventuali stanziamenti messi in atto dalla provincia. Spero vivamente possa darceli al più resto delineando l'effettiva portata dei finanziamenti sul totale dell'opera per rendere comprensibile lo sforzo fatto o non fatto.
Anche il sig. Galuzzi, assessore in Provincia con deleghe a opere pubbliche e viabilità, ha postato un intervento che descrive brevemente "l'attività di pressione" svolta dalla provincia nei confronti dell'Anas e questo ci fa ben sperare visto che, se ha il tempo per occuparsi delle strade dell'Anas, avrà sicuramente sotto controllo la situazione delle "sue" strade provinciali e i relativi interventi da fare. Sarebbe perciò gradito che, nei limiti del possibile, potesse trovare qualche secondo per esprimersi brevemente anche su questo tema. So che è al suo lavoro da relativamente poco e quindi non posso che fargli un grosso in bocca al lupo per il lavoro che lo aspetta.
Dai commenti postati nell'intervento precedente sembra che la causa principe sia una supposta mancanza di finanziamenti, dico supposta perché più voci si sono levate per negare questa situazione. Ma anche prendendola per buona non si può far altro che registrare una volta ancora la distanza dalla realtà della politica, abituata a considerare il denaro come qualcosa di dovuto, direi quasi in senso ontologico.
I soldi se non ci sono si vanno a cercare.
Questo semplice concetto, che è di stringente attualità per il comune cittadino, pare non sia così chiaro a una certa classe politica, capace di vantarsi per la capacità di spesa in certi settori (invece della qualità del servizio effettivamente raggiunto con tale spesa), ma incapace di adoperarsi per ottenere ulteriori occasioni di sviluppo per l'entroterra.
Per il momento non posso far altro che registrare il dato di fatto: le infrastrutture citate languono nello stesso stato di circa un mese fa, …ma siccome parliamo di Pubblica Amministrazione questa situazione ci appare naturale. Si dirà: "in fondo ci vuole tempo". "Gli interventi non si fanno così su due piedi". "Ci vogliono discussioni, assemblee, riunioni, collegi, aiuti". "E' normale che i lavori pubblici richiedano mesi se non anni".
Beh, a tutti quelli che leggono questo post vorrei dire che NON E' NORMALE, che non è così in tutto il mondo, che i lavori pubblici non vanno a rilento per legge divina, che in altri paesi o in altre regioni non si lascia deperire così il patrimonio pubblico, che la regola è passare dalle parole ai fatti, che mentre il nostro entroterra viene colpevolmente lasciato solo, impantanato, fermo, altri territori corrono e guardano avanti.
Proprio oggi è uscito sul Il Sole24ore un rapporto sul reddito procapite dei capoluoghi di provincia. Urbino al 99 posto su 119. C’è di che riflettere.

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Un referendum per l’acqua pubblicaPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 04 febbraio 2010 in Attualità (Sfogliato 1418 volte) L' approvazione dell'articolo 15 del Decreto Ronchi, lungi dal chiudere i giochi sulla privatizzazione dell'acqua, ha messo in moto una più ampia e determinata mobilitazione, che coinvolge non solo le organizzazioni da anni impegnate per la completa ripubblicizzazione di questo fondamentale bene comune, ma anche decine di amministrazioni che hanno approvato modifiche agli statuti comunali per sottrarsi agli effetti della norma contestata.
Si è costituito il coordinamento nazionale degli enti locali per l'acqua pubblica che farà parte del vastissimo schieramento di associazioni, sindacati, movimenti che, col sostegno di quasi tutti i partiti dell'opposizione, inizierà in aprile la campagna di raccolta delle firme per sostenere i tre quesiti del referendum abrogativo.
Alle cittadine e ai cittadini verrà chiesto di esprimersi con un sì per affermare che l'acqua è un diritto umano universale, su cui non si possono fare profitti e la cui gestione va riportata in mani pubbliche. La campagna si chiuderà a metà luglio, in modo che ci siano i tempi tecnici per andare al voto nella primavera del 2011.
Intanto il 20 marzo, promossa dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua, si terrà a Roma una manifestazione nazionale in difesa dei tanti beni comuni sociali e naturali oggi a rischio, e per ricordare al Parlamento che da due anni è stata depositata una legge di iniziativa popolare per l'acqua pubblica che ha raccolto centinaia di migliaia di firme e di cui nel Palazzo nessuno si ricorda più.
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ma siccome parliamo di Pubblica Amministrazione...Post di Liam del 28 gennaio 2010 in entroterra (Sfogliato 1758 volte)Vorrei fare una riflessione sullo stato delle infrastrutture viarie dell’alta Valmetauro. Chi negli ultimi tempi percorre il percorso che collega i comuni di Apecchio e Sant’Angelo in Vado avrà potuto notare il particolare stato in cui versa tale via di comunicazione. I 18 km di strada asfaltata nel corso degli ultimi anni si sono trasformati in un percorso a ostacoli, pieno di buche, in cui il semplice obiettivo di arrivare a destinazione si vede tramutato in sfida e motivo d’orgoglio per coloro che riescono a completarli. Il conducente non può far altro che annotare una carreggiata completamente dissestata, pericolosa per il cattivo stato della segnaletica, dei guard rail, della banchina. Una strada che, è evidente, non ha ricevuto la pur minima manutenzione per anni.
Il conducente paziente può anche permettersi di provare un percorso differente, magari guidando sino a Piobbico per poi ritornare a Sant’Angelo in Vado sulla via Piobbichese, ma, come fosse una regola matematica, il risultato non cambia.
Diventa quindi legittimo chiedersi i perchè di questi risultati.
Diventa credo, legittimo, chiedersi a chi compete la gestione, la manutenzione di queste strade, qual’è l’amministrazione deputata (comune, provincia, regione, stato centrale?) e, all’interno di tale amministrazione, quale sia l’ufficio di competenza, chi sia il responsabile di tale ufficio, quali le direttrici politiche, i programmi, il peso della viabilità nell'entroterra sulle scelte dell’amministrazione.
Come bambini che non vogliono vedere cose che non ci piacciono possiamo però voltare lo sguardo da un altra parte, ma, anche qui, troveremo un valico bloccato, un buco inutilizzato, un ponte da rammendare.
Una crocetta sull’Apecchiese, una sulla Piobbichese, una (speriamo temporanea, o dimezzata) su Bocca Trabaria, una a metà verso Piandimeleto, un’ultima croce gigante sulla Guinza. Possiamo perciò guardare/guidare in sicurezza solamente verso Pesaro (non Firenze, non Roma, non Milano: Pesaro).
In questa situazione il privato cittadino non può esimersi dal chiedersi cos’è stato fatto, da chi e come.
Cos’è stato fatto dall’amministrazione per raggiungere tali risultati? Chi, dentro tale amministrazione, può presentarsi alla cittadinanza per dire “queste crocette sono il risultato del mio lavoro!”. Ipotizzando che venga stanziato regolarmente un budget per la manutenzione ordinaria delle strade in tutta Italia come giustificare le spese fatte (o non fatte?) mettendole a confronto con la realtà?
Dobbiamo valutare la progettazione e costruzione del ponte a Piandimeleto che dopo pochi anni ha bisogno di interventi di manutenzione mettendolo a confronto con i ponti romani che possiamo trovare nelle nostre zone i quali tuttora rimangono pienamente in funzione.
Dobbiamo considerare adeguatamente gli effetti della opportunità persa in questi anni con la mancata messa in servizio del traforo della Guinza.
Dobbiamo mettere in conto le conseguenze di una insufficiente politica infrastrutturale che quotidianamente presuppone un costo aggiuntivo per le imprese della valle del Foglia e dell’alta Valmetauro.
In una qualsiasi azienda privata un dipendente che presenti risultati di questo rilievo sarebbe già stato licenziato, ma siccome parliamo di Pubbica Amministrazione... il privato cittadino non può far altro che prendere atto di una amministrazione che affianca punte di eccellenza a una diffusa incapacità che si traduce inevitabilmente in costi e disagi per la comunità cioè, come già ampiamente commentato in altri post , nella cronaca di una morte annunciata.
E per contro, in una situazione di questo tipo, vorrei sapere, da cittadino, se qualcuno si è mosso per cambiare la situazione e come, chi ha protestato e chi no.
Se c’è una considerazione politica (quella con la p minuscola, quella vera, locale) da fare, questa verte su quali sono i modelli di sviluppo che vengono proposti. Ragionare sulla natura indispensabile delle infrastrutture per lo sviluppo del territorio significa anche prendere in considerazione il fatto che il turismo non può svilupparsi in queste condizioni, che il piccolo-medio imprenditore non può sempre farsi carico delle problematiche che il sistema politico-amministrativo non sa risolvere, che il tessuto sociale non può limitarsi a considerare la città di Pesaro come riferimento unico ( e neanche tanto pregiato, lasciatemelo dire) per gli scambi commerciali o culturali.
Lo sviluppo dell’entroterra passa necessariamente attraverso una visione, capacità di creare scenari a medio lungo termine, competenze di alto livello che creino competitività.
Credo che questo sito possa essere uno spazio per parlare anche di queste cose, e spero che chi si occupa a tempo pieno di politica e/o amministrazione voglia in qualche modo mettersi in gioco anche su questi temi per proporre i propri progetti e, cosa rara di questi tempi, assumersi le proprie responsabilità.
Liam
 
 
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