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Primo punto: affrontare l'emergenza socialePost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 17 marzo 2013 in Politica (Sfogliato 79 volte) Se sfiducia nei partiti e domanda di nuova politica, contestazione anti sistema e spinta al cambiamento convivono nell'esito del voto, sta agli eletti trarne le conseguenze con azioni coerenti e incisive. Andando ad aggredire anzitutto le vere priorità del paese, che sono la sofferenza sociale, l'impoverimento di tanta parte della popolazione, la disoccupazione e l'assenza di prospettive di futuro delle nuove generazioni, gli squilibri e le diseguaglianze insopportabili che allargano la forbice del divario sociale. Problemi che si risolvono solo dando vita a un governo capace di fare scelte concrete per rilanciare gli investimenti e dotarsi di una vera politica industriale, riorganizzare la pubblica amministrazione per una maggiore efficienza dei servizi pubblici locali, redistribuire risorse dai redditi alti a quelli bassi, correggere le politiche europee di austerità e recessione. Pochi provvedimenti immediati possono dare il segnale di un'inversione di tendenza e restituire fiducia ai cittadini. La competitività economica e la capacità di sviluppo di un paese sono direttamente legate ad una equa distribuzione delle ricchezze. Oggi invece l'Italia detiene il poco invidiabile record europeo delle disuguaglianze, ha l'età pensionabile più alta, i tassi di occupazione più bassi, gli orari di lavoro più lunghi. Ricomporre la frattura sociale è la prima cosa da fare per superare la crisi ed evitare conseguenze devastanti per la coesione del paese. Poi si dovrà anche porre mano alla riforma della politica, al funzionamento e al costo dei partiti, alla legge elettorale. Ma i temi del rinnovamento istituzionale non sono gli unici né i primi da affrontare. Proporre già oggi, alla vigilia dell'apertura delle Camere, nuove elezioni per una resa dei conti fra partiti e componenti interne, è una vera e propria fuga dalle vere emergenze del paese. Non si può pretendere di rigiocare la partita minacciando di portarsi via il pallone solo perché il risultato non è quello auspicato. Lasciare il paese allo sbando in una fase così delicata sarebbe una follia. Quello che gli elettori si aspettano è la nascita di un governo in grado di avviare misure concrete per ridare fiato all'economia reale, creare lavoro, garantire più giustizia sociale. Solo queste scelte possono dare un senso a misure altrettanto necessarie sulla trasparenza, la moralità e la sobrietà della politica. Una responsabilità a cui nessuno può sottrarsi, neppure il Movimento 5 stelle.
Paolo Beni
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ECCO GLI 8 PUNTI PER UN GOVERNO DI CAMBIAMENTO PROPOSTI DA BERSANIPost di Mino del 09 marzo 2013 in Politica (Sfogliato 553 volte) Il programma di governo basato su otto punti che qualifichino e chiariscano il senso del cambiamento che il PD vuole per l'Italia.
Proposte di fronte alle quali ciascuno si dovrà assumere la responsabilità di dire un sì o un no davanti al paese.
1. Fuori dalla gabbia dell'austerità
- Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità.
- Conciliare la disciplina di bilancio con investimenti produttivi.
- Ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica.
2. Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro
- Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d'impresa.
- Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie.
- Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.
- Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione.
- Programma per la banda larga e lo sviluppo dell'ICT.
- Avvio della universalizzazione delle indennità di disoccupazione e introduzione di un reddito minimo d'inserimento.
- Riduzione e redistribuzione dell'IMU secondo le proposte già avanzate dal PD.
- Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia.
3. Riforma della politica e della vita pubblica
- Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province.
- Riduzione costi della burocrazia con revisione dei compensi per doppie funzioni e incarichi professionali.
- Revisione degli stipendi di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci
- Legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all'accesso alle candidature e al finanziamento.
- Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.
- Legge elettorale con riproposizione della proposta PD sul doppio turno di collegio.
4. Proposte per la lotta alla corruzione e il falso in bilancio
- Legge sulla corruzione, sulla revisione della prescrizione, sul reato di autoriciclaggio.
- Norme efficaci sul falso in bilancio, sul voto di scambio e sul voto di scambio mafioso.
- Nuove norme sulle frodi fiscali.
5. Legge su conflitti d'interesse, sull'incandidabilità, l'ineleggibilità e sui doppi incarichi
- Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera nella XV legislatura che ha ispirato la proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.
6. Economia verde e sviluppo sostenibile
- Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica.
- Piano per lo sviluppo delle smart grid.
- Programma pubblico-privato per la riqualificazione del costruito e norme a favore del recupero delle aree dismesse e degradate e contro il consumo del suolo.
- Piano bonifiche.
- Rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa economica). Conferenza nazionale in autunno.
7. Diritti
- Norme sull'acquisizione della cittadinanza per chi nasc, cresce e studia in Italia.
- Norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca che fa discendere effetti analoghi a quelli discendenti dal matrimonio e regola in modo specifico le responsabilità genitoriali.
- Legge sul femminicidio.
8. Istruzione e ricerca
- Contrasto all'abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio con risorse nazionali e comunitarie
- Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche nel programma per le piccole opere.
- Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori.
www.partitodemocratico.it/speciale/8punti/home.htm
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Lo show è finito, è l'ora della responsabilitàPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 06 marzo 2013 in Politica (Sfogliato 387 volte)Se non è chiara la possibile maggioranza di governo, sono invece netti i segnali emersi dal voto: il profondo malessere del paese e la disaffezione verso la sua classe dirigente, la bocciatura senza appello delle politiche di austerità del governo Monti, una travolgente domanda di cambiamento. Tutto ciò nel quadro sempre più fosco disegnato dai dati Istat: la caduta del pil, la crescita del debito, della disoccupazione e del disagio sociale. In questo contesto non è più tempo di tatticismi per speculare sull'ingovernabilità in cerca di vantaggi di bottega o per cercare immediate rivincite elettorali.
Lo show è finito. È l'ora della responsabilità, di anteporre l'interesse generale al tornaconto elettorale. Certo, l'equilibrio tripolare uscito dal voto non rende facile la formazione di un governo, ma così hanno scelto gli elettori e la loro volontà va rispettata.
Le forze rappresentate nel nuovo parlamento hanno il dovere di indicare soluzioni concrete sulle priorità del paese. Tornare al voto senza neppure averci provato sarebbe un delitto imperdonabile, la definitiva perdita di credibilità della politica. A chi l'onore e l'onere di provarci? Al centrosinistra, che dispone della maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato. Non potrà farlo da solo, serviranno altre forze responsabili. Non certo la destra di Berlusconi, che di questa situazione porta le colpe più gravi ed ha perso ogni credibilità come forza di governo. Un'alleanza fra Pd e Pdl sarebbe una follia. Nè servirebbe ripetere l'esperienza fallimentare del governo tecnico che gli elettori hanno sonoramente bocciato. Nessuno degli schemi consolidati è praticabile.
È invece ragionevole che un governo di centrosinistra, di chiara impronta riformista, possa contare sulla collaborazione del Movimento 5 stelle, forte della sua affermazione e con un programma in gran parte compatibile con quello dei progressisti. Riforma dei partiti e costi della politica, reddito di cittadinanza, economia verde, lotta alla corruzione, conflitto di interessi, superamento delle strategie europee di austerity: è possibile un cambio di passo su temi decisivi. Con un atto di responsabilità al servizio del paese, senza inciuci, alla luce del sole.
Questa strana contingenza può diventare l'occasione per dimostrare che la politica è capace di cambiare. Non coglierla significa assumersi la responsabilità di consegnare il paese al caos sacrificando l'interesse di tutti al proprio tornaconto elettorale.
* Editoriale di Paolo Beni (Presidente Nazionale dell'Arci)
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Ha vinto l'instabilitàPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 28 febbraio 2013 in Politica (Sfogliato 509 volte) Il quadro politico che le elezioni delineano, ci consegna un panorama di profonda ingovernabilità: non c'è una maggioranza solida che esce dalle urne, al momento non è dato sapere se ce ne sarà almeno una in Parlamento e non è da escludere, neppure, un ritorno al voto in tempi brevi.
La coalizione guidata da Bersani ha la maggioranza sia alla Camera che al Senato, ma a Palazzo Madama, dove la ripartizione dei seggi è su base regionale, nessuna delle coalizioni potrà raggiungere e superare, da sola o aggregata, a meno di assemblamenti surreali, i 158 senatori necessari. Il bipolarismo è morto e il Paese è spaccato su tre fronti: le coalizioni del PDL, quella del PD e il Movimento 5 Stelle. Contro tutti i pronostici, il Movimento 5 Stelle è primo partito alla Camera, senza essere, nelle dichiarazioni del suo leader Grillo, un vero e proprio partito. Ma, nel quadro che viene definito dal risultato elettorale, assumerà una grossa responsabilità nei confronti del Paese e presto si comprenderà se gli eletti del Movimento 5 Stelle vorranno contribuire alla formazione di un Governo per ricostruire il Paese, o semplicemente fare ostruzionismo per tornare il prima possibile alle urne e raggiungere quel 51% richiamato da Grillo nelle Piazze.
La vittoria del centro-sinistra non solo non c'è stata ma sia il PD che Sel risultano fortemente indeboliti e perdono consenso in Regioni importanti come Emilia Romagna, Toscana, Marche; molti elettori, tra cui tanti giovani, del partito di Bersani si sono spostati presumibilmente verso il Movimento 5 Stelle, altri si sono astenuti, anche per l'incapacità di definire i reali segni del cambiamento. Il conservatorismo del partito padronale di Berlusconi ha resistito, tiene in tante Regioni d'Italia, il distacco alla Camera è contenuto e per fermare il Cavaliere a nulla sono valsi gli scandali e le inchieste che, già a partire dalla prossima settimana, riprenderanno a riempire le cronache per le sentenze che giungeranno a pronunciamento. Il progetto di Ingroia, in chiara competizione con Sel, che però torna dopo 5 anni in Parlamento, non raggiunge il quorum così come non passa la soglia di sbarramento il partito di Oscar Giannino. La Lega dimezza il consenso e perde voti, probabilmente dell'imprenditoria locale, in regioni importanti quali Veneto e Piemonte a favore dei grillini.
Perde il partito di Mario Monti che fatica a raggiungere un risultato a due cifre e che di fatto non avrà la forza di contribuire alla formazione di un Governo dal momento che, poiché, nessuna coalizione avrà da sola la maggioranza, il Premier uscente non potrà portare in dote voti o seggi decisivi a nessuna forza in campo. Ha vinto ancora una volta il partito dell'astensionismo, per cui non ci è dato sapere cosa pensino oltre 15 milioni di italiani; ancora una volta vince il Porcellum, una legge elettorale che contribuisce a condannare questo paese nel momento più difficile della sua storia a un futuro molto incerto. Ha vinto il populismo di Grillo, a meno di prova contraria in sede parlamentare, e ha vinto il populismo di Berlusconi, contro l'Europa, i Magistrati e via dicendo.
Perde l'Europa e lo scenario in linea di massima è preoccupante. In Italia non solo non si è riusciti a girare pagina, così come era avvenuto nel maggio scorso in Francia con l'elezione di Hollande che ha chiuso con l'era Sarkozy, ma aumenta l'incertezza sul futuro. Le elezioni italiane potrebbero, per esempio, produrre effetti anche nelle prossime competizioni elettorali tedesche in autunno oltre a compromettere la tenuta dell'attuale impostazione europea, che di per sè non sarebbe un tabù, ma se rimaniamo alle dichiarazioni di Beppe Grillo che intende presentare un referendum sul mantenimento dell'Euro da un lato e a quelle di Berlusconi che più volte si è schierato contro la Comunità Europea dall’altro, capiamo che il rischio di una deriva anti europeista è decisamente alta.
Il Paese non potrà permetterselo. Nei prossimi giorni misureremo le risposte dei mercati internazionali anche se non v'è dubbio che verrà meno il tanto sperato segnale di stabilità all'estero, rendendo sempre più difficile mostrare un Paese attrattivo a finanziamenti ed affidabile per investimenti esterni, allontanando sempre di più il momento della ripresa. Ma chi ne farà le spese, in mancanza di un Governo stabile e solido, sarà, purtroppo, il popolo italiano.
Appare infatti complessa la possibilità di dare risposte chiare ai bisogni della popolazione, in questo momento di profonda crisi economica e sociale. Sarebbe stato il momento di pensare a come risolvere i problemi e invece c'è da augurarsi che questi ora non aumentino. Rimane una forte preoccupazione per lo stallo che si genererà e per la reale capacità di fornire efficaci risposte a temi centrali quali la disoccupazione, il sostegno alle imprese, il consolidamento dei diritti sociali e civili, il contrasto alla corruzione, la legge elettorale e via dicendo.
Francamente appaiono difficili da ipotizzare anche i prossimi passaggi istituzionali previsti a breve, a partire dal primo appuntamento degli eletti a metà marzo per l'indicazione e l'elezione dei Presidenti di Camera e Senato, ancor più complesso ipotizzare su quale candidatura si convergerà ad aprile per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. E ora spetta a Bersani, prima di recarsi da Napolitano, misurare la reale possibilità di formare un Governo, confrontandosi con le forze in campo partendo proprio dal Movimento di Beppe Grillo, cercando di trovare accordi su alcuni provvedimenti, sui quali costituire la prima piattaforma di confronto su temi comuni ai grillini: la trasparenza e la lotta alla corruzione, il contrasto alla disoccupazione, il taglio dei costi della politica, la riduzione del numero dei parlamentari, provando con una difficilissima alchimia a far fronte ad un ‘tilt elettorale’ senza precedenti.
* Editoriale di Paolo Marcolini su ArciReport, 27 febbraio 2013
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Anche questa è fatta! Post di Richez del 26 febbraio 2013 in Politica (Sfogliato 132 volte)
Mercatello sul Metauro è un po' di destra ... Borgo Pace è un po' più di sinistra
Urbania è di sinistra ... Urbino è proprio di sinistra!
Sant'Angelo in Vado è un po' di destra e un po' di sinistra ...
Tutti gli altri sono qua ...
http://elezioni.interno.it/ Apri Commenti(0) Stampa
24-25 febbraio: Un voto che serve al cambiamentoPost di ARCI - Sant'Angelo in Vado del 23 febbraio 2013 in Politica (Sfogliato 360 volte) Siamo agli ultimi giorni di una strana e confusa campagna elettorale, caratterizzata da risse e insulti, menzogne e promesse irrealizzabili.
E costellata di scandali giudiziari, sintomo della gravità di una questione morale che va ben oltre l'immaginabile. La corruzione è un problema gigantesco, succhia risorse alla ricchezza pubblica, è una zavorra per la società, l'economia e lo sviluppo del paese. Il ritorno alla legalità è la condizione per ridare ossigeno all'economia onesta, creare lavoro, coesione sociale, offrire prospettive di futuro ai giovani.
D'altra parte c'è chi come Berlusconi in campagna elettorale ripropone l'apologia delle mazzette e la filosofia dei condoni, incita all'evasione e strizza l'occhio a quella parte del paese che ha fatto dell'illegalità diffusa divenuta normalità quotidiana il suo principio morale. É l'idea di una società che premia il più furbo e non il più capace, in cui per competere bisogna barare e calpestare i diritti degli altri.
Di fronte a tutto questo è forte il rischio che in tanti cittadini prevalgano la rabbia e la rassegnazione, la sfiducia nella partecipazione civica e nella politica, la convinzione che è meglio astenersi, oppure seguire chi urla più forte, affidarsi al demagogo che promette di mandare tutti a casa.
Ma la storia ci insegna che il vento del populismo non porta niente di buono e produce solo rischi per la democrazia. Bisogna recuperare il rispetto delle regole e il senso del limite: delle leggi, della politica, e anche dell'azione giudiziaria, perché non basta il diritto penale a riscattare il bisogno di giustizia di una società impoverita e mortificata.
L'Italia ha bisogno anzitutto di liberarsi di chi l'ha portata in questo disastro, restituire dignità alle sue istituzioni democratiche, recuperare la fiducia nella vita pubblica e nella politica, che non è tutta uguale e tutta ugualmente collusa.
Le elezioni del 24 febbraio sono l'occasione per il cambio di marcia. Serve un moto di riscatto civico che imponga moralità, legalità, lavoro e giustizia sociale come priorità del prossimo governo. Il voto di protesta contro tutto e tutti non basta, rischia solo di produrre il caos dell'ingovernabilità o favorire il ritorno al potere di chi ci ha spinti sull'orlo del baratro.
L'unica possibilità per garantire un governo in grado di avviare il necessario cambiamento è che dalle urne esca una solida maggioranza di centrosinistra. Su questo dovremmo riflettere tutti prima del voto.
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http://www.slideshare.net/gianlucadaluiso/dossier-votare-informati-16667233Post di lucafox del 21 febbraio 2013 in Politica (Sfogliato 115 volte)http://www.slideshare.net/gianlucadaluiso/dossier-votare-informati-16667233

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UN AIUTO TELEMATICO PER QUESTE ELEZIONIPost di Peppe Dini del 14 febbraio 2013 in Politica (Sfogliato 563 volte)UN AIUTO TELEMATICO PER QUESTE ELEZIONI
Un progetto di OPENPOLIS www.openpolis.it , già conosciuto in questo blog, si propone di aiuto per quegli elettori che sono in difficoltà di scelta.
"Cosa votiamo quando li votiamo?
Voi siete qui è un test politico-elettorale che aiuta a capire quali partiti rappresentano di più le proprie posizioni politiche in base ai programmi elettorali e alle dichiarazioni pubbliche dei leader prima delle elezioni. I cittadini rispondono a 25 domande il cui risultato è una posizione in un raggio d’azione dove si collocano i vari partiti, così da poter verificare affinità e distanze. L’obiettivo è aiutare ad individuare le differenze tra partiti e programmi in base a riscontri documentabili. Nella prima edizione di Voi siete qui, (politiche del 2006), i 25 temi oggetto delle domande del questionario sono stati scelti da una comunità di utenti in base all’agenda politica. Le posizioni dei partiti sono state documentate con i programmi e le dichiarazioni pubbliche dei leader. Con l'edizione del 2008 gli utenti hanno proposto una propria lista di temi e i 25 più votati sul sito Openpolis sono stati sottoposti in forma di questionario ai partiti. Nel 2006 il test fu utilizzato da 500.000 utenti nelle due settimane precedenti le elezioni. L’attenzione al tema e una buona campagna di email marketing accendono la miccia della viralità che, nella tornata elettorale del 2008 ha superato il tetto degli 850.000 test, performance immediatamente ripresa dai media nazionali."

"È un test politico-elettorale che aiuta a capire quali partiti rappresentano di più le proprie posizioni politiche in base ai programmi elettorali e alle dichiarazioni pubbliche dei leader prima delle elezioni."

Attraverso questi 6 pulsanti risponderete alle 25 domande. Potrete così trovare alla fine, lo schieramento politico che vi è più vicino.
L'ho provato anch'io e debbo riconoscere che ha centrato la mia scelta.
Voi siete qui Elezioni politiche 2013
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Ai candidati Pd il braccialetto di Libera, simbolo dell’impegno contro la corruzione.Post di Giovanni Gostoli del 06 febbraio 2013 in Politica (Sfogliato 485 volte)
Iniziativa dell’Associazione guidata da Don Luigi Ciotti. I candidati Pd della provincia di Pesaro Urbino hanno aderito avendo i requisiti giusti.
“Prima di tutto il lavoro e l’onesta della politica”, sono le parole chiave della campagna elettorale del Pd. I candidati della provincia di Pesaro Urbino hanno ricevuto il bracciale “100 giorni” da Libera, associazione di Don Luigi Ciotti che da tempo è impegnata nella lotta contro le mafie. E’ una campagna nazionale contro la corruzione denominata “Riparte il futuro”.
Marco Marchetti, Camilla Fabbri, Alessia Morani, Oriano Giovanelli e Franca Foronchi hanno sottoscritto i cinque impegni per aderire all’iniziativa. Un’operazione di trasparenza che è iniziata mettendo in rete i curriculum, i dati di ciascuno sul reddito e patrimonio, la non presenza di conflitti d’interesse, la situazione giudiziaria e, infine, l’impegno a riformare nei primi 100 giorni di vita legislativa il codice penale sul voto di scambio elettorale.
“Negli impegni della prossima legislatura” – dichiara Marco Marchetti – “il tema della trasparenza e della corruzione avranno un ruolo centrale, da un lato per recuperare il rapporto fra politica e cittadini e dall’altro, per costruire una nuova mentalità dove etica e legalità possano assumere un ruolo centrale”.
In piena sintonia Camilla Fabbri: “La legalità ed il rispetto della legge deve muovere ogni nostra azione nell'esercizio della cosa pubblica, convinti come siamo che la politica non possa in alcun modo essere condizionata o scalfita dall'azione sempre piu' pervasiva (anche nel nord del Paese) della malavita organizzata”.
Adesione convinta anche da Alessia Morani che, oltre ad essere candidata Pd in parlamento, è avvocato e Assessore provinciale con delega all’educazione alla Legalità: “La lotta alla corruzione sarà una priorità dell’agenda politica del Pd. E’ dalle nuove generazioni che riparte la riscossa morale del nostro Paese. Per ridare dignità alla politica servono politici onesti che diano soprattutto il buon esempio alle nuove generazioni. Per questo sono da anni impegnata nelle scuole, insieme a Libera e all’Associazione nazionale Magistrati, con progetti di educazione alla legalità rivolti ai giovani”. Oriano Giovanelli, presidente nazionale forum PA, dichiara: "È di ieri l’ennesimo allarme della Corte dei Conti sulla ‘piaga della corruzione sistemica che si annida in tutte le pieghe della pubblica amministrazione’ pregiudicandone l’economia. Da anni mi batto come parlamentare e presidente del forum PA del partito democratico per cercare di contrastare con proposte serie e realizzabili questo fenomeno dilagante che allontana e sfiducia il cittadino nei confronti del bene pubblico e delle istituzioni. Per questo ho aderito subito e con entusiasmo alla campagna di Libera” – conclude Giovanelli” - perché solo attraverso gesti concreti e visibili si combatte la corruzione, e solo così possiamo diventare credibili agli occhi dell’opinione pubblica".
Infine, Franca Foronchi, candidata Pd e sindaco di Gradara: “Trasparenza e onestà sono valori imprescindibili per chi è chiamato a rappresentare i cittadini di una comunità. L’atteggiamento di chi governa è strettamente legato al suo operare, che deve essere rivolto nell’interesse dei cittadini e del bene comune. La politica è una cosa seria, perché interessa la vita delle persone. Per questa ragione deve vedere protagoniste persone perbene”.
Alla cerimonia di consegna, tenuta domenica scorsa a Porto Sant'Elpidio, hanno partecipato in rappresentanza del territorio Mauro Dini, coordinatore Pd Montefeltro, e il neo segretario dei Giovani Democratici Matteo Cinalli con una delegazione composta da Matteo Boncompagni, Giulia Striglio e Valerio Gennari: “I giovani hanno bisogno di formazione poiché senza formazione non saremo in grado di capire, conoscere, discernere il bene e il male che ci sono nella politica italiana.”
Comunicato stampa della Federazione Provinciale di Pesaro Urbino
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Paracadutati e catapultatiPost di Tommaso Gentili del 23 gennaio 2013 in Politica (Sfogliato 382 volte)Con l’introduzione del porcellum si verifica puntualmente il ritorno di vari politici “paracadutati” (o "catapultati") da altre regioni e inseriti nelle liste marchigiane come se nella loro regione di posto non ve ne fosse abbastanza. Con questa regola nel 2008 furono eletti in parlamento i seguenti deputati:
PD
Camera: Lapo Pistelli (Toscana), Maria Letizia De Torre (Trentino).
Totale paracadutati 2 su 7.
Senato: Giorgio Tonini (Trentino), Nicola Rossi (Puglia), Fabrizio Morri (Piemonte, anche se nato ad Urbino)
Totale paracadutati 3 su 5.
PDL
Camera: Giorgio La Malfa (Lombardia), Simone Baldelli (Lazio), Claudio Barbaro (Lazio), Ignazio Abrignani (Sicilia), questi ultimi due entrati per le rinunce di Berlusconi e Fini.
Totale paracadutati 4 su 6.
Lega Nord
Camera: Matteo Brigandì (Piemonte) dopo rinunce di Bossi e Paolini. Dopo che Brigandì è passato al Csm è stato sostituito da due marchigiani: Zaffini (che ha rinunciato per restare in regione) e poi Isidori.
Totale paracadutati 1 su 1, a fine legislatura 0 su 1.
Tutte le altre candidature non sono state prese in considerazione in quanto sono le cosiddette “candidature-vetrina” come ad esempio Berlusconi, Bossi, Di Pietro ecc… che poi optano per altre regioni.
La regione Marche elegge 16 parlamentari su 630 alla camera (pari al 2,54% del totale) e 8 senatori su 315 (sempre il 2,54%). Candidare persone non provenienti dal territorio non è solo penalizzante per la regione, ma è pure poco corretto nei confronti dei membri locali dei partiti.
Ecco quindi una lista dei possibili paracadutati per le elezioni del 2013 prendendo in considerazione le liste che più o meno entreranno alla Camera e al Senato.
Camera:
PD: con ogni probabilità riuscirà ad eleggere sette, massimo otto deputati. Tra questi troviamo Enrico Letta (Toscana) e Stella Bianchi (Lazio).
SEL: tutti delle Marche, ma le primarie marchigiane di Sel rischiano di essere inutili se venisse eletta solo Laura Boldrini, messa come capolista senza passare per le primarie.
PDL: qui si rischia di non vedere un marchigiano del Pdl alla camera: 1° Baldelli (vedi sopra), 2° Abrignani (idem) poi ci sono i candidati locali, ma quanti di loro saranno eletti?
Lega Nord: tutti marchigiani.
Udc: capolista Buttiglione (Puglia) e se viene eletto addio rappresentanti Udc delle Marche.
Scelta Civica (Monti): tutti i candidati provengono dalla regione Marche.
M5S: tutti marchigiani.
Rivoluzione Civile: dopo il capolista Ingroia (che sceglierà un altro seggio) ci sono Franco La Torre (Lazio) e Ivan Rota (Lombardia). Praticamente impossibile che venga eletto un deputato delle Marche.
Senato:
PD: secondo in lista è Riccardo Nencini (Toscana), segretario del PSI.
SEL: la prima in lista è Maria Luisa Boccia (Lazio – Toscana).
PDL: dopo Berlusconi (che sceglierà un altro seggio) ci sono solo marchigiani
Lega Nord: al n°1 c’è Tremonti che sceglierà un altro seggio, gli altri son tutti della regione.
Con Monti per l’Italia: nessun paracadutato.
M5S: nessun paracadutato.
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Gruppo Consigliare Partecipare : una politica diversaPost di feduzi.emanuele del 10 dicembre 2012 in Politica (Sfogliato 373 volte)In un contesto dove la politica sembra essere sempre più lontana dai suoi cittadini, una politica fatta di polemiche sterili tra le varie fazioni, il Gruppo Consiliare Partecipare decide di invertire la rotta.
Già dal nome del gruppo di minoranza fermignanese è facile intuire quali sono le intenzioni.
Politica Attiva, vicino alle “lotte” quotidiane dei cittadini, ma soprattutto una politica ricca di proposte: ne è un esempio il prossimo Consiglio Comunale del 13 dicembre dove 9 ordini del giorno sono proposti dal gruppo Partecipare.
Emanuele Feduzi, Capogruppo di minoranza, tiene a precisare che l’ intenzione cardine di Partecipare è quella di far crescere Fermignano in un’ ottica che guardi al futuro nonostante il momento di crisi.
Ed ecco quindi che, una modifica alla lottizzazione dell’ area R3 di Cà Veneziano II sarà possibile rilanciare la piccola edilizia privata, rilanciare il mercato della compravendita delle case, rilanciare il mercato delle piccole ristrutturazioni effettuate dagli artigiani locali e quindi anche offrire lavoro. Ciò offrirà la possibilità di offrire terrene a prezzi agevolati alle giovani coppie e la possibilità di far acquistare alloggi a prezzi agevolati, evitando così speculazioni economiche da parte di grandi gruppi edili. Cosa serve? Coraggio e un progetto, come quello che proporremmo al prossimo Consiglio Comunale.
Dalla porzionatura in micro lotti, anziché lotto unico, come proposto dall’ attuale Maggioranza, il Comune andrebbe ad incassare 1.700.000 euro, ben 700.000 euro in più!!
Verrà poi discussa la nostra proposta di modifica della viabilità e della messa in sicurezza della zona peep –via Anna Frank; proposta che permetterà una circolazione più sicura nel quartiere ed un aumento dei parcheggi.
Verranno discusse poi una serie di interrogazioni riguardanti la costituzione di Commissioni e Gruppi di Lavoro, e sui disagi di via Cadore, ponte di Sagrata e zona Sant’Angiolino.
Ricco sarà il tema Fiume Metauro: in collaborazione con tutti i gruppi consiliari di centro sinistra della zona della Valle del Metauro proporremmo un ordine del giorno sulla salvaguardia del nostro fiume e sul contratto di fiume che è stato proposto dalla nostra provincia; ed infine un’ interrogazione sullo stato di emergenza del fiume Metauro e sul progetto “Belvedere”.
Ci impegneremo ad informare i nostri cittadini sul rimborso dell’ IVA non dovuta sulla tassa di Igiene Ambientale.
Infine proporremmo la creazione di uno sgambatoio per cani.
Certo, non mancheremo di rimarcare le spese telefoniche folli di quest’amministrazione : 19000 euro perché ci si è “dimenticati” di riconsegnare, come previsto da delibera di giunta, le SIM.
Un unico rammarico, che non sarà possibile discutere la nostra mozione sul miglioramento della funzionalità dell’ organigramma Comunale che consiste in una razionalizzazione ed ottimizzazione delle risorse e delle professionalità interne che avrebbe portato al risparmio di diverse decine di mila euro da poter reinvestire.
Questo è il modo di intendere la Politica per Partecipare.
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Lista Nuova Energia Mercatello. Interpellanze del 12/10/2012Post di Lista Nuova Energia del 03 novembre 2012 in Politica (Sfogliato 497 volte) INTERPELLANZA N° 1 – Servizio Hot Spot:
Il servizio di hot-spot messo a disposizione dalla comunità montana nei confronti dei cittadini, di turisti e visitatori è sicuramente da considerarsi utile, ma lo sarebbe ancor di più se l’accesso fosse accessibile tutti i giorni e non solo una o due volte la settimana.
Richiediamo, pertanto che la macchina erogatrice della password temporanea venga allocata in un altro luogo, quale ad esempio l’ufficio IAT, la pro-loco o gli uffici comunali.
INTERPELLANZA N°2 – Attività IAT:
A novembre la ragazza che segue l’attività dello IAT finirà il suo progetto.
Si chiede a questa amministrazione di sapere in che modo intenda portare avanti l’attività iniziata e con quali professionalità.
INTERPELLANZA N°3 – Fiume Metauro:
Lo scorso 19 settembre ad Urbania si è svolto un incontro avente come tema lo stato di salute del fiume Metauro, nella stessa occasione i comuni dell’alta val Metauro e la Provincia nonché Comunità Montana e gestori hanno firmato il “Contratto di fiume”, documenta che impegna gli enti ad un maggiore sforzo per la salvaguardia del fiume stesso.
Come riportano le cronache è emerso che il fiume in alcuni suoi tratti è in uno stato comatoso e che la fauna che lo popola sta lentamente scomparendo e questa situazione purtroppo è destinata a peggiorare.
La colpa di tale stato non è attribuibile solo alla mancanza di acqua durante il periodo estivo a causa delle mancate precipitazioni, ma anche ad una serie di fattori dovuti al comportamento umano quali: mancanza di adeguata depurazione, captazioni abusive, scarichi abusivi ecc…
Grosse responsabilità sono attribuibili a Marche Multiservizi che ha dimostrato di non essere in grado di provvedere adeguatamente al mantenimento dei depuratori della vallata e all’Arpam che non sembra aver bene compreso lo stato di difficoltà in cui versa il fiume.
Sebbene la situazione più tragica sembra emergere nel tratto tra Sant’Angelo in Vado e Fermignano e che a Mercatello la fauna ittica è viva e ben presente nel fiume, anche in questo comune sembrano esserci alcuni problemi come descritto in un articolo dell’edizione locale del Resto del Carlino del 30 agosto scorso che racconta come le fogne scarichino direttamente in alveo all’altezza del ponte di Sant’Antonio, dove a volte capita di trovare banconote sul gretto del fiume, provenienti da una lavanderia artigianale.
A fronte di tutto ciò si chiede a questa amministrazione:
• Che cosa preveda il “Contratto di fiume” firmato ad Urbania nel settembre scorso, magari fornendo all’opposizione una copia del contratto stesso.
• Quale sia lo stato del depuratore in loc. Praci Lunghe e a quando risalga l’ultima manutenzione.
• Se nel corso del 2012 siano stati individuati e segnalati eventuali captazioni abusive e/o scarichi abusivi.
• Se nel corso del 2012 siano stati autorizzati prelievi di acqua dal fiume da parte di privati o aziende.
• Se vi siano iniziative già intraprese per la tutela del Metauro, oltre a quella già citata del “contratto di fiume”.
INTERPELLANZA N°4 – Fano-Grosseto:
Si parla ormai da qualche giorno del nuovo progetto della Fano-Grosseto. Sostanzialmente questo nuovo progetto prevede l’eliminazione di una serie di gallerie, fra cui quella relativa all’aggiramento del paese di Mercatello e l’inserimento del pedaggio sull’intero tratto di strada che interessa la nostra provincia.
Esprimiamo la nostra preoccupazione in merito all’eliminazione della galleria di Mercatello ricordando ai cittadini che la stessa era stata inserita a seguito dello studio di impatto ambientale dal quale emergeva che l’attraversamento a cielo aperto del nostro paese non era compatibile sotto l’aspetto ambientale.
In merito all’adozione del pedaggio, che fra l’altro, se abbiamo ben capito, comporterebbe anche l’eliminazione di molte uscite riducendo notevolmente la fruibilità della strada da parte dei residenti dell’intera vallata riteniamo che sia una ennesima presa per i fondelli bella e buona.
Non sappiamo quale sia stata la mente che ha partorito questa modifica progettuale, sicuramente, dovendo raggiungere un obiettivo di sostanziale riduzione del costo, non ha tenuto conto di niente sia sotto l’aspetto ambientale che di funzionalità della strada.
Invitiamo l’Amministrazione ad accertare rapidamente come stanno le cose e contestare fermamente qualsiasi modifica che influisca negativamente sul nostro territorio.
Crediamo che con la Fano Grosseto, il nostro territorio abbia già dato troppo senza avere nulla in cambio, abbiamo perso per sempre una bellissima vallata.
L’introduzione del pedaggio sarebbe poi l’ultima ulteriore presa in giro che nessuno di noi può accettare.
Invitiamo i cittadini e le associazioni a vigilare affinché non si finisca per peggiorare una situazione che per Mercatello è già stata devastante.
INTERPELLANZA N°5 – Eliporto:
La realizzazione di un eliporto sull’alta val Metauro rientrava in un programma regionale per rendere possibile il trasporto in elioambulanza anche durante la notte. Al stato attuale la mancanza di accordo fra regione e 118 in merito al volo notturno fa si che il progetto, non ha raggiunto la finalità per il quale era stato pensato.
Invitiamo l’Amministrazione a spingere con determinazione affinché la venga attivato il servizio di volo notturno e non si lasci inutilizzata la struttura appena realizzata che è costata parecchie decine di migliaia di Euro.
Non è più tempo di costruire cose inutili, ne abbiamo già tante, basta fare una passeggiata verso la Guinza.
GRUPPO DI MINORANZA Nuova Energia
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referendum stipendi parlamentariPost di Ristorante Pizzeria Barbara -S.Angelo In Vado del 11 luglio 2012 in Politica (Sfogliato 697 volte)Il referendum nascosto per tagliare gli stipendi dei politici
Marco Sarti
Da alcune settimane è partita la raccolta firme per tagliare gli stipendi di deputati e senatori. Un referendum abrogativo in tono minore, dato che nessuno ne parla. Promotore il partito dell’Unione popolare, che assicura di aver raggiunto quasi 200mila firme. «Abbiamo spedito i moduli a tutti i comuni italiani - spiega il segretario Di Prato - tutti i cittadini possono partecipare».

Schede elettorali
POLITICA
5 luglio 2012 - 15:23
Lo sanno in pochi, eppure in questi giorni è possibile firmare per tagliare gli stipendi dei nostri parlamentari. La raccolta delle sottoscrizioni è promossa dal piccolo partito Unione popolare. Una campagna referendaria in tono minore, che rischia di rivoluzionare la politica italiana.
L’obiettivo è ambizioso. Devono essere raccolte 500mila firme entro la metà di agosto. Ma non impossibile. «Siamo quasi a metà strada. Al momento abbiamo circa 200mila adesioni» racconta Maria Di Prato, segretario del movimento. Un passato nell’Udc, dove nel 2008 Pier Ferdinando Casini la chiamò per dirigere il dipartimento del merito («ma sono andata via presto, perché il merito in quel partito non sanno nemmeno cosa vuol dire»), la leader di Unione Popolare ha già partecipato alla raccolta firme per il referendum contro il Porcellum, poi bocciato dalla Corte Costituzionale. Fornendo agli organizzatori almeno 100mila firme.
Stavolta la legge elettorale non c’entra. Si tratta di ridurre «gli stipendi d’oro dei parlamentari», come spiega il manifesto dell’iniziativa. Un referendum abrogativo per modificare la legge 1261 del 1965, che determina l’indennità spettante ai membri del Parlamento. Se il referendum fosse approvato, a saltare non sarebbero gli stipendi di deputati e senatori - previsti dalla Costituzione - ma la diaria. L’articolo 2 della legge. «Abbiamo preferito andare sul sicuro - spiega Di Prato - dopo la delusione del referendum sul Porcellum non vogliamo rischiare. Verrano tagliati i 3.500 euro mensili che ogni parlamentare riceve per il soggiorno a Roma. La cosa ridicola è che a incassare questa somma sono anche quegli eletti che nella Capitale ci vivono. Abbiamo calcolato che lo Stato potrebbe risparmiare circa 50 milioni di euro l’anno». Non si tratta di una cifra esorbitante. «Di certo non abbatterà il debito pubblico - continua il segretario - ma questa iniziativa ha un forte significato politico: in tempi di crisi chi comanda deve dare l’esempio».
Eppure sono in pochi a conoscere la campagna. «Ci stanno boicottando» denunciano dall’Unione popolare. «Poche righe sui giornali, pochissimo spazio in televisione. A darci una mano è il web: su facebook abbiamo già contattato circa 120mila cittadini». Tredicimila gli iscritti al gruppo. «È importante che tutti lo sappiano - lancia un appello Maria Di Prato - noi abbiamo inviato i moduli per la raccolta delle firme a tutti gli ottomila comuni italiani. Si può firmare ovunque, basta chiedere del referendum dell’Unione Popolare».
Nessuna adesione politica. «Ha aderito la base, diversi sindaci civici e alcuni comitati del Movimento 5 Stelle». Ma tra i parlamentari non ha ancora firmato nessuno. «Ci aspettiamo che Antonio Di Pietro e Nichi Vendola possano almeno fare qualche dichiarazione pubblica a favore di questa iniziativa».
L’iter non è comunque immediato. Le firme potranno essere consegnate in Cassazione solo a gennaio (nell’anno solare che precede le elezioni politiche è vietato presentare un referendum). Entro l’autunno del 2013 la Suprema Corte verificherà l’entità e la legittimità delle sottoscrizioni, che devono essere almeno mezzo milione. Più o meno nel gennaio 2014 la Corte Costituzionale valuterà i quesiti. Il tempo di convocare la consultazione popolare, e nella primavera del 2014 gli italiani potranno andare a votare.
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/referendum-stipendi-parlamentari#ixzz20K4jP9rZ
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Il MoVimento 5 Stelle Fermignano Urbino informa... Post di Franco Perrone del 07 marzo 2012 in Politica (Sfogliato 470 volte)
CONSEGNA DELLE FIRME PER PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE SULLA RIDUZIONE DEI COSTI GESTIONALI DELL'ASSEMBLEA LEGISLATIVA E DELLA GIUNTA REGIONALE MARCHIGIANA
Finalmente il pulmino con le 5798 firme raccolte in molti Comuni marchigiani (Ancona 920, Ascoli Piceno 170, Civitanova Marche 554, Fabriano 581, Fano 1312, Fermo 177, Loro Piceno 76, Matelica 197, Pesaro 274, Porto S. Giorgio 161, Recanati 280, S. Benedetto 178, Tolentino 498, Urbino e Fermignano 420) è arrivato alla sede regionale delle Marche. Lunedì 5 marzo una delegazione ha depositato i faldoni con grande speranza: la legge di iniziativa popolare dovrà essere discussa obbligatoriamente dal Consiglio regionale.
A quel punto si vedrà chi nell’emiciclo passerà dalle parole ai fatti. La nostra proposta prevede la riduzione dell’indennità di funzione e l’eliminazione dei rimborsi forfettari di cui beneficiano i Consiglieri, sostituiti da rimborsi che coprano le spese effettivamente. Infine si chiede l’abrogazione dell’istituto dell’assegno vitalizio, attualmente corrisposto agli ex consiglieri dal compimento del sessantesimo anno di età, nonchè l’innalzamento dell’età per la fruizione dell’assegno vitalizio per gli ex consiglieri regionali da sessanta a sessantacinque anni. C’è da dire che in data 23 dicembre 2011 il Consiglio regionale ha approvato una Legge regionale che elimina i vitalizi dalla prossima legislatura (quindi dal 2015). Di conseguenza i prossimi consiglieri non avranno più la trattenuta del 20% prevista in precedenza: in pratica non hanno il vitalizio ma si sono aumentati lo stipendio del 20%! Hanno inserito anche una decurtazione del 25% dell’indennità di carica per chi è titolare di altro reddito uguale o superiore al 50% dell’indennità di carica stessa. Sono rimaste l’indennità di funzione e il rimborso spese per soggiorno e trasporto.
Piccole modifiche. Ecco perché la nostra proposta, che va chirurgicamente ad agire più a fondo, è assolutamente da discutere ed approvare. Essa va ad abrogare la Legge regionale 23 del 1995, che per ora è stata solo modificata leggermente, come sopra esposto.
Staremo con il fiato sul collo, per informare tutti i cittadini che hanno firmato e che non hanno potuto ma volevano (e sono tanti), sull’iter della nostra proposta. Grazie a tutti di cuore, quando i cittadini scendono in campo, gli effetti si sentono.
www.youtube.com/watch
http://www.urbino5stelle.it/
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Qualche domanda sulla E78Post di Tommaso Gentili del 26 gennaio 2012 in Politica (Sfogliato 770 volte)Avevo preparato questo post, ma non lo avevo finito. Gli ho dato una veloce messa a posto. Era necessario vista la ridda di commenti che si era scatenata sulla ferrovia Fano-Urbino, ma soprattutto sulla E78 cosa che conosco un po' meglio.
Non ho mai pensato che un risultato debba essere raggiunto a svantaggio di chi le condizioni se le vede imporre obtorto collo, a maggior ragione se chi ha la possibilità di prendere decisioni del genere ha già perso da tempo la legittimazione del suo stesso potere.
Quando la gente di sinistra prende delle scelte di destra (liberiste io oserei dire) e quando queste scelte si ripetono nel tempo, uno come il sottoscritto qualche domanda comincia a farsela. Perché le strade a scorrimento veloce (non autostrade) a pagamento sono un'idea di Zaia e di Formigoni, giusto per puntualizzare.
Liberi di rigirarlo ovviamente.
Qualche domanda al Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino
Alla luce dei nuovi colloqui con la commissione tecnica per l’E78 il presidente della provincia Ricci ha dichiarato "Il 2012 puo' essere l'anno del definitivo decollo della 'Fano-Grosseto'”. Alla luce di questo incontro il sottoscritto ha alcune domande da porre al Presidente.
Il tracciato è passato miracolosamente da un costo di 4 miliardi di euro (presumibilmente destinato a lievitare) a 2,7 miliardi.
1 - Quali modifiche sono state fatte al tracciato per rivedere così al ribasso la cifra per la costruzione dell’opera? Queste modifiche avranno aspetti rilevanti per la vita delle popolazioni locali?
2- Perché nessuno ci aveva pensato prima? Ovvero non pensa che questo abbassamento dei costi coincidente con l’arrivo di una cordata disponibile a realizzare l’opera sia quantomeno inaspettato?
3 - Siamo nel più grande periodo di crisi dal dopoguerra ad oggi, non crede che lasciare il canone di locazione a carico dello Stato, già indebitato di suo, sia qualcosa di controproducente? Secondo Lei non basta il pedaggio a compensare le “fatiche” dell’impresa (che oltretutto avrà già guadagnato di suo tramite la defiscalizzazione introdotta dal governo sulle grandi opere)?
4 - Non pensa che sia ingiusto che l’impresa applichi un pedaggio su un’opera che per buona parte è già stata costruita? In questo ambito ritiene giusto far pagare un operaio che giornalmente percorre una tratta qualsiasi tra Fano e Canavaccio?
5 - La E78 sarà a pagamento fino ad Arezzo o fino a Grosseto?
6 - Perché la tratta tra Siena e Grosseto si sta progressivamente realizzando (con soldi pubblici), mentre tra Marche e Umbria nulla è più stato realizzato in quarant’anni? Potrebbe girare la domanda anche al suo collega di partito e presidente della giunta regionale Spacca?
7 - Nel progetto le opere secondarie (o di collegamento tipo Lunano-Sant’Angelo) le faremo pagare all’italiana (ovvero a spese dei contribuenti) o le pagheranno i privati? Privati che tra le altre cose non pagheranno un euro per la progettazione nel tratto marchigiano, visto che ci ha già pensato la provincia anni fa.
8 - Ora che il suo ruolo politico dopo il taglio del governo Monti alle funzioni delle province è pressoché nullo, perché caldeggiare una scelta così rischiosa che sicuramente, se nel 2014 si fosse nuovamente votato, avrebbe contribuito a farla perdere (visto che già è al 98° posto su 110 nella classifica di gradimento tra i suoi colleghi)? Avrebbe fatto la stessa scelta se si fosse andati alle urne?
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Ferrovia Fano-Urbino, il Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino all'attaccoPost di Fronte di AZIONE POPOLARE-PU del 18 gennaio 2012 in Politica (Sfogliato 1245 volte)Ferrovia Fano-Urbino, il Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino all'attacco;
"I rappresentati locali dei partiti che appoggiano Monti, si smarchino dalla decreto firmato dal Ministro Passera"
Il recente decreto firmato dal Ministro Passera che smantella definivamente la tratta ferroviaria Fano-Urbino, anima e non poco la nuova formazione locale e trasversale del "Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino". Commenta il Presidente Giacomo Rossi: "Il Governo Monti continua a difendere le grosse lobby e continua a far danni; tra gli ultimi, il decreto di dismissione della tratta ferroviaria Fano-Urbino, la cui morte, a differenza di quello che diceva in campagna elettorale, é stata voluta ed accellerata dal Presidente della Provincia Matteo Ricci. Su questo assurdo decreto ministeriale, vorremmo che si esprimessero anche i rappresentanti locali di tutti quei partiti, come Pdl, Pd ed Udc che sostengono l'attuale Governo, il quale ha pertanto dato il colpo di grazia alla Fano-Urbino. Come se non bastasse c'è di più; preoccupano e molto anche i tagli alla linea ferroviaria adriatica e la volontà di smantellamento della tratta Pergola-Fabriano. Conclude Rossi: "Noi del "Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino" continueremo a batterci e sostenere (a fianco anche del Comitato "Ferrovia Val Metauro"), la fattibilissima riapertura della tratta in questione nonché il preservamento delle altre tratte in essere. Continueremo a farlo in modo chiaro e senza ambiguità".
Uff.stampa F.a.p. PU
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Consiglio comunale del 22/12/2011. Interpellanze del gruppo consigliare Nuova EnergiaPost di Lista Nuova Energia del 27 dicembre 2011 in Politica (Sfogliato 440 volte) 1. Interpellanza riguardo la ricezione del digitale terrestre
Si chiede se, nel passaggio del segnale TV dall’analogico al digitale all’interno del territorio comunale, si siano riscontrati problemi di particolare rilevanza. Inoltre si chiede in occasione di questo evento siano state installate e/o disinstallate antenne per la ricezione del segnale televisivo.
2. Interpellanza in merito ai parcheggi destinati ai disabili
Purtroppo nel nostro paese, soprattutto la sera, si verificano ripetuti episodi di maleducazione. Non è raro infatti incontrare auto posteggiate sul parcheggio riservato ai disabili pur essendo queste ultime sprovviste dell’apposito tagliando. In aggiunta a ciò accade di vedere auto posteggiate sul lato tratteggiato del parcheggio che, pur lasciando libero lo spazio per l’auto, di fatto vanificano l’utilità stessa di quel posteggio poiché non vi sarebbe comunque la possibilità per il disabile di scendere dall’auto. Al fine di evitare il ripetersi di queste spiacevoli situazioni si invita questa Amministrazione a chiedere alle autorità preposte di intensificare i controlli per evitare il reiterarsi di questi comportamenti.
Segnaliamo che questa sarà la prima di una serie di interpellanze volte ad approfondire il tema dell’accessibilità dei portatori di handicap ai servizi ed alle strutture all’interno dell’intero territorio comunale.
3. Interpellanza riguardante via Mercato Sud
Si segnala che in via Mercato Sud vi sono presenti ben undici raccoglitori di rifiuti. Questo alto numero di contenitori, oltre ad essere visivamente incompatibili con alcuni contesti come il centro storico ed il giardino Beata Margherita della Metola, sono pure artefici di sgradevoli odori, nonché di sporcizia in alcuni sporadici casi. Oltretutto si segnala che non di rado alcuni contenitori invadono lo spazio riservato al parcheggio per disabili. Parcheggio che tra le altre cose ricade proprio nel punto in cui gli autobus si fermano quando transitano fuori dal centro storico. Si chiede pertanto a questa amministrazione se:
· Sia prevista una diversa disposizione dei contenitori dei rifiuti in quell’area, magari aumentando la pulizia degli stessi.
· Non sia meglio spostare il parcheggio riservato ai disabili in un’area più tranquilla, lontana dai bidoni per i rifiuti, dalle fermate degli autobus e dal segnale di stop. Magari nell’adiacente via Mercato Nord.
4. Interpellanza in merito alla convocazione dei Consigli Comunali
Facciamo riferimento alla Nostra comunicazione del 22/11/2011, con la quale si chiedeva di concordare con il gruppo di Minoranza la convocazione dei Consigli Comunali in modo di permettere, nei limiti del possibile, la partecipazione di tutti i Consiglieri.
Purtroppo anche all’ultimo Consiglio Comunale per questioni oggettive, loro malgrado, erano assenti 3 Consiglieri di Minoranza.
Nel ribadire le ragioni già riportate nella Nostra precedente comunicazione, nella consapevolezza che una maggiore partecipazione ai Consigli Comunali rappresenti un arricchimento per tutti prima di tutto per la Democrazia, chiediamo che i prossimi Consigli Comunali siano convocati nella serata del venerdì anticipando di qualche giorno la scadenza di legge. Riteniamo che, salvo casi particolari, la cosa sia ampiamente fattibile.
Gruppo Consigliare “Nuova Energia”
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Un'intervista ad Azione Popolare PUPost di Tommaso Gentili del 16 novembre 2011 in Politica (Sfogliato 562 volte)La nascita di Azione Popolare mi ha molto incuriosito, ho deciso quindi di spedire via mail alcune domande riguardanti il loro nuovo movimento ed alcune questioni di governo del territorio. Potevo chiedere di più, per esempio sull'associazione dei servizi degli enti locali e sul lavoro dipendente, nonché sulle piccole e medie imprese. Spero che comunque vi interessi. Ringrazio Azione Popolare per le risposte. Se qualche altro partito o movimento si vuol far intervistare, contattatemi alla mia mail (sta sul mio profilo).
Prima di tutto una domanda esclusivamente tecnica: perché il nome Azione Popolare (seppure con l’aggiunta identificativa della sigla PU)? Visto che esistono già un Movimento di Azione Popolare http://movimentodiazionepopolare.blogspot.com/ e il partito di Azione Popolare fondato dall’on. Moffa http://www.azionepopolare.it/ (ex Pdl ed ex Fli). Oltretutto il Fronte di Azione Popolare fu la coalizione che sostenne il socialista Salvador Allende alle elezioni presidenziali del 1958 e del 1964. Insomma perché scegliere una denominazione già ampiamente usata e che può dar adito ad equivoci ed omonimie?
"Azione Popolare" è il primo nome che è stato bene a tutti. "Azione Popolare" è un nome neutro, che denota il nostro spirito attivista e popolare. Pesaro-Urbino perché alla fine questo movimento è locale, nasce dalla nostra Provincia e per la nostra Provincia (intesa come territorio).Conoscevamo l'esistenza del Movimento di Azione Popolare ma siamo consapevoli che si tratta solo di un manipolo di persone, seppur rispettabili. Quindi crediamo che la "quasi omoninia " non avrebbe creato tanti problemi. Riguardo invece l'Azione Popolare di Moffa ne siamo venuti a conoscenza dopo...Forse lo stesso Moffa ha sentito circolare il nostro nome e gli è piaciuto? Anche in questo caso non ci interessa, visto che pare che la stessa formazione di Moffa sia destinata a durare molto poco, in quanto nata strettamente per politici e di poltrone parlamentari. L'omonimia con la coalizione di Allende (una coalizione cilena degli anni 50), che comunque si chiamava "Frente de Acción Popular", crediamo che non possa creare cosi tanta confusione...Sai quanti Partiti democratici e Partiti delle Libertà ci sono in giro per il mondo?
Il nostro nome comunque resta sempre emendabile e verrà comunque votato all'Assemblea Partecipativa del 3 Dicembre al Furlo. Se qualcuno avesse un nome più accattivante ed originale può sempre proporlo. Sul nostro modo di agire, di fatto, faremo tanta differenza.
Due anni e mezzo fa l’allora candidato de La Destra alla Provincia Giacomo Rossi disse che un ente tra provincia e regione era di troppo. Azione Popolare pensa la stessa cosa? Poiché se si abolisse la Provincia (probabilmente mai) verrebbe meno il maggior ambito di azione del vostro nuovo partito, a meno che da “PU” non si passi a “Marche” sulla vostra denominazione.
Giacomo Rossi, uno dei nostri coofondatori, conferma tutt'ora quello che diceva. Provincia o Regione; una è di troppo!Se venisse abolita la Provincia come istituzione, rimarrebbe comunque la Provincia geografica e culturale, l'ambito su cui comunque agiremo. Il Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino, non esclude nemmeno di ampliarsi in altre realtà o allagarsi a livello regionale.
Alle elezioni vi presenterete sempre soli o in eventuali coalizioni (centrodx, centrosx, terzo polo, liste civiche)?
"Azione Popolare" non nasce solo a fini elettorali. Qualora se ne presenti la possibilità e la necessità ci presenteremo all'elezione. La nostra collocazione rimane sicuramente molto staccati dal sistema e vicina alla gente della nostra Provincia.E' oramai giunta l'ora di sorpassare i desueti schemi di destra, centro e sinistra
Passiamo al programma: che posizioni avete rispetto all’eolico e al fotovoltaico a terra (quello nei campi per intenderci)?
Siamo a favore del minieolico dove comunque tiri vento nonchè ai pannelli fotovoltaici sopra tetti e zone già urbanizzati. Contrati al megaeolico e allo scempo dei pannelli a terra. Siamo a favore quindi dell'energia alternativa, ma fatta bene.
L’agricoltura sta vivendo un momento davvero difficile, nel vostro programma avete dei progetti di tutela e sostegno per chi la terra la usa per coltivare anziché piantarci pannelli fotovoltaici o costruirci capannoni?
Si, anche sulla questione agricola avanzeremo le nostre proposte tecniche
Siete a conoscenza che in molte delle zone dell’entroterra la linea internet non supera i 640 kbps, una velocità quasi imbarazzante, indegna anche di essere chiamata ADSL? Avete idee in proposito?
Su questa questione invece ci stiamo già attivando. Proporremo anche in questo settore delle idee e delle proposte.
Strade e ferrovie: la vostra posizione in merito a E78, strade locali e ferrovia Fano-Urbino.
Sulla riapertura della Ferrovia Fano-Urbino siamo favorevoli; non a caso siamo già entrati nel comitato provinciale che si batte per la sua difesa e per la sua riapertura. Anche sulla vergognosa questione della E78 daremo delle proposte tecniche precise; non faremo di certo gli inutili teatrini alla Ricci
finalizzati praticamente a niente.
Capitolo sanità: ospedale unico costiero, investimento utile o meno? Quali saranno le vostre azioni per un efficiente mantenimento degli ospedali dell’entroterra?
No naturalmente all'ospedale unico e alle speculazioni che ci sono dietro. Stiamo anche in questo settore avanzando delle proposte molto tecniche, seguite da un nostro aderente, Marco Macci capogruppo di minoranza al Comune di Montefelcino che per molti anni è stato un dirigente sanitario in Lombardia.
Grazie e buon lavoro per la vostra assemblea costituente
Grazie a Voi; Vi invitiamo tutti a partecipare con le Vostre idee e le Vostre proposte
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BRAVI: "Servizi associati: siamo già avanti".Post di Fabio Gostoli del 15 novembre 2011 in Politica (Sfogliato 563 volte) BRAVI: "Servizi associati: siamo già avanti".
Sindaco Bravi che ne pensa della proposta del sindaco di Urbania di fare la “Città del Metauro”?
Lucarini pone questioni serie ed oggettive. Anche se è bene dire subito che qui nessuno pensa ad un unico paese da bivio Borzaga a Bocca Trabaria. I nostri paesi hanno una storia, delle peculiarità, un tradizione che non sono svendibili, né associabili. Né la legge lo prevede. I comuni sotto 3.000 abitanti (e non 5.000 come ha detto Lucarini) devono associare sei funzioni fondamentali e lo devono fare in fretta. Due nel 2011 e 4 nel 2012.
Come possono farlo?
Con l'associazione dei servizi. Con le convenzioni. Come abbiamo fatto sino ad ora. Il mio comune, in questo senso, è il più avanzato tra tutti, avendo aderito a tutte le convenzioni proposte dalla Comunità Montana (i servizi associati sono 22) ed avendone promossi di altri dove sono presenti gli altri comuni della zona. Solo nel 2011 abbiamo associato l'Ufficio Tecnico con Mercatello e Borgopace e la ragioneria con Fermignano.
Ma i cittadini avranno gli stessi servizi?
I nostri cittadini non solo devono avere gli stessi servizi, ma li devono avere migliori e a minor costo per i comuni. Questo territorio – e lo dico con cognizione di causa – è tra i più avanzati dell'intera Italia, in materia di gestioni associate. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti: il SUAP, la Polizia Locale, il canile, la discarica, i segretari comunali, il nucleo di valutazione, l'ufficio per i controlli interni. L'avvento delle nuove tecnologie ed il loro uso massiccio ci consentirà ulteriori miglioramenti.
E come farete?
Dovremo centralizzare tutte quelle funzioni che oggi facciamo, in modo identico, ripetitivo e non sempre puntuale, in tutti i comuni. Pensi ai tributi; alle anagrafi; alle buste paga. Pensi ai siti web; alle modulistiche; alle ragionerie. Pensi alla viabilità, alla pubblica illuminazione, alla gestione del calore, alla centralizzazione degli acquisti di beni e servizi. Tutto quello che è attività interna (il back office) si può associare. Così libereremo risorse umane e finanziare per attivare nuovi servizi e per potenziare quelli esistenti. Noi l'operazione l'abbiamo già fatta e così abbiamo aperto il nido d'infanzia. I vadesi l'aspettavano da 30 anni.
Una rivoluzione, quindi?
Sta cambiando il mondo e nessuno può stare fermo a difendere rendite di posizione. Occorre una trasformazione radicale dell'amministrazione comunale per come l'abbiamo conosciuta sinora. I sindaci (tutti e di ogni colore) ci credono tanto. La Comunità Montana dovrà puntarci forte. I dipendenti sono disponibili. Gli strumenti informatici ci daranno un aiuto fondamentale. Ripeto: il nostro comune non ha nessun obbligo di legge ad associarsi, ma è il prima fila e non si tirerà certo indietro.
Il Resto del Carlino del 15/11/2011 Amendeo Pisciolini
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