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Ultimi giorni per evitare lo stallo della trasparenza!
Post di Peppe Dini del 23 aprile 2013 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 120 volte)

Ultimi giorni per evitare lo stallo della trasparenza!

Cari amici,

è in vigore da 48 ore il decreto di riordino della trasparenza che il governo Monti ha approvato il 14 febbraio scorso e che, senza il nostro intervento, avrebbe fatto saltare il banco della liberazione dei dati della Pubblica amministrazione italiana. Comuni, Regioni, ministeri e ospedali non potranno dunque più tenere per sé le informazioni relative alle spese che effettuano, pena l’annullamento di tutti i pagamenti.

Una potenziale rivoluzione, ma la legge da sola non basta. Grazie ai volontari, con la Settimana della Trasparenza abbiamo dimostrato, mappando il 5% delle amministrazioni italiane, che la stragrande maggioranza di esse non rispetta le norme. Dodici degli attuali parlamentari, tuttavia, si sono dimostrati sensibili al tema tanto da sottoscrivere con noi un Patto.

Per continuare, però, abbiamo bisogno del vostro sostegno! Rimangono pochi giorni per raggiungere oltre 300 parlamentari e oltre 6000 amministrazioni, basta una donazione di 2 € per far parte di questo progetto che può fare storia!

In una settimana di #InvestoInTrasparenza abbiamo raggiunto il 25% del nostro obiettivo, ora è il momento di fare il salto di qualità: ci restano solo sei giorni per evitare che la trasparenza venga travolta dallo stallo e dagli inciuci che attraversano in queste ore le massime istituzioni repubblicane. Vai a questo link http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/

Con 2 euro ci consentirai di lavorare sul monitoraggio delle spese di un’amministrazione, che sia un Comune, un ospedale o una scuola. L’obiettivo è raggiungere il 30% delle amministrazioni, punto di non ritorno per iniziare una vera rivoluzione. Donando 4 euro ci permetterai invece di lavorare per aggiungere un altro deputato o senatore a quelli coinvolti nella lotta per la pubblicità di tutte le spese. L'obiettivo è rendere il "Gruppo Parlamentare per la Trasparenza" il più numeroso della legislatura.

Passo dopo passo su www.eradellatrasparenza.it stiamo sviluppando un progetto per consentire un controllo senza precedenti su ogni singola spesa di ciascuna amministrazione, combattendo sprechi, corruzione e dando ai cittadini finalmente la possibilità di decidere come viene impiegato il denaro pubblico. Ma per poterci riuscire abbiamo bisogno di una pattuglia agguerrita di parlamentari pronta a difendere la trasparenza e di una massa critica di sindaci dalla nostra parte.

Aiutaci a raggiungere questo obiettivo e creiamo insieme la comunità che premerà sul sistema per traghettarlo in una nuova Era, quella della Trasparenza.

http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/

Grazie per la tua attenzione e per il tuo impegno,

Luca Nicotra e il team di Agorà Digitale, Alberto, Martina, Matteo, Ernesto, Giuseppe, Jacopo e Marco

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LA TRASPARENZA NON E' UNA VIRTU'
Post di Peppe Dini del 26 marzo 2013 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 256 volte)

LA TRASPARENZA NON E' UNA VIRTU'

Come WWF Marche, avevo richiesto la possibilità di modificare il regolamento sull'accesso agli atti della Provincia di Pesaro Urbino, già vetusto, è del 2002, e contenente delle incongruenze legislative. In un colloquio avvenuto ad ottobre scorso, alla presenza della segretaria generale, due dirigenti ed un amico, avevo cercato di dimostrare le difficoltà di accesso ai dati pubblici, per un qualsiasi cittadino, per le associazioni ambientaliste e comitati, portatori di interessi collettivi e diffusi. Da qui la mia richiesta di poter inviare osservazioni e di conoscere il nominativo del funzionario che si interessasse di tale revisione.
La segretaria mi risponde: “aggiungo che la partecipazione di organi, uffici o soggetti diversi da quelli investiti per legge e per competenza dell’elaborazione del provvedimento costituisce un aggravio ai sensi della Legge n. 241/1990, oltre che il riconoscimento di una posizione “differenziata” di un determinato gruppo portatore di interessi rispetto ad altri soggetti comunque denominati.” C'è sempre la possibilità di mandare, non si sa bene a chi, le osservazioni che saranno tenute in dovuto conto.
Mi spiace che questa nostra richiesta sia ritenuta un “aggravio” per l'amministrazione: si può però affermare con certezza, che l'attuale regolamento, risulta illegittimo in diversi punti, vessatorio nei confronti dei cittadini. Infatti nell'accesso a diversi progetti di impianti fotovoltaici, da noi effettuati, c'era sempre stata la presenza del committente o del progettista, opprimente per un cittadino qualsiasi, non previsto da alcuna normativa. Alla richiesta di avere copia dei progetti, il regolamento, prevede il divieto di accesso in quanto ritenuti opere di ingegno. Ma sia il testo unico sugli enti locali, che diverse vecchie e nuove sentenze, ritengono con chiarezza, i progetti di cui si chiede una autorizzazione pubblica, soggetti al regime pubblicistico e quindi se richieste, vanno date le copie degli elaborati. Inoltre non tiene in dovuto conto, l'uso attuale della telematica, nell'invio dei dati sollecitati, né la presenza dei portatori di interesse nelle conferenze dei servizi.
Ci si dimentica, in questa triste storia, che la partecipazione ai procedimenti e l'accesso ai dati amministrativi, sono definiti dalla stessa legge, attività di pubblico interesse, alla pari dei medesimi impianti fotovoltaici, voluti malamente nei nostri terreni agricoli: al maggio 2011 c'erano approvati in provincia, 289 progetti, di cui 69 attribuiti ad un solo progettista.
Un cittadino, non ha la pretesa di volere stressare gli addetti provinciali, ma almeno su richiesta, di potere essere considerato. Pare però, che se uno si "intromette" nell'operato dell'amministrazione, rappresenti un potenziale pericolo, pericolo che vengano fuori delle magagne, pericolo che questi possa ostacolare le procedure, pericolo che ascoltando le proposte dei cittadini il lavoro dell'ufficio diventi troppo gravoso.
Peccato che lo stesso programma triennale per la trasparenza e l'integrità, recentemente approvato dal consiglio provinciale, sostenga di: “coinvolgere i portatori di interesse...cittadini , associazioni.. per individuare le esigenze di trasparenza, segnalarle, per il tramite del responsabile della trasparenza (?)... E' opportuno che l'amministrazione, raccolga i feedback dei cittadini/utenti sul livello di utilità e di utilizzazione dei dati pubblicati.”
Invito a cercare nel sito web provinciale, informazioni sull'ufficio caccia, ad esempio, per accorgersi che è un vero e proprio fantasma, così come altrettanto fatue sono le sue determine, obbligatoriamente da pubblicare per esteso, all'albo pretorio.
In compenso la segretaria generale della Regione, ci ha comunicato di aver accettato le nostre richieste, circa la pubblicazione delle date, di qualsiasi conferenza di servizi regionale. Tale aspetto permetterà ai comitati ed associazioni di partecipare, agli incontri decisori dei vari progetti, portando le proprie osservazioni. I recenti ultimi fatti regionali, hanno messo in evidenza, tra gli altri aspetti, la mancata comunicazione obbligatoria per l'ente pubblico, ad eventuali contro interessati, facilmente individuabili nei progetti.
Inoltre le associazioni, saranno chiamate nella commissione presieduta dalla stessa segretaria, per le modifiche da effettuare sulla legge regionale relativa alla valutazione di impatto ambientale.
La stessa ARPAM, ci ha permesso di entrare, su richiesta, nella sua banca dati, per visionare tutte le analisi dell'acqua potabile, i cui dati “qualitativi e quantitativi” , sono pubblici.

Resta il fatto che se la mentalità di dirigenti e amministratori, non cambia in merito alla partecipazione e trasparenza, così come indicato anche dalla convenzione di Aarhus, che obbliga al coinvolgimento dei cittadini, si troveranno con diversi ricorsi alla Unione Europea: la prova recente è che a gennaio di quest'anno, 65 abitanti di un villaggio sloveno sono riusciti a bloccare una discarica del governo centrale, realizzata su una loro ex cava, perché non coinvolti nella autorizzazione del progetto.
Allora impianti eolici come quello di Mercatello, di Apecchio dove fra l'altro era stato richiesto un incontro pubblico, non effettuato dall'ufficio VIA regionale, centrale a biogas di Matelica, impianto di biomassa ad Ascoli per nominarne alcuni, saranno facilmente avversati dai cittadini, la cui partecipazione è mancata in fase di valutazione dei progetti, per la scarsa disponibilità all'informazione e alla trasparenza dei nostri dirigenti e amministratori.

Giuseppe Dini
vicepresidente WWF Marche

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Dal primo gennaio le amministrazioni al massimo della trasparenza.
Post di Peppe Dini del 02 febbraio 2013 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 395 volte)

Dal primo gennaio le amministrazioni al massimo della trasparenza.

l decreto “Salva Italia” del giugno 2012, tra i diversi aspetti che ha curato, ha chiarito anche alcuni legati alla trasparenza delle amministrazioni e delle società a maggioranza pubblica.
I compensi dati a qualunque persona, dalla pubblica amministrazione, superiori a 1000 euro, devono essere pubblicati con chiarezza nei rispettivi siti pubblici. Qui vanno a essere considerate tutto, dalle consulenze dei professionisti, ai contributi dati alle associazioni e famiglie, dai compensi accessori dei funzionari che hanno mansioni dirigenziali, ai dirigenti con più incarichi.
Sono norme legate alla diretta attuazione dei principi di legalità, buon andamento e imparzialità delle amministrazioni pubbliche, alle quali chiunque può appellarsi.
Entrano in questo settore anche le determine dirigenziali che finalmente hanno la disposizione che ne obbliga la completa pubblicazione, non come avvenuto finora con la sola intestazione. A dir la verità molti dirigenti erano restii a pubblicare i propri provvedimenti, stranamente quando i loro amministratori erano obbligati a farlo, nonostante che sentenze del Consiglio di Stato già dal 2006, per deliberazione, intendevano sia risoluzioni adottate in forma collegiale che da organi monocratici, quindi anche quelle dei dirigenti.


E' il caso di domandarci: è tutto così trasparente?
Come WWF è stato chiesto ed ottenuto un incontro in Provincia col Segretario Provinciale, dirigenti ufficio legislativo ed energetico, al fine di poter rivedere il regolamento di accesso agli atti della Provincia. Redatto nel 2002, si ha l'obbligo di rifarlo secondo le linee guida ministeriali del 2011; garantisce più la tutela dei titolari e dei progettisti, che dei cittadini. Infatti nei 39 accessi effettuati dall'associazione, soprattutto in tema energetico, i committenti o i professionisti erano convocati lì a sorvegliare il cittadino; manca la disposizione dell'invio elettronico dei documenti, non si possono avere copie dei progetti perché opera intellettuale, quando anche la stessa Anci, forte di varie sentenza sosteneva che anche per quei documenti, vale il regime pubblicistico, con il conseguente ritiro da parte del cittadino, delle relative copie.
Si è chiesto, allora, di poter contribuire, con osservazioni alla stesura del nuovo regolamento provinciale, senza avere dagli uffici preposti alcuna risposta. Lo ha invece fatto il difensore civico regionale, sostenendo che l'approvazione spetta ai consiglieri provinciali. E' chiaro che nessun socio WWF vuole sostituirsi a chi è stato eletto, ma forte del nuovo regolamento sulla trasparenza della Provincia è stato risposto che la nostra azione è semplicemente collaborativa, come quella che avviene, anche in Regione dove spesso siamo chiamati nelle varie commissioni per contribuire alla costruzione di nuove leggi e dispositivi amministrativi. Infatti lo stesso documento provinciale prevede il coinvolgimento dei portatori di interesse, ma a questi ancora, la Provincia deve rispondere.


In Regione è stato chiesto la pubblicazione delle date delle conferenze dei servizi, al fine di poter partecipare con osservazioni, che dovranno essere debitamente considerate. L'ufficio energie rinnovabili, comunica che questi aspetti riguardano l'ufficio VIA, non loro. Nella risposta del WWF si sostiene, che tutte le conferenze dei servizi debbono essere pubblicate sia quelle dell'ufficio energetico che della VIA, come sostenuto anche dal difensore civico regionale, al fine di permettere la partecipazione ai procedimenti dei portatori di interesse diffuso e collettivo, comitati e associazioni.
Fra l'altro abbiamo notato che, nonostante nei progetti siano riscontrabili facilmente dei controinteressati, si pensi a quanti possono subire un esproprio o un danno, per via delle realizzazioni, questi dovrebbero essere avvisati tramite raccomandata, dall'ufficio energia regionale, cosa che puntualmente non avviene. Si sta ancora aspettando una risposta pertinente alle osservazioni, dall'ufficio energia e dalla Segreteria Generale.


Le società, se a maggioranza pubblica e se gestori dei pubblici servizi, sono equiparate agli enti pubblici. Vi sfido però a trovare nei loro siti, la loro posta elettronica certificata, che ha la valenza di una raccomandata RR, o i nominativi dei responsabili dei procedimenti. In genere da utenti, siamo dirottati sui numeri verdi, dove riceviamo poche informazioni, se non quelle ordinarie. Se poi per caso troviamo qualche numero telefonico, ti senti rispondere “Chi le ha dato il mio telefono?”


Tutto questo avviene quando la Grande Corte Europea a gennaio di quest'anno, ha confermato le ragioni di 65 abitanti di un villaggio sloveno, che si sono visti realizzare una discarica dal governo centrale, nella cava del paese. La corte ha obbligato all'annullamento del provvedimento, perché i cittadini non sono stati coinvolti nel procedimento.
 

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L'era della trasparenza. Controlla la tua amministrazione
Post di Richez del 28 gennaio 2013 in eventi - iniziative (Sfogliato 307 volte)

Nel “Decreto Sviluppo” (Decreto Legge n. 83/2012) è previsto l’obbligo per tutte le Pubbliche amministrazioni italiane di pubblicare online in formato aperto, dal primo gennaio 2013, tutti i dati di spesa superiori ai mille euro. Infatti, l’art. 18 del Decreto prevede che: “La concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere […] ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet, ai sensi del presente articolo e secondo il principio di accessibilità totale”.

http://www.eradellatrasparenza.it

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Coop e Federutility lanciano campagna per 'trasparenza' acqua
Post di Peppe Dini del 27 dicembre 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 491 volte)

Coop e Federutility lanciano campagna per 'trasparenza' acqua

Il 17 novembre scorso Federutility, lancia una campagna a livello nazionale, sostenuta pienamente dalle COOP, sulla trasparenza dell'acqua potabile, quella del rubinetto di casa, per intenderci.
Federutility, è la federazione nazionale che rappresenta i gestori delle acque e dell'energia.
Al di là del nobile intento di diffondere l'uso alimentare dell'acqua di rubinetto, peraltro condivisibile, visto che l'Italia è la nazione europea a più alto consumo di acque minerali, c'è il tentativo di dimostrare la “massima” trasparenza dell'acqua potabile.
Lo slogan della campagna infatti, cita “Sull'acqua, il massimo della trasparenza” . Vediamo i fatti. La campagna è stata lanciata con una diffusione notevole nella stampa nazionale; basta scaricare la rassegna stampa dal sito della COOP; la stessa Ansa riporta il comunicato:
http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/speciali/2012/11/16/Coop-Federutility-lanciano-campagna-trasparenza-acqua_7807026.html

La Federutility comunica nella sua pagina web, relativa all'iniziva, che verrà diffusa attraverso i 500 punti di vendita COOP, dove i consumatori troveranno “cartelli compilati dai Gestori dei servizi idrici con l’indatiicazione dei valori dei 9 principali parametri secondo gli orientamenti dell’Istituto Superiore di Sanità, per sensibilizzare i consumatori su un corretto e consapevole consumo dell’acqua.” http://www.federutility.it/Sala_Stampa/sala_stampa.aspx

La COOP ambiente attraverso le pagine dedicate alla campagna, dove troneggia una bella foto del manifesto, informa: “Livello di durezza, sodio, nitrati, fluoruri: 9 parametri fondamentali per valutare non solo la salubrità ma la qualità di quello che finisce nella brocca saranno sotto gli occhi di tutti. In 500 punti vendita delle Coop sono esposti i cartelli, aggiornati periodicamente, con le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua corrente.”
http://www.coopambiente.it/guest?action=visualizza_articolo&id=3541

Vediamo insieme qualche considerazione, riprendendola anche dalle pagine di Altrometauro, in merito all'acqua potabile: i principali parametri che il consumatore giudica nel momento, sono quelli che riesce a percepire: infatti l'acqua dovrebbe essere incolore, inodore, insapore. Eppure abbiamo visto che sa spesso di cloro, a volte arriva più o meno scura. Eppure ci hanno detto che per il cloro basta lasciare la caraffa in frigorifero, senza tappo, ma guarda caso, non vogliono comunicare, i parametri derivati dai trattamenti di disinfezione, che l'acqua subisce sopratutto nei potabilizzatori: bromati, cloroalogenati, cloriti, questi sì potenzialmente rischiosi per la nostra salute.
Certamente diffondono i 9 parametri che chiamano “principali”, “fondamentali” a scadenza “periodica”. Ma la normativa sull'acqua del 2001, prevede che i parametri, tutti importanti, sono 62, che l'acqua deve essere analizzata in base agli abitanti serviti o alla quantità erogata, quindi non analisi semestrali, come riportate nei siti dei gestori.
Se la “massima trasparenza” viene rappresentata da 9 su 62 parametri, essi rappresentano esattamente il 14,5% e , diciamolo, non sono certamente il “massimo”.
Per cui il messaggio pubblicitario lanciato al consumatore è ingannevole. Ecco perchè invito i lettori a rivolgersi al garante della pubblicità AGCM segnalando tale aspetto.
http://www.agcm.it/invia-segnalazione-online.html#wrapper


In conclusione va detto che i gestori privati dei servizi pubblici, sono equiparati alle amministrazioni pubbliche ed in quanto tali, sono soggetti alla legislazione sulla trasparenza, indicate anche dalla normativa sull'accesso ai dati ambientali del 2005. Essa prevede che qualsiasi cittadino possa accedere ai dati ambientali, compresi quelli dell'acqua potabile, semplicemente come utente, senza pretendere come da noi ha fatto Marche Multiservizi, ben 6000 euro di copie elettroniche delle analisi dei comuni della provincia; i gestori inoltre dovrebbero pubblicare le loro analisi nei siti web, non solo quelle periodiche, ma anche quelle effettuate di volta in volta, come stanno facendo molti comuni italiani.
Solo da un rapporto effettivamente trasparente può rinascere la fiducia non tanto nell'acqua del rubinetto, quanto nei gestori che la forniscono.


 

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Trasparenza dati ambientali, in atto
Post di Giulio Venturi del 31 luglio 2012 in tutela del territorio (Sfogliato 365 volte)

Nel Consiglio Comunale di ieri sera (30 luglio) a Urbania, un evento non molto frequente: una parte importante della maggioranza (sinistra) ha votato due mozioni presentate dal Consigliere di minoranza (destra) Torcolacci. Le mozioni sono quindi "passate".
Le due mozioni chiedono la pubblicazione sul sito web del comune delle analisi svolte rispettivamente sull'acqua potabile dell'acquedotto e sugli scarichi dei depuratori, dal 2006 in poi.
Nonostante il testo delle mozioni contenga richieste poste in modo improprio, ed alcuni dettagli siano impossibili da attuare "alla lettera", la maggioranza ha deciso di approvare il principio di trasparenza che vi si voleva affermare.
In particolare si chiedeva la pubblicazione dei dati bimestrali, ma io, assessore all'ambiente, ho chiarito che verranno pubblicati tutti i dati che ci sono, indipendentemente dalla loro periodicità effettiva (e se alcuni dati della serie storica dovessero risultare mancanti, non si potranno certo inventare).
D'altra parte la pubblicazione dei dati delle analisi sul sito del comune di Urbania era in parte già avviata da piu' di un anno, e l'ulteriore allargamento dell'iniziativa era già stato disposto nel corso della Commissione Natura di inizio luglio.
Quindi minoranza e maggioranza (quasi) unite nella lotta per la tutela del fiume, quasi in gara per accreditarsi l'iniziativa piu' efficace.
Ma il Metauro non scorre solo ad Urbania. I comuni confinanti vedono destra e sinistra con ruoli invertiti. Auspico sia possibile assistere ad una scena simile anche presso di loro.

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LA MENSA COMUNALE DI FERMIGNANO: UN'ECCELLENZA SOSTENIBILE TRA CONDIVISIONE E TRASPARENZA
Post di Franco Perrone del 18 aprile 2012 in scuola (Sfogliato 611 volte)

 E' questione di una certa importanza e di rilievo sociale e politico quella che la comunità fermignanese si trova ad affrontare in questi giorni: una gestione corretta, funzionante e virtuosa della mensa comunale in cui si preparano i pasti destinati ai bambini dell'asilo nido e della scuola materna.

Di fatto, per una serie di motivi e contingenze, siamo davanti alla classica situazione d'emergenza a cui siamo stati abituati dal comportamento della politica corrente quando è in gioco la gestione della cosa pubblica.

In breve, la situazione del personale addetto al servizio versa in uno stato di precarietà di gestione e di legalità dovuta alla mancata abilitazione alle mansioni del personale esternalizzato e al contratto di fornitura dello stesso già scaduto e prorogato fino alla fine di giugno prossimo.

Emerge in tutta la sua urgenza una situazione che l'amministrazione avrebbe potuto gestire nel tempo in maniera più oculata e lineare con dei semplici interventi e che con un minimo di lungimiranza avrebbe già potuto puntare ad una complessiva e migliore gestione del servizio con indubbi vantaggi economici e finanziari per le casse comunali se consideriamo che, ottimizzando le risorse, il bacino di utenza potrebbe allargarsi anche ad altre due strutture socio-assistenziali del comune: “La casa del sole” e “Il posto delle viole”.

Ma ciò che emerge in maniera sempre più evidente è che tale situazione è stata portata all'estremo perseverando e sfociando nell'illegalità quasi a creare le condizioni che pongono il cittadino davanti al classico schema cui sembra far riferimento negli ultimi tempi certa classe politica: si crea un problema per poi proporne il pacchetto soluzione.

Come leggere diversamente, infatti, la proposta così nebulosa e contorta dell'amministrazione di indire un bando per l'esternalizzazione del servizio affidandone la gestione peraltro completa (personale e materie prime) ad una ditta privata?

Risulta difficile pensare, allo stato attuale, come la ditta che si aggiudicherà il bandopossa riuscire a soddisfare le richieste incluse nelle clausole e al contempo rispondere con un servizio qualitativamente migliore, realizzare margini di profitto se non economizzando sull'acquisto delle materie prime abbassandone i costi di acquisto e di conseguenza la qualità delle stesse.

Non si può che intravedere in tutto questo tentativo di mediazione una terzietà di interessi nella modalità di gestione del problema come altrettanto bizzarra risulta la scelta di caricare le casse comunali del costo (euro  5.200,00) per la consulenza chiesta a due tecnici esterni per formalizzare il bando.

Ribadiamo, dunque, che se la gestione del tutto è stata finora quanto mai sconsiderata, le scelte proposte dell'attuale amministrazione non siano volte a mantenere un servizio ritenuto finora d'eccellenza dalla comunità fermignanese. Non intravediamo alcuna inclinazione volta a tale scopo che possa operare con criteri di trasparenza, legalità, sostenibilità ed economicità nel loro insieme.

Pertanto, per garantire il servizio a tutte le strutture comunali in questione riteniamo che non sia necessario appaltare l'intero servizio ma che sia opportuno:

  • mantenere la gestione pubblica per quanto riguarda l'approvvigionamento ed il controllo qualitativo dei generi alimentari, attraverso l'istituzione di una commissione permanente (in rappresentanza dell'amministrazione, della minoranza, del personale in servizio e dei genitori di tutte le strutture di riferimento);
  • mantenere il ruolo di cuoca principale all'attuale dipendente comunale, così da assicurare la qualità e la professionalità del servizio attualmente fornito;
  • procedere in trasparenza e legalità, alla redazione di un bando esclusivamente per l'adeguata fornitura esterna di personale ausiliario abilitato, così come la legge prevede alla scadenza del contratto in essere.

Così operando si potrà innescare un meccanismo di gestione trasparente e di maggiore condivisione delle scelte da operare, si avrà la possibilità di migliorare potenzialmente il servizio e di renderlo maggiormente virtuoso nel contesto complessivo. La gestione pubblica infatti, attraverso il controllo diretto degli interessati porta a garantire costantemente la qualità dei prodotti provenienti dal territorio e da coltivazioni biologiche favorendo così pratiche commerciali virtuose che abbiano come riferimento il modello della filiera corta. Consentirà di monitorare la specificità dei pasti al livello nutrizionale e di menù maggiormente variegati. Consentirà di puntare sulla sostenibilità ambientale e sociale anche attraverso l'istallazione di un impianto di potabilizzazione per ridurre l'acquisto di acqua confezionata e la conseguente riduzione di rifiuti in plastica e l'acquisto di prodotti non alimentari come detersivi e detergenti alla spina.

Chiediamo in sostanza che l'amministrazione risponda all'attuale problema di gestione promuovendo un modello di sviluppo virtuoso, in grado di garantire salute, sostenibilità, fiducia e rilancio dell'economia del territorio operando contemporaneamente con criteri di economicità al fine di raggiungere soluzioni di buonsenso e largamente condivise.

 

 

MoVimento Cinque Stelle Urbino-Fermignano

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La trasparenza amministrativa è questione di mentalità
Post di Peppe Dini del 19 febbraio 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 927 volte)

La trasparenza amministrativa è questione di mentalità

Questi giorni ho ricevuto la direttiva amministrativa, trasmessa dal segretario generale della provincia di Pesaro Urbino, documento che ha lo scopo di chiarire l’accesso agli atti, soprattutto da parte di consiglieri provinciali.
Ineccepibile dal punto di vista tecnico. Ma nel procedere ad una attenta lettura del documento, ciò che emerge è la sensazione di limitazione, di “attenti bene a quello che chiedete”, non certo di “respiro trasparente”.
Vediamo, perché. La prima parte definisce chi sono gli interessati, cioè i portatori di interessi diretti, diffusi (comitati), collettivi (associazioni nazionali riconosciute). Si sostiene giustamente che devono avere un “interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento cui si richiede di accedere”. Eppure la normativa sull’accesso ai dati ambientali sostiene anche, che in questo caso, il cittadino non deve dimostrare alcun interesse. E’ una norma usabile anche nel caso di acceso ad esempio, ai progetti di impianti energetici, alle relazioni depositate all’ARPAM.
Vi si legge più avanti, che l’amministrazione non è tenuta a dare documenti, che non siano atti amministrativi, né tanto meno ad elaborare dati in suo possesso.
La stessa normativa, sull’accesso agli atti amministrativi, cui fa riferimento la direttiva, da la definizione di atto amministrativo che è bene leggere: “per «documento amministrativo», si intende ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale”
Quindi sono veramente tanti i documenti che si possono richiedere, anche le stesse registrazioni del consiglio.
Mi chiedo: “La direttiva in oggetto, quindi è un atto amministrativo, e allora, perché non è rintracciabile nell’albo pretorio online, dove devono essere messi tutti gli atti amministrativi che con la pubblicazione ricevono la loro caratteristica di legalità?”
Certo che, ci si dimentica di considerare due normative del 2009, ormai assodate, la legge delega ed il conseguente decreto legislativo sulla produttività del lavoro pubblico, che in un ampio articolato, parlano chiaramente di “trasparenza totale”. La stessa CIVIT, commissione voluta dal ministro Brunetta, in una Delibera del 2010, citando le norme riportate qui sopra sostiene “
La trasparenza “è intesa come accessibilità totale (…) delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione” . “L’accessibilità totale presuppone, invece, l’accesso da parte dell’intera collettività a tutte le “informazioni pubbliche”, secondo il paradigma della “libertà di informazione” dell’open government di origine statunitense.”
Senza tanti problemi, è verificabile tale concetto, anche nelle modifiche apportate alla stessa norma, cui fa riferimento la Delibera Provinciale, ovviamente aggiornata all’ultima modifica del dicembre 2010. “L'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza, ed attiene ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. Resta ferma la potestà delle regioni e degli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, di garantire livelli ulteriori di tutela.” Non quindi livelli minori, ma maggiori di garanzia dell’accesso agli atti.
Ecco perché si tratta di un cambio di mentalità, da parte non solo di politici, ma anche di dirigenti, per i quali il cittadino deve essere considerato un vero e proprio collaboratore della pubblica amministrazione, al fine di orientarsi sempre più a quella che definisco partecipazione democratica.
Eppure la segreteria generale della Provincia ancora deve rispondermi ad una richiesta di revisione del suo regolamento di accesso effettuata ad ottobre, con tanto di ovvio ricorso al difensore civico regionale, con l’aggiunta di formale diffida a gennaio. Allora cosa deve fare il cittadino? Chiamare l’esercito per avere soddisfate semplici richieste a cui si deve rispondere?
Durante la visione dei dati di un impianto fotovoltaico, i visione di dati progettuali da parte del cittadino, è accaduto, ad esempio, che sia stato presente il progettista o suo delegato; tutto questo però non è previsto da alcuna normativa; anche nella definizione di controinteressati, citati dalla legge, c'è da discutere; va detto intanto che non sono contemplati nell’accesso ai dati ambientali e inoltre, se è pur vero che sono “tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto” ma continuando nella definizione, ci si dimentica sempre  “che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza”. Ora consentitemi di obiettare: “Che riservatezza viene lesa ad un committente ed un progettista, che presentano l’autorizzazione della loro opera in commissione edilizia, in conferenza dei servizi, poi pubblicata all’albo pretorio online e nel cartello di cantiere?”
Ciò è sostenuto anche da diversi pareri, della Commissione ministeriale sull’accesso agli atti.
Per poi non parlare della pubblicazione delle date delle conferenze di servizio ai cui procedimenti possono partecipare i portatori di interesse, che viene effettuata , ora solo per quelle riferite agli impianti energetici e la VIA nonostante formalmente richiesto alla Provincia e alla stessa Regione Marche dal difensore civico regionale.
La trasparenza è un aspetto su cui noi cittadini, ci dobbiamo battere, non solo per il rispetto delle norme che già la prevedono, ma per sentirci veri fautori nella gestione del futuro nostro territorio, "un obiettivo comune e previligiato rispetto ad amministratori e funzionari".

Peppe Dini


 

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Posta elettronica e trasparenza amministrativa
Post di Peppe Dini del 04 dicembre 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 691 volte)

Posta elettronica e trasparenza amministrativa

Il 29 novembre è stato il termine ultimo per le imprese, di munirsi di posta elettronica certificata PEC. E’ una casella elettronica che ha il valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno: per le ditte serve per invio di capitolati, bandi, gare d’appalto, progetti, istanze, dichiarazioni. Oggi insomma tutto viaggia nella rete internet, niente più carta. Il tutto è derivato dal Codice dell’Amministrazione Digitale CAD, del 2005 che ha cercato di innovare tutte le amministrazioni pubbliche e non solo.
Infatti anche i cittadini possono munirsi della propria PEC e utilizzarla nei rapporti con le amministrazioni pubbliche ed anche con i gestori privati di servizi pubblici. Il CAD infatti riporta che i “cittadini e le imprese hanno il diritto di richiedere ed ottenere l’uso delle tecnologie telematiche” e che “la partecipazione al procedimento amministrativo ed il diritto di accesso ai documenti amministrativi sono esercitabili mediante l’uso delle tecnologie dell’informazione”.
I siti delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di servizi pubblici, devono riportare la PEC rispettare, i principi di “accessibilità, usabilità, reperibilità anche da parte delle persone disabili” utilizzare formati non bloccati, contenere i nomi dei dirigenti dei singoli uffici, cui il cittadino dovrà fare riferimento nel caso di richieste.
Alle amministrazioni pubbliche sono equiparati a tutti gli effetti anche le società private che gestiscono servizi pubblici.
D’altra parte ancora nella nostra provincia, ben 6 comuni non hanno la PEC riportata sul proprio sito: S. Lorenzo in Campo, Tavoleto, Montecopiolo, Frontone, Auditore, Sassocorvaro. Ben 12 banche hanno vari sportelli sparsi nel territorio della nostra provincia e nei loro siti non hanno riportata la PEC; anche sul settore trasporti pubblici, energia è la stessa cosa. Così pure i nostri gestori acque potabili non la pubblicano . Basta divertirsi a viaggiane nella rete per avere conferme, eppure tutte le imprese, dal 29 novembre devono dotarsi di PEC.
Il digitale da anche una grossa mano alle associazioni e comitati che si battono per la tutela del territorio: infatti in quanto portatori di interessi diffusi e collettivi possono chiedere non solo l’accesso agli atti, ma anche partecipare ai procedimenti e conferenze di servizio relativi a progetti. Il fatto è che la trasparenza non è al massimo neanche negli enti pubblici: il difensore civico ha dato ragione al WWF che in Regione aveva chiesto la pubblicazione sul sito istituzionale delle date delle conferenze di servizio. Tale prassi tutelerebbe anche i portatori di interesse diretto quali gli espropiandi e confinanti, che diversamente non vengono contattati per l’eventuale progetto che potrebbe coinvolgerli: nessun intervento, né risposta dalla Regione Marche.
Nella nostra Provincia la trasparenza per il cittadino, certamente non primeggia: nel sito istituzionale, non vengono pubblicate tutte le conferenze dei servizi che vi vengono svolte, l’accesso ai documenti soggetti a VIA, non è certo facilitato dato che per raggiungere i documenti occorre effettuare ben tre passaggi e nonostante che siano passati ben oltre 30 giorni , tuttora non ha ancora risposto a queste sollecitazioni proposte dal WWF Marche.
Peggio ancora quando si tratta di accesso agli atti. La richiesta del rappresentante della Lupus in Fabula di avere copia dei documenti relativi a 13 impianti fotovoltaici, ha dovuto attendere la formalizzazione del suo ruolo, quando la normativa sull’accesso ai dati ambientali prevede, che il cittadino non debba dimostrare alcun interesse. Inoltre in fase di visione dei documenti è stato sempre lì presente un funzionario (peggio che in carcere) ed è stato chiesto ai committenti quali controinteressati, l’assenso all’accesso. Va detto che i controinteressati sono quelli cha cui viene leso il diritto di riservatezza che non esiste, nel caso di un progetto di costruzione, che passa in commissione edilizia, conferenza dei servizi, viene esposto nel cartello di cantiere.
Il risultato è stata la presenza durante la visione, di un delegato del progettista, perché nel progetto c’è il diritto d’autore, quindi non si può vedere; ciò in netto contrasto con sentenze del TAR, della stessa ANCI e della Commissione nazionale sull’accesso agli atti, che indicano la possibilità di prenderne copie.
La trasparenza è ancora difficile da avere dalle amministrazione e laboriosa da chiedere da parte del cittadino.
Mentre si va sempre più verso una amministrazione che deve garantire una “trasparenza totale” (è una legge del 2009 a dirlo), i principi della convenzione di Aarhus su accesso all’informazione, partecipazione pubblica alle decisioni, l’accesso alla giustizia, sono aspetti che noi, semplici cittadini, ci dobbiamo ancora conquistare.


Peppe Dini

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Trasparenza ammministrativa?
Post di Peppe Dini del 30 luglio 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 1024 volte)

Trasparenza amministrativa?

Il Sindaco  di Sant'Angelo in Vado ha risposto alle mie richieste relativa alla Gara di Enduro.

Si veda qui il Post:http://www.altrometauro.net/blog.asp?area=apriPost&ldPost=10020110703190433

Ecco quanto scrive:

"Di seguito alla pregressa corrispondenza e, da ultimo, alla lettera in data 14/07/2011 (acquisita al prot. di questo ente in data 15/07/2011 n. 3018), si fa presente quanto segue:

1) si ribadisce – ultimativamente - che tutta la procedura di autorizzazione della manifestazione di Enduro svoltasi in data 19 giugno 2011 è regolare e conforme alla legge;
2) con la precedente nota del 05/07/2011, Le era stato, semplicemente, chiesto di indicare le norme di legge o di regolamento che prevedono la pubblicazione all’Albo Pretorio online delle autorizzazioni per manifestazioni e per lo svolgimento di conferenze di servizio sulla stessa materia. Non ne ha citata alcuna. Forse perché non ci sono;
3) se avvertirò la necessità di convocare una riunione sulla trasparenza amministrativa lo farò alla presenza, nelle forme e con le modalità che riterrò più utili ed opportune. La ringrazio, comunque, per il prezioso suggerimento.

Un cordiale saluto."

A parte  che non ha risposto alle mie puntuali richieste (si veda nei commenti al post di cui sopra), avrei tenuto a risolvere questo  problema parlando. Al tavolo si ragiona meglio e ci si chiarisce maggiormaente. Rispondo purtroppo pubblicamente e successivamente mandero' le mie osservazioni.

Voglio inserire le normative che prevedono la trasparenza, per dimostrare che ci sono e che , quindi possono essere usate da tutti i cittadini. Vediamole insieme:

Testo Unico Enti Locali D.L.vo 267/2000 art. 10

"Tutti gli atti dell'amministrazione comunale e provinciale  sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge... Al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all'attività dell'amminsitrazione, gli enti locali assicurano l'accesso alle strutture ed ai servizi degli enti, alle organizzazione di volontariato e alle associazioni"

Legge delega n.15 del 04.03.2009 art. 4

h) assicurare la totale accessibilità dei dati relativi ai servizi resi dalla pubblica amministrazione tramite la pubblicità e la trasparenza degli indicatori e delle valutazioni operate da ciascuna pubblica amministrazione anche attraverso:...3) l'adozione da parte delle pubbliche amministrazioni, sentite le associazioni di cittadini, consumatori e utenti rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, di un programma per la trasparenza, di durata triennale, da rendere pubblico anche attraverso i siti web delle pubbliche amministrazioni, definito in conformità agli obiettivi di cui al comma 1;...
6. La trasparenza costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche a norma dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.
7. Ai fini del comma 6 la trasparenza è intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti internet delle pubbliche amministrazioni, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta in proposito dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità.

D.Lvo del 27.10.2009 sulla produttività del lavoro pubblico e Trasparenza amministrazioni art. 11

"La trasparenza è intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione.. "

Se vi prendete un po' di tempo per leggervi tutto l'articolo avrete notevoli  chiarimenti.

Delibera 105/2010 Linee guida per il programma di Trasparenza

"1. Cosa si intende per trasparenza
La trasparenza “è intesa come accessibilità totale (…) delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione (…)” (articolo 11, comma 1).
L’accessibilità totale presuppone, invece, l’accesso da parte dell’intera collettività a tutte le “informazioni pubbliche”, secondo il paradigma della “libertà di informazione” dell’open government di origine statunitense. Una tale disciplina è idonea a radicare, se non sempre un diritto in senso tecnico, una posizione qualificata e diffusa in capo a ciascun cittadino, rispetto all’azione delle pubbliche amministrazioni, con il principale “scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità” (articolo 11, comma 1, del decreto)."

Gli unici limiti sono quelli legati ai dati sensibili personali che occore dire si racchiudono a: religione, sessualità, apparteneza a partiti, malattie e a quelli stabiliti dall'art. 24 della L. 241/1990. La trasparenza è quindi un aspetto prioritario su tutto, ovviamente nel rispetto per quanto appena scrittto. Vi chiedo perciò di fare pressione sul sindaco e amministratori, affinchè si aprano alla trasparenza pubblica, a meno che non abbiano da nascondere qualcosa.  Scriviamo anche come associazioni, coinvolte per legge, nel programma triennale di trasparenza. Facciamo le nostre pressioni.

Ricordiamo, che la vera liberta' è la PARTECIPAZIONE.

Peppe Dini

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Trasparenza amministrativa???
Post di Peppe Dini del 03 luglio 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 1362 volte)

TRASPARENZA AMMINISTRATIVA???

Dalla bacheca della Pro Loco di Sant’Angelo in Vado, ho appreso della Gara di Enduro del 19 giugno scorso; mi informo presso la Comunità Montana, dove la pratica è pervenuta il 30 maggio (per il 19 !?!).
Al di là della diatriba motoristi/ecologisti con le giuste osservazioni da ambo le parti, da considerarsi entrambe, anche quelle ambientaliste, vorrei proporvi queste osservazioni, alla luce della trasparenza amministrativa.
L’albo pretorio on-line prevede la pubblicazione di tutti gli atti dell’amministrazione comunale e solo l’avvenuta pubblicazione legalizza l’atto.
Inoltre, ai fini del coinvolgimento di tutte gli uffici preposti a dare le varie autorizzazioni sono previsti incontri unificati; a queste conferenze di servizio (così si chiamano le riunioni) qualsiasi cittadino può presentare osservazioni, che devono essere inserite nel fascicolo autorizzativo, o può chiedere di parteciparvi, senza diritto di voto, per esprimere le sue indicazioni.
Ebbene, per ritornare alla gara, nell’albo pretorio on-line non è stato pubblicato niente, per quanto riguarda le informazioni primarie della stessa manifestazione, né tanto meno le date degli incontri.

Domenica 19, giorno della manifestazione dove hanno partecipato circa 130 centauri, è stata intercluso il traffico da S. Maria; nell’albo pretorio non è stata messa nessuna ordinanza in merito alla viabilità.
Eppure l’ordinanza è stata effettuata e inserita, per il Rally di S. Marino dell’1 e 2 luglio.


http://82.189.104.237/santangeloinvado/Albo/DATI/20110015OD.PDF


Qui si apprende che la Conferenza dei servizi è stata effettuata il 17.6.11, che il nulla-osta alla manifestazione è stato inviato il 21.3.11. Ma di tutto questo nell’albo nessuna traccia; è vero che manca lo storico, che tutti i comuni hanno, ma questo rappresenta ancora una violazione del diritto dei cittadini ad informarsi sul proprio comune.

A dirla tutta, è sufficiente che un solo residente si opponga al percorso del rally, per inficiare tutto il percorso; è già successo a Cerquetobono (Urbino) nel 2007. E’ il sindaco (forse anche arbitrariamente) che garantisce per tutti i residenti.
Non si capisce perché tutta questa difficoltà per essere trasparenti sul serio, per mettere tutti i cittadini ad essere gestori del proprio territorio.
Ho chiesto qui al vicesindaco, personalmente ad alcuni assessori, alla minoranza di poter parlare di questo, ma tutt’ora nessuna risposta.
E’ proprio dagli atti delle nostre amministrazioni, che noi cittadini possiamo giudicare il loro operato.


http://82.189.104.237/santangeloinvado/Albo/Albo.aspx?AspxAutoDetectCookieSupport=1

Peppe Dini

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La trasparenza dei siti pubblici
Post di Peppe Dini del 20 maggio 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 825 volte)

La trasparenza dei siti pubblici

Il mio post relativo all’abbattimento di due piante in Piazza Mar del Plata a Sant’Angelo in Vado, invocante la trasparenza, è stato lo stimolo per uno scambio di mail private, attraverso le quali ho espresso le mie vedute. La trasparenza verso i cittadini è sempre più affermata da leggi e documenti, ma quando si tratta di scendere sulla pratica gli enti pubblici si comportano in maniera diversa e soprattutto sempre a discapito dei cittadini. Una recentissima riprova viene dalla mia richiesta per il WWF Marche degli spazi per la propaganda indiretta relativa al referendum del 12 giugno. Ho scritto a 40 comuni 11 giorni fa, due ancora senza PEC. Ad oggi 4 mi hanno risposto via PEC, due senza il documento pdf previsto, uno via lettera, uno via telefono. Come vedete neanche l’informatizzazione ci aiuta; eppure nel nuovo codice dell’amministrazione digitale CAD del 30.12.2010, espressamente scritto per ben due volte , che i cittadini debbono pretendere espressamente l’uso delle tecnologie elettroniche.
Come WWF Marche in tal senso ci stiamo impegnando in due progetti: la richiesta dei dati delle acque potabili ai gestori privati (le analisi dei loro laboratori) ed il confronto della trasparenza contenuta nei siti delle amministrazioni pubbliche. E’ necessario vedere se mettono tutto quanto le leggi richiedono, se è accessibile ai cittadini, anche ai diversamente abili, come richiede il CAD.
Mancano le linee guida, che spero vengano pubblicate il prima possibile, ma intanto c’è la bozza di un DPCM prodotto dalla ANORC (operatori e responsabili della conservazione digitale), che ci aiuta ed alla quale hanno contribuito anche due funzionari della provincia di Pesaro Urbino (Rossi B. e Pacchiarotti A.).
Ora l’obbiettivo di questa operazione è la realizzazione di una indagine su tutti i siti dei 60 comuni della provincia e rispettivi albi pretori online, i cui risultati, dovranno essere esposti in una conferenza stampa col CSV (centro servizi volontariato), per essere consegnati al Prefetto. In questa operazione c’è bisogno di aiuto che chiedo agli appassionati, agli studenti in giurisprudenza , avvocati ed amici. Purtroppo la conclusione dell’anno scolastico richiede per me un maggior impegno temporale. Resto comunque in attesa di contributi.
Visto che qui molto spesso scrive il vicesindaco del comune di Sant’Angelo in Vado dove risiedo, Fabio Gostoli (anche la minoranza legge e scrive qui), gli chiedo di intervenire in merito. Dato che nelle e mail private, che non intendo pubblicare, ma sulle quali sono disponibile ad informare chi voglia ragguagli, vedendoci in faccia però, basta che mi fermi per strada e me lo chieda, si sosteneva la perfetta trasparenza del sito del comune di Sant’Angelo in Vado, riporto parte della mia risposta. E’ pur vero che un conto è l’albo pretorio on line e un conto è la semplice pubblicazione nel sito, basta però che i documenti siano comunque presenti; la pubblicazione dei documenti nell’albo pretorio on line da la definitiva legalizzazione ad essi; inoltre è pur vero che è prevista una durata temporale ai fini legali, ma è altrettanto vero che essi possono rimanere pubblicati nello storico senza bisogno di eliminarli e qui l’informatizzazione viene in aiuto; infine è vero che di alcuni documenti non è prevista espressamente la pubblicizzazione, ma essendo comunque dati pubblici possono essere messi alla luce sempre della trasparenza e della dovuta informazione al cittadino, che deve essere informato su quanto accade nel territorio di residenza.
“La legge regionale sulla forestazione, citata nel post, è del 2005 e riporta la pubblicazione delle autorizzazioni, comunicazioni, denunce riguardo le piante protette; mai una comunicazione in tal senso nel sito istituzionale. L’albo pretorio on line è in vigore dal 1 gennaio 2010 ed ha valore legale dal 1 gennaio 2011; è partito da luglio 2010. Entriamo all’interno e vediamo subito che manca lo storico e non sono raggiungibili date diverse dalle 6 pagine attualmente visibili. Fra l’altro lo strumento informatico permette con semplicità l’archiviazione dei documenti, non è proprio necessario toglierli.
Prendiamo la verifica di assoggettibilità della pubblicazione 204. Si tratta di un progetto costruttivo, quindi va pubblicato tutto il carteggio. A parte che qui è inserito come un file di posta elettronica, spero quindi che si tratti di un errore, ma è incompleto; a dirlo è il T.U. Ambientale all’art. 24 che al comma 1 dal 2006 prevede la pubblicazione nel sito dell’amministrazione competente e al comma 10 inserito dal 2008 prevede che “tutta la documentazione istruttoria sia pubblicata nel sito web”. Nel sito del nostro comune non c’è e non lo si faceva prima. E’ pur vero che anche la Provincia fa così, ma sbaglia quanto la nostra amministrazione.
Dov’è riportata la documentazione e carteggio, ancora in fase di pubblicazione, dell’elettrodotto del nuovo impianto eolico di Urbania: assente. Dove sono i permessi di costruire (anche questi devono essere completi) assenti, le DIA, oggi SCIA, che venivano prima appese al vecchio albo: assenti; i decreti del sindaco, assenti. Ti ricordo che è proprio la pubblicazione nel sito, che da la validità legale alla documentazione e che essa deve essere inserita, anche se è un altro ente a dare le effettive risposte autorizzative. La convenzione di Aarhus recepita in Italia attraverso una legge del 2001 prevede proprio la partecipazione dei cittadini attraverso il coinvolgimento nella gestione democratica del territorio e l’accesso ai documenti è la prima via a questo passaggio. Molte leggi successive contengono l’obbligo di pubblicazione dei documenti nei siti. Non solo, devono essere pubblicate le date delle conferenze dei servizi, per dare appunto la possibilità fare osservazioni, di partecipare ai portatori di interesse diretto, diffuso e collettivo, vedi ad esempio Acqualagna. O anche inserire le analisi delle acque potabili, dati pubblici, vedi Urbania.”

Resto in attesa di risposte.
Peppe Dini

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Trasparenza amministrativa: una eccellenza
Post di Peppe Dini del 31 marzo 2011 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 880 volte)

Trasparenza amministrativa: una eccellenza.

Questi giorni, sto analizzando per il WWF Marche, gli albi pretori on line dei comuni della nostra provincia. Un lavoro abbastanza ampio, che ci permetterà di giudicare la trasparenza dei vari enti locali in base, appunto, a quanto pubblicano nel loro sito ed in rispetto delle normative vigenti. Non vi nascondo sorprese di vario genere, ma qui voglio indicarvi una giusta eccellenza: l’assessorato ambiente del Comune di Urbania, che pubblica le analisi delle acque potabili del proprio comune. E’ quello che chiedono sia le normative nazionali nella loro più ampio intervento, che la normativa regionale dedicata. D’altra parte non si capisce proprio perché il cittadino, non debba conoscere le caratteristiche delle acque che beve e paga: per accedervi dovrebbe fare richieste continue, che debbono essere soddisfatte. Bene quindi ha fatto assessorato ambiente a renderle pubbliche: che siano tutte le analisi e che l’iniziativa continui nel tempo.
Qualche appunto occorre farlo. Non è dato risalto dell’iniziativa sulla home page del sito; anzi sarebbe più opportuno che siano pubblicate nell’albo pretorio ondine, dove acquisterebbero il loro effettivo valore legale ed in formato standard riconosciuto .pdf.
D’altra parte ancora su questo occorre migliorare la pubblicazione, non solo nei comuni , ma anche in Provincia e perfino in Regione: la progettazione degli impianti deve essere effettuata con tutta la documentazione, lo chiede espressamente il testo unico ambientale, debbono essere pubblicate tutte le conferenze dei servizi, al fine di poter inviare le osservazioni degli interessati o chiedere la partecipazione, la SCIA (ex DIA) non viene pubblicata, mancano le autorizzazioni dell’abbattimento delle piante, ma tutto questo sarà il tema di un prossimo intervento.
Nel frattempo faccio i miei complimenti all’assessore Venturi.

http://www.comune.urbania.ps.it/ev/images/ambiente_home.html

Peppe Dini
 

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Trasparenza amministrativa: gli altri la devono applicare , noi no, boh, chissà!
Post di Peppe Dini del 08 dicembre 2010 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 1227 volte)

Trasparenza amministrativa: gli altri la devono applicare , noi no, boh, chissà!


Su questo sito il sindaco del comune di Urbania, faceva riferimento a proposito del Fotovoltaico di Ripe, ad altri due progetti presentati all’ente. Al 30 ottobre faccio richiesta di accesso dei relativi dati riferiti alle autorizzazioni paesaggistiche, redatti dallo stesso comune che assieme ad Urbino, non ha delegato per questa mansione la Com . Montana , come hanno fatto gli altri.
Vi metto qui la risposta ricevuta dall’Ufficio Tecnico:


Ho riscritto il 12 novembre sostenendo che:
L’autorizzazione paesaggistica, “applicata all’autorizzazione di impianti fotovoltaici, seppure fa parte del procedimento autorizzativo complessivo rilasciato dalla provincia (endoprocedimento), risulta di fatto una pratica a sé, dove l’ufficio preposto, esprime il proprio parere alla luce degli eventuali vincoli esistenti sul posto, parere quindi espresso in base alla documentazione disponibile.” Quindi non solo ci sono i documenti , ma debbono essere messi a disposizione di chi li richiede; nulla conta che fanno parte di un procedimento più ampio
Che gli enti hanno l’obbligo di inserire tutti i procedimenti delibere e documenti prodotti nel rispettivo sito ( a gennaio entrerà in vigore l’albo pretorio informatico); fra l’altro nel sito ufficiale non c’erano quelli degli impianti FV, ma erano pubblicate due autorizzazioni paesaggistiche per due abitazioni a San Silvestro, a conferma di quanto affermato.
Che a nulla vale, ai fini dell’accesso agli atti, il fatto che i procedimenti siano conclusi; il cittadino ha diritto di accedere a tutti i documenti depositati nell’ufficio a cui è inoltrata la richiesta.
Ho ribadito che per l’impianto del Muraglione avevo fatto gia richiesta di essere tenuto informato, a gennaio e di richiedere i pareri paesaggistici, rilasciati dal comune di Urbania per gli impianti FV di Ripe, di Muraglione, di S. Giorgio.
Mancano pochi giorni alla scadenza di 30 gg dal 12 nov. Spero nelle risposte, diversamente dovrò diffidare.

Vorrei concludere con le parole di Gaber, spero che siano di insegnamento per tutti quelli che si riempiono la bocca di democrazia:
“Libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione.
Libertà non è uno spazio libero,
Libertà è PARTECIPAZIONE”

Peppe Dini

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Trasparenza amministrativa
Post di Peppe Dini del 12 settembre 2010 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 660 volte)

Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale
Matteo Ricci
 

Sant’Angelo in Vado 08.09.2010

Lettera aperta

Ho visto questi giorni, la risposta della dott.ssa Cecchini, all’interrogazione scritta del consigliere provinciale Massimo Papolini, circa le autorizzazioni rilasciate in merito agli impianti eolici e fotovoltaici.
Vi leggo che dal gennaio 2008 fino ad oggi, i soli permessi energetici, ammontano a 106 di cui 61 solo per il 2010.
Mi sono accorto, che di tutti questi provvedimenti, non esiste traccia nel sito dell’ente, né vi sono riportati i documenti in formato digitale nell’albo pretorio informatico, come prevedono le norme statali sulla trasparenza, eccetto quelli emendati dall’ufficio VIA.
Più volte mi sono permesso di scriverle, senza avere da lei alcuna risposta, relativamente alla pubblicazione delle date delle conferenze di servizio, effettuate da tutti gli uffici preposti e dei dati progettuali presentati. In questa maniera, chiunque interessato avrà modo di prendere visione di ciò che si vuol realizzare nel proprio territorio. Solo così, i confinanti, gli espropriandi, i vicini, i portatori di interesse diffuso e collettivo, potranno intervenire in merito ai procedimenti che si intendono realizzare nella loro zona
Personalmente sostengo, suffragato da sentenze e giuristi, che gli interessati possono partecipare anche alle conferenze di servizio, cosa che alcuni suoi dirigenti, non tutti, hanno già dispoticamente negato. Non effettuando la pubblicazione dei dati e delle conferenze dei servizi, i suoi uffici impediscono la partecipazione dei cittadini, almeno con le osservazioni scritte ai progetti presentati, legittimamente previste.
Ciò significa che gli abitanti, devono essere coinvolti nella gestione del proprio territorio e che “la divulgazione delle informazioni richiede un ruolo attivo e comunicativo delle istituzioni: deve essere effettuata nel rispetto del principio dell'immediatezza e tradursi nella creazione di reti automatizzate delle informazioni”; è la convenzione di Aarhus recepita in Italia con una legge del 2001.
La democrazia partecipativa non è un alterco col cittadino scocciatore, ma serve proprio ad evitare fastidiosi contenziosi postumi. Si veda il fotovoltaico di Ripe di Montelabbate, dove i vicini non al corrente della realizzazione, si sono fermamente opposti a lavori iniziati.
Fra l’altro, ho richiesto i dati di quell’impianto al responsabile dell’ufficio energia, che nonostante la mia successiva diffida non ha risposto, così come non ha risposto ad una mia segnalazione, ben oltre i 30 giorni previsti, più volte inviata, il dirigente del servizio edilizia ed anche il servizio caccia per un rilevo sul Sentiero Italia
Insomma, credo che tutto l’ente pubblico che presiede, debba fare un vero sforzo per istruire tutti quei dispositivi, previsti dalle normative sulla trasparenza e partecipazione, al fine di coinvolgere tutti i cittadini, attori nella gestione del proprio territorio.

Resto in attesa di una sua risposta.
Giuseppe Dini
 

Foto tratta da Facebook eolico

Le normative di riferimento:

L. 7-8-1990 n. 241 sull'accesso agli atti amministrativi e trasparenza

Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 195
"Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale"


Legge 16 marzo 2001, n. 108
"Ratifica ed esecuzione della Convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, con due allegati, fatta ad Aarhus il 25 giugno 1998"

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Trasparenza amministrativa digitale
Post di Peppe Dini del 13 giugno 2010 in ecologia (Sfogliato 789 volte)

Noto con piacere che questo spazio web è molto frequentato anche da politici amministratori. Vedo spesso comunicazioni ufficiali o meno che appaiono con grande risalto. Credo però che sia importante che i siti delle proprie amministraziani siano la vera finestrra aperta ai rispettivi cittadini , dove riportare tutte le informazioni del proprio comune. Solo così fra l'altro si rende il proprio sito vivace e vedibile. Ora è necessario che questi siti ufficiali siano completi anche di tutto quanto le norme chiedono in fatto di trasparenza amministrativa. Vi metto qui un mio articolo che ho diffuso e resto a disposizione per qualsiasi informazione.

Peppe Dini

TRASPARENZA AMMINISTRATIVA ELETTRONICA

A luglio entrerà in vigore per tutte le amministrazioni pubbliche, l’obbligo di dotarsi dell’albo pretorio informatico. E’ la conseguenza della voluta digitalizzazione di tutti i comparti, da parte del Ministro Brunetta, che attraverso il Codice dell’Ammistrazione Digitale del 2005 aveva previsto anche questa innovazione.
Contenuti simili erano inseriti anche nella legge sulla trasparenza amministrativa, che attraverso le sue modifiche prevede, ad esempio, che i progetti presentati dai privati alle conferenze dei servizi, devono essere riportati anche su supporto digitale.
Altra innovazione prevista da Ministro, è che entro il 30 giugno 2009 tutti gli uffici pubblici dovevano dotarsi di Posta Elettronica Certificata PEC. Oggi, in epoca di computer e internet, la posta elettronica, e-mail, come viene chiamata, è un modo veloce per comunicare. La PEC ha lo stesso ruolo, solo che garantisce la spedizione, la consegna e la firma del messaggio informatico.
La giusta conseguenza è che essa ha valore di una raccomandata postale, se scritta ad un semplice indirizzo elettronico, se scritta ad un’altra PEC, è una raccomandata con ricevuta di ritorno, oggi tutte col relativo valore legale.
E’ giusto quindi che gli amministratori si adeguino a queste disposizioni, per garantire la trasparenza degli atti ai propri cittadini; molti ne parlano, ma diversi ancora non riescono ad adeguarsi a quanto chiede la normativa.
Fra l’altro la regione Marche ha messo a disposizione da qualche anno la Posta Raffaello, distribuita gratuitamente anche ai cittadini che la richiedevano; essa garantisce la certificazione digitale della propria firma e al tempo stesso è anche PEC. La maggior parte delle amministrazioni locali ha questo servizio regionale che diventa sempre più diffuso. Nessuno però si è accorto che ha un grosso limite; è capace di ricevere tutte e-mail certificate e non, ma risponde solo allo stesso indirizzo provider (gestore del servizio) “emarche.it”. Ciò significa che chi ha questo servizio non può rispondere, al momento, ai sevizi PEC di altri gestori. Ho scritto e comunicato questo alla Regione Marche, ma non ho avuto risposte.
Anche i professionisti e le nuove imprese, nel giro di tre anni, dovranno dotarsi di posta elettronica certificata. Perciò anche i gestori di servizi pubblici, sono parificati alle amministrazioni e devono avere la PEC. Non solo, dato che è possibile chiedere loro l’accesso agli atti amministrativi relativi al servizio prestato (art.23 L. 241/90), deve essere possibile avere in chiaro sul sito e sulle loro comunicazioni, i responsabili dei procedimenti cui potersi rivolgersi. L’epoca dell’anonimato dove sigle importanti nascondono i funzionari addetti, è finita da tempo: non si può comunicare ufficialmente con l’agenzia call-center senza avere i loro dati precisi, o inviare le proprie rimostranze semplicemente ad un numero fax, né tanto meno avere solo una scritta illeggibile, sotto la sigla Telecom, Opitel, GeRi, Equitalia, Enel, Hera, MarcheMultiservizi, ASET, soprattutto negli atti di contenzioso.
Quindi nei loro bellissimi siti, dovranno riportare anche i nominativi dei responsabili, cui poterci rivolgere.
Vediamone qualche applicazione. Il mio comune ha quattro poste certificate “emarche.it”, relative agli uffici, ma non sono riportate sul proprio sito; sono però disponibili gli indirizzi elettronici classici dei vari responsabili e una serie di link a siti diversi fra cui il blog del vicesindaco; stessa cosa presso il Servizio di Prevenzione dell’Asur di Urbino, dove è possibile trovare gli indirizzi dei vari responsabili, ma non la posta certificata, che però figura sul sito generale dell’Asur Marche. Tutti gli sportelli dei servizi per le unità produttive dei comuni consorziati, SUAP, sono muniti di posta certificata. Difficile reperire invece i riferimenti del servizio sanità pubblica dell’azienda ospedaliera di Fano. Lo stesso servizio di Pesaro ha la PEC certificata a volte non funzionante. Sul sito della Prefettura non è possibile trovare la PEC. La Camera del Commercio di Pesaro l’ha in bella evidenza. I diversi gestori dei servizi pubblici acque e rifiuti, trasporti, della nostra provincia, nei loro siti, rimandano le comunicazioni ad un generico indirizzo elettronico. Per un navigatore di internet è possibile constatare direttamente queste mie affermazioni anche su altri spazi web pubblici.
Ho informato di tutto questo l’Autorità Garante delle comunicazioni ed il Ministro Brunetta attraverso le loro PEC. Invito i cittadini a sollecitare, anche attraverso le associazioni dei consumatori, sia i gestori dei servizi che gli enti pubblici, affinché si muniscano di tali strumenti di trasparenza amministrativa per i cittadini. Basta scrivere in PEC, fare le proprie richieste chiedendo di conoscere il nominativo del responsabile del procedimento; se non arriva risposta, dopo 30 giorni, si riscrive diffidando e dando un tempo massimo, aggiungendo il rischio per il funzionario, di “rifiuto di atti d’ufficio” e inviando all’indirizzo PEC della Procura.
Stiamo semplicemente difendendo i nostri sacri diritti.

Sant’Angelo in Vado 11.06.2010
Giuseppe Dini

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Quello corretto è questo:
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Con ...
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