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Informazioni e post dell'autore Gambioli Giuseppe. Altrometauro.net, Il blog dell'Alto Metauro

ACQUA: aato - ANCORA SI PERISTE NEGLI ERRORI
Post di Gambioli Giuseppe del 17 dicembre 2010 in tutela del territorio (Sfogliato 858 volte)

Nell’assemblea consortile dell’AATO i 60 sindaci hanno approvato il nuovo piano della gestione del ciclo integrato dell’acqua, in sostanza una sconfessione totale del precedente progetto che Provincia, Marche Multiservizi, Apes, Aset, ecc avevano approvato con grande enfasi poco più di un anno fa e ora liquidato dal presidente della provincia Ricci come un libro dei sogni. La dimostrazione, se ancora c’è n’era bisogno, che questo centro sinistra non è in grado di portare avanti con coerenza e professionalità scelte programmatiche fondamentali come quella dei servizi. Due anni buttati al vento, a spese della comunità, mentre la situazione del sistema idrico è al limite della decenza: la depurazione in molti casi è fuori dai parametri europei, con il Foglia, il Metauro e il Cesano altamente inquinati nel periodo di magra e manca un criterio equo delle tariffe, con la conseguente ingiustizia che i cittadini dell’entroterra devono pagare tariffe più elevate.
Nella speranza che anche questo nuovo progetto non definisca nel libro dei sogni e si affronti seriamente la questione delle tariffe, il PRI chiede, indipendentemente dal numero dei gestori, che la tariffa sia unica e tenga conto della situazione di disagio dei cittadini dell’entroterra. Chi ha meno servizi pubblici dovrebbe anche pagare meno tasse e in questo caso, dopo anni di ingiustizia per aver pagato una tariffa maggiore, la perequazione con i cittadini rivieraschi non è sufficiente.
Il PRI chiede inoltre di investire più sulla qualità del servizio e degli impianti, soprattutto per quanto riguarda la riduzione delle perdite delle condotte idriche e il riutilizzo delle acque reflue ad uso industriale. Se poi si vuole veramente riqualificare il corso dei nostri fiumi, si dovrà cambiare registro mentre ancora si pensa ad altri prelievi o addirittura di potenziare l’acquedotto del Monte Nerone, come è previsto in questo nuovo progetto (sic!), quando è lapalissiano il grande danno che la captazione alla sorgente del Giordano ha perpetrato all’habitat circostante e al Fiume Metauro.              Cagli 17 dicembre 2010 

Il Segretario Regionale Pri   Marche

Ing. Giuseppe Gambioli
 

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Nei giorni festivi l'ENTROTERRA è ISOLATO
Post di Gambioli Giuseppe del 11 dicembre 2010 in tutela del territorio (Sfogliato 771 volte)

Il trasporto pubblico nelle Marche non è affrontato come un servizio interdipendente e collegato tra le varie aree. Lungo la costa ci sono treni, pulman e autobus che svolgono un ottimo servizio, mentre nelle zone interne il servizio è molto carente al punto che nei giorni festivi intere vallate sono completamente isolate senza neanche una corsa. Un’ingiustizia incomprensibile che va a discapito delle popolazioni più disagiate che si accentua drammaticamente nel periodo di ferie estivo e sotto le feste natalizie.
Una grande ingiustizia se è vero che tutti paghiamo tasse uguali, indistintamente da dove si abita, quando poi questo criterio d’uguaglianza non è applicato per i servizi più importanti come il trasporto pubblico.
I cittadini di Cagli, Urbania, Pergola, ecc ma con esse anche quelli degli altri comuni, non pretendono una corsa pubblica ogni ora, ma il buon senso vorrebbe che almeno due corse al giorno nei giorni festivi siano ripristinate.
Non comporterebbe una grande spesa, favorirebbe l’utilizzo del mezzo pubblico e quindi si avrebbe minor traffico nelle città costiere e a sua volta renderebbe più efficiente e più redditizio il trasporto pubblico attuale della costa.
Ci si lamenta che le stazioni ferroviarie di Pesaro e di Fano dal 12 dicembre saranno ulteriormente penalizzate con la soppressione di altre fermate. Ma non si comprende che il calo dei viaggiatori, la vera causa del declassamento, che va a favore di Rimini, è causato dal fatto che tre intere vallate dell’entroterra sono completamente isolate? Come dovrebbe fare un cittadino o un turista che è privo di un mezzo privato a prendere il treno a Fano o a Pesaro?
Il PRI condanna la gestione miope della regione Marche e sollecita il Presidente della provincia, il sindaco di Pesaro e di Fano ad adoperarsi affinché comuni come Cagli nei giorni festivi abbiano un servizio di trasporto pubblico adeguato. Un servizio pubblico essenziale che andrà a beneficio non solo alle popolazioni dell’entroterra ma anche a tutta la provincia, poiché gli effetti si ripercuoteranno positivamente sul territorio in tanti settori; economico, culturale, sociale e turistico.                                                                    Cagli, lì 10 dicembre 2010

Il Segretario Regionale Pri Marche                                                                                                Ing. Giuseppe Gambioli
 

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GESTIONE RIFIUTI PESSIMA: RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 14 PER CENTO, TASSE ALTE E FANGHI INDUSTRIALI DA ALTRE REGIONI PER FARE CASSA
Post di Gambioli Giuseppe del 02 dicembre 2010 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 694 volte)

GESTIONE RIFIUTI PESSIMA: RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 14 PER CENTO, TASSE ALTE E FANGHI INDUSTRIALI DA ALTRE REGIONI PER FARE CASSA
NO ALLO STATUS QUO COME VORREBBE RICCI

Il decreto Ronchi secondo il presidente Ricci è sbagliato, non migliora i servizi e vuole espropriare gli enti locali. Nulla di più falso. Fino ad ora abbiamo avuto una serie di finte privatizzazioni con aziende che al posto di dare un servizio trasparente ed economico, sono state fonte di clientelismo, di lottizzazione dei partiti e di bilanci fallimentari. Più volte si sono fatte delle operazioni di salvataggio di aziende come Acquagest, poi messa in liquidazione, Megas, Natura e SIS, con aggravio sulla collettità senza migliorare il servizio. L'ultima operazione scandalosa e piena di ombre è quella di pareggiare i conti lasciati in rosso da Natura con lo stratagemma di portare 90 mila tonnellate di fanghi industriali nella discarica di Cagli. Una scempiaggine che metterà in crisi la raccolta dei rifiuti urbani su tutta l'area del Montefeltro.
L’attuale gestore Marche Multiservizi Spa nasce come un gioco di scatole cinesi, dalla fusione tra le società di Megas Spa e Aspes Multiservizi spa che a sua volta avevano assorbito rispettivamente Natura Srl e SIS Spa, con all’interno il privato Hera, socio Aspes, in quota al 20 per cento con prelazione fino al 40 per cento.
In questi decenni abbiamo avuto una gestione dei servizi pubblici in cui il potere politico locale ha fatto da padrone e di volta in volta, in un clima oligarchico, senza alcuna gara pubblica, ha coperto le magagne di queste società mettendo in secondo piano l’economicità e l’efficienza del servizio.
Oltre ai problemi economici non certo secondari si deve registrare un fallimento anche sulla gestione dato che a tutto oggi la raccolta differenziata nei comuni del Montefeltro è alla scandalosa quota del 14 per cento, inferiore alla Campania, e fatto ancor più grave quello di smaltire nelle nostre discariche fanghi industriali provenienti da altre zone. In questo modo i cittadini vengono beffati due volte: pagano più tasse per una raccolta dei rifiuti inadeguata e, per cattiva gestione, “pagano” l'acquisizone di fanghi non nostri.
L’indicazione della Comunità europea che impone la gara pubblica per il futuro gestore costringe a mettere in campo strategie di gestione valide, trasparenti ed economiche e portare un cambiamento virtuoso ad una situazione che penalizza i cittadini e si vorrebbe che restasse tale.
Il PRI è quindi fortemenmte contrario al monopolio esistente di queste aziende fallimentari, lontane dalla trasparenza e dagli standar nazionali e considera una vera sciagura se si realizzasse un grosso monopolio regionale al fine di evitare la gara pubblica e continuare con lo status quo.                                                                            Cagli 02 dicembre 2010                                                                                                                 Il segretario regionale del Pri delle Marche
Giuseppe Gambioli
 

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FANGHI alla discarica di CAGLI - Urbania, con i rifiuti di Cagli e altri sei comuni, chiuderà presto. Ci proporranno, dopo i fanghi un INCENERITORE?
Post di Gambioli Giuseppe del 22 novembre 2010 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 2039 volte)

A CAGLI. LA DISCARICA CHIUSA IN ANTICIPO DI TRE ANNI PER PORTARE FANGHI INDUSTRIALI                                                                                                                          Quello che avevamo preannunciato si è avverato nel giro di poco tempo: l’Amministratore delegato di Marche Multiservizi, il dott. Mauro Tiviroli, dal 15 novembre ha vietato, ai comuni di Acqualagna, Apecchio, Cagli, Frontone, Piobbico, Serra S. Abbondio di conferire i propri rifiuti urbani presso la discarica Cà Guglielmo di Cagli, e di portarli alla discarica di Cà Lucio di Urbino. Marche Multiservizi ha chiuso la discarica di Cagli tre anni prima del suo esaurimento perché, al posto dei rifiuti urbani vuole smaltirci circa 5 mila tonnellate di fanghi industriali al mese. Fanghi provenienti dall’industria della costa e fuori regione per il semplice motivo di fare cassa e costituire così un apposito Fondo Ripristino Discarica e Gestione Post esercizio.
Per il PdL, la Lega Nord e il PRI questo è un grave fatto che si sta consumando sotto il silenzio più assoluto di questa amministrazione, disattendendo l’art. 5 del Protocollo che impegna il Comune di Cagli a rendere edotta la comunità degli obiettivi, ecc. garantendo tutte le forme di comunicazione atte ad innalzare il livello di partecipazione collettiva ed individuale dei cittadini.
Viene spontaneo chiedersi, se la Comunità montana in soli tre anni di gestione aveva accantonato un bel gruzzolo di 900 milioni di lire, passati poi a Natura nel’93, come mai il Fondo Post-Mortem della discarica, al posto di aumentare in 17 anni di gestione, non c’è più?
Perché i cittadini devono pagare due volte per la chiusura della propria discarica, prima con le tasse ed ora con i fanghi?
Oltre ad un problema economico e gestionale poco chiaro il fatto è gravissimo perché portando a Cagli i fanghi prodotti da fuori, oltre aver chiuso la nostra discarica prematuramente si accelera anche la chiusura della discarica di Urbino e quindi nel giro di pochissimi anni il nostro entroterra non avrà un sito dove smaltire i propri rifiuti urbani.
Una politica scellerata che porterà il problema dello smaltimento dei rifiuti urbani all’esasperazione e allora, come da copione, arriveranno i salvatori della situazione proponendo un bel inceneritore.
Il PdL, la Lega Nord e il PRI sono fermamente contrari a questa amministrazione che ha firmato un protocollo in cui si accetta di portare a Cagli fanghi industriali. Un errore grave, irrispettoso della volontà dei cittadini, dell’ambiente, della gestione di un servizio pubblico che dovrebbe essere il più trasparente possibile e foriero di altri guai come appunto un futuro inceneritore nel nostro entroterra.                                                        Cagli 22 novembre 2010

Il capo gruppo consilgiare del PdL di Cagli                                                                Giuseppe Gambioli
 

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Ospedale Unico - Mezzolani dia dati certi e faccia meno demagogia
Post di Gambioli Giuseppe del 07 settembre 2010 in sanità (Sfogliato 717 volte)

OSPEDALE UNICO: MEZZOLANI DIA DATI CERTI E FACCIA MENO DEMAGOGIA

L’assessore Mezzolani e la giunta regionale sono convinti che l’ospedale unico Pesaro-Fano si debba fare, che sarà una grande opportunità per la Sanità marchigiana e per l’economia al punto da diventare motore di sviluppo anche per gli altri settori come le infrastrutture e il tessuto urbanistico delle due città. Per l’Assessore l’ospedale unico è anche una grande opportunità politica che caratterizzerà il centro sinistra nel mondo del lavoro e della produzione. L’assessore promette tempi brevi, entro il 2015 avremo la nuova struttura da inaugurare, risparmi economici stratosferici stimati fino al 35%, che verrebbero reinvestiti nella sanità e la riduzione drastica della mobilità passiva verso le regioni limitrofe. Rimane il problema del sito ma i cittadini di fronte a questi vantaggi sapranno scegliere velocemente.
Il PRI di fronte a questa prospettiva rosea non potrebbe non essere d’accordo ma dalle dichiarazione dell’assessore Mezzolani emergono due elementi che preoccupano notevolmente: primo l’assessore quando parla dei soldi da impegnare usa l’imperfetto come dire: i soldi c’erano ma oggi ho qualche dubbio. Secondo aspetto a mio avviso molto più grave è quello di attribuire all’ultima Finanziaria l’eventuale soppressione dei 150 milioni di euro necessari per la realizzazione del nuovo ospedale.
Su un progetto che coinvolge 200 mila cittadini, su un bene fondamentale come il diritto alla salute, non credo che ci si debba scherzare sopra o farci una speculazione politica. E’ assurdo dichiarare che il governo ci ha tolto i soldi per l’ospedale unico ma noi siamo così bravi che i soldi li troveremo ugualmente! Questa è demagogia! L’ospedale unico, una volta deciso di realizzarlo e quindi inserito nella programmazione triennale, non potrà essere in balia di nessuna Finanziaria, poiché la regione ha la massima autonomia di gestire il proprio baget come crede. L’importante è crederci. Il piano triennale della sanità dovrebbe essere serio e realizzabile e non un cartello elettorale come più volte è accaduto.
Il PRI aspetta quindi che l’assessore Mezzolani comunichi dati certi sia sui soldi necessari per la costruzione della struttura, sia sui tempi di realizzazione. Altrimenti chi si preoccupa che gli attuali ospedali verranno ancora di più penalizzati a spese di Ancona ha ragione da vendere!
Cagli, lì 02 settembre 2010

                                                                                                    Il Segretario Regionale Pri Marche

                                                                                                             Ing. Giuseppe Gambioli
 

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SANITA' e SPRECHI - Il personale amministrativo in % è PIU' del DOPPIO della LOMBARDIA
Post di Gambioli Giuseppe del 11 giugno 2010 in Politica (Sfogliato 1082 volte)

Il governatore Spacca, l’assessore Marcolini condannano la manovra finanziaria perché sono costretti a rivedere la spesa corrente e demagogicamente dichiarano che verranno tagliati servizi indispensabili. Dichiarano di essere già una regione virtuosa e praticamente i tagli saranno difficili da effettuare perché secondo loro non c’è più nulla da tagliare se non interventi a discapito di alcuni servizi fondamentali che a loro dire andrebbero a punire i più deboli, partendo dagli asili nido, dalle scuole materne, dagli anziani, ecc. A mio avviso anche se è sempre difficile effettuare tagli, non si comprende perché si dovrebbe incidere sulle fasce più deboli e non su quelle più abbienti o addirittura su strutture che non hanno alcuna ragione di esistere poiché doppie o triple e basterebbe una semplice razionalizzazione per ridurne drasticamente il numero senza incidere minimamente sul servizio. La lista è lunga tra cui abbiamo l’ATO, l’Ersu, l’Assam, la Svim, l’Erf, l’Ars, l’Erap, ecc. Ma quello che più salta agli occhi è lo sperpero nel settore sanitario che assorbe quasi tutta la spesa corrente della regione. Ancora ci sono una pletora di direttori, vice, ecc con le 13 Zone Territoriali, una regionale e due per le Aziende Speciali quando ne basterebbe appena quattro. Una bella sforbiciata passare da 16 a 4 senza colpo ferire! Inoltre se guardiamo le risultanze pubblicate dalla Confartigianato, che ha incrociato i dati dell’Istat, del ministero della Salute e della Banca d’Italia, risulta che nella Sanità non siamo così efficienti come vorrebbe farci credere l’assessore Mezzolani. Un dato per tutti: la Lombardia ha 10 impiegati amministrativi per ogni 10 mila abitanti mentre le Marche ne ha 24. Abbiamo più del doppio di personale dietro alle scrivanie con un efficienza del servizio, misurata in percentuale di utenti in fila per più di 20 minuti, pressoché uguale: 37,8 per la Lombardia contro il 34, 1 della nostra regione. Se poi consideriamo che il dato della Lombardia è penalizzato poiché non ha una sanità passiva come la nostra, in quanto ha diversi punti d’eccellenza che richiamano pazienti da tutta l’Italia, si comprende che non siamo efficienti come vorrebbero farci credere. Credo che per ridurre le spese sia opportuna meno demagogia e più buonsenso a partire dal dimezzamento del personale amministrativo nella Sanità e dalla riduzione delle Zone Territoriali senza mettere a repentaglio l’efficienza del servizio, che tra sanità passiva e liste d’attesa scandalose, c’è ancora tanto da fare. Senza parlare dei tagli alla casta politica, che a parole si sono espressi favorevolmente diversi consiglieri regionali ma nei fatti non si intravede nulla di nuovo, altro che chiudere gli asili nido e le scuole materne!! Cagli, lì 09 giugno 2010 Il Segretario Regionale Pri Marche Ing. Giuseppe Gambioli

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13 ASL sono uno spreco incomprensibile. Riduciamole a 5 sole, una per provincia
Post di Gambioli Giuseppe del 20 maggio 2010 in Politica (Sfogliato 1042 volte)

Si è parlato tanto di ridurre le spese superflue negli enti pubblici e alcuni consiglieri regionali hanno fatto diverse proposte tra le quali quella di sospendere i vitalizi, di dimezzare l’indennità, ridurre il personale, ecc. Un segnale importante della classe politica che va nella giusta direzione ma non convince molto e che rischia di rimanere nell'album delle buone intenzioni poiché non si interviene in quei settori dove la spesa è veramente troppo alta e non proporzionata al servizio che viene erogato. Mi riferisco ad esempio alla riduzione delle 13 zone della sanità: molto presto saranno rinnovati i Direttori generali e non c'è alcun dibattito che prenda in esame il soprannumero di questi centri di spesa superflui.
Più volte si è detto che sarebbe sufficiente una Direzione di zona per ogni provincia, cinque in tutto, ma ancora una volta verranno nominati 13 direttori, 13 vice direttori, 13 vice dei vice e così di seguito. La verità è che ancora una volta prende il sopravvento la gestione del potere e delle prebende da parte dei partiti: 13 Asl, più le Aziende speciali sono un numero davvero esorbitante per la gestione del sistema sanitario di una regione come la nostra che non arriva ad milione e mezzo di abitanti ma nessuno sembra curarsene.
Ancora una volta la nomina del Direttore generale non è vista come un’opportunità per migliorare e rendere più efficiente l’amministrazione della nostra sanità ma viene utilizzata solo per salvaguardare gli equilibri politici all’interno della nuova maggioranza, PD, Udc e Idv e per tenere buona l’opposizione con la spartizione delle numerose cariche.
Il Pri chiede quindi di congelare gli incarichi attuali e di eseguire le nuove nomine dei Direttori solo dopo aver ridotto il numero delle Asl. Si potrà migliorare la sanità marchigiana solo se si ridurranno gli sprechi e si impegneranno al meglio le risorse, soprattutto all’interno delle nostre strutture ospedaliere sia per ridurre le liste d’attesa, a volte scandalose per i tempi troppo lunghi, sia per riuscire a dare quei servizi altamente qualificati e sicuri a quei tanti cittadini marchigiani che oggi preferiscono curarsi in altre strutture fuori dalla nostra regione.
Cagli, lì 20 maggio 2010
Il segretario regionale del Pri delle Marche
Giuseppe Gambioli

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