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Fermignano: convegno sul rischio amiantoPost di Mino del 10 aprile 2013 in ecologia (Sfogliato 114 volte)
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ECCO GLI 8 PUNTI PER UN GOVERNO DI CAMBIAMENTO PROPOSTI DA BERSANIPost di Mino del 09 marzo 2013 in Politica (Sfogliato 586 volte) Il programma di governo basato su otto punti che qualifichino e chiariscano il senso del cambiamento che il PD vuole per l'Italia.
Proposte di fronte alle quali ciascuno si dovrà assumere la responsabilità di dire un sì o un no davanti al paese.
1. Fuori dalla gabbia dell'austerità
- Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità.
- Conciliare la disciplina di bilancio con investimenti produttivi.
- Ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica.
2. Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro
- Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d'impresa.
- Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie.
- Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.
- Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione.
- Programma per la banda larga e lo sviluppo dell'ICT.
- Avvio della universalizzazione delle indennità di disoccupazione e introduzione di un reddito minimo d'inserimento.
- Riduzione e redistribuzione dell'IMU secondo le proposte già avanzate dal PD.
- Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia.
3. Riforma della politica e della vita pubblica
- Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province.
- Riduzione costi della burocrazia con revisione dei compensi per doppie funzioni e incarichi professionali.
- Revisione degli stipendi di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci
- Legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all'accesso alle candidature e al finanziamento.
- Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.
- Legge elettorale con riproposizione della proposta PD sul doppio turno di collegio.
4. Proposte per la lotta alla corruzione e il falso in bilancio
- Legge sulla corruzione, sulla revisione della prescrizione, sul reato di autoriciclaggio.
- Norme efficaci sul falso in bilancio, sul voto di scambio e sul voto di scambio mafioso.
- Nuove norme sulle frodi fiscali.
5. Legge su conflitti d'interesse, sull'incandidabilità, l'ineleggibilità e sui doppi incarichi
- Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera nella XV legislatura che ha ispirato la proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.
6. Economia verde e sviluppo sostenibile
- Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica.
- Piano per lo sviluppo delle smart grid.
- Programma pubblico-privato per la riqualificazione del costruito e norme a favore del recupero delle aree dismesse e degradate e contro il consumo del suolo.
- Piano bonifiche.
- Rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa economica). Conferenza nazionale in autunno.
7. Diritti
- Norme sull'acquisizione della cittadinanza per chi nasc, cresce e studia in Italia.
- Norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca che fa discendere effetti analoghi a quelli discendenti dal matrimonio e regola in modo specifico le responsabilità genitoriali.
- Legge sul femminicidio.
8. Istruzione e ricerca
- Contrasto all'abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio con risorse nazionali e comunitarie
- Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche nel programma per le piccole opere.
- Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori.
www.partitodemocratico.it/speciale/8punti/home.htm
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VECCHIO TARGHINO, DAL 13 FEBBRAIO TUTTI I CICLOMOTORI DOVRANNO ESSERE MUNITI DI TARGA Post di Mino del 13 febbraio 2012 in informazioni utili (Sfogliato 1015 volte) Il vecchio "targhino" dei ciclomotori da 50cc va in pensione. Dal 13 febbraio circolare con la vecchia targa da "cinquantino" sarà vietato e si rischiano pesantissime sanzioni.
Le multe, infatti, vanno dai 389 ai 1599 euro.
Le nuove targhe, di forma quadrata invece che pentagonale, dovranno essere saldamente ancorate al telaio dello scooter pena una sanzione. le vecchie targhe, invece, erano rimovibili poichè legate al proprietario e non al mezzo (come da sempre avviene in America).
Il provvedimento riguarda esclusivamente i ciclomotori acquistati prima del 14 luglio 2006 poichè i più recenti hanno certamente la targa regolamentare.
Chi ancora ha una targa vecchio modello può fare richiesta di sostituzione alla Motorizzazione civile ed ottenere la nuova targa che, come detto, resterà ancorata al mezzo.
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La Funzione pubblica Cgil di Pesaro e Urbino denuncia con forza il preoccupante stato dell’assetto occupazionale del servizio sanitario nella nostra provincia.Post di Mino del 25 marzo 2011 in sanità (Sfogliato 798 volte)
Gli interventi della Regione sul contenimento dei costi del personale, attraverso lo strumento della limitazione del turn-over, hanno già creato e continueranno a creare, forti disagi, sia per il personale dipendente che inevitabilmente si vedrà aumentare il carico di lavoro sia per i cittadini che di conseguenza non potranno più contare sulla stessa qualità dei servizio fino ad oggi garantita. Nessun processo di riorganizzazione, tanto meno nessuna visione prospettica rispetto a ciò che la sanità pesarese dovrà diventare nei prossimi anni, è stato comunicata in maniera chiara alle organizzazioni sindacali, tanto meno si riesce a comprendere la sua collocazione all’interno del futuro assetto del servizio sanitario regionale. Questa la situazione nelle zone della provincia: è stato chiuso un reparto della Rsa di Galantaraperché la Direzione Asur (zona territoriale 1) non procede alla piena sostituzione del personale il cui rapporto di lavoro è cessato. La stessa ha comunicato di dover procedere ad una nuova definizione dell’organizzazione del servizio del Dipartimento salute mentale e del Distretto che comporterà inevitabilmente un aumento dei carichi di lavoro per il personale.
Nella zona territoriale 2 di Urbino l’impossibilità di assumere il personale nelle Residenze sanitarie assistite e nelle Residenze protette di Urbania, Sant'Angelo in Vado e Macerata Feltria, nasconde una inopportuna riduzione di minuti di assistenza senza riconsiderare i piani di lavoro, con il risultato che un operatore deve governare 20 ospiti non autosufficienti. Per quanto riguarda la zona 3 di Fano con lo scorporo dell’Ospedale Santa Croce, si ritrova con una dotazione organica provvisoria ereditando carenze di personale assistenziale e tecnico ma soprattutto è ancora poco chiara la propria “mission” rispetto ai servizi che la zona vorrà e dovrà garantire.
Sull’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord riteniamo assolutamente anomalo che la stessa Regione provveda da subito a tagliare risorse ad una azienda appena costituita quando invece dovrebbe prevedere nuovi investimenti per agevolarne l’effettiva costituzione. Ci sono, secondo noi, due importanti provvedimenti che l’attuale Direzione dovrebbe immediatamente affrontare per dare un senso a tutta l’operazione: in primo luogo determinare subito una dotazione organica che non sia solo la divisione numerica fatta nel 2010, ma sia il risultato di un’analisi approfondita dei servizi e dell’assistenza, intervenendo quindi sulle attività che dall’unione dei due ospedali risultano doppie (ad esempio i laboratori analisi). Quindi è importante decidere cosa fare a Fano e cosa fare a Pesaro, con quali risorse e personale. Chiediamo anche l’applicazione dell’accordo del 30/11/2010 che impone di definire entro la fine di marzo le committenze tra le due aziende, l’attribuzione dei posti vacanti e soprattutto l’assegnazione del personale amministrativo. Continuare oltre il 31 marzo con l’attuale situazione amministrativa significa rendere ingestibile il sistema.
Se la dimensione del taglio al Fondo sanitario regionale resterà invariata a nostro avviso non saranno più rinviabili scelte nella direzione della riorganizzazione del servizio sanitario regionale. Confidiamo ancora che la trattativa sindacale in corso possa produrre le risposte che lavoratori e cittadini si aspettano, ma, se così non sarà, la Fp Cgil si attiverà per mobilitare i lavoratori in una vertenza a carattere provinciale e regionale.
Segreteria Fp Cgil Pesaro Urbino
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Da l'Unità: la barbarie del test fallometrico (di Delia Vaccarello)Post di Mino del 19 dicembre 2010 in Attualità (Sfogliato 922 volte)E' successo a un cittadino iraniano. Entrato nella Repubblica Ceca ha chiesto asilo in quanto perseguitato perché gay. Gli hanno proposto di sottoporsi al test fallometrico. Che cos'è? Vengono mostrate alcune immagini hard etero mentre un macchinario misura l'irrorazione del sangue nel pene. Se avviene una erezione vorrebbe dire che il soggetto non è gay, In caso di mancata erezione invece la documentazione presentata a riprova della omosessualità e dunque della persecuzione viene accolta. Il cittadino iraniano però non si è detto d'accordo a sottoporsi a una prova degradante e irrispettosa. Si è rivolto a uno stato tedesco. Qui il giudice della corte amministrativa ha accolto la sua richiesta di asilo e ha richiamato l'attenzione della Fra, l'Agenzia dei diritti fondamentali europea, sul contrasto tra il test fallometrico e alcuni articoli della convenzione europea dei diritti umani. La stessa agenzia nel suo sito dichiara il test inefficace: inutile con le persone bisessuali. Non cita il caso delle donne lesbiche perseguitate che sfuggirebbero all'orrendo test . Di fatto la prova fallometrica contrasta con la convezione europea perché sottopone un soggetto a trattamento degradante e invade le sue parti intime. Si tratta di barbarie. Pagine tristi che ancora convivono con gli altri principi formulati in sede Ue. Sapevate dell'esistenza di questi test? C'è qualcuno che pensa davvero che possa essere un test verità sul proprio orientamento sessuale?
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Piano Strategico Provincia 2020 - La Provincia incontra i cittadini (Tour dei Teatri 2010-11)Post di Mino del 27 novembre 2010 in progetti (Sfogliato 1349 volte)Il tour dei teatri 2010-2011 è iniziato da Sant'Angelo in Vado.
Numerosi interventi e una generale condivisione degli obiettivi illustrati dal Presidente della Provincia per far crescere una comunità sempre più caratterizzata da una elevata qualità della vita.
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Fermignano: La lista «Il Ponte» va per conto suoPost di Mino del 26 novembre 2010 in Politica (Sfogliato 2411 volte) Fervono i preparativi per le elezioni amministrative che si terranno nel Comune di Fermignano nella prossima primavera.
L'altro giorno si erano svolte le primarie interne al PD. Il risultato di quelle primarie non è piaciuto ai possibili alleati, da qui la decisione della Lista IL PONTE di andare per proprio conto, come si legge in una nota del Resto del Carlino di oggi:
"IL PONTE va da solo alle elezioni amministrative del 2011: il centrosinistra, Pd, Sinistra per Fermignano e Rifondazione Comunista, perde un alleato. La decisione della lista civica il Ponte è scaturita in seguito alle primarie del Pd, che hanno scelto Emanuele Feduzi candidato e non Matteo Bastianelli. La volontà di concorrere nel centrosinistra per il Ponte derivava «dalla presenza iniziale di interlocutori all’interno del Pd con i quali è stato possibile iniziare un percorso per un progetto slegato dalle vecchie logiche di potere». Il Pd ora è diviso all’interno, la segreteria e la delegazione risultano palesemente sfiduciati, gli accordi sono stati disillusi."
Con i ringraziamenti della Lega e del Sindaco Cancellieri.
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Fermignano: XXVI Gran Premio del Biciclo OttocentescoPost di Mino del 31 agosto 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 756 volte) 4 e 5 Settembre 2010
Storia del Biciclo
L'idea di questa manifestazione che non ritrova riscontro in nessun paese del mondo, nacque e prese consistenza nell'ambito della Pro Loco fermignanese nel 1966 con l'allora Presidente Comm. Pompeo Carotti. Per alcuni anni venne disputato con successo il Gran Premio. Dopo 18 anni di oblio, la Pro Loco di Fermignano (con il patrocinio dell'EPT di Pesaro e Urbino), ha ben pensato di rispolverare i vecchi bicicli e disputare il Gran Premio fra sette contrade che si contendono il "Biciclo d'Oro".
Scheda Tecnica Biciclo
-Altezza ruota ant. cm 120
-Altezza ruota post. cm 40
-Altezza al manubrio cm 154
-Pedali fissi su ruota anteriore
-Forcella su bronzine
-Rivestimento ruota in gomma Piena
-Sviluppo di pedalata 3.8m
-Telaio in acciaio monotrave
Programma
Il programma è disponibile nel sito della Pro Loco di Fermignano: www.proloco-fermignano.it
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Emergenza in pakistanPost di Mino del 30 agosto 2010 in emergenze (Sfogliato 817 volte)
A sei giorni dal lancio dell’appello di raccolta fondi per il Pakistan, AGIRE esprime preoccupazione per la scarsità di donazioni ricevute ad oggi dai cittadini italiani.
“Nei primi cinque giorni di appello su Haiti, la grande mobilitazione dei mezzi di informazione e dei privati cittadini ci aveva consentito di raccogliere una somma cento volte superiore a quella che abbiamo finora ottenuto per il Pakistan”, dice Marco Bertotto, direttore di AGIRE.
Ad oggi, invece, AGIRE e le 5 ONG del suo network impegnate in Pakistan (ActionAid, CESVI, Intersos, Save the Children, Vis) hanno raccolto solo 100 mila euro, una briciola a fronte degli enormi bisogni dei 20 milioni di persone colpite dalla più tragica catastrofe umanitaria degli ultimi anni.
Nonostante queste difficoltà, facendo ricorso a fondi di emergenza e alle donazioni raccolte in altri paesi, le 5 ONG di AGIRE hanno portato aiuti a circa 150.000 persone dislocate nelle aree più colpite, distribuendo cibo, acqua potabile, rifugi temporanei e beni di prima necessità e garantendo assistenza sanitaria attraverso cliniche mobili in grado di raggiungere le zone più isolate.
“Se non verrà superata la difficoltà nel comunicare adeguatamente le dimensioni di questa emergenza e mobilitare di conseguenza i donatori privati, a farne le spese saranno inevitabilmente le comunità beneficiarie degli interventi delle ONG, cioè le vittime di questa tragedia” - continua Bertotto. “Una minore disponibilità di fondi liberi non può che tradursi in un minor numero di vite salvate e di persone assistite”
I fondi raccolti dalle organizzazioni non governative sono sempre più necessari per una adeguata risposta alle emergenze, non solo perché compensano quantitativamente la progressiva riduzione di fondi pubblici disponibili, ma soprattutto perché garantiscono efficienza, minori costi burocratici, stretto contatto con le comunità locali.
Le donazioni a favore delle organizzazioni non governative sono inoltre alla base di un’azione umanitaria libera e indipendente, perché non soggetta ai condizionamenti politici dei governi. Questo elemento è particolarmente significativo in emergenze - come quella in Pakistan – influenzate da instabilità e conflitti interni.
Per questo AGIRE rilancia con forza il proprio appello, e invita a dare massima evidenza ai seguenti canali di raccolta fondi:
- Donazione con carta di credito al numero verde 800.132870
- Donazione on line dal sito internet www.agire.it
- Versamento con bollettino postale sul conto corrente n. 4146579 intestato a AGIRE onlus, via Nizza 154 - 00198 Roma. Causale Emergenza Pakistan
- Bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT28 I 05584 03208 000000000096 - Causale: Emergenza Pakistan
AGIRE onlus è il coordinamento di alcune tra le più autorevoli e accreditate organizzazioni non governative italiane che hanno scelto di unire le proprie forze per intervenire in modo tempestivo sulle grandi emergenze umanitarie.
Clicca qui per donare all'UNICEF
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Camminare in Appennino 2010 - Cooperativa Post di Mino del 10 agosto 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 713 volte)L'iniziativa è promossa dalla cooperativa "La Macina"
Non si ferma mai Camminare in Appennino…
Anche quest’anno vi proponiamo un calendario vario, di escursioni e soggiorni da qui fino a Capodanno. Chi ha una connessione internet ed ha chiesto l’inserimento dei propri dati nel nostro indirizzario, sa che in realta Camminare in Appennino è attivo tutto l’anno, solo che gli avvisi e i calendari viaggiano per via elettronica.
Quest’anno abbiamo deciso ancora una volta di pubblicare un calendario cartaceo (carta riciclata, s’intende), per permettere anche a chi non è dotato di mezzi informatici di fruire dell’iniziativa.
Abbiamo selezionato una serie di percorsi, per lo piu facili, in un’area che spazia tra l’Abruzzo e l’Emilia. Ma la maggior parte delle escursioni si concentrano nel Montefeltro e nel Casentino, dove abbiamo in programma anche divertenti “aquatrekking” cioè uscite “nel” fiume, con giubbotti salvagente, un po’ a piedi e un po’ facendoci trascinare dalla corrente.
Ora ci godiamo l’estate, con le sue giornate che sembrano non avere fine e ci rendono più liberi; cerchiamo il fresco dei boschi, delle cime ventose, dei ruscelli montani e il piacere della vita libera:
libera da indumenti forzosi, dalle convenzioni che regolano la maggior parte del nostro tempo, in grado quindi di poter godere del colore del cielo, del frusciare delle foglie nel vento, del gorgoglìo
senza tempo e senza fretta dell’acqua limpida sulle rocce.
Ma poi godremo l’autunno, la “grande vigilia rossa”, rossa di foglie d’acero e di sorbo, piena di frutti saporiti e dolci. In attesa del “grande bianco”.
Grazie alle racchette da neve (o ciaspole, come vengono chiamate ora) la “cattiva stagione” è infatti diventata invece un’ulteriore ventaglio di possibilita. D’inverno la neve e il ghiaccio
creano infatti quella wilderness temporanea che rende nuovo e pieno di meraviglie anche il sentiero piu consueto. In questo caso pero è indispensabile essere inseriti nella nostra banca dati anche con il proprio numero di cellulare, perché solo questo strumento permette di cogliere le “occasioni nevose estemporanee”.
Esplorare le montagne, vivere le atmosfere dei boschi, dei fiumi, gli orizzonti infiniti e liberi è quello che ci piace fare. E condividere con voi.
Andiamo insieme a “Camminare in Appennino …”


Per informazioni su orari, località precisa di ritrovo e incontro con le guide, nonchè caratteristiche dei percorsi chiamate i seguenti numeri :
segreteria e informazioni
al 0721 700224 – 226
fax 0721 700148
Cell. 335.1743538
e-mail: cea@labter.com
e-mail: cea@lamacina.it
Calendario delle Escursioni Completo 2010
Foto delle passate Uscite Estive o Ciaspolate
Per Tenerti Aggiornato sulle Prossime Uscite Estive e Ciaspolate invia il tuo numero di cellulare o E-Mail a Cea@labter.com
* tratto dal sito del Comune di Fermignano
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Sassocorvaro: Festa del contadoPost di Mino del 10 agosto 2010 in eventi - iniziative (Sfogliato 1550 volte)Nel Medioevo una élite di guerrieri afferma il proprio ruolo sociale e la forza dei propri valori, lealtà, prodezza, altruismo, amor cortese, su uno scenario di piccoli e grandi eventi ma anche di vita quotidiana. E' proprio con il contado e fra il Contado che vive la Sassocorvaro dell'epoca, nel lavoro e nelle feste".
All´interno della manifestazione funzionerannno stand gastronomici, enoteche birrerie, cantine e cantinetta. Per le strade non mancheranno i mestieri medioevali, come fabbri,sellatori,manisclachi. Tutto sarà animato dal corteo composto da mangiafuco,saltimbanchi,giocolieri e naturalmente il corteo storico, composto da più di 200 figuranti.

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URBINO 1° COMUNE IN ITALIA PER IL TURISMO SOSTENIBILEPost di Mino del 10 agosto 2010 in entroterra (Sfogliato 727 volte) Il sindaco Franco Corbucci esprime le proprie valutazioni dopo l’ottimo risultato per Urbino, indicato come il Comune “turisticamente più sostenibile d’Italia” dallo studio effettuato dall'Osservatorio Nazionale Spesa Pubblica e Turismo Sostenibile. Ricordiamo che la ricerca in questione, riguardante l’intero territorio nazionale, ha permesso di compilare per la prima volta la classifica dei comuni più turisticamente sostenibili, mettendo in relazione la spesa pubblica sul turismo con l’occupazione, la società, l’economia e l’ambiente locale. La ricerca è stata promossa dall’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo (EBNT) e dall’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali (IRES) Nazionale, con la partecipazione dell’Unione Province Italiane (UPI) e della Provincia di Rimini. 
“Questo risultato -dice Corbucci- fa giustizia di tante valutazioni critiche sulla valenza del turismo per l’economia della nostra città e del territorio. Stiamo raccogliendo dei buoni risultati dopo che in questi ultimi anni abbiamo dedicato ampie energie per realizzare eventi e promuovere il nostro grande patrimonio storico, artistico e ambientale, oltre che prestare attenzione alla tutela del paesaggio. Se oggi Urbino è al primo posto fra i Comuni italiani ‘turisticamente più sostenibili’ lo si deve all’azione delle Istituzioni, in primo luogo dell’Amministrazione comunale, della Soprintendenza, dell’Università, degli operatori turistici, dei commercianti e delle Associazioni di settore”.
“Sono d’accordo con il Presidente della Provincia Matteo Ricci -afferma il sindaco- quando sostiene che il riconoscimento attribuito a Urbino deve dare forza al progetto che mira a portare l’intero territorio provinciale a essere leader per il BIL, il Benessere Interno Lordo. Dobbiamo fare della qualità il punto di forza del nostro sistema. Tutti questi elementi devono essere la base del progetto strategico provinciale che bene si integra con l’idea del Distretto Culturale Evoluto che Urbino sta promuovendo, come una grande opportunità per definire l’identità e la tradizione di un territorio ‘speciale’ che è Urbino e il Montefeltro”.
“Sono convinto -conclude Corbucci- che molto spesso nella città prevalga il facile pessimismo, mentre, come si può notare, basta uscire dai nostri confini, guardare ai fatti con maggiore oggettività, per comprendere che i tanti turisti, gli studenti e tutti coloro che ci conoscono e visitano la città hanno un’immagine e una percezione ben diversa. Ovviamente questo non ci deve far dormire sugli allori: c’è molto da fare. Dobbiamo ancora lavorare tutti insieme per fare del turismo sostenibile una grande opportunità economica”.
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La globalizzazione dell'operaioPost di Mino del 20 giugno 2010 in analisi socio-economiche (Sfogliato 819 volte) Si spingono in basso salari e condizioni di lavoro per allinearli ai Paesi emergenti. Arriva la nuova “metrica del lavoro” con il computer che controlla.
È possibile che la Fiat non abbia davvero alcuna alternativa. O riesce ad avvicinare il costo di produzione dello stabilimento di Pomigliano a quello degli stabilimenti siti in Polonia, Serbia o Turchia, o non riuscirà più a vendere né in Italia né altrove le auto costruite in Campania. L´industria mondiale dell´auto è afflitta da un eccesso pauroso di capacità produttiva, ormai stimato intorno al 40 per cento. Di conseguenza i produttori si affrontano con furibonde battaglie sul fronte del prezzo delle vetture al cliente.
A farne le spese, prima ancora dei loro bilanci, sono i fornitori (che producono oltre due terzi del valore di un´auto), le comunità locali che vedono di colpo sparire uno stabilimento su cui vivevano, e i lavoratori che provvedono all´assemblaggio finale. I costruttori che non arrivano a spremere fino all´ultimo euro da tutti questi soggetti sono fuori mercato.
Va anche ammesso che davanti alla prospettiva di restare senza lavoro in una città e una regione in cui la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, ha già raggiunto livelli drammatici, la maggioranza dei lavoratori di Pomigliano – ben 15.000 se si conta l´indotto – è probabilmente orientata ad accettare le proposte Fiat in tema di organizzazione della produzione e del lavoro. La disperazione, o il suo approssimarsi, è di solito una cattiva consigliera; ma se tutto quello che l´azienda o il governo offrono è la scelta tra lavorare peggio, oppure non lavorare per niente, è quasi inevitabile che uno le dia retta.
Una volta riconosciuto che forse l´azienda non ha alternative, e non ce l´hanno nemmeno i lavoratori di Pomigliano, occorre pure trovare il modo e la forza di dire anzitutto che le condizioni di lavoro che Fiat propone loro sono durissime. E, in secondo luogo, che esse sono figlie di una globalizzazione ormai senza veli, alle quali molte altre aziende italiane non mancheranno di rifarsi per imporle pure loro ai dipendenti.
Allo scopo di utilizzare gli impianti per 24 ore al giorno e 6 giorni alla settimana, sabato compreso, nello stabilimento di Pomigliano rinnovato per produrre la Panda in luogo delle attuali Alfa Romeo, tutti gli addetti alla produzione e collegati (quadri e impiegati, oltre agli operai), dovranno lavorare a rotazione su tre turni giornalieri di otto ore. L´ultima mezz´ora sarà dedicata alla refezione (che vuol dire, salvo errore, non toccare cibo per almeno otto ore). Tutti avranno una settimana lavorativa di 6 giorni e una di 4. L´azienda potrà richiedere 80 ore di lavoro straordinario a testa (che fanno due settimane di lavoro in più all´anno) senza preventivo accordo sindacale, con un preavviso limitato a due o tre giorni. Le pause durante l´orario saranno ridotte di un quarto, da 40 minuti a 30. Le eventuali perdite di produzione a seguito di interruzione delle forniture (caso abbastanza frequente nell´autoindustria, i cui componenti provengono in media da 800 aziende distanti magari centinaia di chilometri) potranno essere recuperate collettivamente sia nella mezz´ora a fine turno – giusto quella della refezione – o nei giorni di riposo individuale, in deroga dal contratto nazionale dei metalmeccanici. Sarebbe interessante vedere quante settimane resisterebbero a un simile modo di lavorare coloro che scuotono con cipiglio l´indice nei confronti dei lavoratori e dei sindacati esortandoli a comportarsi responsabilmente, ossia ad accettare senza far storie le proposte Fiat.
Non è tutto. Ben 19 pagine sulle 36 del documento Fiat consegnato ai sindacati a fine maggio sono dedicate alla “metrica del lavoro.” Si tratta dei metodi per determinare preventivamente i movimenti che un operaio deve compiere per effettuare una certa operazione, e dei tempi in cui deve eseguirli; misurati, si noti, al centesimo di secondo. Per certi aspetti si tratta di roba vecchia: i cronotecnici e l´analisi dei tempi e dei metodi erano presenti al Lingotto fin dagli anni 20. Di nuovo c´è l´uso del computer per calcolare, verificare, controllare movimenti e tempi, ma soprattutto l´adozione a tappeto dei criteri organizzativi denominati World Class Manufacturing (Wcm, che sta per “produzione di qualità o livello mondiale”). Sono criteri che provengono dal Giappone, e sono indirizzati a due scopi principali: permettere di produrre sulla stessa linea singole vetture anche molto diverse tra loro per motorizzazione, accessori e simili, in luogo di tante auto tutte uguali, e sopprimere gli sprechi. In questo caso si tratta di fare in modo che nessuna risorsa possa venire consumata e pagata senza produrre valore. La risorsa più preziosa è il lavoro. Un´azienda deve quindi puntare ad una organizzazione del lavoro in cui, da un lato, nemmeno un secondo del tempo retribuito di un operaio possa trascorrere senza che produca qualcosa di utile; dall´altro, il contenuto lavorativo utile di ogni secondo deve essere il più elevato possibile. L´ideale nel fondo della Wcm è il robot, che non si stanca, non rallenta mai il ritmo, non si distrae neanche per un attimo. Con la metrica del lavoro si addestrano le persone affinché operino il più possibile come robot.
È qui che cadono i veli della globalizzazione. Essa è consistita fin dagli inizi in una politica del lavoro su scala mondiale. Dagli anni 80 del Novecento in poi le imprese americane ed europee hanno perseguito due scopi. Il primo è stato andare a produrre nei paesi dove il costo del lavoro era più basso, la manodopera docile, i sindacati inesistenti, i diritti del lavoro di là da venire. Ornando e mascherando il tutto con gli spessi veli dell´ideologia neo-liberale. Al di sotto dei quali urge da sempre il secondo scopo: spingere verso il basso salari e condizioni di lavoro nei nostri paesi affinchÈ si allineino a quelli dei paesi emergenti. Nome in codice: competitività. La crisi economica esplosa nel 2007 ha fatto cadere i veli della globalizzazione. Politici, industriali, analisti non hanno più remore nel dire che il problema non è quello di far salire i salari e le condizioni di lavoro nei paesi emergenti: sono i nostri che debbono, s´intende per senso di responsabilità, discendere al loro livello.
È nella globalizzazione ormai senza veli che va inquadrato il caso Fiat. Se in Polonia, o in qualunque altro paese in sviluppo, un operaio produce tot vetture l´anno, per forza debbono produrne altrettante Pomigliano, o Mirafiori, o Melfi. È esattamente lo stesso ragionamento che in modo del tutto esplicito fanno ormai Renault e Volkswagen, Toyota e General Motors. Se in altri paesi i lavoratori accettano condizioni di lavoro durissime perché è sempre meglio che essere disoccupati, dicono in coro i costruttori, non si vede perché ciò non debba avvenire anche nel proprio paese. Non ci sono alternative. Per il momento purtroppo è vero. Tuttavia la mancanza di alternative non è caduta dal cielo. È stata costruita dalla politica, dalle leggi, dalle grandi società, dal sistema finanziario, in parte con strumenti scientifici, in parte per ottusità o avidità.
Toccherebbe alla politica e alle leggi provare a ridisegnare un mondo in cui delle alternative esistono, per le persone non meno per le imprese.
Luciano Gallino
Fonte Repubblica
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Parliamone: Rifiuti, sindaco virtuoso Il governo lo puniscePost di Mino del 21 maggio 2010 in ecologia (Sfogliato 840 volte)Supponiamo che un giovane sindaco, per sua sventura laureato in Ingegneria ambientale, decida di mettere le mani nella monnezza portando il suo paesello a una raccolta differenziata da record: 65%. Ipotizziamo che l'operazione vada a regime in soli quattro anni mantenendo invariate le tasse per i cittadini. Volendo esagerare, inventiamoci pure che il paese in questione si trovi nel cuore del territorio ambientalmente più devastato d'Italia, la provincia di Caserta.
Ebbene, in questa folle ipotesi, che farà mai il governo italiano nella persona del prefetto? Minaccerà ripetutamente di commissariare e sciogliere il comune troppo virtuoso. La storia, naturalmente, è vera. Il sindaco si chiama Vincenzo Cenname, ha 37 anni e una “capatosta” da far paura. Tutta Camigliano è con lui, 2.000 eversivi che hanno deciso di comportarsi da cittadini normali: pretendono di essere ben amministrati offrendo in cambio un’adeguata dose di responsabilità individuale. Lui annuisce serio: “Questo era il patto quando mi sono candidato. E tutto filava per il meglio, ma adesso la mia fascia è a disposizione. Me la tolgo piuttosto di far tornare nel fango questa città”.
Il problema è che la legge 26/2010 sulla ‘fine dell’emergenza rifiuti’ prevede la creazione di consorzi provinciali per la raccolta e lo smaltimento, cui i comuni devono delegare la funzione. “Neanche per sogno - ribatte l’ingegnere -. I consorzi sono stati la rovina della Campania, noi ne siamo usciti organizzando un sistema comunale che ha dato ottimi risultati. Adesso vogliono ributtarci nel calderone e mi intimano di consegnare gli elenchi dei nominativi per fare la bollettazione. Non glieli darò mai. Il prefetto Ezio Monaco me l’ha detto: se insisti devo procedere con il commissariamento, un sindaco non può disobbedire allo Stato”. Ma perché il nuovo consorzio, il Gisec, dovrebbe fallire? “Se lo stesso soggetto fa raccolta e smaltimento non ha alcun interesse a differenziare, cioè a migliorare - spiega Cenname -. Inoltre i consorzi riassorbiranno lo stesso personale di prima, secondo logiche di assistenzialismo e favoritismi: addio efficienza. Infine il Gisec farà le tariffe che vuole, e il cittadino non potrà più premiare o punire col voto. Che democrazia è?”.
In effetti l’amministratore del Gisec non è eleggibile. L’ha appena scelto il presidente della Provincia, Domenico Zinzi: si tratta di Felice Di Persia, ex magistrato di lungo corso (pm nel caso Tortora, membro del Csm, impegnato nell’Antimafia a Napoli). Nonché vivace presidente del Consorzio Rinascita, un nucleo di privati - tra cui la potentissima famiglia Coppola - impegnati nel rilancio della costa Domiziana in sinergia con gli enti locali. E adesso, l’incarico sui rifiuti. Che ne pensa sindaco? “Il famoso rilancio ha significato solo tanto cemento, io ho altri interessi. Non che l’unica questione civile sia l’immondizia, ma incide su denaro pubblico, salute, ambiente. Quando Zinzi dice che per prima cosa chiederà soldi all’Ue per costruire un nuovo inceneritore mi vengono i brividi”.
Gaetano Pecorella, presidente della Commissione bicamerale sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, è appena rientrato da una missione sul territorio, e non usa mezzi termini: “Nei giorni di permanenza a Caserta abbiamo avuto la conferma di una situazione che è da considerare da disastro ambientale. L’unica discarica in funzione va verso l’esaurimento, non sono stati avviati i lavori del termovalorizzatore, la situazione peggiora e non è ancora ben chiaro come sarà possibile recuperare il tempo perduto”. Detto da uno storico amico (e avvocato) del premier Berlusconi, fa effetto. Cenname ammicca: “Diciamo che la visita è capitata al momento giusto. Speriamo bene”.
Da il Fatto Quotidiano del 15 maggio
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