19 MARZO 2011
BLACK JACK CIRCOLO CULTURALE
Via Pasquale Mazzaccherri, 9
Trasanni (URBINO)
ore 23.00
Dicks and Decks Eventi
presenta: MALEDETTA PRIMAVERA - Musica Italiana Ovunque!
CANEBIANCO+JOE MAPLE live
Djset Rock a seguire
La serata, all'interno del già noto yOH! Live Festival si propone attraverso l'iniziativa di Rockit, come un evento di ottima musica dal vivo tagata Dicks and Decks all'insegna del rock indipendente italiano!
Per l'occasione saranno disponibili due navette A/R a servizio continuo GRATUITE dalle 22.00 alle 04.00
Per saperne di più:
Cos'è ?
Maledetta Primavera è un evento diffuso che unisce concerti in contemporanea in tutt'Italia.
Chi può farlo?
Chiunque. Promoter, locali, band, fans, dj, clubber, giornalisti, blogger, negozianti, macellai, genitori, figli, amici…
Come si fa?
È possibile aderire (gratuitamente) al progetto, contattando la redazione di Rockit e sottoscrivendo una formale lista di comandamenti etici, ideologici e propedeutici.
Perchè si fa?
Perchè è finita l'età del LORO.
Obiettivo?
Celebrare la primavera della musica italiana con un momento unico che valorizzi gli orticelli di tutti. Maledetta Primavera: festa nazionale della Nuova Musica Italiana.
Quando?
19 marzo 2011.
CANEBIANCO (www.myspace.com/canebianco)
Il progetto non si pone limiti di genere musicale, le caratteristiche che lo distinguono sono il sound e l'interpretazione. Un lungo percorso che nasce letteralmente dalla CANTINA (del Jack) dove ancora molto giovani insieme ad amici Max e Bebo (Canebianco) iniziano l'avventura musicale insieme alla produzione di Sangiovese... Poi segue l'esperienza DRUNKERS dove anche grazie alla collaborazione di Paul Chain in veste di produttore la band allarga il suo giro, e tra le fasi più interessanti ricordiamo la partecipazione al programma radiofonico di Pier Luigi Diaco su RAI STERO 2 in diretta nazionale dove il Dj ha suonato per due giorni 3 brani del CD "IL TEMPIO DEL SOLE" Flyng Records. Dal 1996 inizia la fase sperimentale (INCERIMONIA) dove il sound si contamina con sonorità che spaziano tra il tribale delle percussioni e il folk melodico, risultato di un progetto vicino alla cultura nativo americana dove l'utilizzo di violino, tastiere e voce femminile collocano la band tra le poche realtà nazionali nel periodo CHE OSANO ... ma sopratutto che cercano attraverso la musica di rivelare e riscoprire l'importanza di certi valori, e lo fanno insieme ad amici INDIANI, poeti come LANCE HENSON e attivisti come Augusto Giuliani (AICA Ravenna), Carlos Moraga (Mapuche, Cile) e Il Comitato di Difesa per la Liberazione di Leonard Peltier (del quale CANEBIANCO è membro e attivista da diversi anni). Dopo una serie di eventi e live realizzati in giro per l'italia i tre fondatori DRUNKERS e InCerimonia decidono che è giunta l'ora di tornare al ROCK ... e lo fanno in una maniera questa volta più immediata e viscerale con nuovi brani di rock graffiante dove le performance (che arrivano a completare uno show di circa 3 ore e mezzo) sono un collage di brani classic folk cover e ballate al sapore di mosto, tra rock di propria produzione e classici come ROMAGNA MIA in una fantastica versione country. Ma da CURE, NIRVANA, IGGY POP, DAVID BOWIE, BLONDIE, MARLEY, BEATLES, passando per una rivisitazione di song DISCO ANNI 70 la band si diverte a divertire il pubblico spesso coinvolto in canti e gare improvvisate di bevute di birra. ..IL PUBBLICO PREFERISCE COVER ... .....il concetto non è condiviso in pieno dai CANEBIANCO ma ci provano e il risultato è un delirio... C'è da dire che la band (giovani e meno giovani senza pretese) ovunque si è esibita è riuscita nell'intento di trasformare il luogo in una cantina ... ed è proprio questa la sfida del momento, il rock ha perso il suo significato originale, tra lo scimmiottare generale e la rock star mania tutto diventa parte integra del commercio della musica. Trasmettere, comunicare, pensare al rock come a un linguaggio rimane per Canebianco una priorità e quale luogo al mondo è migliore di una cantina per trovare la passione di comunicare insieme a degli amici?..
JOE MAPLE
(www.joemaple.it)
Arrivano dalla provincia di Teramo e rispondono all'appello con lo pseudonimo di Joe Maple. Un manipolo di scoppiati arrapati dallo stoner rock e dalla psichedelia, ecco cosa sono. Imparata a dovere la lezione impartita dal (nuovo) Josh Homme e compagni, la proposta degli abruzzesi si afferma come una produzione piacevole da ascoltare, niente male per essere un debutto.
Meno Kyuss e più Qotsa quindi (ma anche Mammoth Volume), ritmiche meno pachidermiche e più sciolte (anche se il groove desertico di "John the elephant" sembra pronto a farvi ricredere), le canzoni che ci fanno più muovere la testa sono senza dubbio "Primrose Path" e "Telegraph Song", nelle quali il lavoro del synth dona freschezza ai pezzi investendoli di una vena vagamente progressiva.
La voce non è sempre convincente, spesso troppo lineare e flemmatica per riuscire a spiccare nel mix generale, come accade palesemente nella soporifera "The lame". Buoni i cori mutuati dagli immancabili Qotsa. Sempre interessanti gli inserti di synth, mentre i suoni di chitarra e della sezione ritmica appaiono discreti pur trattandosi di una produziona casalinga. Andrebbe ovviamente tutto irrobustito a dovere, trattandosi di un genere apprezzabile al crescere dei decibel e al dilatarsi delle atmosfere. I Joe Maple sono sulla buona strada, basta personalizzare la proposta e curare maggiormente i suoni; ne verrà fuori una bomba.
Rockit, Urca Urbino Radio Campus, Territorio Musicale, Osservatori Esterni, Monday Pops, Music Club, Keep On sono media partners dell'evento