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Metropolitana o pista ciclabile?Post di Richez del 25 febbraio 2009 in progetti (Sfogliato 3543 volte) Non leggendo quotidiani devo dire che la sezione Notizie di AltroMetauto, di tanto in tanto, mi fa scoprire cose interessanti.
Questa volta la mia curiosità si è fermata su alcuni articoli riguardanti la vecchia linea ferroviaria dismessa.
Sembra infatti che si stia progettando di riutilizzare la vecchia linea ferroviaria in maniera differente.
Anche in questo caso diverse forze politiche hanno diverse opinioni a riguardo:
- Il PD propone una pista ciclabile
- AN dice di creare una metropolitana di superficie
Effettivamente la cosa che ha attratto la mia curiosità è stata proprio l'idea della pista ciclabile, per diversi motivi:
1. quando giro vedo sempre delle grandi e lunghe piste ciclabili e da noi (Urbania a parte credo) non ce ne siano
2. qualche tempo fa con un amico si parlava proprio di quanto potesse essere interessante avere una pista ciclabile che colleghi l'intero territorio dell'Alto Metauro, un percorso che permetterebbe di farsi 2 pedalate o 2 passi in tranquillità ed eviterebbe anche ai ciclisti di prendere "4 accidenti" dagli automobilisti ogni domenica.
AN dice che la proposta di Ricci è solo una provocazione e quindi non una cosa che si vuol effettivamente studiare o realizzare (riporto quello che ho letto). Personalmente mi sembra una cosa interessante. Non credo che sia ormai più possibile far passare un treno su quei binari anche perchè se non erro a Fermignano mi è sembrato di vedere anche qualche edificio allargarsi a dismisura fino a quasi sopra le rotaie, e probabilmente anche da qualche altra parte.
Il punto come sempre sono i soldi!
Indipendentemente da quello che si farà si dovranno trovare i fondi e questo sopra ogni progetto è la cosa che oggi conta di più, purtroppo!
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L'Italia firma per il nuclearePost di rugiada del 25 febbraio 2009 in ecologia (Sfogliato 3988 volte)Il premier Berlusconi e il presidente francese Sarkozy hanno firmato ieri a Roma l'accordo intergovernativo sul nucleare. L'accordo e' stato accompagnato da due 'memorandum of understanding' tra i due gruppi elettrici Enel ed Edf. Il presidente francese Sarkozy ha assicurato una 'collaborazione illimitata' all'Italia sottolineando che la Francia" e' pronta a dare un aiuto forte in questa fase di ritorno al nucleare'. 'Dobbiamo svegliarci dal nostro sonno, adeguarci, perche' il futuro e' nell'energia rinnovabile e nel nucleare', ha commentato il premier italiano Berlusconi annunciando che Italia e Francia collaboreranno alla realizzazione di altre centrali nucleari in Francia e in altri paesi e affronteranno la costruzione di centrali nucleari in Italia, grazie ai francesi che hanno messo a disposizione il loro 'know-how'. 'Questo -ha detto Berlusconi- ci consentira' di risparmiare diversi anni e iniziare la costruzione delle centrali in un tempo assolutamente contenuto'. Il premier ha quindi evidenziato come oggi la Francia 'produce l'80% del proprio fabbisogno energetico con il nucleare, una energia pulita in un sistema di sicurezza che consente ai francesi di pagare l'energia che consumano la meta' di quanto pagano gli italiani'.
Eccoci dunque di fronte al fatto compiuto scavalcando il precedente referendum del 1987 (pochi mesi dopo il disastro di Chernobyl), dove si era detto no al nucleare in tre modi:
No alla costruzione di centrali nucleari in Italia
No alla partecipazione dell’Enel a impianti nucleari dislocati all’estero
No ai contributi per incentivare le centrali nucleari
Senza contare il fatto che l’Italia è circondata da Paesi europei che utilizzano il nucleare, l’Italia è anche piena di scorie nucleari prodotte durante gli anni in cui le centrali nucleari erano in funzione nel nostro territorio. I rifiuti di origine nucleare sono estremamente pericolosi per la salute del nostro pianeta e degli esseri viventi che lo popolano, inoltre se non trattati, mantengono la loro pericolosità per decine e decine di anni. Fatto ancor più grave è che a livello mondiale una soluzione definitiva per il problema delle scorie nucleari non ancora viene trovata difatti i centri di raccolta per tale tipo di rifiuti sono tutti temporanei.
Ma questo sembra non interessarci per ora, ma un giorno, non troppo lontano, dovremo farne i conti e sarà troppo tardi allora per tornare indietro. E' maniacale come noi uomini cerchiamo di salvare il nostro benessere economico a prescindere da quello ambientale e sanitario, eppure altre forme di investimento ci erano state servite sul piatto d'argento, se solo avessimo colto l'occasione allora di investire nelle energie alternative, oggi potevamo gioire, invece tutto muore nel silenzio più totale. Accettando passivamente ciò che dall'alto ci viene imposto come giusto!!! La politica e l'economia decidono le nostri sorti come sempre nulla è cambiato...Saluti Monica
Puoi firmare anche tu dichairando però il tuo No al nucleare e Si al solare: http://www.firmiamo.it/noallenergianuclearesiallenergiasolare
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C'era una VallePost di Gastone Cappelloni del 23 febbraio 2009 in poesia (Sfogliato 1179 volte)C’era una Valle
che non conosceva ambiguità.
Ma conosceva e apprezzava
l’ignoranza Costruttiva
dei Suoi figli.
Figli caratteristici della Luce
e di Incontaminate Profondità
privi di necessità distruttive
attraversati solamente
da stazioni
di piogge e di notturni.
con in tasca taglierini di stelle
per fidanzarsi coi Cuculi Eterni.
Ove i ricordi trasparenti
sorridevano
alla manna dell’infanzia
e, dove le contemplazioni,
non appartenevano
alla Violenza del Danaro
e della Desertificazione.
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POLITICAMENTE ABBANDONATIPost di Marchetti Alfiero del 21 febbraio 2009 in Politica (Sfogliato 1067 volte)
POLITICAMENTE ABBANDONATI
Il pasticciaccio brutto realizzato con l’approvazione della nuova legge regionale sulle Comunità Montane del giugno 2008 sta producendo i suoi effetti nefasti per l’intera Valle scesa ancor più nell’assoluto anonimato. La decisione di azzerare gli organi e di delegare tutta la gestione ad un Commissario fino al rinnovo delle cariche conseguente alla tornata amministrativa di giugno è un’assurdità, che come avviene sempre, tutti hanno voluto farci digerire come opportuna, ma che così non è. Se prima le Comunità Montane avevano problemi di visibilità e di considerazione da parte dei cittadini al punto che tutti già propendevano per la loro soppressione, oggi sono praticamente scomparse dal panorama amministrativo e soltanto attraverso la peraltro non dovuta convocazione periodica dei Sindaci da parte dei Commissari si riesce a mantenere vivo un flebile rapporto di collaborazione. Il nostro territorio ha di fatto pagato e pagherà il prezzo più alto del suo essere lasciato in balia delle onde dai referenti politici a livello provinciale e regionale che non hanno voluto tenerlo in nessuna considerazione. Questa nuova legge va detto non ha nulla di positivo, è un coacervo raffazzonato di norme slegate le une dalle altre, frutto della sola paventata esigenza di razionalizzare e non di una vera esigenza di riorganizzazione. I Comuni montani di fatto non ottengono alcun riconoscimento né economico né in termini di rappresentanza; territori dalle caratteristiche simili subiscono trattamenti diversi al punto che la Comunità Montana del Foglia rimane in piedi ed invariata nella sua composizione e la nostra invece entra a far parte di una comunità ingestibile con 14 o 16 Comuni . La vera novità sembra essere quella che Urbino avrà la sede istituzionale e Cagli e Urbania manterranno due sedi territoriali. E’ la solita soluzione Salomonica, anzi per essere più precisi è il solito modo di spogliare il territorio delle sue poche specificità. Urbino sembrava dovesse rimanere fuori ed invece avrà la sede istituzionale; si sarebbe dovuto risparmiare ed invece le sedi diventano tre al posto di due con tutte le conseguenze del caso. Si sarebbe dovuta snellire la gestione ed invece avremo una Giunta esecutiva costituita di almeno venti persone (Sindaci dei Comuni e altri 3 o 4 membri). Già si parla che le vecchie Comunità Montane si spartiranno ognuna un Presidente e un vice Presidente. Questa legge, tengo a precisarlo ancora è una vergogna istituzionale, una autentica presa in giro da parte di chi l’ha partorita in nome di un risparmio che se si realizzerà sarà soltanto perché verranno tagliati i trasferimenti a livello statale. Che senso aveva far decadere gli organi amministrativi da settembre 2008 e lasciare tutto in mano a un Commissario che in fondo è tenuto a garantire la stessa gestione senza vincoli di nessun tipo e senza regole definite per condurre alla fusione. La procedura amministrativa seguita poi è assolutamente incredibile non avendo posto la Regione né limiti né regole nel periodo di transizione al punto che per assurdo una Comunità Montana avrebbe potuto assumere mutui anche importanti per il proprio territorio in questo periodo per poi trasferirlo fra pochi mesi alla nuova gestione e quindi a carico di tutti i 16 comuni. Per capirci sarebbe come se una volta approvato un Piano regolatore non scattassero subito le norme di salvaguardia. Tutto il mondo attorno però tace ed anzi c’è chi spinge per ritagliarsi un ruolo nel nuovo organismo in gestazione. Bisognerebbe avere il coraggio oggi di dire queste cose e non di farle passare in silenzio ed anzi per essere più precisi bisognava avere al momento dell’assunzione delle decisioni in Regione la forza contrattuale necessaria per imporsi e che i nostri rappresentanti nel territorio non hanno avuto. E’ il caso di dire “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Ma a piangere è l’intera zona, che anche in un grave momento di crisi economica ed occupazionale come quello che stiamo attraversando, avrebbe avuto la necessità di attori utili a mitigarne le conseguenze e che invece risulta essere istituzionalmente spenta e cieca di fronte all’evidenza
Alfiero Marchetti
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La CostituzionePost di Mirco Marchetti del 19 febbraio 2009 in Politica (Sfogliato 1098 volte)Visti i tempi, il revisionismo e le dichiarazioni fatte da alcuni negli ultimi periodi, mi piacerebbe discutere con Voi la Nostra Costituzione.

Inizio dai primi 4 articoli.
Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
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Vetroni lascia il PDPost di rugiada del 18 febbraio 2009 in Politica (Sfogliato 1266 volte)Ieri sono state confermate le dimissioni di Walter Veltroni, dopo la sconfitta elettorale in Sardegna, saluta e se ne va. Non sarà più lui il segretrario del Partito democratico. Dopo solo 16 mesi dalla sua discesa in campo per dedicarsi anima e corpo a costruire un nuovo partito, sulle ceneri di Ds e Margherita. Sedici mesi difficili, duri, in salita. Culminati nella rinuncia e essere (e fare) la sintesi delle diverse anime diessine e margheritine, cattoliche e laiche, della sua compagine.Logorato dai contrasti interni, dalle spinte in avanti, dalle personalità forti, Veltroni ha detto basta: non sarà più lui il segretrario del Partito democratico. Ha detto addio davanti al coordinamento che è tornato a riunirsi nella sede di Sant’Andrea delle Fratte.
Ora mi chiedo cosa accadrà? Sarà la fine o un nuovo inizio per il centro-sinistra? Come è possibile che in 2 anni si sia annientata una classe politica ? Sono cambiati i politici o noi elettori? E' la crisi ecomonica a condizionare tali retroscena?
Saluti Monica
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Imprenditori arrabbiati con le banche: “Ma quale aiuto, ci stanno affossando!” Post di CNA Urbino e Montefeltro del 17 febbraio 2009 in analisi socio-economiche (Sfogliato 1646 volte)Nel corso di una infuocata riunione a Montecchio dei titolari di tutta la provincia di aziende del mobile e della meccanica, i piccoli e medi imprenditori del comparto produttivo (legno, arredamento e metalmeccanica), hanno lanciato il loro grido disperato nel corso del congresso provinciale della categoria, tenutosi l’altra sera a Montecchio. Un'affollatissima riunione organizzata dalla CNA per analizzare la situazione allarmante del settore della manifattura con tanta gente in piedi, come non si vedeva da tempo: inevitabile segno della crisi e della grave situazione in cui versa l’intero comparto con oltre 200 imprese del mobile che hanno chiuso i battenti, 150 imprese in meno nel tessile e con una flessione consistente nel settore della meccanica e ancor più della nautica. Imprenditori arrabbiati ed in qualche caso esasperati, costretti a licenziare i propri dipendenti o ad abbassare le saracinesche dei propri laboratori per la crisi, ma soprattutto, per l’atteggiamento degli istituti di credito in questi ultimi mesi. “Nonostante i continui appelli di questi giorni, le banche - dice il responsabile dell’Unione produzione della CNA, Moreno Bordoni - continuano ad avere un atteggiamento incomprensibile nei confronti delle piccole e medie imprese. Ci sono i fondi di garanzia stanziati dalla Regione, dalla Camera di Commercio e dalla Provincia, eppure gli istituti di credito si rifiutano di concedere mutui, di finanziare progetti ed erogare finanziamenti a favore delle nostre aziende che mai come in questo momento avrebbero bisogno di aiuto. E invece gli istituti di credito che fanno? Stanno riducendo drasticamente i fidi e abbassano l’importo dei castelletti. Ed finanziamenti? Erogati con il contagocce con richiesta di garanzie a dir poco assurde”.
Insomma, nonostante gli appelli e le dichiarazioni di disponibilità, le banche non stanno affatto aiutando le imprese”.
Secondo la CNA, le istituzioni hanno già fatto la loro parte mettendo a disposizione fondi di garanzia, ora serve che le banche facciano la loro”.
“Fondamentale in questo senso - ha detto il segretario provinciale della CNA, Camilla Fabbri - il ruolo che stanno avendo in questa fase i consorzi di garanzia come ad esempio Fidimpresa, il primo a livello regionale, che sta sostenendo le imprese in questo difficile momento. Basti pensare che nel 2008 Fidimpresa di Pesaro ha erogato alle aziende della provincia ben 48milioni e 500mila euro, ben 4 milioni di euro in più rispetto al 2007”
Tra le richieste degli imprenditori manifatturieri anche quello di una revisione degli studi di settore che devono tenere conto del particolare momento economico. In questa fase è necessario rivedere tutti i parametri.
Nel corso della riunione è stato eletto anche il nuovo presidente dell’Unione CNA Produzione. Si tratta di Giovanni Moneta, giovane imprenditore della meccanica di Carpegna. Eletto anche il direttivo dell’Unione produzione. Tra i membri anche Francesco Angradi (Cantiano) e Marco Micheli (Macerata Feltria).
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VOUCHER PER LA PARTECIPAZIONE A MASTER UNIVERSITARI IN MATERIE TECNICO SCIENTIFICHEPost di Paola Travagliati del 17 febbraio 2009 in bandi pubblici (Sfogliato 1192 volte)La Regione Marche ha riaperto il bando per l'assegnazione di voucher a laureati per la partecipazione a master universitari poichè tutte le risorse inizialmente previste non sono state utilizzate.
Le spese di iscrizione e/o di immatricolazione devono essere effettuate in data non antecedente il 24/11/2008.
Le risorse messe a bando ammontano a 500.000,00 euro, è prevista una riserva del 10% sul totale per master frequentati all'estero ed una riserva del 15% per soggetti disabili.
Scadenza 16 marzo 2009.
Per chi intende consultare il bando si segnala il link seguente:
http://www.istruzioneformazionelavoro.marche.it/Notizie/singolaBando.asp?IdNotizia=593&idArea=0
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La censura del webPost di rugiada del 16 febbraio 2009 in Attualità (Sfogliato 1155 volte)Il Senatore Gianpiero D'Alia dell'UDC, con il suo emendamento all'articolo 50 del DDL 773 (pacchetto sicurezza), già approvato dal senato: con una scusa sacrosanta (bloccare chi inneggia alla mafia, al terrorismo e alla violenza) si prepara a mettere il bavaglio alla rete. Andrebbe ricordato che il reato di apologia e di istigazione a delinquere, è già previsto e punito dal codice penale, quindi chiunque ne venga accusato, viene processato, e se colpevole, condannato. Ovvio che il fine non quello, ma è di limitare la libertà di espressione e di opinione in rete. In pratica, sempre se questo emendamento non verrà ritirato, e quindi approvato definitivamente dalla Camera dei Deputati, se su un blog, social media, ad esempio Youtube o Facebook, ci sono commenti, articoli che commettono reati di opinone, vengono rimossi entro 24 ore, il provider è obbligato dalla legge a oscurarli, pena una sanzione da 50 mila a 250 mila euro:
Questo emendamento è incostituzionale, perchè va contro l'Articolo 21 della costituzione che dice: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione....." Se l'emendamento D'Alia non verrà stralciato, anche in Italia la libertà d'informazione su internet, sarà limitata a livelli della Cina.
Saluti rugiada
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Martedì 17 ore 21: Congresso CNA di UrbinoPost di CNA Urbino e Montefeltro del 16 febbraio 2009 in analisi socio-economiche (Sfogliato 901 volte)
Urbino e lavoro, le donne lo trovano meglio e più degli uomini: è uno dei dati che saranno affrontati domani nel corso del congresso territoriale della CNA. Sarà presente anche il sindaco Franco Corbucci
Un lavoro? Ad Urbino sono le donne a trovarlo meglio e più degli uomini. E’ quanto risulta dai dati sugli avviamenti che riguardano il Comune feltresco dove nel 2008 le assunzioni sono state complessivamente 1.491: di queste 908 ad appannaggio delle donne e 583 di uomini. I settori che, nonostante la crisi hanno assunto di più, sono stati quello alberghiero e della ristorazione, quello dei servizi alle imprese ed informatica e dell’istruzione. Secondo i dati forniti dal Servizio formazione e politiche per l’occupazione della Provincia, gli iscritti alle liste di mobilità vedono invece ad Urbino primeggiare gli uomini. Su 114 iscritti, infatti i maschi sono 66 mentre le donne 48.
Per calarsi meglio nella realtà economico-produttiva del territorio, i dati relativi alle imprese attive al 31 dicembre 2008 sono sufficientemente confortanti con 1.616 imprese e con un saldo positivo rispetto all’anno precedente di 24 imprese in più. Anche ad Urbino, come del resto sta accadendo ad Urbania e zone limitrofe, l’agricoltura segna una incredibile inversione di tendenza con aziende che nascono e che decidono di investire nella terra e nel territorio. Nel 2008 il settore ha registrato un 14% in più (con aziende agrituristiche, cooperative agricole e imprese) che hanno dato un forte impulso al settore. Più timidi ma senz’altro positivi visto il periodo, gli incrementi nei settori della manifattura (+2%), delle costruzioni (+4%), nelle attività immobiliari (+4%).
Sul fronte demografico, Urbino continua a crescere con 15.459 abitanti (0,8% in più rispetto al precedente censimento). Di questi sono 1.435 gli stranieri (erano 453 nel precedente censimento) e dunque l’incremento è stato del 53% e rappresentano il 5% sul totale degli stranieri residenti in provincia di Pesaro.
Questi ed altri dati sul territorio saranno al centro del congresso territoriale della CNA di Urbino in programma per domani, MARTEDI’ 17 FEBBRAIO, alle ore 21 nella sede dell’associazione in strada Bocca Trabaria sud 9. Nel corso dell’incontro, al quale parteciperà il sindaco di Urbino Franco Corbucci e che sarà aperto dal presidente uscente della CNA, Lorenzo Santi, saranno affrontati i temi più scottanti che riguardano il territorio ed il rapporto con le imprese.
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Per viaggiare sicuri. SMStradePost di Giuseppe Lucarini del 12 febbraio 2009 in AltroMetauro (Sfogliato 877 volte)Per viaggiare sicuri. SMStrade
C’è un altro modo per viaggiare sicuri.
SMStrade, la Viabilità della Provincia di Pesaro e Urbino a portata di telefonino
Conoscere in tempo reale le informazioni gratuite sulla situazione delle strade provinciali
Ci si iscrive con il cellulare inoltrando un SMS con il testo
250STRADE SI, al numero 320 20 43 040.
Il costo di questo messaggio è a carico del richiedente.
Il servizio è invece gratuito.
Sarà possibile ricevere sul proprio telefonino le informazioni necessarie sugli eventi che possono mettere a rischio il proprio viaggio (neve, ghiaccio, interruzioni stradali ecc. ecc.), e permettere di muoversi rapidamente e in sicurezza sul territorio, pianificando il tragitto migliore da percorrere con la propria auto.
Per ulteriori dettagli sul servizio consultare l'apposita pagina sul sito della Provincia, servizio Viabilità

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UN TAVOLO SULLA CRISIPost di Giuseppe Lucarini del 12 febbraio 2009 in entroterra (Sfogliato 990 volte)Un tavolo sulla crisi nel territorio dell’Alta valle del Metauro. Che metta insieme istituzioni, sindacati e organizzazioni delle imprese, e tutti quelli che vogliono partecipare.
Lo scopo è monitorare costantemente la crisi. Ed anche attivare tutto quanto è possibile per cercare di correggerne gli effetti. Anche i più piccoli. Ma anche prepararci alla fase successiva.
Ho fatto un giro di imprese e consulenti in questi giorni, anche in corrispondenza al convegno della CNA. Il quadro che emerge purtroppo non è positivo e non perché non c’è voglia di lottare o scoramento. Perché le difficoltà sono reali. Nel tessile abbigliamento, ed anche in settori qualche anno fa più solidi come la meccanica, l’edilizia, il commercio ecc.
Possiamo pure spargere ottimismo, ma mi pare più realistico prepararci in tempo. Sia alla fase primaverile, sia alla fase autunnale, quella della ripresa, dopo le vacanze, che potrebbe essere anche peggiore.
C’era, c’è ancora un modello economico della Val Metauro, abbastanza sostenibile, solidamente ancorato alla struttura famigliare, con imprenditori nati dall’esperienza di fabbrica, fondato sul risparmio diffuso, che incrocia manifattura ma anche servizi innovativi, con una forte unità fra imprenditore e maestranze, che rischia di essere messo in discussione.
Ci sono cose da fare a Roma. Sono quelle che dicono tutti. È inutile annunciare grandi opere che si realizzeranno solo fra qualche anno con i tempi che abbiamo in Italia. Bisogna mettere in condizione gli enti locali, che rappresentano il 70% degli investimenti, di spendere almeno i soldi che hanno già. E questo non è possibile senza sbloccare il patto di stabilità.
In secondo luogo bisogna incidere sul sistema bancario affinchè vengano sostenute le imprese e le famiglie.
Ma infine vedo soprattutto due rischi:
Se a Pesaro si perdono centinaia di posti, arrivano subito alle redazioni dei giornali. Se succede da noi non si muove nessuno. Qualche centinaio su una vallata di 20.000 persone rappresentano un vero dramma. Con conseguenze sull’economia e la vita delle famiglie. Dobbiamo essere capaci di tenere viva l’attenzione anche su quello che succede anche qui nell’alta valle del Metauro.
Il secondo rischio è che la crisi sviluppi atteggiamenti egoistici. In sostanza chi sta meglio pensa per se.
Dobbiamo innescare meccanismi di solidarietà e di aiuto dei forti verso i deboli. I comuni potranno dovranno fare da promotori. Potranno farlo meglio se staranno insieme con le imprese sullo stesso tavolo, a vivere gli stessi problemi a ricercare soluzioni insieme.
Mi piacerebbe che questo blog diventasse promotore di questa iniziativa e vetrina della discussione successiva.
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Rossi de “La Destra”; “Forti dubbi sul Piano d'ambito dell'Aato”Post di Giacomo Rossi del 10 febbraio 2009 in Politica (Sfogliato 1197 volte)Il segretario provinciale de “La Destra” Giacomo Rossi esprime forti dubbi sul Piano d'Ambito dell'Aato, sopratutto riguardo ai paventati sfruttamenti di altri giacimenti idrici sotterranei dell'entroterra. Dice Rossi “Il Piano d'ambito ventennale dell'Aato, del quale il suo presidente Renato Claudio Minardi si definisce tanto soddisfatto, rischia d'essere l'ennesimo depredamento alle risorse idriche dell'entroterra. Infatti in tale piano, che dovrà essere approvato a giorni dall'Aato, è prevista l' individuazione di nuovi giacimenti idrici sotterranei nelle zone interne della Provincia nonché una non chiara “connessione di tutto il sistema acquedottistico provinciale”. Invece di di puntare ad intervenire sugli sprechi tramite una capillare risistemazione degli acquedotti e delle condutture colabrodo o di pensare alla riqualificazione e allo sfruttamento della sostanziosa falda idrica costiera, ancora una volta si prendono di mira le riserve d'acqua sotterrane dell'entroterra, senza forse nemmeno sapere o valutare le future conseguenze di questi interventi. Non penso che queste riserve idriche siano la prima e l'unica soluzione per far fronte alla crisi idrica. L'Aato, come se non fosse dovuto, si dice poi soddisfatta di aver discusso tale Piano con le rappresentanze territoriali e di aver sentito le istanze dei sindaci. In tal senso mi piacerebbe sapere quali sono state le proposte e le integrazioni al Piano d'ambito da parte dei sindaci dell'entroterra, troppe volte complici (tranne rare eccezioni) di questa politica entroterricida. Sicuramente come slogan propagandistico avranno richiesto la differenzazione delle tariffe, uno strumento che per legge già esiste e che avrebbero potuto già usare. E le associazioni ambientaliste? Che ne pensano di questo Piano d'Ambito? “Fortunatamente” però ci sono frange locali del Pdl che ora, si sentono paladini dell'acqua e più in generale dell'acqua pubblica....Si dimenticano però che proprio questa estate, il loro Governo, con l'articolo 23 bis del D.lgs 133, ha sancito la sostanziale privatizzazione del bene acqua (salvo lasciare aperte alcune porte). Proprio come ha fatto la sinistra, braccio politico di Hera.”
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Comunicato stampa Sindaco Settimio Bravi Post di URP Comune S. Angelo in Vado del 06 febbraio 2009 in entroterra (Sfogliato 4462 volte)
In riferimento “all’allarme sicurezza” lanciato tramite il Resto del Carlino – cronaca di Urbino e Montefeltro – dal segretario provinciale della Lega Nord – Roberto Zaffini, il Sindaco di Sant’Angelo in Vado – Settimio Bravi – comunica che:
1. nessun episodio di violenza è stato commesso da cittadini albanesi nella cittadina metaurense, negli ultimi quattro anni;
2. non sono state presentate, da cittadini italiani, segnalazioni, denunce, esposti riguardanti minacce o atti di violenze, da parte di cittadini extracomunitari, alla locale stazione dei Carabinieri;
3. il segretario provinciale della Lega Nord – già euforico per la prossima campagna elettorale per le provinciali – farebbe bene ad informarsi prima di lanciare inutili e pericolosi allarmi, che poi vengono ripresi – senza verifiche – dagli organi di stampa.
Settimio Bravi
Sindaco di Sant’Angelo in Vado Apri Commenti(54) Stampa
Piantare alberi contro la speculazione ediliziaPost di rugiada del 05 febbraio 2009 in ecologia (Sfogliato 1914 volte)Piantare alberi come protesta pacifica contro la speculazione edilizia e gli abbattimenti, contro l'abbruttimento del paesaggio, contro l'ignoranza e la stupidità umana. Piantare alberi pensando alle generazioni future. Quest'evento è nato per sensibilizzare al recupero e alla valorizzazione del territorio. Tutti possono partecipare, in contempornaea da tutta l'Italia.
Se i costruttori senza scrupoli e le amministrazioni corrotte distruggono il paesaggio noi, invece, lo ricostruiamo piantando alberi.
Ognuno di noi può piantare un singolo albero oppure tanti alberi. Non conta il numero di esemplari ma il gesto, che deve essere un grido di rabbia, deciso, contro il brutto e il degrado.
L'evento si svolgerà per tutto il mese di Marzo, dichiarato MESE DELL'ALBERO..
Inizio evento 1 marzo - fine evento 31 marzo... IN PRATICA ABBIAMO UN MESE DEDICATO ALLA PIANTAGIONE DEGLI ALBERI!!!!
DIMOSTRIAMO AGLI SPECULATORI E AI POLITICI CHE C'E' UN ITALIA VERDE E COMBATTENTE CHE NON STA CON LE MANI IN TASCA.
Saluti Monica
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Avviso per titolari di attività di commercio in sede fissa, bar e ristorantiPost di URP Comune S. Angelo in Vado del 04 febbraio 2009 in eventi - iniziative (Sfogliato 877 volte)
Dal 2 FEBBRAIO al 2 MARZO 2009 è possibile presentare le domande alla Regione Marche per ottenere un contributo A FONDO PERDUTO del 15% sui lavori realizzati per ristrutturare e ammodernare negozi, bar e ristoranti con una spesa complessiva compresa tra 20mila e 160mila euro.
Per i CENTRI STORICI i benefici valgono per le imprese commerciali di tutti i settori, i bar ed i ristoranti. Fuori dai centri storici il contributo può essere richiesto solo da negozi di alimentari, bar e ristoranti.
Per info: www.commercio.marche.it
IL SINDACO
(Settimio Bravi) Apri Commenti(0) Stampa
Un nuovo eco-fontPost di rugiada del 04 febbraio 2009 in ecologia (Sfogliato 1055 volte)Ciao a tutti,
giorni fa mi hanno inviato una email che riportava una notizia che può essere interessante...
Dei ragazzi olandesi, hanno avuto un'idea semplice e geniale.
Hanno creato un Font che consente di risparmiare fino al 20% di
inchiostro della stampante.
Questo font è stato studiato in modo da eliminare inchiostro dove non
serve, cioè dove l'occhio umano non è in grado di percepirlo.
Hanno voluto condividere questa loro creazione con tutto il mondo e il
Font è completamento gratuito.
Può essere scaricato dal sito EcoFont e funziona con tutti i tipi di
computer (è indipendente dal sistema operativo).
http://www.ecofont.eu/
Io lo appena installato e funziona benissimo, per qualsiasi informazione in merito potete contattarmi.
Spero Vi sia utile....by Monica
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SICUREZZA STRADALE. SOFT O HARD?Post di Giuseppe Lucarini del 02 febbraio 2009 in Attualità (Sfogliato 1121 volte)Cari amici. Poiché mi sono occupato in provincia di sicurezza stradale, innovando anche pratiche amministrative precedenti, vorrei riprendere il tema della sicurezza stradale.
La vicenda dei T Red è il sintomo di come vanno le cose in Italia e non mi pare che vi siano segnali di cambiamenti.
Il codice della strada è dei primi anni 90. Purtroppo è stato più volte adeguato ma mai completamente riscritto.
Nel frattempo gli scenari sono molto cambiati.
Mentre a livello europeo sono riusciti incrociando informazione e controllo a ridurre gli incidenti in Italia invece eccetto qualche picco di riduzione nel primo anno della patente a punti e nel 2007 con il primo aggravamento delle pene, i risultati sono molto scarsi.
Sono scarsi perché la sicurezza non è il risultato automatico di norme sia pure precise e severe, ma di una miscela di azioni: regole, sanzioni, ma anche promozione, informazione, e controlli massicci sul territorio ed infine di una rete stradale pensata per aumentare la sicurezza.
Mentre nel resto d’Europa in tutti questi settori si è lavorato molto in Italia ci limitiamo alle norme.
Infatti si spende un decimo di quanto si sarebbe dovuto spendere per raggiungere gli obiettivi europei (riduzione del 50% di incidenti mortali entro il 2010).
Ci provano tutti i giorni gli enti locali, oggetto infatti di continue proposte di ditte che lavorano nel settore. Ci provano perché sono spinti continuamente dai cittadini.
Vi posso assicurare che quotidianamente in Provincia arrivano firme di comitati e dei rispettivi sindaci che chiedono di fare qualcosa per mettere in sicurezza le strade.
Chiedono velox, marciapiedi, semafori, di tutto, nella frazione in cui vivono. E’ anche vero che le stesse persone sono le prime a protestare se beccano una multa nelle frazioni dove vivono gli altri. Ma questo è tipico dell’Italia. Le regole? Solo per gli altri !!!!
La sicurezza stradale in sostanza è la richiesta principale di chi vive vicino alle strade. Nei centri urbani la competenza è dei Comuni, anche se le strade sono provinciali, sul resto del territorio è competenza del proprietario della strada.
La provincia di Pesaro ha attuato una politica soft, persuasiva. Nelle strade di sua competenza ha rifiutato installazioni fisse tipo t red. E per la verità ha consigliato i comuni di evitare anche i semafori a rilevazione velocità, perché possono indurre a comportamenti contradditori. Eccetto qualche eccezione in situazioni di particolare ed accertato pericolo.
La Provincia ha deciso anche di puntare in collaborazione con i Comuni, su opere stradali, come marciapiedi, ciclabili, rotatorie, dossi rallenta traffico e per quest’anno ha stanziato circa 1.300.000 per la sicurezza da realizzare in collaborazione con i Comuni.
Per quanto riguarda il progetto della comunità Montana, la Provincia ha imposto i segnalatori come alternativa ai semafori. Ma in quel periodo non pendeva su questi strumenti alcuna sentenza. Ma del resto in quel periodo anche i semafori erano consentiti, mentre successivamente sono arrivate le circolari negative del ministero.
Anche il comune di S.Angelo li voleva installare, ma siccome la strada era statale, l’ANAS ha rifiutato il parere.
I segnalatori di velocità sono universalmente accettati. Ma ci sono sentenze contrarie ed anche altre in contrasto. Un giudice ha stabilito che induce a fare le gare di velocità, basandosi su un caso ligure. Un caso che non mi pare si verifichi da noi. O comunque non può essere il mezzo responsabile di comportamenti sbagliati.
La provincia sta studiando un sistema diverso: segnalatori che non indicano la velocità ma che ti consigliano di rallentare se la superi. Strumenti che allo stesso tempo registrano tutti i passaggi per consentirci di realizzare statistiche sulle velocità medie e sulla quantità di traffico.
Speriamo che qualcosa almeno si possa fare per non incorrere nei soliti autovelox.
Addirittura riprovevole è invece la politica del velox a tradimento. O come dico io dietro la curva. O per far cassa con quelli di fuori.
Il fine deve essere solo quello di indurre comportamenti virtuosi, di evitare incidenti e meglio ancora se si riesce evitando multe.
Questa è la situazione del nostro paese: semafori rallenta traffico, segnalatori di velocità, attraversamenti stradali diventano legali o illegali a seconda dei periodi.
In pratica legali rimangono proprio gli strumenti più odiosi: i velox e i video red se realizzati secondo la norma.
Ma anche questi sono strumenti inefficaci se non sono legati ad un’azione sistematica. Cioè se io so che una strada è controllata massicciamente e organicamente, come accade nelle autostrade con i TUTOR, allora mi rassegno rallento e basta, non segnalo, non mi informo con il telefonino. Rallento e basta.
Cosa si dovrebbe fare? Lo stato Italiano dovrebbe decidere una volta tanto una strategia. Non solo basata su quello che non si deve, ma su quello che è consigliabile fare per raggiungere l’obiettivo della sicurezza. Marciapiedi gialli blu o verdi?. Segnalatori o altri strumenti si o no? E con quali risorse? Dovremo pur decidere una nostra linea!! Non dobbiamo sempre copiare dai francesi o dai tedeschi o inglesi.
Mettano insieme le teste migliori è costruiscano un prontuario delle azioni consigliate e soprattutto rinuncino ad una grande infrastruttura e decidano di spendere per la sicurezza, davvero e con continuità.
Se avete altri suggerimenti vi prego di scrivere qualcosa.
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