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Eolico a Peglio
Post di Peppe Dini del 30 gennaio 2012 in ecologia (Sfogliato 1088 volte)

Metto qui il manifesto che ho ricevuto e l'articolo del Resto del Carlino di sabato 28, che appunto parlava del fatto. Avremo modo qui di disquisire sulla tematica.

Si rompe la pala eolica e vola a 150 metri di distanza
Tragedia sfiorata a Peglio

Era posizionata su un palo alto 30 metri vicino al campo sportivo. Effetto fionda in una zona di campagna


Peglio (Pesaro Urbino), 28 gennaio 2012 - Pala eolica si rompe a Peglio. Si sfiora la tragedia. Tutto è successo domenica scorsa quando, durante la mattinata, il vento soffiava forte. All’improvviso l’aerogeneratore, istallato su un palo di circa 30 metri posto nel terreno adiacente al campo sportivo comunale, ha avuto un guasto.

La pala si è staccata in più pezzi finendo a circa 150 metri di distanza dal suo luogo originario. Per fortuna nessun ferito e incredibilmente nessun danno a cose materiali. Una fortuna che le tre pale siano letteralmente volate, con effetto fionda, in un luogo per così dire deserto. Il sindaco, Daniele Tagliolini, tra i primi ad accorgersi dell’accaduto, ha immediatamente contattato la comunità montana dell’alto e medio Metauro, proprietaria dell’impianto eolico.

Infatti il comune di Peglio ha dato in concessione solo il terreno dove hanno posto i due aerogeneratori. La comunità montana ha così contattato la ditta installatrice dell’impianto. L’ipotesi più probabile, riguardo al guasto, è un malfunzionamento dell’impianto frenante o del sensore che rileva la velocità del vento rallentando così le pale o addirittura fermandole.

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Assessorato alle Politiche Sociali
Post di Fabio Gostoli del 26 gennaio 2012 in appuntamenti (Sfogliato 370 volte)

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Qualche domanda sulla E78
Post di Tommaso Gentili del 26 gennaio 2012 in Politica (Sfogliato 772 volte)

Avevo preparato questo post, ma non lo avevo finito. Gli ho dato una veloce messa a posto. Era necessario vista la ridda di commenti che si era scatenata sulla ferrovia Fano-Urbino, ma soprattutto sulla E78 cosa che conosco un po' meglio.

Non ho mai pensato che un risultato debba essere raggiunto a svantaggio di chi le condizioni se le vede imporre obtorto collo, a maggior ragione se chi ha la possibilità di prendere decisioni del genere ha già perso da tempo la legittimazione del suo stesso potere.  

Quando la gente di sinistra prende delle scelte di destra (liberiste io oserei dire) e quando queste scelte si ripetono nel tempo, uno come il sottoscritto qualche domanda comincia a farsela. Perché le strade a scorrimento veloce (non autostrade) a pagamento sono un'idea di Zaia e di Formigoni, giusto per puntualizzare.

Liberi di rigirarlo ovviamente.

Qualche domanda al Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino

Alla luce dei nuovi colloqui con la commissione tecnica per l’E78 il presidente della provincia Ricci ha dichiarato "Il 2012 puo' essere l'anno del definitivo decollo della 'Fano-Grosseto'”. Alla luce di questo incontro il sottoscritto ha alcune domande da porre al Presidente.

Il tracciato è passato miracolosamente da un costo di 4 miliardi di euro (presumibilmente destinato a lievitare) a 2,7 miliardi.

1 - Quali modifiche sono state fatte al tracciato per rivedere così al ribasso la cifra per la costruzione dell’opera? Queste modifiche avranno aspetti rilevanti per la vita delle popolazioni locali?

 2- Perché nessuno ci aveva pensato prima? Ovvero non pensa che questo abbassamento dei costi coincidente con l’arrivo di una cordata disponibile a realizzare l’opera sia quantomeno inaspettato?

 3  -  Siamo nel più grande periodo di crisi dal dopoguerra ad oggi, non crede che lasciare il canone di locazione a carico dello Stato, già indebitato di suo, sia qualcosa di controproducente? Secondo Lei non basta il pedaggio a compensare le “fatiche” dell’impresa (che oltretutto avrà già guadagnato di suo tramite la defiscalizzazione introdotta dal governo sulle grandi opere)?

 4 - Non pensa che sia ingiusto che l’impresa applichi un pedaggio su un’opera che per buona parte è già stata costruita? In questo ambito ritiene giusto far pagare un operaio che giornalmente percorre una tratta qualsiasi tra Fano e Canavaccio?

    5 -  La E78 sarà a pagamento fino ad Arezzo o fino a Grosseto?

 6  - Perché la tratta tra Siena e Grosseto si sta progressivamente realizzando (con soldi pubblici), mentre tra Marche e Umbria nulla è più stato realizzato in quarant’anni? Potrebbe girare la domanda anche al suo collega di partito e presidente della giunta regionale Spacca?

7 - Nel progetto le opere secondarie (o di collegamento tipo Lunano-Sant’Angelo) le faremo pagare all’italiana (ovvero a spese dei contribuenti) o le pagheranno i privati? Privati che tra le altre cose non pagheranno un euro per la progettazione nel tratto marchigiano, visto che ci ha già pensato la provincia anni fa.

  8 -  Ora che il suo ruolo politico dopo il taglio del governo Monti alle funzioni delle province è pressoché nullo, perché caldeggiare una scelta così rischiosa che sicuramente, se nel 2014 si fosse nuovamente votato, avrebbe contribuito a farla perdere (visto che già è al 98° posto su 110 nella classifica di gradimento tra i suoi colleghi)? Avrebbe fatto la stessa scelta se si fosse andati alle urne?

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Lupus in fabula: 'La provincia a specchi'
Post di Tommaso Gentili del 26 gennaio 2012 in ecologia (Sfogliato 388 volte)

Sulle colline della Provincia sta avvenendo uno scempio senza precedenti. Centinaia di impianti fotovoltaici stanno colonizzando il paesaggio distruggendo quello che fino ad oggi era stato salvato dal cemento.

Ora che la crisi economica ha frenato il proliferare di capannoni e palazzine che hanno mangiato la costa e intere valli alluvionali, sono le colline a subire l’aggressione di una nuova speculazione: quella legata alle fonti rinnovabili. Tutto merito di una legge, la 387 del 2003, che autorizza l’installazione di impianti fotovoltaici anche in zone agricole e considera tali opere “di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti” e di un Ministero, quello alle Attività Produttive che –di concerto con quello all’Ambiente e ai Beni Culturali”- aspetta fino a settembre 2010 per varare le linee guida previste dalla legge per “assicurare un corretto inserimento degli impianti …nel paesaggio”. Tuttavia qualcosa si poteva fare per evitare che la corsa al guadagno facile si trasformasse in un danno per la collettività. Infatti la legge citata prescrive che la costruzione e l’esercizio degli impianti avvenga “nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico” e stabilisce che “nell'ubicazione si dovrà tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale”. Quindi vi sono precise responsabilità anche di Regione, Provincia e Comuni che non hanno svolto il loro preminente ruolo a garanzia del bene pubblico. Prima che la normativa nazionale definisse l’obbligo della Valutazioni di Impatto Ambientale al di sopra di un MW di potenza installata, la Regione poteva abbassare questo limite e obbligare così molti progetti a presentare lo studio di impatto ambientale: lo ha fatto solo nell’ottobre 2010 per cui la norma regionale è rimasta valida solo pochi mesi.

Contrariamente a quanto afferma l’assessore Porto, la Provincia di Pesaro e Urbino poteva porre un argine alla pioggia di richieste con uno scrupoloso rispetto delle procedure di autorizzazione: invece in molti casi non è stata fatta la Valutazione di Impatto Ambientale perché si è volutamente ignorato l’effetto cumulo tra impianti anche vicinissimi. Altri dubbi sorgono se ci si ferma a valutare il numero dei progetti firmati da certi professionisti o il nome dei richiedenti l’autorizzazione unica. Ma tutto rispondeva ad un dettato politico, quello che voleva trasformare la “provincia bella” nella “provincia del sole e del vento” senza riflettere sui danni che si stavano per fare all’agricoltura e al paesaggio. Infine anche i Comuni hanno fatto ben poco per salvaguardare il loro territorio: in alcuni casi non hanno nemmeno presentato osservazioni ai progetti, o lo hanno fatto in ritardo, e ad oggi sono in molti a dover ancora cartografare le aree non idonee agli impianti fotovoltaici, in ossequio alle linee guida regionali. Alcune associazioni ambientaliste come la Lupus, e quelle agricole come Coldiretti, hanno lanciato l’allarme alla vista dei primi impianti, ora che ce ne sono a decine, sono in tanti a scandalizzarsi, ma ormai “i buoi sono scappati”. L’unica consolazione potrebbe essere che qualcuno paghi per il danno arrecato all’economia e al paesaggio, speriamo che la Magistratura si muova.

 

da Lupus in Fabula
www.lalupusinfabula.it

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La Pec di Marche Multiservizi
Post di Tommaso Gentili del 26 gennaio 2012 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 528 volte)

E intanto chi tesse le lodi di Marche Multiservizi si diverta pure a spedire le mail al loro indirizzo PEC

Buon divertimento

 

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OSTERIA DEL VIZIO CENA CON MUSICA DAL VIVO 27 GENNAIO
Post di L'oste del 25 gennaio 2012 in culinaria (Sfogliato 564 volte)

L'OSTERIA DEL VIZIO  (Sant' Angelo in Vado PU)

PROPONE VENERDI' 27 GENNAIO

CENA CON MUSICA DAL VIVO DI "ZINO"

MENU':

ANTIPASTO: Formaggi misti, Piade Pizza, Crostini Caldi;

PRIMO: Bucatini all'Amatriciana;

SECONDO: Stinco al forno;

CONTORNO: Patate arrosto, insalata mista;

DOLCE, CAFFE', ACQUA, VINO DELLA CASA    € 20,00

E' gradita prenotazione tel. 0722/810137 cell. 3802428142 cell. 3397177050

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Giorno della memoria: Vedrai che bello vivere
Post di Peppe Dini del 24 gennaio 2012 in poesia (Sfogliato 1295 volte)

C'è un tempo per protestare e un tempo per lasciar perdere, c'è un tempo per arrabbiarsi ed un tempo per pacificare, c'è un tempo per essere ironici ed un tempo per riflettere. Noi spesso abbiamo la memoria corta di ciò che ci accade intorno, ricordare le tragedie del passato ci mantiene viva la fiammella, del sentirci in ogni modo, impegnati per il meglio, in questa terra.

Dal sito della pubblica istruzione riporto.

Giorno della memoria: Vedrai che bello vivere
Quattromila disegni e sessantasei poesie sono tutto quello che ci resta dei bambini di Terezín, erano 15.000 e ne sono sopravvissuti meno di 100. Terezín fu un campo di concentramento nazista della Repubblica Ceca che prevedeva uno spazio per i bambini, perché di transito. Vi furono deportate complessivamente 150 mila persone, tra le quali i 15.000 bambini. La poesia che riportiamo porta la data del 1941, non si conosce il nome di chi l'ha scritta, ma il messaggio che ci ha lasciato è di fiducia nella vita e ne canta la bellezza. L'autore s'identifica con il volo libero dell'uccello come l'autrice del disegno nella farfalla.

Vedrai che è bello vivere

Chi s'aggrappa al nido
non sa che cos'è il mondo,
non sa quello che tutti gli uccelli sanno
e non sa perché voglia cantare
il creato e la sua bellezza.
Quando all'alba il raggio del sole
illumina la terra
e l'erba scintilla di perle dorate,
quando l'aurora scompare
e i merli fischiano tra le siepi,
allora capisco come è bello vivere.
Prova, amico, ad aprire il tuo cuore alla bellezza
quando cammini tra la natura
per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:

anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,
vedrai che è bello vivere.
 

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GIORNO DELLA MEMORIA
Post di Massimo Tumini del 22 gennaio 2012 in eventi - iniziative (Sfogliato 331 volte)

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UFFICIO PUBBLICA ISTRUZIONE Anno Scolastico 2012/2013
Post di Fabio Gostoli del 22 gennaio 2012 in informazioni utili (Sfogliato 368 volte)

 

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Eppure non ci arrendiamo
Post di Peppe Dini del 21 gennaio 2012 in ecologia (Sfogliato 525 volte)

Eppure non ci arrendiamo
Esprimevo, qualche tempo, fa segni di ottimismo rispetto alla richiesta inviata al gestore privato delle acque potabili pubbliche, alla risposta positiva del difensore civico regionale circa l’obbligo di fornire l’analisi richieste. Ebbene, nonostante l’intervento affermativo dell’ombudsman, MarcheMultiServizi, continuava imperterrita rispetto al diniego, mentre ASET di Fano le ha già concesse. Qualcuno, dagli uffici, mi suggeriva di utilizzare un’altra normativa, cosa che farò più avanti.
Nel frattempo mi sono attivato per proporre una nuova denuncia alla Commissione Europea per l’ambiente, dato che questa volta, ho espletato tutte le procedure nazionali previste, fino alla risposta favorevole del difensore civico regionale. Certo, 10 giorni tra la mia richiesta e la risposta della UE, qui allegata, dimostrano la celerità della Commissione UE, che batte tutte le nostre amministrazioni pubbliche in fatto di rapidità di risposta. La Provincia, da me contattata per la trasparenza di alcuni dei tanti campi fotovoltaici a fine ottobre 2011, si è mossa questi giorni solo dietro mia diffida e di fatto non mi ha ancora risposto. La Regione interpellata per la pubblicazione delle date delle conferenze dei servizi, per la quale l’ombudsman regionale mi ha dato assenso, si è ben guardata di dare ulteriori risposte.
Certo ben differente dalla Commissione Europea, che la volta precedente mi ha scritto “la ringraziamo della sua denuncia”, queste amministrazioni locali, fanno di tutto pur di non essere trasparenti totalmente, come recenti normative chiedono.
Dalla Provincia mi dicono informalmente: “Vieni parliamone; se scrivi ti dobbiamo rispondere, potrebbero nascere problemi”. No, sostengo, perché non si tratta di fare un piacere a Peppe, ma di rispettare le normative sulla trasparenza nella sua totalità esecutiva, per cui il cittadino è chiamato non solo a conoscere ciò che avviene nel suo territorio, ma anche ad attivarsi per una gestione democratica e partecipativa. Peppe, non se la prende con Tizio, Caio, Sempronio che per me sono persone rispettabilissime, ma con il loro modo arrogante di gestione della cosa pubblica, dove il cittadino è per lo più, sempre poco considerato.
All’ultimo incontro della consulta utenti dell’AATO, oltre a chiarimenti sulla situazione della struttura, si è parlato della nuova carta utenti. Lavoro egregio effettuato anche dagli uffici, al quale abbiamo dato il nostro contributo di rappresentanti di associazione ambientaliste.
Siamo riusciti, udite udite, ad ottenere sul sito del gestore la pubblicazione di altri tre parametri dell’acqua che passano da 9 ad 11, su una analisi pubblicata semestrale della media di ciascun comune e l’inserimento delle norme sulla trasparenza. A parte che, i parametri soggetti ad analisi secondo la normativa sono 63, le medie non fanno che abbassare i valori di picco, non mostrando così le effettive variabilità dell’acqua.
Prossimamente si proporrà la pubblicazione trimestrale, ma sempre di medie che in quanto tali, non dicono granché. Si è proposto anche una promozione dell’acqua pubblica nei bar e ristoranti, alla quale mi sono opposto, alla luce di quanto sopra affermato. Attualmente c’è un uso dell’acqua pubblica, ma attraverso depuratori a membrana osmotica, quindi non direttamente dal rubinetto. Così il ristorantino di Fermignano dove mangio, mi offre la sua bottiglia, altri lo fanno normalmente, così come alcuni comuni della nostra provincia, offrono fontanili elettronici dove prendere acqua del rubinetto, anche gassata, ma pur sempre ritrattata.
I possibili ricorsi, che ciascun utente può fare attraverso gli uffici AATO e da questi pazientemente elaborati, (la carta dei servizi è stata attivata da appena 2 mesi) mettono in evidenza che su 49 istanze 10 riguardano la qualità dell’acqua e 1 l’accesso agli atti. Circa il 22% che chiede qualità, non è poco.
Se poi ci aggiungiamo che Tommy ha scritto per avere le analisi, ma che la Posta Elettronica Certificata del gestore non ha accettato il messaggio, perché non funzionante, con la stampata del suo computer da me fotocopiata e distribuita a tutti i presenti, questo la dice tutta sulla trasparenza dei privati nella gestione del bene pubblico.
Dato che la provincia di Pesaro Urbino è l’unica anomalia italiana in fatto di approvvigionamento di acque potabili, avendo l’80% origine superficiale con ben 8 potabilizzatori su 10 regionali, sarebbe opportuno, che come cittadini, ci impegnassimo molto di più, nella richiesta delle analisi delle nostre acque potabili.
 

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Ferrovia Fano-Urbino, il Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino all'attacco
Post di Fronte di AZIONE POPOLARE-PU del 18 gennaio 2012 in Politica (Sfogliato 1246 volte)

Ferrovia Fano-Urbino, il Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino all'attacco;
"I rappresentati locali dei partiti che appoggiano Monti, si smarchino dalla decreto firmato dal Ministro Passera"

Il recente decreto firmato dal Ministro Passera che smantella definivamente la tratta ferroviaria Fano-Urbino, anima e non poco la nuova formazione locale e trasversale del "Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino". Commenta il Presidente Giacomo Rossi: "Il Governo Monti continua a difendere le grosse lobby e continua a far danni; tra gli ultimi, il decreto di dismissione della tratta ferroviaria Fano-Urbino, la cui morte, a differenza di quello che diceva in campagna elettorale, é stata voluta ed accellerata dal Presidente della Provincia Matteo Ricci. Su questo assurdo decreto ministeriale, vorremmo che si esprimessero anche i rappresentanti locali di tutti quei partiti, come Pdl, Pd ed Udc che sostengono l'attuale Governo, il quale ha pertanto dato il colpo di grazia alla Fano-Urbino. Come se non bastasse c'è di più; preoccupano e molto anche i tagli alla linea ferroviaria adriatica e la volontà di smantellamento della tratta Pergola-Fabriano. Conclude Rossi: "Noi del "Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino" continueremo a batterci e sostenere (a fianco anche del Comitato "Ferrovia Val Metauro"), la fattibilissima riapertura della tratta in questione nonché il preservamento delle altre tratte in essere. Continueremo a farlo in modo chiaro e senza ambiguità".

Uff.stampa F.a.p. PU

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Salviamo il referendum
Post di Peppe Dini del 16 gennaio 2012 in ecologia (Sfogliato 536 volte)

Diamo voce alla grido dall'allarme del missionario comboniano Alex Zanotelli!. Inserisco quindi, l'intervento completo di padre Alex, affinchè si possa riflettere sui beni più importanti. Diffondiamolo, direttamente da:

www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx

Era il 13 giugno, 7 mesi fa, quando 26 milioni di italiani/e sancivano l'acqua bene comune "Ubriachi eravamo di gioia... le spalle cariche dei propri covoni! (Salmo, 126). E oggi ritorniamo a "seminare nel pianto.." (Salmo, 126) perché il governo Monti vuole privatizzare la Madre.

Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma mai, mai ci saremmo aspettati che un governo, cosiddetto tecnico, osasse di nuovo mettere le mani sull'acqua, la Madre di tutta la vita sul pianeta.

È quanto emerge oramai con chiarezza dalla fase due dell'attuale governo, che impone le liberalizzazioni in tutti i settori. Infatti le dichiarazioni di ministri e sottosegretari, in questi ultimi giorni, sembrano indicare che quella è la strada anche per l'acqua.

Iniziando con le affermazioni di Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza, che ha detto che l'acqua è uno dei settori da aprire al mercato. E Corrado Passera, ministro all'economia, ha affermato: «Il referendum ha fatto saltare il meccanismo che rende obbligatoria la cessione ai privati del servizio di gestione dell'acqua, ma non ha mai impedito in sé la liberalizzazione del settore». E ancora più spudoratamente il sottosegretario all'economia Gianfranco Polillo ha rincarato la dose: «Il referendum sull'acqua è stato un mezzo imbroglio. Sia chiaro che l'acqua è e rimane un bene pubblico. È il servizio di distribuzione che va liberalizzato».

E non meno clamorosa è l'affermazione del ministro per l'ambiente Corrado Clini:«Il costo dell'acqua oggi in Italia non corrisponde al servizio reso (...). La gestione dell'acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla valorizzazione del contenuto economico della gestione».

Forse tutte queste dichiarazioni preannunciavano il decreto del governo (che sarà votato il 19 gennaio) che, all'art.20, afferma che il servizio idrico - considerato servizio di interesse economico generale - potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni, eliminando così la gestione pubblica del servizio idrico. Per dirla ancora più semplicemente, si vuole eliminare l'esperienza che ha iniziato il comune di Napoli, che ha trasformato la società per azioni a totale capitale pubblico (Arin) in Abc (Acqua bene comune-Ente di diritto pubblico).

È il tradimento totale del referendum che prevedeva la gestione pubblica dell'acqua senza scopo di lucro . È il tradimento del governo dei professori. È il tradimento della democrazia.

Per i potentati economico-finanziari italiani l'acqua è un boccone troppo ghiotto da farselo sfuggire. Per le grandi multinazionali europee dell'acqua (Veolia, Suez, Coca-Cola...) che da Bruxelles spingono il governo Monti verso la privatizzazione, temono e tremano per la nostra vittoria referendaria. Temono soprattutto che il "contagio" si estenda in Europa.

«Un potere immorale e mafioso - ha giustamente scritto Roberto Lessio, nel suo libro All'ombra dell'acqua - si sta impossessando dell'acqua del pianeta. È in corso l'ultima guerra per il possesso finale dell'ultima merce: l'acqua. Per i tanti processi di privatizzazione dei servizi pubblici in corso, quello dell'accesso all'acqua è il più criminale. Perché è il più disonesto, il più sporco, il più pericoloso per l'esistenza umana».

Per questo dobbiamo reagire tutti con forza a tutti i livelli, mobilitandoci per difendere l'esito referendario, ben sapendo che è in gioco anche la nostra democrazia.

Chiediamo al più presto una mobilitazione nazionale, da tenersi a Roma perché questo governo ascolti la voce di quei milioni di italiani/e che hanno votato perché l'acqua resti pubblica. Chiediamo altresì che il governo Monti riceva il Forum italiano dei movimenti per l'acqua,ciò che ci è stato negato finora.

Rilanciamo con forza la campagna di "obbedienza al referendum" per trasformare le Spa in Enti di diritto pubblico (disobbedendo così al governo Monti). Sollecitiamo i comuni a manifestare la propria disobbedienza alla privatizzazione dell'acqua con striscioni e bandiere dell'acqua.

E infine ai 26 milioni di cittadini/e di manifestare il proprio dissenso esponendo al proprio balcone uno striscione con la scritta : "Giù le mani dall'acqua"!

In piedi , popolo dell'acqua!
Ce l'abbiamo fatta con il referendum, ce la faremo anche adesso !
"E di nuovo la nostra bocca esploderà di gioia" (Salmo, 126)

Alex Zanotelli

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Il viale del cimitero
Post di Peppe Dini del 15 gennaio 2012 in ecologia (Sfogliato 1291 volte)

Il viale del cimitero

Viale del cimitero. Si notano i "buchi" provocati dai tagli dei cipressi

Nei post precedenti qualcuno si meravigliava che a Sant’Angelo in Vado si parlasse sempre di piante abbattute. Un commento successivo rispondeva che è “mera realtà”.
Vediamo questo ulteriore caso vadese.
Il viale del cimitero di Sant’Angelo in Vado è costituito da piante protette del tipo cipresso. E’ da un po’ di tempo che alcuni esemplari apparivano secchi e alterati, alcuni per tutta la chioma altri parzialmente.
Nel mese di novembre l’amministrazione comunale, tramite il proprio UTC, da ordine ad una ditta privata di abbattimento di queste piante.


 

Viale del cimitero. I "ceppi" radicali ed il vuoto lasciati dall'intervento

Ora si da il caso che la legge regionale sulla forestazione, prevede in questo caso, che l’abbattimento possa essere effettuato, dando però opportuna comunicazione alla comunità montana competente, comunicazione mai effettuata.
Inoltre nel PRG risultano protetti dal punto di vista ambientale paesaggistico, perché “meritevoli di tutela le seguenti aree ed essenze arboree, isolate o a gruppi; il Cedro del Libano prossimo a Porta Nuova, i cipressi del cimitero, il Pincio dei Cappuccini, le pinete delle zone Paradiso, Crocefisso e bivio Cà Basso, i gelsi della zona ex Casa Barbanti, i pini domestici di S. Maria e dei Fossi.”
In alcuni tronchi sono ancora incastrate le pallottole che un aereo mitragliò nel 1944, segno della secolarità di tali essenze.
Ebbene mentre nel vicino passato, si è intervenuto nel cimitero con un progetto di sostituzione degli alberi tagliati, oggi non esiste alcun progetto di intervento di ripristino. Eppure l’UTC dovrebbe essere al corrente del vincolo che esiste sul viale del cimitero, che dal SIT risulta: “Area di tutela dei beni extraurbani di valore architettonico- ambientale”.

Vuale del cimitero. Uno dei "nuovi" cipressi ripiantati, abbattuto dal vento, senza che nessuno pensi a ripristinarlo.


Un intervento di questo genere, non può essere ammesso se non accompagnato da un progetto di tutela globale, che preveda il taglio ed il ripristino. Non si tratta solo di sanzioni che vanno al di là dell’amministrativo, ma si tratta di intervenire nel territorio comunale con tutte le cautele che esso chiede e con le giuste conoscenze del Piano Regolatore Comunale.
Un comportamento simile da parte dell’amministrazione comunale, è anche di cattivo esempio per i cittadini.

Peppe Dini
 

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Comitato Sostenibilità InMensa
Post di Richez del 15 gennaio 2012 in eventi - iniziative (Sfogliato 431 volte)

Vi segnalo una iniziativa che mi è stata segnalate da alcune persone tramite email.
http://sostenibilitainmensa.wordpress.com/

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Il Comitato Sostenibilità InMensa è costituito dai cittadini di Urbino che vogliono incidere sulle scelte dell’Amministrazione Comunale riguardo alle mense pubbliche.
Il nostro obiettivo è contribuire al benessere dei nostri figli e a quello del territorio.

Chiediamo un’alimentazione più sana e sostenibile, che valorizzi le produzioni locali e non inquini il nostro territorio.
Chiediamo a tutti i cittadini di Urbino di leggere e firmare la petizione che presenteremo entro gennaio 2012 al Sindaco di Urbino.

LEGGI E FIRMA LA PETIZIONE ONLINE
http://www.petizioni24.com/mensa_sostenibile_a_urbino

STAMPA LA PETIZIONE
(e falla firmare a quelli che conosci)

Stampa la petizione

Stampa il modulo di raccolta firme

AIUTACI

A rendere più forte questa idea facendola conoscere.
Aiutaci a raccogliere le firme tra i genitori della scuola di tuo figlio, tra i tuoi colleghi e amici, nel tuo negozio, in famiglia…

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In sintonia con l'Associazione Culturale Il Pifferaio Magico
Post di Fabio Gostoli del 14 gennaio 2012 in convegni (Sfogliato 369 volte)

 

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SWORDFISH PROJECT - invasi dal cemento - official video
Post di Richez del 14 gennaio 2012 in musica (Sfogliato 951 volte)

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PROGETTO AGGREGANZIANI " RIFLESSIONI E CONCLUSIVE "
Post di Fabio Gostoli del 13 gennaio 2012 in convegni (Sfogliato 351 volte)

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Ufficio caccia, i bolli e gli ammanchi
Post di Peppe Dini del 12 gennaio 2012 in ecologia (Sfogliato 744 volte)

Vi metto qui l'articolo del 12 gennaio 2012, del Resto del Carlino cronaca di Pesaro a firma di Mauro Ciccarelli. Peppe Dini

Ufficio caccia, i bolli e gli ammanchi. Nel mirino anni di gestioni disinvolte. Gli interrogatori sono stati quasi completati. Presto il primo indagato. di Mauro Ciccarelli

Pesaro, 12 gennaio 2012 - E’ IN FASE AVANZATA l’inchiesta della Procura di Pesaro sugli ammanchi all’Ufficio caccia della Provincia. Partita da un esposto presentato mesi fa dall’ex consigliere provinciale dei Verdi Claudio Mari sulla disinvolta gestione dei bolli per licenze di pesca, appostamenti fissi di caccia e attestati di esami di caccia relativi all’anno 2010, ha allargato il suo raggio anche alle gestioni precedenti spingendosi indietro fino al 2007, non oltre per via della prescrizione. A partire dal mese di novembre sono stati interrogati i dipendenti dei vari uffici, ora manca di chiudere il cerchio con il responsabile dell’Ufficio (fino a un anno fa) Goffredo Pazzaglia, il quale rischia l’iscrizione nel registro degli indagati.

L’INCHIESTA, dapprima condotta dal procuratore Manfredi Palumbo e ora in mano al sostituto Maria Letizia Fucci, è una sorta di approdo di un lungo percorso di accuse nei confronti dell’Ufficio caccia provinciale. Basti citare le ultime: le denunce contro le braccate al cinghiale (fuorilegge) all’interno di oasi e parchi, la dura intervista al nostro giornale del presidente Atc1 Callisto Cerisoli («Qui non si fa più gestione, si contano solo i voti»), il duello di fuoco Giannotti-Galuzzi su nomine, calendari, proroghe, fino all’ultimo consiglio monografico sulla caccia del 19 dicembre nel quale il Pdl ha incalzato («Chi sono gli indagati?») e pezzi di maggioranza (Rc, Idv, Psi) lo hanno spalleggiato. Basti citare una frase del consigliere Renzo Savelli (Rc), promotore di alcune interrogazioni: «La gestione degli ultimi anni? Innominabile».

MARCHE DA BOLLO. La Procura, mettendo a confronto i soldi prelevati direttamente da Pazzaglia all’Economato («cash») con quelli effettivamente usciti (apposizione delle marche su licenze e attestati) ha riscontrato ammanchi consistenti. E documentazione carente. La cifra prelevata, a seconda degli anni, va da 60.000 a 80.000 euro annui; i soldi effettivamente spesi non arrivano alla metà. Si ipotizzano ammanchi di circa 180.000 euro dal 2007 a oggi. Ma tale «modus operandi», per ammissione di alcuni dipendenti dell’Ufficio, risulta anche negli anni precedenti, almeno a partire dal 2001. In quegli anni è da registrare anche una denuncia di furto di marche da bollo all’interno dell’Ufficio caccia.

SU ALTRE questioni s’è concentrata l’attenzione di alcuni consiglieri, Savelli e Giannotti in particolare, attraverso numerose interrogazioni (16 in totale, cui se ne aggiunge una parlamentare dell’on. Ceroni). Vedi i conferimenti di selvaggina (e/o denaro equivalente) da parte delle Aziende faunistiche alla Provincia; anche qui la documentazione è a dir poco carente. La Provincia di Rimini ha chiesto più volte i dati sulle Aziende ora passate sotto la sua gestione, senza ottenerli. Il giro di soldi, per anni, ha riguardato anche il commercio di uccelli da richiamo, che fino a qualche tempo fa i cacciatori potevano comprare dalla Provincia: una volta quei soldi finivano direttamente nei conti correnti dell’ente, poi invece pagati brevi manu, grazie anche a una delibera apposita. Emblematica poi la parabola del centro allevamento delle selvaggina sul San Bartolo: prima fiore all’occhiello, ora in abbandono. Quanto alla caccia in braccata nelle oasi, estate e inverno, in aperto spregio alle leggi nazionali e senza il consenso dell’Ispra (l’Istituto superiore per l’ambiente), è unanimemente considerata l’ennesimo favore alla lobby dei cinghialai.

Del resto, le due giunte Ucchielli sono state sempre etichettate come «giunte dei cacciatori». Il do ut des con il mondo venatorio, secondo la tipica «pratica clientelare» denunciata apertamente nell’ultimo consiglio provinciale, appare di tutta evidenza. Non è un mistero che Pazzaglia facesse campagna elettorale per conto di Ucchielli, cui rispondeva direttamente.
In questo contesto si inserisce anche la gestione complessiva dell’Ufficio. Ucchielli ha sempre mantenuto la delega alla caccia e ha tenuto sotto di sé le guardie venatorie. Che avevano disposizioni precise: non rompere le scatole ai cacciatori. Ne fa fede l’esiguo numero di verbali redatti.

NEL CORSO degli anni, l’Ufficio caccia è divenuto una piccola repubblica a sé. Basti dire dell’Ufficio ambiente marginalizzato, e della gestione della fauna (udite udite) passata sotto l’Urbanistica.
Goffredo Pazzaglia è in pensione da un anno. Ma la linea di continuità è rappresentata dal successore Massimo Pensalfini, uomo di Ucchielli, dirigente dell’Ufficio caccia nonché sindaco di Colbordolo. Finito nel mirino, oltreché per il doppio ruolo, per il bando di assegnazione dell’incarico: «concorso ad hoc, e già si sapeva chi era il vincitore», ha tuonato Giannotti in consiglio provinciale. In quell’occasione, l’assessore provinciale Massimo Galuzzi ha espresso «piena fiducia nell’indagine della magistratura. E non mi risulta che ci sia alcun inquisito». Tra breve, probabilmente, ci sarà.

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MAGI COMETE CULLE ASINELLI
Post di Fabio Gostoli del 12 gennaio 2012 in appuntamenti (Sfogliato 470 volte)

 

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Commento di Luca del 21/05/2013 14.13.04
Noi ci siamo il 23 di maggio! :D :D :D :D :D :D ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 18.28.14
beh.. ma VOI siete pagati per questo.. io NO! ...
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Commento di Pierluigi del 20/05/2013 10.59.51
Bellissima notizia.
Appena possibile porterò Elena e Massimo. ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 9.55.26
Forse partecipando si può capire di più e se ritieni che non sia abbastanza, come sicuramente sarà, puoi dare il tuo contributo per fare di più.
Ti aspettiamo.... ...
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Commento di Anonimo del 20/05/2013 8.25.13
..solita riunione dove la CNA si loda e si riLODA di quello che fa!!!..
MA POI COSA FA??????? ...
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Commento di Peppe Dini del 19/05/2013 7.42.19
Sono appena rientrato da una 3 gg a S:Martino con due mie classi seconde. A seguito del post, la Com.Mont. e la provincia hanno pensato alla sedazion ...
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Commento di Richez del 18/05/2013 8.53.46
La tua TAVOLA ha preso un indirizzo errato.
Quello corretto è questo:
http://www.comune.sant-angelo-in-vado.ps.it/fileadmin/grpmnt/5532/TAVOLA_2.pdf

Con ...
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Commento di T. Gentili del 16/05/2013 21.08.32
Noi in comune facemmo un'interrogazione a riguardo. Il sindaco ci rispose che quel tipo di prodotto non è pericoloso per l'uomo e che ha una durata di 6 ore dall'applicazione sull'erba. In poche parole se ...
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Commento di Anonimo del 16/05/2013 20.59.53
Parole sante Peppe Dini! ...
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